Biella
| « Biella tra 'l monte e il verdeggiar de' piani lieta guardante l'ubere convalle, ch'armi ed aratri e a l'opera fumanti camini ostenta » |
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(Giosuè Carducci, Rime e ritmi, 1898)
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Biella (Bièla in piemontese) è un comune italiano di 45.663 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia nel Piemonte settentrionale.
La città è situata ai piedi delle Alpi Biellesi, e la sua esistenza è attestata sin dall'alto Medioevo. Dominata in seguito dai vescovi di Vercelli, nel 1379 passò ai Savoia. Nel corso dell'Ottocento Biella conobbe un grande sviluppo urbanistico e industriale, divenendo presto nota per le sue industrie tessili.
Numerose sono le testimonianze storiche e artistiche del suo passato; tra le più importanti si ricordano il battistero, la cattedrale, il Campanile di Santo Stefano e numerose ville e palazzi.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Biella è situata ai piedi delle Alpi biellesi, sezione delle Alpi Pennine, al centro di rilievi montuosi ricchi di sorgenti (Massiccio del Bo, monti Mucrone – con l'omonimo lago – e Camino cuore di questa sezione) che alimentano i torrenti Elvo a ovest della città, Oropa e Cervo a est.
Dista 82 km da Torino e 100 da Milano.
Distanza dalle altre province piemontesi: 42 km da Vercelli, 56 km da Novara, 108 km da Alessandria, 114 km da Verbania, 132 km da Asti e 194 km da Cuneo.
[modifica] Storia
[modifica] Le origini della città
In base ad antichi ritrovamenti preistorici si ha la certezza che i primi abitanti del Biellese furono celti e liguri; essi si stabilirono vicino ai corsi d'acqua e si dedicarono alla pesca, alla caccia e, in seguito, alla pastorizia.
Una popolazione ligure – i Vittimuli o Victimuli – si sviluppò lungo i territori della zona della Bessa (pianura biellese) e sfruttò i giacimenti auriferi che dopo le glaciazioni si erano disciolti nel torrente Elvo. Tale sfruttamento continuò anche in epoca romana e continua ancora, sia pure come semplice hobby.
Sulla collina dove sorge l'attuale Parco della Burcina furono ritrovati nel 1959 attrezzi da lavoro e monili risalenti all'età del ferro che testimoniano le antiche origini di Biella[4].
[modifica] Bugella
Un documento dell'anno 826 attesta come l'allora Bugella venne donata al conte Bosone da Ludovico il Pio (figlio di Carlo Magno), imperatore del Sacro Romano Impero, di cui Bosone era messo[5].
È questa la prima volta che il nome della città compare in un testo ufficiale; un altro documento (anno 882) testimonia poi di un'altra cessione, questa volta da parte di Carlo il Grosso alla Chiesa di Vercelli[6].
Il nome Bugella deriva dalla binata celto-latino di bu-cellae dove cellae significa luogo di dimora, mentre il prefisso bu è particella intensiva per indicarne la minore importanza, in questo caso rispetto a Vercelli dove il prefisso "ver" significa appunto maggiore importanza.
Nel X secolo la città fu abitata da Alemanni, Longobardi e Franchi, i quali costruiscono le prime mura per difendersi dalle invasioni barbariche. Di questo periodo restano soltanto il Battistero. Esisteva anche un'attigua chiesa di Santo Stefano (nome dell'attuale duomo cittadino) attorno ai quali crebbe la città. Di quest'ultima resta soltanto il campanile.
[modifica] Il borgo medioevale del Piazzo
| Per approfondire, vedi la voce Piazzo (Biella). |
Il Piazzo, borgo medioevale che costituisce la parte alta di Biella, è considerato il cuore della città e fino al XIX secolo era sede del municipio. All'interno del borgo si possono ammirare spunti architettonici tipicamente medioevali come piazza Cisterna e la duecentesca chiesa di San Giacomo. Il borgo è collegato al resto della città con numerose coste e salite medioevali, ma vi si può accedere più comodamente utilizzando la funicolare gestita dall'agenzia dei trasporti pubblici dell'A.T.A.P.
[modifica] Rivalità fra i Visconti e i Savoia
Tra il XIV secolo e il XV secolo vi furono numerosi scontri tra i Visconti e i Savoia per conquistare il possesso del Biellese. Nel 1377 una rivolta cittadina capeggiata dal canonico Ardizzone Codecapra pose fine al dominio dei Vescovi di Vercelli, con la dedizione ai Savoia. Sul finire del Quattrocento fu edificata la Basilica di San Sebastiano.
[modifica] Seicento e Settecento
Il XVII secolo vide invece guerre contro i francesi e gli spagnoli e la città fu occupata dai primi nel 1704; nel 1706 l'eroico soldato biellese Pietro Micca salvò a prezzo della propria vita la città di Torino e di conseguenza Biella dall'invasione francese.
Il 1º giugno 1772 fu eretta la diocesi di Biella[6].
Nel 1798 Biella fu però nuovamente occupata dai francesi con l'approvazione dei liberali biellesi che speravano in un futuro prospero e privo di conflitti. Nella piazza della chiesa di Santo Stefano fu innalzato l'albero della libertà. Dopo la battaglia di Marengo, la città venne annessa alla Francia. Il Congresso di Vienna la ridiede nuovamente ai Savoia[7].
[modifica] La via della lana
Nel 1835 lungo le rive del torrente Cervo veniva acquistato da Massimo Sella un edificio del 1695 che era stato prima utilizzato per la torcitura della seta e che sarebbe stato in seguito trasformato in lanificio, mentre nel 1866 il nobile Giovanni Battista Rivetti Badone fondò la Filatura Rivetti Padre e Figlio.
Con l'introduzione dei nuovi telai meccanici nasceva così il primo lanificio moderno, con una lavorazione della lana che continuava una tradizione risalente a più di cinquecento anni prima, se si considera che già nel 1245 erano inseriti negli statuti di Biella il Collegio dei Lanaioli e quello dei Tessitori[6].
Nel 1859 Biella venne liberata dall'assedio delle truppe austriache da Garibaldi; in seguito al Decreto Rattazzi diviene capoluogo dell'omonimo circondario della provincia di Novara. Entrerà a far parte della provincia di Vercelli nel 1927, per diventare infine provincia autonoma nel 1992[7].
[modifica] Seconda guerra mondiale
Nella seconda guerra mondiale Biella – una delle città fulcro della Resistenza in Piemonte – fu teatro, con le sue colline e le sue montagne che le fanno da corona rendendola pari ad un'inespugnabile enclave, di intense lotte partigiane e di fatti sanguinosi legati alla guerra civile anche nel periodo post bellico (si veda ad esempio la strage di Graglia).
Luogo della memoria della Resistenza partigiana contro il nazifascismo è Villa Schneider, un edificio storico divenuto poi sede di un assessorato comunale e di una sala permanente della memoria allestita a ricordo degli eventi accaduti nel Biellese negli anni che vanno dal 1943 al 1945.
[modifica] Anni recenti
| Biellese ai raggi X |
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La realtà di Biella e del suo circondario è stata descritta nel 2006 dal giornalista e saggista - nonché cofondatore di Telebiella - Giuliano Ramella nel suo libro Ortàlia ed altre periferie invisibili. In una sorta di racconto tragicomico della città e dei suoi abitanti sono raccolti gli scritti pubblicati dall'autore dal 1992 al 2006 sul foglio locale La Nuova Provincia o scritti per un'apposita rubrica radiofonica di Radiobiella. Un 'florilegio' che dispiega fatti (e, almeno secondo l'autore, misfatti) di una città comunque sempre capace di interrogare sé stessa e tesa a districarsi sulla strada verso un'ipotetica e moderna Shangri-La - secondo la definizione data ad inizio anni novanta dal giornale La Stampa in un dettagliato resoconto dalle terre biellesi - le altre periferie invisibili - vicine e lontane allo stesso tempo - che si incontrano lungo il cammino del pensiero glocal. |
Biella è stata negli anni finali della seconda guerra mondiale un centro vitale per la realizzazione dei macchinari della Piaggio che aveva trasferito nella città piemontese, da Pontedera, i propri stabilimenti, a rischio a causa dei bombardamenti verso le truppe della Germania nazista in fuga verso il nord. È stato qui che nel 1944 venne progettato il prototipo progenitore della "Vespa", il "Paperino", da cui negli anni seguenti sarebbe derivato uno dei modelli più diffusi di motoscooter.
In anni ancor più recenti, ed in campo televisivo, grazie all'opera dell'imprenditore Giuseppe Peppo Sacchi, nel 1971 nacque Telebiella, prima tv libera italiana e la prima emittente privata a rompere il monopolio della RAI (l'emittente di Sacchi fallì poi negli anni ottanta ma rinacque in seguito sotto altra proprietà)[8].
In seguito anche il mobilificio biellese Aiazzone sarà un altro importante protagonista dello sviluppo delle televisioni locali.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Biella. |
Il clima di Biella è quello tipico delle zone prealpine. In inverno il termometro scende sovente sotto lo zero, con frequenti nevicate e gelate. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, con le maggiori concentrazioni in maggio e novembre. L'estate è calda e sovente afosa; talvolta le temperature arrivano a toccare o addirittura superare i 30 °C, ma raramente oltrepassano i 35 °C. Frequenti in questa stagione sono anche i temporali.
| BIELLA | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 5,8 | 7,4 | 12,1 | 16,5 | 21,6 | 25,0 | 27,8 | 26,0 | 22,1 | 16,0 | 10,9 | 7,0 | 6,7 | 16,7 | 26,3 | 16,3 | 16,5 |
| T. min. media (°C) | -0,6 | -0,1 | 3,4 | 6,7 | 11,1 | 14,4 | 17,1 | 16,0 | 13,6 | 8,3 | 4,1 | 1,0 | 0,1 | 7,1 | 15,8 | 8,7 | 7,9 |
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Per le genti del biellese - ribelli da sempre al servaggio e all'ingiustizia, dalle gloriose tradizioni Risorgimentali, prime nelle grandi lotte sociali - la Resistenza fu spontanea riaffermazione d'attaccamento alla Libertà ed agli insopprimibili diritti dell'uomo.
Migliaia di Ebrei e di ex militari italiani e alleati furono sottratti alla deportazione della popolazione generosa, fonte e supporto determinante delle formazioni armate. Eroica quotidiana lotta, nonostante feroci rastrellamenti e barbare rappresaglie - sabotaggio della produzione per i nazisti - fabbricazione di armi per le Formazioni partigiane - incursioni di sabotatori anche lontano dalle basi biellesi - massicce azioni di collegamento con le Forze Alleate - atti di autogoverno del CLN in tutta la zona, quali: tassazione straordinaria, stipulazione ed applicazione "Contratto sindacale della Montagna", in uno con il salvamento totale delle fabbriche e l'autoliberazione di Biella, prima tra le Città del Nord, completano il quadro operativo ed illustrano l'efficienza della Resistenza Biellese. 667 Caduti, 313 invalidi e mutilati furono il prezzo della lotta per la libertà conclusasi con la resa incondizionata - in Biella - del 75º Corpo d'armata tedesco e dipendenti Divisioni fasciste Monterosa e Littorio.» |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Luoghi di rilievo turistico sono, nella Val Cervo, l'Oasi Zegna e il centro sciistico di Bielmonte (presso Trivero), raggiunto dalla Strada statale 232 Panoramica Zegna); il Parco della Burcina, riserva naturale con flora protetta, il territorio della Bessa e la riserva naturale regionale detta delle Baragge, un'area verde che fa da corona alla parte a sud-est della città; il Ricetto di Candelo, antico borgo medievale.
Luogo di culto è il Santuario mariano di Oropa, situato a una dozzina di chilometri dal capoluogo e meta di pellegrinaggi.
Di interesse turistico anche la stessa città di Biella con il suo nucleo storico del Piazzo, ricco di atmosfere medievali e di pregevoli palazzi del XV secolo e del XVI secolo, e la città bassa per la presenza di alcuni importanti monumenti come il Battistero (X-XI secolo) romanico con all'interno affreschi del XIII secolo adiacente alla Cattedrale.
La rinascimentale chiesa di San Sebastiano (1504) ancora intatta all'interno conserva ottime pitture di artisti piemontesi. Il chiostro di San Sebastiano ospita il Museo del Territorio, in cui sono esposti reperti di una necropoli romana, ceramiche e quadri, soprattutto degli ultimi due secoli[10].
Particolare interesse riveste, sul piano dell'architettura il moderno Palazzo Boglietti, sede di un centro culturale.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 3.528 persone (1.583 maschi e 1.945 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Marocco 1.111 2,42%
Romania 707 1,54%
[modifica] La comunità ebraica di Biella
| Per approfondire, vedi la voce Comunità ebraica di Biella. |
Biella è dal XVI secolo sede di una piccola ma significativa comunità ebraica. Agli inizi del Settecento, come nel resto del Piemonte, fu istituito il ghetto, nel quale si conserva la piccola sinagoga settecentesca, con i suoi arredi originali. Degno di nota è anche il cimitero ebraico di Biella, in via dei Tigli.
[modifica] Cultura
[modifica] Musica
Ogni anno intorno a fine ottobre si svolge il Biella Festival, che richiama cantautori e autori da tutta Italia e non solo. Arrivato alla dodicesima edizione, sta acquistando un'importanza sempre maggiore[11].
[modifica] Teatro
Teatro Sociale Villani: aperto all'inizio dell'Ottocento dai fratelli Villani, appartenenti ad una famiglia piuttosto in vista nell'ambiente culturale biellese, la sua prima sede fu progettata dall'architetto di corte Fabrizio Sevesi trasformando un preesistente edificio situato a Biella piano. A causa della notevole affluenza di pubblico però si rese necessaria la costruzione di un teatro più ampio che fu completato nel 1875 nella sua attuale collocazione di Piazza Martiri della Libertà dall'ing. Giuseppe Bollati. Il teatro a seguito di un incendio avvenuto nella notte del 16 agosto 1892 dovette essere parzialmente ricostruito; i restauri più recenti datano al 2002 ed hanno riguardato la messa a norma dell'edificio. L'attività del Teatro Sociale Villani ha mantenuto nel tempo un elevato profilo qualitativo e si caratterizza tuttora come un'importante presenza nel panorama teatrale italiano.[12]
In campo teatrale, è storica la compagnia del Teatro Stabile di Biella, creata da Gianni Franzoi negli anni cinquanta (molte e importanti le sue partecipazioni in RAI e nella TV Svizzera) e da oltre dieci guidata da Renato Iannì, allievo e coautore di testi teatrali con Eduardo De Filippo ("Un pugno d'acqua", Einaudi) ed esperti di musica e didattica teatrale, oltre che regista e attore della compagnia, segnalata da importanti realtà nazionali, e insegnante di Lettere e Teatro, che ha dato vita a molte delle compagini attive nel territorio, da Teatrando agli Amici del Teatro di Sordevolo allo Zircone (www.teatrostabiledibiella.com – www.renatoianni.com).
Attiva nel territorio è A.R.S. Teatrando (o Associazione Ricerca e Spettacolo Teatrando), associazione e compagnia teatrale fondate nel 1988. Formata da un organico di oltre quaranta persone tra attori, registi, tecnici, oltre a curare un repertorio teatrale stabile la compagnia allestisce annualmente uno spettacolo itinerante all'aperto che viene messo in scena in estate al castello di Zumaglia o in località della baraggia biellese, come la frazione Bonda di Mezzana Mortigliengo, ove si trova la piazzetta degli Artisti.[13]. Fra i riconoscimenti ottenuti figurano il 1º Premio Concorso teatrale "Nicolò Barbieri" di Vercelli (1992); il 1º Premio Concorso teatrale Città di Borgosesia (1993); 2º Premio Concorso Teatrale "Nicolò Barbieri" di Vercelli (1994); il Premio come Miglior Coppia, Premio del Pubblico, Premio Speciale "Città di Venaria", Concorso "Prendiamo la Parola" a Venaria (con L'Assenzio, da Sposta la cornice, scrosta la vernice... senti cosa dice!, 1999); il Premio "L'Uomo e l'Arte" (2003).
[modifica] Televisione
Biella è sempre stata in primo piano nel mondo della televisione. Nel 1972 nasceva Telebiella, la quale è stata una delle prime televisioni a rompere il monopolio della RAI. Dopo una dura reazione del governo italiano che soppresse la televisione, Telebiella intraprese una dura battaglia legale vittoriosa e poté ricominciare a trasmettere. Nel 1992 Telebiella fallì definitivamente. Nel 1993 rinacque sotto il nome di ReteBiella TV con telegiornali, partite in diretta della locale squadra di basket, nonché i telegiornali e alcune trasmissioni della programmazione della RSI LA1.
[modifica] Personalità legate a Biella
Tra le personalità che hanno avuto i natali in questa città o che a Biella sono legate per motivi storici si ricordano:
- Giorgio Aiazzone (1947 – 1986), imprenditore e fondatore.dell'omonimo mobilificio.
- Silvia Avallone (1984), scrittrice e poetessa italiana.
- Amedeo Avogadro (1776 – 1856), conte di Quaregna e Cerreto, fisico e chimico noto per aver formulato la legge di Avogadro relativa ai gas perfetti.
- Nino Cerruti (1930), stilista e proprietario del Lanificio fratelli Cerruti.
- Francesco Cusano (1925 – 1976), vicequestore di polizia, medaglia d'oro al valor civile.
- Alberto Maria De Agostini (1883 – 1960), missionario salesiano che esplorò e fotografò la Patagonia e la Terra del Fuoco, nativo di Pollone.
- Giacomo Debenedetti (1901-1967), critico letterario e scrittore.
- Agostino de Fango (1425/1430 – 1493), beato domenicano.
- Carlo Fecia di Cossato (1908 – 1944), ufficiale della Regia Marina e sommergibilista del secondo conflitto mondiale. Nacque a Roma da nobile famiglia originaria di Cossato.
- Roberto Franco, (1964) sciatore freestyle
- Ernesto Gastaldi (1934), sceneggiatore cinematografico, nativo del vicino comune di Graglia.
- Alberto Gilardino (1982), calciatore dell'ACF Fiorentina e della nazionale italiana, nativo di Cossato.
- Ezio Greggio (1954), attore comico e presentatore televisivo, nativo di Cossato.
- Riccardo Gualino (1879 - 1964), mecenate e collezionista d'arte.
- Luigi Guelpa (1843 – 1911), sindacalista e deputato.
- Alberto La Marmora (1789 – 1863), generale, scienziato studioso e senatore del Regno di Sardegna.
- Alessandro La Marmora (1799 – 1855), generale, fondatore nel 1836 del Corpo dei Bersaglieri, morto a causa del colera durante la Guerra di Crimea.
- Alfonso La Marmora (1804 – 1878), generale, comandante del Corpo di Spedizione Sardo in Crimea, Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna (1859-1860) e successivamente del Regno d'Italia (1864-1866).
- Carlo Emanuele Ferrero della Marmora (1788-1854) principe di Masserano, generale, senatore del Regno di Sardegna e primo aiutante di campo di re Carlo Alberto.
- Pietro Micca (1677 – 1706), eroe dell'assedio di Torino del 1706, nativo di Sagliano Micca.
- Ugo Nespolo (1941), artista, nativo di Mosso.
- Giacomo Pasqual (1778 – 1823), patriota e militare insignito della Legion d'onore, nativo di Sagliano Micca.
- Michelangelo Pistoletto (1933), artista.
- Vittorio Pozzo (1886 – 1968), calciatore e allenatore della nazionale italiana di calcio, sepolto a Ponderano.
- Michele Reale (1971), golfista
- Rinaldo Rigola (1868 – 1954), primo segretario della Confederazione Generale del Lavoro.
- Quintino Sella (1827 – 1884), ministro delle finanze sotto il regno di Vittorio Emanuele II.
- Vittorio Sella (1859-1943), alpinista e fotografo.
- Tomaso Vialardi di Sandigliano (1863 – 1927), maggior generale, fondatore del I Gruppo Alpini Sciatori, della Società Astronomica Italiana, dell'Unione Pro Schola Libera e dell'Ufficio Centrale per Notizie alle Famiglie dei Militari di Terra e di Mare.
- Ermenegildo Zegna (1892 – 1966), imprenditore fondatore del lanificio omonimo, nativo del vicino comune di Trivero.
[modifica] Geografia antropica
Biella comprende vari quartieri; i più noti sono:
La città include inoltre 11 frazioni[14]:
- Barazzetto
- Beltramo
- Chiavazza
- Colma
- Cossila
- Cossila San Giovanni
- Cossila San Grato
- Favaro
- Oropa
- Pavignano
- Vandorno
[modifica] Economia
L'economia di Biella e del biellese è tradizionalmente legata al settore tessile ed in particolare a quello della lana. La lavorazione della lana ha origini antiche e si è progressivamente sviluppata determinando il tessuto economico dell'area, con grandi ed importanti aziende del settore, tra le quali occorre ricordare, per l'importanza che tuttora mantengono, anche se in parte non più in mani biellesi, il gruppo Ermenegildo Zegna, il gruppo Lanificio fratelli Cerruti e la Filatura di Pollone S.p.A., azienda quest'ultima quotata alla Borsa di Milano, unica azienda industriale di Biella e della sua provincia, accanto alla holding finanziaria Borgosesia S.p.A.
A Biella hanno inoltre sede aziende storiche in altri settori come ad esempio la Banca Sella, una delle principali banche private italiane, fondata nel 1886 su iniziativa di Quintino Sella[15], e la Menabrea, una delle più antiche fabbriche di birra italiane, fondata nel lontano 1846.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
I collegamenti alle grandi vie di comunicazione del nord Italia sono garantiti attraverso la Strada statale 142 Biellese e le autostrade A4 Torino-Milano (caselli di Santhià e Carisio), A5 Torino-Aosta (caselli di Albiano d'Ivrea ed Ivrea) e A26 Genova-Gravellona Toce (casello di Romagnano Sesia, o caselli di Vercelli, Carisio, Santhià).
La strada tangenziale – della quale gli ultimi tratti sono stati aperti nel 2006 – delimita la zona sud della città, favorendo un rapido scorrimento tra la zona ovest ed est del Biellese, innestandosi sulla variante della ex-SS142, ora arteria di valenza regionale.
Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari, Biella è dotata di due stazioni ferroviarie, la Stazione di Biella San Paolo, la principale, posta sulla Ferrovia Biella-Novara e sulla Biella-Santhià e la Stazione di Biella Chiavazza sulla linea Biella-Novara.
Nel limitrofo comune di Cerrione è localizzato un piccolo ma ben attrezzato aeroporto turistico.
In città i trasporti pubblici sono assicurati da ATAP s.p.a., un'azienda a totale capitale pubblico nata nel 1986 per servire l'allora provincia di Vercelli, che al tempo comprendeva anche il Biellese. La società rilevò nel 1998 le linee dell'alta Valsesia e allargò la propria base azionaria fino a raggiungere 116 comuni, 5 Comunità Montane e le province di Vercelli e di Biella.[16] Il Servizio Idrico Integrato è invece gestito da CORDAR spa Biella Servizi.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Donato Gentile (Il Popolo della Libertà-Lega Nord-La Destra-Fiamma Tricolore) dal 08/06/2009
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Sport
La squadra più importante della città è Pallacanestro Biella, formazione di basket che milita da alcune stagioni in serie A: il 24 maggio 2009, sconfiggendo Roma in gara 5 dei play-off, raggiunse per la prima volta nella storia le semifinali scudetto, perse poi contro Milano. Questo risultato ha dato la possibilità a Pallacanestro Biella di disputare la Eurocup, svoltasi tra dicembre 2009 e gennaio 2010.
Il calcio cittadino è rappresentato dall'A.S.Biellese 1902 che, dopo un passato professionistico in serie C1 e C2, ha dovuto ricominciare nel 2009/10 dalle categorie regionali. Nella stagione 2008-2009 conquistò infatti la promozione diretta in Lega Pro (ex C2), ma durante l'estate 2009 alcune vicissitudini societarie determinarono la mancata iscrizione al campionato e la conseguente retrocessione nella categoria dilettantistica Eccellenza.
Lo Stadio Lamarmora ospita, oltre alle partite domenicali della società A.S.Biellese 1902, anche gare di atletica leggera, organizzate dall'Unione Giovane Biella, una delle storiche società sportive biellesi, e dalla FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, comitato di Biella e Vercelli. Nello stesso stadio si allenano frequentemente anche Elena Romagnolo, Valeria Roffino, Fatna Maraoui e Nadia Ejjafini, atlete di livello internazionale: Romagnolo è triverese di nascita, Roffino è biellese, mentre Maraoui e Ejjafini sono atlete marocchine con cittadinanza italiana e da tempo residenti in città.
Per quanto riguarda gli altri sport di squadra, molto importanti sono il rugby e la pallavolo. Il Biella Rugby, promosso in serie B al termine della stagione 2007-2008, sta disputando onorevoli campionati in questa categoria, lavorando moltissimo con il settore giovanile nel nuovissimo campo in erba sintetica costruito in città, primo passo verso la costruzione della cittadella del rugby.
Per quanto concerne la pallavolo, la società di punta è il Biella Volley: dopo dieci stagioni consecutive in B1 e un paio di promozioni fallite di un soffio la squadra nel 2010/11 milita in B2, la quarta serie nazionale. Nel settore femminile grande ascesa nell'ultimo decennio da parte della Virtus, piccola realtà del quartiere cittadino di Chiavazza, cresciuta sino a diventare grande protagonista in serie B2: problemi economici hanno ridimensionato le ambizioni della società giallorossa, autoretrocessasi nelle categorie regionale (serie D) al termine della stagione 2009/10. In città è attiva Pallavolo Biella, consorzio che si occupa prevalentemente di settore giovanile con oltre 100 atlete tesserate, nato dall'accordo di collaborazione tra Asd Virtus Chiavazza, Apd Villaggio Lamarmora, Apd Pietro Micca Biella e Asd Sprint Candelo.
[modifica] Ciclismo
Il comune di Biella ha ospitato per sei volte l'arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1963, l'ultima nel 2007: in quattro occasioni il traguardo è stato situato al Santuario di Oropa.
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Biella
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1964 | 21ª | Torino | 200 | ||
| 1996 | 17ª | Losanna | 236 |
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo al Santuario di Oropa
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1963 | 11ª | Asti | 130 | ||
| 1993 | 20ª | Torino | 162 | ||
| 1999 | 15ª | Racconigi | 160 | ||
| 2007 | 13ª | Biella (cronoscalata) | 12,6 |
[modifica] Volontariato
Sono circa 270 le organizzazioni di volontariato del Biellese per un numero complessivo di 4.700 volontari. Questo è quanto emerge nella campagna "È un piacere"[18] promossa in occasione del 2011-Anno Europeo del Volontariato dal Centro Servizi per il Volontariato di Biella.
I settori di intervento delle organizzazioni sono i seguenti: 91 si occupano di assistenza sociale, 25 si occupano di assistenza sanitaria, 14 si occupano di tutela dall'ambiente, 45 si occupano di promozione della cultura, 37 si occupano di impegno civile, tutela e promozione dei diritti, 35 si occupano di protezione civile, 15 si occupano di promozione dello sport e del tempo libero per la disabilità, 8 si occupano di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ [1] - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Dato Istat al 31.07.2011.
- ^ Storia. Sito istituzionale del Comune di Biella. URL consultato il 5 aprile 2010.
- ^ Biella e provincia, op. cit., p. 34.
- ^ a b c Biella e provincia, op. cit., p. 26.
- ^ a b Biella e provincia, op. cit., p. 27.
- ^ Telebiella. Sito ufficiale. URL consultato il 5 aprile 2010.
- ^ Tomaso Vialardi di Sandigliano. Il libro eroico della provincia di Biella. Biella Club. URL consultato il 5 aprile 2010.
- ^ I tesori d'Italia, op. cit., p. 49
- ^ Biella Festival. Sito ufficiale. URL consultato il 3 aprile 2010.
- ^ Sito del teatro www.teatrosocialevillani.com (consultato nel giugno 2010)
- ^ Fonte: Sito ufficiale Teatrandobiella.it
- ^ Biella. Italia in dettaglio. URL consultato il 6 aprile 2010.
- ^ Storia. Gruppo Banca Sella. URL consultato il 7 aprile 2010.
- ^ Sito ufficiale ATAP www.atapspa.it (consultato nella'agosto 2010)
- ^ a b c d Gemellaggi. Sito istituzionale del Comune di Biella. URL consultato il 6 aprile 2010.
- ^ campagna "È un piacere"
[modifica] Bibliografia
- AA.VV., Biella e provincia, Milano, Touring Club Italiano, 2002. ISBN 978-88-365-2570-6
- AA.VV., I tesori d'Italia, Milano, Selezione del Reader's Digest, 1975. (ISBN non disponibile)
- Giuliano Ramella, Ortàlia ed altre periferie invisibili, Gaglianico, Aerre Editore, 2006. (ISBN non disponibile)
- Giuliano Ramella; Marco Valentino Maroino, Biella e il biellese - Terra narrata, Milano, Viennepierre, 2007. ISBN 88-7601-081-5
- Giuliano Ramella; Marco Valentino Maroino, I Biellesi raccontano, Biella, Aerre/Lineadaria Editori, 2008. (ISBN non disponibile)
- Marco Soggetto, Nuova Guida della Mountain Bike nel Biellese, Biella, Libreria Giovannacci Editore, 2008. (ISBN non disponibile)
[modifica] Voci correlate
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