San Leonardo (Italia)

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San Leonardo
comune
San Leonardo – Stemma
Ponte sul Cosizza tra le frazioni di Merso di Sopra e Scrutto
Ponte sul Cosizza tra le frazioni di Merso di Sopra e Scrutto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Comugnaro Antonio (Lista civica) dal 25 maggio 2014 [1]
Territorio
Coordinate 46°07′07″N 13°31′53″E / 46.118611°N 13.531389°E46.118611; 13.531389 (San Leonardo)Coordinate: 46°07′07″N 13°31′53″E / 46.118611°N 13.531389°E46.118611; 13.531389 (San Leonardo)
Altitudine 168 m s.l.m.
Superficie 26,91 km²
Abitanti 1 169[2] (31-12-2010)
Densità 43,44 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Grimacco, Prepotto, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna
Altre informazioni
Cod. postale 33040
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030102
Cod. catastale H951
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 691 GG[3]
Nome abitanti sanleonardesi
Patrono san Leonardo di Noblac
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Leonardo
Posizione del comune di San Leonardo nella provincia di Udine
Posizione del comune di San Leonardo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

San Leonardo (Svet Lienart o anche Podutana in sloveno[4], San Lenàrt in friulano[5]) è un comune italiano di 1.169 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La superficie del comune è di 27 km² e la sua altitudine va dai 138 m s.l.m. della pianura ai 719 della zona montagnosa. Il territorio è formato dalla parte meridionale delle valli del Cosizza e dell'Erbezzo e si estende dalla pianura sottostante la terrazza di Azzida fino al confine con i comuni di Grimacco e Stregna.

I paesi del comune sono allocati lungo le strade che costeggiano i torrenti Cosizza ed Erbezzo e sulle pendici dei monti circostanti nelle posizioni più idonee per sfruttare al massimo l'irraggiamento solare nel freddo periodo invernale. I due torrenti che attraversano il territorio (Cosizza ed Erbezzo), si incontrano nei pressi del paese di Scrutto e, dopo pochi chilometri, le acque derivanti dalla confluenza su uniscono a quelle del torrente Alberone che, a sua volta, va ad ingrossare la portata del fiume Natisone. I due torrenti sopra menzionati vengono alimentati, nella loro corsa, dai numerosi ruscelli che scendono dalle alture circostanti tra i quali sono da menzionare il Pod Starmelico ed il Par Senike che, unendosi, formano il torrentello Potok.[6] Nelle vicinanze della confluenza, si trovano le due belle cascate chiamate Melinski Kot, la seconda delle quali, la più ammirata, presenta un salto di oltre 12 metri[7] [8].

Il catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia indica la presenza, sul territorio comunale, di 54 grotte e pozzi[9]. Nelle vicinanze delle cascate di Kot si può visitare la grotta chiamata Star Čedad[10][11] che, con il suo percorso fino ad ora esplorato di 1200 metri[12], è la seconda in lunghezza tra le numerose cavità presenti nelle Valli del Natisone. L'origine del toponimo della grotta (Star Čedad = Vecchia Cividale) deriva da una vecchia leggenda che racconta che la città di Cividale del Friuli era anticamente ubicata nelle prossimità della caverna, fino a quando una violenta fuoruscita d'acqua dalla risorgiva l'ha sospinta nell'attuale posizione[13][14].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

La località di San Leonardo viene menzionata per la prima volta in documenti redatti nel 1257; il nome del paese deriva da quello del santo patrono San Leonardo di Noblac, che viene festeggiato il 6 novembre.[15]

Sono pochi i reperti che confermano la frequentazione umana della zona in epoche remote. In mancanza di ricerche archeologiche mirate, i ritrovamenti di oggetti antichi sono dovuti al puro caso. Tra questi si possono menzionare numerosi resti romani rinvenuti presso la chiesetta di san Silvestro a Cemur[16] ed una moneta del terzo secolo d.C. reperita nella località di Cernizza[17].
La storia del comune si identifica con quella della Slavia friulana. Nel secolo VII popolazioni slave entrarono in Italia, al seguito degli Avari, ed occuparono e colonizzarono le Valli del Natisone. Ebbero diversi scontri, con alterne fortune, con i Longobardi, che dopo il 568 avevano occupato quasi tutta la penisola. Le azioni bellicose terminarono dopo la stipula di un trattato che definiva i confini tra le due comunità e lasciava le terre della zona collinosa alle popolazioni slave.

In seguito, la popolazione delle Valli del Natisone, dal periodo del Patriarcato di Aquileia sino alla caduta della Repubblica di Venezia, godette di una notevole autonomia amministrativa e giudiziaria; queste funzioni venivano infatti gestite dagli Arenghi formati da rappresentanti (decani) eletti dalle famiglie dei paesi più importanti delle due Banche di Merso ed Antro. L'Arengo dei decani delle convalli di Merso si riuniva, per le sue sedute, sotto i tigli che crescevano nei pressi della chiesa di San Antonio Abate a Merso di Sopra.[18] A ricordo di quel felice periodo, lo stemma comunale contiene, in forma stilizzata accanto ad un leone con chiave, il tiglio e la lastra di pietra presso la quale si riunivano i decani della Banca di Merso. Tali privilegi vennero concessi come riconoscenza dell'azione di controllo e difesa dei confini nord-orientali del Friuli svolta dalle milizie locali all'uopo costituite.[19].

Successivamente, l'arrivo delle truppe di Napoleone e la conseguente imposizione del sistema amministrativo francese, portò alla soppressione di ogni forma di autonomia locale ed alla suddivisione del territorio in "comuni", previa abolizione delle "vicinie" esistenti. Alla fine della dominazione napoleonica, la Slavia passò in amministrazione all'Austria e, dopo la firma della pace di Vienna il territorio fu consegnato alla Francia che lo cedette al Regno d'Italia.

Il territorio comunale tornò ad interessare la storia nel periodo della prima guerra mondiale a causa dei combattimenti che si svolgevano nelle immediate vicinanze e, soprattutto per gli infausti avvenimenti conseguenti alla battaglia di Caporetto che tanti lutti e danni provocarono in tutta la regione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di San Leonardo sono presenti un gran numero di chiese ubicate in prossimità dei principali paesi e di sacelli posizionati sui colli in località caratteristiche. Sono da ricordare le seguenti costruzioni:

  • ad Altana la chiesa di San Abramo, eretta nel XV secolo e ricostruita, dopo i terremoti del 1511 e 1513, nel 1535;
  • a Clastra la chiesa di San Bartolomeo apostolo, le cui prime citazioni risalgono all'anno 1442;
  • a Cravero la chiesa di Santa Lucia costruita nel 1454 e ristrutturata dopo i sismi del 1511 e 1513, all'interno sono presenti affreschi attribuiti a Jarnej da Skofia Loka ed un altare ligneo dorato (zlati oltar), realizzato nei primi del Settecento da Lukas Scharf e la chiesa di San Andrea Apostolo costruita nei primi del Quattrocento con all'interno un altare ligneo riccamente lavorato da Lukas Scharf e datato 1695;
  • a Iainich cappella romanica di San Nicolò costruita nel 1294 ed ampliata in stile gotico nel 1450;
  • a Merso di Sopra chiesa di San Antonio Abate di Bergagna, fondata nel 1441 con all'interno affreschi quattrocenteschi gravemente danneggiati dai lavori eseguiti ai tempi della Repubblica Veneta; presso la chiesa, all'ombra dei tigli, teneva adunanza la Banca di Merso, organo giurisdizionale e di autogoverno riconosciuto da parte della Repubblica di Venezia;
  • a San Leonardo la chiesa di San Leonardo Abate costruita si presumibilmente prima dell'anno mille e nominata in un documento del 1351; all'interno, oltre all'altare principale, sono presenti due altari lignei zlati oltar del 1700.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Attualmente circa la metà della popolazione comunale risiede negli insediamenti allocati a fondovalle in quanto gli stessi sono prossimi alle realtà industriali operanti nella zona e ben collegati con le città della vicina pianura friulana. I paesi situati in quota vengono sempre più abbandonati e alcuni sono già completamente disabitati.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il censimento del 1971 riscontrava che il 85,5% della popolazione del comune si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena.
Nel comune, accanto alla lingua italiana, è ufficialmente tutelata la lingua slovena[21].
Il comune, invece, non rientra fra quelli in cui vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[22], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "Comitato Festeggiamenti" a Merso di Sopra;
  • Coro di voci miste "San Leonardo" a Merso di Sopra;
  • Circolo culturale "Il Castagno" a Cravero;
  • Circolo ricreativo culturale "Sant'Andrea" ad Ussivizza;
  • "Pro Clastra" a Merso di Sopra;
  • Circolo culturale "Val Cosizza" a Dolegna.
  • Associazione Polisportiva Dilettantistica "San Leonardo" Merso di Sopra

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Personalità nate a San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Faidutti (Scrutto 1861 - Koninsberg 1931), sacerdote, politico e deputato al Parlamento di Vienna che lottò per il riconoscimento del popolo friulano da parte delle autorità austriache[23][24].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Primi di luglio a Merso di Sopra: "Festa dello sport", sagra con torneo di calcio tra i comuni delle Valli del Natisone;
  • Ferragosto a Merso di Sopra: sagra di San Rocco con serate danzanti, intrattenimenti con musica folkloristica e mostra mercato dei prodotti tipici delle Valli;
  • Secondo fine settimana di settembre a Merso di Sopra: Motoraduno "Memorial Mariangelo";
  • Ultima settimana di agosto a Cravero: sagra paesana di Sant'Andrea con giochi per i bambini ed intrattenimenti danzanti;
  • Primi di settembre a Cosizza: festa di San Egidio, sagra paesana e torneo di calcio;
  • Natale a Cravero: "Mostra dei presepi" a cura del circolo culturale "Il castagno".

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo del comune è il paese di Merso di Sopra.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Altana-Utana, Camugna-Kamunja, Cemur-Čemur, Cernizza-Čarnica, Cisgne-Čišnje, Clastra-Hlastra, Cosizza-Kosca, Cravero-Kravar, Crostù-Hrastovije, Dolegna-Dolenjane, Grobbia-Grobje, Iainich-Jagnjed, Iesizza-Jesičje, Iessegna-Jesenje, Merso di Sopra-Gorenja Miersa, Merso di Sotto-Dolenja Miersa, Osgnetto-Ošnije, Ovizza-Ovica, Picig-Pičič, Picon-Pikon, Podcravero-Podkravar, Postacco-Puostak, Precot-Prehod, Scrutto-Škrutove, Seuza-Seucè, Ussivizza-Ušiuca, Zabrida-Zabardo, Zamir-Zamier.[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Simaz Renato Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Simaz Renato Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Zanutto Lorenzo Centro Sindaco
1999 2004 Sibau Giuseppe Lista civica Sindaco
2004 2009 Sibau Giuseppe Lista civica Sindaco
2009 2013 Giuseppe Sibau Lista civica Sindaco Dimessosi il 10/5/2013 perché eletto consigliere regionale
2013 2014 Terlicher Teresa Lista civica Prosindaco
2014 in carica Comugnaro Antonio Lista civica Sindaco

Dati del Ministero dell'Interno[25].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni comunali del 25 maggio 2014. URL consultato il 29 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011.
  5. ^ Dizionario toponomastico fiul.net. URL consultato il 30 novembre 2011.
  6. ^ a b Carta topografica per escursionisti 1:25000 "Valli del Natisone Cividale del Friuli"- foglio 041, Tabacco editore
  7. ^ Melinski Kot. URL consultato il 27 maggio 2013.
  8. ^ Le cascate di Kot. URL consultato il 27 maggio 2013.
  9. ^ Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia. URL consultato l'11 marzo 2012.
  10. ^ San Leonardo, grotta Star Cedat. URL consultato l'8 febbraio 2013.
  11. ^ Grotta risorgiva di Star Cedat. URL consultato il 27 marzo 2013.
  12. ^ Cascate di Kot. URL consultato l'8 febbraio 2013.
  13. ^ Grotta Star Cedad-Dati tecnici e leggenda. URL consultato il 4 marzo 1012.
  14. ^ Numero di catalogo 1076 del Catasto delle grotte della Commissione E. Boegan-Società Alpina delle Giulie, C.A.I. Trieste
  15. ^ Dizionario di toponimastica-Storia e significato dei nomi geografica italiani, Torino, UTET editore, 1990.
  16. ^ Amelio Tagliaferri, Coloni e legionari romani nel Friuli celtico, Pordenone, 1986, p. 157.
  17. ^ Mario Brozzi, Le Valli del Natisone e le convalli, Memorie storiche forogiuliesi, 1982, pp. 51-67.
  18. ^ Olinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie , Società Alpina Friulana, Udine, 1912
  19. ^ Carlo Podrecca, La Slavia Italiana, Fulvio Giovanni editore in Cividale, 1884
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
  22. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  23. ^ Valli del Natisone Nediške Doline - Ambiente, Cultura popolare, Arte, Tradizioni popolari, Lingua, Storia, San Pietro al Natisone, Cooperativa Lipa editrice, 2000.
  24. ^ Faidutti Luigi. URL consultato il 27 marzo 2013.
  25. ^ Amministratori - Dati storici. URL consultato il 7 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]