Natisone

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Coordinate: 45°56′42″N 13°21′55.5″E / 45.945°N 13.365417°E45.945; 13.365417

Natisone
Natisone
Stati Italia Italia
Slovenia Slovenia
Suddivisioni Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Lunghezza 55 km
Portata media 4 m³/s
Bacino idrografico 322 km²
Altitudine sorgente 415 m s.l.m.
Nasce Monte Maggiore (Prealpi Giulie)
Affluenti Cosizza
Sfocia da sinistra nel fiume Torre

Il Natisone (Nadison in friulano[1], Nediža in dialetto sloveno locale, Nadiža in sloveno[2]) è il più importante fiume del Friuli orientale, principale tributario del fiume Torre e sub-affluente dell'Isonzo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce in Italia, a 415 metri di quota, nelle vicinanze di Prossenicco, frazione di Taipana, al confine tra il Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia e deriva dalla confluenza del Rio Bianco e del Rio Nero che scendono dalle falde del Monte Maggiore e dal Gabrovig. Per un tratto segna il confine dell'Italia e, poco dopo aver ricevuto le acque dei torrenti Namlen e Jamnik, entra e continua il suo percorso in territorio sloveno lambendo gli insediamenti di Bergogna, Boreana, Creda e Robis del comune di Caporetto. Dopo avervi percorso circa 10 km rientra in Italia nei pressi di Stupizza e comincia a scorrere nella Val Natisone. Riceve quindi i contributi delle sorgenti Poiana, Arpit e Naklanz, di alcuni torrentelli quali il Jauarščak, il Tarčešnjak, e lo Zejac, ed a Ponte san Quirino, del torrente Azzida (che è formato dall'unione dell'Alberone, del Cosizza e dell' Erbezzo, torrenti che danno il nome alle altre tre valli del comprensorio). In questa zona, il Natisone è caratterizzato dalla notevole erosione dell'alveo che dà luogo a vere e proprie forre nei pressi delle frazioni di Vernasso e Ponte San Quirino. Lungo il suo corso italiano, il Natisone attraversa i comuni di Pulfero, San Pietro al Natisone, Cividale del Friuli, Premariacco, Manzano, San Giovanni al Natisone e confluisce nel Torre nei pressi di Trivignano Udinese.

La portata minima del fiume è di 0,8 metri cubi al secondo [3], ma è soggetto, nei periodi piovosi, a piene improvvise e, a volte, notevoli che di rado producono danni proprio per la notevole altezza delle rive. La portata media può essere indicata in 4 metri cubi al secondo, mentre quelle primaverile/autunnale in 6-8 metri cubi al secondo.

La sua lunghezza, dalla unione del Rio Bianco col Rio Nero fino alla confluenza con il fiume Torre, è di 55 km, mentre la lunghezza totale, comprendendo anche il Rio Bianco, è di 60 km.[4] Le acque fanno parte del bacino imbrifero del fiume Isonzo[5].

Fauna ittica[modifica | modifica sorgente]

Le specie ittiche presenti nelle acque del percorso montano, tutte della classe actinopterygii, sono le seguenti [6]:

Nome comune Nome scientifico Famiglia % presenze a Pulfero
barbo barbus plebejus cyprinidae 11%
scazzone cottus gobio cottidae 21%
cavedano leuciscus cephalus cyprinidae 4%
trota iridea oncorhynchus mykiss salmonidae 24%
sanguinerola phoxinus phoxinus cyprinidae 2%
trota marmorata salmo trutta marmoratus salmonidae 4%
ibrido trota farioXtrota marmorata salmo trutta truttaXsalmo trutta marmoratus salmonidae 19%
trota fario salmo trutta trutta salmonidae 11%
temolo thymallus thymallus salmonidae 4%

Quelle invece rilevate nel tratto in pianura sono[7]:

Nome comune Nome scientifico Famiglia % presenze a Premariacco
barbo barbus plebejus cyprinidae 36%
cobite barbatello barbatula barbatula balitoridae 3%
cavedano leuciscus cephalus cyprinidae 9%
vairone leuciscus souffia cyprinidae 19%
sanguinerola phoxinus phoxinus cyprinidae 7%
ghiozzo padano padogobius bonelli gobiidae 1%
ibrido trota farioXtrota marmorata salmo trutta truttaXsalmo trutta marmoratus salmonidae 1%
trota fario salmo trutta trutta salmonidae 4%
naso chondrostoma nasus cyprinidae 20%

La pesca nel fiume è soggetta a particolari restrizioni e divieti stabiliti dalla Regione Friuli Venezia Giulia [8][9]

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo veniva menzionato già in epoca classica ( "Natisa" in Naturalis Historia libro III, capitolo 126 di Plinio il Vecchio) e, successivamente, in epoca longobarda in Historia Langobardorum libro V, capitolo 23 di Paolo Diacono, nella parte in cui viene descritta la battaglia tra il duca longobardo Vettari e le milizie slave avvenuta nell’anno 670 ("non longe a Foroiuli....ad ponte Natisonis fluminis")[10][11]. L'origine si suppone risalga al latino "natare" ossia nuotare o scorrere.[12]
Il fiume dà il nome alle Valli del Natisone che sono formate dal bacino del fiume Natisone, dal confine con la Slovenia fino alla frazione di Ponte San Quirino, e dalle valli dei suoi tre principali affluenti (Alberone, Cosizza ed Erbezzo).

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  2. ^ Carta topografica 1:25.000 foglio 041 "Valli del Natisone - Cividale del Friuli", editrice Tabacco
  3. ^ Olinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Società Alpina Friulana, Udine, 1912
  4. ^ Misura effettuata da Giovanni Marinelli
  5. ^ Bacino fiume Isonzo. URL consultato il 1 ottobre 2012.
  6. ^ Carta ittica bacino Isonzo. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  7. ^ Carta ittica bacino Isonzo. URL consultato il 7 ottobre 2012.
  8. ^ Calendari pesca sportiva nelle acque iterne del Friuli Venezia Giulia. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  9. ^ Regolamenti della pesca nelle Valli del Natisone. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  10. ^ Olinto Marinelli, Guida delle Prealpi Giulie, Società Alpina Friulana, Udine, 1912
  11. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, libro V capitolo 23
  12. ^ AA.VV., Dizionario di Toponomastica - I nomi geografici italiani, UTET editore, Torino, 1990

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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