Cronografo del 354

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Pagina iniziale e dedica, dal manoscritto Barberini; il testo recita: «Valentino, che tu possa fiorire in Dio» (sopra), «Furio Dionisio Filocalo ha illustrato questa opera» (nei triangoli), «Valentino, godi nel leggere questo» (nel titulus), «Valentino, che tu possa vivere a lungo e fiorire» (a sinistra), «Valentino, che tu possa vivere a lungo e gioire» (a destra)
Costanzo Gallo raffigurato nella parte VII del manoscritto Barberini del Cronografo del 354. Il cesare è raffigurato mentre regge uno scettro e una statua della Vittoria.

Il Cronografo del 354 (Chronographus anni 354) è un calendario illustrato per l'anno 354, accompagnato da altri testi e illustrazioni, opera del calligrafo Furio Dionisio Filocalo, il cui nome è riportato nella dedica sulla prima pagina del codice, offerto ad un aristocratico romano di fede cristiana di nome Valentino. Secondo gli studiosi il Cronografo contiene documenti risalenti almeno al 336[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il testo ebbe una certa fortuna: si rifanno ad esso o ne copiano le illustrazioni un calendario annotato per l'anno 449 di Polemio Silvio, un planisfero del 579, il ciclo pasquale di Colombano di Bobbio nel 602 e un'opera anglosassone del 689.

Il codice originale è oggi perduto. Nel IX secolo ne vennero fatte alcune copie, tra le quali l'ora scomparso "Lussemburghese" e il manoscritto "San Gallo 878" della biblioteca dell'abbazia di San Gallo. Il manoscritto Lussemburghese venne riscoperto nel Rinascimento e se ne trassero una serie di copie, la migliore delle quali è il manoscritto "Romano", eseguito sotto la supervisione dell'erudito Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, che però venne eseguita dopo la perdita di alcune pagine.

Theodor Mommsen ne pubblicò il calendario nel I volume del CIL e il resto, senza illustrazioni, nel IX volume dei Monumenta Germaniae Historica Auctorum Antiquissimorum (Chronica Minora), alla fine del XIX secolo.

La rilevanza storica del Cronografo deriva anche dal fatto che in esso è contenuta la prima attestazione circa la celebrazione della festa del Natale il 25 dicembre del 336.[2][3]

Contenuto[modifica | modifica sorgente]

Comprende:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bruce David Forbes precisa che il Cronografo fu compilato nel 354, e «complicated scholarly arguments hold that selected documents within it date from 336, so it appears that by either 336 or 354, December 25 had become a recognized date for Christ's birthday in the Roman church» («complesse argomentazioni accademiche sostengono che taluni documenti al suo interno datino al 336, pertanto appare che in un momento anteriore al 336 o al 354 il 25 dicembre era diventato la data riconosciuta della nascita di Cristo all'interno della Chiesa di Roma») (Cfr. Bruce David Forbes, "In Christmas: A Candid History", p. 26)
  2. ^ Secondo Joseph F. Kelly "in 336 the local church at Rome proclaimed December 25 as the dies natalis Christi". Lo stesso autore precisa che “the document containing the affirmation of December 25 as the ‘dies Natalis Christi’ in 336 is called “The Cronograph of 354” (Cfr. Joseph F. Kelly, "The Origins of Christmas", p. 64)
  3. ^ Jo Robinson and Jean Coppock Staheli, Unplug the Christmas machine, New York, 1991, Cp. 4

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