Carlo Maratta

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Autoritratto

Carlo Maratta (o Carlo Maratti) (Camerano, 15 maggio 1625Roma, 15 dicembre 1713) è stato un pittore e restauratore italiano.

Indice

Vita e opere [modifica]

Ritratto di papa Clemente IX
Ritratto di Andrea Sacchi
Ritratto di André Le Nôtre
Ritratto del Conte Spencer a Northampton
Immacolata Concezione, in Santa Maria del Popolo
Visitazione al Sepolcro con la Vergine e le tre Marie.Collezione M (Collezione privata)

Appena undicenne entrò nella bottega romana di Andrea Sacchi, dove restò ben fino al 1661; dal maestro fu introdotto alla pittura di rigorosa accademia sulle orme auliche dei Carracci, in particolare di Annibale. La sua cultura artistica si formò anche sugli esempi dei bolognesi, in particolare Giovanni Lanfranco e Guercino. Nei fatti fu il vero fondatore di quell'Accademia romana che impose un indirizzo classicheggiante alla cultura del secondo Settecento. L'artista non si allontanò mai da Roma se non per due viaggi nelle Marche (1648-50 e 1672). Della produzione anteriore al 1650 restano un affresco in San Giovanni in Fonte a Roma, condotto su cartone del Sacchi, una pala d'altare dipinta per Taddeo Barberini e destinata a Monterotondo, anch'essa di gusto sacchiano, e una pala a Camerano, con un riferimento a Tiziano, che aveva conosciuto direttamente dalle opere di Ancona, combinandolo con versioni della pittura bolognese, specialmente dell'Albani. La pittura del Maratta fu celebrata da Giovan Pietro Bellori che ne elogiava la grazia e la purezza di composizione, mentre in seguito alle lodi dei neoclassici si alternarono giudizi severi.

Nel periodo 1653-1655, il dipinto dedicato a Santa Rosalia, a Firenze, in Palazzo Corsini, segna un accostamento al Lanfranco, che diventa molto più evidente nel quadro con Sant'Agostino per Santa Maria dei Sette Dolori. Per commissione del senese Papa Alessandro VII gli fu affidata la decorazione della cappella del Crocifisso, un quadro per Santa Maria della Pace, e due dipinti per la cappella Chigi del Duomo di Siena.

Della successiva attività sono da ricordarsi, a Roma, le grandi pale per Santa Croce in Gerusalemme, per Santa Maria del Popolo, Sant'Andrea al Quirinale, San Carlo al Corso, Santa Maria degli Angeli, e i monocromi eseguiti nella Stanza di Eliodoro in Vaticano, che attestano come, attorno al 1670, fosse ormai considerato o come uno dei primi pittori in Italia. Le grandi decorazioni per Palazzo Altieri e San Pietro in Vaticano a Roma, e per il duomo di Urbino costituiscono una novità nel campo delle decorazioni scenografiche, diverse da quelle barocche, ad es. di Pietro da Cortona, volte invece a un'interpretazione aulica, come quelle coeve, in Francia, di Charles Le Brun. Di lui restano anche interessanti disegni a Vienna, Firenze, Roma, Copenaghen.

Molto interessante fu anche la sua opera di restauratore di opere pittoriche e scultoree. Nel 1702 fu incaricato della pulitura degli affreschi di Raffaello nelle Stanze Vaticane.

Fu un grande ritrattista, attento alle raffinatezze del colore: sono da ricordarsi il ritratto del Papa Clemente IX alla Pinacoteca Vaticana, il ritratto del nipote di Clemente IX, Pietro Banchieri Rospigliosi, il ritratto del cardinale Alderano Cybo a Marsiglia (1687), il ritratto di Andrea Sacchi al Museo del Prado di Madrid, il ritratto al cardinale Antonio Barberini, a Palazzo Barberini in Roma, il ritratto alla figlia Faustina alla Galleria Corsini di Roma, un Autoritratto al Musées Royaux des Beaux-Arts di Bruxelles, al Conte Spencer a Northampton (Inghilterra). In quest'ultimo paese godette di grande rinomanza e fu ammirato da Sir Robert Walpole, che fu collezionista delle opere del Maratta. Negli ultimi anni si era ritirato a vivere a Genzano di Roma, in un palazzetto rococò di cui era stato anche architetto. Il tentato ratto di Faustina, ad opera del signore di Genzano Giangiorgio Sforza Cesarini, nel 1703, lo costrinsero a lasciare la cittadina sui Colli Albani per stabilirsi definitivamente a Roma, dove morì nel 1713. È seppellito nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma.

Opere [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Luca Bortolotti, «MARATTI (Maratta), Carlo». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 69, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007
  • Giovan Pietro Bellori, Vita di Carlo Maratti pittore scritta da Gian Piero Bellori fin all'anno MDCLXXXIX. Continuata, e terminata da altri in Vite dei Pittori, Scultori ed Architetti Moderni Descritte da Gio. Pietro Bellori, Tomo III, p. 136-256, Pisa: Presso Niccolò Capurro, 1821.
  • Amalia Mezzetti, Contributi a Carlo Maratti in «Rivista dell'Istituto Nazionale d'Archeologia e Storia dell'Arte» n. 4 (1955), pp. 253–354
  • Francis H. Dowley, Some Maratti drawings at Düsseldorf in «The art quarterly» n. 20 (1957), pp. 163–179
  • Id., Some drawings by Carlo Maratti in «The Burlington magazine» n. 101 (1959), pp. 62–73
  • Eugenio Battisti, Postille documentarie su artisti italiani a Madrid e sulla collezione Maratta in «Arte antica e moderna» n. 9 (1960), pp. 77–89
  • Amalia Mezzetti, Carlo Maratti: altri contributi in «Arte antica e moderna» n. 4 (1961), pp. 377–387
  • Sylvie Béguin, A propos des "Amours et guirlandes" de Maratta du Musée du Louvre in «Paragone» n. 13 (1962), pp. 68–74
  • Francis Haskell, Patrons and painters : a study in the relations between Italian art and society in the age of the Baroque (1963, ediz. italiana, Mecenati e pittori, 2000)
  • Francis H. Dowley, Carlo Maratti, Carlo Fontana, and the Baptismal Chapel in Saint Peter's in «The art bulletin» n. 47 (1965), pp. 57–81
  • Die Handzeichnungen von Andrea Sacchi und Carlo Maratta, catalogo della mostra a cura di Ann Sutherland Harris e Eckhard Scharr (1967)
  • L'opera incisa di Carlo Maratti catalogo della mostra a cura di Paolo Bellini (1977)
  • Stella Rudolph, La prima opera pubblica del Maratti in «Paragone» n. 28 (1977), pp. 46–58
  • Jennifer Montagu, Bellori, Maratti and the Palazzo Altieri in «Journal of the Warburg and Courtauld Institutes» n. 41 (1978), pp. 334–340
  • Stella Rudolph, Un capolavoro di Carlo Maratti dimenticato in Toscana in «Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz» n. 2 (1978), pp. 253–264
  • Arnold Nesselrath, Carlo Maratti's designs for the "Piatti di S. Giovanni" in «Master drawings» n. 17 (1979), pp. 417–426
  • Stella Rudolph, Carlo Maratti figurista per pittori di nature morte in «Antichità viva» n. 2 (1979), pp. 12–20
  • Anthony Blunt, Maestri romani del Sei e Settecento: Domenichino, Sacchi, Lanfranco, Bernini, Pietro da Cortona, Testa, Mola, Sassoferrato, Maratta, Panini, Piranesi, etc... (1980)
  • Mariano Apa, Tracce di memoria, Arte e Cultura a Genzano di Roma (1982)
  • Bianca Tavassi La Greca, Contributo a Carlo Maratti in Studi in onore di Giulio Carlo Argan (1984), vol. I, pp. 355–366
  • Stella Rudolph, Il progetto di Carlo Maratti per la Galleria Falconieri e altri quesiti sulle decorazioni private in «Labyrinthos» n. 9 (1986), pp. 112–137
  • Erich Schleier, La pittura del Seicento a Roma in La pittura in Italia. Il Seicento a cura di Mina Gregori e Erich Schleier (1989), vol. I, pp. 399–460
  • Andrea De Marchi, s.v. Maratti Carlo in La pittura in Italia. Il Seicento(1989) vol. II, pp. 801–802
  • Liliana Barroero, La pittura del Settecento a Roma in La pittura in Italia. Il Settecento a cura di Giuliano Briganti (1990), vol. I, pp. 383–463
  • Manuela B. Mena Marqués, Carlo Maratti e Raffaello in Raffaello e l'Europa a cura di Marcello Fagiolo e Maria Luisa Madonna (1990), pp. 541–563
  • Liliana Barroero, s.v. Maratti, Carlo in Dizionario della pittura e dei pittori III (1992), pp. 487–489
  • Stella Rudolph, Niccolò Maria Pallavicini: l'ascesa al tempio della virtù attraverso il mecenatismo (1995)
  • Manuela B. Mena Marqués, s.v. Maratti, Carlo in The Dictionary of Art XX (1996), pp. 373-379
  • Liliana Barroero, Le grandi tappe della cultura figurativa romana nel ’600 e nel ’700 in Il Seicento e il Settecento Romano nella collezione Lemme catalogo della mostra (1998), pp. 17–28
  • Phillis Pellegrineschi, Carlo Maratti e la direzione dei lavori nella chiesa di Sant'Angelo in Pescheria in L'arte per i giubilei e tra i giubilei del Settecento. Arciconfraternite, chiese, artisti a cura di Elisa Debenedetti (1999), pp. 63-69
  • Stella Rudolph, Il ruolo problematico e condizionante di Carlo Maratti nella carriera del suo allievo Niccolò Berrettoni in Niccolò Berrettoni atti del convegno a cura di Liliana Barroero e Vittorio Casale (1999), pp. 21-38
  • Liliana Barroero e Stefano Susinno, Roma arcadica capitale delle arti del disegno in «Studi di Storia dell’Arte» n. 10 (1999), pp. 89–178
  • Liliana Barroero, L'Accademia di San Luca e l'Arcadia: da Maratti a Benefial in Æqua potestas. Le arti in gara a Roma nel ’700 catalogo della mostra a cura di Angela Cipriani (2000), pp. 11 – 13
  • Stella Rudolph, Carlo Maratti in L'idea del bello: viaggio per Roma nel Seicento con Giovan Pietro Bellori catalogo della mostra a cura di Evelina Borea e Carlo Gasparri (2000), vol. II, pp. 456-479
  • Ead., La direzione artistica di Carlo Maratti nella Roma di Clemente XI in Papa Albani e le arti a Urbino e a Roma 1700 - 1721 catalogo della mostra a cura di Giuseppe Cucco (2001), pp. 59-61
  • Angela Negro, Dall'accademia al "mondo nuovo": pitture e società a Roma nei primi quarant'anni del secolo in Settecento a Roma catalogo della mostra a cura di Anna Lo Bianco e Angela Negro (2005), pp. 53-59
  • Luca Bortolotti, s.v. Maratti, Carlo in Dizionario Biografico degli Italiani LXXXIX (2007)
  • Costanza Costanzi e Marina Massa, Carlo Maratti e i "maratteschi" nelle Marche: per una "geografia pittorica" fra '600 e '700 (2008)

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