Cosmati
I Cosmati erano gli appartenenti ad una famiglia romana, di cui si ricordano sette membri, appartenuti a quattro diverse generazioni vissute tra il XII e il XIII secolo, famosi per i loro lavori architettonici, per le loro sculture, ma soprattutto per i loro mosaici e le loro decorazioni realizzate prevalentemente in luoghi ecclesiastici.
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[modifica] Storia
La loro fama e maestria nel campo dei mosaici sono state tali che oggi si parla di stile cosmatesco per indicare lo stile e le tecniche utilizzate da questi maestri e dai loro imitatori.
Il loro modello ornamentale, tramite il quale decorarono chiostri, pavimenti, altari, amboni, fu costituito da una lavorazione di tasselli di pietre dure, di marmo, di pasta vitrea e di oro, collocati in modo da formare temi astratti. Il loro stile derivò in parte dall'arte bizantina e in parte dal gusto classico.[1]
Di seguito sono indicati i nomi di questi artisti:
- Lorenzo Cosmati (lavori databili 1190-1210)
- Jacopo Cosmati (lavori databili 1205 e 1210)
- Cosimo Cosmati (1210-1235)
- Luca Cosmati (1221-1240)
- Jacopo Cosmati (1213-1293)
- Deodato Cosmati (1225-1303)
- Giovanni Cosmati (1231 e 1235)
Il più importante nucleo cosmatico fu quello formato da Lorenzo, dal figlio Jacopo e dal nipote Cosma, che si occuparono, tra gli altri lavori, della porta del Sacro Speco a Subiaco e della facciata del duomo di Civita Castellana.
Esempi di lavori cosmateschi a Roma si possono vedere anche nelle chiese di:
- Basilica di Santa Maria Maggiore
- Santa Maria in Cosmedin
- Basilica di San Clemente
- Chiesa di San Benedetto in Piscinula
[modifica] Note
- ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.461-462
[modifica] Bibliografia
- E.Hutton, The Cosmati, Londra, 1950
[modifica] Collegamenti esterni
I pavimenti dei Cosmati. URL consultato il 09-08-2009.
[modifica] Voci correlate
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