Ferrovia Pontebbana

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Ferrovia Pontebbana
Mappa ferrovia Tarvisio-Udine.svg
Inizio Tarvisio
Fine Udine
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 94 km
Apertura dal 1875 al 1879
Gestore RFI (FS)
Precedenti gestori SFAI[1]
Kronprinz Rudolf Bahn[2]
kkStB[3]
S.F. Meridionali[4]
Scartamento 1.435 mm
Elettrificazione 3 kv cc
Ferrovie

La ferrovia Pontebbana è una linea ferroviaria italiana che collega Udine a Tarvisio. Prende il nome dal paese di Pontebba nei pressi del quale era ubicato il vecchio confine tra Italia e Impero austro-ungarico, nei primi trent'anni di esercizio.

La ferrovia è esercita da Rete Ferroviaria Italiana che la classifica come linea fondamentale[5]. Tale importanza è dovuta al ruolo di collegamento fra Italia e Austria, dato che a Tarvisio Boscoverde si connette alla ferrovia Rudolfiana permettendo collegamenti verso Villaco, Klagenfurt, Vienna e Linz.

La linea è a doppio binario ed è elettrificata a 3.000 volt, corrente continua. A partire dal 2000 ha subito un profondo cambiamento grazie all'apertura della nuova tratta da Carnia a Tarvisio, di cui buona parte in galleria, che ha portato alla soppressione della vecchia linea, a singolo binario e dal percorso tortuoso, con tutte le sue stazioni. L'unico tracciato preservato dalla nuova linea è quello della stazione di Pontebba.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tratta Inaugurazione
Udine-Gemona del Friuli 15 novembre 1875
Gemona del Friuli-Carnia 18 dicembre 1876
Carnia-Resiutta 7 maggio 1877
Resiutta-Chiusaforte 14 marzo 1878
Chiusaforte-Pontebba 25 luglio 1879
Pontebba-Tarvisio 11 ottobre 1879

Prodromi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta del XIX secolo, nell'impero austriaco si studiò la possibilità di costruire una linea ferroviaria che da Bruck an der Mur, posta sulla Ferrovia Meridionale, passasse per Villaco, Tarvisio e Udine allo scopo di agevolare i collegamenti fra Vienna e Venezia. La Venezia-Udine, completata nel 1860, fu costruita anche seguendo quell'obiettivo.

Nel 1864, Villaco fu congiunta alla linea Meridionale tramite la ferrovia per Marburgo (l'attuale Maribor). Si prevedeva di proseguire quest'ultima linea per arrivare a Fortezza sulla ferrovia del Brennero, inoltre si pensava di congiungere la città carinziana a Leoben e da lì a Bruck an der Mur, tramite la progettanda Rudolfiana. In questo contesto, si studiò quindi la possibilità di creare un collegamento fra Vienna e Trieste che fosse alternativo alla linea del Semmering e che potesse essere impiegato anche per un tragitto fra Innsbruck e il porto triestino. Si presentarono due progetti:

  • la linea di Udine (in tedesco, Udine-Bahn), che avrebbe valicato lo spartiacque Alpino presso la Sella di Camporosso per poi scendere a Udine e connettersi a Monfalcone grazie ad una nuova strada ferrata passante per Cervignano;
  • la linea del Predil (in tedesco, Predil-Bahn), che avrebbe valicato lo spartiacque presso il Passo del Predil e si sarebbe connessa alla Udine-Trieste all'altezza di Gorizia.

Con il passaggio delle province venete e di quella di Udine all'Italia dopo la terza guerra di indipendenza, il progetto della Udine-Bahn fu momentaneamente accantonato a favore della Predil-Bahn[6].

La costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Su impulso della Società per le Ferrovie dell'Alta Italia (SFAI), la quale apparteneva agli stessi azionisti della società ferroviaria Südbahn (esercente la Meridionale e la parte austriaca della Udine-Trieste), l'Italia e l'Impero austro-ungarico si accordarono per la costruzione di una linea ferroviaria fra Udine e Tarvisio. Questa ferrovia avrebbe seguito il tracciato della Udine-Bahn, passando per Gemona del Friuli e Pontebba nei cui pressi si sarebbe situato il valico di confine[6].

La costruzione della linea ferroviaria fu affidata alla SFAI nel tratto italiano e alla k.k.p. Kronprinz Rudolf Bahn (KRB), che già eserciva la Rudolfiana, in quello austriaco.

Il tracciato completo della linea ferroviaria fu inaugurato il 30 ottobre 1879[7]. Tra il 1875 e il 1879 furono aperti diversi tronchi in successione. Il 15 novembre del 1875 fu aperto il tratto tra Udine e Gemona del Friuli, mentre la stazione per la Carnia fu raggiunta il 18 dicembre dell'anno successivo. Fu poi la volta di Resiutta, raggiunta il 17 maggio 1877, e di Chiusaforte, il 14 marzo dell'anno successivo. Il 25 luglio 1879 fu aperto il tronco Chiusaforte Pontebba, mentre la sezione austriaca fu avviata all'esercizio l'11 ottobre dello stesso anno[8].

Primi anni d'esercizio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1884, lo stato austro-ungarico nazionalizzò le linee della KRB per cui l'esercizio della parte austriaca della ferrovia passò alla ferrovie imperiali dello stato austriaco (KkStb).

L'anno successivo, a seguito della Convenzione ferroviaria del 1885[9], la sezione italiana entrò a far parte della Rete Adriatica, esercita dalla Società Italiana per le strade ferrate meridionali. Nel 1905, l'esercizio della stessa fu rilevato dalle Ferrovie dello Stato.

Il primo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919, il trattato di Saint Germain stabiliva il confine fra Italia e Austria oltre lo spartiacque alpino, presso Tarvisio. La stazione di questa località, denominata inizialmente Tarvisio Sobborghi e poi Tarvisio Centrale, divenne stazione internazionale e il tratto Pontafel-Tarvisio passò alle Ferrovie dello Stato. Dopo l'8 Settembre, la stazione di Confine fu abolita e a partire dal 1944 la linea sarà l'unico collegamento con la Germania e vedrà il passaggio di tutti i treni di prigionieri diretti ai campi di sterminio nonché i rifornimenti. Infatti a partire dal gennaio 1944 tutte le linee dirette ferroviarie verranno bombardate, tranne la Pontebbana, in quanto alcuni ponti chiave (Dogna e La Mura)erano di difficile bersaglio.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sessanta del XX secolo la linea fu interessata da lavori di potenziamento; in particolare vennero eretti i nuovi fabbricati viaggiatori nelle stazioni di Tarvisio Centrale e Pontebba, e in quest'ultima il fascio merci venne ampliato fino a raddoppiarne la capacità. I nuovi impianti furono inaugurati nel novembre 1969[10].

La nuova Pontebbana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 fu soppresso l'Eurocity Allegro Johann Strauss, che collegava Venezia Santa Lucia a Vienna Südbahnhof, il quale era l'ultimo collegamento diurno fra Italia e Austria che utilizzava la Pontebbana[11]. Allo scopo di ripristinare una relazione diurna tra il Friuli-Venezia Giulia e la Carinzia, le due amministrazioni locali attivarono tre anni dopo un servizio sperimentale fra la stazione di Udine e quella di Villach Hauptbahnhof denominato "Miglioramento dei collegamenti transfrontalieri di trasporto pubblico" (Micotra)[12][13].

Con il cambio orario del 15 dicembre 2013, venne ripristinata da ÖBB la coppia diurna di EuroCity sulla relazione Venezia Santa Lucia-Vienna[14][15].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La linea nuova è a doppio binario dal Posto di movimento Vat (PM Vat) a Tarvisio Boscoverde, mentre è a binario singolo nel breve tratto iniziale. Lo scartamento adottato è quello ordinario da 1.435 mm. L'elettrificazione è a 3.000 volt a corrente continua.

Il tronco PM Vat-Tarvisio Boscoverde, inoltre, è dotato di Comando Centralizzato del Traffico, per cui la circolazione è regolata dal Dirigente Centrale Operativo di Venezia Mestre. Il tratto PM Vat-Udine è regolato dal Dirigente Centrale, sempre di Venezia Mestre.

La linea dispone di interscambi nei due capolinea[non chiaro], a Tarvisio e a Udine, ma anche a Gemona del Friuli, da cui si dirama la linea per Sacile.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Unknown route-map component "exCONTg" Continuation backward
per Villaco
Unknown route-map component "exSTR" Unknown route-map component "eABZrg" Unknown route-map component "exCONTl"
Linea per Lubiana (dismessa)
Unknown route-map component "exSTR" Station on track
88+790 Tarvisio Boscoverde 732 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBHF" Straight track
(93+586) Tarvisio Centrale 730 m s.l.m.
Unknown route-map component "exABZlf" Unknown route-map component "eABZrf"
Unknown route-map component "exSTR" Unknown route-map component "eBHF"
Tarvisio Vecchia
Unknown route-map component "exSTR" Enter tunnel
88+152 Galleria Tarvisio (1052 m)
Unknown route-map component "exHST" Unknown route-map component "tSTR"
(91+672) Tarvisio Città 743 m s.l.m.
Unknown route-map component "exSTR" Exit tunnel
87+100
Unknown route-map component "exSTR" Enter tunnel
86+804 Galleria Camporosso (6934 m)
Unknown route-map component "exHST" Unknown route-map component "tSTR2" Unknown route-map component "tÜWc3"
(88+233) Camporosso in Val Canale 804 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST" Unknown route-map component "tÜWc1" Unknown route-map component "tSTR+4"
Valbruna-Lussari 786 m s.l.m.
Unknown route-map component "xABZrg" Enter transverse tunnel to left Unknown route-map component "tSTRrf"
79+869
Station on track
79+249 Ugovizza-Valbruna
Unknown route-map component "tSTRrg" Enter transverse tunnel to right Unknown route-map component "xABZrf"
78+073 Galleria Malborghetto (8067 m)
Unknown route-map component "tSTR2" Unknown route-map component "tÜWc3" Unknown route-map component "exHST"
(82+651) Ugovizza 769 m s.l.m.
Unknown route-map component "tÜWc1" Unknown route-map component "tSTR+4" Unknown route-map component "exHST"
(80+066) Malborghetto 731 m s.l.m.
Exit tunnel Unknown route-map component "exSTR"
70+006
Unknown route-map component "eHST" Unknown route-map component "exSTR"
Bagni Santa Caterina † 2003
Enter tunnel Unknown route-map component "exSTR"
69+924 Galleria San Leopoldo (5716 m)
Unknown route-map component "tÜWc2" Unknown route-map component "tSTR3" Unknown route-map component "exBHF"
(76+146) Bagni di Lusnizza 657 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTR+1" Unknown route-map component "tÜWc4" Unknown route-map component "exBHF"
(71+5) Laglesie San Leopoldo 603 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTRlf" Enter transverse tunnel to right Unknown route-map component "xABZlg"
64+208
Station on track
62+576 (69+127) Pontebba (Pontafel fino al 1918) 568 m s.l.m.
Unknown route-map component "eGRENZE+WBRÜCKE"
Pontebbana (Confine Impero austro-ungarico - Italia 1866-1919)
Non-passenger station/depot on track
Pontebba Scalo
Unknown route-map component "tSTRrg" Enter transverse tunnel to right Unknown route-map component "xABZrf"
60+932 Galleria Le Piche (4057 m)
Unknown route-map component "tSTR2" Unknown route-map component "tÜWc3" Unknown route-map component "exHST"
(65+661) Pietratagliata * 1948[16] 531 m s.l.m.
Unknown route-map component "tÜWc1" Unknown route-map component "ÜWt+r" Unknown route-map component "exSTR"
56+875
Enter tunnel Unknown route-map component "exSTR"
56+760 Galleria Zuc Dal Bor (9222 m)
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
(??+???) Dogna (Vecchia) † 1935 455 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
(60+160) Dogna * 1935 455 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
(56+146) Chiusaforte 390 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exDST"
(51+570) P.M. Roveredo 1955-56[17]
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
(48+053) Resiutta 316 m s.l.m.
Exit tunnel Unknown route-map component "exSTR"
47+538
Unknown route-map component "eDST" Unknown route-map component "exSTR"
Aupa
Unknown route-map component "tÜWc2" Unknown route-map component "ÜWtr" Unknown route-map component "exSTR"
47+244 Galleria Campiolo-Monte Palis (5575 m)
Unknown route-map component "tSTR+1" Unknown route-map component "tÜWc4" Unknown route-map component "exHST"
(45+333) Moggio 296 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTRlf" Enter transverse tunnel to right Unknown route-map component "xABZlg"
41+669
Unknown route-map component "exCONTr" Unknown route-map component "eABZlg"
Linea per Villa Santina
Station on track
39+669 (40+119) Carnia
Stop on track
34+895 (35+170) Venzone 230 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
31+814 Gemona-Ospedaletto * 1950[18], † 1962[19]
Station on track
28+199 (28+477) Gemona del Friuli
Continuation to left Junction to right
Linea per Sacile
Stop on track
22+147 (22+385) Artegna 188 m s.l.m.
Station on track
18+348 (18+923) Tarcento 208 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexCONTr" Unknown route-map component "emKRZu" Unknown route-map component "uexCONTl"
tranvia Udine-Tarcento
Unknown route-map component "xKRWgl" Unknown route-map component "KRW+r"
* 1985
Unknown route-map component "exBHF" Straight track
(14+431) Tricesimo
Unknown route-map component "exHST" Enter and exit tunnel
(12+046) San Pelagio
Unknown route-map component "xKRWg+l" Unknown route-map component "KRWr"
Stop on track
11+975 Tricesimo-San Pelagio 178 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
9+051 Reana del Rojale † 1987
Non-passenger station/depot on track
4+373 P.M. Vat
Junction to left Continuation to right
Linea di cintura (Udine)
Unknown route-map component "exCONTr" Unknown route-map component "eABZlg"
Linea per Majano
Junction from left Continuation to right
Linea per Cividale
Junction from left Continuation to right
Linea per Trieste
Unknown route-map component "uexCONTr" Unknown route-map component "uexKBHFr" Station on track
0+000 Udine Tranvia per San Daniele († 1955) 108 m s.l.m.
Junction to left Continuation to right
Linea per Cervignano
Continuation forward
Linea per Venezia
La nuova ferrovia vicino a Santa Caterina

Da Udine a Carnia la ferrovia segue sostanzialmente lo stesso tracciato esistente fino al 1995, mentre da Carnia a Tarvisio esso è stato completamente modificato, coincidendo con quello vecchio presso la stazione di Pontebba.

Nella prima di tali sezioni si registra la variante, realizzata nel 1985, nella zona di Tricesimo, che ha portato all'abbandono della precedente omonima stazione in favore della più vicina fermata di Tricesimo-San Pelagio. Il raddoppio del binario nel tratto a nord di tale variante comportò, fra l'altro, la demolizione dell'opera di sovrappasso della tranvia elettrica Udine-Tarcento.

Da Carnia la ferrovia percorre un breve viadotto rettilineo entrando successivamente nella galleria Aupa, alla cui uscita segue un brevissimo viadotto e una seconda galleria, posizionata sotto il monte Zuc dal Bor, il cui sbocco si trova nei pressi di Pontebba.

Presso lo scalo di Pontebba sono presenti i resti degli edifici della grande dogana merci, in uso fino all'entrata in vigore degli accordi europei entrati in vigore nel 1993. Il piano del ferro è stato ridotto a quattro binari, di cui tre riservati al servizio viaggiatori.

Da Pontebba il tracciato ritorna in galleria e sbuca presso la fermata di Bagni Santa Caterina, dismessa dal 2003. La ferrovia rientra di nuovo in galleria fino alla stazione di Ugovizza-Valbruna, la quale sostituisce le precedenti Ugovizza e Valbruna, trovandosi però distante da entrambi i paesi. Il tracciato in galleria tra Pontebba e la fermata di Ugovizza-Valbruna segue una sorta di "M", uscendo allo scoperto solo sulla "metà" della M, presso Bagni S. Caterina.

Dopo Ugovizza-Valbruna, la linea entra di nuovo in galleria aggirando gli abitati di Camporosso e Tarvisio e sbuca nella nuova stazione di Tarvisio Boscoverde. Quest'impianto è attivo dal 2000 in sostituzione della precedente Tarvisio Centrale, situata parallelamente alla prima, a circa 500 metri di distanza in linea d'aria. La fermata di Tarvisio Città, che sorgeva in posizione più favorevole per servire l'abitato, non è stata ripristinata, dato che la ferrovia passa tutta in galleria nella zona di Tarvisio. Dopo Tarvisio Boscoverde, la linea si immette sulla Rudolfiana per valicare il confine con l'Austria e dirigersi verso Villaco.

Ponte di Ponteperaria della vecchia ferrovia vicino a Chiusaforte

La vecchia linea seguiva, invece, il corso del fiume Fella. Era dotata di molti viadotti e ponti di notevole interesse paesaggistico e costeggiava tutti i paesi lungo il corso del fiume. È stata smantellata perché soggetta a frane, allagamenti e alluvioni e perché essendo a binario unico, non era più sufficiente al traffico merci che si era andato sviluppando.

Attualmente (2009) è rimasto solo un breve tratto a binario unico, tra la stazione di Udine e il PM Vat, lungo circa due chilometri; da quest'ultimo si dirama in direzione sud la linea di circonvallazione di Udine, che consente il transito dei treni merci verso le linee di Cervignano e Gorizia, senza entrare nella stazione viaggiatori di Udine.

Infrastrutture delle tratte dismesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte in pietra di Venzone: situato tra Venzone e Gemona del Friuli e parzialmente in curva, è composto da numerose arcate ed è il più lungo ponte in pietra della tratta dismessa.
  • Galleria artificiale di Moggio: posta tra Moggio e Carnia e parzialmente in curva, è la più lunga delle gallerie artificiali di tutta la linea[senza fonte], era stata costruita per proteggere la linea in un punto particolarmente soggetto a frane e accumuli di neve.
  • Ponte in ferro di Ponteperaria: situato tra Resiutta e Chiusaforte, è composto da cinque campate in ferro ed è lungo circa 375 metri.
  • Colonne idriche di rifornimento per le locomotive a vapore: situate presso la stazione di Chiusaforte e costruite nel 1915, servivano per il rifornimento delle locomotive a vapore.
  • Ponte in ferro di Chiusaforte: situata tra Chiusaforte e Dogna, è composto da due campate in ferro per una lunghezza di circa 150 m[senza fonte].
  • Ponte in cemento di Dogna: situato tra Dogna e Pietratagliata, è composto da cinque campate in cemento ed è lungo circa 400 metri. Costruito nel 1968, in sostituzione di quello in ferro, crollato in seguito ad un'alluvione.
  • Ponte in ferro di Muro: situato tra Dogna e Pietratagliata, è composto da una campata in ferro ad arco rovesciato, lunga circa 72 m, e da due arcate in pietra alle estremità, di lunghezza pari a quarantadue metri; risulta essere il ponte dalla quota altimetrica più elevata tra le tratte dismesse[senza fonte].
  • Galleria San Rocco: situata tra Pietratagliata e Pontebba, con 629 metri è la più lunga della tratta dismessa. Dal lato di Pontebba è sovrastata dallo stemma in pietra della casata dei Savoia, alto oltre due metri.
  • Galleria Coccau di sotto: situata tra Tarvisio Centrale e il confine Italia - Austria è lunga 517 metri e risulta essera la seconda per lunghezza della tratta dismessa.

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

È molto sviluppato il traffico merci[senza fonte], dato che la linea collega due stati.

Dal punto di vista del traffico passeggeri, il servizio regionale è coperto da alcune corse Trenitalia Tarvisio BoscoverdeUdine e da due coppie di corse della relazione transfrontaliera Udine – Villach Hauptbahnhof. Queste ultime sono espletate da una collaborazione tra la FUC, che fornisce il materiale di trazione, e la ÖBB che provvede a quello passeggeri, nell'ambito del Servizio Micotra.[20].

Per quanto riguarda le relazioni a lunga percorrenza della linea, è presente una coppia di Eurocity (30/31) collegando Venezia Santa Lucia a Wien Meidling, che non effettuano servizio viaggiatori all'interno del territorio italiano ma solo da/per l'Austria. Il servizio è effettuato da ÖBB con l'impiego di proprio materiale rotabile, mentre il personale di condotta e trazione sul territorio italiano è di Trenitalia[14][15].

Sono presenti inoltre le seguenti coppie di corse Euronight, sempre esercite da ÖBB con l'impiego di personale di condotta e trazione Trenitalia sul territorio italiano, che collegano alcune città italiane a Vienna[21]:

Mentre per gli EuroNight

Il servizio in territorio italiano è gestito da Trenitalia.

Le ÖBB mantengono anche un autoservizio, denominato Intercitybus, che collega la stazione di Venezia Mestre a quelle di Udine e di Villach Hauptbahnhof. Presso quest'ultima città il servizio è in coincidenza con i treni aventi destinazione Salisburgo e Vienna[22].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tronco Udine-Pontebba (1879-1885)
  2. ^ tronco Pontafel-Tarvisio (1879-1884)
  3. ^ tronco Pontafel-Tarvisio (1884-1919)
  4. ^ tronco Udine-Pontebba (1885-1905)
  5. ^ RFI - Rete in esercizio (PDF). URL consultato il 19 luglio 2009.
  6. ^ a b (DE) Elmar Oberegger, Udine-Bahn in Eisenbahnngeschichte Alpen-Donau-Adria, Elmar Oberegger, 2006. URL consultato il 19 luglio 2009.
  7. ^ La ferrovia della Pontebba in L'illustrazione italiana, 1879.
  8. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926 in Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 19 luglio 2009.
  9. ^ Legge 27 aprile 1885, n. 3048 "per l'esercizio delle reti mediterranea, adriatica e sicula e per l'esercizio delle strade ferrate complementari".
  10. ^ Giulio Roselli, Potenziamento della Pontebbana, in "Italmodel Ferrovie" n. 152 (luglio-agosto 1970), pp. 5007-5012
  11. ^ Claudio Canton, Considerazioni sul nuovo orario in Il Tender, vol. 55, dicembre 2009, p. 4.
  12. ^ Giancarlo Scolari, Tra Udine e Villach con Micotra in Ferrovie On Line, 2 giugno 2012. URL consultato il 10 giugno 2012.
  13. ^ Alessandra Ceschia, Il treno avvicina Udine e Austria in Messaggero Veneto, 10 giugno 2012. URL consultato il 10 giugno 2012.
  14. ^ a b Renato Foltran, Ritorna l'EC Venezia - Vienna in FOL News, 23 dicembre 2013. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  15. ^ a b OBB Italia, Ferrovie austriache: ÖBB InterCity. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  16. ^ Ordine di Servizio n. 99 del 1948
  17. ^ Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato, Relazione per l'anno finanziario 1955-56, 1957.
  18. ^ Ordine di Servizio n. 31 del 1950
  19. ^ Ordine di Servizio n. 62 del 1962
  20. ^ Progetto MI.CO.TRA - Miglioramento dei Collegamenti transfrontalieri di Trasporto pubblico in Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia, 29 maggio 2012. URL consultato il 17 luglio 2012.
  21. ^ OBB Italia, Ferrovie austriache: Treni notturni ÖBB. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  22. ^ ÖBB-Italia, Ferrovie austriache: ÖBB Intercitybus. URL consultato il 25 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo Linea 62, edizione 2003.
  • Atlante ferroviario d'Italia e Slovenia. Eisenbahnatlas Italien und Slowenien. Köln: Schweers + Wall, 2010. ISBN 978-3-89494-129-1

Ulteriori approfondimenti (non utilizzati nella stesura della voce):

  • Camillo Lacchè, La Ferrovia Pontebbana in Ingegneria ferroviaria, 31º, n. 10/1976, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, ottobre 1976, pp.  51-55.
  • Anna Zanier, Mauro Bigot; Claudio Canton; Roberto Carollo, La strada ferrata della Pontebba, Udine, Senaus, 2006, ISBN 88-901571-5-1.
  • Davide Raseni, La nuova Pontebbana, in "I Treni" n. 223 (febbraio 2001), pp. 8-15.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]