Drenchia

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Drenchia
comune
Drenchia – Stemma Drenchia – Bandiera
La frazione Peternel
La frazione Peternel
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Mario Zufferli (Drenchia identità e rinascita) dal 16/5/2011
Territorio
Coordinate 46°11′02″N 13°38′11″E / 46.183889°N 13.636389°E46.183889; 13.636389 (Drenchia)Coordinate: 46°11′02″N 13°38′11″E / 46.183889°N 13.636389°E46.183889; 13.636389 (Drenchia)
Altitudine 663 m s.l.m.
Superficie 13,28 km²
Abitanti 141[1] (31-12-2010)
Densità 10,62 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Canale d'Isonzo (SLO), Caporetto (SLO), Grimacco, Tolmino (SLO)
Altre informazioni
Cod. postale 33040
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030034
Cod. catastale D366
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3 577 GG[2]
Nome abitanti drenchiani
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Drenchia
Posizione del comune di Drenchia nella provincia di Udine
Posizione del comune di Drenchia nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Drenchia (Dreka in sloveno[3][4], Drèncje in friulano[5][6]) è un comune italiano di 118 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. La frazione Cras ospita la sede comunale.

Allo stato attuale è il più piccolo comune della regione per numero di abitanti residenti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune, adagiato sulle falde del Colovrat nella valle del torrente Rieca-Cosizza che qui ha le sue sorgenti, si trova all'estremo orientale della provincia di Udine, al confine con la valle dell'Isonzo, in Slovenia. Le frazioni del comune sono quasi tutte posizionate sulle pendici meridionali della catena del Colovrat ed affacciate sull'alta val Cosizza. Ne fanno eccezione le due borgate di Paciuch e di Peternel che si trovano a fondo valle, sulle rive del torrente Cosizza. La frazione più elevata è quella di Crai a 863 m s.l.m., mentre la più bassa è quella di Peternel che si trova a 306 m s.l.m..
La dorsale del monte Colovrat (1243 m s.l.m.), è formata da una serie di rilievi che si estendono per circa quattro chilometri dal torrente Za Velin Čelan al fiume Judrio, e segna il confine dell'Italia con la repubblica di Slovenia. Nella parte meridionale della catena è posizionato il passo Solarie che collega la Val Cosizza con il paese sloveno di Volzana (Volče in sloveno) e quindi con la vallata dell'Isonzo e la cittadina di Tolmino.
Nei pressi del passo si può vedere il monumento eretto a ricordo di Riccardo di Giusto, il primo caduto italiano della grande guerra; nella stessa zona vi sono il bivacco Zanuso, dedicato alla memoria dell'alpino Giuseppe Zanuso, morto in quel luogo nel 1929 a causa di una fortissima tormenta di neve ed il rifugio di Casoni Solarie, con annesso campetto sportivo polifunzionale.
Dalle più alte cime del comune si possono ammirare, nella loro bellezza, le Valli del Natisone e, nei giorni privi di foschia, si possono intravedere le città di Udine, Grado e Monfalcone nonché le coste settentrionali dell'Istria. Le grotte e le cavità presenti non sono così numerose ed estese come quelle delle vicine vallate del Natisone e dell'Alberone.

Geodesia e sismologia storica[modifica | modifica sorgente]

Le mappe geologiche delle Prealpi Giulie fanno risalire le asperità del comune all'epoca dell'eocene[7].
Il catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia indica la presenza di 17 grotte e pozzi[8][9]:

Nr. catasto regionale Nr. catasto locale Nome principale
1113 328/FR Grotta del Cane
1606 619/FR Pozzo del Canale
2136 439/FR Grotta di Crai
2820 1382/FR Grotta di Cras
3187 1641/FR Grotta 1° ad E di Lase
3188 1642/FR Grotta 2° ad E di Cras
3189 1643/FR Grotta 1° ad E di Cras
3190 1644/FR Grotta 2° ad E di Lase
3191 1645/FR Grotta a S di Trinco
3614 1957/FR Pozzo ad E di Lase
4602 2603/FR Grotta di Arbida
5601 3149/FR Grotticella ad E di Paciuch
5750 3253/FR Caverna della Muta
5766 3259/FR Pozzo sotto Trusgne
5900 3351/FR Grotticella a N di Monte la Cima
6453 3744/FR Grotticella a Clabuzzaro
6474 3764/FR Grotticella 2° presso Clabuzzaro

La classificazione sismica del comune è a livello 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 )[10].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica del comune: F, 3.577 gradi giorno[11]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

L'etimologia del toponimo è incerta; una ipotesi la fa risalire alla parola slovena dren che significa albero di corniolo, pianta molto presente nell'area comunale; il toponimo viene menzionato, per la prima volta, nell'anno 1295 "homines ville Tranche".[12]

L'unica evidenza di insediamenti preistorici nell'area del comune si riferisce alla scoperta effettuata in una caverna situata alla base del monte Colvrat[13]. Nel corso delle esplorazioni eseguite da Ardito Desio nella Grotta del Cane[14] di Paciuch, sono stati reperiti numerosi cocci, appartenenti ad un unico recipiente di grandi dimensioni, di controversa datazione[15]. Dallo studio dei disegni eseguiti da Desio e dalla descrizione del vaso, andato perduto a seguito degli avvenimenti della prima guerra mondiale, gli studiosi hanno desunto che lo stesso può essere fatto risalire o al tardo neolitico-eneolitico o all'antica età del bronzo[16].

Nel secolo VII popolazioni slave entrarono in Italia, al seguito degli Avari, ed occuparono e colonizzarono le Valli del Natisone. Ebbero diversi scontri, con alterne fortune, con i Longobardi, che dopo il 568 avevano occupato quasi tutta la penisola. Le azioni bellicose terminarono dopo la stipula di un trattato che definiva i confini tra le due comunità e lasciava le terre della zona collinosa alle popolazioni slave. In seguito, le terre del comune, dal tempo del Patriarcato di Aquileia sino alla caduta della Repubblica di Venezia, fecero parte (con la contrada di Drenchia) della Banca di Merso, organizzazione che, assieme alla Banca di Antro, gestiva in modo autonomo l'amministrazione e la giustizia nell'area della Slavia veneta. Tali privilegi vennero concessi come riconoscenza dell'azione di controllo e difesa dei confini nord-orientali del Friuli svolta dalle milizie locali all'uopo costituite.[17].

Dopo l'invasione delle truppe napoleoniche e la caduta della Repubblica di Venezia, la regione perse la sua autonomia e venne divisa in "Comuni", previa la soppressione delle organizzazioni territoriali esistenti. Nel 1797, con il Trattato di Campoformio, la Benečija (Slavia veneta) venne assegnata in amministrazione all'Austria; successivamente, dopo la pace di Presburgo passò, per un breve periodo, al Regno d'Italia napoleonico. Nel 1815, dopo la stipula della convenzione di Schiarino Rizzino tornò all'Austria come parte integrante del Regno Lombardo Veneto. Infine nel 1866, a seguito della terza guerra d'indipendenza, dopo la pace di Vienna ed un referendum popolare, si staccò dai domini absburgici per passare sotto il Regno d'Italia sabaudo.

Le alture del comune sono ricordate anche per gli avvenimenti legati alla prima guerra mondiale. Sulla dorsale del Colovrat passava infatti l'estrema linea difensiva approntata dalla 2ª Armata per impedire l'avanzata del nemico nella pianura friulana in caso di ritirata delle truppe combattenti nelle linee avanzate. La mattina del 24 ottobre 1917, con l'inizio della battaglia di Caporetto, tutto il territorio comunale venne interessato da un violento bombardamento che provocò ingenti danni e perdite di vite umane sia militari che civili. Successivamente il tenente Erwin Rommel, con un attacco a sorpresa, riuscì ad annientare la resistenza delle truppe italiane e ad occupare le alture del Colovrat per poi dirigersi verso il Matajur e la pianura friulana. Nella zona del Na Gradu Klabuk è stato realizzato, con un programma di iniziativa comunitaria, un museo transfrontaliero all'aperto dove si possono ammirare trincee, gallerie, fortificazioni e bunker dell'epoca, opportunamente restaurati[18].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architettura sacra[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Drenchia sono presenti due chiese: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Cras (costruita nel 1700, con all'interno una statua lignea della Madonna con Bambino risalente all'inizio del XVI secolo) e quella di San Volfango presso l'omonimo paese.

Architettura rurale[modifica | modifica sorgente]

Nelle vicinanze delle frazioni di Cras, Oznebrida e Trusgne sono ancora osservabili le tipiche costruzioni dell'architettura rurale della Slavia veneta, localmente chiamate kasta e kozolec. Le prime sono edifici risalenti al XV secolo realizzati con basamento in pietra e piano superiore in legno, con tetto a forte inclinazione ed utilizzati quali fienili e magazzini per custodia degli attrezzi, mentre i secondi sono costruzioni in pietra e legno adibite all'essiccazione del foraggio e degli altri prodotti agricoli nonché quali deposito delle attrezzature impiegate nei lavori campestri.

Tra gli anni Trenta del XIX secolo e la prima metà del XX, sul territorio comunale erano in funzione numerosi mulini costruiti in prossimità dei tanti corsi d'acqua esistenti. Di dieci fabbricati esiste ancora una storia documentata sulla realizzazione dei manufatti e sul lavoro di macina delle granaglie che ivi veniva effettuato. Oggigiorno purtroppo quattro di questi impianti sono quasi totalmente scomparsi mentre degli altri sei rimangono visibili solo parti delle murature e tracce dei sistemi di convogliamento delle acque. Fa eccezione il mulino di Peternel che, edificato verso la metà del XVIII secolo e rimasto in attività fino agli anni Cinquanta del XX, si trova ancora in buone condizioni nella parti in muratura e, all'interno, possiede ancora parti delle strutture del sistema molitorio [19].

Musei[modifica | modifica sorgente]

Nella ex scuola elementare della frazione di Trinco è ospitata la Casa Rurale del Territorio, che è un museo della cultura locale dove sono esposte collezioni di oggetti domestici, di attrezzi agricoli ed utensili artigianali non più reperibili, nonché cimeli risalenti alla Prima guerra mondiale[20].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[21]

Come si evince dall'istogramma, dalla metà del secolo scorso i paesi vengono sempre più abbandonati dalla popolazione locale. All'inizio a causa dell'emigrazione verso regioni italiane con maggiori prospettive di lavoro e verso l'estero (Belgio, Canada, Australia); successivamente per l'allontanamento dei giovani rimasti che preferiscono avvicinarsi alle loro sedi di lavoro posizionate, per lo più, nella pianura friulana.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il censimento del 1971 riscontrava che il 57,3% della popolazione del comune si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena.
Nel comune, accanto alla lingua italiana, è ufficialmente tutelata la lingua slovena[22]. Il comune, invece, non rientra fra quelli in cui vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[23], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio comunale sono presenti le associazioni Pro Drenchia, della Squadra volontari antincendi e della Protezione civile inoltre il gruppo alpini di Drenchia

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Prima domenica di giugno: a Casoni Solarie "Festa alpina" in commemorazione di Riccardo di Giusto, primo caduto della guerra 1915-1918 [24].
  • Terza domenica di luglio - sagra paesana a San Volfango con grigliata ed intrattenimenti musicali.
  • Ultima domenica di luglio - ad Obenetto sagra paesana con chioschi con specialità enogastronomiche ed intrattenimenti musicali.
  • Domenica dopo ferragosto - al Rifugio Solarie festa "Storie e tradizioni transfrontaliere" mercatino con artigiani locali delle valli del Natisone e delle Valli dell'Isonzo.
  • Ferragosto a Drenchia - sagra paesana della Rosinca con intrattenimenti vari, chioschi, giochi e musica.
  • Terza domenica di agosto - a Clabuzzaro sagra paesana con chioschi, grigliata ed intrattenimenti musicali.
  • Capodanno in Rifugio Solarie-camminata o ciaspolata notturna. [25]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo è ubicato nel paese di Cras, dove è posizionato anche l'ufficio postale del comune[26]. Gli insediamenti abitativi sono, oggigiorno, collegati tra loro e con la pianura friulana dalla strada provinciale numero 45 della Val Cosizza (Azzida - Cras).

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Clabuzzaro/Brieg, Crai/Kraj, Cras/Kras (sede comunale), Drenchia inferiore/Dolenja Dreka, Drenchia Superiore/Gorenja Dreka, Lase/Laze, Malinsche/Malinske, Obenetto/Dubenije, Obranche/Obranke, Oznebrida/Ocnebardo, Paciuch/Pačuh, Peternel/Peternel, Prapotnizza/Praponca, San Volfango/Svet Štuoblank, Trinco/Trinko, Trusgne/Trušnje, Zavart/Zavart, Zuodar/Cuoder.[27][28] La frazione di Malinsche/Malinske è ubicata sul territorio del comune di Grimacco ma, amministrativamente, dipende dal comune di Drenchia; analogamente la frazione di Scale, situata sul comune di Drenchia, è amministrata dal comune di Grimacco[29].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1993 Zufferli Mario Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1997 Zufferli Mario Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2001 Zufferli Mario Democrazia Cristiana Sindaco
2001 2006 Donati Tarcisio Lista civica Sindaco
2006 2011 Donati Tarcisio Lista civica Sindaco
2011 in carica Zufferli Mario Lista civica Sindaco

Dati del Ministero dell'Interno[30].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 254.
  5. ^ Dizionario toponomastico fiul.net. URL consultato il 30 novembre 2011.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 254.
  7. ^ Olinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Società Alpina Friulana, Udine, 1912
  8. ^ Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  9. ^ Catasto delle grotte della Commissione E. Beogan - Società Alpina delle Giulie CAI Trieste. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  10. ^ Tuttitalia-Zona sismica Drenchia. URL consultato il 10 marzo 2014.
  11. ^ Drenchia - classificazionesismica e climatica. URL consultato il 10 marzo 2014.
  12. ^ AA. VV., Dizionario di toponimastica-Storia e significato dei nomi geografica italiani, Torino, UTET editore, 1990, p. 254.
  13. ^ AA.VV., Valli del Natisone Nediške Doline-Ambiente, cultura materiale, arte, tradizioni popolari, lingua, storia, Cooperativa Lipa editrice, San Pietro al Natisone, 2002
  14. ^ Catasto delle grotte della Commissione E. Beogan - Descrizione della Grotta del Cane. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  15. ^ Ardito Desio, La grotta di Paciuch, Mondo sotterraneo XV/XVI, Udine, 1920
  16. ^ Francesca Bressan, Insediamenti preistorici nelle grotte delle Valli del Natisone, in AA.VV., Il fenomeno carsico delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie-Friuli), Udine, 1997
  17. ^ La Slavia Italiana di Carlo Podrecca, Fulvio Giovanni editore in Cividale, 1884
  18. ^ Sulle tracce della grande guerra nelle Valli del Natisone: il Colovrat e il museo all'aperto del Na Gradu-Klabuk, grandeguerrafvg.org
  19. ^ Michela Gus, La soria dei mulini di Drenchia e Grimacco, Juliagraf, Premariacco (UD), 2013
  20. ^ Casa rurale. URL consultato il 30 giugno 2013.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
  23. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  24. ^ Comune di Drenchia - Casoni Solarie. URL consultato il 4 maggio 2014.
  25. ^ Comune di Drenchia-Manifestazioni. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  26. ^ Dati sull'ufficio P.T.. URL consultato il 12 gennaio 2012.
  27. ^ Carta topografica per escursionisti 1:25000 "Valli del Natisone-Cividale del Friuli" - Tavola n° 041, Tabacco editrice
  28. ^ Statuto comunale
  29. ^ Statuto del comune di Grimacco[1]
  30. ^ Amministratori - Dati storici. URL consultato il 7 luglio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]