Pontedera

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Pontedera
comune
Pontedera – Stemma Pontedera – Bandiera
Pontedera – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pisa-Stemma.png Pisa
Amministrazione
Sindaco Simone Millozzi (PD) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°39′45″N 10°37′58″E / 43.6625°N 10.632778°E43.6625; 10.632778 (Pontedera)Coordinate: 43°39′45″N 10°37′58″E / 43.6625°N 10.632778°E43.6625; 10.632778 (Pontedera)
Altitudine 14 m s.l.m.
Superficie 46,02 km²
Abitanti 28 692[2] (30-6-2012)
Densità 623,47 ab./km²
Frazioni Gello, Il Romito, La Borra, La Rotta, Montecastello, Pardossi, Santa Lucia, Treggiaia[1]
Comuni confinanti Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Cascina, Montopoli in Val d'Arno, Palaia, Ponsacco, Santa Maria a Monte
Altre informazioni
Cod. postale 56025
Prefisso 0587
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 050029
Cod. catastale G843
Targa PI
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanti pontederesi, pontaderesi
Patrono san Faustino martire
Giorno festivo Secondo giovedì del mese di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontedera
Posizione del comune di Pontedera all'interno della provincia di Pisa
Posizione del comune di Pontedera all'interno della provincia di Pisa
Sito istituzionale

Pontedèra è un comune italiano di 28.256 abitanti[3] della provincia di Pisa situato 22 km a est del capoluogo.

Indice

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera sorge nel Valdarno Inferiore alla confluenza del fiume Era, che divide il comune fra est e ovest, nell'Arno che fa da confine a nord.

È attraversata anche dal canale Scolmatore a ovest e dal Roglio, affluente dell'Era, che segna il confine a sud-est. Ha un piccolo lago nella frazione Pietroconti chiamato Lago Braccini. Pochi metri prima di entrare a Pontedera l'Arno riceve le acque del canale Usciana.

La città ha per confini la Piana di Pisa a ovest, la Piana di Lucca a nord-ovest, le Cerbaie a nord-est e la Valdera a sud. Seppure geograficamente non si trovi in Valdera, bensì all'estremità orientale della piana di Pisa, è tradizionalmente considerata il maggiore centro di essa.

Il territorio comunale, di 43 km quadrati, è completamente pianeggiante ad esclusione delle zona est, corrispondente alle frazioni di Montecastello (massimo 132 m. s.l.m.), Treggiaia (massimo 120 m. s.l.m.) e La Rotta (massimo 45 m. s.l.m.), che presentano qualche rilievo. Tali località fanno parte delle cosiddette Colline pisane. Questa zona collinare si estende per circa un migliaio di ettari e rappresenta la zona a minor densità abitativa del comune.

Il territorio del comune è compreso quindi tra i 10 e i 167 metri sul livello del mare, con un'escursione altimetrica complessiva pari a 157 metri.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La temperatura media annua è di 14,80 °C. Rispetto alle altre zone circostanti, Pontedera subisce maggiori precipitazioni atmosferiche a causa del sollevamento costante di aria umida provocata dal vicino Monte Pisano. Il clima è sub-umido con estati di tipo mediterraneo.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura media (°C) 6,1 7,3 9,8 13,6 17,9 21,6 24,4 23,8 20,3 15,1 10,7 6,8 14,8
Piogge (mm) 90 80 80 80 60 55 28 40 90 125 130 105 963

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi storia di Pontedera.

L'area del comune di Pontedera risulta abitata fin dal Paleolitico, come conferma il recente ritrovamento di un insediamento in località “Cava Erta”. La posizione era strategica per la vicinanza alla foce dei fiumi Era e Cascina, che si immettevano nel vasto sinus lagunare che a quel tempo lambiva le colline pisane. È attestato un insediamento stabile nel Neolitico, mantenutosi per almeno tre secoli (tra 5.350 e 5.000 anni fa) in una zona asciutta in prossimità di una foresta planiziale e lungo un paleoalveo fluviale, forse l'antico corso dell'Era o del Rotina.

Sebbene la pianta del centro storico sia tipica degli insediamenti romani, non esistono tracce documentate di quel periodo storico nella zona, né sono stati rinvenuti segni di una precedente civiltà etrusca. Nella frazione di Gello sono peraltro documentati siti di età imperiale abbandonati nel III secolo d.C., verosimilmente a seguito della formazione del padule di Lavaiano.

Nel 2010 sono stati scoperti resti di una fattoria romana, probabilmente una fattoria dell'eta imperiale augustea, in località Scoffia, nei pressi del vecchio Ponte alla Navetta.[4]

Il nome della città deriva dal ponte che fu fatto costruire dagli Upezzinghi alla foce dell'Era, quando ancora il borgo di Pontedera non esisteva. Le prime tracce della presenza del ponte risalgono al 1099. Esisteva invece all'epoca un villaggio, ora scomparso, di nome Travalda, mentre le prime tracce di Pontedera si hanno nel 1163, quando venne inclusa nell'elenco dei castelli pisani. Si presuppone però che a quei tempi non fosse ancora dotata di fortificazioni, la cui presenza è attestata solamente nella prima metà del XIII secolo. Nello stesso anno 1183 si ha notizia della chiesa di San Martino, posta sotto la pieve di Calcinaia. Nel 1172 i Pisani respinsero la coalizione di Cristiano di Magonza (Lucca, Siena, Pistoia e i Guidi): fu il primo scontro avvenuto a Pontedera.

Nei secoli si succedettero molte altre battaglie tra Pisa e Firenze con esito alterno, portando Pontedera sotto il controllo ora dell'una ora dell'altra. Il castello fu più volte distrutto: la prima nel 1256 per volere di Firenze e Lucca, vincitrice contro Pisa; l'ultima nel 1554. La battaglia più importante si tenne nel 1369: fu combattuta tra l'esercito fiorentino e quello mercenario di Bernabò Visconti signore di Milano, comandato dal celebre condottiero John Hawkwood, già al servizio della Repubblica Fiorentina, la quale fu sconfitta in questa occasione.

Cessato il periodo di ostilità, a partire dal Rinascimento Pontedera assunse sempre di più le caratteristiche di un comune a forte vocazione commerciale, ottenendo l'autorizzazione ad una fiera annuale prima e ad un mercato settimanale poi. Con il 1565 il borgo, dopo esser stato per lungo tempo sotto la giurisdizione di Cascina, acquistò una sua propria competenza giurisdizionale estesa al territorio di Ponsacco e Camugliano, Calcinaia, Gello, Montecastello, Pozzale. Nel 1637 Ferdinando II dei Medici, istituendo il marchesato di Ponsacco e Camugliano con sede di residenza del Commissario feudale, eliminò la podesteria di Pontedera su questo comune.

Nel 1924 l'ingegner Rinaldo Piaggio rilevò le Costruzione Meccaniche Nazionali di Pontedera trasferendovi parte dell'industria genovese Piaggio di costruzioni aeronautiche. Riconvertita a produzione civile nel primo dopoguerra, la Piaggio ingrandì gli stabilimenti cittadini, divenendo sempre più parte integrante della città e costruendo addirittura un intero quartiere per i propri dipendenti.

Il 30 maggio 1930, per regio decreto, Pontedera fu proclamata "città". Durante la Seconda guerra mondiale Pontedera fu duramente bombardata a causa della presenza degli stabilimenti aeronautici della Piaggio. Con la fine della guerra e la conversione in fabbrica di motocicli, la Piaggio, e con essa Pontedera, parteciparono attivamente al boom economico degli anni sessanta.

Il 4 novembre 1966 il fiume Era ruppe gli argini e inondò la città.

Il 18 novembre 2011 la città ha effettuato lo Switch-off.

Oggi Pontedera è un importante centro industriale e commerciale che presenta un ampio sviluppo edilizio.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della città deriva chiaramente dal ponte sull'Era. Questo ponte nel Medioevo è rimasto per molti secoli l'unico ad attraversare il fiume ed era quasi un passaggio obbligato per i viandanti tra Pisa a Firenze. Il nome ufficiale in latino è appunto Pons Herae ma su talune carte e mappe rinascimentali della Toscana si trova anche la variante Pons ad Heram da cui Ponte a Era (da ciò deriverebbe il termine "pontaderese"). Il nome divenne poi Ponte d'Era ed infine Pontedera.

Ancora oggi viene usato il termine "pontaderese". I cittadini vengono tradizionalmente divisi in due categorie: i pontederesi e i pontaderesi; quella che a una prima occhiata può sembrare una differenza solo dialettica in realtà non lo è. Vengono detti pontederesi coloro che risiedono a Pontedera, ma non ne sono originari; al contrario sono definiti pontaderesi i cittadini nati e vissuti a Pontedera.

Anche in latino esistono due termini per indicare gli abitanti di Pontedera: Heraepontici oppure Heraepontani.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune di Pontedera

Lo stemma è "d'azzurro al ponte a due luci d'argento, sormontato nella pigna centrale da un casotto dello stesso, col tetto di verde e posto sul fiume al naturale".[5]

In realtà, nel corso degli ultimi anni si è avuta una variazione rilevante nei colori dello stemma. In origine il sottofondo dello scudo cittadino non era azzurro, bensì bipartito verde e bianco (il verde a destra ed il bianco a sinistra) sovrapposti dal ponte. Ciò è dimostrato da una riproduzione dello stemma, che presentava tali caratteristiche, rimasto appeso per molti anni al balcone del palazzo municipale, dalla maglia di riserva dell'Unione Sportiva Pontedera 1912, di colore verde/Bianco, ed infine dalla Fiamma e dai Foulard bipartiti Verde/Bianco del primo Gruppo Scout ASCI Pontedera 1° "San Michele Arcangelo" (la "Vecchia Asci pontederese") dal 1922 al 1948.

Il gonfalone è un "drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma della città con l'iscrizione centrata in oro: «Città di Pontedera»".[6]

L'antico ponte sull'Era, lungo la strada che da Firenze conduce a Pisa, è certamente all'origine del nome della città, come anche dell'immagine contenuta nello stemma. Il ponte, il casotto dal caratteristico tetto verde e le acque dell'Era che scorrono copiose sono segni desunti da un antico sigillo del secolo XV, che raffigurava il ponte com'era a quel tempo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Chiese di Pontedera.

Il Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Pontedera.

La "Propositura dei Santi Jacopo e Filippo" è anche chiamata la grande "chiesa nuova". Venne eretta, in stile neoclassico, fra il 1840 e il 1864 su progetto dell'ingegnere fiorentino Giuseppe Michelacci. Solo successivamente fu aggiunto il porticato, i campanili e la fontana in mezzo alla piazza. I campanili furono minati e fatti saltare in aria durante la Seconda guerra mondiale, sostituiti poi da un enorme campanile in cemento armato. L'edificio conserva al suo interno molte opere d'arte, tra cui l'Annunciazione di Jacopo Chimenti e le reliquie di San Faustino martire.

La chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Lucia di Pedisciano.

La chiesa di Santa Lucia fu edificata sulle strutture della preesistente rocca. Nel 1260 risulta suffraganea della pieve di San Gervasio e nel 1431 venne elevata a pieve. Il 13 luglio 1944 militari tedeschi minarono e abbatterono il campanile della chiesa e con questo la chiesa stessa. Rimase in piedi il muro perimetrale a nord e quello dell'abside. La nuova chiesa fu ricostruita nel dopoguerra e inaugurata il 14 luglio 1948. L'interno è diviso in tre navate e concluso da un'abside semicircolare al centro della quale è conservata una statua con le reliquie di Santa Lucia. Tra le opere d'arte, un artistico frontale di tabernacolo in marmo scolpito del XV secolo con lo stemma della famiglia Galletti, una pila per l'acqua santa, una statua in legno raffigurante San Rocco.

La chiesa del Santissimo Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa del Santissimo Crocifisso (Pontedera).

Costruita fra il 1270 e il 1272, la chiesa fu completamente trasformata a partire dal 1633, nel corso dei secoli XVII e XVIII.

Tra le opere più importanti che vi possiamo ammirare troviamo:

Sull'altare maggiore è presente un tabernacolo ottocentesco di Gaspare e Silvestro Mariotti, in argento sbalzato, commissionato per accogliere il "Crocifisso" ligneo del XVI secolo.

Il cimitero della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Progettato nel 1911 dall'architetto pontederese Luigi Bellincioni, fu costruito tra il 1912 e il 1913. Vi riposa, tra gli altri, il Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi.

La chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione de Il Romito fu eretta una parrocchia indipendente l'8 dicembre 1966, scorporandola da quella di San Giuseppe, e, dieci giorni dopo, fu benedetta e aperta al culto una chiesetta prefabbricata intitolata alla Vergine. L'edificio era in origine un capannone prefabbricato, poi demolito a seguito dei lavori per la costruzione della Strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. La chiesa attuale ha una pianta a settore circolare ed è stata progettata dall'architetto Luciano Giorgi.

La chiesa della Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa della Misericordia (Pontedera).

Progettata dall'architetto pontederese Luigi Bellincioni, in uno stile misto di elementi rinascimentali e gusto decorativo ottocentesco, fu iniziata nel 1883 e conclusa nel 1892. La chiesa, molto piccola, ha una pianta esagonale e conserva al suo interno il venerato dipinto della Madonna della Misericordia del XIX secolo.

Ex-Oratorio di S.Giuseppe

L'oratorio di San Giuseppe al Ponte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oratorio di San Giuseppe al Ponte.

Oggi rimangono solo i resti di questa chiesa seicentesca, posta sulla salita del ponte napoleonico. L'oratorio è composto da un'aula centrale, con un altare tardo-barocco, e da una cappella sul lato est, insieme ad una piccola sacrestia. Sono sopravvissute solo le mura laterali ed il soffitto della piccola cappellina, intitolata alla Madonna del Divino Aiuto. I tetti vennero danneggiati gravemente durante l'ultima guerra mondiale, a seguito degli intensi cannoneggiamenti subiti nell'estate del 1944. Nel corso degli ultimi decenni le intemperie e l'incuria hanno fatto cadere ciò che restava della copertura.

Nel 2007 la porta in legno è stata sostituita con una vetrata ed è ora possibile osservare l'interno della vecchia chiesa. Per l'occasione sono stati collocati al suo interno alcune opere dello scultore Nado Canuti.

La chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Voluta in occasione della elevazione a parrocchia del quartiere di Fuori del Ponte, la chiesa di San Giuseppe in Oltrera fu costruita fra il 1958 e il 1962.

Don Vasco Giuseppe Bertelli, già vescovo di Volterra, ora emerito, è stato il primo parroco della chiesa dal giorno dell'inaugurazione fino al suo passaggio come preposto di Pontedera.

La moderna chiesa di San Giuseppe, Fuori del Ponte

La chiesa della Madonna dei Braccini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa della Madonna dei Braccini.

A poca distanza dalla scomparsa cappella di San Michele di Travalda (secolo XI), fra il 1651 e il 1652 fu eretta l'attuale chiesa in un podere della famiglia Braccini, col titolo di Santa Maria della Tosse, per ospitare un'immagine della Vergine venerata come miracolosa.

La chiesa dei Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa dei Padri Cappuccini.

L'arrivo dei Cappuccini a Pontedera risale al 1639 e la primitiva chiesa, dedicata alla "Visitazione", sorgeva dove oggi si trova il centro ospedaliero.

La chiesa del Sacro Cuore ai Villaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa del Sacro Cuore ai Villaggi.

È una chiesa moderna, eretta nel secondo dopoguerra per rispondere alle rinnovate esigenze parrocchiali del Villaggio Piaggio, in sostituzione della vecchia chiesetta posta al centro del villaggio stesso. Dal precedente oratorio proviene la statua lignea del Sacro Cuore di Mario Bertini, del 1954. .

L'oratorio della Madonna di Ripaia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oratorio della Madonna di Ripaia.

Questa chiesa di stile romanico si trova nella frazione di Treggiaia.

Costruito nel secolo XIII, l'edificio presenta una semplice facciata a capanna con un portale in pietra serena. Nella lunetta soprastante persiste tuttora l'immagine affrescata, ma sbiadita, della "Madonna con Bambino", con in alto una bifora con tre colonnine. L'oratorio fu ampliato nel 1696 con la costruzione dell'abside e del piccolo campanile, mentre nella seconda metà dell'Ottocento fu oggetto di un restauro completo. Nel 1992 la chiesa è stata nuovamente restaurata.

All'interno si conserva la preziosa immagine della "Madonna con Bambino tra San Lorenzo e San Bartolomeo", venerata con l'appellativo di "Madonna di Ripaia". Il dipinto è stato recentemente attribuito al Maestro di San Torpè, pittore attivo a Pisa nella prima metà del secolo XIV.

Chiesa di San Lorenzo e San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa dei Santi Lorenzo e Bartolomeo.

Collocata nella frazione di Treggiaia, ha una pianta a croce latina con un'unica navata, due cappelle ricavate nei bracci del transetto e un massiccio campanile laterale.

L'originale stile romanico venne alterato in seguito ad alcuni interventi di ammodernamento agli inizi del Settecento, con l'applicazione di sovrastrutture barocche tra cui spiccano il portone in arenaria e il campanile, entrambi del 1720. Nel 1957 la facciata è stata riportata all'iniziale stile romanico con la tamponatura delle due finestre laterali e la scoperta del rosone centrale.

Vi sono conservate due sculture lignee policrome: un "San Bartolomeo" di Francesco di Valdambrino e una "Madonna con Bambino" di fine Cinquecento.

Chiese andate distrutte[modifica | modifica wikitesto]

Installazioni artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Installazione dell'Officina Canuti in Piazza Martiri della Libertà

Da alcuni anni l'amministrazione comunale colloca monumenti o installazioni temporanee di importanti artisti contemporanei in varie zone cittadine:

Cartolina raffigurante l'inaugurazione del monumento ad Andrea da Pontedera nel 1908

Questi si vanno ad aggiungere ad opere già esistenti:

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Pontedera era considerato il più grande e più fortificato della zona, se non addirittura il migliore posto in pianura, secondo lo storico del XVI secolo Scipione Ammirato. Fu teatro di molte guerre e venne più volte distrutto e ricostruito.

Il castello aveva quattro porte: "Porta pisana" (a ovest), "Porta vecchia" (a nord), "Porta fiorentina" (a est) e un'altra porta di cui non si conosce il nome. Fino al 1945 esisteva una "via circondaria", che disegnava un rettangolo esterno al perimetro murario. Fino al 1850 questo sistema di vie conservava ancora tracce dell'antico fossato sotto forma di piccoli canali.

L'ultima porzione di mura medievali e la rocca dell'XI secolo esistenti vicino all'attuale piazza Cavour venne ritenuta un ostacolo allo sviluppo delle attività commerciali e quindi distrutta nel 1846 dal Granduca Leopoldo su richiesta dei commercianti locali.

Oggi non è rimasta alcuna traccia dell'antico castello di Pontedera. Gli unici segni ancora visibili sono dei cubetti di marmo bianco sulla pavimentazione stradale in piazza Cavour, dove nel 1992 vennero ritrovate tracce dell'antica Porta pisana. Segni delle antiche mura castellane sono riscontrabili nel "Vicolo del Moro", il sottopasso che collega via Palestro a Via Roma.

Il ponte "napoleonico"

Il ponte napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Costruito interamente in marmo bianco del Monte Pisano, su progetto dell'architetto Garella, fu eretto sotto la dominazione francese e per questo motivo venne chiamato "napoleonico". La costruzione era molto diversa rispetto alla precedente. L'asse viario era in origine leggermente spostato verso sud e partiva dall'attuale Piazza del Ponte. Dalla nuova collocazione era possibile invece avere una visuale di tutto il Corso Matteotti. Per la sua costruzione fu necessario abbattere alcuni edifici e rialzare la strada contigua per rendere il ponte più pianeggiante.

Fu distrutto durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito fedelmente subito dopo.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Stefanelli[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel primo Ottocento, l'edificio si eleva su quattro piani, con finto bugnato a terreno e grandi finestre con timpano triangolare e triglifi a gocce al 1º piano. All'interno, ristrutturato negli anni trenta, troviamo un ampio scalone in marmo a tre rampe che dà accesso alla sala consiliare. Sulla facciata, restaurata nel 2001, oltre all'omaggio a Vittorio Emanuele II, una lapide del 1860 ricorda il plebiscito con cui la Toscana votò l'autoannessione alla "monarchia costituzionale" del Regno di Sardegna, in vista dell'Unità d'Italia; un'altra lapide del 1885 ricorda che Pontedera è città natale dello scultore Andrea Pisano; un'altra ancora, apposta nel 1954, ricorda i bombardamenti del gennaio 1944.
Il palazzo è sede del Comune dalla metà del XIX secolo. Fino agli anni venti ospitava l'ufficio delle poste, nel luogo dove invece ora sorge un bar. All'interno troviamo alcuni dipinti del secondo Novecento. Nella saletta d'accesso alla sala della Giunta tre grandi olii di Otello Cirri ("Paesaggio", "Natura morta", "Uomo seduto") e, nell'atrio antistante la sala consiliare, la recente opera di Romano Masoni "Cadute" (2002), in piombo e foglia d'oro, a ricordo delle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001 contro il World Trade Center di New York).

Il Palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo, come dice il nome stesso, è oggi sede della sezione distaccata del Tribunale di Pisa. Ha un loggiato in cui possiamo vedere gli stemmi in pietra dei vicari che si sono succeduti alla guida di Pontedera. È sovrastato da una torre detta "civica" o "dell'orologio", posta in angolo.

Palazzo Paoletti Zeppini[modifica | modifica wikitesto]

Sede dell'omonimo pastificio, costruito tra il 1868-1870 da Luigi Bellincioni. L'attuale costruzione non corrisponde al progetto originale.

Palazzo Bellincioni[modifica | modifica wikitesto]

È la prima opera di Luigi Bellincioni, nonché casa paterna progettata nel 1866. Si trova nell'angolo sud-est della piazza Curtatone. Possedeva un portone sormontato da un terrazzo con balaustra a colonnine, rimosso nel secondo dopoguerra per dar spazio ai negozi. Oggi possiamo ammirare ancora la porta-finestra con timpano a lunetta, mentre gli altri timpani delle finestre sono a triangolo, incorniciate da paraste ioniche.

Palazzo Pitschen[modifica | modifica wikitesto]

Questo palazzo si trova all'angolo tra Via Lotti e Corso Matteotti. Fu costruito nel 1883 da Luigi Bellincioni per i fratelli svizzeri Pitschen, che aprirono al pian terreno un negozio. Si eleva su quattro piani, ha ampie finestre in stile pseudo-rinascimentale con pulvino e timpano a lunetta.

Palazzo Ciompi[modifica | modifica wikitesto]

Si trova sul corso Matteotti. Costruito nel 1872 da Luigi Bellincioni per la famiglia Ciompi, possiede finestre con cornicioni sorretti da volute ornamentali. Venne restaurato negli anni cinquanta dall'ingegnere Gastone Barbi.

Altre architetture[modifica | modifica wikitesto]

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa la Cava[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa la Cava.

La villa si trova nella località omonima, posta a sud-est di Pontedera. Appartenuta nella metà del XVI secolo alla famiglia Riccardi, acquisisce l'aspetto attuale verso la metà del XVIII secolo, quando diventa di proprietà della famiglia Toscanelli. Il parco che circonda la villa vanta un vasto repertorio di conifere, con varie specie di abeti, cipressi e cedri.

Villa Crastan[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Crastan.

Di stile neorinascimentale, si trova in via della Stazione vecchia e fu progettata da Arrighi per Manlio Crastan nel 1928. È rimasta vuota dopo il trasferimento della Biblioteca Comunale.

Villa Torrigiani Malaspina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Torrigiani Malaspina.

La villa era originariamente di proprietà della famiglia Galletti, per passare poi, nel XVII secolo, ai Franceschi, famiglia del marito di Antonia Galletti. Nel XIX secolo, dopo il matrimonio di Vittoria di Lelio Franceschi con il Marchese Torquato Malaspina, la villa passò ai suoi figli divenendo proprietà Torrigiani-Malaspina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Si può riscontrare una crescita demografica a partire dagli anni sessanta, in concomitanza con il momento economico favorevole della Piaggio, e, viceversa, un declino a partire dagli anni novanta, con il ridimensionamento e la crisi dell'azienda stessa.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 3.351 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Senegal Senegal 816 2,89%

Albania Albania 619 2,20%

Romania Romania 478 1,70%

Marocco Marocco 381 1,35%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera è sede del Museo Piaggio "Giovanni Alberto Agnelli"[8]. Ricavato nel 2000 da una parte delle vecchie officine Piaggio, ospita oggi numerosi modelli prodotti dalla Piaggio oltre ad un vasto archivio storico intitolato a Antonella Bechi Piaggio.

Nel 2003 ha aperto il "Centro per l'arte Otello Cirri" che espone mostre anche importanti come quella del 2006 sui caravaggisti.

Dalla vecchia mensa della Piaggio è stato ricavato il Polo Valdera della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

Verso la fine del XVII secolo venne costruito il primo teatro a Pontedera. Si chiama "dei Ravvivati" (o "dei Risorti") e a metà 800, dopo alcuni restauri, era capace di ospitare fino a cinquecento spettatori. Solo successivamente prese il nome di Andrea da Pontedera. Dopo l'Unità d'Italia sorse anche l'Arena Niccolini e altre sale private. Fu completamente distrutto dal bombardamento subìto durante la Seconda guerra mondiale e non venne più ricostruito; sorgeva presso l'attuale piazzetta del teatro.

Nel quartiere Oltrera si trova il nuovo Teatro Era.

Dal 1835 è attiva in città la filarmonica "Volere è Potere" fondata da don Angelo Magnani.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera Scuola.jpg
Ingrandisci
La scuola elementare all'inizio del Novecento

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti biblioteche:

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Liceo XXV aprile[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto è diviso in due edifici e licei distinti:

  • Sezione classica
  • Sezione scientifica
Istituto "Eugenio Montale"[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto ha due sezioni:

  • Liceo Psicopedagogico e scienze sociali - Sede centrale
  • Liceo Linguistico - Succursale
Altri istituti superiori[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto comprensivo "Curtatone e Montanara"
  • Pacinotti
  • Maltagliata

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera è sede di redazioni locali dei quotidiani Il Tirreno e La Nazione, concernenti il bacino dell'intera Valdera.
Nella città viene stampato anche un periodico di cultura pisana, con testi sia in italiano che in dialetto pisano, denominato Er Tramme, diretto da Benozzo Giannetti.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti due cinema: il complesso "Cineplex Pontedera", nato nel 2004 e dotato di 9 sale di proiezione, e il "Circolo Cinematografico Agorà", piccolo cineclub d'essai attivo dal 1980 con una sala che può contenere 90 spettatori.

Fino a qualche anno fa esistevano altri tre cinema: "Roma", "Massimo" e "Italia". I primi due vennero chiusi nei primi anni 2000 in concomitanza della nascita del multisala sopracitato, mentre il cinema Italia chiuse intorno al 1990.

Nel periodo estivo è, inoltre, attivo il "Cinema sotto le stelle" in un giardino all'aperto, di fianco al Cineplex.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 la Fondazione Pontedera Teatro ha aperto il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale, diretto per molti anni da Jerzy Grotowski. Nonostante l'intensa sperimentazione, da quando il Teatro Andrea da Pontedera fu abbattuto dalle bombe alleate durante la Seconda guerra mondiale, la città non ha più avuto un vero teatro fino al 2008 con l'inaugurazione del Teatro Era.

Persone legate a Pontedera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate a Pontedera.

Persone native di Pontedera[modifica | modifica wikitesto]

Persone che hanno lavorato a Pontedera[modifica | modifica wikitesto]

Persone che vivono a Pontedera[modifica | modifica wikitesto]

Persone che hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di Pontedera[modifica | modifica wikitesto]

Elenco Podestà[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Buondelmonti (1413 - ?), Podestà di Pontedera nel 1434
  • Persio Falconicini (fine XVII secolo)

Elenco dei sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Commerciali[modifica | modifica wikitesto]

  • "Fiera Naturamica", Fiera per l'agricoltura, ad aprile
  • "ExproModel&Show", Fiera mercato del modellismo, ad ottobre
  • "Fiera di San Luca", Fiera campionaria della Valdera e del Valdarno, a ottobre dal 1471;
  • "Notte Bianca" il penultimo sabato di giugno;
  • "Festa del commercio", il terzo venerdì di settembre;
  • "Shopping sotto le stelle", aperture serali dei negozi del centro, a luglio.

Storiche[modifica | modifica wikitesto]

Culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • "Qui rido io", Festival della letteratura comica e umoristica, a giugno, dal 2003;
  • "Sete Sóis Sete Luas", Festival internazionale di musica popolare, teatro di strada e arti plastiche, a luglio, dal 1992;
  • "Aperitivi in musica", concerti serali in piazza Cavour, tutto l'anno, dal 2001.

Enogastronomiche[modifica | modifica wikitesto]

  • "Mangia...longa", manifestazione enogastronomica a base di prodotti tipici locali, a giugno, dal 2005;
  • "BavieraFest", versione pontederese del famoso Oktoberfest di Monaco, a giugno, dal 2006.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Risultano insistere sul territorio comunale, secondo l'ultimo censimento, 462 attività industriali con 6.116 addetti pari al 43,41% della forza lavoro occupata, 745 attività di servizio con 2.155 addetti pari al 15,29% della forza lavoro occupata, altre 827 attività di servizio con 3.037 addetti pari al 21,55% della forza lavoro occupata e 166 attività amministrative con 2.782 addetti pari al 19,74% della forza lavoro occupata.

Risultano occupati complessivamente 14.090 individui, pari al 54,17% del numero complessivo di abitanti del comune.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo le campagne attorno a Pontedera erano coltivate a viti, olivi, frumenti, granturco e foraggi. Le aziende agricole erano molte e piccole. Nonostante nella città si tenessero molte fiere degli animali, non c'erano molti allevamenti se non quelli di animali da cortile. Dalla seconda metà dell'Ottocento iniziò la coltura del gelso e l'allevamento dei bachi da seta.

Nel XX secolo iniziarono le colture degli ortaggi e degli alberi da frutto. La maggior parte dei poderi era di medie e piccole dimensioni. I grandi proprietari in genere non risiedevano in zona, mentre i più piccoli furono gli artefici della costituzione del Consorzio agrario nel 1903. C'erano anche molti mezzadri, che però col tempo trovarono lavoro nelle manifatture o come facchini nei mercati cittadini.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Dal Medioevo e fino all'inizio del XX secolo era rilevante la produzione di laterizi. Si potevano trovare fornaci lungo tutto il corso dell'Arno da Fornacette a La Rotta.

Pontedera è sede della Piaggio, società internazionale produttrice della storica Vespa e maggiore complesso industriale del Centro Italia.

Nella frazione di La Rotta la ditta Amedei produce il cioccolato omonimo, ritenuto dalla prestigiosa Academy of Chocolate di Londra il più buono del mondo nel 2005 e nel 2006. Gli Amedei sono gli unici maestri cioccolatai italiani che hanno una piantagione propria di cacao in Venezuela.

La zona industriale all'inizio del Novecento

A Pontedera troviamo anche la sede, dopo il trasferimento da Fornacette, della CDC, società cui fanno capo le catene italiane di negozi di informatica Computer Discount. Il Gruppo CDC ha scelto Pontedera anche per la società Micronica (assemblaggio computer) secondo produttore italiano di PC desktop consumer e in passato per Compy (catena di elettronica di consumo) poi venduta all'Euronics(Gruppo Butali).

Altra importante azienda, l'unica rimasta nell'antica zona industriale, è la Crastan, società produttrice di caffè, surrogati e affini. Sono inoltre presenti depositi di stoccaggio merci di società della Grande distribuzione organizzata (GDO) come il Gruppo PAM (ipermercati Panorama, supermercati Pam), Lidl e Unicoop Firenze (col centro distributivo freschi).

Recentemente un protocollo di intesa tra Regione, Provincia, Comune, Università di Pisa, Scuola Sant'Anna, Pont-Tech e Pontedera&Tecnologia ha istituito la Filiera dell'idrogeno. Questo progetto servirà ad aiutare a sviluppare imprese in questo settore e a destinare un'area pubblica per l'installazione di un generatore eolico che servirà anche per produrre idrogeno. A luglio 2008 sono stati terminati inoltre i quattro generatori eolici di oltre 2 MW l'uno (dove adiacenti ad essi sorgeranno altri 3 generatori dello stesso tipo). Nel settembre 2008 è previsto l'inizio della produzione elettrica. Da ricordare che già adesso è presente una delle più importanti industrie di produzione di idrogeno in Italia, la Ilt.

Nel 2002, nella zona industriale Gello di Pontedera, è nata una Carrozzeria automobilistica artigianale la [Mazzanti automobili], ora l'azienda è un vero e proprio costruttore di automobili e da fine 2011 ha aperto proprio nella zona industriale Gello il proprio showroom.[10]

Nel 2007 dopo un accordo con il comune la Mitsuba, società giapponese di componentistica per motocicli, trasferirà qua i suoi stabilimenti locati vicino a Pisa. La nuova fabbrica aprirà nel 2009.[11]

Pontedera fabbrica Piaggio.jpg
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La fabbrica Piaggio negli anni '60

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera ha una forte vocazione commerciale per la sua confluenza tra la Valdera, la Valdinievole, la Piana di Lucca e Valdarno inferiore. Fin dal XVI secolo si tiene il mercato settimanale il venerdì. Ogni ottobre si tiene la fiera campionaria di San Luca.

Pontedera attira molte persone dai paesi vicini per i suoi negozi del centro. Tale è l'importanza del commercio per la città da organizzare, ogni fine estate, una "Festa dei commercianti".

Situata in Pontedera risulta anche la prima Fumetteria (adesso NonSoloFum3tto) Toscana (1993), luogo di ritrovo per molti ragazzi che condividono la passione per i fumetti ma non solo. Negli anni si sono avvicendate diverse gestioni fino a giungere a quella attuale, che ha dato un forte slancio al settore, grazie ad un'organizzazione costante di eventi che coinvolgono ragazzi di tutte le età. Non ultimi gli eventi organizzati con la neonata scuola di fumetto locale, che ha richiamato a Pontedera autori di fumetti del calibro di Marco Citi, Marco Turini, Petruccini, Emanuele Tonini.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il Ponte alla Navetta (Ponte Nuovo sull'Arno) in una cartolina d'epoca

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera è attraversata da ovest a est dalla Strada statale 67 Tosco Romagnola, che la collega direttamente a Pisa e Firenze. In prossimità del centro, nel secondo dopoguerra, è stata costruita una variante che affianca l'Arno evitando il centro abitato. Appena fuori della città, presso Fornacette (comune di Calcinaia), la strada si dirama per Livorno, dando origine alla Strada statale 67bis dell'Arnaccio.

Il Comune è servito da due uscite della Superstrada FI-PI-LI: "Pontedera" e "Pontedera-Ponsacco", in passato chiamate "Pontedera est" e "Pontedera ovest".

La statale 439 collega Pontedera a nord con Lucca fino a Pietrasanta, costeggiando il lato orientale del Monte Pisano, e a sud con Saline di Volterra fino a Piombino.

Trasporti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Pontedera si trova sulla linea RFI Pisa-Firenze ed è servita da corse ogni 20 minuti circa in entrambe le direzioni che fanno parte del servizio regionale Trenitalia.

Leopoldo II, Granduca di Toscana, nel 1839 diede ordine di costruire la linea ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno all'ingegnere inglese Robert Stephenson. I lavori iniziarono l'anno seguente da Livorno. Il secondo tratto, da Pisa a Pontedera, entrò in funzione il 19 ottobre 1845. Il terzo, che collegava Pontedera a Empoli, il 21 giugno 1847. Nel 1847, lungo questa nuova ferrovia chiamata "Leopolda", venne inaugurato il primo telegrafo elettromagnetico in Italia. La stazione ferroviaria originariamente si trovava sopra l'attuale sottopasso "Caduti battaglia di Nikolajewka", vicinissima al cosiddetto "piazzone", il centro commerciale della città a quell'epoca.

Nel 1903 la stazione venne trasferita nella sua attuale posizione, circa 800 metri più a est. Lo spostamento avvenne per due ragioni fondamentali: prima, la scomodità del carico-scarico delle merci per la posizione rialzata della stazione; seconda, ma più importante, il fulcro dell'economia pontederese era ormai costituito dalla zona industriale, collocata appunto nella parte sud-ovest della città. La vecchia Stazione Leopolda venne poi completamente distrutta nei bombardamenti della città del 1944.

Agli inizi del XX secolo venne progettata la linea ferroviaria Lucca-Pontedera-Saline di Volterra. Nel 1922 iniziano i lavori che termineranno sei anni più tardi solo per il tratto Lucca-Pontedera. A causa dei danni della Seconda guerra mondiale, la linea venne dismessa e definitivamente smantellata nel 1958.

Il trasporto pubblico a mezzo autobus è gestito dalla società CTT Nord con tre linee urbane e un servizio navetta gratuito. Sono presenti linee extraurbane che la collegano con Pisa, Fucecchio, Volterra, Lucca.

Dal 1881 al 1951 la località costituiva il capolinea dalla tranvia a vapore che, percorrendo l'asse della via Fiorentina, collegava Pisa con Pontedera e, attraverso una diramazione che si distaccava in località Navacchio, con Caprona e Calci. Tale Il tram venne definito in loco "Er trammino de’ Pontaderesi" o anche "lo strasciapoveri"

La stazione tranviaria era inizialmente costituita da un semplice binario un tronco che sorgeva in piazza Cavour, preceduto da una piattaforma girevole che immetteva su due brevi tronchi trasversali per le manovre di attestamento della locomotiva in testa ai treni di ritorno a Pisa. Tale sistemazione fu in seguito superata con la realizzazione di una stazione vera e propria, che sorgeva in corrispondenza dell'attuale stazione ferroviaria[12].

Aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

Pontedera fino alla metà del novecento fa era dotata di un aeroporto, nato per uso militare come aeroscalo per dirigibili e successivamente riadattato per gli aerei. Dopo la Seconda guerra mondiale lo stesso passò in uso alla Piaggio.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio maggiore è l'Unione Sportiva Pontedera 1912, fondata da Lando Ferretti. Non ha mai raggiunto la Serie B, ma ne ha sfiorato la promozione 6 volte. Nel 1994, allora militante in Serie C2, ha battuto la Nazionale maggiore italiana 2-1 in amichevole a pochi mesi dal mondiale. Disputa il campionato di Lega Pro Prima Divisione girone B insieme a squadre del calibro di Pisa, Lecce, Catanzaro. Con ottimi risultati.

Dal 2004 (per la prima volta nella sua storia) la squadra di basket femminile Juventus Basket Pontedera disputa, con ottimi risultati, il campionato di serie A2. Nel 2008 vince la coppa Italia di serie A e l'anno successivo dopo una stagione dominata vince i play-off e viene promossa in A1

Dal 2009-2010 la squadra maschile Juve Zetagas Pontedera disputa il campionato Serie C Dilettanti di basket.

Nella frazione di Treggiaia esiste, da oltre 10 anni, il centro ippico "Scoiattolo Valdera equitazione" che organizza concorsi a livello nazionale.

Presso il CREC Piaggio ha sede la Sezione Scacchi che ha a lungo militato nella serie A2 del campionato italiano. Nella squadra ha più volte partecipato la pluricampionessa italiana Rita Gramignani. La squadra maggiore milita in serie B.

Dal 2009 nasce il Pontedera Bellaria Rugby, squadra che partecipa al campionato di serie C e che ha conquistato nella stagione 2011-2012 il titolo di campione nel campionato di serie C3 e relativa promozione

Manifestazioni ospitate[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 maggio 1980 la 5ª tappa a cronometro del Giro d'Italia 1980 è partita da Pontedera.

Il 30 maggio 1994 la 9ª tappa del Giro d'Italia 1994 si è conclusa a Pontedera con la vittoria del ceco Ján Svorada.

Il 18 maggio 2006 la 11ª tappa del Giro d'Italia 2006 è partita e arrivata a Pontedera. La tappa è stata vinta da Jan Ullrich.

Nel 2005 ha ospitato alcuni incontri tra cui la finale del Campionato di calcio europeo Under 17 vinto dalla nazionale turca.

Il CREC Piaggio ha ospitato per oltre venti anni uno dei più importanti tornei semilampo di scacchi a livello nazionale.

Circuito di Pontedera[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della città è in fase di progettazione un circuito la cui destinazione d'uso sarà quella di nuovo polo tecnologico legato ai mezzi di trasporto in particolare al motorsport. Il nome ufficiale del complesso è Centro Internazionale Innovazione Tecnologica Automotive e Motorsport. [13]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Centro[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a comprendere l'antico nucleo del castello, si estende verso ovest fino alla stazione ferroviaria. È delimitato a nord dall'Arno, a est dall'Era e a sud dalla ferrovia. Nel centro troviamo le vie dello shopping cittadino: corso Matteotti, via Gotti, via Lotti, via Roma e via I maggio. Nel censimento comunale del 2007 il quartiere contava 7943 abitanti.

Bellaria[modifica | modifica wikitesto]

È la zona a sud della ferrovia. Vi troviamo la sede della Piaggio, il museo omonimo, il Polo Valdera e l'ospedale. La zona residenziale è composta prevalentemente da villette. La zona ovest, di recente sviluppo, può essere suddivisa in Sozzifanti a nord e Galimberti a sud. La prima è l'unica zona in tutta Pontedera a non disporre di una chiesa propria. Nel censimento comunale del 2007 il quartiere contava 4648 abitanti.

Oltrera[modifica | modifica wikitesto]

Come dice il nome, è il quartiere al di là del fiume Era; è chiamato da sempre dai pontederesi "Foriderponte", ma anche "La Cina" per la presenza in passato di grossi condomini popolari. Il quartiere si è sviluppato storicamente lungo l'asse Ponte Napoleonico - via Vittorio Veneto - via Fiorentina, con due deviazioni a sud verso via delle Colline e a nord verso la Strada statale 439 Sarzanese-Valdera, già via Valdinievole.

È il quartiere ad aver subito negli ultimi anni la più ampia espansione, partita alla fine degli anni cinquanta con la costruzione del Villaggio "Gronchi" - Viale Italia. Oggi è sede del mercato settimanale, della fiera annuale, del teatro Era, dei due principali stadi: il Mannucci e il Marconicini, dei centri commerciali "Il ponte" e "La galleria". Nel censimento comunale del 2007 contava 6779 abitanti.

Villaggi[modifica | modifica wikitesto]

La zona più importante è il Villaggio Piaggio, costruito dalla Piaggio per i suoi dipendenti. Ha come particolarità la presenza al suo interno di infrastrutture che tesero a renderlo autonomo dal resto della città: trovarono, infatti, sede nel villaggio un asilo, una chiesa, un circolo ricreativo, uno spaccio ed una foresteria. La peculiarità di essere "protetto" da un muro perimetrale e l'autonomia del villaggio portarono ben presto i suoi residenti ad identificarsi tra loro come "Villaggini" piuttosto che come "pontaderesi".

Il Villaggio Piaggio non è, tuttavia, l'unico villaggio di Pontedera. Altrettanto importante è il villaggio comunale intitolato ad Antonio Gramsci, che si sviluppa a nord della ferrovia ad est del Villaggio Piaggio. Il "Gramsci" nasce come quartiere residenziale per le persone disagiate, da cui l'appellativo di "villaggio dell'ignudi" con il quale i "cugini" dell'adiacente Villaggio Piaggio lo additavano.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gello: il toponimo deriva dal latino Agellus, "piccolo podere". L'appellativo di "Gello Putido" o "Putrido", attestato già nel 1099 ad indicare Gello di Pontedera, denota inequivocabilmente l'instabilità idrografica di questo territorio.
  • Il Romito: popolosa frazione, è situata al confine con il comune di Ponsacco e precisamente con Val di Cava, frazione di esso. La frazione è inoltre non lontana dall'imbocco Pontedera della Superstrada Fi-Pi-Li.
  • La Borra: sorge nei pressi dell'antico borgo di Travalda ed è situato al confine con il limitrofo comune di Ponsacco.
  • La Rotta: l'etimologia del nome si suppone derivi dal punto dove si ebbe la rottura, in epoca storica, dell'argine dell'Arno. È la frazione più popolosa: circa 2 200 abitanti, comprendendo anche Pietroconti. I rottigiani, fino all'inizio del XX secolo, erano dediti principalmente all'attività di mattonai.
  • Montecastello: piccolo borgo di 500 abitanti dalla posizione strategica perché dominante la cittadina pontederese, distante circa 5 km. Il suo castello, di pianta circolare, fu venduto nel 1119 al vescovo di Lucca dall'abate del monastero di Serena. Nel corso dei secoli fu più volte distrutto e ricostruito, diventando tra il 1500 e il 1600 un comune rurale autonomo in cui molte nobili famiglie fiorentine e pisane avevano possedimenti.
  • Pardossi: piccola frazione di 529 abitanti, molto vicina all'abitato di Fornacette nel comune di Calcinaia, tanto da venir spesso confusa come sua frazione. Pardossi è destinata comunque ad aumentare sensibilmente i propri abitanti visto che molte nuove unità abitative sono in procinto di essere ultimate nella frazione.
  • Santa Lucia: anticamente questo paese era chiamato Pedisciano.
  • Treggiaia: è stato in passato comune autonomo, poi unito a Palaia. Comprende anche la località I Fabbri.

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Contrada Martinelli, piccola località situata al limite orientale del territorio comunale, nei pressi di Pardossi, in continuità con l'agglomerato urbano di Fornacette nel comune di Calcinaia.
  • I Fabbri, piccolo agglomerato considerato ormai zona appartenente alla frazione di Treggiaia.
  • Il Chiesino, località alle porte di Pontedera, per chi proviene da Pisa, deve il suo nome all'antica chiesa presente sulla Tosco-Romagnola. Tale chiesa venne costruita per atto di devozione dai fedeli devoti alla "Madonna della quercia", di cui volevano ricordare una visione. La frazione rappresenta un agglomerato unico tra la zona ovest di Pontedera e la frazione Oltrarno di Calcinaia. È principalmente una zona industriale e commerciale.
  • Pian dei Meini, località situata a sud della frazione del Romito, attigua alla località Giardino del comune di Ponsacco con cui forma un unico conglomerato urbano.
  • Pietroconti, piccolo sobborgo che unisce Pontedera a La Rotta, di cui si può considerare una zona, in un unico agglomerato urbano. Vi possiamo trovare il lago omonimo e la fornace Braccini, monumento di archeologia industriale.

Tra le altre località minori sparse nel territorio sono da ricordare: La Porzia, Le Cantine, Le Pinete, Magazzini, Tiro a Segno e Via del Pino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1944 1945 Ferdinando Caciagli Sindaco
1945 1946 Zelino Marconcini Sindaco
1946 1952 Otello Cirri Sindaco
1952 1953 Amerigo Bottai Partito Socialista Italiano Sindaco
1953 1959 Enzo Paroli Sindaco
1959 1960 Milvano Ribecai Sindaco
1960 1965 Alberto Carpi Partito Socialista Italiano Sindaco
1965 1975 Giacomo Maccheroni Partito Socialista Italiano Sindaco
1975 1990 Carletto Monni Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1999 Enrico Rossi PCI poi Centro-sinistra Sindaco
1999 2009 Paolo Marconcini Centro-sinistra Sindaco
2009 in carica Simone Millozzi Centro-sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Pontedera - Statuto.
  2. ^ [1] - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  3. ^ Statistiche demografiche, ISTAT. URL consultato il 1 marzo 2011.
  4. ^ Nel cantiere di Acque S.p.A. una fattoria di epoca romana, "La Nazione", 30 ottobre 2010.
  5. ^ Decreto del Capo del Governo in data 6 novembre 1937.
  6. ^ Regio decreto in data 6 maggio 1940.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ http://www.museopiaggio.com
  9. ^ La Nazione - Pontedera - Con un libro a caccia delle 'celebrità' locali
  10. ^ sede F&M. URL consultato l'8 dicembre 2011.
  11. ^ Mitsuba costruirà un nuovo stabilimento in Valdera, Intoscana.it, 16-01-2007. URL consultato il 29-10-2007.
  12. ^ Adriano Betti Carboncini, Marco Bedini, Livorno e Pisa, Calosci, Cortona, 1986.
  13. ^ circuito di Pontedera, proseguono i lavori. URL consultato il 20 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Pontedera. Storia, economia e società nella Valdera, Pisa, Pacini Editore, 1993.
  • Roberto Cerri, Pontedera tra Ottocento e Novecento, in
    • Giuseppe Menichetti, Immagini di una provincia: economia, società e vita quotidiana nel pisano tra l'Ottocento e il Novecento, Tirrenia, Edizioni del Cerro, 1993.
  • Adriano Marsili et al., Una memoria per il futuro. Storia urbanistica della città di Pontedera, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 1985.
  • Paolo Morelli, Pontedera. Archeologia, Storia ed Arte, Pisa, Pacini Editore, 1994.
  • Ulderico Pallini et al., La storia di Pontedera: Dalle origini ai giorni nostri, Pisa, Lischi, 1967.
  • Arturo Petessi, Memorie storiche di Pontedera, Pontedera, Tipografia L'Ancora, 1907.
  • Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, ducato di Lucca, Garfagnana e Lunigiana, Firenze, Tofani, 1833-1846.
  • Piero Spagna, La Toscana dal Granducato alla Regione. Atlante delle variazioni amministrative territoriali dal 1790 al 1990, Venezia, Marsilio Editori, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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