Ludi

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I Ludi nella Roma antica erano un insieme di giochi gladiatorii, naumachie, spettacoli teatrali e gare equestri, che si tenevano in particolari occasioni, religiose o politiche e che potevano avere carattere privato o pubblico. Divennero essi stessi eventi religiosi, tanto che si ritrovano nel calendario romano redatto nel IV secolo da Furio Dionisio Filocalo, calendario conosciuto con il nome di Cronografo del 354.

Lista dei Ludi[modifica | modifica wikitesto]

Sono esistiti più di quaranta diversi tipi di Ludi, ognuno con un nome particolare:

(LA)

« Sed et Troiae lusum edidit frequentissime maiorum minorumque puerorum, prisci decorique moris existimans clarae stirpis indolem sic notescere. In hoc ludicro Nonium Asprenatem lapsu debilitatum aureo torque donavit passusque est ipsum posterosque Torquati ferre cognomen. Mox finem fecit talia edendi Asinio Pollione oratore graviter invidioseque in curia questo Aesernini nepotis sui casum, qui et ipse crus fregerat. »

(IT)

« Inoltre organizzò spesso i giochi troiani tra ragazzi di età maggiore e minore, pensando che fossero una nobile usanza antica per mettere così in evidenza il valore di una stirpe illustre. Durante queste gare Lucio Nonio Asprenate era rimasto contuso in seguito ad una caduta, [Augusto] gli regalò una collana d'oro e lo autorizzò a portare, lui stesso e i suoi discendenti, il nome di Torquato. Più tardi però mise fine a queste manifestazioni, poiché l'oratore Asinio Pollione, carico di odio, si era lamentato davanti al Senato per il caso di suo nipote Esernino, che si era rotto le gambe. »

(SvetonioAugustus, 43.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 6.
  2. ^ Nell'ambito del programma di Giacomo Boni per il primo anniversario della marcia su Roma, era prevista anche una riedizione del Ludus Troiae, costituito da danze da effettuarsi nel labirinto degli Orti Farnesiani.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Georges Dumézil. La religione romana arcaica. Milano, RCS Libri, 2001, pp. 488-491. ISBN 88-17-86637-7.
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