Corno di Rosazzo

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Corno di Rosazzo
comune
Corno di Rosazzo – Stemma Corno di Rosazzo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Daniele Moschioni (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°59′00″N 13°27′00″E / 45.983333°N 13.45°E45.983333; 13.45 (Corno di Rosazzo)Coordinate: 45°59′00″N 13°27′00″E / 45.983333°N 13.45°E45.983333; 13.45 (Corno di Rosazzo)
Altitudine 88 m s.l.m.
Superficie 12,33 km²
Abitanti 3 284[1] (31-12-2010)
Densità 266,34 ab./km²
Frazioni Casali Cumini, Casali Gallo, Casali Godia, Noax, Quattroventi, Sant'Andrat del judrio, Visinale del Judrio
Comuni confinanti Cividale del Friuli, Cormons (GO), Dolegna del Collio (GO), Manzano, Premariacco, Prepotto, San Giovanni al Natisone
Altre informazioni
Cod. postale 33040
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030030
Cod. catastale D027
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cornesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corno di Rosazzo
Posizione del comune di Corno di Rosazzo nella provincia di Udine
Posizione del comune di Corno di Rosazzo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Corno di Rosazzo (Cuar di Rosacis in friulano[2]) è un comune italiano di 3.278 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale fu sede di insediamenti umani fin dal mesolitico. Sono state ritrovate diverse tracce di insediamenti risalenti all'epoca romana, una fornace, una Villa, tracce della strada che collegava Forum Julii (Cividale) e il Pons Sontium (Isonzo), dove si collegava alla via consolare fra Aquileia ed Emona (Lubiana). Abitato anche nell'alto Medioevo, il sito appartenne ai patriarchi di Aquileia, che nel 1135 lo cedettero all'Abbazia di Rosazzo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Corno è il nome del torrente (dal latino cornum) dal quale ha preso in parte la denominazione anche Corno di Rosazzo. Nasce con il nome di Rio Chiaro alle falde del monte Plagnava, scorre nei presso dell'abitato di Corno di Rosazzo e si getta nel torrente Judrio all'altezza di Chiopris-Viscone. Un luogo detto Cornium è ricordato nel 1211 (in loco qui dicitur Cornium). Nel 2011 si sono commemorati gli 800 anni di storia di Corno. Rosazzo deriva da un aggettivo formato sul latino rosa attraverso il suffisso -aciu e indica una località e le sue rose. Anche lo stemma del comune ricorda questa etimologia: " d'azzurro, alla cornucopia d'argento posta in banda e rivolta verso il basso, dalla quale fuoriescono rose rosse, fogliate di verde"

Patrimonio storico artistico[modifica | modifica sorgente]

Le chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale S. Maria del Rosario, risale al 1400. Della vecchia Chiesa resta una notizia: nel 1549 il pittore Polame Valentino di Udine dipinse un'icona; nel 1674 fu dato inizio ai lavori di ristrutturazione e ampliamento terminati 62 anni dopo. Nel 1903 il pittore Antonio Brollo di Gemona dipinse due quadri di pregevole fattura. Al suo interno anche un organo settecentesco. Vicino alla Chiesa si erge Villa Bigozzi–Cabassi: il corpo di fabbrica centrale della casa padronale risale al 1700 mentre il classico porticato risale al 1800. L'ala rivolta verso il torrente Corno, sembra essere precedente al 1700. Alle porte del capoluogo sorge il Santuario di Madonna d'Aiuto risalente alla metà del Seicento. All'interno è conservata la seicentesca statua lignea della Madonna con Bambino, venerata per aver preservato la popolazione dall'epidemia di colera del 1836. Nel 1843 venne ampliata; il campanile fu terminato nel 1932. Ogni anno vi si svolge il ‘Perdòn' dal 15 agosto all'8 settembre, segno della devozione ancora viva nella popolazione.
  • Chiesetta di S.Giacomo Apostolo, a Noax, risale al XIII sec., in seguito fu ampliata e restaurata. Internamente vi sono affreschi risalenti al tardo Trecento e al primo Cinquecento ed un settecentesco altare in marmo policromo che accoglie una pala di Leopoldo Zuccolo (festa del Patrono 3 febbraio).
  • Chiesetta di S.Leonardo, in località Gramogliano, risale al XV sec. con restauri del 1700. Vi sono conservati due affreschi di Jacum Pitôr, pittore girovago di Nimis, unico esempio di naïf friulano (festa del Patrono 6 novembre).
  • Chiesa di S.Martino a Visinale, sorge su un antico impianto del 1300, in seguito, fu più volte distrutta e ricostruita. L'attuale moderno edificio ospita in una nicchia della facciata, la statua del Patrono, festeggiato l'11 novembre.
  • Chiesa di S.Andrea Apostolo, nella frazione di S.Andrat del Judrio, fu rifatta su un impianto del XI secolo, ed inaugurata il 22 settembre 1807; fu utilizzata per la liturgia comunitaria fino al 11 novembre 1972, quando fu consacrata la moderna parrocchiale progettata dall'architetto Ria, al cui interno è conservata una pregevole tela settecentesca, raffigurante la Madonna con Bambino, attribuita alla Scuola del Dolci. La primitiva Chiesa di S.Andrea posta all'interno di un'antica centa, ha semplici linee architettoniche, di recente alcuni scavi hanno portato alla luce testimonianze di sepolture risalenti al XII sec. Al suo fianco si innalza il campanile inaugurato nel 1912.
  • Chiesetta di S.Michele Arc., in loc. Casali Gallo, nata come oratorio della vicina Villa Vanni degli Onesti, probabilmente risale al XIV sec., restaurata agli inizi del Settecento. Sull'altare è collocata la statua di S.Michele Arcangelo a cui è dedicata. Di recente in fase di restauro sono venuti alla luce alcuni affreschi di stile germanico raffiguranti gli Apostoli (festa del Patrono 29 settembre).

Il Castello di Gramogliano[modifica | modifica sorgente]

Proprietà degli omonimi signori, è citato per la prima volta in un documento del 1292: dopo il loro avvicinamento ai conti di Gorizia, all'inizio del Trecento, le truppe del Patriarca Ottobono circondarono il maniero e ne saccheggiarono i dintorni. Passato in feudo ai signori di Herbenstein, il fortilizio fu preso e atterrato nel 1353 dal patriarca Nicolò di Lussemburgo, ma i conti di Gorizia nel 1377 ne decisero la ricostruzione e riuscirono nell'intento solo nel 1424; appena ultimato il castello fu occupato dalla Repubblica Veneziana, che lo infeudò ai conti Zucco-Cuccagna. Nel 1431 il patriarca Ludovico di Teck, impegnato nel tentativo di riprendere i territori sottrattagli dai Veneziani, mise a ferro e fuoco una vasta parte delle colline orientali, compreso il paese di Corno. Questo insieme al castello di Gramogliano, nel 1509, furono poi devastati dalle milizie guidate dal duca di Brunswich. Purtroppo delle cinque torri originarie resta solo la torre centrale, alta 12 metri, con una circonferenza di 16 metri, di pietrame smussato e ciottoli di fiume.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 161, ovvero il 4,9% della popolazione. L'unico gruppo di una certa consistenza è quello albanese, con 54 appartenenti[4].

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

A Corno di Rosazzo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[5], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 25 ottobre 2012.
  5. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]