Tarcento

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tarcento
comune
Tarcento – Stemma Tarcento – Bandiera
Centro di Tarcento
Centro di Tarcento
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Sindaco Celio Cossa (Lista civica di centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 46°13′00″N 13°13′00″E / 46.216667°N 13.216667°E46.216667; 13.216667 (Tarcento)Coordinate: 46°13′00″N 13°13′00″E / 46.216667°N 13.216667°E46.216667; 13.216667 (Tarcento)
Altitudine 230 m s.l.m.
Superficie 35,06 km²
Abitanti 9 148[1] (31-12-2010)
Densità 260,92 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Cassacco, Lusevera, Magnano in Riviera, Montenars, Nimis, Reana del Rojale, Tricesimo
Altre informazioni
Cod. postale 33017
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030116
Cod. catastale L050
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 702 GG[2]
Nome abitanti tarcentini
Patrono san Pietro
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Tarcento
Posizione del comune di Tarcento nella provincia di Udine
Posizione del comune di Tarcento nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Tarcento (Tarcint in friulano[3]) è un comune italiano di 9.112 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Tarcento si trova a 230 m s.l.m., 20 km a nord di Udine. La cittadina si colloca in un'area paesaggistica dai caratteri vari e contrastanti: a nord le Prealpi Giulie, imponenti bastionate calcaree che serrano l'orizzonte; a sud l'alta pianura friulana; ad est i colli orientali; a ovest l'anfiteatro morenico del Tagliamento, il sistema collinare originatosi dopo l'ultima glaciazione.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Gemona del Friuli.

Tarcento appartiene alla zona climatica E. Ha un clima sub-continentale con inverni freddi, estati moderatamente calde e forte piovosità.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Friuli.
Monumento ai caduti

I primi documenti che riportano il nome di Tarcento risalgono al XII secolo, ma la città vanta origini molto più antiche: gli studiosi parlano infatti di popolazioni paleolitiche alle quali si sono succeduti insediamenti preistorici, quindi celtici, e poi naturalmente la colonizzazione dei Romani. Per trovare la prima citazione del nome dobbiamo attendere il 1126, quando Tarcento era feudo dei Machland, provenienti da Perg (Austria). Nel 1219 i Machland furono sostituiti dai di Caporiacco. Nel 1281 il Patriarca di Aquileia Raimondo della Torre assegnò il feudo al nobile Artico di Castel Porpetto. Tarcento rimase così sotto la giurisdizione dei Castel di Porpetto fino all'avvento di Napoleone (1797). Nel 1866 la cittadina fu annessa al Regno d'Italia, diventando capoluogo mandamentale.

Il terremoto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto del Friuli.

Nel 1976 fu devastato dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, che provocarono enormi crolli e danni. Molti crolli furono favoriti dall'età avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto venne riedificato completamente con criteri antisismici.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 509, ovvero il 5,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Romania Romania, 133
  2. Marocco Marocco, 57
  3. Ucraina Ucraina, 38
  4. Albania Albania, 30
  5. Moldavia Moldavia, 23
  6. Serbia Serbia, 23
  7. Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, 20

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Tarcento, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Persone legate a Tarcento[modifica | modifica sorgente]

Villa Moretti
  • Giovanni Antonio Agostini, pittore udinese, autore della famosa Gran macchina, un altare ligneo per la chiesa della Madonna d'Aprato a Tarcento datato 1603, opera che segna il passaggio dalla pittura e scultura manierista e quella barocca.
  • Giancarlo Cruder (1947), politico;
  • Gian Giuseppe Liruti (1689-1780), erudito, studioso di scienze esatte;
  • Ella von Schultz-Adaïewsky (1846-1926), musicologa e pianista;
  • Giovanni Marinelli (1846–1900), geografo; fu quattro volte deputato al Parlamento per Gemona–Tarcento;
  • Angelo Angeli (1864–1931), chimico;
  • Arturo Malignani (1865–1939), inventore: costruì dal 1898 al 1900 la diga di Crosis, con la splendida cascata, e la Centrale di Ciseriis;
  • Olinto Marinelli (1876–1926), geografo;
  • Chino Ermacora (1894–1957), scrittore;
  • Aldo Moretti (1909–2002), presbitero e partigiano, Medaglia d'oro al valor militare;
  • Anzil Toffolo (1911–2000), pittore;
  • Vittorio Gritti, fondatore del Gruppo Folkloristico "Chino Ermacora": ideatore del Festival dei Cuori e del Premio Epifania;
  • Luciano Ceschia (1925–1991), scultore e pittore;
  • Albino Lucatello (1927–1984), pittore;
  • Bruna Sibille Sizia, giornalista e scrittrice;
  • Claudio Giorgi, (1944), attore e regista cinematografico

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bulfons

Sorge sulla sponda destra del Torre, circa un chilometro a nord di Tarcento, e si è sviluppata dal punto di vista urbanistico agli inizi del Novecento, attorno al grande complesso dell'industria tessile, che in passato ha assunto un ruolo fondamentale per l'economia del territorio tarcentino.

  • Ciseriis

La frazione è situata all'imboccatura della Val Torre, sulla riva sinistra del torrente. L'origine del nome (dal friulano Cjarièsis), rimanda all'antica vocazione di questa ed altre località collinari del tarcentino per la coltivazione delle ciliegie. Andando per sentieri a fine primavera, è ancora possibile incontrare vecchi alberi carichi di gustose duracine, la varietà che meglio si adatta al clima locale. Ciseriis fu sede comunale sino al 1928. In passato poi fu sede (fino al 1480) del Vicariatus Sclaborum, il cui vicario garantiva l'assistenza religiosa alle popolazioni slavofone residenti nella zona a nord di Tarcento, da Coia a Sedilis all'Alta Val Torre (zone oggi in gran parte friulanizzate e/o ancor di più italianizzate). Il patrono del paese è San Carlo Borromeo, che si festeggia il 4 novembre.

Chiesa Parrocchiale a Collalto
  • Coia

Dalla collina di Coia si possono ammirare i più bei panorami di Tarcento e dei suoi dintorni, percorrendo antichi sentieri tra vigne, olivi e castagni. Patrono del paese è San Lorenzo, festeggiato 10 agosto. In occasione dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, si svolge inoltre una processione di antichissime origini, percorrendo il cosiddetto "Zîr de Madone"; per l'occasione è distribuito del vino novello, denominato "vin de Madone".

  • Collalto

Chiesa Parrocchiale decicata a San Leonardo Abate, opera dell'architetto Domenico Schiavi (1825).

  • Collerumiz

È la frazione più occidentale del comune ed è posta su un colle eocenico, lambito a nord-ovest dal corso del rio Urana e collegato a sud, attraverso una serie di bassi rilievi, con il poggio di Collalto. Il paese è formato dal borgo principale, Nanini, e dai due piccoli agglomerati rurali di borgo del Pino e Anzil. La prima domenica dopo Pasqua si festeggia San Giuseppe sposo di Maria. La chiesa parrocchiale, a lui dedicata, fu costruita tra il 1850 ed il 1860; all'interno si trova un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria, eseguito nel 1930 dall'artista Tita Gori di Nimis.

  • Loneriacco

La frazione di Loneriacco si colloca nell'ambito delle colline meridionali del comune, alla destra del fiume Torre. Il centro abitato ha mantenuto la struttura medievale raccolta attorno al colle della chiesa dei Santi Patroni Gervasio e Protasio (citata già in documenti del 1360), che si festeggiano il 19 giugno. All'interno della chiesa si trovano tre altari: il maggiore, in marmo, è dedicato ai Martiri titolari; il secondo alle Anime purganti; il terzo a Sant'Antonio da Padova. Nelle vicinanze di Loneriacco si trova l'antico borgo turrito di Villafredda, autentica perla architettonica nella cornice naturale dei colli meridionali.

  • Molinis
  • Sammardenchia
  • Sedilis

Segnacco[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Eufemia
Chiesa di S. Eufemia

Segnacco (Segnà in friulano) è già ricordato in carte del 1143 quale "Segnagum"; anticamente sede comunale autonoma. La popolosa frazione è adagiata sul versante meridionale del colle di Sant'Eufemia, uno dei luoghi storici e paesaggistici più importanti di Tarcento. A Segnacco si festeggia la Madonna Immacolata l'8 dicembre, mentre in occasione di San Valentino si tiene la tradizionale festa degli anziani. Anche l'antica e famosa sagra della "Quarte d'avôst" (Quarta d'agosto) ha origini religiose. Il patrono è San Michele, festeggiato il 29 settembre. I siti di maggiore rilevanza storico-turistica sono:

Chiesa di San Michele Arcangelo: costata la bellezza di 72.375 lire nel 1881. L'edificio religioso situato in posizione centrale, fu costruito su progetto di Girolamo d'Aronco e consacrato nel 1891. Gli oltre 100.000 mattoni e le 14.000 tegole impiegati per la sua costruzione provenivano dalle fornaci delle terre limitrofe, molto ricche in depositi argillosi. All'interno ciclo di pitture di Lorenzo Bianchini e battistero monumentale.

Chiesa di Sant'Eufemia: monumento nazionale d'arte, risale al XIV secolo, anche se in precedenza una costruzione dedicata a Sant'Eufemia risulta esistere prima dell'anno 1000. L'edificio sulla tipica bifora campanaria con tre cuspidi piramidali, conserva al suo interno la copia della preziosa statua lignea della Santa, tra le più importanti opere del Trecento friulano, custodita al Museo Diocesano di Arte Sacra di Udine. Un affresco della Madonna con il Bambino e Santi, attribuito a Gian Paolo Thanner, datata 1512, mentre due pale d'altare: una attribuita a Giovanni Battista Grassi e l'altra di autore ignoto del Settecento, completano gli arredi. Una pietra sull'esterno del fianco destro reca la data 1347, quando l'edificio venne ampliato o ricostruito, per essere consacrato nel 1356. Sempre all'esterno, vicino all'atrio, si trova la pietra proveniente dall'Aquileia romana e dedicata al tarcentino Chino Ermacora, divulgatore della friulanità nel mondo.

Le Corti rurali: passeggiando per Segnacco, fanno capolino da sotto i portici degli edifici a fronte continuo, cortili e facciate di abitazioni ben conservate e rispettose della più genuina architettura friulana.

Antica osteria Gjâl Blanc (gallo bianco): rappresenta uno dei punti cardinali della vita culturale della Tarcento di un tempo. Al suo interno si ritrovano tele dipinte dal pittore locale Loris Pasquali rappresentanti scene di vita tipica di un tempo.

  • Stella
  • Zomeais

Mobilità[modifica | modifica sorgente]

Segnacco possedette, dal 1927 al 1959, una propria fermata lungo la tranvia Udine-Tarcento.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Tarcento è attraversata dalla strada statale 13 Pontebbana, importante strada di collegamento con la Carnia e l'Austria verso nord e con il Veneto verso sud.

La città dispone di una stazione ferroviaria, posta lungo la ferrovia Pontebbana.

Dal 1927 al 1959 l'abitato disponeva inoltre di un collegamento con Udine costituito dalla tranvia Udine-Tarcento, nota in loco con il soprannome di "tram bianco".

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.