Chigi

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Chigi
Coat of arms of the House of Chigi.svg
Di rosso ai monti a sei colli d'oro sormontato da una stella ad otto punte dello stesso
Stato Stato Pontificio
Attuale capo Mario Chigi [1]
Rami cadetti
Stemma della famiglia Chigi

Coat of arms of the House of Chigi-Rovere.svg

Lo stemma, per volere di Giulio II,[2] venne inquartato con quello dei della Rovere.[3]

Blasonatura
Inquartato nel I e nel IV d'azzurro alla rovere sradicata d'oro; nel II e nel III di rosso ai monti a sei colli d'oro sormontato da una stella ad otto punte dello stesso.

La famiglia Chigi è stata un'importante famiglia nobiliare di origine senese, fra cui si annoverano diversi papi e cardinali, e in particolare Papa Alessandro VII.

Le origini della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Originaria di Siena (possedeva nel senese il castello di Macereto), discendente da un ramo collaterale dei conti Ardengheschi [4], era in origine una famiglia di banchieri, divenuta nobile alla fine del Trecento.

Diede alla Chiesa un beato, Giovanni da Lecceto (1300-1363), eremitano, ricordato per aver soccorso i bisognosi nel corso della celeberrima epidemia di peste del 1348 ricordata anche da Boccaccio nel Decamerone, e la beata Angela, pure eremitana (secolo XIV). Divennero preminenti in Siena con Mariano (1439-1504), famoso banchiere, che ricostruì il palazzo della famiglia, e Sigismondo (1479-1525), che fece costruire la Villa delle Volte e decorare il Palazzo Chigi di Siena.

L'ascesa della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Da Siena alla corte papale[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei più celebri personaggi della famiglia Chigi fu Agostino, detto il Magnifico (1465-1520), nato a Siena e vissuto al tempo di papa Leone X, banchiere della corte romana e generoso mecenate, amico di Pietro Bembo, di Paolo Giovio e di Pietro Aretino.

La famiglia raggiunse l'acme della importanza storica con l'elezione a pontefice del cardinale Fabio Chigi col nome di Alessandro VII (1655-1667), che ebbe due nipoti cardinali: Flavio I (1631-1693), principale artefice delle collezioni artistiche di famiglia, e Sigismondo (1649-1678); l'altro nipote Agostino (1634-1705) sposò Maria Virginia Borghese, nipote di papa Paolo V. A partire dalla seconda metà del Seicento si formò il grande patrimonio immobiliare dei Chigi fino a divenire nella metà dell'Ottocento tra i cinque maggiori proprietari terrieri dello Stato Pontificio.

Nel Settecento i Chigi ebbero un altro cardinale nella figura di Flavio II (1711-1771), filogesuita e papabile al conclave di Clemente XIV. Grande personalità fu nel XVIII secolo quella di Sigismondo Chigi (1735-1793), intellettuale di cultura illuminista e filofrancese.

Nell'Ottocento un importante matrimonio ha messo in contatto i Chigi con la grande aristocrazia europea, quando Mario Chigi (1832-1914) sposò la principessa ucraina Antonietta Sayn Wittgenstein (1839-1918), nipote del celebre generale tedesco Peter Wittgenstein, che fermò Napoleone a San Pietroburgo, e figlia della bellissima Leonilla Bariatinsky (1816-1918), appartenente ad una delle più importanti famiglie russe (la nonna era cugina carnale dello zar Paolo I di Russia).

Sempre nel XIX secolo i Chigi ebbero l'ultimo cardinale: Flavio III (1810-1885), già Nunzio Apostolico a Parigi.

I Chigi di Siena e gli altri rami familiari[modifica | modifica wikitesto]

Da Benedetto Chigi, vissuto nel secolo XV, discese il ramo dei Chigi di Siena, i cui rappresentanti più notevoli furono il musicista e uomo politico Scipione (1584-1633) e Carlo Corradino (1802-1881), ufficiale della marina sarda, poi governatore dell'Elba per conto del granduca di Toscana (1840-46), combattente di Curtatone nel 1848 e senatore del regno d'Italia dal 1860. A incominciare dal figlio Fabio (1848-1906) il ramo assunse il nome di Chigi-Saracini-Lucherini. Dal cardinale Flavio Chigi, nipote di Alessandro VII, che lasciò i suoi beni e titoli al nipote Bonaventura (1693), derivò il ramo dei Chigi-Zondadari di Siena; da Francesco Chigi, fratello di Agostino il Magnifico, discesero infine i Chigi Montoro di Viterbo.

A Roma l'ultimo Principe era Don Agostino Chigi Albani della Rovere (1929 - 2002), storico dell'arte, mecenate artisti italiani[5] filantropo, [6] ha ceduto al comune di Ariccia il Palazzo Chigi, con annesso parco e beni immobili di famiglia, il 29 dicembre 1988.[7]

Attualmente la famiglia Chigi è rappresentata dal principe Mario Chigi (1929), figlio di Francesco, che risiede nella villa di Castel Fusano e dal figlio, il duca Flavio Chigi (1975). La tenuta di Castel Fusano fu rimodernata nel seicento da Pietro da Cortona che ne curò anche la decorazione interna assieme ai sui allievi.

Da loro prende il nome Palazzo Chigi, un edificio storico di Roma, acquistato dagli Aldobrandini nel 1659. Dal 1712 (pontificato di Clemente XI) al 1966 (pontificato di Paolo VI) il primogenito della famiglia Chigi di Ariccia ha rivestito la dignità ereditaria di maresciallo di Santa Romana Chiesa (custode perpetuo del Conclave)[8]. Ultimo Maresciallo fu don Sigismondo Chigi (1894 - 1982) che ha sposato l'americana Marian Berry (1901 - 1989)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palazzo Chigi in Ariccia: dettaglio La Famiglia Chigi
  2. ^ Gaetano Moroni Romano, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Tipografia Emiliana, Venezia, 1942.
  3. ^ Nel Numismata Pontificum Romanorum di Filippo Bonanni si legge:
    De gentilitio Chisiorum stemmate innuere sufficiat, illud in quatuor aureolas divisum esse, quarum duae sex montes qureos continent, quibus sidus etiam aureum imminet in campo rubro; aliae vero in campo cineo quercum habent.
  4. ^ Ingrid Drake Rowland, The correspondence of Agostino Chigi (1466-1520), Biblioteca apostolica vaticana, Roma 2001, Vol. 3, p. 91
  5. ^ Enciclopedia d'Arte Italiana, Catalogo generale artisti dal 900 ad oggi: Paolo SALVATI, dettaglio Incontri e cambiamenti con il Principe Agostino Chigi Albani della Rovere
  6. ^ Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo: dettaglio Agostino Chigi, Signore non lo conoscevamo, pp.3 pp.4
  7. ^ Palazzo Chigi in Ariccia: dettaglio La Famiglia Chigi
  8. ^ Gaetano Moroni, Maresciallo di Santa Romana Chiesa (Maresciallo perpetuo del conclave) in Dizionario di erudizione storico-ecclesiastico da S. Pietro sino ai nostri giorni, specialmente intorno ai principali Santi, Beati, Martiri, Padri; compilazione del cavaliere Gaetano Moroni Romano, Venezia, dalla Tipografia Emiliana, 1840, vol. XLII, 272-291.

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