Drenchia
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| Drenchia | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 730 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 13,28 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 15 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | vedi elenco | ||||||||
| Comuni contigui: | Canale d'Isonzo (Kanal ob Soči) (SLO), Caporetto (Kobarid) (SLO), Grimacco, Tolmino (Tolmin) (SLO) | ||||||||
| CAP: | 33040 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0432 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 030034 | ||||||||
| Codice catasto: | D366 | ||||||||
| Nome abitanti: | drenchiani | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Maria Assunta (Rožinca in dialetto sloveno) | ||||||||
| Giorno festivo: | 15 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Drenchia (Dreka in sloveno, Drèncje in friulano) è un comune di 162 abitanti della provincia di Udine.
Indice |
[modifica] Geografia
Il comune, adagiato sulle falde del Colovrat ed esteso nella valle del torrente Rieca, si trova all'estremo orientale della provincia di Udine, al confine con la vallata dell'Isonzo, in Slovenia. Il capoluogo è ubicato nel paese di Cras.
I paesi del comune sono quasi tutti posizionati sulle pendici meridionali della catena del Colovrat ed affacciati sulla Val Cosizza. Ne fanno eccezione le due borgate di Paciuch e di Peternel che si trovano a fondo valle, sulle rive del torrente Rieka. Gli insediamenti abitativi sono, oggigiorno, collegati tra loro e con la pianura friulana dalla strada provinciale numero 45 della Val Cosizza (Azzida - Cras).
La dorsale del Colovrat, formata da una serie di rilievi che si estendono per circa quattro chilometri dal torrente Za Velin Čelan al fiume Judrio, segna il confine dell'Italia con la repubblica di Slovenia. Nella parte meridionale della catena è posizionato il passo Solarie che collega la Val Cosizza con il paese sloveno di Volzana (Volče in sloveno) e quindi con la vallata dell'Isonzo e la cittadina di Tolmino. Nei pressi del passo si può vedere il monumento eretto a ricordo di Riccardo di Giusto, il primo caduto italiano della grande guerra; nella stessa zona vi sono il bivacco Zanuso, dedicato alla memoria dell'alpino Giuseppe Zanuso, morto in quel luogo nel 1929 a causa di una fortissima tormenta di neve ed il rifugio di Casoni Solarie, con annesso campetto sportivo polifunzionale.
Dalle più alte cime del comune si possono ammirare, nella loro bellezza, le Valli del Natisone e, nei giorni privi di foschia, si possono intravedere le città di Udine, Grado e Monfalcone nonché le coste settentrionali dell'Istria.
L'etimologia del toponimo è incerta; una ipotesi la fa risalire alla parola slovena dren che significa albero di corniolo, pianta molto presente nell'area comunale.[1]
[modifica] Frazioni
Clabuzzaro/Brieg, Crai/Kraj, Cras/Kras, Drenchia inferiore/Dolenja Dreka, Drenchia Superiore/Gorenja Dreka, Lase/Laze, Malinsche/Malinske, Obenetto/Dubenije, Obranche/Obranke, Oznebrida/Ocnebardo, Paciuch/Pačuh, Peternel/Peternel, Prapotnizza/Praponca, San Volfango/Svet Štuoblank, Trinco/Trinko, Trusgne/Trušnje, Zavart/Zavart, Zuodar/Cuoder.[2]
[modifica] Storia
Nel secolo VII popolazioni slave entrarono in Italia, al seguito degli Avari, ed occuparono e colonizzarono le Valli del Natisone. Ebbero diversi scontri, con alterne fortune, con i Longobardi, che dopo il 568 avevano occupato quasi tutta la penisola. Le azioni bellicose terminarono dopo la stipula di un trattato che definiva i confini tra le due comunità e lasciava le terre della zona collinosa alle popolazioni slave.
In seguito, le terre del comune, dal tempo del Patriarcato di Aquileia sino alla caduta della Repubblica di Venezia, facero parte (con la contrada di Drenchia) della Banca di Merso, organizzazione che, assieme alla Banca di Antro, gestiva in modo autonomo l'amministrazione e la giustizia nell'area della Slavia veneta. Tali privilegi vennero concessi come riconoscenza dell'azione di controllo e difesa dei confini nord-orientali del Friuli svolta dalle milizie locali all'uopo costituite.[3].
Dopo l'invasione delle truppe napoleoniche, la regione perse la sua autonomia e venne divisa in "Comuni", previa la soppressione delle organizzazioni territoriali esistenti. Successivamente la Benečija (Slavia veneta) venne assegnata in amministrazione all'Austria (Congresso di Vienna) e poi alla Francia che la cedette al Regno d'Italia (Pace di Vienna del 1866).
Le alture del comune sono ricordate anche per gli avvenimenti legati alla prima guerra mondiale. Sulla dorsale del Colovrat passava infatti l'estrema linea difensiva approntata dalla 2^ Armata per impedire l'avanzata del nemico nella pianura friulana in caso di ritirata delle truppe combattenti nelle linee avanzate. La mattina del 24 ottobre 1917, con l'inizio della battaglia di Caporetto, tutto il territorio comunale venne interessato da un violento bombardamento che provocò ingenti danni e perdite di vite umane sia militari che civili. Successivamente il tenente Erwin Rommel, con un attacco a sorpresa, riuscì ad annientare la resitenza delle truppe italiane e ad occupare le alture del Colovrat per poi dirigersi verso il Matajur e la pianura friulana.
Nella zona del Na Gradu Klabuk è stato realizzato, con un programma di iniziativa comunitaria, un museo transfrontaliero all'aperto dove si possono ammirare trincee, gallerie, fortificazioni e bunker dell'epoca, opportunamente restaurati[4].
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Secondo il censimento del 1971, il 57,3% della popolazione del comune appartiene alla minoranza linguistica slovena.
Come si evince dall'istogramma, dalla metà del secolo scorso i paesi vengono sempre più abbandonati dalla popolazione locale. All'inizio a causa dell'emigrazione verso regioni italiane con maggiori prospettive di lavoro e verso l'estero (Belgio, Canada, Australia); successivamente per l'allontanamento dei giovani rimasti che preferiscono avvicinarsi alle loro sedi di lavoro posizionate, per lo più, nella pianura friulana.
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Architettura sacra
Nel comune di Drenchia sono presenti due chiese: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Cras (costruita nel 1700, con all'interno una statua lignea della Madonna con Bambino risalente all'inizio del XVI secolo) e quella di San Volfango presso l'omonimo paese.
[modifica] Architettura rurale
Nelle vicinanze delle frazioni di Cras, Oznebrida e Trusgne sono ancora osservabili le tipiche costruzioni dell'architettura rurale della Slavia veneta chiamate, in dialetto locale, Kasta e Kozolec. Le prime sono edifici risalenti al XV secolo realizzati con basamento in pietra e piano superiore in legno, con tetto a forte inclinazione ed utilizzati quali fienili e magazzini per custodia degli attrezzi, mentre i secondi sono costruzioni in pietra e legno adibite ad essiccatoi dei prodotti agricoli e deposito delle attrezzature impiegate nei lavori campestri.
[modifica] Musei
Nella ex scuola elementare della frazione di Trinco è ospitata la Casa Rurale del Territorio, che è un museo della cultura locale dove sono esposte collezioni di oggetti domestici, di attrezzi agricoli ed utensili artigianali non più reperibili, nonché cimeli risalenti alla Prima guerra mondiale.
[modifica] Cultura
[modifica] Manifestazioni
- Prima domenica di giugno - a Casoni Solarie "Festa alpina" in commemorazione di Riccardo di Giusto, primo caduto della guerra 1915-1918.
- Terza domenica di luglio - sagra paesana a San Volfango con grigliata ed intrattenimenti musicali.
- Ultima domenica di luglio - ad Obenetto sagra paesana con chioschi con specialità enogastronomiche ed intrattenimenti musicali.
- Seconda domenica di agosto - a Casoni Solarie "Festa dello sport" con marcia ecologica non competitiva e calcetto per bimbi.
- Ferragosto a Drenchia - sagra paesana della Rosinca con intrattenimenti vari, chioschi, giochi e musica.
- Terza domenica di agosto - a Clabuzzaro sagra paesana con cioschi, grigliata ed intrattenimenti musicali.
- Prima domenica di settembre - sul monte Colovrat "Festa alpina" commemorazione dell'alpino Giuseppe Zanuso con intrattenimenti, chioschi e grigliata.
[modifica] Associazioni
Sul territorio comunale sono presenti le associazioni della Pro Loco Drenchia, della Squadra volontari antincendi e della Protezione civile.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Tarcisio Donati (Insieme per Drenchia) dal 11/04/2006
Centralino del comune: 0432 721021
Posta elettronica: segretario.drenchia@eell.regione.fvg.it
[modifica] Note
- ^ Dizionario di toponomastica - Storia e significato dei nomi geografici italiani di AA.VV., UTET editrice
- ^ Carta topografica per escursionisti 1:25000 "Valli del Natisone-Cividale del Friuli" - Tavola n° 041, Tabacco editrice
- ^ La Slavia Italiana di Carlo Podrecca, Fulvio Giovanni editore in Cividale 1884
- ^ Sulle tracce della grande guerra nelle Valli del Natisone [1]
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- comuni delle Valli del Natisone: Drenchia · Grimacco · Pulfero · San Leonardo · San Pietro al Natisone · Savogna · Stregna
- comuni dell'alta Valle del Torre: Lusevera· Taipana
- parzialmente: Attimis · Faedis · Nimis · Prepotto · Torreano


