Monte Coglians

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Monte Coglians
Il Monte Coglians (prima alta cima da sinistra) visto dal Monte Zoncolan (da sud)
Il Monte Coglians (prima alta cima da sinistra) visto dal Monte Zoncolan (da sud)
Stati Italia Italia
Austria Austria
Regione Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Carinzia Carinzia
Provincia Udine Udine
Altezza 2.780 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°36′25.2″N 12°53′16.8″E / 46.607°N 12.888°E46.607; 12.888Coordinate: 46°36′25.2″N 12°53′16.8″E / 46.607°N 12.888°E46.607; 12.888
Altri nomi e significati Coliàns (friulano)
Hohe Warte (tedesco)
Data prima ascensione 30 settembre 1865
Autore/i prima ascensione Paul Grohmann
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Coglians
Monte Coglians
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Coglians
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Alpi Carniche e della Gail
Sottosezione Alpi Carniche
Supergruppo Catena Carnica Occidentale
Gruppo Cresta Coglians-Mooskofel
Sottogruppo Massiccio del Coglians
Codice II/C-33.I-A.4.a

Il monte Coglians (Coliàns in friulano, Hohe Warte in tedesco), con i suoi 2.780 metri, è la vetta più alta del Friuli-Venezia Giulia e delle Alpi Carniche.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È situato a ovest del passo di monte Croce Carnico (Plöckenpass), al confine tra Italia e Austria: il versante meridionale appartiene al comune di Forni Avoltri e quello settentrionale al comune di Lesachtal, nella Carinzia germanofona. Fa parte del gruppo Coglians-Mooskofel ed è raggiungibile attraverso due vie: con la via normale, più facile, che parte dal rifugio Giovanni e Olinto Marinelli (2111 m), per il versante sud, o con la via ferrata del versante nord, assai più impegnativa.

Il Coglians, come tutto il gruppo cui appartiene, è caratterizzato da intensi fenomeni carsici; la grotta più profonda finora esplorata è l'Abisso Marinelli.

Le pendici meridionali sono percorse dal sentiero che proviene dal rifugio Lambertenghi-Romanin presso la sella Volaia.

Durante la prima guerra mondiale la cima venne stabilmente occupata dalle truppe italiane, che lo utilizzavano come punto d'osservazione. Sulla cima sono tuttora visibili i resti di alcune postazioni risalenti alla Grande Guerra.

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