Moggio Udinese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Moggio Udinese
comune
Moggio Udinese – Stemma
Moggio Udinese – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Sindaco Daniela Marcoccio (lista civica Int di Mueç) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 46°25′00″N 13°12′00″E / 46.416667°N 13.2°E46.416667; 13.2 (Moggio Udinese)Coordinate: 46°25′00″N 13°12′00″E / 46.416667°N 13.2°E46.416667; 13.2 (Moggio Udinese)
Altitudine 341 m s.l.m.
Superficie 143,83 km²
Abitanti 1 842[1] (31-12-2010)
Densità 12,81 ab./km²
Frazioni Bevorchians, Campiolo, Dordolla, Grauzaria, Moggessa, Monticello, Ovedasso, Pradis-Chiaranda, Stavoli
Comuni confinanti Amaro, Arta Terme, Chiusaforte, Dogna, Hermagor-Pressegger See (AT-2), Paularo, Pontebba, Resiutta, Tolmezzo, Venzone
Altre informazioni
Cod. postale 33015
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030059
Cod. catastale F266
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3 060 GG[2]
Nome abitanti moggesi
Patrono san Gallo
Giorno festivo 19 marzo
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Moggio Udinese
Posizione del comune di Moggio Udinese nella provincia di Udine
Posizione del comune di Moggio Udinese nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Moggio Udinese (Mueç in friulano[3][4]) è un comune italiano di 1.831 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Ha dato i natali all'attrice Miranda Martino.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Moggio Udinese sorge a 341 m s.l.m. alla confluenza del Canal del Ferro con la Val d'Aupa. Il paese, che si divide nei due nuclei di Moggio di Sotto (341 m) e Moggio di Sopra (381 m), è circondato dalle alte vette delle Alpi Giulie e delle Alpi Carniche: a sud domina il gruppo del Plauris (1.958 m), a ovest la piramide calcareo - dolomitica del monte Amariana (1.906 m), a nord si ergono imponenti la Creta Grauzaria (2.065 m) e il Zuc dal Bôr (2.195 m), mentre a est vi è il gruppo del Canin. Il comune conta poi diverse frazioni, alcune ormai disabitate; esse sono:

  • Bevorchians 690 m
  • Campiolo 290 m
  • Dordolla 620 m
  • Grauzaria 525 m
  • Moggessa di qua 510 m
  • Moggessa di là 530 m
  • Monticello 840 m
  • Ovedasso 420 m
  • Pradis 477 m
  • Chiaranda 422 m
  • Stavoli 567 m

Bevorchians, o Bevorcjans in friulano, si trova in alta val d'Aupa ed è formata da circa 15 fra borghi, casali e agglomerati sparsi situati tra 630 e 970 m di altitudine. Da essa sono possibili innumerevoli escursioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'abbazia di San Gallo
Il Canal del Ferro come si presenta a Moggio Udinese; il luogo è una delle location del film La ragazza del lago

Ritrovamenti archeologici e numismatici attestano l'esistenza di una vedetta o castelliere di epoca romana, che dal colle di Santo Spirito dominava buona parte della valle del Fella.

Nell'XI secolo il conte Cacellino, nobile carinziano, conte palatino e supremo maestro della corte imperiale, possedeva vasti territori in patria e in Friuli, fra cui il castello di Moggio. Disponendosi a partire per la Terra Santa nel 1070 o 1072 secondo la leggenda avrebbe lasciato i suoi beni al cugino Federico, patriarca di Aquileia, per edificare nel luogo del castello un monastero benedettino, che godesse delle rendite e dei possessi del castello. Il 9 giugno del 1119 il patriarca Voldarico I fece consacrare il monastero di Moggio da Andrea Emona (vescovo di Cittanova d'Istria). Il monastero fu intitolato a San Gallo, come il celebre monastero in Svizzera del quale il patriarca era stato abate. Per accrescere il prestigio della nuova abbazia il patriarca le concesse vasti beni in Carinzia, in Friuli e in Carnia. Accordò inoltre la supremazia sulle pievi di Cavazzo, di Dignano e di Gorto.

Dopo la bolla di Lucio III (1185) gli abati moggesi furono immediatamente soggetti solo alla Santa Sede. L'abbazia fu saccheggiata dai soldati germanici dell'imperatore Corrado IV. Ghiberto da Marano sul Panaro, contemporaneo e vicario generale del patriarca Bertrando di San Genesio, ne fu abate dal 1329 al 1349, anno in cui venne assassinato. Dall'abate dipendevano parrocchie o cure, sulle quali esercitava la propria giurisdizione per mezzo di pievani, curati o cappellani, secolari o regolari, nominati da lui; l'amministrazione avveniva per mezzo di camerari, che erano tenuti a presentarsi per la visita di omaggio ogni anno, nella solennità della consacrazione del monastero od in quella del santo patrono San Gallo (16 ottobre). Per la giurisdizione temporale, l'abate era feudatario del patriarca di Aquileia ed aveva piena ed intera giurisdizione con mero e misto impero compreso il jus sanguinis e con molte alte prerogative, sopra l'intera valle del Fella e sulla villa di Baiuzzo in Friuli. Aveva diritto di voto nel parlamento del Friuli. I documenti di XIII e XIV secolo enumeravano 146 possessi fondiari.

Con il Quattrocento la giurisdizione e l'amministrazione dell'abbazia venne affidata dagli abati, divenuti commendatari, a loro vicari e procuratori. Nel 1420 passò nel territorio della Repubblica di Venezia. San Carlo Borromeo fu abate di Moggio dal 1561 al 1566

Con la morte del conte Felice Faustino Savorgnano (1773) la chiesa abbaziale venne convertita a semplice chiesa parrocchiale e la giurisdizione feudale posta all'incanto e acquistata per 44000 ducati dai signori Mangilli e Leoni che assunsero il titolo di marchesi di San Gallo. Soltanto con il 1869 papa Pio IX restituì alla pieve di Moggio il titolo di chiesa abbaziale.

Moggio passò nel 1815 con il Congresso di Vienna sotto il dominio dell'Austria. Con la terza guerra di indipendenza (1866) entrò a far parte del Regno d'Italia.

Durante la prima guerra mondiale fu sede del comando militare del settore Val Fella e del distaccamento a Bevorchians. Nel 1917 il ponte di ferro sul Fella che univa Moggio alla strada statale venne fatto saltare dagli artificieri italiani in occasione della rotta di Caporetto[5].

Nel 1976 il comune subì danni consistenti dal terremoto del Friuli.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Moggio Udinese, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[7], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Oltre alla lingua italiana e alla lingua friulana, parte della popolazione del paese conosce la lingua tedesca e la lingua slovena.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 399.
  5. ^ Un frammento del ponte, rinvenuto nell'agosto 2010 da Andrea Bavecchi, è esposto alla fine del ponte attuale, detto "della Vittoria".
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]