Forni Avoltri

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Forni Avoltri
comune
Forni Avoltri – Stemma
Forni Avoltri – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Sindaco Manuele Ferrari (lista civica Per vivere qui) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 46°35′00″N 12°47′00″E / 46.583333°N 12.783333°E46.583333; 12.783333 (Forni Avoltri)Coordinate: 46°35′00″N 12°47′00″E / 46.583333°N 12.783333°E46.583333; 12.783333 (Forni Avoltri)
Altitudine 888 m s.l.m.
Superficie 80,71 km²
Abitanti 653[1] (31-12-2010)
Densità 8,09 ab./km²
Frazioni Collina, Collinetta, Frassenetto, Sigilletto
Comuni confinanti Lesachtal (AT-2), Paluzza, Prato Carnico, Rigolato, Santo Stefano di Cadore (BL), Sappada (BL)
Altre informazioni
Cod. postale 33020
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030040
Cod. catastale D718
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 4 110 GG[2]
Nome abitanti fornetti e avoltrini
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Forni Avoltri
Posizione del comune di Forni Avoltri nella provincia di Udine
Posizione del comune di Forni Avoltri nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Forni Avoltri (For Davôtri in friulano standard, For Davuatri in friulano carnico[3]) è un comune italiano di 652 abitanti[4] della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Si tratta dell'ultimo comune dell'alta Val Degano (o Canale di Gorto) prima di entrare in Veneto nella valle di Sappada, e del paese più a nord della Carnia e quindi del Friuli-Venezia Giulia.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Forni Avoltri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini dei due borghi di Forni e di Avoltri sono strettamente legate alle miniere presenti sul territorio. I forni, da cui il paese ha preso il nome, sono appunto quelli in cui si fondevano i minerali estratti dal monte Avanza, mentre Avoltri (da ab ultra, ovvero oltre l’acqua del torrente Degano) costituirebbe il primo nucleo abitativo delle genti che vi lavoravano.

La prima testimonianza certa dell’esistenza di questa attività mineraria, e quindi del paese, risale ad un documento del 1300, una concessione per l’estrazione del ferro in Avoltri.

Il paese seguì quindi le vicende storiche del Friuli, dalla dominazione del Patriarcato di Aquileia al passaggio nel 1420 alla Serenissima, che utilizzò i boschi di Forni per ricavarne legname da utilizzare nella costruzione di abitazioni e navi.

Nel 1508 bande di lanzichenecchi scendono dal Passo Volaia, saccheggiano e incendiano Collina e Collinetta. Dopo la breve parentesi della presenza francese, con la caduta di Napoleone nel 1815, anche Forni Avoltri entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto sotto il dominio austriaco, fino al 1866, anno dell'annessione al Regno d'Italia dopo la terza guerra di indipendenza. Trattandosi di una terra di confine fu spesso al centro degli scontri avvenuti nei vari eventi bellici.

Durante la prima guerra mondiale il paese venne sgomberato ed utilizzato in un primo tempo come base per il rifornimento delle truppe italiane in prima linea, fu sede del locale comando e dell’ospedale da campo. Il paese subì diversi bombardamenti con granate da parte degli austriaci e venne occupato in seguito alla rotta di Caporetto, dal novembre del 1917 al novembre 1918.

Sotto il regime fascista il paese è sede di colonie estive per avanguardisti e balilla: le “casette” di legno delle colonie costituiscono il primo nucleo del centro turistico di "Piani di Luzza".

Verso la fine della seconda guerra mondiale Forni Avoltri è teatro di alcuni scontri con l'esercito tedesco in ritirata, tra il 1944 ed il 1945 subisce il bombardamento degli abitati di Frassenetto e di Forni e i rastrellamenti tedeschi, con la deportazione degli uomini abili al lavoro. Tra l’ottobre del 1944 e l’aprile del 1945 le truppe dei Cosacchi a cavallo vi si stabiliscono.

Nel novembre del 1966 il paese subisce una disastrosa alluvione, nella quale perdono la vita l'allora sindaco Riccardo Romanin, Augusto Brunasso, Ezio Brunasso ed Emilio Romanin, impegnati nelle operazioni di soccorso, e tre diciannovenni Beppino Del Fabbro, Gildo Romanin e Raffaele Vidale. Grazie all'appello lanciato dal quotidiano Messaggero Veneto - Giornale del Friuli e raccolto dal giornale La Provincia di Como si aprì immediatamente una sottoscrizione a favore delle popolazioni colpite. Nel 1967 fu così possibile inaugurare la nuova scuola media, dono delle genti comasche, intitolata al sindaco scomparso Riccardo Romanin e alle altre sei vittime.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Lorenzo sotto la neve
Chiesa di San Giovanni Battista a Frassenetto
Lago Volaia (Wolayer See) in territorio austriaco
  • Chiesa di San Lorenzo a Forni, risalente al XVI secolo e ricostruita nel 1870
  • Chiesa di San Giovanni Battista a Frassenetto, risalente al 1346 e ricostruita nel 1745, costituiva la circoscrizione ecclesiastica di Sopraponti.
  • Museo etnografico Cemuot chi erin (facente parte del Sistema museale della Carnia), allestito nel 1992 per esporre documenti legati ai vari aspetti della vita quotidiana in Carnia fra l'Ottocento e la seconda guerra mondiale (attrezzi legati ai mestieri e ai lavori tradizionali, come la lavorazione del legno, la fienagione, la realizzazione delle gerle) e la ricostruzione di alcuni ambienti (la malga, la cucina, la camera da letto). Una sezione è dedicata alla filatura e alla tessitura, con capi da abbigliamento da lavoro, da ricorrenza e da corredo.
  • Museo della grande guerra, attivo dall'estate 2008, si possono vedere vari reperti, dalle cucine da campo agli elmetti, dalle armi a quanto occorreva per affrontare la vita di ogni giorno in trincea. È stata fatta anche una ricostruzione dell'interno di una "stanza" di trincea con i lettini riprodotti fedelmente dall'originale a testimonianza delle condizioni di vita durante la guerra.

Nel territorio comunale sono inoltre presenti diversi luoghi d'interesse paesaggistico e naturalistico, come il lago Bordaglia (1750 m s.l.m.) o il lago Volaia (Wolayer See, 1951 m s.l.m.) che s'incontra poco dopo il confine in territorio austriaco.

Itinerari[modifica | modifica sorgente]

Itinerari per escursioni dal comune di Forni Avoltri e dalla frazione di Collina.

  • Al Rifugio Calvi (m 2.164), ore 4. Si risale a nord il torrente Degano fino a Pierabech (km 2.5, quota m 1.060), ove si lascia a destra la strada che continua per il Giogo Verànis, e si segue la mulattiera a sinistra che lungo il torrente Avanza porta alla Casera Avanza di sotto (ore 1.15, m 1.414). Poco dopo si attraversa il rio per raggiungere la Casera di Casa Vecchia (m 1.681) e il Passo Avanza (m 1.733), donde tenere a destra alla dirùta Casera Sèsis di Sopra (ore 3.30, m 1.785). A serpentine si sale la conca tra il monte Peralba (m 2.694) a sinistra e il monte Cjadènis (m 2.489) a destra, in cui sgorgano le sorgenti del Piave (m 2.037) e si raggiunge il rifugio, situato sul versante est del Passo Sèsis.
  • Alla creta di Tuglia (m 1.945), ore 3.30. Salire alla sella di Tuglia (m 1.591) (Casera), per la strada verso Entralàis, quindi a nord, per pascoli sassosi e mughi alla cima isolata. Vista sull'alta Val Degano e la conca di Sappada.
  • Al monte Chiadin (m 2.252), ore 4.30. Una mulattiera sale al Giogo del Chiadin (ore 3, m 1.799), donde piegando a sinistra per i facili pascoli del crinale, alla cima. Si può variare il ritorno scendendo a sud, per mulattiera alle Staipe di Pescola (m 1.619), quindi per ex carreggiabile ai Piani di Luzza, oppure dal Giogo del Chiadin, a nord, alla Casera Avoltruzzo (m 1.292) fino a Pierabech.
  • Al monte Palos di Linch (m 2.029), ore 4. Dal Passo Avanza, per l'erboso crinale verso sud. Dalla cima si ha un imponente panorama sulla giogaia del monte Peralba.
  • Alla creta Bianca (m 2.255), ore 4.30. Si segue la strada per Collina fino a Frassenetto, donde si sale a sinistra alle Staipe Buialècis (m 1.493) e alla fontana di Sùtul (ore 2.15, m 1.536). Da qui si prende la mulattiera per Casera Vâs (m 1.605) e Casera Monte Buoi (m 1.723), poi per pascoli si arriva alla cima.
  • Al Rifugio Marinelli (m 2.120), ore 3. Seguire la carrozzabile fino al Plan di Val di Bos, ove si lascia a sinistra la via per il Passo Volaia, quindi la mulattiera sulla destra del rio Morarêt (m 1.704). A serpentine si perviene alla forcella Morarêt e al rifugio (ore 3), situato sulla cortina scistosa che salda il massiccio del Crostis (m 2.251) a quello del Monte Coglians.
  • Al Passo Volaia (m 1.977) ore 3. Al Plan di Val di Bos si sale a sinistra, per rocce, zolle erbose e mughi al Rifugio Lambertenghi-Romanin (m 1.970), situato poco sotto il Passo di Volaia, magnifico intaglio fra le pareti del monte Capolago a ovest e i Lastroni del Lago (monte Coglians).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

La parlata locale dell'area di Forni Avoltri e Rigolato è una variante del friulano, caratterizzata dall'antica terminazione vocalica del friulano, per cui la vocale terminale delle parole declinate al femminile (esclusi in parte gli articoli) diviene la "o" anziché la "e" dell'attuale friulano standard e la "a" del friulano occidentale e friulano goriziano.

Per esempio:

Italiano Friulano (grafia standard) Friulano (grafia fonetica locale)
acqua aghe ago
la chiesa la glesie la glisio
le chiese lis glesiis las glisios

Tale caratteristica è riflessa anche nelle denominazioni delle località, ad esempio: Culino (fur. std. "Culine" , it. "Collina"), Luço (it. Piani di Luzza).

La parlata locale è stata utilizzata dal gruppo musicale dei Madrac per alcuni testi delle loro canzoni.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Forni Avoltri[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Tîr des cidulos (Pasqua), tradizionale lancio da parte dei "coscritti" delle rotelle di legno infuocate dal colle di Tops
  • Pellegrinaggio al santuario di Maria Luggau in Carinzia (fine giugno)
  • Marmor-Simposio Internazionale di scultura su marmo (luglio), scultori di fama internazionale realizzano opere su marmo estratto dalle cave locali.
  • Festa dei frutti di bosco (ultime due domeniche di luglio), sagra che si svolge dal 1993 ad Avoltri
  • Rassegna internazionale di fisarmoniche (agosto), a Sigilletto
  • Festa di San Lorenzo (10 agosto), festa del santo patrono di Forni Avoltri con l'accensione del falò sul Monte Tuglia e spettacolo pirotecnico
  • Sagra di Collina (ferragosto)
  • Festa del villeggiante (ferragosto), a Sigilletto in località Volgelos
  • Festa di San Bartolomeo (agosto), a Collinetta
  • Staffetta dei 3 rifugi (metà agosto), gara internazionale di corsa in montagna organizzata dal 1963 dall'Unione Sportiva Collina, i tre rifugi sono il Tolazzi, il Lambertenghi-Romanin ed il Marinelli
  • Raduno regionale degli autieri (fine agosto)

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il comune si compone di sei nuclei abitati, le due borgate principali da cui il comune prende il nome e le 4 frazioni:

  • Forni (lu For, nella parlata locale), 293 ab., capoluogo comunale e sede del municipio
  • Avoltri (Davùatri) 176 ab., alt. 907 m s.l.m.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Percorrendo la strada che dal centro di Forni porta al rifugio Tolazzi si incontrano le seguenti frazioni:

Veduta di Collinetta
  • Frassenetto (Frassenêt, loc. Frassenìot), alt. 1.089 m s.l.m., 15 ab. .
  • Sigilletto (Sighiet), alt. 1.121 m s.l.m., 60 ab. .
  • Collinetta (Culine piçule, loc. Culino piçulo, alt. 1.191 m s.l.m.), oggi si tende a considerarla parte della più grande frazione di Collina. (Rectius: i Collinotti - così si chiamano gli abitanti - da sempre considerano Collina e Collinetta (Culino Grando e Culino Piçulo) come unica comunità: unica Chiesa, unica Vicinia, unico Consorzio per la gestione del patrimonio comune, unico Capofrazione, unico Capopastore, unitaria gestione degli usi civici, ecc.), ma due paesi divisi(anche se solo da pochi metri)
  • Collina (Culine, loc. Culino) alt. 1.250 m s.l.m., 105 ab.

Località[modifica | modifica sorgente]

  • Cjolos (alt. 982 m s.l.m., 12 ab.), poco sopra l'abitato di Avoltri, in direzione ovest, lungo la strada che dal capoluogo comunale porta a Sappada.
  • Piani di Luzza, (Luzo nella parlata locale, alt. 1.036 m s.l.m.), centro di colonie estive e sport invernali, sempre in direzione ovest, lungo la strada per Sappada. Ospita lo stadio internazionale di biathlon, il secondo in Italia.
  • Pierabech (Pierabec, alt. 1.032 m s.l.m.), in direzione nord verso il confine con l’Austria, ospita su una superficie di 2.300 ettari, l’oasi faunistica di Bordaglia-Flèons, da qui si accede anche alla cava di marmo e alle antiche miniere del monte Avanza; sono presenti alcune trincee e fortificazioni militari risalenti alla prima guerra mondiale. Vi sorgono anche lo stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua minerale della fonte Flèons e varie colonie estive.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L’economia oggi è basata principalmente sul turismo invernale ed estivo. La ricettività turistica può contare sulla presenza di 9 alberghi da una a tre stelle, 1 camping, 3 bed & breakfast, 2 agriturismi, 3 rifugi alpini. Altre 3 attività offrono invece solo la ristorazione.

Sono altresì importanti lo stabilimento della Goccia di Carnia per l’imbottigliamento dell’acqua minerale della fonte Flèons e le cave di marmo di Pierabech (che estraggono il pregiato "fior di pesco carnico"), Sigilletto e Collina ("grigio carnico").

In passato le antiche miniere di minerali del monte Avanza erano alla base dell’economia del paese che proprio grazie ad esse è nato e si è sviluppato. Alla fine dell'Ottocento le miniere davano lavoro a ben 400 persone, dal 1939 al 1952 le gallerie della miniera furono date in concessione alla Società Anonima Miniera Monte Avanza (S.A.M.M.A) per lo sfruttamento e la ricerca di nuovi filoni estrattivi. I lavori furono poi sospesi e la miniera abbandonata sino agli anni '80 in cui per un breve periodo operò la società triestina Finsepol, che condusse nuove ricerche e riattivò alcune gallerie.

Marginali e fallimentari si sono rivelate le attività legate all'industria delle occhialerie sul modello del vicino Cadore.

Le imprese attive (dati 2005) sono 67, di cui l'11,1% nel settore agricolo, il 17,2% nell'industria, il 18,5% nelle costruzioni, il 38,2% nel commercio e turismo ed il 14,8% nei servizi. Forni Avoltri, come tutti i 28 comuni della Carnia, rientra nell’ambito dell’obiettivo 2 dell'Unione europea per cui sono previste agevolazioni per le zone svantaggiate.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte dell'associazione intercomunale Alta Val Degano – Val Pesarina costituita nel 2007 insieme ai comuni di Comeglians, Ovaro, Prato Carnico e Rigolato.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Manuele Ferrari Lista civica Per vivere qui Sindaco
1999 2004 Loris Brunasso Lista civica Per vivere qui Sindaco
1995 1999 Ezio Romanin Lista civica Per il nostro comune Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il campo di calcio e calcetto

Lo Stadio Internazionale del Biathlon, in località Piani di Luzza, ha ospitato:

La squadra di calcio locale si chiama U.S. Ardita, e milita nel locale campionato Carnico. Hanno sede nel comune anche l' A.S. Monte Coglians e l' U.S. Collina che operano nel settore della corsa in montagna e dello sci. In particolare nel mese di agosto viene organizzata la tradizionale staffetta dei tre rifugi a Collina.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  4. ^ ISTAT
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  7. ^ Gore Vidal - le origini carniche, di Ermes Dorigo

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pellicciari T.,Forni Avoltri, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1973
  • Novella Del Fabbro e Celestino Viezzi, " Scarpez e galocios" Arti Grafiche Friulane, 1992
  • Tullio Ceconi, Tracce di storia per immagini, Circoli Culturali della Carnia, 1996
  • Novella Del Fabbro, "Leiendos e storios dal gno Pais", Arti Grafiche Friulane, 1997
  • Vicario F. , Vocabolari riguladot, Comune di Rigolato, Rigolato, 2000
  • Salvatore Pinna, "Dall'impervia Albania all'inferno teutonico 1943-1945", Cjargne e Culture, Collana CARNIA FRONTIERA, 2001
  • "Sul troi par Lucau" di Tullio Ceconi e Lauro Pittini DVD realizzato da RASTER nel 2006
  • Novella Del Fabbro - Tullio Ceconi, Storia di cave e cavatori, MARGRAF, 2008
  • Tullio Ceconi, Migrazioni e migranti dell'Alta Val Degano, Collana ricerche storiche del Comune di Forni Avoltri, 2009
  • AA.VV., Dai boschi della Carnia alle foreste del Canada, Collana ricerche storiche del Comune di Forni Avoltri, 2010
  • Tullio Ceconi, a cura di, Donna ed emigrante, Collana ricerche storiche del Comune di Forni Avoltri, 2011
  • Pierluigi Giampaoli, "La Grande Guerra in Alta Val Degano" Ed. Aviani & Aviani, 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]