Subiaco

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Subiaco
Panorama di Subiaco
Subiaco - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Roma
Coordinate: 41°56′0″N 13°6′0″E / 41.93333, 13.1Coordinate: 41°56′0″N 13°6′0″E / 41.93333, 13.1
Altitudine: 408 m s.l.m.
Superficie: 63,44 km²
Abitanti:
9.353 2008
Densità: 147,43 ab./km²
Frazioni: Madonna della Pace, Vignola 
Comuni contigui: Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Camerata Nuova, Canterano, Cervara di Roma, Jenne, Rocca Santo Stefano, Vallepietra
CAP: 00028
Pref. telefonico: 0774
Codice ISTAT: 058103
Codice catasto: I992 
Nome abitanti: sublacensi 
Santo patrono: San Benedetto 
Giorno festivo: 21 marzo 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Subiaco è un comune di 9.353 abitanti della provincia di Roma, a 408 m d'alt. nell'alta valle dell'Aniene, alla destra del fiume.

Il pittoresco borgo medievale, costruito a scalinata su una rupe rocciosa che domina la valle dell'Aniene, all'uscita del fiume dalla selvaggia gola calcarea ove si trovano i venerati monasteri benedettini del Sacro Speco e di Santa Scolastica, è centro di altissimo interesse religioso e artistico, nonché turistico.

Indice

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Subiaco Santa Scolastica.

[modifica] Storia

Ponte sull'Aniene

Sono stati identificati resti della residenza di Nerone, attorno alla quale si sviluppò il centro, costituita da un complesso di edifici a diverso livello in posizione elevata sulla riva destra dell'Aniene, presso una serie di laghi artificiali; è stato messo in luce un cospicuo nucleo a due piani con grande nicchia absidata e vasti ambienti comunicanti.

Un grandioso ponte-diga, che collegava le due sponde e serviva da sbarramento per le acque, detto pons marmoreus, è oggi interamente scomparso; restano solo tracce delle fondazioni.

Nella villa, di appartenenza imperiale fino al III secolo d.C., sono stati rinvenuti una testa femminile dormiente e il ritratto di un efebo, ora entrambi a Roma (presso il Museo Nazionale Romano).

Le origini dell'attuale abbazia benedettina risalgono agli inizi del VI secolo, allorché San Benedetto da Norcia, dopo l'esperimento di vita eremitica condotto in un antro presso l'antica villa ivi costruita da Nerone, fondò nella zone del sublacense tredici monasteri per dare ospitalità ai suoi primi discepoli, provenienti in parte dalla nobiltà romana.

In seguito (XII secolo) per iniziativa di insigni abati fu costruito il santuario-monastero del Sacro Speco, eretto sopra l'originaria memoria del santo.

Dei tredici monasteri fondati da San Benedetto è rimasto solo l'attuale monastero di Santa Scolastica inizialmente dedicato a San Silvestro, che vanta il titolo di Protocenobio della Congregazione Sublacense dell'Ordine benedettino. Gli altri andarono distrutti o furono abbandonati.

Nel IX secolo il monastero di Santa Scolastica subì due devastazioni da parte dei saraceni: l'una nell'828-829, l'altra probabilmente nell'876-877, anche se per questo periodo storico le ricostruzioni non sono univoche.

Nel X secolo ricevette donazioni da diversi papi (Giovanni X, Leone VII, Giovanni XII, Benedetto VII, Gregorio V) che ingrandirono il territorio dell'abbazia.

Sempre con il favore pontificio, l'abbazia conobbe un periodo di grande splendore nei secoli XI e XII diventando feudo assai ambito per la sua potenza economica e politica. Le continue lotte con le famiglie feudali portarono tuttavia alla sua decadenza. Eretta in commenda da Papa Callisto III (1456), fu affidata al cardinal Giovanni Torquemada (Juan de Torquemada), zio del famoso inquisitore. Nel 1467 passò poi a Rodrigo Borgia, futuro Papa Alessandro VI e, successivamente, ai Colonna (1492), ai Borghese (1608) e ai Barberini (1633).

Nel 1753, Papa Benedetto XIV privò gli abati commendatari della giurisdizione temporale, lasciando però quella ecclesiastica e spirituale. Soppressa dai francesi (all'inizio del XIX secolo), restaurata poco dopo da Papa Pio VII, l'abbazia fu reintegrata nei suoi privilegi di abbazia nullius da Papa Benedetto XV (1915).

Francesco Bulgarini, nel 1848 parla di contadini montagnoli «ciociari» in riferimento a dei mezzadri provenienti stagionalmente, dal circondario di Subiaco, a Tivoli, per coltivare granturco[1]. Nel 1867 Subiaco fu testimone della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma voluta da Giuseppe Garibaldi. Nel mese di ottobre vi fu trucidato in uno scontro con i pintifici il capitano garibaldino milanese Emilio Blenio ed alcuni suoi compagni. Testimonianze e documenti dell'episodio sono nel Museo Nazionale della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma in Mentana (Rm). I resti dei garibaldini furono traslati a cura della Società Patrie Battaglie da Subiaco nell'Ara-Ossario di Mentana come risulta da documenti conservati in archivio.

[modifica] Luoghi d'interesse

Monastero di San Benedetto

Il monastero di Santa Scolastica si articola intorno a tre chiostri:

La chiesa gotica, con campanile romanico, fu trasformata nel 1771-1776 dall'architetto Giacomo Quarenghi in forme neoclassiche.

Il monastero del Sacro Speco (o di san Benedetto) si presenta oggi come un edificio altamente scenografico e pittoresco, insediato nella curvatura di una immensa parete di roccia e sorretto da nove alte arcate, in parte ogivali.

Sacro Speco di Subiaco

L'interno, complicato labirinto di ambienti, chiesette, cappelle, talvolta ricavate dalla roccia, è ricoperto da una preziosa decorazione a fresco di varie epoche, dalle prime opere bizantine (VIII secolo) al prezioso ritratto di san Francesco (1223) prima fedele raffigurazione mai realizzata del Santo, compiuta 3 anni prima della sua morte, alle pitture di Magister Consolus (seconda metà del XIII secolo), ai notevoli affreschi di scuola toscana e umbra della chiesa superiore e di altri ambienti (secoli XIV e XV).

L'affresco che ritrae Francesco d'Assisi, ritenuto la prima nonché la sua più fedele raffigurazione fu realizzato 3 anni prima della sua morte probabilmente durante il suo soggiorno nel 1223-1224 e riporta un Francesco privo di stimmate e di aureola.

Notevole anche la statua di San Benedetto, opera di Antonio Raggi (1657).

Altri monumenti notevoli di Subiaco sono:

  • la Rocca abbaziale, medievale ma largamente trasformata fra i secoli XVI e XVII);
  • la Chiesa di San Francesco del 1327, con altari lignei e pregevoli pitture dei secoli XV e XVI;
  • le Chiese neoclassiche di Sant'Andrea e di Santa Maria della Valle che, insieme a quella citata di Santa Scolastica e con il palazzo di Pio VI nella rocca, compongono uno dei più bei complessi neoclassici italiani.

[modifica] Personalità legate a Subiaco

Subiaco ebbe tra i suoi figli uno dei Mille, Luigi Pistoia nato il 27 febbraio 1831 nella cittadina della Valle dell'Aniene, muratore ricordato in una lapide. Nel 1867 fu testimone della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma con l'episodio legato al garibaldino Conte Emilio Blenio di Milano trucidato con i suoi compagni in uno scontro con i pontifici [2].

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Pierluigi Angelucci (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0774 8161
Posta elettronica: info@comune.subiaco.rm.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Note

  1. ^ Bulgarini F., Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all'antichissima città di Tivoli e suo territorio, Tipografia G. B. Zampi, Tivoli 1848, pp 194-195
  2. ^ Dell'episodio scrive nel suo volume Mons. Giustiniani Abate dell'epoca a Subiaco. Testimonianze e notizie nel Museo nazionale della campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma, Direttore scientifico il Prof. Francesco Guidotti (Mentana - Rm )

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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