Albero della libertà

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L'albero della libertà al confine della Repubblica di Magonza, durante le Guerre rivoluzionarie francesi (acquerello di Johann Wolfgang von Goethe, 1793)
Placca sul pavimento di Piazza del Popolo a Ravenna che ricorda l'albero della libertà
Conselice 1914: l'albero della libertà

L'Albero della libertà fu un simbolo della Rivoluzione francese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la rivoluzione francese i repubblicani piantarono il primo albero della libertà nel 1790 a Parigi.

Gli alberi della libertà vennero successivamente piantati in ogni municipio di Francia e anche in Svizzera e in Italia. Generalmente gli alberi della libertà erano piantati nella piazza principale della città. Molti di questi alberi furono sradicati una volta passato il periodo rivoluzionario. Tuttavia, alcuni sono ancora presenti.

Un decreto della Convenzione del 1792 ne regolava l'uso e l'addobbo: l'albero della libertà, che di fatto era un palo, era sormontato dal berretto frigio rosso e adorno di bandiere. Veniva usato per cerimonie civili: giuramento dei magistrati, falò di diplomi nobiliari e anche per festeggiamenti rivoluzionari come la danza della Carmagnola.

L'albero della libertà rimase un simbolo della ideologia liberale repubblicana, e come tale venne talvolta impiantato anche negli anni successivi, in occasione di eventi repubblicani. Per esempio a Ravenna il 15 febbraio 1849, in piazza del Popolo, per festeggiare la nascita della Repubblica romana, avvenuta pochi giorni prima, venne impiantato un nuovo albero della libertà nel medesimo posto di quello eretto nel 1797 durante il periodo napoleonico [1].

Sempre lo stesso giorno un albero della liberta' venne piantato ad Alfonsine, e fino al ritorno del potere papalino e conseguente suo abbattimento divenne sede di un rituale di matrimonio civile: i due sposi , girando attorno all'albero pronunciavano le seguenti frasi: Sotto quest’Albero - Di verdi foglie, O cari amici, - Questa è mia moglie. ... Sotto a quest’Albero - Bello e fiorito, Questi, il vedete, - E’ mio marito La Viuléna (o Violina)

In Italia durante la settimana rossa[modifica | modifica wikitesto]

A Conselice, nella bassa romagnola, il 14 giugno 1914, nel corso della settimana rossa venne piantato un acero del Canada come albero della libertà, con la scritta "Evviva la Rivoluzione sociale" [2], altri alberi furono piantati a Sant'Agata sul Santerno e a Massalombarda con le bandiere nere anarchiche e il berretto frigio della rivoluzione francese [3]

L'episodio di Lauria[modifica | modifica wikitesto]

Spesso l'albero della libertà era al centro di disordini e di diatribe tra rivoluzionari liberali e conservatori, che vollero abbatterlo non appena cessò il periodo rivoluzionario. A Lauria il beato Domenico Lentini seppe placare gli animi delle fazioni con la proposta di erigere al posto dell'albero della libertà la croce che definì "albero del riscatto e della salute". Le sue parole convinsero gli spiriti repubblicani a rinunciare all'albero della libertà.

L'olmo di Montepaone[modifica | modifica wikitesto]

A Montepaone, nella piazza antistante la chiesa, sopravvive uno degli alberi della libertà piantati nel 1799 a simboleggiare la fine del dominio borbonico, si tratta di un olmo, ora inserito nella banca dati degli olmi monumentali europei. Di questa pianta, ad opera del CNR viene crio-conservato il germoplasma in modo da poter clonare la pianta nel caso di una sua morte. Verso la pianta si affacciano le finestre della casa di Gregorio Mattei e Luigi Rossi [4], patrioti entrambi giustiziati al ripristino del potere borbonico [5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

L'albero della Libertà di Oradour-sur-Glane, sopravvissuto all'incendio del paese nel 1944, ad opera dei nazisti
  1. ^ vedi pag 51 di Giannantonio Mingozzi, Viva Garibaldi, Celebrazioni ravennati del bicentenario della nascita Fondazione Museo del Risorgimento di Ravenna e dal Comune di Ravenna, 2009 online
  2. ^ testimonianza di Silvio Ossani in Angelo Francesco Babini, Giovecca-anche qui è nata la Resistenza, ed. Comitato Antifascista Giovecca
  3. ^ La Settimana Rossa a Ravenna
  4. ^ poeta e autore dell'inno repubblicano partenopeo
  5. ^ http://www.murat.it/Dati/News/L%27albero%20della%20libert%C3%A0%20clonato%20dal%20CNR.htm L'Albero della libertà clonato dal Cnr, Il Quotidiano 8 maggio 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]