Gorizia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gorizia
Panorama di Gorizia
Gorizia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: stemma Gorizia
Coordinate: 45°56′0″N 13°37′0″E / 45.93333, 13.61667Coordinate: 45°56′0″N 13°37′0″E / 45.93333, 13.61667
Altitudine: 84 m s.l.m.
Superficie: 41 km²
Abitanti:
36.051 31-03-2008
Densità: 863 ab./km²
Frazioni: vedi elenco 
Comuni contigui: Collio (Brda) (SLO), Farra d'Isonzo, Mossa, Nova Gorica (SLO), San Floriano del Collio, Savogna d'Isonzo, San Pietro-Vertoiba (SLO).
CAP: 34170
Pref. telefonico: 0481
Codice ISTAT: 031007
Codice catasto: E098 
Nome abitanti: goriziani 
Santo patrono: Sant'Ilario e San Taziano 
Giorno festivo: 16 marzo 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Gorizia è la più bella porta aperta sull'Italia »

Gorizia (Gurize in friulano, Guriza nel friulano locale, Gorica in sloveno, Görz in tedesco) è una comune italiano di 36.110 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nel Friuli-Venezia Giulia. Posta al confine tra Italia e Slovenia, la città è punto di congiunzione tra le realtà friulana, giuliana e slovena.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Alla confluenza delle due naturali vie di comunicazione tra oriente e occidente, le Valli dell'Isonzo (Lusinç, Soča) e del Vipacco (Vipac, Vipava), importante luogo di transito già in tempi remoti, Gorizia è bagnata dal fiume Isonzo. La città si affaccia sulla pianura isontina circondata dalle dolci colline del Collio (Cuei, Brda), note per la coltivazione della vite e la produzione di ottimi vini.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Gorizia.

Gorizia è riparata a nord dai monti e non risente dei freddi venti settentrionali ma, trovandosi quasi allo sbocco dei valichi prealpini e carsici, è soggetta alla bora che soffia da est. Aperta verso la pianura, anche i venti freschi e umidi provenienti da sud-ovest influenzano il suo clima piuttosto mite.

[modifica] Storia

Le origini del nome
Il nome italiano Gorizia deriva dal sostantivo sloveno gorica (leggi gorìza), diminutivo di gora (monte), e significa collina. Si tratta di un toponimo slavo molto comune e presente anche nel Friuli-Venezia Giulia (es. Goricizza (UD), Gorizzo (UD), ecc.).

[modifica] Dall'anno 1001 al XIX secolo

« MEDIETATEM UNIUS CASTELLI DICTI SYLICANI ET VILLAE QUAE SCLAVONICA LINGUA VOCATUR GORIZA. »

Il nome di Gorizia compare per la prima volta nell'anno 1001, in un documento dell'imperatore Ottone III redatto a Ravenna, con cui egli donava il castello di Salcano e la villa chiamata Goriza, per metà al patriarca di Aquileia Giovanni e per l' altra metà al conte del Friuli Guariento, conte del Friuli "medietatem predii Solikano et Gorza nuncupatum" e, successivamente, ricordata nel 1015 "medietatem unius villae que sclavonica lingua vocatur Goriza". Agli Eppstein, che ressero la contea fino al 1090 succedono i conti palatini di Baviera. Nel suo massimo splendore, anche se i Conti erano alquanto guerrafondai, la sua estensione copriva parte del nord est italiano (comprese per un breve periodo anche le città di Treviso e Padova in Veneto), la parte occidentale dell'attuale Slovenia e parte dell'attuale territorio austriaco. Basti pensare che a Merano (BZ) era situata la massima, se non unica, zecca della Contea di Gorizia, mentre la sede vera e propria (dove abitavano i Conti) era situata a Lienz in Austria.

Nel 1500 alla morte dell'ultimo conte, Leonardo, a Lienz, la città passa a Massimiliano I d'Asburgo seppur rivendicata anche dalla Repubblica di Venezia. La città farà parte dei domini asburgici (Stato del Litorale/Küstenland) come capitale della Contea di Gorizia, e come capoluogo della provincia austriaca della "Principesca Contea di Gorizia e Gradisca" in quanto Conte delle zone era l'imperatore asburgico (1815-1918), con due brevi interruzioni: l'occupazione veneziana del 1508-1509 e l'inclusione nelle Province Illiriche napoleoniche dal 1809 al 1813.

[modifica] Primo e secondo conflitto mondiale

« ...O Gorizia, tu sei maledetta

per ogni cuore che sente coscienza; dolorosa ci fu la partenza

e il ritorno per molti non fu... »
(Ritornello di una canzone popolare cantata durante la prima guerra mondiale dai militi italiani)

Gorizia fu conquistata dagli Italiani nel 1916, persa a seguito della rotta di Caporetto, nel 1917 e ripresa definitivamente dopo il 4 novembre del 1918; venne inclusa, provvisoriamente, nel Governatorato della Venezia Giulia (1918-1919); quindi dopo l'annessione (1919) fu, prima incorporata nel Veneto, nella provincia di Udine, venendo a formare in tal modo la provincia del Friuli e, successivamente, eretta a capoluogo di provincia (1927) con giurisdizione sul Friuli orientale (a eccezione della Bisiacaria e di Grado unite a Trieste e del distretto di Cervignano unito a Udine). Nel 1922, Lelio Baggiani, fondava la Croce Verde Goriziana, storica associazione di volontariato e pubblico soccorso. Nell'immediato primo dopoguerra venne abolita definitivamente la Contea. Nel corso della seconda guerra mondiale, subito dopo la resa italiana dell'8 settembre 1943, il suo territorio fu teatro di un'eroica resistenza all'invasione nazista che dalla città prese nome (battaglia di Gorizia). Per un breve periodo (1943-1945) fu posta sotto l'amministrazione militare tedesca (di fatto un'annessione) e inclusa nel Governatorato dell' Adriatisches Küstenland ("Litorale Adriatico") che a sua volta venne posto sotto il diretto controllo di Friedrich Rainer, Gauleiter della Carinzia. Con l'arrivo dei partigiani jugoslavi a Gorizia nel maggio del 1945 iniziarono le repressioni che toccarono l'apice fra il 2 e il 20 maggio. Migliaia furono gli arresti e gli scomparsi non solo tra gli italiani, ma anche tra tutti coloro che si opponevano al regime comunista di Tito. Il comune dovette cedere i tre quinti circa del proprio territorio alla Jugoslavia con il 15% della sua popolazione complessiva. La maggior parte dell'area urbana della città restò in territorio italiano.

[modifica] Dopoguerra e ripresa

Il fiume Isonzo

Nel dopo guerra, la città ha accolto una numerosa comunità di esuli giuliano-dalmati.

Tuttavia parte della periferia situata a nord ed a oriente (le frazioni di Salcano, San Pietro e Vertoiba) fu ceduta alla Jugoslavia come anche gran parte della provincia. Il confine attraversava una zona semicentrale della città lasciando nella parte non italiana molte frazioni ed edifici. Tra queste la stazione ferroviaria di Gorizia Montesanto che si trovava sulla linea ferroviaria Transalpina collegante la "Nizza austriaca", come veniva chiamata la città, all'Europa Centrale. La piazza antistante la stazione, suddivisa tra le due nazioni, fin dal 2004 è stata resa visitabile liberamente su entrambi i lati dopo l'abbattimento di parte della rete confinaria avvenuto con l'entrata della Slovenia nell'Unione Europea. Al centro di essa sorgono un mosaico ed una piastra metallica commemorativa, questa segna il tracciato dell'ex confine di stato.

Il castello di Gorizia

In territorio sloveno si trova anche la moderna città di Nova Gorica, eretta negli anni cinquanta per volontà della dirigenza politica jugoslava in quanto i territori della Provincia di Gorizia annessi alla Jugoslavia, chiusa la frontiera con l'Occidente considerato nemico, erano rimasti senza un centro amministrativo ed economico verso il quale potessero gravitare. Paragonata a Berlino, tagliata in due dal confine protetto da torri armate di mitragliatrici negli anni cinquanta ha rappresentato un valico clandestino per molti cittadini jugoslavi e dei paesi del patto di Varsavia. In seguito, dagli anni sessanta, Gorizia ha progressivamente instaurato un buon "rapporto di vicinato" con la città slovena ed a quei tempi jugoslava: infatti, incontri culturali e sportivi hanno fatto in modo che i due popoli si unissero, anche se per qualche giorno o qualche ora.

[modifica] Gorizia europea

Gorizia è punto molto importante di cooperazione e collaborazione assieme a Nova Gorica. Ci sono progetti comuni che riguardano i due municipi. Il 21 dicembre del 2007 la Slovenia è entrata a tutti gli effetti nel trattato di Schengen e le due città sono oggi finalmente senza interposti confini. Solo per citare un'attività, le giunte municipali di Gorizia, Nova Gorica e San Pietro-Vertoiba si riuniscono regolarmente per mettere a punto progetti e comunicare le rispettive attività.

[modifica] Onorificenze

La città di Gorizia è tra le città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918. È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[1]

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale

«In ricompensa delle benemerenze acquistate nella lotta sostenuta in difesa della nazionalità italiana e per il lungo martirio di guerra eroicamente sopportato. Impegnata già dal 1815 nel movimento di liberazione nazionale, Gorizia costituì uno dei centri più attivi dell’irredentismo italiano fra il 1866 e il 1918. Il 9 agosto 1916, cinque giorni dopo la VI battaglia dell’Isonzo, costata 20.000 morti, le truppe italiane occuparono la città.»
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Luce di civiltà italiana da secoli lontani; speranza d'eroi che per lei offrirono la vita congiungendola alla Patria nel ciclo conclusivo del Risorgimento; intrepida sempre nella difesa delle sue tradizioni; dava, anche nelle recenti fortunose vicende, col sangue dei suoi figli, la prova del suo indistruttibile patriottismo, segnando di luce gloriosa l'epopea partigiana. Sacra agli Italiani, per la sua incorruttibile fede e per le chiare gesta dei suoi figli, ormai affidate alla storia. Esempio di quanto possano l'animo ed il braccio nella difesa dei vincoli della stirpe e della civiltà, monito alle generazioni future dell'Italia e del mondo.»
— 1848 - 1870; 1915 - 18; 1943 - 47

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

« Gorizia giace ingioiellata di ville. I piccoli edifici s'ingolfano nelle onde della verdura, imboscati tra i lauri, seminascosti dalle macchie degli alti pini. La vegetazione dei climi freddi si affratella in quei parchi alle piante tropicali. La città biancheggia tra questo artificiale imboscamento e lo rompe con le strade a doppie file di platani e di castani, che sembrano tanti raggi del suo perenne vivaio. »
(Il Caprin)
Gorizia vecchia


[modifica] Parchi, giardini e luoghi di interesse ecologico di Gorizia

Gorizia, già definita la Nizza austriaca, colpisce per l'inverosimile quantità di verde che non solo la circonda, ma la compenetra. Vi sono ettari ed ettari di parchi dentro la città: i giardini delle numerose ville ottocentesche, i giardini pubblici. Vi sono poi spazi verdi meno "addomesticati", quali il Parco del Castello e la Valletta del Corno, uno spazio che si estende tra il rione di Straccis ed il centro cittadino, lungo il corso del torrente Corno, che vede anche spazi a destinazione agricola. Lungo il nastro azzurro del fiume Isonzo si svolgono svariati parchi: quello di Piuma-Isonzo, con una parte fluviale e una collinare boscosa, e quello della Campagnuzza, un ambiente di bosco golenale. Tra le superfici non protette, il primo tratto del fiume Isonzo in territorio comunale,incassato in una gola dalle cui pareti sgorgano acque sorgive,con copertura vegetale estremamente varia, e l'ultimo tratto tra le frazioni di Sant'Andrea e Lucinico, vasta distesa di pioppi e salici. Grande complesso boschivo è quello del monte Calvario, che saldandosi a quello del monte di Piuma del già citato Parco Piuma-Isonzo forma un unicum di svariate centinaia di ettari. Infine, il monte Sabotino, avamposto prealpino a natura carsica con un sacco di particolarità. Vale la pena ricordare che appena oltre confine l'"assedio" dei boschi continua, con i complessi boschivi del Monte Mark (San Marco) e della Kostanjevica-Panovec (Castagnevizza-Panovizza). Inoltre, la grande foresta di Tarnova (Trnovski gozd, diverse migliaia di ettari) dista da Gorizia meno di 15 km.

  • Il Giardino delle azalee di Luciano Viatori

Il giardino fu ideato costruito da Luciano Viatori, a partire dal 1980 con l’obbiettivo di creare un giardino sul modello di quelli inglesi ottocenteschi su una superficie di circa 2 ha, orograficamente piuttosto disomogenea. Al soleggiato pendio che guarda a sud fanno da contraltare due scarpate, una digradante verso il torrente Groina, l’altro verso un ruscello suo affluente. Tale conformazione porta ad aree con microclimi diversi, sfruttati ai fini della miglior soddisfazione delle esigenze colturali delle piante. Le azalee, oltre 150 e le camelie, circa 50, essendo amanti dell’ombra, si trovano nel sottobosco sui pendii più ombrosi, così come molte magnolie: in totale il giardino conta 120 di diversi tipi di M.caducifoglia. Nella zona soleggiata si trovano le rose antiche, più o meno 300 comprese anche alcune moderne. Una vasta selezione di spiree, e altre essenze non frequenti ( ortensie rampicanti, cornus di vari tipi, ecc ), unitamente alla posizione panoramica, ad alcune particolari caratteristiche geologiche, tra cui una vera e propria forra, o storiche quali un cratere da bomba della II Guerra Mondiale che accoglie un laghetto con una suggestiva flora acquatica rendono il giardino unico in un vasto raggio. E’ aperto nei mesi di massimo fulgore ( fine aprile- metà maggio ) gratuitamente tutti i weekend fino al tramonto.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Etnie

« Per i triestini Gorizia è Venezia Giulia, per i friulani è Friuli, per gli sloveni semplicemente roba loro. Gorizia, di chi sia nessun lo sa. »
( Paolo Rumiz, La leggenda dei monti naviganti)

Gorizia attualmente si trova al crocevia tra tre aree linguistico-culturali: quella slovena, quella friulana e quella veneto-giuliana. Ciò ha provocato, negli ultimi due secoli, una serie di attriti, frizioni e talvolta anche di scontri interetnici. Nella seconda metà del XIX secolo, e nei primi decenni del secolo successivo, si erano andate sviluppando tensioni politiche e sociali tra la componente italiana (friulana, veneto-giuliana e regnicola[1]) e quella slovena della città, a causa del diffondersi dei rispettivi nazionalismi. Tali tensioni culminarono nelle persecuzioni antislovene (e, sotto il profilo linguistico, anche antifriulane e antigermaniche) messe in atto nel corso degli anni venti e trenta dal regime fascista. A questi contrasti, che rimasero latenti nei decenni del secondo dopoguerra, si aggiunse anche una frizione -meno intensa- tra una visione "friulanista" della gorizianità (che sottolinea i legami secolari di appartenenza di Gorizia al Friuli[2]) e una visione "giulianista" della gorizianità (che esalta l'inclusione di Gorizia nella Venezia Giulia, di più recente creazione). Da ricordare la componente ebraica, in prevalenza ashkenazita ovvero di provenienza tedesca, della città, che ha lasciato numerosi segni e donato alla città personaggi illustri: Michaelstaedter, Ascoli, e altri ancora. Essa era essenzialmente legata alla componente italiana della città, molti ebrei furono ferventi patrioti italiani ( ad es.Carolina Luzzatto, e lo stesso Ascoli). La vitale comunità ebraica di Gorizia fu praticamente cancellata con la deportazione e lo sterminio nei lager tra '43 e '44, il deportato più giovane, Bruno Farber, è ricordato con l'intitolazione del giardino adiacente la sinagoga: aveva tre mesi. Nell'aprile 2009 si è svolto, dopo oltre sessant'anni, il primo matrimonio con rito ebraico nella locale sinagoga, tra due cittadini israeliani di cui uno originario però di Gorizia.

[modifica] Lingue

Per approfondire, vedi le voci Lingua friulana, Diffusione dello sloveno in Italia e Lingua veneta.

Gorizia è una città tradizionalmente multilingue. Fino alla Prima guerra mondiale si poteva considerare una città quadrilingue. Dopo la fine del conflitto la lingua tedesca, che era una delle lingue di cultura e dell'amministrazione, regredì rapidamente, fino a scomparire quasi del tutto (attualmente il numero di germanofoni autoctoni di Gorizia è minimo). Sopravvivono e sono vitali, oltre all'italiano standard, la lingua friulana (nella sua varietà goriziana), lo sloveno (sia nella varietà standard che nelle varietà locali), e il dialetto veneto goriziano. Quest'ultimo, che si andò affermando a Gorizia a partire dal XIX secolo, attualmente è particolarmente vitale, grazie anche alla notevole immigrazione istriana in città nel secondo dopoguerra, ed è utilizzato come lingua franca nei contesti sociali informali.

[modifica] Cultura

[modifica] Media

Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Gorizia:

Giornali

settimanali:

Televisioni

Periodici

Isonzo Soča Iniziativa Isontina

[modifica] Musica

Coro polifonico al concorso "C.A.Seghizzi"

Ogni anno si svolgono in questa città numerosi concorsi musicali internazionali. Tra questi bisogna citare in particolar modo quello riguardante il canto corale "C.A. Seghizzi", in cui decine di cori di altissimo livello e provenienti da ogni parte del mondo, si confrontano suddivisi in varie categorie. Il concorso Seghizzi rientra nel circuito del Gran Premio Europeo di Canto Corale, l'ultimo Gran Premio è stato ospitato a Gorizia nel 2004. Di rilievo internazionale vi sono anche il concorso pianistico "Pecar" e il Concorso Internazionale di Violino "Premio Rodolfo Lipizer" organizzato dall'omonima Associazione, che svolge un'intensa attività culturale-artistica, regionale, nazionale e internazionale, promuovendo varie iniziative: Concorso Internazionale di Violino "Premio Rodolfo Lipizer", a cadenza annuale, giunto alla venticinquesima edizione, a cui finora hanno partecipato virtuosi violinisti di alto livello tecnico-interpretativo, provenienti da Nazioni dei cinque Continenti; l Convegno Internazionale sul Violino, concomitante al Concorso, su tematiche inerenti l'arte violinistica, e il Convegno Triennale Internazionale di Liuteria parallelo alla Mostra di Liuteria. Annualmente organizza "Concerti della Sera", "Concerti della Domenica", "Concerti di Grandi Interpreti", Concerti per le scuole medie inferiori e superiori denominati "I giovani e la musica". Inoltre, negli ultimi anni, si sta affermando il Concorso Europeo di Chitarra Classica "Città di Gorizia", la cui prima edizione risale al 2004, anno dell'ultimo allargamento dell'Unione Europea. Oltretutto, durante tutto l'anno, si svolgono anche festival musicali, teatrali, di carattere storico e culturale di ogni genere che raccolgono artisti e relatori di carattere internazionale.

[modifica] Enogastronomia

Per approfondire, vedi la voce cucina goriziana.

[modifica] Personalità legate a Gorizia

In ordine alfabetico

[modifica] Eventi

  • èStoria (maggio), festival internazionale della storia
  • Premio "Sergio Amidei" (luglio), concorso per la miglior sceneggiatura cinematografica
  • Festival Mondiale del Folklore e parata (agosto), festival che richiama e raggruppa molti dei migliori gruppi folkloristici del mondo, organizzato a cura della Pro Loco Gorizia
  • Mittelmoda - The fashion award (settembre), concorso internazionale per giovani stilisti, si svolge dal 1993
  • Gusti di frontiera (settembre), genti, cibi e vini della mitteleuropa
  • Vinum Loci (ottobre), rassegna nazionale dei vini antichi e autoctoni

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Circoscrizioni e Frazioni

Fra parentesi le denominazioni in friulano e sloveno

  • Campagnuzza
  • Castello
  • Centro
  • Gradiscutta (Gradiscjùta)
  • Lucinico (Lucinîs o Luzinîs, Ločnik)
  • Madonnina del Fante
  • Montesanto-Piazzutta (Plaçuta, Placuta)
  • Piedimonte del Calvario (Pudigori, Podgora)
  • Piuma (Peume o Plume, Pevma)
  • Oslavia (Oslavia, Oslavje)
  • San Mauro (Sant Maur, Šmaver)
  • Sant´Andrea (Sant Andrât o Sant Andrèa, Štandrež)
  • San Rocco - Sant´Anna (San Roc - Santa Ana, Podturn - Sv. Ana)
  • Straccis (Stracis o Stràzis, Stražce)
  • Vallone dell'Acqua

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Ettore Romoli (FI) dal 28/05/2007
Centralino del comune: 0481 383111
Posta elettronica: info.go@apertoalpubblico.fvg.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

Il 30 maggio 2001 l'11^ tappa del Giro d'Italia 2001 si è conclusa a Gorizia con la vittoria dello spagnolo Pablo Lastras Garcia.

L'11 giugno 2005 il goriziano Paolo Vidoz vince il titolo di Campione europeo dei pesi massimi.

Il 26 giugno 2006 Paolo Bettini ha vinto il Campionato Italiano su strada di Ciclismo su un percorso di km 233,4 in 5 ore, 59 minuti e 40 secondi alla media di km/h 38,936

Il 23 settembre 2007 il goriziano Stefano Panterotto ha vinto il Campionato Mondiale di Karate WSKA e il 25 novembre 2007 il Campionato Europeo di Karate ESKA, ambedue nel kata a squadre categoria juniores.

[modifica] Sportivi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Erano definiti "regnicoli" fino alla prima guerra mondiale, tutti i cittadini provenienti dal Regno d'Italia e residenti nei territori veneto-giuliani e del Friuli orientale (all'epoca sotto la sovranità austriaca)
  2. ^ Gorizia ha assunto nei secoli il titolo di "Capitâl dal Friûl Orientâl", ossia Capitale del Friuli Orientale.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


Strumenti personali