Domenico Fontana

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Ritratto di Domenico Fontana
Santa Maria Maggiore: la Cappella Sistina, cupola
La fontana del Mosè

Domenico Fontana (Melide, 1543Napoli, 28 giugno 1607) è stato un architetto svizzero di origine ticinese. Ha operato a Roma e a Napoli nel tardo Rinascimento[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione del metodo con cui Fontana eresse nel 1586 l'obelisco Vaticano. Incisione del XVIII secolo

Si recò, appena ventenne, a Roma prima della morte di Michelangelo e fece profondi studi sulle opere dei maestri antichi e moderni. Ebbe in particolare la confidenza di Felice Peretti, il cardinale Montalto, che in seguito divenne Papa Sisto V. Il cardinale nel 1584 lo incaricò di costruire nella Basilica di Santa Maria Maggiore una cappella laterale, la Cappella Sistina (da non confondere con l'omonima cappella del Vaticano). La nuova cappella incorporò la Cappella del Presepio di Arnolfo di Cambio. È una meravigliosa struttura a croce greca, ben bilanciata, nonostante la profusione di particolari ed il sovraccarico di ricchi ornamenti, che in nessun modo interferiscono con lo schema architettonico principale.

In quest'opera Fontana poté dimostrare le proprie capacità tecniche. infatti la nuova cappella doveva incorporare la Cappella del Presepio di Arnolfo di Cambio: il piccolo sacello fu trasportato tutto intero all'interno del nuovo vano utilizzando complesse macchine di cantiere.

La cupola, leggermente ogivale, ha fatto parlare di una certa tendenza verso proporzioni "gotiche" dell'architettura di Fontana.[2] La cappella fu destinata ad accogliere la tomba di papa Sisto V. Anche Pio V è sepolto qui.

Per lo stesso committente costruì il Palazzo Montalto vicino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, con un'abile distribuzione delle masse e con uno schema decorativo fatto di rilievi e dei festoni, impressionante per l'abilità con cui l'artista ha adattato il progetto allo spazio a sua disposizione. Dopo l'accesso al soglio di San Pietro, di Sisto V, nel 1585 venne nominato architetto di San Pietro, ottenendo, tra altre distinzioni, il titolo di Cavaliere dell'Ordine dello Speron d'Oro[3] Fontana aggiunse la lanterna alla cupola di san Pietro e propose il prolungamento dell'interno con una navata ben definita.

Le grandi opere[modifica | modifica sorgente]

Sale Sistine - Biblioteca apostolica Vaticana

Più rilevanti furono i cambiamenti che portò a San Giovanni in Laterano (verso il 1586), dove introdusse nella loggia della facciata settentrionale una imponente doppia arcata di ampio respiro e probabilmente aggiunse il portico a due piani alla Scala Santa.

Fra le costruzioni civili il suo forte stile, con una forte influenza della scuola del Vignola, è esemplificato meglio dal Palazzo del Laterano (iniziato nel 1586), in cui l'applicazione vigorosa dei principi strutturali e di una potenza di coordinazione è innegabile, ma anche con una assoluta mancanza di immaginazione e una monotonia di stile. Era una sua caratteristica il rimanere soddisfatto con una singola soluzione di un problema architettonico, come mostra il fatto che ha in seguito riapplicato il motivo del palazzo di Laterano in quella parte del Vaticano che contiene l'attuale residenza papale e nelle aggiunte al palazzo del Quirinale.

Nel complesso del Vaticano realizzò la facciata del palazzo papale verso la piazza e progettò il braccio trasversale attraverso il cortile del Belvedere per accogliere la Biblioteca vaticana.[4]

Nel 1586 innalzò l'obelisco di Piazza San Pietro, di cui fa un resoconto nel libro "Della transportatione dell'obelisco Vaticano e delle fabriche di Sisto V" (Roma, 1590). Inoltre usò la sua conoscenza della statica, che destò allora lo stupore universale, nell'innalzamento di altri tre obelischi antichi in Piazza del Popolo, in Piazza di Santa Maria Maggiore e in Piazza San Giovanni in Laterano.

L'epilogo napoletano[modifica | modifica sorgente]

Fontana del Nettuno a Napoli

Dopo la morte del suo patrocinatore, per il quale allestì un sontuoso catafalco,[5] continuò per un certo tempo a lavorare per il suo successore, papa Clemente VIII che non gli dimostrò altrettanto favore. Presto il malcontento per il suo stile verticistico di conduzione del cantiere petrino, l'invidia e l'accusa di essersi appropriato di soldi pubblici, lo spinse a Napoli nel 1592, dove fu al servizio del viceré spagnolo Conte di Miranda, impegnato in opere di grande importanza urbanistica ed ingegneristica, come la sistemazione delle acque dei Regi Lagni. L'incarico di maggior prestigio fu la progettazione del nuovo Palazzo Reale la cui costruzione fu avviata nel 1600.

Fu sepolto nella chiesa di Sant'Anna dei Lombardi come aveva chiesto; in essa vi fu eretto il sepolcro che dopo il crollo della chiesa nel 1805 fu traslato nel vestibolo della chiesa di Monteoliveto, dove l'Arciconfraternita dei Lombardi si trasferì.

Il Palazzo Reale di Napoli

Opere[modifica | modifica sorgente]

Opere a Roma[modifica | modifica sorgente]

Base dell'obelisco in piazza S. Giovanni in Laterano

Opere a Napoli[modifica | modifica sorgente]

Sepolcro dell'architetto

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

Opere scritte[modifica | modifica sorgente]

  • Della trasportatione dell'obelisco Vaticano et delle fabriche di nostro Signore Papa Sisto V, 1590 e in versione ampliata 1604 (ristampa 1979 a cura di A. Carugo; rist. parziale 1987 a cura di D. Conrad).

Giovanni Fontana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giovanni Fontana (architetto).

Fratello maggiore di Domenico, (Melide, 1540 - 1614), giunge a Roma prima di Domenico; è meno studiato, ma svolse un ruolo importante operando al suo fianco come ingegnere idraulico e progettista di fontane.

Giulio Cesare Fontana[modifica | modifica sorgente]

Il figlio di Domenico, Giulio Cesare Fontana (1573 - 1627), fu un importante architetto attivo a cavallo tra il XVI secolo e il XVII secolo nel Regno di Napoli, completò alcune opere paterne e progettò opere ingegneristiche di bonifica nelle campagne a nord di Napoli. Eresse il primo nucleo del Palazzo degli Studi di Napoli oggi sede Museo Archeologico di Napoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ostinelli, 2009.
  2. ^ Gianfranco Spagnesi, Progetto e architetture del linguaggio classico: (XV-XVI secolo),1999,ISBN 8816404884, pag.203
  3. ^ vi si fa riferimento nella "firma" di Domenico Fontana incisa su alcune basi delle colonne del Palazzo Reale di Napoli. Il testo cita: "DOMENICVS FONTANA PATRITIVS ROMANVS / AVRATAE MILITIAE EQVES / ET COMES PALATINVS INVENTOR".
  4. ^ Giuseppe De Logu, L'architettura italiana del Seicento e del Settecento, 1993, ISBN 8822033361, pag.36
  5. ^ Victor-Lucien Tapié, Barroco e classicismo, 1998, ISBN 8834325133, pag.202

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Fontana, Della trasportazione dell'obelisco vaticano et delle fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V fatte dal Cavallier Domenico Fontana architetto di Sua Santità, libro primo, Domenico Basa, Roma 1590; Idem, Libro secondo in cui si ragiona di alcune fabriche fatte in Roma, et in Napoli, Costantino vitale, Napoli 1604; Idem, Della trasportazione dell'obelisco vaticano, ristampa anastatica dei libri primo e secondo, a cura di Adriano Carugo, con un'introduzione di Paolo Portoghesi, Il Polifilo, Milano 1978.
  • Giovanni Baglione, Le Vite de' Pittori, Scultori et Architetti dal Pontificato di Gregorio XIII fino a tutto quello d'Urbano VIII, Roma 1642, ristampa anastatica commentata da Jacob Hess e Herwarth Röttgen, Città del Vaticano 1995, volume I, 84-86 (testo), volume III, 662-701 (commento).
  • Giovanni Pietro Bellori, Le vite de' pittori, scultori e architetti moderni, Roma 1672, 141-164 (nuova edizione a cura di Eveina Borea, introduzione di Giovanni Previtali, Einaudi, Torino 1976, 149-175).
  • Filippo Baldinucci, Delle notizie de' professori del disegno da Cimabue in qua, edizione accresciuta di annotazioni di Domenico Maria Manni, volume IX, Firenze 1771, 237-245 (prima edizione Firenze 1681-1728).
  • Francesco Milizia, Dizionario delle belle arti del disegno, volume I, Bassano el Grappa 1822, 266-267 (prima edizione Bassano del Grappa 1797; Idem, Memorie degli architetti antichi e moderni, quarta edizione accresciuta e corretta dallo stesso autore, volume II, Bassano del Grappa 1785, 66-79 (prima edizione sotto il titolo Le vite de' più celebri architetti d'ogni nazione e d'ogni tempo, Roma 1768; prima edizione sotto il titolo corrente Parma 1781).
  • Gian Alfonso Oldelli, Dizionario storico-ragionato degli uomini illustri del Cantone Ticino, Lugano 1807.
  • Carlo Fea, Miscellanea filologica critica e antiquaria. Miscellanea di scavi d'antichità, tomo II, N. II, Lavori di Sisto V, Roma 1836, 2-11.
  • Antonino Bertolotti, Artisti lombardi a Roma, volume I, Milano 1881, 38, 72-96, 209, volume II, 14, 28, 272, 355; Idem, Artisti modenesi,parmensi e delle Lunigiana a Roma, Modena 1882, 26, 40-41, 61, 101; Idem, Artisti subalpini in Roma nei secoli XV, XVI e XVII, Mantova 1884, 104-105, 157; per Giovanni Fontana si veda ibidem, 40, 44, 159, Idem, Artisti bolognesi, ferraresi e alcuni altri del già Stato Pontificio in Roma, Bologna 1885, 79-82; Idem, Artisti francesi a Roma, Mantova 1886, 64-66; Idem, Artisti svizzeri in Roma nei secoli XV, XVI, e VII, Bellinzona 1886, 2, 11-15, 19, 33, 35, 45, 70-71; per Giovanni si veda ibidem, 2, 11-13, 15-16, 32-33, 45, 48, 71.
  • E. Mazzetti, Il testamento di Domenico Fontana, in Bollettino Storico della Svizzera Italiana, 1-2, 1902, 26-31.
  • J.A.F. Orbaan, Il caso Fontana, in Bollettino d'arte, IX, 6, giugno 1915, 1-4; Idem, Die Selbstverteidigung des Domenico Fontana 1592-1593, in Repertorium für Kunstwissenschaft, LVI, 1925, 176-189.
  • Massimo Guidi, I Fontana di Melide, in Roma, VI, 1928, 433-446, 481-494.
  • E. Guidoni (a cura di), I "Libri dei conti" di Domenico Fontana. Riepilogo generale delle spese e Libro I, introduzione di A. Marino, trascrizione di A. Laconelli, in Storia della Città, anno XI, 1986, numero 40, 45-85; Idem, I monumenti antichi: il Settizonio, le colonne coclidi, i "massicci" di Termini, i cavalli del Quirinale, Libri III, XIV, IX, X, in Storia della Città, anno XII, 1987, numero 43, 86-105; Idem, L'obelisco del Vaticano, Libro XVI, in Storia della Città, anno XIII, 1988, numero 48, 98-104.
  • Ugo Donati, Artisti ticinesi a Roma, Bellinzona 1942, 21-76, 43, illustrazione, 74, numero 49.
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  • Paola Carla Verde, Domenico Fontana, il segno dell'arte, Electa, Napoli 2007.
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Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adriano Kestenholz, Domenico Fontana: ingegnere, architetto, urbanista, Produzione: Aleph film/RTSI, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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