Chiusaforte

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Chiusaforte
comune
Chiusaforte – Stemma Chiusaforte – Bandiera
Chiusaforte – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Fuccaro (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 46°24′00″N 13°19′00″E / 46.4°N 13.316667°E46.4; 13.316667 (Chiusaforte)Coordinate: 46°24′00″N 13°19′00″E / 46.4°N 13.316667°E46.4; 13.316667 (Chiusaforte)
Altitudine 391 m s.l.m.
Superficie 100,2 km²
Abitanti 705[1] (31-12-2010)
Densità 7,04 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Dogna, Malborghetto-Valbruna, Moggio Udinese, Plezzo (Bovec) (SLO), Resia, Resiutta, Tarvisio
Altre informazioni
Cod. postale 33010
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030025
Cod. catastale C656
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3 498 GG[2]
Nome abitanti chiusani
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiusaforte
Posizione del comune di Chiusaforte nella provincia di Udine
Posizione del comune di Chiusaforte nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Chiusaforte (Sclûse in friulano[3][4], Kluže in sloveno) è un comune italiano di 704 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro è posto in una posizione geografica particolare: nei pressi di una strettoia della valle del Fella. Il comune si estende da ovest verso est comprendendo la Val Raccolana sino ad arrivare a circa 2 km dalla località turistica di Sella Nevea, frazione del comune. Il vasto territorio comunale è attraversato dalla SP76, che collega il centro di Chiusaforte all'incrocio con la SS54 in prossimità del Lago del Predil, situato entro il territorio comunale di Tarvisio. Il monte Canin e il Montasio sono le cime più importanti del territorio comunale. Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Chiusaforte-Saletto di Raccolana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Probabile stazione romana sulla strada che da Aquileia saliva verso il Norico, divenne punto di passaggio obbligato in una strozzatura tra i monti nella valle del Fella, da cui deriva l'antico nome dell'abitato: Chiusa. Fu il patriarca di Aquileia Vodolrico di Eppenstein (1086-1121) a costituirvi una muda per il pagamento dei pedaggi, con relativa fortificazione e castello. Proprio la muda attirò su Chiusa le attenzioni e le successive occupazioni da parte dei conti di Gorizia, dei duchi di Carinzia, poi degli arciduchi d'Austria ed infine della Repubblica Veneta (1420). Il patriarca Ludovico di Tech se ne riappropriò temporaneamente nel 1422. Chiusa divenne poi teatro delle guerre tra Venezia e l'Austria. Con l'avvento del Regno d'Italia le precedenti comunità rette da "merighi" furono riunite in un Comune di III classe inserito nel Dipartimento di Passariano (Distretto di Tolmezzo, Cantone di Resiutta). Con l'istituzione del Regno Lombardo Veneto entrò a far parte del Distretto di Moggio, mentre nel 1819 venne concesso al Comune di Chiusa il Consiglio Comunale, senza "ufficio proprio" in luogo del "Convocato Generale degli Estimati" che gli competeva come Comune di III classe. Nel 1866 venne annesso al Regno d'Italia. Nel 1867 il nome venne cambiato in Chiusaforte. Con il Regio Decreto n.659 del 15 marzo 1928 i Comuni di Chiusaforte e Raccolana vennero uniti in un unico Comune denominato Chiusaforte. Nella seconda guerra mondiale subì numerose incursioni aeree alleate a causa del ponte della ferrovia per l'Austria. Nel 1976 subì notevoli danni a causa del terremoto. Chiusaforte attualmente appartiene alla Provincia di Udine, Mandamento di Pontebba, assieme alle frazioni di Casasola, Piani di là, Piani di Val Raccolana, Raccolana, Roveredo, Saletto, Sella Nevea.

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Chiusaforte, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Costamolino, è un piccolo nucleo di case che sorge in posizione assai panoramica sulla destra orografica del Canal del Ferro, nel tratto compreso tra Dogna e Chiusaforte. Vi si giunge dalla statale Pontebbana attraverso il sentiero CAI n.427 oppure da Plagnis tramite una strada sterrata.
  • Borghi e località: Casasola, Chiout Cali, Chiout Micheli, Patocco, Pianatti, Piani di là, Piani di qua, Piani di sotto, Raccolana, Roveredo, Saletto, Sotmedons, Stretti, Tamaroz, Villanova, Costamolino

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Chiusaforte[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 205.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]