Cavaglià

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Cavaglià
comune
Cavaglià – Stemma Cavaglià – Bandiera
castello Rondolino, all'ingresso est del paese
castello Rondolino, all'ingresso est del paese
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.png Biella
Sindaco Giancarlo Borsoi (lista civica Cambiare insieme) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°24′00″N 8°05′00″E / 45.4°N 8.083333°E45.4; 8.083333 (Cavaglià)Coordinate: 45°24′00″N 8°05′00″E / 45.4°N 8.083333°E45.4; 8.083333 (Cavaglià)
Altitudine 271 m s.l.m.
Superficie 25 km²
Abitanti 3 625[1] (1-1-2012)
Densità 145 ab./km²
Frazioni Fraz. Montemaggiore (a ovest), Fraz. Maiole (a sud-est), loc.tà Brianco e loc.tà Babilone a nord-est
Comuni confinanti Alice Castello (VC), Carisio (VC), Dorzano, Roppolo, Salussola, Santhià (VC)
Altre informazioni
Cod. postale 13881
Prefisso 0161
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096016
Cod. catastale C363
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cavagliesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cavaglià
Sito istituzionale

Cavaglià (Cavajà in piemontese) è un comune italiano di 3.625 abitanti[2] della provincia di Biella, in Piemonte.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

È localizzato geograficamente a circa 50 km a nord-est di Torino e 25 km a sud di Biella, tra l'ultimo lembo orientale della Serra Morenica di Ivrea e l'inizio della Pianura Padana piemontese. Confina a est con Santhià, a ovest con Roppolo (e il vicino Lago di Viverone), a nord con Dorzano-Salussola e a sud con Alice Castello.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'ipotesi principale dell'origine di Cavaglià è da Cabaliaca (varianti: cabanaca, cabaliate) da caballius poiché, molto probabilmente, luogo di crocevia, prima celtico e poi romano, di collegamenti militari tra le valli biellesi, la Pianura Padana e il Canavese, quindi utilizzato come stazione e rifornimento per i cavalli. Il suo stemma araldico rappresenta, infatti, un cavallo rampante, col motto latino non medu sed vi (non paura ma forza). Altra ipotesi, ma meno probabile[3], potrebbe risalire dal celtico caula, da cui il latino cavanac o cavaniac, a significare luogo geografico formatosi tra colli isolati, avvallamenti e convalli, e quindi ricco di cave naturali.

Preistoria e antichità[modifica | modifica sorgente]

I menhir di Cavaglià

Dal ritrovamento di un cromlech (monumento megalitico di menhir disposti in cerchio), principalmente a ridosso del torrente Elvo, e quindi ricollocati (nel 2005) in aperta mostra permanente presso l'incrocio della statale per Biella, si attestano dei primi insediamenti nel territorio di tribù celto-victimule già intorno al IX secolo a.C.[4].
Scalzati dall'esercito romano intorno al II secolo a.C., quest'ultimi cominciarono a tracciare le antiche vie di percorrenza verso Santhià e verso Biella.

Cavaglià divenne quindi crocevia e territorio di confine tra le vie di collegamento del Piemonte.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Dopo il V secolo circa, l'agglomerato passò sotto la protezione vescovile del Capitolo di Sant'Eusebio di Vercelli, per poi finire, per breve periodo, sotto la dominazione marchionale degli Anscarici nel X secolo. Tuttavia questi, sconfitti da Ottone I di Sassonia, dovettero lasciare i feudi al Sacro Romano Impero. È intorno a questo periodo che Cavaglià fu anche indicata come tappa del pellegrinaggio chiamato Via Francigena, che fu percorso dall'Arcivescovo Sigerico di Canterbury.

Nel XII secolo, Cavaglià riuscì a ottenere un'indipendenza economica e diventare un borgo franco. Sono attestate, in questo periodo, alcune importanti costruzioni religiose, quali i priorati di San Vincenzo e Anastasio e Santa Maria del Brianco, la pre-esistente chiesetta di Santa Maria di Babilone (l'attuale cimiteriale), e la pieve di San Pietro [5]. Nel XIV secolo il paese soffrì un tentativo di dominazione dei Visconti longobardi, respinti però dalla famiglia Avogadro che, nel 1404, si assoggettarono a Amedeo VIII di Savoia.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1560, Cavaglià passò quindi in proprietà alla ricca dinastia degli Scaglia. Tuttavia, nel 1583 il paese si ribellò al potere di quest'ultimi, per passare sotto i marchesati della corte di Carlo Emanuele I di Savoia, quest'ultimo più incline agli sviluppi economici del territorio.
All'inizio del XVIII secolo data la costruzione del castello, mentre la parrocchiale di San Michele Arcangelo risale alla seconda metà del Settecento.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Di pregevole interesse architettonico è il castello alle porte est del paese (verso Santhià), fatto costruire dalla ricca famiglia Rondolino nella prima parte del XVIII secolo e completamente ristrutturato in stile neo-medioevale alla fine del XIX secolo.
  • Chiesa di S. Michele Arcangelo è di impronta barocca, edificata tra il 1779 e il 1786 su progetto dell'architetto Filippo Castelli[6]. L'interno a navata unica, conserva interessanti arredi lignei settecenteschi, tra cui il coro rococò opera di Pietro Auregio Termine. La Chiesa custodisce inoltre un prezioso organo ottocentesco dei Serassi di Bergamo.
  • Chiesa di Nostra Signora di Babilone, d'impronta rinascimentale, le cui attuali fondamenta furono edificate nel XVII secolo sulla pre-esistente chiesetta, sorge nei pressi del cimitero. La pianta è ellittica con quattro cappelle e sormontata da una cupola con lanternino. All'interno custodisce un pregevole gruppo ligneo della prima metà del XIII secolo, raffigurante l' Adorazione dei Magi.
  • Chiesa di San Francesco, ricostruita intorno al 1650 sui resti di una più antica.
  • Sulle colline a nord del centro abitato si può vedere un sito archeologico dove sorgeva un'antica fortificazione, la cui esistenza è provata in documenti risalenti al 1034.[7]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Silvio Aiassa centro Sindaco
1999 2004 Silvio Aiassa centro Sindaco
2004 2009 Augusta Bortolotto Aiassa lista civica Sindaco
2009 in carica Giancarlo Borsoi lista civica Cambiare insieme Sindaco

Gemellaggio[modifica | modifica sorgente]

Cavaglià è gemellata con:

Francia Montbazin, dal 2013

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Cavaglià[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa dei Giovani[modifica | modifica sorgente]

La Festa dei Giovani si svolge ogni anno per 10 giorni a Cavaglià durante la settimana a cavallo di Ferragosto. La festa ha radici antiche, documenti storici dimostrano che sia stata fondata nel 1518. La festa "moderna" ha quindi superato la 490ª edizione conservando la tradizione con ricevimenti e cerimonie e adattandola ai nostri tempi con orchestre e band che si alternano sul palco per tutto il periodo della festa, lo stand gastronomico offre ogni sera specialità alla griglia e serate a tema.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Il DorCa Volley è la squadra di Cavaglià. Il nome è dato dall'unione di DORzano e CAvaglià. È protagonista nei campionati di Prima Divisione Fipav Maschile e Femminile ed ha una squadra giovanile under 16 iscritta al campionato PGS.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat all'1/1/2012.
  3. ^ Storiedipiazza » Blog Archive » UNA CLASSE RACCONTA
  4. ^ Terre Celtiche, menhir a CAVAGLIA'
  5. ^ Piemonte Italia - Cavaglià
  6. ^ CASTELLI, Filippo in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 30 luglio 2013.
  7. ^ Luoghi fortificati fra Dora Baltea, Sesia e Po. Atlante aerofotografico dell'architettura fortificata sopravvissuta e dei siti abbandonati, Vercelli
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Biografia sul sito dell'ANPI

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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