Palmanova

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Palmanova
comune
Palmanova – Stemma Palmanova – Bandiera
Palmanova – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Francesco Martines (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°54′00″N 13°19′01″E / 45.9°N 13.316944°E45.9; 13.316944 (Palmanova)Coordinate: 45°54′00″N 13°19′01″E / 45.9°N 13.316944°E45.9; 13.316944 (Palmanova)
Altitudine 27 m s.l.m.
Superficie 13,32 km²
Abitanti 5 453[2] (31-12-2010)
Densità 409,38 ab./km²
Frazioni Jalmicco, Sottoselva[1]
Comuni confinanti Bagnaria Arsa, Bicinicco, Gonars, San Vito al Torre, Santa Maria la Longa, Trivignano Udinese, Visco
Altre informazioni
Cod. postale 33057
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030070
Cod. catastale G284
Targa UD
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 438 GG[3]
Nome abitanti palmarini
Patrono Redentore, Santa Giustina e san Marco
Giorno festivo 7 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palmanova
Posizione del comune di Palmanova nella provincia di Udine
Posizione del comune di Palmanova nella provincia di Udine
Sito istituzionale
Palmanova vista dal satellite

Palmanova (Palme in friulano[4]) è un comune italiano di 5.396 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Città fortezza costruita dai veneziani nel 1593, è chiamata la città stellata per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte. Dal 1960 è monumento nazionale.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Palmanova si trova in una sud-orientale Friuli-Venezia Giulia, nel punto di incontro tra l'autostrada A23 Udine-Tarvisio e A4 Torino-Trieste; si trova inoltre a 20 km da Udine, 28 km da Gorizia, 55 km da Trieste.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Udine Campoformido.

Palmanova appartiene alla zona climatica E.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Friuli e Fortezza di Palmanova.

Nel 1521 la Repubblica di Venezia stipulò con l'Austria il Trattato di Worms, ponendo fine ad una lunga e logorante guerra che era costata alla Serenissima la fortezza di Gradisca (1511). Il Trattato di Worms stabilì dei confini piuttosto anomali, a "macchia di leopardo", con enclavi veneziane situate all'interno dei territori assegnati agli Asburgo e possedimenti austriaci individuati nel cuore del territorio veneziano, determinando una situazione di forte instabilità e ambiguità nei confronti dello storico nemico della Serenissima. La Repubblica di San Marco era particolarmente vulnerabile lungo il suo delicato confine orientale, e simili sistemazioni non potevano che accrescere la tensione e le rivendicazioni territoriali, in un clima geopolitico reso molto difficile delle incursioni degli Ottomani (1477, 1478) giunti a saccheggiare e incendiare San Vendemmiano vicino a Treviso nel 1499.

In questo clima di incertezza e di preoccupazione per l'integrità territoriale veneziana, il Senato della Repubblica decise la costruzione di una fortezza, in un punto vicinissimo al confine con gli Asburgo, in una lingua del territorio compreso tra Udine e Marano Lagunare (città fortificate in mano a Venezia) incuneato in territorio austriaco. Alla realizzazione del progetto prese parte un’equipe di ingegneri, trattatisti, esperti architetti militari facenti capo all'Ufficio Fortificazioni di Venezia, tra i quali il soprintendente generale Giulio Savorgnan, principale progettista della fortezza. Il 7 ottobre 1593 venne posata la prima pietra per la costruzione della nuova fortezza e Marc’Antonio Barbaro fu nominato primo Provveditore Generale di Palma.

Antica pianta di Palmanova, probabilmente risalente al 1600.

Durante il periodo veneto la fortezza fu dotata di due cerchie di fortificazioni con cortine, baluardi, falsebraghe, fossato e rivellini a protezione delle tre porte d’ingresso alla città. Palmanova fu concepita soprattutto come macchina da guerra: il numero dei bastioni e la lunghezza dei lati furono stabiliti in base alla gittata dei cannoni del tempo. Nel 1797 un maggiore austriaco entrò con l’inganno in fortezza e riuscì a conquistare Palmanova, che finì però rapidamente sotto il controllo francese. Dopo la pace di Campoformio Palmanova ritornò nuovamente agli austriaci che la tennero per qualche anno; nel 1805 i francesi rioccuparono la città stellata e in questo periodo fu realizzata la terza cerchia di fortificazioni con le lunette napoleoniche. Nel 1814 Palmanova ritornò agli Asburgo.
Durante il dominio austriaco (1815-1866) fu costruito il Teatro Sociale, destinato a diventare fucina di valori risorgimentali: nel 1848 i cittadini della fortezza, con in testa il generale Zucchi, si sollevarono contro gli austriaci, assumendo il controllo della città e subendo un lungo assedio.
Nel 1866 Palmanova venne annessa al Regno d'Italia. Durante la Prima guerra mondiale la fortezza fu centro di smistamento e rifornimento per le truppe sull'Isonzo, nonché sede di ospedale da campo; dopo la rotta di Caporetto, Palmanova fu incendiata dalle truppe italiane in ritirata. Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Arciprete Giuseppe Merlino fece recedere i tedeschi in ritirata dalla decisione di far brillare i depositi di munizioni ed esplosivi, operazione che avrebbe probabilmente causato la distruzione di gran parte della città.

Con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1960 Palmanova fu proclamata “Monumento Nazionale”.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Le tre porte monumentali che permettono l'accesso alla città (Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia)
  • Piazza Grande, spazio perfettamente esagonale nel centro del quale si erge un basamento in pietra d'Istria, dal quale s'innalza l'alto stendardo, da tempo immemorabile testimone delle vicende storiche della fortezza e simbolo della fortezza stessa, comunemente chiamato Mario dai Palmarini. Su di essa si affacciano tutti i principali edifici.
  • Il Civico museo storico di Palmanova, importante punto di partenza per avere una visione generale della complessa struttura urbana e del sistema fortificatorio della fortezza, dove le raccolte sono esposte in ordine cronologico dall’anno di fondazione alla prima Guerra Mondiale, allo scopo di creare un racconto storico che riassuma i quattro periodi della storia di Palmanova: veneziano, napoleonico, austriaco, italiano.

Museo storico militare[modifica | modifica sorgente]

Il Museo storico militare ha sede sul dongione di Porta Cividale e raccoglie uniformi, cimeli e documenti inerenti ai Corpi e le Unità avvicendatesi a Palmanova dal 1593 alla seconda Guerra Mondiale. Da qui parte l’affascinante itinerario sul sistema fortificato che circonda la città. Le fortificazioni sono costituite da: a) Cortina: è uno dei lati dell’ennagono della fortezza. Le porte di accesso alla città sono ubicate al centro di tre cortine; b) Cavaliere: postazione elevata sulla cortina per le artiglierie di più lunga gittata; c) Loggia (ubicata sull’angolo destro del bastione): all’interno sono visibili fotografie e riproduzioni di armi dell’artiglieria veneziana del secolo XVII; d) Baluardo o bastione: terrapieno dalla caratteristica forma a punta di freccia, munito di piazzetta per l’artiglieria e di riservette per il deposito delle polveri; e) Loggia (situata sul lato sinistro del baluardo): ricovero dotato all’interno di un caminetto e di un’ampia sortita che scende verso il fossato; f) Falsabraga: terrapieno parallelo alla cortina per occultare gli spostamenti delle truppe dalle fortificazioni interne a quelle esterne; g) Fossato: cunetta che separa la prima cerchia di fortificazioni dalla seconda linea difensiva veneziana; h) Rivellino: terrapieno a foggia di bastione ubicato esternamente in asse alla cortina e protetto da fossato secco; i) Lunetta: terza linea difensiva aggiunta da Napoleone, posta esternamente lungo l’asse dei baluardi. Ha casamatta centrale con le postazioni dei cannoni da fortezza ed è protetta ai lati da due locali in pietra con volta coperta. La lunetta è raggiungibile attraverso la strada esterna o attraverso un suggestivo percorso sotterraneo in galleria o mina, ubicata lungo la strada coperta vicino al fossato.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 396, ovvero il 7,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Serbia Serbia, 68
  2. Romania Romania, 46
  3. Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, 46
  4. Marocco Marocco, 32
  5. Croazia Croazia, 28
  6. Ucraina Ucraina, 27

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Palmanova, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana ed un dialetto di antica derivazione veneta, simile al dialetto veneto-udinese. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[7], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Piazza Grande con il Duomo
  • Sapori di Storia, Storia di Sapori, maggio, stands eno-gastronomici, esposizione di prodotti di aziende del territorio, fiera-mercato
  • Guarda Che Luna, note immagini e brindisi a Palmanova, giovedì, venerdì e sabato sera dei mesi di giugno, luglio ed agosto, musica e cinema in piazza, mostre d'arte, visite guidate alla Fortezza, concorsi di bellezza, degustazioni di vini
  • Rievocazione storica, la seconda domenica di luglio, si svolge dagli anni settanta[8]
  • Mostra mercato di stampe antiche, agosto, presso la Polveriera Napoleonica di Contrada Foscarini
  • A.D. 1615. Palma alle Armi (atto II della Rievocazione storica), 06-07-08 settembre, rievocazione della prima fase della Guerra di Gradisca (o del Friuli, 1615-1617)
  • Anniversario della fondazione della Fortezza, 7 ottobre, coincide con la data del Santo Patrono che è Santa Giustina
  • Fiera dei sapori Friulani, ottobre, stands enogastronomici con esposizione di prodotti di aziende del territorio; pedalata dei sapori; Luna-Park; fiera-mercato; Non solo sposi
  • Mercatini di Natale - “Palma on ice”, dicembre

Persone legate a Palmanova[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Dal primo dopoguerra fino ai primi anni novanta dello scorso secolo i numerosi insediamenti militari presenti lungo il confine orientale della regione assicuravano ai centri abitati della zona una consistente vita economica, basata essenzialmente sui servizi necessari al mantenimento delle strutture militari e del personale in servizio, spesso accompagnato dalle famiglie. Questa economia di servizi era sostenuta anche dalla posizione centrale di Palmanova nell'ambito della pianura friulana; la presenza di un importante ospedale civile, di numerosi istituti di credito, di attività commerciali variegate e vitali, di istituti scolastici di vario ordine e grado, di sedi territoriali di diversi enti della pubblica amministrazione, conferivano alla città stellata un aspetto vitale e dinamico. L'attività industriale, tradizionalmente minoritaria nell'assetto economico palamarino, era limitata ad alcune manifatture e ad una piccola zona industriale, attiva soprattutto negli anni settanta.
Dopo il crollo del Muro di Berlino la mutata situazione geopolitica europea impose il ritiro di quasi tutte le truppe stanziate lungo il confine orientale; venne così a mancare l'interlocutore tradizionale del tessuto economico di Palmanova, in una fase di crisi economica crescente a livello nazionale e mondiale. Nel volgere di un decennio le attività commerciali subìrono un forte ridimensionamento, acuendo una crisi strutturale già in atto. Vaste aree del territorio palmarino in passato occupate dagli insediamenti militari, sia all'interno delle mura che nell'ambito delle frazioni, vennero lasciate in stato di abbandono e di inutilizzo, pregiudicando il recupero urbanistico della secentesca città stellata. Solo recentemente il Demanio Militare ha disposto la cessione al Comune di Palmanova di alcune aree occupate da caserme in disuso. L'attuale indirizzo strategico per lo sviluppo di Palmanova è legato alla sua vocazione commerciale unita alla nuova identità di centro di attrazione turistica. È in corso di valutazione una recente istanza di riconoscimento di Palmanova come bene tutelato dall'UNESCO.

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Palmanova è dotata di una stazione sulla Ferrovia Udine-Cervignano.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Palmanova - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  7. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  8. ^ Vedi: Gruppostoricocittadipalmanova.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]