Abbazia di San Gallo

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Abbazia di San Gallo
(EN) Convent of Saint Gall
Convent of St Gall.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1983
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

L'abbazia di San Gallo (in tedesco Fürstabtei Sankt Gallen) fu per molti secoli una delle principali abbazie benedettine d'Europa. È situata nella città di San Gallo nell'odierna Svizzera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero venne fondato nel 612 come eremo e prese il nome da san Gallo, un monaco irlandese. San Gallo fu discepolo e compagno di san Colombano futuro abate di Bobbio e morì nel 645. Quindi fu di regola celtico-irlandese scritta dal suo maestro Colombano a Luxeuil.

L'interno della cattedrale è uno dei più importanti monumenti barocchi della Svizzera

Il monastero, dopo la morte di san Gallo, andò in rovina ma il conte di Waltram di Turgovia nel 719 incaricò il monaco benedettino Otmaro di ripristinarne la funzionalità. Otmaro lo ricostruì radicalmente ex novo come abbazia, provvedendo a che i monaci colombaniani potessero viverci in comunità ed adottò per loro una regola che nel 747 venne trasformata in regola benedettina abbandonando quella adottata da san Colombano il che lasciò poi degli strascichi che sfociarono in una congiura contro l'abate Otmaro che nel 759 accusato di adulterio fu esiliato e condannato a morire di fame. Nel 719 Otmaro fu il primo abate dell'Abbazia. In essa furono poste in custodia le reliquie di San Gallo.

Durante il regno di Pipino il Breve venne fondata la famosa scuola di San Gallo, in cui le arti, le lettere e le scienze fiorirono.
Successivamente, sotto l'abate Waldo di Reichenau (782-784) vennero copiati molti manoscritti, formandosi così una nutrita biblioteca. Numerosi monaci anglosassoni e irlandesi si riunirono per dedicarsi alla copia dei libri. Su richiesta di Carlo Magno, il papa Adriano I inviò molti salmodianti da Roma, i quali propagandarono l'uso dei canti gregoriani.

Nel secolo seguente l'abbazia di San Gallo entrò in conflitto con quella vicina di Reichenau sull'omonima isola, nel lago di Costanza.

Tra il 924 e il 933 i magiari minacciarono l'abbazia ed i libri furono spostati a Reichenau per sicurezza. La maggior parte di essi, con il tempo, fece ritorno all'abbazia di San Gallo.

Nel 1032 san Poppone, divenutone abate, v'introdusse la riforma cluniacense.

Nel tredicesimo secolo l'abbazia e la città divennero un principato indipendente su cui gli abati regnarono vantando il titolo di principe del Sacro Romano Impero.

Sotto la guida dell'abate Pio (1630 – 1674) venne iniziata la stampa dei libri. Nel 1712 l'abbazia subì grandi cambiamenti a seguito del saccheggio della Svizzera. Buona parte di libri e manoscritti vennero portati a Zurigo e Berna. Dopo il ripristino dell'ordine, San Gallo divenne la residenza del vescovo ed ospitò gli uffici amministrativi del cantone, oltre ai resti dell'antica biblioteca.

Ai giorni nostri rimane poco dell'originale monastero medievale. La maggior parte delle strutture, compresa la cattedrale, vennero progettate in stile tardo barocco e costruite tra il 1755 ed il 1768.

L'interno è costituito da un corpo centrale a cupola, preceduto e seguito da tre campate che formano navata e profondo presbiterio, con ricchi affreschi barocchi una sontuosa decorazione a stucchi rococò della scuola di Wessobrunn. I confessionali e il coro ligneo sono pregevoli opere di Joseph Anton Feichtmayer (1763-70); il pulpito, del 1786, è di Franz Anton Dirr.[1]

Tesori culturali[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca di San Gallo è considerata una delle più ricche di tutto il Medioevo. Ospita una delle più impressionanti collezioni di libri in lingua tedesca del primo Medioevo. Nel 2005 conteneva più di 160.000 libri, di cui 2.200 scritti a mano e 500 risalenti a prima dell'anno 1000. In seguito la Stiftsbibliothek diede inizio ad un progetto per la digitalizzazione degli inestimabili manoscritti.

La libreria contiene il Codex Abrogans uno dei più antichi testi in lingua tedesca esistente risalente all'ottavo secolo e generalmente attribuito a Arbeo von Freising, vescovo e letterato austriaco dell'epoca.

È presente inoltre un cartiglio senza eguali del nono secolo, noto con il nome di Pianta di San Gallo, che racchiude gli unici documenti d'architettura risalenti al periodo di 700 anni intercorrente tra la caduta dell'Impero ed il tredicesimo secolo. I piani non vennero mai eseguiti, ed il loro nome è dovuto al fatto di essere stati conservati all'interno dell'abbazia, dove possono tuttora essere trovati. I piani rappresentavano la costruzione di un monastero ideale, concepito da uno dei concili tenuti ad Aquisgrana per la riforma del monachesimo nell'Impero franco, durante i primi anni dell'imperatore Ludovico I (tra l'814 e l'817).

Molti dei manoscritti medievali sono del mondo irlandese, carolingio e ottoniano. La biblioteca e l'intera abbazia di San Gallo sono state tra le fonti cui Umberto Eco ha attinto per immaginare il monastero in cui è ambientato il romanzo Il nome della Rosa.[2]

Nel 1983 il convento di San Gallo venne inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni dell'umanità come «perfetto esempio di grande monastero Carolingio».

Monaci famosi[modifica | modifica wikitesto]

Abati di San Gallo (719 – 1805)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Svizzera, Touring editore, 2014, pag. 233.
  2. ^ Svizzera, Touring editore, 2014, pag. 234.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 47°25′23″N 9°22′38″E / 47.423056°N 9.377222°E47.423056; 9.377222