Basilica di San Clemente al Laterano
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| San Clemente al Laterano | |
|---|---|
Facciata |
|
| Città | Roma |
| Regione | Lazio |
| Stato | Italia |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Diocesi di Roma |
| Inizio della costruzione | 1713 |
| Completamento | 1719 |
| Sito web | Sito ufficiale |
La basilica di San Clemente a Roma, dedicata a papa Clemente I, sorge nella valle tra l'Esquilino e il Celio, sulla direttrice che unisce il Colosseo al Laterano, nel rione Monti. Attualmente è retta dalla Provincia irlandese dei domenicani.
Sebbene sia stata costruita nei primi anni del XII secolo da papa Pasquale II, dopo la distruzione di questa parte della città nel 1084 dai Normanni di Roberto il Guiscardo, col suo atrio, il suo coro cinto da un muro e i suoi amboni è il modello perfetto delle antiche basiliche di Roma. Pasquale II seguì, su scala minore, le linee di una chiesa più antica, ed utilizzò, adattandoli, anche alcuni dei suoi materiali. Il muro marmoreo dell'attuale coro, per esempio, risale a papa Giovanni II (533-535).
Indice |
[modifica] L'antica basilica
Nel 1858 la chiesa più antica, posta sotto l'edificio attuale, fu dissotterrata dal priore Mulooly. Sotto le fondamenta furono rinvenute camere di epoca imperiale e muri del periodo repubblicano. La chiesa più antica fu costruita sotto Costantino I (morto nel 337) o poco dopo. Girolamo dice che ai suoi tempi non era nuova: nominis eius [Clementis] memoriam usque hodie Romae exstructa ecclesia custodit. La chiesa è menzionata anche in iscrizioni del tempo di papa Damaso I (morto nel 383) e di papa Siricio (morto nel 398). De Rossi pensava che le camere inferiori appartenessero alla casa di papa Clemente I, e che la stanza immediatamente sotto l'altare, probabilmente, fosse la memoria originale del santo.
Queste camere comunicano con un Mitreo situato, al livello più basso, oltre l'abside della chiesa. De Rossi immaginava che questa fosse una cappella cristiana dissacrata intenzionalmente dalle autorità durante l'ultima persecuzione. Lightfoot ha suggerito che le stanze potessero appartenere alla casa del console Tito Flavio Clemente, scambiata in seguito per l'abitazione del papa. Nel Mitreo, comunque, fu rinvenuta una statua del Buon Pastore.
[modifica] La facciata
La facciata esterna, preceduta dal quadriportico è opera di Carlo Stefano Fontana, che la realizzò fra il 1713 e il 1719 in stile barocco.
[modifica] L'interno
L'interno è a pianta basilicale con divisione in tre navate con absidi. La basilica superiore è ricca di mosaici, fra cui il Trionfo della Croce, di scuola romana del XII secolo, situato nell'abside, sotto al quale si trova l'affresco del Cristo, la Vergine e gli Apostoli, ridipinto nel XIV secolo. Sul soffitto, lungo tutta la navata centrale, vi è un'opera ad affresco di Giuseppe Bartolomeo Chiari, la Gloria di San Clemente.
Il presbiterio è collocato in posizione rialzata, sopra la cripta, con l'altare maggiore sotto al ciborio sostenuto da quattro colonne.
[modifica] Gli affreschi
La basilica inferiore è di notevole interesse grazie ai suoi affreschi, sia nel vestibolo che, in generale, negli interni: si tratta infatti di importanti opere di datazione paleocristiana.
Negli affreschi della basilica sono raffigurati alcuni miracoli attribuiti a san Clemente. In uno degli affreschi è raccontata la leggenda miracolistica del prefetto Sisinnio, il quale, arrabbiato a causa della conversione della propria moglie Teodora, la seguì con alcuni soldati; quando la trovò in una sala mentre assisteva ad una messa celebrata da Clemente, ordinò il suo arresto, ma Dio non lo permise accecando Sisinnio e i soldati. Il prefetto restò cieco fino al suo ritorno a casa.
[modifica] Iscrizione di San Clemente
Nella parte inferiore dell'affresco, ci sono le più antiche espressioni murali espresse in una lingua intermedia fra il latino e il volgare. L’iscrizione (XI secolo, cioè intorno al 1100) è posta nella cappella sotterranea della chiesa di San Clemente. Rappresenta il patrizio Sisinnio nell’atto di ordinare ai suoi servi (Gosmario, Alberello e Carboncello) di legare e trascinare san Clemente il quale, nel frattempo, si è trasformato in una colonna di pietra. Si tratta di un frammento della Passio Sancti Clementis. Si leggono, a mo’ di fumetto, queste espressioni (la cui attribuzione ai singoli personaggi è fortemente discussa). Questa é la proposta più condivisa: Sisinium: «Fili de le pute, traite, Gosmari, Albertel, traite Falite dereto colo palo, Carvoncelle!» San Clemente: «Duritiam cordis vestris, saxa trahere meruistis». Traduzione: Sisinnio: «Figli di puttana, tirate! Gosmario, Alberello, tirate! Carvoncello, spingi da dietro con il palo» Clemente: «A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare un sasso [o sassi]».
La prima parte è tutta in volgare, con chiare influenze romanesche. Da notare che "de le" e "co lo" sono già preposizioni articolate. La seconda parte sembra scritta in latino, ma vi sono varie stranezze; "duritiam", ad esempio, è un accusativo, ma dovrebbe essere un ablativo: è un chiaro segnale che ormai, per i parlanti, le desinenze dei casi hanno perso senso. Inoltre l’originale "trahere" è ormai diventato "traere". È probabile che il linguaggio violento e offensivo (Fili de le pute) e la stessa scelta della lingua volgare rientrino nella volontà di far apparire comici e grotteschi il pagano Sisinnio e i suoi servi.
[modifica] Collegamenti
| È raggiungibile dalle stazioni: Colosseo e San Giovanni. |
[modifica] Voci correlate
- Mitreo di San Clemente
- Papa Clemente I
- Titulus Clementis
- titolo cardinalizio: San Clemente
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Basilica di San Clemente al Laterano

