Cosmati

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Pavimento in stile cosmatesco, con la caratteristica tarsia a guilloché, nel Duomo di San Cesareo a Terracina.

I Cosmati erano gli appartenenti ad una famiglia romana, di cui si ricordano sette membri, appartenuti a quattro diverse generazioni vissute tra il XII e il XIII secolo, famosi per i loro lavori architettonici, per le loro sculture, ma soprattutto per i loro mosaici e le loro decorazioni realizzate prevalentemente in luoghi ecclesiastici.

Indice

[modifica] Storia

La loro fama e maestria nel campo dei mosaici sono state tali che oggi si parla di stile cosmatesco per indicare lo stile e le tecniche utilizzate da questi maestri e dai loro imitatori.

Il loro modello ornamentale, tramite il quale decorarono chiostri, pavimenti, altari, amboni, fu costituito da una lavorazione di tasselli di pietre dure, di marmo, di pasta vitrea e di oro, collocati in modo da formare temi astratti. Il loro stile derivò in parte dall'arte bizantina e in parte dal gusto classico.[1]

Di seguito sono indicati i nomi di questi artisti:

Il più importante nucleo cosmatico fu quello formato da Lorenzo, dal figlio Jacopo e dal nipote Cosma, che si occuparono, tra gli altri lavori, della porta del Sacro Speco a Subiaco e della facciata del duomo di Civita Castellana.

Esempi di lavori cosmateschi a Roma si possono vedere anche nelle chiese di:

[modifica] Note

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.461-462

[modifica] Bibliografia

  • E.Hutton, The Cosmati, Londra, 1950

[modifica] Collegamenti esterni

I pavimenti dei Cosmati. URL consultato il 09-08-2009.

[modifica] Voci correlate

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