Campobasso

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Campobasso
comune
Campobasso – Stemma Campobasso – Bandiera
Panorama della città dalla scalinata che collega il centro storico al viale della Rimembranza, che giunge al Castello Monforte
Panorama della città dalla scalinata che collega il centro storico al viale della Rimembranza, che giunge al Castello Monforte
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Sindaco Luigi Di Bartolomeo (Il Popolo della Libertà-Udeur-Unione di Centro-Movimento per le Autonomie-Alleanza di centro-liste civiche) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 41°33′39.6″N 14°40′06.24″E / 41.561°N 14.6684°E41.561; 14.6684 (Campobasso)Coordinate: 41°33′39.6″N 14°40′06.24″E / 41.561°N 14.6684°E41.561; 14.6684 (Campobasso)
Altitudine 701 m s.l.m.
Superficie 55,65 km²
Abitanti 50 400 (30-04-2013)
Densità 905,66 ab./km²
Frazioni Santo Stefano
Comuni confinanti Busso, Campodipietra, Castropignano, Ferrazzano, Matrice, Mirabello Sannitico, Oratino, Ripalimosani, San Giovanni in Galdo, Vinchiaturo
Altre informazioni
Cod. postale CAP 86100
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070006
Cod. catastale B519
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 346 GG[1]
Nome abitanti Campobassani
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Campobasso
Posizione del comune di Campobasso nell'omonima provincia
Posizione del comune di Campobasso nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Le montagne intorno fino all'eccelsa Maiella ordinavansi in file; e le loro cime, toccantisi in apparenza e per dubbie liste distinte appena, la immensità de' bacini accennavano del Biferno del Trigno e del Sangro, ne' quali tante altre minori valli convengono. Numerose borgate, quale in iscorcio e quale in prospetto, ad animar questa scena, coronavano Campobasso, se non che tolti dalla neve gli oscuri così de' boschi come de' tetti. »
(Dall'opera "La Pace" di Michelangelo Ziccardi[2], XIX secolo.)

Campobasso (IPA: [kampo'basːo], Cambuascë IPA: [kambu'wa:ʃ] in campobassano), è una città italiana di 48.427 abitanti[3], (ca. 70.000 con l'area metropolitana) capoluogo dell'omonima provincia e della regione Molise.

Area urbana di Campobasso

Prima città della regione per popolazione, sorge a 701 m s.l.m.[4], risultando così il terzo capoluogo di regione più alto d'Italia dopo Potenza e L'Aquila.

La città, di origine longobarda, si trova nella zona compresa tra i fiumi Biferno e Fortore. Il centro storico raccoglie numerose testimonianze delle diverse epoche storiche, dalla duecentesca chiesa di San Leonardo, al cinquecentesco castello Monforte, e alla neoclassica cattedrale della Santissima Trinità.

La città è sede arcivescovile metropolitana (arcidiocesi di Campobasso-Boiano), dell'Università degli Studi del Molise, e di due scuole militari afferenti a Carabinieri e Polizia di Stato.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Campobasso è una città formata da una parte antica di origine medioevale, ricca di valori storici e artistici, posta sul pendio di un colle dominato dal Castello Monforte, e da una parte più moderna ed elegante originaria del XIX secolo, che si sviluppa sul piano ai piedi del centro antico.

Intorno al castello che domina la città si sviluppa il centro storico, costituito da vicoli e scalinate lunghe e tortuose, ai lati delle quali sorgono case ed edifici in pietra, spesso aventi caratteristici cortiletti interni. Molto importanti sono i portali delle case più antiche realizzate anch'esse in pietra locale, ricche di decorazioni, stemmi di famiglie nobili e figure allegoriche.

La città ottocentesca, denominata centro storico murattiano, si estende in piano e presenta le caratteristiche tipiche dello sviluppo urbanistico di tale periodo storico. Progettato secondo l'ideale della città giardino, presenta molti spazi verdi, ricchi di essenze arboree rare e pregiate (sequoie, cedri del Libano, ginkgo biloba, abeti rossi, lecci, ecc.), piazze, nonché fontane e fontanelle[5] dalla quale sgorgano tuttora acque fresche e pure.

Ecosistema urbano[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto di ecosistema urbano (prestazione di una città sostenibile, ideale e non utopica) colloca il comune al 38º posto tra le 103 città italiane capoluogo e tra le prime nel centro-sud con una percentuale del 55,44% superiore alla media nazionale[6].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima della città è continentale di tipo appenninico. D'inverno, durante le irruzioni gelide dai Balcani sono frequenti le nevicate causate dallo stau adriatico indotto dall'Appennino che spesso favoriscono accumuli nevosi.

La stagione più piovosa è quella autunnale, con una media di 81 mm nel mese di novembre. La città presenta scarsi accumuli pluviometrici poiché è in ombra pluviometrica essendo ubicata ad est dell'Appennino.

CAMPOBASSO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7,1 7,2 10,3 14,0 21,2 27,0 29,2 28,3 24,2 19,2 16,2 8,1 7,5 15,2 28,2 19,9 17,7
T. min. mediaC) 1,2 1,3 3,2 6,4 13,2 16,2 20,0 17,0 13,0 11,2 7,2 3,1 1,9 7,6 17,7 10,5 9,4
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 12 11 3 0 0 0 0 0 0 0 0 8 31 3 0 0 34
Precipitazioni (mm) 55 60 50 51 47 35 20 18 45 58 81 63 178 148 73 184 583
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Campobasso.
Panorama

Storia[modifica | modifica sorgente]

Epoca Sannitico-Romana[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Campobasso come centro abitato sono incerte.

Sull'altura che domina l'odierna città era presente un insediamento di controllo dei Sanniti, di cui ancora oggi si conservano le tracce, posto a controllo del tratturo. Lo scopo difensivo del sito è confermato dal ritrovamento, nei pressi del castello Monforte, di resti di mura osco-sannite e dal rinvenimento, tra le rovine della Chiesa di San Mercurio nel 1930, di un'iscrizione osca portante il nome di “VALVENNIUS”. Tale insediamento gravitava probabilmente intorno a un centro più importante che alcuni storici identificano con Aquilonia situato su Monte Vairano (tra i comuni di Campobasso, Busso e Baranello) del quale sono riaffiorate, dopo attente campagne di scavi archeologici, numerose tracce.

A pochi chilometri da Campobasso, nel comune di Sepino, è presente un altro importante sito archeologico a testimoniare l'importanza che questo territorio ha avuto in epoca sannita prima e romana poi. Si tratta infatti delle antiche vestigia della Saipins sannitica e della successiva Saepinum romana di cui si conservano molto bene le ampie strade, le mura, gli archi, le porte, le terme, il foro e il suggestivo teatro.

La storia del territorio di Campobasso è quindi indissolubilmente legata a quella dell'antico Sannio-Pentro e a Roma.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Scorcio nel Borgo medioevale

Le fonti storiche datano l'atto di nascita di Campobasso all'epoca della dominazione longobarda in Italia. Risale infatti all'anno 878 un documento stilato da un monaco dell'abbazia benedettina di Santa Sofia in Benevento in cui si fa menzione di Campobasso (Campibassi). Questo documento, reperibile come Codice Vaticano Latino 4939, è il “Chronicon Sancte Sophie” ed è stato redatto al tempo in cui Adelchi era principe di Benevento.

Nel periodo longobardo, e successivamente durante l'egemonia normanna, Campobasso assume un'importanza economica sempre crescente riuscendo a diventare la “capitale” della Contea sotto la signoria dei De Molisio. Il fiorire dei commerci e l'aumentata importanza amministrativa comportano l'ampliamento dell'antico borgo che si espande soprattutto intorno alla chiese di San Bartolomeo e di San Mercurio. Diverse sono le connotazioni che il borgo assume nel tempo: CIVITAS, CASTRUM e UNIVERSITAS HOMINUM.

Tra i documenti storici del periodo compreso tra l'anno 1000 e il Trecento spicca la “PANCARTA CAMPOBASSANA” del 1277 in cui trentadue campobassani denunciarono a Carlo I d'Angiò le angherie e i soprusi del feudatario Roberto di Molise.

Il Quattrocento è per Campobasso un'età d'oro grazie all'intraprendenza dei Monforte, divenuti i feudatari del borgo. Secondo alcuni storici i Monforte sarebbero i discendenti dei Monfort di Francia e d'Inghilterra, scesi in Italia al seguito di Carlo D'Angiò. Il personaggio di spicco dei Monforte fu il Conte Cola detto anche il “Campobasso”, di cui parla anche Benedetto Croce[7]. Si distinse per le sue virtù militari durante la lotta di successione al Regno di Napoli tra Angioini e Aragonesi. Cola batté moneta e provvide ad ampliare il castello dotando la città di forti mura perimetrali lungo le quali edificò le porte di San Leonardo e di Santa Cristina.

Alla fine del Quattrocento, con la sconfitta degli Angioini, che i Monforte avevano appoggiato, Campobasso passa agli Aragonesi e in seguito ai De Capua.

Ferdinando I di Aragona concesse ai campobassani la possibilità di costruire le abitazioni addossandole alle mura perimetrali.

Cinquecento e Seicento[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi del Cinquecento i De Capua sono feudatari in Campobasso. La città, grazie alla felice posizione geografica, vive di un florido commercio; infatti l'area al di fuori dalle antiche mura, con le chiese di Santa Maria Maddalena e della SS. Trinità, è contraddistinta da una notevole vivacità di scambi nei vari settori dell'artigianato.

Nel 1530 diventano signori di Campobasso i Gonzaga che ne aumentano il prestigio. A loro si deve la riorganizzazione urbana della cittadina; in ogni rione le singole strade sono indicate con il nome dell'attività lavorativa prevalente come ad esempio scarparìe, ferrarìe, oreficerìe (l'attuale Via degli Orefici, ricca ancor oggi di botteghe e negozi di orafi).

Signori della città, dopo i Gonzaga, sono i Vitagliano nel 1638 e successivamente i Carafa.

Nel corso del Seicento Campobasso ha un ulteriore sviluppo grazie anche alla vicinanza dei tratturi che favoriscono le comunicazioni con altri centri e l'arrivo di commercianti forestieri.

Settecento e Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Piazza Gabriele Pepe
Un palazzo del Centro Murattiano, in Piazza Vincenzo Cuoco

Il Settecento è attraversato da idee nuove e la struttura feudale della società viene vista come un intralcio alle iniziative della nuova classe emergente: la borghesia. Questa ventata di novità arriva anche a Campobasso. Ci sono uomini che, come Francesco de Attelis, Anselmo Chiarizia e Giovan Matteo Japoce, si prodigano in cause contro i feudatari. Molti intellettuali come Giuseppe Zurlo, Giuseppe Maria Galanti, Francesco Longano, Paolo Nicola Giampaolo, sostengono la necessità di superare l'immobilismo economico-sociale provocato dal feudalesimo. Campobasso diviene il cuore pulsante della cultura molisana, in cui trovano rifugio molti intellettuali del tempo come Gabriele Pepe e Vincenzo Cuoco.

Alla morte del duca Carafa, Campobasso chiede di riscattare il feudo. Nel periodo che va dal 1728 al 1735 membri della borghesia capeggiano la rivolta. Scoppiano numerosi e cruenti tumulti per sottrarre la città ai feudatari ma solo nel 1742 i campobassani, al prezzo di ingenti sacrifici, riscattano il feudo.

Nel 1755 Carlo di Borbone re di Napoli concede a Campobasso il rango di città modello. Agli inizi dell'Ottocento, in piena età napoleonica, viene istituita la Provincia di Molise; Campobasso, come capoluogo, diviene sede di numerosi uffici amministrativi. La popolazione, nonostante le gravi perdite umane e materiali provocate dal terremoto del 1805, si moltiplica e di conseguenza anche la città si espande. Si rende necessario realizzare un piano urbanistico per soddisfare nuove e molteplici esigenze. Vengono presi in considerazione due progetti, quello di Bernardino Musenga e quello di Vincenzo Wan Rescant.

Il Musenga immagina l'edificazione di un intero quartiere a schema ortogonale, invece Wan Rescant prevede l'espansione del tessuto urbano intorno a una sola grande piazza con al centro l'edificio sede dell'amministrazione civica. Al sistema radiale del Wan Rescant è preferito quello del Musenga. La parte nuova della città si sviluppa in luogo pianeggiante, sulle “campère”, così chiamato perché un tempo era occupato dai campi coltivati e dai boschi. Campobasso doveva essere “monumentale, funzionale, unitaria e moderna, destinata a una borghesia ormai disposta ad abbandonare la città feudale, ritenuta poco rappresentativa socialmente per uno Stato che, attraverso i palazzi pubblici, vuole creare l'immagine fisica dell'autorità, come prima lo era il castello sui monti”. Le piazze alberate, i viali e le aiuole fanno guadagnare a Campobasso l'appellativo di “città giardino”.

Novecento[modifica | modifica sorgente]

Piazza Bernardino Musenga (Villa dei Cannoni)
Veduta da da Piazza della Vittoria

Nel 1910 entrò nelle case l'energia elettrica e, a partire dagli anni venti-trenta, vennero realizzate importanti costruzioni: gli edifici della Casa della Scuola, della Banca d'Italia e il Teatro Sociale nel medesimo luogo occupato in precedenza dal Teatro Margherita (poi Teatro Savoia), il palazzo delle Poste e Telegrafi, la Camera di Commercio, il Palazzo della G.I.L., il Palazzo di Giustizia, l'Istituto per gli orfani di guerra (attuale sede del Conservatorio musicale Lorenzo Perosi) e l'Istituto Tecnico “L. Pilla” (che ebbe l'onore di essere inaugurato da re Vittorio Emanuele III).

Parallelamente a questa attività edilizia furono tracciate nuove strade e lastricate piazze, costruiti marciapiedi, piantati alberi, innalzati monumenti e fontane. Anche l'iniziativa privata diede il suo valido contributo edificando eleganti palazzi e dotando la città di alberghi, ristoranti, bar, negozi e cinema.

Nel 1927 la sede vescovile, con bolla pontificia, venne trasferita da Bojano a Campobasso.

La tragedia della seconda guerra mondiale risparmiò Campobasso dalle distruzioni provocate dai bombardamenti alleati.

Nei primi anni del secondo dopoguerra la città conobbe una discreta e armoniosa espansione, ma è con l'istituzione della Regione Molise nel 1963 che Campobasso poté crescere. Divenuta capoluogo di regione, infatti, ebbe un notevole incremento demografico e un conseguente sviluppo edilizio (che porta alla nascita del quartiere CEP nella zona nord della città), essendo sede di importanti uffici regionali e di numerose filiali e agenzie di banche e di assicurazioni. Come era avvenuto agli inizi dell'Ottocento la città rinasce grazie alla sua importanza amministrativa.

Dal 1982 è sede dell'Università degli Studi del Molise la quale in pochi anni ha incrementato notevolmente l'offerta formativa ed ha riscontrato un rapido aumento della popolazione studentesca.

Dal 2002 è inoltre attivo il Centro di ricerca e formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, operante nei settori di diagnosi e di terapia di varie branche della medicina come l'oncologia, i trapianti, le patologie cardiache e la medicina ultraspecialistica.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Sull'origine del nome Campobasso ci sono molte ipotesi e poche certezze; tanti sono stati coloro che con i loro studi e ricerche hanno cercato di trovarne il significato.

  • Lo Ziccardi, sulla base di alcune indicazioni storiche di Tito Livio, farebbe risalire il nome della città al fatto che un certo console romano Basso abbia costruito un campo militare, da cui Campus Bassi poi trasformatosi con il tempo in Campobasso.
  • Il Galanti[8], asserisce che in origine l'abitato fosse diviso in due borghi, uno chiamato Campus de Prata e l'altro Campus Bassus. Il primo insediamento, posto a una quota più alta, sarebbe andato distrutto e gli abitanti si sarebbero trasferiti nell'altro che avrebbe così dato il nome alla futura cittadina.
  • Secondo il Masciotta[9], il nome della città deriverebbe da Campus Vassorum, cioè campo dei vassalli. Nel X e XI secolo i vassalli erano coloro che abitavano, essendone soggetti, gli spazi circostanti i castelli del feudatario.
  • Il Gasdia[10], ritiene più semplicemente che il nome Campobasso sia in rapporto con la sua posizione topografica. Nella sua “Storia di Campobasso” egli afferma: “Chi primo s'affacciò alla conquista di questa regione, dopo l'affaticato salire e discendere e risalire del cammino montuoso, respirò discendendo verso questo minuscolo altipiano prativo. O fossero Bulgari guidati da Alzecone, o Longobardi spoletini o beneventani, o conquistatori della normanna nobiltà, o pacifici monaci di San Benedetto da Norcia che, armati della Regula, del salterio e dei sacri arnesi agricoli risalissero da Santa Sofia di Benevento a ridar vita a questa regione…dissero: ecco il Campo Basso, ecco la località bassa dove pianteremo il bivacco, la dimora, la badia”.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il gonfalone

Lo stemma riporta un ovale con fondo rosso al cui interno sono rappresentate sei torri merlate di cui una è sormontata da una corona marchesale che ne indica l'origine feudale. Le sei torri raffigurano le torri principali che erano poste a guardia degli ingressi dell'antico borgo medioevale: porta sant'Antonio Abate, porta san Nicola, porta santa Maria della Croce, porta san Leonardo, porta Mancina e porta san Paolo.

Il gonfalone, in cui campeggia lo stemma, è ripartito su due colori, il rosso e l'azzurro che rappresentano quelli delle due principali antiche confraternite che nel Cinquecento gestivano il potere politico e religioso della città: il rosso per i Crociati mentre l'azzurro per i Trinitari. Una caratteristica di quest'ultimo è la sua forma che richiama gli stendardi dei popoli sannitici.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Nell'immediato dopoguerra offriva un cospicuo contributo all'opera di bonifica del territorio organizzando gruppi di rastrellatori civili di mine che, con la loro opera e l'inevitabile costo di vite umane, consentirono la prima fase della ricostruzione e della ripresa del Paese.»
— Campobasso, 1944-1948

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Torre Terzano
  • Castello Monforte
  • Cinta interna di mura fortificate
    • Torre Terzano
    • Torre San Mercurio
  • Cinta esterna di mura fortificate
    • Porta Santa Cristina (Porta Mancina)
      • Torre dei Petitti
      • Torre dei Presutti
    • Porta Sant'Antonio (Porta della chiaia)
      • Torre dei baroni Pettini
    • Porta San Paolo (Porta di Rosa)
      • Torre dei Ferrante
    • Porta Santa Maria della Croce - non più esistente
    • Porta San Nicola (Porta Nuova)
      • Torre dell'abate Ginetti
    • Porta San Leonardo (Porta della piazza/Porta del borgo) - non più esistente

Sotterranei[modifica | modifica sorgente]

Gli ipogei, ricavati nei secoli dall’opera dell’uomo, rappresentano una realtà nascosta del borgo antico.

Gran parte della pietra fu estratta per poter costruire i palazzi per cui si possono immaginare i volumi esistenti nel sottosuolo.

A seguito del catastrofico terremoto del 1456, il conte Cola di Monforte progettò la nuova città, con un assetto difensivo, dotandola di doppia cinta muraria, interrotta dalle porte che davano accesso al borgo. Utilizzò i vuoti esistenti collegandoli tra loro e rendendoli funzionali a una logica militare. Una ragnatela di cunicoli, una sorte di “rete” in tempi medievali che consentiva la comunicazione rapida da più punti. Tra i sotterranei fotografati, ci sono alcuni tratti dell’antico camminamento che permetteva alle guarnigioni di spostarsi velocemente da una torre all’altra e dalle mura di cinta alla parte alta del colle. Su questa attendibile ipotesi l’Associazione orienta le ricerche con l’obiettivo di ripercorrere il leggendario passaggio che permetteva l’estrema fuga in caso di prolungati assedi.

Nel corso dei secoli i sotterranei hanno subito diverse destinazioni: verso la fine del XV secolo, con l’ampliamento del borgo e l’istituzione della dogana per l'editto di Ferrante d’Aragona, furono aperti i fondaci della farina, del sale, delle carni.

Durante la seconda guerra mondiale furono utilizzati come rifugi antiaerei.

Negli anni sessanta furono adibiti a discoteche e luoghi di incontro di giovani, per l’ampiezza dei locali e l’isolamento acustico.

Successivamente abbandonati e non più utilizzati con fini sociali, sono stati identificati come discariche di materiale edile a seguito di ristrutturazioni. Attualmente sono molto ricercati per renderli fruibili come pub e ristoranti.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Queste sono le principali aree verdi della città:

  • Bosco Faiete
  • Giardino del convitto nazionale Mario Pagano
  • Parco Alessandro Manzoni
  • Parco della Via Matris
  • Parco Giuseppe Ungaretti
  • Parco San Giovanni dei Gelsi
  • Parco XXIV Maggio
  • Pineta di San Giovannello
  • Piazza Bernardino Musenga (Villa dei Cannoni)

Villa De Capoa[modifica | modifica sorgente]

Scorcio a Villa de Capoa
Sentieri a Villa de Capoa

La settecentesca “Villa De Capoa”, recuperata con un accurato progetto, è uno dei luoghi più suggestivi della città.

Il parco, adiacente all'ex convento di Santa Maria delle Grazie, fu fatto costruire nel Cinquecento da Andrea De Capoa. Svolse per circa due secoli la funzione di riserva delle erbe che i monaci del convento utilizzavano per la creazione di medicinali naturali. Nel Settecento fu acquistato da privati e riorganizzato in parco vero e proprio. Infine nell'Ottocento la contessa Marianna de Capoa lo donò alla città.

Il giardino è all'italiana, ricopre un'area di quasi 16.000 m². Il viale principale, va dall'ingresso a una piazza; in essa sono collocate una fontana e una piattaforma circolare, usata per allestire spettacoli. In altre zone del giardino vi sono un labirinto di siepi e una rotonda delimitata da quattro aiuole, in cui, nel 1929, sono state impiantate delle sequoie. Ad arricchire i suggestivi sentieri vi sono sculture mitologiche, archi di pietra o di siepi, un sarcofago di fine Quattrocento, un pozzo, panchine in pietra e una grotta. L'ingresso principale, con il pregiato cancello in ferro battuto, si affaccia su piazza Savoia.

Le specie vegetali presenti sono varie e degne di attenzione: alte sequoie, possenti cedri del Libano, eleganti cipressi, abeti rossi, profumati tigli continuano ad avere una funzione non solo ornamentale: sono la testimonianza della cultura, del gusto e dell'arte di coloro che tanti anni fa hanno realizzato questo gioiello.

All'interno del parco è presente un complesso sportivo per praticare tennis, con diversi campi coperti e scoperti, in cui fino al 2012, ogni anno, veniva organizzato il torneo internazionale femminile di tennis del circuito ITF Women's Tour nominato "Regione Molise" il cui premio in palio è oscillato tra i 10.000 e i 25.000 $.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti a Campobasso al 31 dicembre 2010 sono 995, pari al 2,1% della popolazione. [12] Le nazionalità più numerose sono:

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca provinciale Pasquale Albino
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato di Campobasso
  • Bibliomediateca comunale Igino Petrone
  • Biblioteca comunale Giovanni Antonio Colozza
  • Biblioteca comunale Sacro Cuore di Gesù
  • Biblioteca comunale Campobasso Nord
  • Biblioteca comunale Corso Mazzini
  • Biblioteca del Conservatorio statale di musica Lorenzo Perosi
  • Università degli Studi del Molise
    • Biblioteca centrale d'Ateneo
    • Centro di documentazione europea
    • Centro di cultura del Molise

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel comune sono presenti istituzioni prescolastiche, scolastiche di primo grado e di secondo grado, inferiore e superiore. Quelle di secondo grado superiore comprendono un istituto professionale per i servizi commerciali e turistici, un professionale per l'industria e l'artigianato, un professionale per l'agricoltura e l'ambiente, un tecnico commerciale, un tecnico industriale, un tecnico per le attività sociali, un tecnico per geometri, un liceo classico, due licei scientifici, due licei linguistici, un liceo delle scienze umane, un liceo artistico, un liceo musicale.

Università[modifica | modifica sorgente]

Formazione militare[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Centri culturali[modifica | modifica sorgente]

* Grandi Magazzini Teatrali

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

* Radio Orizzonte Molise

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani * Il Tempo

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Internet[modifica | modifica sorgente]

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

I Misteri, L'Assunta
La processione della Madonna dei Monti

Festival dei Misteri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo dei Misteri.

Ogni anno, nella domenica del Corpus Domini, nelle vie della città sfilano i "Misteri", strutture in una lega ferrea flessibile e resistente create dal campobassano Paolo Saverio di Zinno nel XVIII secolo. Si presentano come dei carri allegorici su cui sono esposti i misteri della Bibbia. I "Misteri" sono anche nominati quadri viventi, infatti bambini, anziani e adulti, si trasformano in santi, angeli e demoni ancorati alle strutture in acciaio e legno appositamente rivestite offrendo una visione surreale e generando l'impressione che i personaggi aleggino nell'aria. Le strutture sono portate a spalla da gruppi di portatori che avanzano al ritmo scandito dal capo mistero e cadenzato dalla banda musicale che propone una marcia tratta dal Mosè di Rossini. La sfilata è composta, nell'ordine, dalle seguenti raffigurazioni:

Alla fine della manifestazione, dal palazzo comunale l'arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano (Mons. Giancarlo Maria Bregantini) impartisce la Benedizione ai Misteri. Nel febbraio del 1997 nasce l'Associazione "Misteri e Tradizioni", supportata una forte richiesta dei cittadini, per tutelare il patrimonio storico culturale dei Misteri. Oggi l'associazione ha reso possibile la realizzazione del Museo dei Misteri, e del sito ufficiale della manifestazione.

Nel Medioevo i Misteri si allestivano e si disfacevano anno per anno, variando di forme e di costumi, con il patrocinio di congregazioni religiose laiche che sostenevano le spese di allestimento. Le rappresentazioni avvenivano su palchi fissi o mobili con scenografie elementari, i copioni erano in linguaggio popolare e gli argomenti rispettavano la vita e la fantasia delle platee di fedeli a cui si rivolgevano. In quelle forme di rappresentazioni possiamo trovare forme di teatro greco o romano e nel Quattrocento si cerca di canonizzare le rappresentazioni dei Misteri creando regole per non cadere nel goffo e nel profano. La trasformazione di quadri viventi in quadri stabili non indecorosi o goffi, lontani da forme di irreligiosità, si verifica a Campobasso negli anni 1766 - 68, quando la borghesia locale suggella la sua ascesa con l'affrancamento dal servaggio feudale. In origine i Misteri erano ventiquattro conservati nelle tre chiese che provvedevano all'organizzazione della processione del Corpus Domini. Sei di essi non ressero alla prova che il Di Zinno, autore degli stessi, fece con i modelli di cera da lui creati prima di poggiarci le persone, altri sei invece furono distrutti dal terremoto del 1805, mentre il Santissimo cuore di Gesù fu realizzato nel 1959 sulla base di un bozzetto del Di Zinno.

Il Venerdì Santo[modifica | modifica sorgente]

L'origine della processione del venerdì Santo a Campobasso risale probabilmente alle sacre rappresentazioni del XIII secolo. La notizia storica più sicura risale al 1626 quando in un "istrumento di concordia tra i Crociati e i Trinitari" si accenna a tale manifestazione.

Nella chiesa di Santa Maria della Croce vengono custodite le statue dell'Addolorata e del Cristo morto. Tutta la cittadinanza si ritrova in questa chiesa nelle sere del settenario, raccolta in silenzio mentre viene cantato l'inno che viene chiamato dai campobassani "lo zuchetezù", una specie di "botta e risposta", che il suo compositore chiamò: "Oh di Gerico beata".

La processione del venerdì Santo si colloca all'interno delle manifestazioni processionali legate alla passione. Il corteo solitamente inizia alle ore 17.00 del Venerdì Santo da Santa Maria della Croce e vede la partecipazione della quasi totalità della città che segue mestamente il Cristo morto. La statua dell'Addolorata viene posta tradizionalmente dietro il Cristo e viene accompagnata da donne vestite di nero che reggono nastri che partono dalla statua. La musica del "Coro" che accompagna la processione del venerdì Santo è del maestro Michele De Nigris. Il coro inizialmente era formato da un centinaio di cantori e dalla banda musicale, oggi sono oltre settecento persone quelle che vi partecipano.

Crociati e Trinitari[modifica | modifica sorgente]

Crociati e Trinitari - La vita cittadina del XVI - XVII è animata da alcune confraternite delle quali le 2 principali, quella dei Crociati e dei Trinitari, sono in forte contrasto fra loro. Le rivalità nascevano dalla volontà di affermare la supremazia di una classe sociale sull'altra. Diversi e violenti furono gli scontri fra queste fazioni che insanguinarono, per buona parte del secolo, le strade della città. Le due confraternite posero fine alle lotte fratricide solo nel Corpus Domini 1587, con la mediazione di Fra Geronimo da Sorbo. In queste drammatiche vicende si inserisce la tragica storia d'amore tra la trinitaria Delicata Civerra[8], e il crociato Fonzo Mastrangelo, una sorta di Giulietta e Romeo ante litteram documentata da vari testi. Il loro matrimonio, come nella famosa opera di William Shakespeare, viene impedito dalle rispettive famiglie. Fonzo fugge e si arruola nella milizia. Delicata Civerra per il dolore si ammala nella Torre Terzano dove è imprigionata e muore proprio nel giorno in cui le parti avverse fanno pace. Il Mastrangelo, ricevuta la triste notizia della morte dell'amata, abbandona tutto ed entra nell'ordine francescano. Ancora oggi un sontuoso corteo con i costumi dell'epoca rievoca la pace fra Crociati e Trinitari.

Altri eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Il 31 maggio, in occasione della Festività della Madonna dei Monti, si realizza, lungo le strette vie del borgo antico, un'infiorata con la quale si illustrano scene sacre e simboliche.
  • Crociati e Trinitari. Ogni anno si svolge un corteo in costumi d'epoca per rievocare un importante evento storico del cinquecento (1587): La pace fra Crociati e Trinitari', che dal 1997, anno della morte del suo ideatore, l'avv. Corrado Caluori detto Corradino, viene portato avanti dall'Associazione da lui fondata, la "Pro Crociati e Trinitari". Di solito viene effettuata in concomitanza dei festeggiamenti del Corpus Domini.
  • Dal 1996 il capoluogo molisano ospita la Mostra d'Arte Contemporanea internazionale "Fuoriluogo", promossa dall'Amministrazione Provinciale di Campobasso e dall'Associazione Culturale Limiti-Inchiusi Arte Contemporanea.
  • Dal 2002 la città ospita un Festival Internazionale del cinema, ideato dall'Assessorato alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune e dal Cineclub Kimera di Termoli, dal nome di "Kimera Film Festival" ex "La Notte dei Corti Viventi". Il Festival è l'unico evento internazionale legato al cinema che la regione possa vantare, oltre ad essere la manifestazione cinematografica con la massima anzianità regionale e con la migliore continuità.
  • Nel 2007 è stata realizzata dopo anni di assenza Moliseinfiera, la maggiore rassegna espositiva della regione e nel 2008 è stata presentata la prima edizione di Piacere Molise, la prima fiera enogastronomica della regione.
  • Sant'Antonio abate. Il 17 gennaio comincia ufficialmente il Carnevale. La festa ha il suo scenario obbligato nella chiesa e sul sagrato dedicata a Sant’ Antonio abate. È qui che c’è la benedizione degli animali, ed è qui che si ammassano i ciocchi di legna che arderanno fino a ora tarda.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Pur non rivestendo il ruolo di enti amministrativi locali propriamente detti, sono nate delle associazioni di quartiere su tutto il territorio comunale. Tali associazioni, nate da aggregazioni di cittadini, si pongono a servizio dei quartieri da esse definiti come mediatori tra il cittadino e l'amministrazione comunale. Il territorio dunque risulta diviso nei seguenti quartieri: Centro Storico, Centro Murattiano, Campobasso Nord, San Giovanni, Vazzieri, Sant'Antonio Abate, Tappino.[senza fonte]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

L'unica frazione della città è Santo Stefano, exclave che confina con i comuni di Ripalimosani, Castropignano e Oratino.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia della città si basa principalmente sul commercio e sulla lavorazione dei prodotti alimentari (oleifici, distillerie, pastifici); in essa hanno infatti sede le industrie alimentari La Molisana, Colavita, e la Caffè Camardo S.p.A.. Altrettanto sviluppato è il settore del pubblico impiego, legato principalmente alla sua funzione di capoluogo regionale. Sono da ricordare inoltre alcune lavorazioni di prodotti artigianali come la produzione di coltelli e forbici, attività presenti sin dall'epoca medievale, durante la quale le officine di Campobasso erano considerate tra le più importanti d'Europa.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali extraurbani sono caratterizzati dalle seguenti strade statali:

La città è servita da una tangenziale divisa in:

  • SS 710 Tangenziale Est di Campobasso, conosciuta anche come Variante alla SS 87 che taglia la città a sud-est attraversandola tramite dei viadotti e una galleria (Vazzieri-San Vito) partendo dalla località San Vito e giungendo all'innesto col raccordo Ingotte passando per i quartieri Vazzieri, San Giovanni, Colle dell'Orso, Campobasso Nord e la Zona Industriale.
  • SS 711 Tangenziale Ovest di Campobasso, che parte dalla località San Vito con i raccordi per la Tangenziale Est e la SS 645, per collegarsi alla Strada Provinciale 190 Fondo Valle Rivolo, inaugurata il 29 marzo 2014.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Campobasso è situata nel centro della città, di tipo passante, ed è gestita da Centostazioni, società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

La stazione è attraversata dalle linee:

La stazione è capolinea di tutti i treni che ivi transitano e le destinazioni principali sono Roma Termini, Napoli Centrale, Benevento, Pescara Centrale e Termoli.

È in studio un progetto per la realizzazione di una linea di metropolitana leggera tra i comuni di Boiano e Matrice che transiterebbe in città, dove verrebbero realizzate due nuove fermate[13].

Nel territorio comunale è presente inoltre la stazione di Ripalimosani, attualmente chiusa al servizio commerciale.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

La rete dei trasporti urbani e suburbani è gestita dalla società SEAC, che offre 21 linee di autobus in servizio dalle 5 del mattino alle 22.

La rete dei trasporti interurbani è gestita dalla società ATM, società regionale che collega il Molise col resto d'Italia, e altre società private che contribuiscono ad allargare la gamma delle destinazioni raggiungibili sia a livello nazionale che internazionale. L'autostazione presso la quale fermano tutte le linee è il Terminal Bus di piazza San Pio da Pietrelcina.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1861 Nicola de Luca Sindaco
1861 1863 Aurelio de Rubertis Sindaco
1863 1866 Achille de Gaglia Sindaco
1866 1868 Federico Cerio Sindaco
1868 1879 Francesco Frangipani Sindaco
1879 1882 Luigi Mascilli Sindaco
1882 1891 Francesco Bucci Sindaco
1891 1894 Mercurio Magno Sindaco
1894 1902 Francesco Bucci Sindaco
1902 1906 Vittorino Cannavina Sindaco
1906 1913 Eugenio Spetrino Sindaco
1913 Domenico Bellini Sindaco
1913 Eugenio Spetrino Prosindaco
1913 1917 Domenico Pistilli Sindaco
1917 Alessandro Carlozzi Sindaco facente funzioni
1917 Vincenzo Spensieri Commissario prefettizio
1917 1920 Gaetano Iamiceli Sindaco
1920 1923 Eugenio Grimaldi Sindaco
1923 Prospero Sassone Commissario prefettizio
1923 Giovanni Muffone Commissario prefettizio
1923 Alfredo di Toro Commissario prefettizio
1924 Giovanni Muffone Commissario prefettizio
1924 1925 Alfredo di Toro Commissario prefettizio
1925 1926 Michelangelo de Sanctis Sindaco
1926 1927 Renato Pistilli Podestà
1927 1928 Antonio Lepore Commissario prefettizio
1928 Renato Pistilli Podestà
1928 1931 Nicola Correra Podestà
1932 1933 Alberto Florio Podestà
1933 Eugenio Maccini Commissario prefettizio
1933 1934 Ettore Campanella Commissario prefettizio
1934 1935 Gaetano Iamiceli Podestà
1935 1938 Renato Pistilli Podestà
1938 1940 Luigi Florio Podestà
1940 1943 Giacinto Carnevale Podestà
1943 Francesco Orlandi Commissario prefettizio
1943 1948 Ferruccio Impallomeni DL Sindaco -
1948 1953 Alessandro de Gaglia Sindaco -
1953 1954 Angelo Martino Sindaco -
1954 1960 Alessandro de Gaglia Sindaco -
1960 1962 Alessio Rizzi Sindaco -
1962 1970 Carlo Vitale DC Sindaco -
1970 1974 Francesco Nucciarone DC Sindaco -
1974 1975 Umberto Porzio Sindaco -
1975 1980 Nunzio Ruta DC Sindaco -
1980 Antonio Macchiarola DC Sindaco -
1980 1990 Gerardo Litterio DC Sindaco -
1990 1991 Vittorio Rizzi Sindaco -
1991 1995 Vincenzo di Grezia PPI Sindaco -
1995 2004 Augusto Massa PDS Sindaco -
2004 2009 Giuseppe Di Fabio La Margherita Sindaco -
2009 in carica Luigi Di Bartolomeo PdL Sindaco -

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Campobasso è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Principali Società Sportive[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

  • Nuova Pallavolo Campobasso
  • Free Volley Campobasso

Atletica[modifica | modifica sorgente]

  • Gruppo Sportivo Virtus
  • Atletica Molise Amatori
  • Polisportiva Molise Campobasso
  • CUS Molise
  • Podistica Avis Campobasso
  • SC Promosport
  • Emmedue SSD A.R.L.

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno si svolge la mezza maratona Tappino-Altilia, che parte dalla località Tappino, a Campobasso, e si conclude nel comune di Sepino presso il sito archeologico sannita-romano di Saepinum, alle propaggini del Massiccio del Matese. Dal 2002, in considerazione delle sue caratteristiche peculiari, la Tappino-Altilia è stata inserita dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo tra le manifestazioni delle Giornate Europee del Patrimonio dedicate al tema Lo sport nell'Italia antica.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 11

Calcio a 5

  • Planet Campobasso - Stagione 2007/2008 Campionato Nazionale maschile di Serie B Girone D.
  • Five Campobasso - Stagione 2011/2012 Campionato Nazionale maschile di Serie B girone D.
  • Polisportiva Chaminade 1999 - Prima Squadra (C1 regionale) - Under 21 Nazionale - Juniores Regionale - Allievi regionali - Giovanissimi regionali - Pulcini.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Per 12 volte Campobasso è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1913, l'ultima nel 1989.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

  • Mens Sana Campobasso - stagione 2011/2012 Campionato Nazionale di Serie B Dilettanti girone da stabilire.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

  • Cus Molise Rugby[18] - stagione 2012/2013 Campionato serie C girone Campania 1

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Dal 2002 al 2012 nel mese di giugno la città ha ospitato il Torneo Internazionale Regione Molise di tennis, su terra battuta e facente parte dell'ITF Women's Circuit:

Scherma[modifica | modifica sorgente]

Campionati Nazionali Universitari 2010[modifica | modifica sorgente]

Campobasso, insieme alle altre due sedi dell'Università del Molise, Isernia e Termoli, ha ospitato i Campionati Nazionali Universitari 2010, tra il 21 e il 29 maggio. Questi i numeri dell'evento:

  • CUS aderenti: 49;
  • Pertecipanti: circa 6000 (atleti, tecnici, accompagnatori, ecc.);
  • Discipline sportive: 20-22;
  • Trasporti: circa 1000 transfer (con 4 bus da 50 posti, 20 minibus, 30 autovetture e 30 scooter);
  • Copertura sanitaria: 20 medici sui diversi campi di gara distribuiti nelle tre sedi;
  • Premiazioni: 300 coppe, oltre 500 medaglie d'oro e d'argento, oltre 700 medaglie di bronzo;
  • Operatori: circa 500 persone.

In occasione dello svolgersi di tale manifestazione, è stato inaugurato nel campus di Vazzieri a Campobasso il Palaunimol, adiacente al palazzo della Biblioteca Centrale d'Ateneo.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  2. ^ Michelangelo Ziccardi, La Pace, Campobasso 1841.
  3. ^ Dato Istat 2013 - Popolazione residente al 31 agosto 2013.
  4. ^ Capoluoghi di provincia per altitudine – Tuttitalia.it
  5. ^ La mappa delle fontanelle di Campobasso su www.fontanellemolisane.blogspot.com
  6. ^ Fonte Legambiente, Ecosistema urbano 2009-Istituto di Ricerche Ambiente Italia.
  7. ^ Benedetto Croce, Il Conte di Campobasso in vite di avventure, di fede e di passione, edizione Laterza, Bari 1953.
  8. ^ Giuseppe Maria Galanti, Descrizione del Contado di Molise, società letteraria e tipografica, Napoli 1781.
  9. ^ Giambattista Masciotta, Il Molise, dalle origini ai nostri giorni, tipolitografia Pierro, Napoli 1915.
  10. ^ Vincenzo Eduardo Gasdia, Storia di Campobasso, Linotipia veronese Ghidini e Fiorini, Verona 1960.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ http://demo.istat.it/str2010/. URL consultato il 29 aprile 2013.
  13. ^ http://www.trail.unioncamere.it/scheda_intervento.asp?id=113
  14. ^ Gemellaggio con Ottawa.
  15. ^ Città gemelle di Vladimir
  16. ^ città gemellate dal sito di Banja Luka. URL consultato il 10 novembre 2010.
  17. ^ gemellaggio istituzionale dal sito del comune di Vastogirardi (IS).
  18. ^ Cus Molise Rugby

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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