Biella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Biella (disambigua).
Biella
comune
Biella – Stemma Biella – Bandiera
Biella – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.png Biella
Amministrazione
Sindaco Marco Cavicchioli (centrosinistra) dall'08/06/2014[1]
Territorio
Coordinate 45°33′59″N 8°03′12″E / 45.566389°N 8.053333°E45.566389; 8.053333 (Biella)Coordinate: 45°33′59″N 8°03′12″E / 45.566389°N 8.053333°E45.566389; 8.053333 (Biella)
Altitudine 420 m s.l.m.
Superficie 46,68 km²
Abitanti 45 325[2] (31-12-2013)
Densità 970,97 ab./km²
Frazioni Barazzetto, Chiavazza, Colma, Cossila San Giovanni, Cossila San Grato, Favaro, Oropa, Pavignano, Vaglio, Vandorno
Comuni confinanti Andorno Micca, Candelo, Fontainemore (AO), Gaglianico, Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Pettinengo, Pollone, Ponderano, Pralungo, Ronco Biellese, Sagliano Micca, San Paolo Cervo, Sordevolo, Tollegno, Vigliano Biellese, Zumaglia
Altre informazioni
Cod. postale 13900
Prefisso 015
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096004
Cod. catastale A859
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 589 GG[3]
Nome abitanti biellesi
Patrono santo Stefano martire
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Biella
Sito istituzionale
« Biella tra 'l monte e il verdeggiar de' piani
lieta guardante l'ubere convalle,
ch'armi ed aratri e a l'opera fumanti
camini ostenta »
(Giosuè Carducci, Rime e ritmi, 1898)

Biella (Bièla in piemontese) è un comune italiano di 45.325 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia nel Piemonte settentrionale.

La città è situata ai piedi delle Alpi Biellesi, e la sua esistenza è attestata sin dall'alto Medioevo. Dominata in seguito dai vescovi di Vercelli, nel 1379 passò ai Savoia. Nel corso dell'Ottocento Biella conobbe un grande sviluppo urbanistico e industriale, divenendo presto nota per le sue industrie tessili.

Numerose sono le testimonianze storiche e artistiche del suo passato; tra le più importanti si ricordano il battistero, la cattedrale, il campanile di Santo Stefano e numerose ville e palazzi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Biella Piano

Biella è situata ai piedi delle Alpi biellesi, sezione delle Alpi Pennine, al centro di rilievi montuosi ricchi di sorgenti (Massiccio del Bo, monti Mucrone – con l'omonimo lago – e Camino cuore di questa sezione) che alimentano i torrenti Elvo a ovest della città, Oropa e Cervo a est.

Dista 72 km da Torino, 86 da Aosta, 100 da Milano e 115 da Lugano.

Distanza dalle altre province piemontesi: 42 km da Vercelli, 56 km da Novara, 97 km da Alessandria e Verbania, 92 km da Asti e 158 km da Cuneo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della città[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale e Campanile di Santo Stefano

I reperti preistorici attestano la presenza nel Biellese di cacciatori/raccoglitori neanderthaliani tra i 120.000 e i 35.000 anni or sono. Homo sapiens comparve invece nel paleolitico superiore, attorno ai 35.000 anni fa, come attestano tra gli altri alcuni ritrovamenti sul bric Burcina (oggi al confine tra i comuni di Biella e di Pollone). In questo sito è anche documentata la presenza di un insediamento protostorico risalente alle età del bronzo e del ferro.[4]


Una popolazione celtica, i Vittimuli o Victimuli – si insediò lungo i territori della zona della Bessa (pianura biellese) e sfruttò i giacimenti auriferi che dopo le glaciazioni si erano disciolti nel torrente Elvo. Tale sfruttamento continuò anche in epoca romana e continua ancora, sia pure come semplice hobby.

Sulla collina dove sorge l'attuale Parco della Burcina furono ritrovati nel 1959 attrezzi da lavoro e monili risalenti all'età del ferro che testimoniano le antiche origini di Biella[5].

Bugella[modifica | modifica wikitesto]

Un documento dell'anno 826 attesta come l'allora Bugella venne donata al conte Bosone da Ludovico il Pio (figlio di Carlo Magno), imperatore del Sacro Romano Impero, di cui Bosone era messo[6].

È questa la prima volta che il nome della città compare in un testo ufficiale; un altro documento (anno 882) testimonia poi di un'altra cessione, questa volta da parte di Carlo il Grosso alla Chiesa di Vercelli[7].

Il nome Bugella deriva dalla binata celto-latino di bu-cellae dove cellae significa luogo di dimora, mentre il prefisso bu è particella intensiva per indicarne la minore importanza, in questo caso rispetto a Vercelli dove il prefisso "ver" significa appunto maggiore importanza. (((http://www.treccani.it/enciclopedia/vercelli_(Enciclopedia-dell'-Arte-Antica-I-Supplemento)/))

Nel X secolo la città fu dominata da Alemanni, Longobardi e Franchi, i quali costruirono le prime mura. Di questo periodo restano soltanto il Battistero e il campanile di una chiesa dedicata a Santo Stefano (ora nome dell'attuale duomo cittadino) attorno ai quali crebbe la città.

Il borgo medioevale del Piazzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piazzo (Biella).

Il Piazzo, borgo medioevale che costituisce la parte alta di Biella, è considerato il cuore della città e fino al XIX secolo era sede del municipio. All'interno del borgo si possono ammirare spunti architettonici tipicamente medioevali come piazza Cisterna e la duecentesca chiesa di San Giacomo. Il borgo è collegato al resto della città con numerose coste e salite medioevali, ma vi si può accedere più comodamente utilizzando la funicolare gestita dall'azienda dei trasporti pubblici A.T.A.P.

Rivalità fra i Visconti e i Savoia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Martiri della Libertà: statua a Quintino Sella; sullo sfondo il Teatro Sociale Villani

Tra il XIV secolo e il XV secolo vi furono numerosi scontri tra i Visconti e i Savoia per conquistare il possesso del Biellese. Nel 1377 una rivolta cittadina capeggiata dal canonico Ardizzone Codecapra pose fine al dominio dei Vescovi di Vercelli, con la dedizione ai Savoia. Sul finire del Quattrocento fu edificata la Basilica di San Sebastiano.

Seicento e Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Il XVII secolo vide invece guerre contro i francesi e gli spagnoli e la città fu occupata dai primi nel 1704; nel 1706 l'eroico soldato biellese Pietro Micca salvò a prezzo della propria vita la città di Torino e di conseguenza Biella dall'invasione francese.

Il 1º giugno 1772 fu eretta la diocesi di Biella[7].

Nel 1798 Biella fu però nuovamente occupata dai francesi con l'approvazione dei liberali biellesi che speravano in un futuro prospero e privo di conflitti. Nella piazza della chiesa di Santo Stefano fu innalzato l'albero della libertà. Dopo la battaglia di Marengo, la città venne annessa alla Francia. Il Congresso di Vienna la ridiede nuovamente ai Savoia[8].

La via della lana[modifica | modifica wikitesto]

Biella-Panorama da Chiavazza.JPG

Magnify-clip.png
Panorama di Biella

Nel 1835 lungo le rive del torrente Cervo veniva acquistato da Massimo Sella un edificio del 1695 che era stato prima utilizzato per la torcitura della seta e che sarebbe stato in seguito trasformato in lanificio, mentre nel 1866 il nobile Giovanni Battista Rivetti Badone fondò la Filatura Rivetti Padre e Figlio.

Con l'introduzione dei nuovi telai meccanici nasceva così il primo lanificio moderno, con una lavorazione della lana che continuava una tradizione risalente a più di cinquecento anni prima, se si considera che già nel 1245 erano inseriti negli statuti di Biella il Collegio dei Lanaioli e quello dei Tessitori[7].

Nel 1859 Biella venne liberata dall'assedio delle truppe austriache da Garibaldi; in seguito al Decreto Rattazzi diviene capoluogo dell'omonimo circondario della provincia di Novara. Entrerà a far parte della provincia di Vercelli nel 1927, per diventare infine provincia autonoma nel 1992[8].

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda guerra mondiale Biella – una delle città fulcro della Resistenza in Piemonte – fu teatro, con le sue colline e le sue montagne che le fanno da corona rendendola pari ad un'inespugnabile enclave, di intense lotte partigiane e di fatti sanguinosi legati alla guerra civile anche nel periodo post bellico (si veda ad esempio la strage di Graglia).

Luogo della memoria della Resistenza partigiana contro il nazifascismo è Villa Schneider, un edificio storico divenuto poi sede di un assessorato comunale e di una sala permanente della memoria allestita a ricordo degli eventi accaduti nel Biellese negli anni che vanno dal 1943 al 1945.

Anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Biellese ai raggi X

La realtà di Biella e del suo circondario è stata descritta nel 2006 dal giornalista e saggista - nonché cofondatore di Telebiella - Giuliano Ramella nel suo libro Ortàlia ed altre periferie invisibili. In una sorta di racconto tragicomico della città e dei suoi abitanti sono raccolti gli scritti pubblicati dall'autore dal 1992 al 2006 sul foglio locale La Nuova Provincia o scritti per un'apposita rubrica radiofonica di Radiobiella. Un "florilegio" che dispiega fatti (e, almeno secondo l'autore, misfatti) di una città comunque sempre capace di interrogare sé stessa e tesa a districarsi sulla strada verso un'ipotetica e moderna Shangri-La - secondo la definizione data ad inizio anni novanta dal giornale La Stampa in un dettagliato resoconto dalle terre biellesi - le altre periferie invisibili - vicine e lontane allo stesso tempo - che si incontrano lungo il cammino del pensiero glocal.

Biella è stata negli anni finali della seconda guerra mondiale un centro vitale per la realizzazione dei macchinari della Piaggio che aveva trasferito nella città piemontese, da Pontedera, i propri stabilimenti, a rischio a causa dei bombardamenti verso le truppe della Germania nazista in fuga verso il nord. È stato qui che nel 1944 venne progettato il prototipo progenitore della "Vespa", il "Paperino", da cui negli anni seguenti sarebbe derivato uno dei modelli più diffusi di motoscooter.

In anni ancor più recenti, ed in campo televisivo, grazie all'opera dell'imprenditore Giuseppe Peppo Sacchi, nel 1971 nacque Telebiella, prima tv libera italiana e la prima emittente privata a rompere il monopolio della RAI (l'emittente di Sacchi fallì poi negli anni ottanta ma rinacque in seguito sotto altra proprietà)[9].

In seguito anche il mobilificio biellese Aiazzone sarà un altro importante protagonista dello sviluppo delle televisioni locali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Biella.

Il clima di Biella è quello tipico delle zone prealpine. In inverno il termometro scende sovente sotto lo zero, con frequenti nevicate e gelate. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, con le maggiori concentrazioni in maggio e novembre. L'estate è calda e sovente afosa; talvolta le temperature arrivano a toccare o addirittura superare i 30 °C. Frequenti in questa stagione sono anche i temporali.

BIELLA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,8 7,4 12,1 16,5 21,6 25,0 27,8 26,0 22,1 16,0 10,9 7,0 6,7 16,7 26,3 16,3 16,5
T. min. mediaC) -0,6 -0,1 3,4 6,7 11,1 14,4 17,1 16,0 13,6 8,3 4,1 1,0 0,1 7,1 15,8 8,7 7,9

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Per le genti del biellese - ribelli da sempre al servaggio e all'ingiustizia, dalle gloriose tradizioni Risorgimentali, prime nelle grandi lotte sociali - la Resistenza fu spontanea riaffermazione d'attaccamento alla Libertà ed agli insopprimibili diritti dell'uomo.

Migliaia di Ebrei e di ex militari italiani e alleati furono sottratti alla deportazione della popolazione generosa, fonte e supporto determinante delle formazioni armate. Eroica quotidiana lotta, nonostante feroci rastrellamenti e barbare rappresaglie - sabotaggio della produzione per i nazisti - fabbricazione di armi per le Formazioni partigiane - incursioni di sabotatori anche lontano dalle basi biellesi - massicce azioni di collegamento con le Forze Alleate - atti di autogoverno del CLN in tutta la zona, quali: tassazione straordinaria, stipulazione ed applicazione "Contratto sindacale della Montagna", in uno con il salvamento totale delle fabbriche e l'autoliberazione di Biella, prima tra le Città del Nord, completano il quadro operativo ed illustrano l'efficienza della Resistenza Biellese. 667 Caduti, 313 invalidi e mutilati furono il prezzo della lotta per la libertà conclusasi con la resa incondizionata - in Biella - del 75º Corpo d'armata tedesco e dipendenti Divisioni alpina Monterosa e granatieri Littorio.»
— Biella, settembre 1943 - aprile 1945[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il battistero romanico ed il municipio
La funicolare che collega Biella Piano con il borgo del Piazzo vista dall'alto

Luoghi di rilievo turistico sono, nella Val Cervo, l'Oasi Zegna e il centro sciistico di Bielmonte (presso Trivero), raggiunto dalla Strada statale 232 Panoramica Zegna); il Parco della Burcina, riserva naturale con flora protetta, il territorio della Bessa e la riserva naturale regionale detta delle Baragge, un'area verde che fa da corona alla parte a sud-est della città; il Ricetto di Candelo, antico borgo medievale.

Luogo di culto è il Santuario mariano di Oropa, situato a una dozzina di chilometri dal capoluogo e meta di pellegrinaggi.

Palazzo Boglietti, sede di un centro culturale

Di interesse turistico anche la stessa città di Biella con il suo nucleo storico del Piazzo, ricco di atmosfere medievali e di pregevoli palazzi del XV secolo e del XVI secolo, e la città bassa per la presenza di alcuni importanti monumenti come il Battistero (X-XI secolo) romanico con all'interno affreschi del XIII secolo adiacente alla Cattedrale.

La rinascimentale chiesa di San Sebastiano (1504), ancora intatta all'interno, conserva ottime pitture di artisti piemontesi, tra i quali anche Rodolfo Morgari (Il profeta Daniele, affresco dei pennacchi della cupola, risalente al 1866). Il chiostro di San Sebastiano ospita il Museo del Territorio, in cui sono esposti reperti di una necropoli romana, ceramiche e quadri, soprattutto degli ultimi due secoli[11].

Particolare interesse riveste, sul piano dell'architettura il moderno Palazzo Boglietti, sede di un centro culturale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.758, ovvero l'8,29% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[13]:

  1. Marocco, 1.087
  2. Romania, 686
  3. Filippine, 297
  4. Albania, 191
  5. Cina, 122
  6. Ucraina, 109
  7. Perù, 85
  8. Bosnia ed Erzegovina, 70
  9. Sri Lanka, 63
  10. Egitto, 44

La comunità ebraica di Biella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Biella.

Biella è dal XVI secolo sede di una piccola ma significativa comunità ebraica. Agli inizi del Settecento, come nel resto del Piemonte, fu istituito il ghetto, nel quale si conserva la piccola sinagoga settecentesca, con i suoi arredi originali. Degno di nota è anche il cimitero ebraico di Biella, in via dei Tigli.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Volontariato[modifica | modifica wikitesto]

Sono circa 270 le organizzazioni di volontariato del Biellese per un numero complessivo di 4.700 volontari. Questo è quanto emerge nella campagna "È un piacere"[14] promossa in occasione del 2011-Anno Europeo del Volontariato dal Centro Servizi per il Volontariato di Biella.

I settori di intervento delle organizzazioni sono i seguenti: 91 si occupano di assistenza sociale, 25 si occupano di assistenza sanitaria, 14 si occupano di tutela dall'ambiente, 45 si occupano di promozione della cultura, 37 si occupano di impegno civile, tutela e promozione dei diritti, 35 si occupano di protezione civile, 15 si occupano di promozione dello sport e del tempo libero per la disabilità, 8 si occupano di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Dati:

Recycling symbol.svg 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Biella[15] 24.3% 24.3% 24.8% 33.9% 35.4% 34.0% 35.3% 40.8% 49.9% 50.9% 51.2% 54.0% 55.7%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno intorno a fine ottobre si svolge il Biella Festival, che richiama cantautori e autori da tutta Italia e non solo. Arrivato alla dodicesima edizione, sta acquistando un'importanza sempre maggiore[16].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

"I colori del silenzio: Jean Michel Folon" produzione il Punto, regia di Renato Iannì

Teatro Sociale Villani: aperto all'inizio dell'Ottocento dai fratelli Villani, appartenenti ad una famiglia piuttosto in vista nell'ambiente culturale biellese, la sua prima sede fu progettata dall'architetto di corte Fabrizio Sevesi trasformando un preesistente edificio situato a Biella piano. A causa della notevole affluenza di pubblico però si rese necessaria la costruzione di un teatro più ampio che fu completato nel 1875 nella sua attuale collocazione di Piazza Martiri della Libertà dall'ing. Giuseppe Bollati. Il teatro a seguito di un incendio avvenuto nella notte del 16 agosto 1892 dovette essere parzialmente ricostruito; i restauri più recenti datano al 2002 ed hanno riguardato la messa a norma dell'edificio. L'attività del Teatro Sociale Villani ha mantenuto nel tempo un elevato profilo qualitativo e si caratterizza tuttora come un'importante presenza nel panorama teatrale italiano.[17]

Veronica Rocca, attrice e regista di A.R.S. Teatrando

In campo teatrale, è storica la compagnia del Teatro Stabile di Biella, creata da Gianni Franzoi negli anni Cinquanta (molte e importanti le sue partecipazioni in RAI e nella TV Svizzera) e dal 1997 guidata da Renato Iannì, allievo e coautore di testi teatrali con Eduardo De Filippo ("Un pugno d'acqua", Einaudi) ed esperti di musica e didattica teatrale, oltre che regista e attore della compagnia, segnalata da importanti realtà nazionali, e insegnante di Lettere e Teatro, che ha dato vita a molte delle compagini attive nel territorio.

Attiva nel territorio è A.R.S. Teatrando (o Associazione Ricerca e Spettacolo Teatrando), associazione e compagnia teatrale fondate nel 1988. Formata da un organico di oltre quaranta persone tra attori, registi, tecnici, oltre a curare un repertorio teatrale stabile la compagnia allestisce annualmente uno spettacolo itinerante all'aperto che viene messo in scena in estate al castello di Zumaglia o in località della baraggia biellese oppure ancora in frazione Bonda (Mezzana Mortigliengo), ove si trova la piazzetta degli Artisti.[18]. Fra i riconoscimenti ottenuti figurano il 1º Premio Concorso teatrale "Nicolò Barbieri" di Vercelli (1992); il 1º Premio Concorso teatrale Città di Borgosesia (1993); 2º Premio Concorso Teatrale "Nicolò Barbieri" di Vercelli (1994); il Premio come Miglior Coppia, Premio del Pubblico, Premio Speciale "Città di Venaria", Concorso "Prendiamo la Parola" a Venaria (con L'Assenzio, da Sposta la cornice, scrosta la vernice... senti cosa dice!, 1999); il Premio "L'Uomo e l'Arte" (2003).

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Biella è sempre stata in primo piano nel mondo della televisione. Nel 1972 nasceva Telebiella, la quale è stata una delle prime televisioni a rompere il monopolio della RAI. Dopo una dura reazione del governo italiano che soppresse la televisione, Telebiella intraprese una dura battaglia legale vittoriosa e poté ricominciare a trasmettere. Nel 1992 Telebiella fallì definitivamente. Nel 1993 rinacque sotto il nome di ReteBiella TV con telegiornali, partite in diretta della locale squadra di basket, nonché i telegiornali e alcune trasmissioni della programmazione della RSI LA1.

Persone legate a Biella[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Quintino Sella

Tra le personalità che hanno avuto i natali in questa città o che a Biella sono legate per motivi storici si ricordano:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di Oropa, situato nella frazione omonima

Biella comprende vari quartieri; i più noti sono:

La città include inoltre 11 frazioni[19]:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Biella e del biellese è tradizionalmente legata al settore tessile ed in particolare a quello della lana. La lavorazione della lana ha origini antiche e si è progressivamente sviluppata determinando il tessuto economico dell'area, con grandi ed importanti aziende del settore, tra le quali occorre ricordare, per l'importanza che tuttora mantengono, anche se in parte non più in mani biellesi, il gruppo Ermenegildo Zegna, il gruppo Lanificio fratelli Cerruti, la Fila e la Filatura di Pollone S.p.A., azienda quest'ultima quotata alla Borsa di Milano, unica azienda industriale di Biella e della sua provincia, accanto alla holding finanziaria Borgosesia S.p.A.

A Biella hanno inoltre sede aziende storiche in altri settori come ad esempio la Banca Sella, una delle principali banche private italiane, fondata nel 1886 su iniziativa di Quintino Sella[20] e la Menabrea, una delle più antiche fabbriche di birra italiane, fondata nel lontano 1846. Di Biella era anche la Tua Ski, produttrice di sci, mentre nel 1746 veniva fondata in questa città la ditta Avandero per il trasporto dei prodotti tessili, inizialmente solo in Piemonte, poi in tutto il mondo. Dal 1993 Avandero è entrata in Saima Avandero.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Biella-Panorama dal quartiere di Riva.jpg

Magnify-clip.png
Panorama della collina di Biella: sulla sinistra, quartiere di Riva, strada di accesso alla Valle Cervo; al centro, la collina di Pavignano e gli stabilimenti lanieri; sulla destra l'abitato di Chiavazza.

Strade ed Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti alle grandi vie di comunicazione del nord Italia sono garantiti attraverso:

La funicolare è gestita dall'Azienda Trasporti Pubblici (A.T.A.P.)

La strada tangenziale – della quale gli ultimi tratti sono stati aperti nel 2006 – delimita la zona sud della città, favorendo un rapido scorrimento tra la zona ovest ed est del Biellese, innestandosi sulla variante della ex-SS142, ora arteria di valenza regionale.

Ferrovie e stazioni ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari, Biella è dotata di due stazioni ferroviarie:

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Aeroporto di Biella-Cerrione distante circa 10 km (questo aeroporto non effettua nessun volo commerciale ed è utilizzato per voli turistici, elicotteri, scuola di volo e aerotaxi).

Funivia[modifica | modifica wikitesto]

Ad Oropa è attiva una funivia che collega il santuario con il Lago del Mucrone.

Trasporto urbano ed extra-urbano[modifica | modifica wikitesto]

In città i trasporti pubblici sono assicurati da ATAP s.p.a., un'azienda a totale capitale pubblico nata nel 1986 per servire l'allora provincia di Vercelli, che al tempo comprendeva anche il Biellese. La società rilevò nel 1998 le linee dell'alta Valsesia e allargò la propria base azionaria fino a raggiungere 116 comuni, 5 Comunità Montane e le province di Vercelli e di Biella.[21] Il Servizio Idrico Integrato è invece gestito da CORDAR spa Biella Servizi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Biella.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra più importante della città è Pallacanestro Biella, formazione di basket che ha militato fino alla stagione 2012/13 in serie A1: il 24 maggio 2009, sconfiggendo Roma in gara 5 dei play-off, raggiunse per la prima volta nella storia le semifinali scudetto, perse poi contro Milano. Questo risultato ha dato la possibilità a Pallacanestro Biella di disputare la Eurocup, svoltasi tra dicembre 2009 e gennaio 2010. Nella stagione 2013/14 Pallacanestro Biella si è aggiudicata la Coppa Italia DNA Gold.

Il calcio cittadino è rappresentato dall'A.S.Biellese 1902 che, dopo un passato professionistico in serie C1 e C2, ha dovuto ricominciare nel 2009/10 dalle categorie regionali. Nella stagione 2008/09 conquistò infatti la promozione diretta in Lega Pro (ex C2), ma durante l'estate 2009 alcune vicissitudini societarie determinarono la mancata iscrizione al campionato e la conseguente retrocessione nella categoria dilettantistica Eccellenza.

Lo Stadio Lamarmora ospita, oltre alle partite domenicali della società A.S.Biellese 1902, anche gare di atletica leggera, organizzate dall'Unione Giovane Biella, una delle storiche società sportive biellesi, e dalla FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, comitato di Biella e Vercelli. Nello stesso stadio si allenano frequentemente anche Elena Romagnolo, Valeria Roffino, Fatna Maraoui e Nadia Ejjafini, atlete di livello internazionale: Romagnolo è triverese di nascita, Roffino è biellese, mentre Maraoui e Ejjafini sono atlete marocchine con cittadinanza italiana e da tempo residenti in città.

Per quanto riguarda gli altri sport di squadra, molto importanti sono il rugby e la pallavolo. Il Biella Rugby, promosso in serie B al termine della stagione 2007/08, sta disputando onorevoli campionati in questa categoria, lavorando moltissimo con il settore giovanile nel nuovissimo campo in erba sintetica costruito in città, primo passo verso la costruzione della cittadella del rugby. Nella stagione 2012/13 il Biella Rugby ha vinto il campionato di Serie B e ha disputato i play off per l'accesso alla Serie A2, poi vinti dall'Unione Rugby Prato Sesto.

Per quanto concerne la pallavolo, la società di punta è il Biella Volley: dopo dieci stagioni consecutive in B1 e un paio di promozioni fallite di un soffio la squadra nel 2010/11 milita in B2, la quarta serie nazionale. Nel settore femminile grande ascesa nell'ultimo decennio da parte della Virtus, piccola realtà del quartiere cittadino di Chiavazza, cresciuta sino a diventare grande protagonista in serie B2: problemi economici hanno ridimensionato le ambizioni della società giallorossa, autoretrocessasi nelle categorie regionale (serie D) al termine della stagione 2009/10. In città è stata attiva Pallavolo Biella, consorzio che si occupava prevalentemente di settore giovanile con oltre 100 atlete tesserate, nato dall'accordo di collaborazione tra Asd Virtus Chiavazza, Apd Villaggio Lamarmora, Apd Pietro Micca Biella e Asd Sprint Candelo; ora il tutto è attivo come SprintVirtus Biella. Negli ultimi anni Virtus Chiavazza ha intrapreso un nuovo corso e, con la denominazione SprintVirtus Biella, ha vinto il campionato di serie D 2011/12 e quindi conquistato un posto tra le prime cinque nei due successivi campionati di serie C. Nella stagione 2013/14 ha inoltre vinto, guidata dal coach Alberto Colombo, la Coppa Piemonte femminile classificandosi poi anche al terzo posto nella successiva Coppa delle Alpi (competizione alla quale partecipano le società vincitrici delle coppe regionali del nord Italia). Tra le squadre SprintVirtus Biella è da segnalare la formazione denominata SprintVirtus Villaggio Lamarmora, allenata da Michael Chauviere ed aggiudicatasi nelle stagioni 2012/13 e 2013/14 i Campionati Nazionali PGS, prima nella categoria Under 20 e poi in quella Libera. Infa SprintVirtus (la seconda squadra di questa società, allenata dall'argentino Carlos Luigi Di Lonardo, ex head coach della nazionale femminile argentina) si è inoltre aggiudicata il campionato di Prima Divisione 2013/14 vincendo tutte e 24 i match disputati, perdendo inoltre un solo set a fronte dei 72 vinti; nel 2014/15 parteciperà al campionato di serie D.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il passaggio sulla salita di Riva del Giro 2014

Il comune di Biella ha ospitato per sette volte l'arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1963, l'ultima nel 2014: in cinque occasioni il traguardo è stato posto al Santuario di Oropa.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Biella:

Tappe del Giro d'Italia con arrivo al Santuario di Oropa:

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Biella e il suo territorio hanno una grande tradizione anche nel campo dell'automobilismo sportivo e hanno dato i natali a numerosi piloti che, dai primi anni del XX secolo fino ad oggi, si sono distinti a livello nazionale e internazionale, soprattutto nelle gare su strada. Fra questi:

Antonio Brivio Sforza, Carlo Felice Trossi, Giovanni Bracco, i fratelli Umberto e Claudio Maglioli, Franco Perazio, Giampiero Bagna, Federico Ormezzano e Piero Liatti.

Piero Liatti è anche, ad oggi, l'ultimo pilota italiano ad aver vinto una gara del Campionato Mondiale Rally, il Rally di Monte Carlo del 1997, al volante di una Subaru Impreza WRC 97 della scuderia ufficiale 555 Subaru WRT.

La principale competizione automobilistica del Biellese è stata il Rally della Lana, che si è corso dal 1973 al 2001 e che, dal 1982, è stato valido per il Campionato Europeo. Negli ultimi anni i motori sono tornati ad accendersi nel biellese, grazie a due rally ronde ed alla disputa del Rally della Lana Storico (valido per il campionato italiano).

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Stampa, risultato del ballottaggio on-line su www.lastampa.it (consultato nel giugno 2014)
  2. ^ a b [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Età Preistorica e protostorica, scheda sul sito del Museo del Territorio Biellese (museo.comune.biella.it, consultato nel luglio 2014)
  5. ^ Storia, Sito istituzionale del Comune di Biella. URL consultato il 5 aprile 2010.
  6. ^ Biella e provincia, op. cit., p. 34.
  7. ^ a b c Biella e provincia, op. cit., p. 26.
  8. ^ a b Biella e provincia, op. cit., p. 27.
  9. ^ Telebiella, Sito ufficiale. URL consultato il 5 aprile 2010.
  10. ^ Tomaso Vialardi di Sandigliano, Il libro eroico della provincia di Biella, Biella Club. URL consultato il 5 aprile 2010.
  11. ^ I tesori d'Italia, op. cit., p. 49
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 agosto 2013.
  14. ^ campagna "È un piacere"
  15. ^ Dati sulla raccolta dei rifiuti - Comune di BIELLA (BI), Consorzio Consorzio Smaltimento Rifiuti Area Biellese, Anno 2012; on-line su www.sistemapiemonte.it
  16. ^ Biella Festival, Sito ufficiale. URL consultato il 3 aprile 2010.
  17. ^ Sito del teatro www.teatrosocialevillani.com (consultato nel giugno 2010)
  18. ^ Fonte: Sito ufficiale Teatrandobiella.it
  19. ^ Biella, Italia in dettaglio. URL consultato il 6 aprile 2010.
  20. ^ Storia, Gruppo Banca Sella. URL consultato il 7 aprile 2010.
  21. ^ Sito ufficiale ATAP www.atapspa.it (consultato nella'agosto 2010)
  22. ^ a b c d Gemellaggi, Sito istituzionale del Comune di Biella. URL consultato il 6 aprile 2010.
  23. ^ GIRO, BATTAGLIN SPRINTA AL SANTUARIO DI OROPA, pagina su www.gazzetta.it (consultato nel maggio 2014)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Biella e provincia, Milano, Touring Club Italiano, 2002, ISBN 978-88-365-2570-6.
  • AA.VV., I tesori d'Italia, Milano, Selezione del Reader's Digest, 1975, ISBN non esistente.
  • Tomaso Vialardi di Sandigliano, Libro Eroico della Provincia di Biella, Savigliano, Artistica Editrice, 2004, ISBN 88-7320-138-5.
  • Giuliano Ramella, Ortàlia ed altre periferie invisibili, Gaglianico, Aerre Editore, 2006, ISBN non esistente.
  • Giuliano Ramella, Marco Valentino Maroino, Biella e il biellese - Terra narrata, Milano, Viennepierre, 2007, ISBN 88-7601-081-5.
  • Giuliano Ramella, Marco Valentino Maroino, I Biellesi raccontano, Biella, Aerre/Lineadaria Editori, 2008, ISBN non esistente.
  • Marco Soggetto, Nuova Guida della Mountain Bike nel Biellese, Biella, Libreria Giovannacci Editore, 2008, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte