Cappella Chigi

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Coordinate: 41°54′41.76″N 12°28′34.85″E / 41.9116°N 12.476347°E41.9116; 12.476347

Santa Maria del Popolo Capella Chigi

La cappella Chigi è la seconda cappella della navata sinistra nella basilica di Santa Maria del Popolo a Roma. Celebre scrigno di capolavori, vi lavorarono, tra gli altri, Raffaello e Gian Lorenzo Bernini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Agostino Chigi, banchiere papale di origine senese, commissionò a Raffaello una nuova cappella per la sua famiglia, dopo che l'artista aveva già lavorato per lui nella Villa Farnesina. Il Sanzio disegnò l'architettura a pianta centrale e curò i cartoni per i mosaici della cupola.

L'opera venne avviata nel 1513-1514 dal Lorenzetto e completata da Bernini solo nel 1652-1656, per l'allora cardinale Fabio Chigi, poi papa Alessandro VII.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Raffaello creò un piccolo complesso a pianta centrale ispirandosi a Bramante, spoglio all'esterno e ricco di sculture e pitture all'interno. Si tratta di un cubo sormontato da una cupola emisferica, poggiante su un tamburo abbastanza alto dal quale penetra la luce tramite aperture.

Alla cappella si accede attraverso un arco aperto alla navata laterale della Basilica di Santa Maria del Popolo; l'interno è uno spazio semplice, scandito da tre arcate cieche che completano, con quello dell'ingresso, lo schema quadrato ed arricchito da nicchie destinate ad accogliere sculture e dipinti, oltre che le tombe di Agostino Chigi e di altri membri della famiglia, caratterizzate dalla forma piramidale, desunta forse da architetture funerarie classiche.

L'architettura rientrava pienamente nelle ricerche allora in corso a Roma, intorno alla basilica di San Pietro, tanto che è stata vista nella cappella una riproposizione in piccolo della crociera impostata da Bramante. Come in San Pietro il diametro della cupola è maggiore dell'ampiezza degli archi di sostegno che configurano la pianta quadrata con angoli smussati e che quindi sostengono la cupola su pennacchi trapezoidali, che erano una delle caratteristiche dell'impianto bramantesco.

Tuttavia una nuova concezione dello spazio sembra caratterizzare questo che è l'unico edificio religioso di Raffaello, che si sia conservato nella sua forma originaria. Al contrario degli edifici bramanteschi, nella cappella lo spettatore deve guardare da più punti di vista per cogliere tutto lo splendore, entrando nello spazio piuttosto che standovi davanti.

Decorazione della cupola[modifica | modifica wikitesto]

La cupola

La cupola interna è decorata da cassettoni dorati, con mosaici, eseguiti su disegno dello stesso Raffaello. Al centro Dio creatore del firmamento (scorciato efficacemente e in un gesto impetuoso, di memoria michelangiolesca, che sembra dare origine al moto dell'intero universo sottostante), con intorno immagini allegoriche del Sole e dei sei pianeti conosciuti, raffigurati come divinità pagane a mezzo busto, ciascuno guidato da un angelo che, secondo un concetto dantesco ripreso dai neoplatonici, rappresenta il suo ordine motore, che ne limita la potenza dirigendone il corso. Tali mosaici vennero eseguiti dal veneziano Luigi de Pace nel 1516. I cartoni originari sono perduti, ma si conservano alcuni disegni preparatori (a Oxford e Lilla) che confermano l'originalità dell'opera, ottimizzata per una visione dal basso.

Tra le finestre si trovano affreschi di Francesco Salviati con Scene della Creazione e Peccato originale (1550 circa); lo stesso dipinse anche i tondi nei pennacchi con le Stagioni.

Parte inferiore[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Agostino Chigi e la statua di Bernini

L'altare mostra la Nascita della Vergine di Sebastiano del Piombo e Francesco Salviati, dipinta a olio su blocchi di peperino, con paliotto bronzeo a bassorilievo del Lorenzetto (Gesù e la Samaritana).

Tutto intorno si trovano le tombe dei Chigi alternate a nicchie con sculture. Le nicchie. in corrispondenza dei pilastri, presentano:

  1. Abacuc e l'angelo di Bernini, 1656-1661, a sinistra dell'altare
  2. Giona che esce dalla balena, del Lorenzetto su disegno di Raffaello, 1520, a destra dell'altare
  3. Daniele e il leone, del Bernini, 1655-57
  4. Elia, del Lorenzetto, terminata da Raffaele da Montelupo, 1540 circa

Alle pareti si trovano le tombe di Agostino Chigi e del fratello Sigismondo Chigi, a forma piramidale, simbolo di eternità. Furono disegnate da Raffaello, ma modificate dal Bernini nei medaglioni marmorei.

Nelle lunette si trovano pitture di Francesco Vanni.

Pavimento[modifica | modifica wikitesto]

Morte alata

Il pavimento a mosaico ha al centro la tomba di Fabio Chigi con un mosaico che riporta la scritta Mors ad caelos da alcuni detto anche Morte alata, tarsia su disegno del Bernini. Le lettere maiuscole nella citazione riprendono inoltre la data di realizzazione in numeri romani: MDCL = 1650

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La cappella viene citata sia nel romanzo "Angeli e demoni" di Dan Brown che nell'omonimo film come punto di partenza del percorso segreto chiamato 'Cammino dell'Illuminazione'. Il significato di Mors ad caelos collocato sull'ipogeo detto anche "Buco del diavolo" fa riferimento alla terminologia scolastica citata da Iacopone da Todi e da Sant'Agostino ""Donna de gran valore per retornare a basso / non perde suo valore" (cfr. s. Agostino, Scala paradisi, XI, 7) ed al Salmo 106, 26 «Ascendunt usque ad caelos, et descendunt usque ad abyssos; anima eorum in malis tabescebat» [Salivano fino al cielo, scendevano negli abissi].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975.
  • AA.VV., Roma, Touring Editore, Milano 2008. ISBN 978-88-365-4134-8

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