Poplifugia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Poplifugia
Tipo di festa religiosa
Data 5 luglio
Celebrata a Roma
Religione Religione romana
Oggetto della celebrazione Festività romana commemorava la fuga dei Romani quando i Fidenati e i Ficulei li assalirono poco dopo la conquista di Roma da parte dei Galli (nel 390 a.C.)
Altri nomi Poplifugium

Il Poplifugium, o Poplifugia, era una antica festività romana.

Il Poplifugium era celebrato il 5 luglio[1] e commemorava la fuga dei Romani quando i Fidenati e i Ficulei li assalirono poco dopo la conquista di Roma da parte dei Galli, nel 390 a.C.[2] Due giorni dopo si tenevano invece le None caprotinae, che commemoravano la vittoria dei Romani sui Senoni di Brenno, una festa dedicata a Giunone Caprotina. Le due feste erano così legate tra di loro che, per Plutarco e Macrobio, che vivevano nel I e IV secolo d.C., non c'è differenza. Dionigi di Alicarnasso sostiene invece che le feste ricordavano il giorno in cui i Romani fuggirono per il panico scatenato dalla scomparsa di Romolo[3].

Durante la festa la gente si radunava nella palude Caprea, nel Campo Marzio, per compiere un sacrificio; uscendo dalla città (il Campo Marzio era fuori dalle mura Serviane) la folla gridava i nomi più comuni presso i Romani come Marco, Gaio, Lucio e così via.

Forse la festa aveva un'origine agreste, poiché in quel periodo si compiva la mietitura, ma il legame per il momento non è chiaro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Dictionary of Greek and Roman Antiquities, Albemarle Street, London. John Murray. 1890.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Varrone, De lingua Latina, VI, 18
  2. ^ Macrobio, Saturnalia, III, 2
  3. ^ Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane, II, 76