Basilica di Santa Maria del Popolo

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Coordinate: 41°54′41.41″N 12°28′35.96″E / 41.911503°N 12.476656°E41.911503; 12.476656

Basilica di Santa Maria del Popolo
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Diocesi di Roma
Inizio costruzione XI secolo
Completamento XVI secolo

Santa Maria del Popolo è una celebre basilica di Roma, sita in piazza del Popolo, alla quale dà il nome, a lato della porta del Popolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa

La chiesa ha origine da una piccola cappella, eretta da papa Pasquale II nel 1099, in seguito alla demolizione del Mausoleo dei Domizi Enobarbi, tomba dell'imperatore Nerone. Forse l'occasione era stata il ringraziamento per la liberazione del Santo Sepolcro, avvenuta quell'anno, e l'opera venne pagata dal Popolo romano, da cui il nome[1].

Nel 1227 la cappella fu ingrandita da papa Gregorio IX, che vi fece trasportare dalla cappella del Santissimo Salvatore in Laterano l'immagine di santa Maria del popolo, che ancora oggi si venera nella chiesa. Successivamente venne ricostruita e ampliata, sotto Sisto IV, da Andrea Bregno, tra il 1472 ed il 1477, con un aspetto rinascimentale; la tradizione, ribadita dal Vasari, che attribuisce la sua costruzione a Baccio Pontelli, è da respingere [2]. Dal 1250 la chiesa è officiata dagli Agostiniani, dapprima quelli della Tuscia e poi, dal 1472, quelli della Congregazione Lombarda.

Interventi successivi furono quelli del Bramante, sui disegni del quale fu rifatto il coro agli inizi del XVI secolo; di Raffaello, che, nello stesso periodo, progettò la cappella Chigi; e quelli di Gian Lorenzo Bernini, che tra il 1655 ed il 1660 restaura nuovamente la chiesa, donandole questa volta una chiara impronta barocca che si può ammirare ancora oggi.

Agli inizi dell'Ottocento, per la sistemazione della piazza e del Pincio, fu sacrificato il vasto convento agostiniano, nel quale aveva soggiornato Martin Lutero durante la sua permanenza in Italia nei suoi anni giovanili.

La chiesa è parrocchia dal XVI secolo, quando papa Pio IV, con il decreto Sacri apostolatus del 1º gennaio 1561 creò la parrocchia di Sant'Andrea nella chiesa di Sant'Andrea del Vignola e la unì in perpetuo alla chiesa agostiniana di piazza del Popolo, i cui monaci dovevano occuparsi della parrocchia. Fu papa Pio V che trasferì la parrocchia nella sua sede attuale. La chiesa, dal 1587, è sede del titolo cardinalizio di Santa Maria del Popolo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La cupola della Cappella Chigi, opera di Raffaello
Cappella Chigi, statua del Bernini
Assunzione della Vergine di Annibale Carracci

La facciata, rivestita di travertino, risale all’epoca di papa Sisto IV, il cui stemma è inserito nel timpano; fu poi modificata dal Bernini. Essa è tripartita con due ordini di lesene, e con tre portali, di cui quello centrale, sormontato nella lunetta da una Madonna col Bambino, è della bottega del Bregno.

L’interno della basilica è a tre navate con quattro cappelle per lato; termina con un ampio transetto, sul quale affacciano quattro cappelle, una cupola ed un profondo presbiterio.

Navata destra[modifica | modifica wikitesto]

Dal fondo della chiesa verso il transetto, si incontrano i seguenti elementi:

Transetto[modifica | modifica wikitesto]

Il transetto presenta due altari principali ai suoi estremi, disegnati entrambi dal Bernini. Su esso affacciano quattro cappelle, due per ciascuno dei lati a fianco del presbiterio. Le principali cappelle sono:

  • la Cappella Cerasi, una delle più importanti della basilica; in essa si trovano due delle principali opere del Caravaggio, la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di san Pietro; la pala d’altare, raffigurante l’Assunzione della Vergine è di Annibale Carracci;
  • la Cappella Theodoli, con la tela dell’altare raffigurante Santa Caterina d'Alessandria di Giulio Mazzoni, cui si attribuiscono anche gli stucchi che decorano la volta della cappella.

Presbiterio e coro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi coro di Santa Maria del Popolo.

L’altare maggiore fu fatto eseguire dal cardinale Antonio Maria Sauli nel 1627; a lui si deve anche la decorazione dell’arco trionfale, ove in stucco è rappresentata la Leggenda della fondazione della chiesa. L’altare include la tavola del XIII secolo, in stile bizantino, raffigurante la Madonna del popolo. Nei pressi dell’altare, a destra, vi sono resti di marmo con decorazione cosmatesca e data del 1263.

Il coro fu ristrutturato dal Bramante agli inizi del XVI secolo; in esso si trovano due capolavori di Andrea Sansovino, i monumenti funebri dei cardinali Ascanio Sforza e Girolamo Basso Della Rovere. Nella volta si trovano affreschi del Pinturicchio (1508-10), mentre le vetrate, raffiguranti Episodi della vita di Maria e di Gesù, sono di Guillaume de Marcillat (1509).

Navata sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Percorrendo la navata, dal transetto fino all’entrata, troviamo i seguenti monumenti:

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Organo Testa[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei lavori di ristrutturazione dell'antica basilica rinascimentale in stile barocco, l'artefice del progetto, Gianlorenzo Bernini, presentò ad Alessandro VII, il committente del restauro, già cardinale titolare della chiesa, due progetti per un nuovo organo da collocarsi sopra una cantoria nel transetto destro. Dei due progetti delle casse, uno più classico con tre campate suddivise in due per l'altezza, l'altro innovativo, fu scelto il secondo, in cui le canne erano imbrigliate fra rami di rovere, albero simbolo della famiglia Chigi, quella del papa committente. La costruzione della parte fonica del nuovo organo fu affidata all'organaro Giuseppe Testa, mentre gli scultori Gabriele Renzi, Antonio Raggi, Antonio Chiccheri, Marcantonio Inverni e Baldassarre Castelli che realizzarono anche le cantorie. L'organo Testa, la cui costruzione si protrasse dal 1656 fino al 1658, fu rifatto nel 1814 ma attualmente (2011) dello strumento non rimangono che le 27 canne di facciata, le catenacciature e i somieri. Di seguito la disposizione fonica:

Organo del transetto destro
Colonna di sinistra
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Flauto in V Soprani
Flauto in V Bassi
Voce Umana
Trombe reali Bassi
Clarino Soprani
Violino Soprani
Corno inglese Soprani
Terzino Soprani
Colonna di destra
Ottava
XII
XV
XIV
XXII
XXVI
XXIX
Flauto in Ottava Soprani
Flauto in Ottava Bassi

Organo Vegezzi Bossi[modifica | modifica wikitesto]

Nel transetto sinistro, fu costruita dal Bernini una cantoria gemella a quella del transetto destro e vi fu collocato l'organo a canne già presente nella chiesa, rimasto in loco fino al XVIII secolo e poi smantellato. Fu sostituito solo nel 1906 da un nuovo strumento della ditta Vegezzi-Bossi a due tastiere e pedaliera e a trasmissione pneumatica e costruito secondo i canoni dell'epoca. Lo strumento, poi, è stato elettrificato nel 1975 ed è stata aggiunta una nuova consolle nella navata (già ce n'era una in cantoria). La facciata, molto arretrata rispetto alla balaustra della cantoria e incassata nella parete, è costituita 33 canne appartenenti al registro Principale||8'. Di seguito la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale I 8'
Principale II 8'
Flauto 8'
Ottava 4'
Ottavina 2'
Ripieno 5 file
Unda Maris 8'
Tromba 8'[4]
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Viola Gamba 8'
Flauto Armonico 4'
Ottava 4'
Nazardo 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Ripieno 3 file
Voce Celeste 8'
Pedale
Subbasso 16'
Basso forte 8'
Bordone 8'
Unioni e accoppiamenti
Unione I-P
Unione II-P
Unione II-I
Ottava Grave I
Ottava Grave II-I
Ottava Acuta I
Ottava Acuta II-I
Ottava Grave II
Ottava Acuta II
Ottava Acuta I-P
Ottava Acuta II-P
Tremolo
Annullatori
Annullo Ripieno
Annullo Ancia
Annullo Ottave Acute
Annullo Ottave Gravi

Collegamenti e dintorni[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg
 È raggiungibile dalla stazione Flaminio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma, cit., pag. 241.
  2. ^ Guida di Roma del Touring Club Italiano, p. 226.
  3. ^ Nella Cappella Chigi è ambientata una scena del libro Angeli e demoni di Dan Brown.
  4. ^ aggiunta nel corso del restauro del 1975

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, pp. 220–221
  • Mauro Quercioli, Rione IV. Campo Marzio, in AA.VV., I rioni di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2005, pp. 295–299
  • Guida d'Italia. Roma, Touring Club Italiano, Milano 1993 (ottava edizione)
  • Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Roma 1891, pp. 319-322
  • Christian Hülsen, Le chiese di Roma nel Medio Evo, Firenze 1927, p. 358
  • Enzo Bentivoglio, Simonetta Valtieri, Santa Maria del Popolo a Roma. Con una appendice di documenti inediti sulla chiesa e su Roma, Bardi Editore, Roma 1976
  • AA.VV., Roma, Touring Editore, Milano 2008. ISBN 978-88-365-4134-8
  • Giovanni Battistelli, Oscar Mischiati, Arnaldo Morelli, Claudio M. Strinati, Organi e cantorie nelle chiese di Roma Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1994.
  • G. Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2007, pp. 263–264. ISBN 978-88-222-5674-4

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]