Imola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Imola
comune
Imola – Stemma
Imola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Daniele Manca (PD) dal 07/06/2013
Territorio
Coordinate 44°21′12″N 11°42′51″E / 44.353333°N 11.714167°E44.353333; 11.714167 (Imola)Coordinate: 44°21′12″N 11°42′51″E / 44.353333°N 11.714167°E44.353333; 11.714167 (Imola)
Altitudine 47 m s.l.m.
Superficie 204,96 km²
Abitanti 68 974[1] (31-12-2012)
Densità 336,52 ab./km²
Frazioni Càsola Canina, Chiusura, Fabbrica, Linaro, Piratello, Ponticelli, San Prospero, Sasso Morelli, Sesto Imolese, Zello. Località: Balìa di Sesto Imolese, Cantalupo, Giardino, Montecatone, Selva, Spazzate Sassatelli.
Comuni confinanti Argenta (FE), Bagnara di Romagna (RA), Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Bolognese (RA), Castel Guelfo di Bologna, Conselice (RA), Dozza, Massa Lombarda (RA), Medicina, Mordano, Riolo Terme (RA), Solarolo (RA)
Altre informazioni
Cod. postale 40026
Prefisso 0542
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037032
Cod. catastale E289
Targa BO
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti imolesi
Patrono San Cassiano Vescovo e Martire
Giorno festivo 13 agosto, Patrono San Cassiano Martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Imola
Posizione del comune di Imola nella provincia di Bologna
Posizione del comune di Imola nella provincia di Bologna
Sito istituzionale

Imola (Jômla in romagnolo, Forum Cornelii in Latino), è un comune italiano di 68 974 abitanti[1] della provincia di Bologna in Emilia-Romagna.

È il maggior comune della provincia per estensione e il secondo per numero di abitanti, dopo Bologna. È il quinto comune della Romagna[2].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Imola è situata lungo la via Emilia, nel punto in cui la valle appenninica del fiume Santerno sfocia nella pianura padana.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Imola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forum Cornelii.
Tintinnabulo in bronzo e ambra (fine VIII-inizi VII secolo a.C.) ritrovato nelle vicinanze di Toscanella.

Il luogo ove sorge Imola è stato frequentato da popolazioni preistoriche e protostoriche molto prima dell'età romana. I resti di un villaggio di età villanoviana sono emersi a Pontesanto, località sulla via Emilia (scavi effettuati tra il 1999 e il 2000); le tombe hanno restituito corredi funerari di grande ricchezza e complessità.

Il villaggio di Monte Castellaccio e la necropoli di Montericco (77 tombe) sono interessanti testimonianze delle popolazioni con caratteristiche umbre che si insediarono nel territorio romagnolo che tra VI e V secolo a.C. La necropoli di Montericco è la punta degli Umbri più avanzata verso occidente che si conosca.

Gli Etruschi costruirono (secc. V-IV a.C.) una pista pedemontana che congiungeva Rimini/Arimna con Bologna/Velzna. Non sembra invece che costruissero insediamenti nella zona di Imola. Tra il V e il IV secolo a.C. si verificò la penetrazione di popolazioni celtiche che, provenienti dall'Europa centrale, si insediarono su tutto il territorio cispadano, fino a confinare con i territori di Umbri e Piceni.

Nel III secolo a.C. cominciò l'espansione romana, che si concluse nell'arco di un secolo con la conquista della fertile pianura padana. I romani non sconvolsero l'impianto territoriale, ma pavimentarono la pista etrusca, che rettificarono in alcuni punti e denominarono Via Emilia. Nel punto in cui oggi sorge Imola trovarono un centro abitato (del quale non ci tramandarono il nome); vi dedussero una colonia al servizio della via militare, che successivamente prese il nome di Forum Cornelii. La sinuosità della via Emilia entrando ancora oggi a Imola da est è la testimonianza più indicativa dell'esistenza di un centro abitato pre-romano, allineato sull'asse stradale.

Soglia di una domus romana. Mosaico rinvenuto negli scavi in via San Pier Grisologo.

In epoca sillana (alto I secolo a.C.), il centro, ormai romanizzato, assunse molto probabilmente nuovi assetti, ma è impossibile ricostruire con esattezza il momento in cui raggiunse l'autonomia. Si sa invece che la città divenne un centro di agricoltura e di commercio, e che toccò il momento di massimo splendore e floridezza economica alla metà del I secolo a.C. Nei secoli successivi l'insediamento di Forum Cornelii sembra diminuire d'importanza. Dopo il 255 d.C. le fonti non indicano più il nome del curator viæ Æmiliæ.

La diffusione del cristianesimo a Imola data probabilmente dal III secolo; la nuova religione proviene da Ravenna, centro portuale con intensi contatti con l'Oriente romano. Nel 303-05 avvenne il martirio di San Cassiano, sotto l'imperatore Diocleziano. Cassiano è considerato il principale artefice della nascita e dello sviluppo della comunità cristiana della città[3]. Secondo Paolo Diacono, il matrimonio di Ataulfo, re dei Visigoti, con Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio il Grande fu celebrato nel 412 a Forum Cornelii o Forum Livii.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Dal V secolo al Mille[modifica | modifica sorgente]

Paliotto d'altare (VI-VII secolo) in marmo bianco; chiesa di Santa Maria in Regola.

Durante le invasioni barbariche la città fu notevolmente danneggiata. Le prime distruzioni e razzie cominciarono già nel III secolo, ad opera di Iuthungi e Marcomanni. Nel V secolo le incursioni dei Goti segnarono pesantemente il territorio imolese. Durante la Guerra Gotica (535-553) la città fu distrutta dai franco-alemanni[4]. Forum Cornelii, che nel VI secolo non possedeva una cinta difensiva[5], venne abbandonata; in città rimase un piccolo nucleo presso la pieve urbana di S. Lorenzo[6].

Nel tardo VI secolo, quindi, la popolazione corneliese si disperse in numerosi centri distinti tra loro, disseminati nel contado. Oltre a Forum Cornelii, si ricordano: Castrum Sancti Cassiani, dove si trasferì la sede vescovile (1,5 km ad ovest della pieve di S. Lorenzo); Castrum Imolæ, insediamento di fondazione gota, posto sulle prime colline prospicienti Imola, al di là del Santerno[7]; Bergullo, Dozza[8], Gallisterna, S. Prospero, Linaro.

Nel 568-69 la pianura padana, e quindi anche Imola, subì la traumatica invasione dei Longobardi. L'impero bizantino, già impegnato su altri fronti (campagne contro i Persiani e contro gli Slavi), faticò a riorganizzarsi. Verso la fine del secolo Forum Cornelii fu riconquistata dai bizantini. La città fu inserita nel neonato Esarcato d'Italia con capitale Ravenna. Re Agilulfo (590-616) fu il primo sovrano longobardo a stipulare una tregua con i Bizantini, ma durante il suo regno la tregua fu spesso violata.

Risale agli inizi del VII secolo la prima attestazione del nome Imola. Il nuovo toponimo comparve nel Catalogo delle Province d'Italia, compilato dal Monastero di Bobbio, da poco fondato: Foro Cornelii, cuius castrum Imola appellatur. La prima attestazione del termine «Castrum Imolæ» è contenuta nella Historia Langobardorum di Paolo Diacono (II, 18).

Negli anni tra il 727 e il 728[9] i Longobardi riconquistarono la città. Sotto Liutprando (712-744) Imula fu l'ultima città longobarda di confine con l'esarcato bizantino[10], che nel nord Italia era ormai ridotto alla fascia costiera da Ravenna ad Ancona. Nel 774 i longobardi furono sconfitti dai Franchi di Carlo Magno; il loro dominio nell'Italia settentrionale cessò definitivamente. I Franchi donarono i territori strappati ai longobardi alla Chiesa di Roma. Imola, come altre città sulla via Emilia, tornò invece nella giurisdizione della Chiesa di Ravenna, che aveva ereditato i territori dell'ex Esarcato[11]. Nel X secolo appare nelle cronache il nome di Troilo Nordiglio[12].

Dal Mille al XV secolo[modifica | modifica sorgente]

Nei primi secoli dopo il Mille si susseguirono guerre contro i Ravennati, i Faentini e i Bolognesi, così come lotte interne tra Castrum Imolæ e Sancti Cassiani. Nello stesso periodo venne redatto il primo Statuto comunale. Verso il 1080 il governo cittadino aveva sede a Forum Cornelii. L'importanza raggiunta dal potere civile fu confermata da un atto del 5 gennaio 1084 con cui il vescovo Morando, che risiedeva nel castrum Sancti Cassiani, elargì le prime concessioni al clero della civitas Corneliese. Lungi dal sancire un'equa divisione dei poteri, i contrasti tra il vescovo e il clero corneliese continuarono nei decenni successivi. Il lungo contenzioso fu sciolto solamente verso il 1130 da papa Onorio II. Originario dell'Appennino imolese, il pontefice diede ragione all'episcopato, restituendogli le prerogative precedentemente cedute dal vescovo Morando. Il documento è importantissimo poiché enumera tutte le pievi (18), i monasteri (18 anch'essi), i castelli (16) e i porti interni (ben 5) esistenti all'epoca nel territorio imolese. Approfittando della vittoria diplomatica, i san cassianesi attaccarono Imola e l'incendiarono. Nel 1140 si ha la prima attestazione dell'esistenza del libero comune[13].

In un documento del 1153 sono riportati i confini del contado imolese. Il territorio è delimitato a flumine Claternæ usque ad Casulam et a decem miliaria supra stratam usque ad paludes. Il torrente Quaderna (flumen Claternæ) delimita il contado a Occidente; Casola Valsenio (Casulam) è il limite appenninico che fa da discrimine con Faenza, mentre i decem miliaria indicano i confini a monte della via Emilia (supra stratam) partendo da Imola. Così, Fontanelice è il limite a sud (oltre il quale inizia il territorio dei conti Ubaldini), mentre il limite a valle (ovvero a nord) sono le paludi e gli acquitrini (ad paludes)[14]. Il territorio di Imola confinava con i contadi di Bologna, Ferrara, Faenza e Firenze. La sua estensione era molto limitata. Non sufficiente per fronteggiare la vicina Faenza e neanche paragonabile al contado di Bologna. Imola, stretta tra le due città, accusò i tentativi egemonici di entrambe, volti a impadronirsi del suo territorio.

Faenza e Bologna erano importanti centri guelfi, cioè fedeli al papa. Nel 1159 Imola accettò la protezione dell'imperatore, Federico I Barbarossa. L'imperatore svevo si recò in città ed assistette personalmente alla cerimonia di giuramento di fedeltà con la quale Imola divenne una città ghibellina (25 giugno 1159)[15]. Fu edificato un palazzo, residenza ufficiale del vicario imperiale[16]. Nel 1175 Cristiano, cancelliere e generale dell'imperatore, attaccò tutti i castelli guelfi esistenti nella zona, tra cui Castrum Sancti Cassiani, che fu raso al suolo (febbraio 1177). Dopo la distruzione del Castello, sede episcopale, al vescovo Enrico (1173-1193) non rimase che trasferirsi a Forum Cornelii: è del 3 luglio 1187 l'atto ufficiale con cui il rappresentante imperiale consentì al vescovo di erigere il nuovo Duomo di Imola e il palazzo vescovile (nel luogo dove si trovano oggi). La popolazione di San Cassiano fu obbligata a trasferirsi in città; fu sistemata in una zona a sud-ovest. La politica di ingrandimento di Imola proseguì con l'attacco e la conquista dei castra di Bergullo (1187) e di Dozza[17] (1198). Per la popolazione fu costruito un nuovo quartiere, nella zona nord-ovest,[18] ove si trasferirono nel 1209.

Ciò spinse le vicine città di Bologna e Faenza, principali centri guelfi, ad attaccare Imola per fermarne l'avanzata. L'esercito guelfo conquistò pezzo per pezzo il territorio circostante la città. Nel 1198 risiedeva a Imola il Vicario imperiale Marquardo di Annweiler. Marquardo attese l'esercito avversario fino a pochi km dal centro abitato, poi scatenò la controffensiva. I guelfi furono ricacciati indietro; l'avanzata degli imperiali fu inarrestabile. Giunti a Tossignano, presero il castello e lo distrussero completamente.

La politica di annessioni riprese: nel 1213 fu attaccato il castrum di Gallisterna (1213). I vinti abitanti furono trasferiti in case appositamente edificate nei pressi della porta orientale di Imola (Porta Spuviglia, attuale Porta dei Servi). Poi gli imperiali si volsero a Castrum Imolæ, unico insediamento che non si era voluto piegare ai loro voleri, e si prepararono a conquistarlo militarmente. Ma questa volta l'esito fu diverso. Si interpose il vescovo Mainardino come mediatore tra le parti. Dopo una lunga trattativa, che si protrasse per alcuni anni, Mainardino riuscì a convincere i castroimolesi a trasferirsi volontariamente dentro Imola. Nel 1222 gli abitanti di Castrum Imolæ si insediarono in una zona nella parte sud-est della città (nella zona compresa tra Porta Avice e Porta Spuviglia). Successivamente Castrum Imolæ fu distrutto, senza spargimento di sangue. Al termine del lungo processo di annessione e di inurbamento, Imola, da piccola città quadrata, si era allargata fino a raggiungere una forma rettangolare, la stessa estensione che aveva già avuto durante l'epoca romana. Sorse il palazzo del Comune (mentre piazza Maggiore fu realizzata nel Cinquecento); fu edificata la cinta muraria, con le annesse fortificazioni (1225)[19].

Nel XIII secolo le principali famiglie nobili di Imola erano così schierate:

  • Famiglie ghibelline: Pagani, Sassatelli, Nordigli[20];
  • Famiglie guelfe: Brizzi (o Brizi), Alidosi, Vajni.

Nel 1213 (o secondo altre fonti, nel 1222) San Francesco d'Assisi (1182-1226) ebbe il permesso dal vescovo Mainardo di predicare agli imolesi. Così Imola fu uno dei luoghi in cui Francesco predicò pace e fratellanza[21][22].

Nel corso del XIII secolo Imola si sviluppò come vivace centro agricolo; la produzione alimentare in eccedenza trovò sbocco anche sui mercati esterni. Imola aveva un porto lagunare, Conselice, cui era collegata tramite un canale navigabile. Da Conselice le merci giungevano al Po e quindi al mare. Nel 1232 il palazzo comunale fu ingrandito con la costruzione di una nuova ala. Il nuovo edificio fu unito a quello precedente con un “voltone” (tuttora esistente). In questo periodo la città conobbe un notevole sviluppo demografico: i 4.200 abitanti del 1210 salirono fino ai 7.000 circa[23] della metà del secolo, più di quanti ne avesse avuti in età romana. Nel 1259 fu costruita la rocca.

Undici anni prima, nel 1248, Imola era passata per la prima volta allo Stato della Chiesa. I rapporti di forza con Bologna furono rovesciati. La guelfa Bologna, grazie al nuovo clima politico, si avviò a diventare la città egemone. La ghibellina Imola dovette “pagare pegno” a Bologna accettando di ospitare un centinaio di famiglie provenienti da città lombarde fedeli all'imperatore (Mantova e Cremona) nel suo territorio. Si ebbe così la fondazione di Massa Lombarda. Nel 1254 Bologna cacciò le famiglie filo-imperiali da Imola, imponendo il proprio controllo politico sulla città. Fu istituita la carica di «capitano del popolo», che Imola non conosceva ancora. Diplomaticamente, Bologna decise di porre un proprio uomo solo alla carica di podestà, mentre riservò l'ufficio di capitano del popolo a un "indipendente", ovvero a un militare "forestiero" (spesso toscano). Ma nel 1263 la regola saltò: per entrambe le cariche furono scelti uomini di provenienza bolognese. Le forze filo-imperiali organizzarono una rivolta e cacciarono le famiglie filo-papali. La reazione di Bologna fu spietata: assediò Imola, la prese, abbatté le mura e interrò i fossati. Oltre a demolire le difese cittadine, demolì anche le istituzioni, cancellando ogni residua libertà cittadina. Imola e il suo territorio furono accorpati al Comune di Bologna.

Il dominio bolognese ebbe termine nel 1296. In quell'anno un esercito guidato da Maghinardo Pagani e Galasso da Montefeltro, capitani di una lega ghibellina, oltrepassò il Santerno ed occupò la città (1º aprile). Nel 1299 Maghinardo fu eletto podestà, carica che mantenne fino alla morte, nel 1302. Con la morte di Maghinardo, la dinastia Pagani si estinse. La città tornò nominalmente sotto il dominio dello Stato della Chiesa. Pochi anni dopo la sede del papato fu trasferita in Francia (la cattività avignonese iniziò nel 1309). In breve tempo Imola fu contesa tra le principali famiglie cittadine. Tra i ghibellini Nordigli ed i guelfi Alidosi prevalsero questi ultimi: nel 1334 Lippo prese la città e cacciò la famiglia rivale. Gli Alidosi vararono un nuovo statuto cittadino; inoltre pilotarono la nomina del vescovo di Imola, favorendo i membri della propria famiglia (Carlo Alidosi (1342-54), poi Lito Alidosi (1354-78). Il loro controllo sulla città divenne assoluto. Gli Alidosi avviarono il potenziamento della rocca costruita nel 1259, fino a raddoppiarne le dimensioni. Alla metà del secolo le porte della città erano quattro: due sulla via Emilia (d'Alone, verso Bologna, e Spuviglia, verso Faenza), una a nord (Porta del Piolo) e una a sud (Porta della Posterla).

Nel 1348 la peste nera uccise a Imola, come altrove, almeno un terzo della popolazione[24]. Alla metà del Trecento i conventi fuori Imola, sparsi nei borghi, dovettero trasferirsi entro le mura. Fu così che entrarono in città Serviti, Olivetani, Agostianini, Gesuiti, Canonici, Domenicani, Conventuali (di San Francesco), Carmelitani, Gerolamini, oltre a Domenicane, Clarisse, Agostiniane (o Maddalene) e Cappuccine[25].
Nel 1402 Imola prese parte alla Lega che sconfisse Gian Galeazzo Visconti, Signore di Bologna. La vendetta dei Visconti fu consumata nel 1424, quando il condottiero Angelo della Pergola, "capitano" per Filippo Maria Visconti, espugnò la rocca catturando Ludovico Alidosi e il figlio Beltrando (24 febbraio 1424). Fu la fine del lungo dominio alidosiano su Imola.

Nel 1426 attaccato da due fronti (Venezia e Firenze alleate) il Visconti abbandonò Imola cedendola alla Santa Sede. Il legato pontificio (più tardi cardinale) Domenico Capranica inaugurò un nuovo regime negli affari pubblici. In seguito Imola fu guidata da diversi condottieri, tra cui gli stessi Visconti, i quali eressero diverse fortezze di confine. Nel 1434 i Visconti scesero di nuovo in Romagna, allo scopo di contrastare il potere di Venezia. Essi scelsero Imola come base per la loro espansione ed affidarono il controllo della città a Guidantonio Manfredi, signore di Faenza. Gli anni manfrediani furono caratterizzati dall'aumento dei terreni coltivati, dall'erezione della cinta muraria e dalla ristrutturazione della rocca.
Nel 1471 Imola fu dominio degli Sforza, nuovi signori di Milano. La città fu riportata sotto l'autorità papale per effetto del matrimonio della duchessa Caterina Sforza con Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV.

Caterina segnò un periodo della storia di Imola, legando le sue vicende personali al destino della città. Il padre, Galeazzo Maria Sforza, aveva sottratto la città a Taddeo Manfredi, feudatario pontificio. Per mantenere il controllo sulla città, formalmente soggetta alla Santa Sede, Galeazzo decise di fare un patto con Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV. Il patto fu suggellato con un matrimonio: nel 1473 lo Sforza diede in sposa a Girolamo la propria figlia Caterina, nata dalla relazione con l'amante Lucrezia Landriani. Il matrimonio fu celebrato nel 1477, quando la giovane aveva 14 anni. Imola con il suo contado costituirono parte della dote nuziale di Caterina.

Nel 1480 Girolamo e Caterina si recarono a Roma, dove Girolamo ottenne anche la signoria di Forlì, a scapito della famiglia degli Ordelaffi, dopo la morte di Pino III. Girolamo Riario fu insignito del governo del «Principato di Forlì e Imola». Questo portò diversi vantaggi a Imola, che fu abbellita con splendidi palazzi e luoghi d'arte. Furono costruiti: Palazzo Novo (o del Signore, o dei Riario, oggi Palazzo Sersanti); Palazzo "el Cappello" o Della Volpe; Palazzo Machirelli (chiamato poi Palazzo Dal Pozzo); Palazzo Calderini (poi Paterlini). "Queste costruzioni imolesi, come quelle dei Palazzi Riario di Roma e di Forlì, furono ideate da un grande pittore che era pure architetto e fino dall'epoca romana in dimestichezza con Girolamo: Melozzo da Forlì".[26]

Quattro anni dopo, Girolamo fu assassinato a Forlì, il 14 aprile del 1488 da una congiura capeggiata dalla nobile famiglia forlivese degli Orsi. Caterina stessa fu imprigionata, ma poi riuscì abilmente a tornare in libertà. Poté così recuperare il governo sia di Forlì che di Imola, anche grazie all'appoggio dello zio Ludovico il Moro. Il 30 aprile del 1488 Caterina iniziò il governo di Imola e Forlì in nome del primo figlio maschio, Ottaviano, legittimo erede del principato.

Nel 1494 scoppiò un conflitto tra Ducato di Milano e Regno di Napoli. Caterina inizialmente si mantenne in posizione neutrale. Poi scelse di sostenere il Re di Napoli, ma fu tradita dai partenopei, che al primo attacco dei francesi non la difesero. Si schierò quindi con il Re di Francia, lasciando all'esercito transalpino via libera per raggiungere e conquistare il regno di Napoli.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Pianta di Imola realizzata da Leonardo da Vinci nel 1502. La città entro le mura è attraversata da due assi stradali: la via Emilia (il decumano massimo, in direzione est-ovest) e le vie oggi denominate Appia e Mazzini (kardo massimo, in direzione nord-sud). Tali vie delimitavano la città in quattro quartieri: San Cassiano (SW), San Matteo (SE), San Giovanni (NE) e Sant'Egidio (NW).

Nel 1499 papa Alessandro VI decise di riprendere direttamente il dominio dei territori pontifici in Romagna. A questo scopo assoldò Cesare Borgia, cui affidò la guida di un esercito. Il 24 novembre 1499 Cesare Borgia arrivò a Imola. Per evitare il saccheggio, le porte della città vennero aperte dagli abitanti e Borgia ne prese possesso senza colpo ferire (25 novembre). Caterina, arroccata a Forlì, non poté fare altro che assistere all'evento. Fu il Borgia ad invitare in Romagna Leonardo da Vinci, incaricando il genio fiorentino di verificare lo stato delle infrastrutture difensive localizzate nel territorio conquistato. Nei primi anni del secolo soggiornò a Imola anche Niccolò Machiavelli, inviato dalla Repubblica di Firenze in missione diplomatica.

Dopo la morte di Alessandro VI (18 agosto 1503), Cesare Borgia perse in breve tempo tutto il suo potere. Il nuovo pontefice, Giulio II, ottenne il ripristino del dominio ecclesiastico su Imola e il suo contado. Dopo aver confermato gli antichi Statuti della città (concessi nel 1334 dalla famiglia Alidosi), il papa si mostrò favorevole al ripristino della Signoria dei Riario-Sforza sui castelli di Imola e Forlì, ma la popolazione di entrambe le città si mostrò contraria, per cui la città passò ad Antonio Maria Ordelaffi, che si insediò il 22 ottobre del 1503[27].

Il pontefice procedette ad un rinnovamento istituzionale e amministrativo[28]. La diretta dipendenza dalla Santa Sede si concretizzò con l'insediamento di un Governatore cittadino, proveniente dall'esterno della comunità, nominato direttamente dalla Santa Sede e residente in città per un periodo di un anno (prorogabile). L'inizio del dominio diretto della Santa Sede sulla Comunità di Imola fu sancito dalla Bolla d'oro, emanata da Giulio II il 4 novembre 1504[29].

Il 3 dicembre 1512 avvenne la fondazione del Monte di Pietà, per impulso di frate Orfeo Cancellieri.[30] Il Monte fu Retto dai Frati del convento dell'Osservanza fino alle spoliazioni napoleoniche[31]. La prima sede fu sistemata sotto gli archi del Palazzo Novo (oggi Palazzo Sersanti). Dal 1518, per i successivi tre secoli, fu alloggiato nel palazzo Della Volpe, ceduto al Monte dal capitano Taddeo Della Volpe, sito sulla via Emilia. Nel 1709 al Monte di Pietà fu aggregato un Monte frumentario, con la funzione di consegnare grano in anticipo ai contadini, che poi lo restituivano una volta fatto il raccolto aumentato di una percentuale come interesse.[32] Fu il primo monte frumentario della Legazione di Romagna.

Negli anni immediatamente successivi al 1750 venne costruito il primo ponte sul Santerno dopo l'epoca romana. Fino ad allora, infatti, il fiume era guadato con barche. La struttura era in legno; per attraversarla fu istituito un pedaggio (venne abolito nel 1777)[33].

Nel 1769 lo stato d'anime (censimento) della città dentro le mura forniva un totale di 7.611 battezzati. Nelle parrocchie situate entro le mura, la popolazione era la seguente: 1.896 a San Cassiano, 584 a S. Maria in Regola, 440 a S. Giovanni Battista e 107 ai SS. Paolo e Donato. La popolazione totale della città e del suo contado non superava le 18.000 unità.[34] Nello stesso periodo emerse l'esigenza di costruire un nuovo ospedale cittadino: la struttura che si affacciava sulla piazza maggiore era diventata inadeguata. Nel 1781 il vescovo, Giovanni Carlo Bandi, ottenne l'autorizzazione del Papa Pio VI ad acquistare un terreno a sud-ovest della città, fuori porta d'Alone (la porta che guardava Bologna). I lavori iniziarono l'anno seguente, sotto la guida dell'arch. Cosimo Morelli. Nel 1782 aprì un nuovo teatro cittadino: il Teatro dei Cavalieri Associati. Costruito da Cosimo Morelli, presentava un innovativo palcoscenico a tre bocche con tre distinte scene; la sala si elevava per tre ordini con 17 palchi ciascuno.

Il 22 giugno 1796 Imola venne occupata dalle forze rivoluzionarie francesi. L'invasione causò il blocco dei lavori per il nuovo ospedale. In luglio i francesi, dopo aver represso i primi tentativi di rivolta della popolazione, pretesero una contribuzione di 61.000 scudi. Il 22 luglio fu decisa la soppressione degli ordini religiosi. Alcuni di essi avevano una vita millenaria come il monastero di Santa Maria in Regola. L'esercito francese tornò l'anno successivo, il 1º febbraio 1797 e occupò nuovamente Imola. In quella notte andò a fuoco il Teatro dei Cavalieri Associati.[35] Il giorno dopo giunse in città Napoleone Bonaparte. Il territorio di Imola fu assegnato al Dipartimento del Reno, entrando così a far parte della Repubblica Cispadana. Il 1º giugno dello stesso anno, in seguito alle forti pressioni degli imolesi, venne creato il «Dipartimento del Santerno»[36]. I confini del Dipartimento erano segnati dal Sillaro a ovest, dal Senio a est, dai monti Faggiola e Pratolungo a Sud, dal Reno a nord. La gloria del “rango provinciale” di Imola fu di breve durata: con la nascita della Repubblica Cisalpina, il Dipartimento del Santerno fu aggregato a quello del Lamone, con capoluogo Faenza (novembre 1797). Successivamente Imola ritornò a far parte del Dipartimento del Reno (2 ottobre 1798), avente come capoluogo Bologna[37]. Dopo una parentesi in cui la Repubblica Cisalpina fu occupata dagli austriaci (1799), l'ordinamento napoleonico fu ripristinato nel 1800. In quell'anno entrò in funzione il nuovo ospedale, denominato "Santa Maria della Scaletta”.[38]

Il XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1806 Imola città contava circa 8.700 abitanti.

L'ampliamento del Comune di Imola durante il periodo napoleonico

Sotto il dominio pontificio, ciascuna parrocchia si amministrava autonomamente. L'unica eccezione erano le dodici parrocchie ricomprese dentro le mura, che costituivano insieme un'unità amministrativa. Imola era circondata da undici borghi[39], ciascuno dei quali si amministrava autonomamente.

Durante il periodo napoleonico si verificò un processo di convergenza verso la città murata, che comportò l'incorporazione dei municipi confinanti. Le principali aggregazioni furono stabilite con i decreti del 10 marzo 1808 e del 2 dicembre 1813. Il primo decreto sancì l'accorpamento amministrativo degli undici borghi. Inoltre, furono aggregati i comuni di Zello, Casola Canina, Ortodonico e Trentola. Il territorio del Comune imolese venne così ridefinito: a nord terminava in corrispondenza di via Bicocca (4,5 km dalla via Emilia); ad ovest con il rio Sanguinario; a sud con la confluenza del rio dei Palazzi col Santerno; ad est con il rio Sellustra.

Il secondo decreto interessò i municipi posti a sud del Rio dei Palazzi: furono aggregati al Comune d'Imola Ghiandolino, Pediano, Linaro, Torrano e Monte Catone. Il nuovo confine sud del Comune fu il rio Ponticelli.

Dopo la Restaurazione (1815), il governo pontificio non modificò il nuovo assetto, anzì proseguì l'azione di accorpamento estendendo ulteriormente il territorio comunale. I decreti pontifici in oggetto furono due. Con il primo (6 luglio 1816) il comune d'Imola fu esteso a nord incorporando San Prospero, Chiusura, Fluno, Cantalupo Selice, Cantalupo Fiume (l'odierna Giardino) e Sesto Imolese. Fu sancita anche l'annessione di Spazzate Sassatelli, fino ad allora parte del comune di Conselice. Spazzate non confinava con gli altri territori annessi. Per non farne un'exclave, fu tracciato sulle mappe un corridoio di collegamento con il resto del territorio comunale. L'anno successivo il confine sud fu rettificato e portato al rio Casale, attuale confine con Casalfiumanese (26 novembre 1817).

Con la Restaurazione (1815), Imola tornò sotto lo Stato Pontificio, inserita nella Legazione di Ravenna. La Santa Sede constatò che il patrimonio immobiliare nel territorio imolese si era azzerato: i repubblicani, infatti, avevano requisito sia i fondi agricoli che le sedi delle strutture ecclesiastiche e li avevano messi all'asta. L'unica istituzione che era stata risparmiata dalla spoliazione napoleonica fu l'abbazia di Santa Maria in Regola[40]. Dopo un periodo di riorganizzazione delle finanze, poterono riprendere gli investimenti: nel 1821 fu inaugurato il nuovo cimitero civile (esistente tuttora) e nel 1826 il ponte di legno sul Santerno fu sostituito da un ponte in muratura.

Pianta di Imola nel 1705 di Antonio Ferri. La via Emilia conduce alla Croce Coperta, dove nell'Alto Medioevo sorgeva Castrum Sancti Cassiani.

Molti imolesi parteciparono ai moti rivoluzionari del 1820-21 e del 1830-31. Durante il moto modenese del febbraio 1831, Imola si sollevò, aderendo al governo provvisorio delle Province Unite. Molti volontari partirono al fronte per arruolarsi nell'esercito di Giuseppe Garibaldi. Nel 1855 si propagò in città una grave epidemia di colera, che provocò alcune centinaia di morti. Fu l'ultima che colpì la città romagnola. Nello stesso anno fu istituita la Cassa di Risparmio, sorta su iniziativa di alcuni cittadini, con l'approvazione e l'appoggio del vescovo, Gaetano Baluffi.
Nel 1857 Papa Pio IX effettuò un viaggio pastorale in Romagna. Da vescovo era stato a capo della Diocesi di Imola per ben 14 anni (1832-46). Giunse ad Imola il 6 giugno. La città gli tributò un'accoglienza festosa; in suo onore venne eretto un arco di trionfo a Porta Romana, al posto dell'antica porta medievale.

Dopo la fine del dominio pontificio, il Governatore delle Romagne Luigi Carlo Farini, il 27 dicembre 1859, ridefinì le circoscrizioni territoriali aggregando il Comune di Imola alla circoscrizione di Bologna.
Nel marzo 1860, in seguito ai plebisciti, le Regie provincie dell'Emilia furono annesse al Regno di Sardegna che, nel marzo 1861, divenne Regno d'Italia. Il primo sindaco di Imola dopo la cessazione del dominio pontificio fu Giuseppe Scarabelli, geologo e archeologo (febbraio 1860-1866)[41].

Popolazione maschile di Imola al Censimento del 1861: 13.894. Principali attività maschili:

Mestiere Braccianti Coloni,
Mezzadri
Garzoni,
Pastori
Addetti industria[42] Addetti commercio[43] Calzolai,
Ciabattini
Falegnami Meccanici
Fabbri
Professionisti[44] Salariati[45]
Addetti 1.370 4.162 539 611 308 364 263 219 394 366

Vi erano poi: 221 possidenti, 398 militari e 218 ministri di culto (compresi membri di confraternite). Seguono studenti, pensionati, mendicanti, detenuti e mentecatti.
Senza professione: 3.207 (pari al 23%).

Popolazione femminile di Imola al Censimento del 1861: 13.118. Principali attività femminili:

Mestiere Coloni Ortolane Addette
commercio[46]
Sarte Salariate[47]
Addette 3.096 131 120 1.324 704

Vi erano poi: 178 possidenti e 108 consacrate. Seguono braccianti, addette all'industria, studentesse, pensionate, mendicanti, detenute e mentecatte.
Senza professione: 6.968 (53,1%). In questa categoria sono comprese le massaie.

In campo politico, a partire dagli anni '80 ottennero i maggiori consensi le idee mazziniane e socialiste. Imola espresse uno dei politici più influenti del socialismo nazionale, Andrea Costa, fondatore nel 1881 del Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna, prima formazione organizzata socialista del Paese. Nello stesso anno 1881 fu fondato un istituto professionale che nei decenni successivi divenne un vanto dell'istruzione imolese: l'istituto Alberghetti.
Nel 1889, con la nomina a sindaco di Ugo Tamburini (1850-1914), vicino politicamente ad Andrea Costa, Imola divenne il primo Comune a guida di sinistra d'Italia.

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

Piazza Matteotti negli anni '60.

All'inizio del XX secolo vivevano ad Imola 12 000 abitanti (cui si sommavano i 21 000 della campagna circostante). L'agricoltura era ancora la prima occupazione della popolazione, ma nascevano già le prime industrie: aziende di laterizi e terrecotte, di cementi, di meccanica. Nacquero anche una fonderia ed uno zuccherificio.
Nel 1901 fu fondata la prima cooperativa di credito: la Banca Cooperativa Imolese[48]. Risale a quegli anni anche l'apertura della prima cassa rurale imolese.
L'amministrazione comunale era guidata dal Partito socialista. Il VII Congresso nazionale del PSI si svolse proprio nella città romagnola (6-9 settembre 1902). Imola diede un elevato contributo alla causa d'Italia nella prima guerra mondiale. Ben 533 militari imolesi morirono durante il conflitto: 505 soldati di truppa, 6 sottufficiali, 12 aspiranti ufficiali e 10 ufficiali inferiori. Ai caduti imolesi furono conferite 19 medaglie di bronzo, 15 d'argento e 1 d'oro. Negli anni 1918-19 Imola fu colpita dalla micidiale "febbre spagnola" che causò tante vittime in tutto il Paese.

L'ultimo sindaco eletto democraticamente fu Giulio Miceti. Durante la dittatura fascista, Imola subì diversi cambiamenti nel centro storico: furono demoliti alcuni vecchi edifici e il mercato coperto e venne costruito un grande palazzo comprendente la Casa del fascio (l'attuale Centro cittadino). Il 13 giugno 1928 fu inaugurato alla presenza di re Vittorio Emanuele III e della regina Elena il monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale. Il monumento rimase ad ornare la piazza centrale della città (odierna piazza Matteotti) fino all'inizio del XXI secolo.

La seconda guerra mondiale (1940-1945) coinvolse anche Imola, che fu bombardata per la prima volta dagli aerei alleati il 13 maggio 1944. Le vittime furono 53, un centinaio i feriti; la città subì gravi danneggiamenti ad abitazioni. Trovandosi a soli 15 km dalla Linea Gotica, Imola rimase sotto il tiro dei cannoni e sotto i bombardamenti degli aerei. La città fu teatro, inoltre, di rappresaglie ai danni della popolazione civile e di elementi delle Resistenza locale da parte delle Brigate nere. Gli eventi più rimarchevoli furono l'eccidio del pozzo Becca e i conseguenti fatti di via Aldrovandi. La liberazione, da parte delle armate alleate, avvenne il 14 aprile 1945. I primi a entrare in città furono i soldati della 3ª Divisione del II Corpo d'armata polacco, al comando del generale Władysław Anders, che varcarono porta Appia poco dopo le 15. Più tardi entrarono nella città liberata gli uomini del gruppo di combattimento "Friuli" e dai partigiani della 36ª brigata "Garibaldi" e della brigata "Maiella".

Nel dopoguerra Imola conobbe un rapido sviluppo economico. Negli anni '60 la città si ingrandì con la costruzione di nuovi quartieri. Fu in questo periodo che Imola venne pensata con l'area industriale a nord (verso la nuova arteria autostradale Bologna-Ancona, inaugurata nel 1966) e il residenziale a Sud. Il nuovo quartiere fu chiamato «Pedagna» ed assorbì una popolazione di diverse migliaia di abitanti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese della città[modifica | modifica sorgente]

Duomo di Imola

Il più importante nucleo religioso della città altomedievale e medievale fu l'abbazia di Santa Maria in Regola. Gli edifici religiosi di Imola sono:

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Parco Acque Minerali

Comprende una vasta area al di là del fiume Santerno, sulle prime colline prospicienti la città. Il parco fu creato all'inizio del XX secolo. La scoperta delle "acque minerali" (acque sulfuree dalle proprietà curative) è molto anteriore e risale al 1830, ed è dovuta a Gioacchino Cerchiari.

Parco Tozzoni

Situato in una vasta area collinare ai margini della zona urbana, il parco è aperto al pubblico dal 1º aprile 1978. La famiglia dei conti Tozzoni[49] acquisì l'area nel 1882 e la utilizzò come riserva di caccia, conferendole il nome di "Parco del Monte". L'ultima erede del casato lo cedette al comune nel 1975.

Contigua al parco è la Riserva Naturale Regionale del Bosco della Frattona.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[50]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Variazione della popolazione residente a Imola dal 2006 al 2010.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 66.658 63.251 3.407 (5,1%)
31/12/2010 69.116 + 3,7% 62.932 - 0,5% 6.184 (8,9%) + 81,5%

Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 6.184 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 1579
2 Marocco Marocco 1184
3 Albania Albania 907
3 Tunisia Tunisia 345
5 Ucraina Ucraina 334
6 Polonia Polonia 303
7 Moldavia Moldavia 216
8 Pakistan Pakistan 120
9 Cina Cina 97
10 Nigeria Nigeria 73

Religione[modifica | modifica sorgente]

Imola è sede di una diocesi della Chiesa cattolica. Le parrocchie del territorio del Comune possono essere divise in tre gruppi:

  • Centro Città: S. Cassiano (cattedrale), S. Agata, S. Agostino, S. Giacomo Maggiore del Carmine (che tuttavia ingloba la zona presso la Casa del fanciullo ed anche la zona industriale denominata "Pasquala"), S. Giovanni Battista, S. Lorenzo diacono, S. Maria in Regola e S. Maria in Valverde: .
  • Sobborghi: Croce Coperta, Croce in Campo, Nostra Signora di Fatima, S. Francesco d'Assisi (con la sede nella nuova grande chiesa di S. Pio da Petrelcina), S. Giovanni Evangelista nel quartiere di Zolino, S. Giovanni Nuovo e S. Spirito
  • Frazioni: Balia, Bergullo, Casola Canina, Chiusura, Ghiandolino, Giardino-Sasso Morelli, Linaro-Ponticelli, Mezzocolle-Ponticelli, Poggiolo-Ponticelli, Montecatone, Ortodònico, Pediano, Pieve di Cantalupo, Piratello, Pontesanto, S. Prospero, Sasso Morelli, Sellustra, Sesto Imolese, Spazzate Sassatelli[51] e Zello.

Devozione mariana[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Imola esistono molti luoghi di devozione mariana.

In città
  • Chiesa di Santa Maria dei Servi: vi è venerata un'antica immagini della Madonna, con il titolo di Beata Vergine Salus infirmorum. È invocata per liberare la città da pestilenze, carestie, eventi naturali calamitosi e guerre. La sua ricorrenza cade il 2 luglio.
  • Chiesa di Santa Maria in Regola: vi è venerata la più antica immagine di Maria esistente a Imola, il Velo della Vergine. È invocata per liberare la città da pestilenze, carestie, eventi naturali calamitosi e guerre. La sua ricorrenza cade il Lunedì dell'Angelo e il 15 agosto.
  • Santuario della Beata Vergine delle Grazie (all'interno del Convento dell'Osservanza): vi è venerata l'immagine della Beata Vergine delle Grazie, risalente ai primi anni del XV secolo. È invocata per liberare la città da pestilenze, carestie, eventi naturali calamitosi e guerre. La sua ricorrenza cade il 4 agosto.
Nel forese
  • Santuario della Beata Vergine del Piratello: l'immagine, attestata tra il 1483 e il 1489, si trovava originariamente in un pilastro in muratura, collocata in una nicchia. Oggi vi è stata collocata una copia; l'originale è protetta all'interno del Santuario. È invocata per guarigioni da infermità e da ferite riportate in incidenti o in atti cruenti (rapine). Viene festeggiata durante le rogazioni di maggio.
  • Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine (a Pontesanto): l'immagine, risalente al 1580, è un bassorilievo di scagliola ritrovato al di là di un ponte di legno sul torrente Correcchio. Oggi è conservata all'interno della chiesa. È invocata per liberare la città da pestilenze, carestie, eventi naturali calamitosi e guerre. La sua ricorrenza cade il 15 agosto.
  • Santuario della Madonna della Coraglia: l'immagine, una terracotta smaltata a colori, fu rinvenuta nel 1784 da un ortolano in un fossato lungo la via Coraglia. Sul luogo fu poi edificato il santuario. È invocata per liberare la città da pestilenze, carestie, eventi naturali calamitosi e guerre. Viene festeggiata durante il triduo per la Pentecoste.
  • Santuario del Ghiandolino: l'immagine, un lacerto di tela, fu rinvenuta nel 1868 da una contadina nella propria casa, sita in località Ghiandolino. Poco lontano fu poi edificato il santuario. È invocata per guarigioni da malattie e soccorso in caso di incidenti. La sua ricorrenza cade la prima domenica di maggio e il 15 agosto.

Istituti religiosi[modifica | modifica sorgente]

Congregazioni
  • «Ancelle del Sacro Cuore di Gesù sotto la protezione di S. Giuseppe», congregazione religiosa fondata nel 1876 da madre Lucia Noiret (1832-1899);
  • Istituto delle «Piccole Suore di Santa Teresa del Bambino Gesù», fondato il 2 novembre 1923[52] da Maria Antonietta Zanelli (1887–1957) insieme a don Giuseppe Mazzanti. Dal 1938 ha sede in via Emilia, nel centro storico. Madre superiora: madre Filomena Adamo (dal 2 gennaio 2007; confermata nel 2013).
Monasteri e Conventi

In città hanno sede un monastero e un convento:

  • Monastero di Santo Stefano (suore dell'Ordine delle Clarisse). Badessa: madre Maria Daniela Donato (dal 2012);
  • Convento dei Frati Cappuccini. Fu fondato nel 1595 nello stesso luogo in cui si trova oggi. Dal 1975 hanno sede nel convento imolese le opere delle missioni e della stampa della Provincia dell'Emilia-Romagna. Vi ha sede anche il Museo missionario indiano-africano.

Enti e istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Ospedale psichiatrico «Luigi Lolli»

Il primo ospedale psichiatrico di Imola fu costruito nel 1844 su impulso del vescovo Giovanni Maria Mastai Ferretti. Primo direttore fu Cassiano Tozzoli; la struttura, denominata «S. Maria alla Scaletta», apparteneva alla congregazione di carità[53]. Nel 1847 divenne «asilo psichiatrico» e fu abilitato ad ospitare malati provenienti da tutte le diocesi romagnole. Nel 1862 Tozzoli lasciò la direzione della struttura a Luigi Lolli (nato nel 1819 a Riolo Terme), che propose di costruire un nuovo edificio di concezione più moderna e razionale. I lavori presero l'avvio nel 1869 sotto la direzione dell'architetto romano Antonio Cipolla. Contemporaneamente furono avviati i lavori di costruzione di un nuovo edificio, denominato «Osservanza». Nelle intenzioni di Lolli, servivano due strutture non per ragioni funzionali, bensì per assicurare la cura migliore ai degenti: il manicomio centrale (il nome S. Maria della Scaletta fu sostituito dal nome "Villa dei Fiori") doveva ospitare i malati acuti e curabili, mentre al manicomio dell'Osservanza sarebbero andati i malati "incorreggibili", ovvero i soggetti affetti da patologie mentali croniche[54]. L’Ospedale divenne un modello architettonico e terapeutico, tanto che nel 1874 fu la sede del primo congresso nazionale della società italiana di freniatria (branca della psichiatria). Lolli fu direttore di entrambe le strutture fino alla morte, avvenuta nel 1896.

Dopo la morte del Lolli l'ospedale centrale venne messo in vendita. L'acquirente fu la Provincia di Bologna (1898). Il Manicomio centrale (Villa dei Fiori) assunse il nome di «Manicomio provinciale di Bologna in Imola». La struttura fu destinata ad accogliere i pazienti provenienti dalla sola Provincia di Bologna. Fu diretta, in successione, da Raffaele Brugia, Giulio Cesare Ferrari e Luigi Baroncini.

L'«Ospedale psichiatrico dell'Osservanza», invece, rimase nelle mani della Congregazione di carità. La struttura continuò ad ospitare i malati provenienti dalle altre province. Fu diretto da Raffaele Baroncini.

Le due strutture conservarono tale funzione fino al 1978, quando la legge Basaglia sancì la cessazione dei ricoveri in manicomio.
La chiusura formale dei due ospedali psichiatrici avvenne il 31 dicembre 1996. Villa dei Fiori è stata demolita nel 2011.

Istituto «Santa Caterina»

Fondato per assistere gli orfani imolesi della Prima guerra mondiale, l'Istituto Artigianelli (intitolato a Santa Caterina) nasce il 2 luglio 1915, pochi mesi dopo l'entrata dell'Italia nel conflitto. Fu fondato da don Angelo Bughetti, che dedicò gli ultimi cinque anni della sua esistenza al completo servizio dell'istituto.
L'istituto ha continuato la sua attività assistenziale per tutto il resto del XX secolo. A partire dal XXI secolo la sua struttura si è modificata da orfanotrofio/collegio a casa d'accoglienza. Una delle attività che ha segnato tale trasformazione è l'oratorio-doposcuola, che accoglie tutti i bambini fin dai sei anni d'età.

Montecatone Rehabilitation Institute

Istituto ospedaliero specializzato nella cura e nella riabilitazione di pazienti con lesioni alla spina dorsale (foto dell'ingresso). La vita dell'istituzione può essere suddivisa in tre fasi:

  • Sanatorio: viene fondato sui colli di Montecatone (una delle prime pendici dell'Appennino che sovrasta la città) e inaugurato nell'ottobre del 1936. Ospita ammalati con lesioni midollari, tipologia a quel tempo incurabile (e scomoda per tutte le altre strutture ospedaliere);
  • Ospedale: negli anni settanta è nominata al vertice della struttura la dott.ssa Maria Antonietta Vannini. Il nuovo direttore sanitario rimette in sesto la struttura, che nel dopoguerra non ha beneficiato di nessun ammodernamento, e le ridà nuova vita come centro di riabilitazione. Montecatone diventa un ospedale d'eccellenza: in pochi anni la sua fama valica i confini della regione e diventa un centro noto in tutt'Italia.
  • Istituto: nel 1998 l'Ospedale viene trasformato in una società per azioni a gestione mista pubblico-privato. Tre anni dopo viene nominato il successore della dott.ssa Vannini[55], Mauro Menarini. Il nuovo direttore migliora ulteriormente gli elevati livelli di organizzazione interna raggiunti nell'istituto. Oggi il «Montecatone Rehabilitation Institute» mantiene il primato tra gli istituti ospedalieri italiani nel suo settore. Nel 2011 l'istituto è passato alla totale proprietà pubblica (il 99,44% della società per azioni è dell'Ausl di Imola, il restante 0,56% è del Comune imolese). Nello stesso anno è stato nominato il nuovo direttore generale del centro, il dott. Augusto Cavina, che nel 2014 ha assunto la carica di presidente e amministratore delegato.
    All'interno dell’area ospedaliera ha sede la casa di accoglienza “Anna Guglielmi”[56], una struttura dotata di 82 posti letto che accoglie i familiari dei pazienti ricoverati.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche musei[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca comunale è nata in seguito alla confisca napoleonica della Biblioteca del convento[57] dei frati minori conventuali, presenti a Imola dal XIV secolo. La biblioteca civica è stata aperta al pubblico l'11 gennaio 1799. Nel tempo il patrimonio librario si è arricchito di numerosi fondi di privati cittadini, tra cui il fondo di Giovanni Codronchi Argeli (1843) e il fondo Andrea Ponti (1957). Oggi la Biblioteca gestisce anche l'Archivio storico della città. Il patrimonio librario totale è di 480.000 volumi. Gli iscritti totali al prestito sono 11.880[58]. Sedi decentrate della biblioteca comunale sono nelle frazioni di Ponticelli, Sasso Morelli e Sesto Imolese.

Nel 1990 è stata fondata «Casa Piani», la biblioteca comunale per ragazzi. È una delle prime biblioteche in Italia completamente dedicata ai bambini e ai ragazzi. Nel 2010 ha raggiunto il numero di 3.300 giovani lettori iscritti. Casa Piani ha due sedi decentrate, denominate "Pippi Calzelunghe" e "Zigo Zago".

Altre biblioteche di Imola aperte al pubblico sono:

  • Biblioteca del seminario diocesano;
  • Biblioteca del CIDRA (Centro imolese documentazione Resistenza antifascista).

I musei di Imola sono:

Di questi, tre sono i complessi attorno a cui ruotano attività, mostre e iniziative: Rocca sforzesca, Palazzo Tozzoni e San Domenico.

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

Il più antico e illustre sodalizio culturale imolese è l'«Associazione per Imola Storico-Artistica» (AISA). Fondata nel 1938 per iniziativa di Luigi Orsini (letterato), Gianluigi Poggiali (ingegnere) e Rezio Buscaroli (critico d'arte), l'associazione ha come scopo la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Imola e del suo territorio. Il suo primo presidente fu Luigi Orsini. L'attuale presidente è, dal 2000, lo storico Andrea Ferri.

Il più antico circolo cittadino imolese tuttora esistente è il «Silvio Pellico», nato nel 1911 a Palazzo Monsignani[60]. Fu fondato da don Angelo Bughetti come centro di ritrovo e di crescita per i giovani dai 15 anni in su. Oggi il circolo (che dal 2008 ha sede all'Osservanza) rappresenta un punto di riferimento nel panorama educativo e culturale cittadino.

La Pro Loco di Imola è stata fondata nel 1949, pochi anni dopo il dramma della guerra. Tra i primi soci figurava l'allora sindaco Veraldo Vespignani, che fu il primo presidente. Dopo Vespignani, i presidenti furono Romano Catelli, Fausto Mancini, Laerte Poletti, Fabrizia Fiumi (1995-2002) e, dal 2002, Franco Capra. Si devono alla Pro Loco alcune delle più importanti iniziative culturali organizzate in città, tra cui la "Biennale d'arte" (di cui si tennero 22 edizioni) e il "Baccanale". In collaborazione con la «Società del Passatore Ca' d'Jomla», sodalizio dedito alla valorizzazione delle tradizioni contadine, la Pro Loco organizza anche eventi folcloristici, come Lôm a merz (fuochi di marzo) e la Sfujareja (spannocchiatura). Nel 2011 l'associazione contava circa 300 soci.

Dall'anno accademico 1987-88 è attiva "Università Aperta", l'università per adulti di Imola. Fondata nel 1987 da Quinto Casadio, nel 2012 l'associazione, presieduta da Gabriella Barbieri, contava circa 1.600 iscritti.[61]

Associazioni musicali[modifica | modifica sorgente]

La più prestigiosa associazione musicale cittadina è l'Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro”. Fondata nel 1981 come associazione (il passaggio allo status di istituzione è avvenuto nel 1989) dal pianista Franco Scala, è un istituto di perfezionamento musicale, in particolare pianistico, nel quale oggi sono attivi sette insegnamenti (tra cui violino, violoncello, flauto, composizione e musica da camera)[62]. Gli allievi dell'accademia, che fin dalla fondazione ha sede presso la Rocca Sforzesca, sono stati premiati in tutti i maggiori concorsi pianistici oggi esistenti (60 primi premi vinti dal 1989 ad oggi)[63], iniziando poi la carriera concertistica. L'Accademia Pianistica fonda la propria didattica sull'incontro tra l'allievo e i grandi maestri internazionali. Tra gli insegnanti vanno ricordati Lazar Berman, Maurizio Pollini, Vladimir Davidovich Ashkenazy, Andrea Lucchesini, Piero Rattalino, Pier Narciso Masi, Riccardo Risaliti, Enrico Pace, Nazzareno Carusi, Vovka Ashkenazy. Lo stesso Vladimir Ashkenazy è diventato il direttore dell'istituzione nel luglio 2013. L'Accademia dispone di una propria orchestra da camera la «Imola Chamber Orchestra», che ha debuttato nel maggio 2013. Nel 2014 l'Accademia è stata insignita del prestigioso Premio nazionale Presidente della Repubblica.[64]

Altro punto di eccellenza della vita musicale imolese è il «Circolo della Musica». Fondato nel 1956 da Leopoldo Montanari, che ne fu il primo presidente, il Circolo organizza stagioni di concerti di musica classica di elevato livello artistico, invitando ogni anno interpreti di fama internazionale.

L'associazione musicale più antica è la «Banda Musicale Città d'Imola». Fondata nel 1823 come «Filarmonica Imolese», l'associazione, oltre ad essere presente nelle manifestazioni più importanti della vita pubblica imolese, svolge un'intensa attività di educazione musicale nelle scuole cittadine. Nel 2011 contava 150 iscritti, di cui 100 sono componenti effettivi della Filarmonica della Banda.

Per quanto riguarda la musica tradizionale romagnola, Imola vanta i natali di una delle più celebri formazioni del settore: il «Gruppo Canterini e Danzerini Romagnoli "Turibio Baruzzi"». Fondato con il nome di "Camerata dei Canterini romagnoli di Imola" nel 1927, nacque dall'idea di Pietro Tarabusi (Imola, 1895 - ivi, 1975) e dei dirigenti del Circolo degli Artigiani di Imola, tra cui Nino Zani e Roberto Bassi. Il sodalizio esegue un repertorio di canti popolari romagnoli. Fu il maestro Turibio Baruzzi a fare dei canterini imolesi, negli anni trenta-quaranta, una delle formazioni più prestigiose di tutta la Romagna. Dal secondo dopoguerra il coro è affiancato da un corpo di ballo che propone, grazie all'accompagnamento della relativa orchestra, danze tradizionali romagnole del XIX secolo.

Mezzi d'informazione[modifica | modifica sorgente]

Stampa
  • Il Nuovo Diario-Messaggero (settimanale). Il giornale nacque il 13 ottobre 1900 con la testata «Eco della Diocesi di Imola», modificata nel 1903 ne «Il Diario». Dopo le interruzioni del periodo bellico rinacque come «Il Nuovo Diario» e, infine, diventò «Il Nuovo Diario-Messaggero», a seguito della fusione con il periodico lughese «Il Messaggero».
  • Sabato Sera (settimanale)
  • Imola Oggi (giornale online)
  • Sport Imola (giornale sportivo online di Imola e circondario)
  • Post Scriptum (giornale online)
  • Il Resto del Carlino - edizione di Imola (quotidiano)
  • Corriere Romagna - edizione di Imola (quotidiano)
  • La Voce di Romagna - edizione di Imola (quotidiano)
Radio

Nel passato Imola è stata sede di diverse radio indipendenti. Radio Logica, fondata nel 1976, è stata la principale radio imolese. Trasmetteva musica rock e leggera. Tra le trasmissioni più famose: Buona domenica, Paese che vai, Domenica sportiva, Traccia. Nel 2006 l'emittente è stata ceduta; le frequenze sono passate a Radio Stella di Modena. Altre radio imolesi esistite nel passato: Radio Grifone Stereo, Radio Alba, Teleradio Centrale.

Attualmente è presente su tutto il territorio la radio web Radio Montecatone.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

A Imola hanno sede tre teatri:

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La prima sala permanente di Imola fu il Cinema Marconi, aperto nel 1907. Dagli anni venti fu conosciuto come Cinema Modernissimo. Poi in successione aprirono il Centrale (1925), il Cristallo (1960), il Jolly e l'Astoria (nel quartiere Pedagna). Fino ai primi anni novanta esistevano cinque cinema di prima visione.
Oggi sono attivi tre cinema: il Cristallo, il Centrale (che dopo anni di chiusura ha riaperto nel settembre 2011) e il Don Fiorentini (intitolato alla memoria del sacerdote imolese don Romano Fiorentini, scomparso nel 1979). Quest'ultimo, aperto nel novembre 2002, offre anche una stagione di teatro dialettale.
Dal 1976 vi è poi un cineforum, tra i pochissimi nel settore a non aver capitolato di fronte all'avanzata delle multisale e dell'home theater.

Dal 1994 si tiene in dicembre il «Corto Imola Festival», un festival del cortometraggio d'autore. I premi sono: miglior corto italiano e miglior corto internazionale.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • «Fiera agricola del Santerno». Nata nel 1947 come «Fiera del Santerno», si impose presto come la vetrina di tutto ciò che si produceva ad Imola e nel comprensorio. La Fiera si tenne nel vasto piazzale delle scuole Carducci fino al 1985, quando fu trasferita nell'autodromo. Ogni anno la fiera richiamava 40.000 persone, con 200 (in media) espositori. Per Statuto la fiera era presieduta dal sindaco della città. Dopo l'edizione del 1992 svoltasi alla Rocca sforzesca, la manifestazione fu sospesa[65]. Nel 2011 la fiera è stata ripresa. Si svolge nell'area di Sante Zennaro (zona sud di Imola) e intende essere la continuazione della manifestazione originale.
  • CRAME («Club Romagnolo Auto e Moto d'Epoca»), dal 1966: mostra-scambio di auto e moto d'epoca. La manifestazione, conosciuta in Europa, è allestita all'interno dell'autodromo alla metà di settembre.
  • «Baccanale»: rassegna enogastronomica che si tiene a novembre con tema diverso ogni anno; aderiscono all'iniziativa molti ristoranti del comprensorio proponendo menù dedicati.
  • «Imola in Musica» (dal 1996): si tiene nel centro storico il primo weekend di giugno; il programma presenta sia concerti di artisti di rilievo che piccoli spettacoli di artisti da strada.
  • «Carnevale dei Fantaveicoli» (dal 1998): concorso per mezzi di trasporto stravaganti ed ingegnosi, rivisitati in chiave ecologica. I "veicoli" sono costruiti dai partecipanti; la sfilata avviene ogni anno nell'ultima domenica di Carnevale.

Fino al 2007 Imola ha ospitato l'Heineken Jammin Festival.

Persone legate ad Imola[modifica | modifica sorgente]

Antichità
Medioevo
XVI e XVII secolo
XVIII secolo
XIX secolo

In ordine alfabetico:

XX secolo

In ordine alfabetico:

Imolesi noti viventi

Famiglie nobili di Imola[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Dalle dichiarazioni Irpef del 2011 (basate sui redditi del 2010) emerge che, rispetto all'anno precedente, aumentano coloro che dichiarano più di 100.000 euro (da 500 a 519); peraltro sono aumentati anche coloro che dichiarano meno di 1.000 euro annui (da 290 a 400). Facendo una media, gli imolesi hanno dichiarato 23.946 euro. Tale cifra fa di Imola la città più ricca della Romagna, davanti a Rimini[68].

Industria[modifica | modifica sorgente]

Il territorio imolese ha una vasta e articolata gamma di tipicità di imprese: cooperazione industriale, cooperazione sociale, piccola e media impresa, terziario.
La peculiarità della struttura economica imolese è la forte presenza di cooperative industriali. Il "padre fondatore" della cooperazione imolese è considerato Giuseppe Bucci. Titolare, assieme al fratello Angelo, di una fabbrica di stoviglie e maioliche nata nel Settecento, il 22 giugno 1874 cedette l'azienda agli operai costituiti nella Società Cooperativa Ceramica Imola (S.C.C.)[69], allo scopo di contribuire “al progresso dell'industria e al miglioramento economico dei suoi lavoratori”[70]. Fu la prima cooperativa di produzione e lavoro fondata in Italia. Lo Statuto prevedeva il conseguimento della pensione dopo 30 anni di attività e l'apertura di una scuola serale di alfabetizzazione per i figli degli operai[71]. Nel corso della seconda metà dell'Ottocento nacquero nel territorio imolese numerose altre cooperative.

All'inizio del XX secolo furono avviate le prime sinergie. Romeo Galli fondò il “Magazzino Generale Cooperativo di Consumo”. Il 21 maggio 1911 16 delle 20 cooperative esistenti crearono la “Federazione Circondariale delle Cooperative di Imola”, sotto la presidenza dello stesso Galli. Imola si mosse in anticipo rispetto al capoluogo di provincia, Bologna. Successivamente nacquero le altre principali cooperative industriali imolesi. In ordine cronologico di fondazione furono: la 3elle (infissi in legno, fondata nel 1908), la SACMI (impianti per l'industria ceramica e del packaging, fondata il 2 dicembre 1919 da Romeo Galli e Giulio Miceti) e la CTI (nel 1930). Il 4 marzo 1932 fu fondata la «Cooperativa Elettricisti Fontanieri Lattonieri e Affini» (CEFLA). Nel 1939-40 si aprirono a Imola le prime fabbriche belliche: la Cogne (produzione di cannoni e proiettili anticarro, proiettili per artiglieria marina e artiglieria antiaerea) e la Caproni (apparecchiature per l'aviazione e la marina).

Nel secondo dopoguerra Imola crebbe ulteriormente sviluppando un solido tessuto industriale. Negli anni sessanta nacquero, in città e nel circondario, molte nuove aziende, soprattutto nei settori metalmeccanico, ceramico e dei laterizi. I lavoratori dell'industria superarono per la prima volta quelli dell'agricoltura, l'attività che fino ad allora aveva impiegato la maggioranza della forza lavoro. Nel 1978 nacque la CESI, società cooperativa edile, che presto divenne una delle più maggiori realtà del settore a livello regionale.

Tra gli industriali, uno dei personaggi di maggior rilievo del dopoguerra imolese fu Renato Bacchini. Fu fondatore del Gruppo Benati (macchine movimento terra), della Cerim (ceramiche), dell'Avicola Selice (alimentare) e fu il continuatore di molte altre attività industriali già presenti sul territorio.

Oggi le principali realtà cooperative del territorio sono la Legacoop e la Confcooperative. Le maggiori aziende non cooperative del territorio imolese sono l'IRCE (conduttori elettrici) e la Case (gruppo FIAT), che alla fine degli anni '80 rilevò gli stabilimenti e la produzione del Gruppo Benati.

Credito e risparmio[modifica | modifica sorgente]

La prima banca di Imola fu la Cassa di Risparmio. Venne fondata all'inizio del 1855. Fino a quell'anno l'unico istituto abilitato a prestare denaro era il Monte di Pietà (vedi supra). Fu promossa da un gruppo di cittadini che presentarono il progetto all'approvazione della Diocesi. Il vescovo, cardinal Baluffi, diede il placet e prenotò cinque azioni da venti scudi da destinare ai più bisognosi. Il presidente del primo consiglio di amministrazione fu il noto scienziato Giuseppe Scarabelli.

Nel 1871 venne costituita la Banca Popolare di Credito di Imola. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si diffusero nel territorio imolese anche le prime casse rurali. Rispetto alla Cassa di Risparmio, il cui intento era favorire il piccolo risparmio, le casse rurali sorsero per fornire canali di accesso al credito per gli agricoltori.
Oltre alle casse rurali, nacquero anche istituti di credito cooperativo per finanziare altri mestieri. Una delle più note fu la "Società Anonima Cooperativa fra gli Operai Birocciai con sede in Imola", costituita il 10 gennaio 1892 ad opera di 11 birocciai.
Ai primi del XX secolo, dalla fusione di undici cooperative di credito nacque la Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese, tuttora uno dei più rilevanti istituti bancari del territorio. Nel 1905 aprì la sede imolese del Piccolo Credito Romagnolo, istituto bancario cattolico fondato a Bologna nel 1896.

Nel 1941 il Monte di Pietà (fondato nel 1512) cessò la plurisecolare attività; le sue funzioni passarono alla Cassa di Risparmio cittadina. La locale Cassa di Risparmio, la Banca Cooperativa di Imola (nuovo nome della Banca Popolare di Credito fondata nel 1871) e il Credito Romagnolo sono stati gli istituti che hanno maggiormente sostenuto lo sviluppo economico del territorio imolese nel secondo dopoguerra.

A partire dagli anni novanta, il sistema è radicalmente cambiato. La legge ha favorito le fusioni e le banche locali sono state una dopo l'altra inglobate dai grandi gruppi nazionali. La Banca Cooperativa è stata acquisita dalla Cassa di Risparmio di Ravenna ed oggi si chiama Banca di Imola; il Credito Romagnolo nel 2002 è entrato nel gruppo UniCredit; la Cassa di Risparmio di Imola appartiene al 100% al gruppo Banco Popolare.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La principale infrastruttura viaria di Imola è rappresentata dalla Via Emilia; su di essa sono svolte autocorse suburbane in servizio di trasporto pubblico a cura della società TPER. In città è inoltre presente un servizio urbano svolto dalla medesima società.

Dal 1885 al 1935 nella periferia occidentale sorgeva la stazione capolinea della tranvia Bologna-Imola la quale svolgeva da un servizio con trazione a vapore gestito dalla Società Veneta.

La città è inoltre servita dalla omonima stazione ferroviaria, posta lungo la linea Bologna-Ancona, nella quale osservano fermata i servizi regionali svolti da TPER e Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la regione Emilia-Romagna.

Dal 1916 al 1944, nell'area antistante all'attuale, sorgeva una seconda stazione, gestita dalla Santerno Anonima Ferroviaria (SAF), dalla quale partivano i treni della linea per Fontanelice e Massalombarda.

Amministrazione e gestione dei servizi pubblici[modifica | modifica sorgente]

Autonomia del territorio imolese[modifica | modifica sorgente]

Imola, pur non essendo a capo di una provincia, gestisce in autonomia alcuni servizi di livello provinciale, nei seguenti campi: amministrativo, multiservizi e sanità.

In campo amministrativo l'autonomia è data dal Nuovo Circondario Imolese[72], istituito con una legge regionale del 2004. Nato nel 1995, il Circondario Imolese è l'erede dell'Assemblea dei Comuni dell'Imolese (1985-1995), che a sua volta ha preso il posto del "Comprensorio di Imola" (1976-1984). Imola, quindi, ha una storia di autonomia amministrativa più che decennale. Il Circondario, ente pubblico territoriale, si estende su una superficie di 787 km2 (tutta interna alla provincia di Bologna) e ha una popolazione di 131.984 abitanti (al 1º gennaio 2011). Ne fanno parte 10 Comuni, di cui sette sono romagnoli (Imola, Dozza, Mordano, Castel del Rio, Fontanelice, Borgo Tossignano e Casalfiumanese) e tre sono emiliani (Castel San Pietro Terme, Medicina e Castel Guelfo). In base a un'intesa stipulata nel 2006 con la Provincia di Bologna, l'Ente Circondario gestisce "in concorso" con l'Ente Provincia alcune importanti funzioni, quali: Pianificazione territoriale ed ambientale; Viabilità; Sviluppo delle attività produttive; Politiche della casa; Edilizia scolastica; Formazione professionale; Parchi territoriali; Turismo e sport. Presidente dell'Ente è il sindaco di Imola.

In campo sanitario, Imola dispone di una propria Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL). L'ente gestisce gli ospedali di Imola e Castel San Pietro Terme nonché i poli sanitari di Medicina e Borgo Tossignano.

Dalla fondazione del Regno d'Italia fino al 2013 Imola è stata sede di tribunale (sezione distaccata del Tribunale di Bologna).

Servizi pubblici[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Imola, le forniture di acqua, luce, gas e la tutela ambientale sono svolte da una società privata a capitale pubblico, Hera S.p.A., con sede a Bologna. Il sindaco di Imola è il presidente del patto di sindacato.

Nel settore dei servizi pubblici, il Comune di Imola ha costituito, insieme ad altri 22 Comuni, situati nelle Province di Bologna, Ravenna e Firenze, il consorzio pubblico AMI, ovvero il Con.Ami (il nome per esteso è «Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale»).
Oltre a Imola, il socio più importante del consorzio è il Comune di Faenza. Del consorzio fanno parte i 10 Comuni del Circondario imolese, unitamente ai tre Comuni della Romagna toscana[73], ai 5 Comuni del comprensorio faentino[74] e a quattro Comuni del lughese[75].
Nato nel 2001, il Con.Ami ha sede a Imola. Presidente è Stefano Manara (in carica dall'agosto 2013). Direttore generale è Loris Lorenzi, che riunisce le cariche di presidente di Acantho, Sfera e BeniComuni.

Il consorzio assolve a due funzioni principali:

  • gestione di reti ed impianti ereditati dalle precedenti società municipalizzate[76] dei 23 Comuni;
  • gestione finanziaria delle società partecipate. Le società di cui Con.Ami ha la maggioranza assoluta sono:[77]
    • Innovami[78] (socio mandatario)
    • S.A.V.L. S.r.l.[79] (85%)
    • Formula Imola S.p.A. (85%)

Il consorzio è, inoltre, il terzo socio di Hera S.p.A.[80], detenendo una quota dell'8,78%. Con.Ami esprime un consigliere d'amministrazione nonché il presidente del collegio sindacale (carica affidata al sindaco di Imola); inoltre è l'interlocutore di riferimento dei 23 Comuni per i rapporti con la Spa multiservizi.

Società di scopo[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Imola è presente in nove società di scopo[81]:

Società di scopo partecipate dal Comune di Imola
Dati aggiornati al gennaio 2013

Azienda Settore di attività
Acantho S.p.A. Reti di telecomunicazioni
Area Blu Gestione traffico e aree di sosta
BeniComuni Manutenzione e gestione di strade, verde e opere pubbliche
Bryo Energia elettrica da fonti rinnovabili
Con.Ami (vedi descrizione a parte)
Formula Imola Gestione dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari
Hera S.p.A. (vedi descrizione a parte)
Sfera S.r.l. Farmacologia (gestisce le quattro farmacie comunali imolesi)
Sicim S.r.l. Valorizzazione patrimonio immobiliare del Comune
Più Sicurezza S.r.l. Corsi di formazione
Stai Promozione turistica del territorio imolese

Sindaci[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1976 1987 Bruno Solaroli PCI Sindaco
1987 1992 Marcello Grandi Partito Comunista Italiano (PCI) poi Partito Democratico della Sinistra (PDS) Sindaco
1992 1999 Raffaello De Brasi Partito Democratico della Sinistra (PDS) poi Democratici di Sinistra (DS) Sindaco
1999 2008 Massimo Marchignoli Democratici di Sinistra (DS) poi Partito Democratico (PD) Sindaco
2008 in carica Daniele Manca Partito Democratico (PD) Sindaco

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Imola è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Forte di tradizioni popolari e democratiche, dava vita, subito dopo l'8 settembre 1943 ad un attivo movimento di resistenza costituendo i primi nuclei partigiani da montagna. Nonostante perdite iniziali e dure rappresaglie nazifasciste, la popolazione dell'imolese continuava fieramente la lotta, rivendicando, con il sangue versato anche dalle sue indomite donne, pace e libertà e difendendo il patrimonio agricolo e industriale della propria terra. Reparti della 36ª Brigata Garibaldi "Alessandro Bianconcini" costituirono una continua minaccia alle spalle del nemico e, durante l'offensiva angloamericana contro la linea gotica, cedettero agli alleati importanti posizioni strategiche. Raggiunta dalla linea del fuoco, Imola subiva, durante cinque mesi, il martirio dei bombardamenti, aerei e terrestri, delle vessazioni nemiche, delle deportazioni e dei massacri. Il 14 aprile 1945, partigiani delle brigate Gruppi di azione patriottica (GAP) e Squadre di Azione Patriottica (SAP), presidiata la città, la consegnavano agli alleati, mentre combattevano nei gruppi di combattimento del nuovo Esercito Italiano "Cremona" e "Folgore", altri suoi figli continuavano la lotta fino alla liberazione dell'Italia settentrionale [1].»
— Imola, 8 settembre 1943 - 14 aprile 1945
  • Il 2 giugno 1971 della medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte [2].
Medaglia d'oro ai Benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai Benemeriti della cultura e dell'arte

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Imola è gemellata con le seguenti città[82]:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Gli imolesi praticano diverse attività sportive. Gli iscritti agli enti di promozione sportiva sono 20.000; in città ci sono 96 impianti sportivi, che ogni anno vengono utilizzati da oltre 9.000 utenti.

Sport motoristici[modifica | modifica sorgente]

Pianta del primo circuito cittadino di Imola (1946).
Pianta del secondo circuito cittadino di Imola, utilizzato dal 1947 al 1950.

La prima competizione motociclistica competitiva organizzata a Imola fu una gara di motocross. Organizzata dall'«Associazione motoristi imolesi», si disputò il 18 luglio 1926 (una domenica). Il percorso, com'era normale all'epoca, era costituito da strade aperte al pubblico[83]. Il tracciato (della lunghezza di 12,1 km da ripetersi per 14 giri) si snodava attorno ai Tre Monti (note alture che sovrastano la città: i colli Pediano, Frassineto e Bergullo): da essi la manifestazione prese il nome di "Circuito dei Tre Monti". Ne furono disputate altre due edizioni: il 1º maggio 1927 (la gara fu inserita nel Campionato italiano) e nel 1932 (il 31 luglio). Nel 1935 e nel 1937 fu disputata una gara di motocross nell'area del parco Acque minerali (comprendente il monte Castellaccio).

Nel 1936 divenne segretario generale del Moto Club Francesco Costa (per tutti "Checco", 1911-1988), all'epoca venticinquenne. Nel 1946 Costa, eletto presidente, rilanciò l'attività del Moto Club, organizzando corse di velocità sulle strade cittadine, le uniche pavimentate all'epoca. Il primo circuito cittadino di Imola (km 2,700) si snodava lungo i seguenti tratti di strada: viale De Amicis (direzione Faenza), Selice, Mentana, Andrea Costa, Marconi, Pambera e Carducci. La prima gara, denominata «GP Città di Imola», si svolse il 21 luglio 1946.
Dal 1947 al 1950 le corse motociclistiche furono disputate su un diverso tracciato cittadino (km 2,400), che comprendeva: Viale Dante (partenza/arrivo), Viale Zappi (direzione Faenza), al termine del rettilineo si eseguiva una curva a 'U' e si imboccava via Guerrazzi, poi via Mazzini, poi ci si immetteva di nuovo in viale Zappi, ma in senso opposto, arrivando davanti al mercato ortofrutticolo. Lì si curvava a destra in via Boccaccio, poi via Tasso e infine viale Dante. Nel complesso, sui due circuiti cittadini furono disputate sei manifestazioni competitive.

Dal 1948 il Parco delle Acque minerali ha ospitato tutti gli anni una prova del Campionato mondiale di motocross. La gara inaugurale, corsa il 23 maggio 1948, fu il primo Gran premio internazionale di motocross mai disputato in Italia. Il tracciato misurava ben 5 km; la pista si snodava tra il Parco e il fiume Santerno, che i motociclisti guadavano in due punti. L'arrivo/partenza era posto in via Romeo Galli. L'appuntamento richiamava tutti gli anni una folla tra le 10 000 e le 30 000 persone. L'attività ebbe termine nel 1965 perché in quell'anno l'area fu convertita definitivamente a parco pubblico. Nel complesso si disputarono a Imola 24 Gran Premi, di cui 9 valevoli per il campionato mondiale (1957-1965).

A partire dal 1972 si è disputata all'Autodromo la «200 Miglia», gara di durata. Ideata anch'essa da Checco Costa, negli anni la manifestazione ha richiamato migliaia di appassionati da tutt'Italia e dall'estero. L'ultima edizione si è disputata nel 1985.

Oggi le principali associazioni motoristiche imolesi sono: «Moto club Santerno Imola» "Checco Costa"; «Club romagnolo auto e moto d'epoca» (CRAME); «Moto club Imola»; «Moto club "La Stalla"», «Sport club "Il velocifero"», «Associazione "Otello Buscherini"», «Panathlon International» e «Gruppo ex-motocrossisti imolesi».

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La pallacanestro nasce a Imola negli anni trenta. Le prime partite sono disputate da squadre di studenti. La prima squadra in assoluto è una compagine femminile formata dalla professoressa Torrini, insegnante di ginnastica femminile delle scuole magistrali e del liceo. È lei a trasmettere la passione per la palla a spicchi all'insegnante di ginnastica maschile delle magistrali, il prof. Caleffi. Nel 1934 Caleffi crea la prima squadra maschile. Il primo campionato, un torneo studentesco, si disputa nel 1936.[84]

Nel 1946 nasce la prima società sportiva in senso proprio: la Virtus Imola Sportiva Pallacanestro. Nel 1960 la squadra imolese raggiunge la seconda serie nazionale[85].

Nel 1967 viene fondata una nuova società: la Andrea Costa Imola Basket. Per diversi anni milita nelle serie inferiori, finché dalla stagione 1985/86 inizia un ciclo positivo. Nella stagione seguente si trova nello stesso campionato della Virtus: le due squadre si affrontano in due infuocati derby, da quali esce vincitrice l'Andrea Costa che prevale in entrambi i confronti.

È il passaggio di consegne tra le due formazioni. Da allora l'Andrea Costa si è trovata stabilmente ai piani alti del basket italiano, mentre la Virtus non è riuscita ad andare oltre il livello dilettantistico. Nel 1995 l'Andrea Costa, salita in A2, lascia il PalaRuggi, che non è omologato per la categoria. Inizia così un periodo di 17 anni nei quali la squadra romagnola gioca le partite casalinghe dapprima in una tendostruttura in zona autodromo e successivamente a Faenza. Nella stagione 1998-1999 di Serie A1 l'Andrea Costa di Francesco Vitucci vince gli ottavi nei playoff qualificandosi ai quarti. Vincenzo Esposito è il trascinatore della squadra. È il massimo risultato mai raggiunto da una squadra imolese nel campionato nazionale. L'Andrea Costa totalizza quattro partecipazioni al massimo campionato nazionale, fino al 2002.

Il 2005 è un anno triste per il basket cittadino: fallisce la Virtus. Viene fondata una nuova società, la «Virtus 1936» che riparte dal campionato regionale. Nel 2009 avviene la fusione con un'altra società cittadina dando vita alla «Virtus Spes Vis».

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Sport motoristici

L'«Associazione Motoristi Imolesi» si affilia al Moto Club d'Italia nel 1926. Il primo presidente è Lodovico Ravaglia. Dal 1931 la società assume la denominazione di «Moto Club Imola». Organizza diverse manifestazioni motoristiche (gare di velocità, gimcane, ecc.). Nel 1946 inizia la lunga direzione di Checco Costa, catalizzatore e punto di riferimento per tutto il movimento sportivo motoristico imolese. Nel 1957 la denominazione cambia in «Moto Club Santerno-Imola». La denominazione attuale è «Moto Club Santerno "Checco Costa"».

Pallacanestro

La prima squadra della città è l'Andrea Costa, fondata nel 1967, attualmente militante nel Campionato di Legadue.
La più antica società imolese è invece la Virtus Imola, fondata nel 1946, che oggi milita nel campionato di Divisione Nazionale C.
Entrambe le squadre disputano le proprie partite casalinghe al Pala Ruggi (2000 posti).

Calcio

La squadra principale in ambito calcistico è l'Imolese, che ha militato per vari anni in serie C; a causa della situazione economica, il club è precipitato in Promozione, da dove è stata promossa senza difficoltà in Eccellenza. Lo stadio, il Romeo Galli, può contenere 4000 spettatori. Le altre società calcistiche con sede in Imola (e non in frazioni) sono: Tozzona Pedagna, Juvenilia Imola, Stella Azzurra Zolino (partecipanti al Campionato 2ª Categoria) e l'ASD Serraglio (partecipante al campionato di 2ª categoria nel girone ravennate). Vi è anche l'ASD Chicco Ravaglia affiliata però alla Santagatese, squadra non imolese, bensì di Sant'Agata sul Santerno che milita nel campionato di Eccellenza Emilia-Romagna 2011-2012.

Atletica leggera

L'«Atletica Sacmi Avis Imola» è la principale società cittadina di atletica leggera. Nata dalla fusione, nel 1994 dell'"Atletica Sacmi Imola" (fondata il 1º gennaio 1964) e della "Polisportiva Avis Imola", è tra le società più importanti della regione. Ha ottenuto significativi piazzamenti anche in ambito nazionale. Nel 2013 ha conseguito per la prima volta nella sua storia la promozione in Serie A1, ovvero la massima serie nazionale della disciplina.

Nuoto

Nata nel 1989, «Imolanuoto» è la principale società attiva negli sport acquatici.
Le stelle dell'«Imolanuoto» sono Fabio Scozzoli (ranista campione del mondo), Ilaria Bianchi (delfinista campionessa del mondo) e Alessia Polieri (delfinista plurifinalsita ai Mondiali).

Ciclismo

Le società ciclistica imolese più blasonata è l'«Unione Sportiva Imolese» (nata il 20 marzo 1920)[86], organizzatrice della storica Coppa Placci. Nel 1995 è nata la «Ciclistica Santerno Fabbi Imola», che dallo stesso anno organizza il Gran Premio Fabbi Imola, manifestazione giovanile di livello interregionale. Una particolarità della competizione è che i ciclisti circolano all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Altri sport olimpici

La società di ginnastica artistica di Imola è la "Biancoverde", in cui milita l'atleta olimpica Carlotta Giovannini.
La società cittadina di lotta è l'Unione sportiva imolese lotta". Nel settore arti marziali vanta un campione del mondo 2013: Gionata Zarbo.
Il Circolo tennis "C. Cacciari" (il complesso tennistico inserito nel parco delle Acque Minerali) è stato fondato negli anni trenta del XX secolo e dal dopoguerra vanta un'attività ininterrotta.
La società di Tiro con l'arco è la "Compagnia Arcieri del Santerno", nata nel 1980.

Rugby

L'A.s.d. Imola Rugby è il club cittadino di rugby a 15. Il Club è stato fondato nel 1978. Nella stagione 2012/2013 la prima squadra o "Senior" milita nel Campionato di Serie C ÉLITE.
Il club gestisce anche le squadre cadette del Minirugby (Propaganda), per tutti i ragazzini dai 6 ai 14 anni, e delle Giovanili, per tutti i ragazzi dai 15 ai 18 anni; la "giovane", neonata formazione imolese dei giocatori con più di 35 anni. Dal 2011 è presente anche un club tutto al femminile, le Scarlet ("scarlatte" in inglese).

Pattinaggio a rotelle

Le principali società sono il «Gruppo Imolese Pattinaggio» (strada) «Imola Roller» (artistico) e «Magic Roller» (artistico).

Football americano

Nel dicembre 2008, l'under 17 dei Ravens Imola, squadra di football americano, ha conquistato a Trecate (NO) il secondo posto nel campionato nazionale, aggiudicandosi il titolo di vice-campione d'Italia.
Il 23 maggio 2009 la squadra senior dei Ravens Imola, che milita in Silver League, ha battuto 27-26 i Rams Milano e si è aggiudicata un posto per la finale nazionale Serie B che si è tenuta il 6 giugno 2009 allo stadio Caravita di Cercola (NA) con risultato finale di 34 - 14 a favore dei Briganti Napoli. I Ravens Imola sono quindi nuovamente vice-campioni d'Italia.

Baseball

Il Baseball a Imola nasce ufficialmente nel 1979. La squadra cittadina, i «Redskins» (“pellerossa”) partecipa al campionato nazionale iniziando dalle serie minori. A partire dal 2001, con la promozione in serie A2, conosce un lustro di ottimi risultati fino a sfiorare due volte la massima serie. Nel 2007 per necessità societarie s'iscrive al campionato di serie B, con l'obiettivo di valorizzare i giovani talenti del vivaio e del circondario, e negli anni successivi ottiene ottimi risultati e piazzamenti, senza però riuscire a raggiungere la promozione. Nel 2012 viene conquistata l'agognata serie A, vincendo la finale playoff (al meglio delle cinque partite) contro Verona. Nel 2013 la squadra ha partecipato al campionato di serie A raggiungendo i playoff.

Oltre alla prima squadra, la società conta anche una squadra Under 21, una Cadetti e una Ragazzi.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Autodromo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

La città è sede dell'autodromo «Enzo e Dino Ferrari», dove si disputava il Gran Premio della Repubblica di San Marino di Formula 1, la cui, finora, ultima edizione ha avuto luogo nel 2006.
L'autodromo Enzo e Dino Ferrari è tristemente famoso per la morte del campione brasiliano Ayrton Senna e dell'esordiente Roland Ratzenberger. La morte di Ayrton Senna fu assai criticata perché la legge italiana stabilisce che non si possono disputare manifestazioni sportive dopo la morte di un atleta durante la competizione. Infatti, Ratzenberger era morto sul circuito il sabato prima della gara durante le qualifiche (30 aprile 1994), mentre Senna morì durante la gara, il 1º maggio 1994; per aggirare la legge fu dichiarato che Roland Ratzenberger era deceduto in ospedale anziché nell'autodromo. Da alcuni anni la Formula 1 non gareggia più all'autodromo Enzo e Dino Ferrari, che ospita altre manifestazioni motoristiche. Negli ultimi anni tre delle società che hanno avuto in gestione l'autodromo, di proprietà del Comune, hanno dichiarato fallimento[87].

Stadio comunale «Romeo Galli»

Sito all'interno del Parco delle Acque minerali, il campo (105x56 m) ospita le partite della locale squadra di calcio. Comprende una pista di atletica leggera a sei corsie. L'impianto, che può contenere 4.000 spettatori, è dotato di illuminazione. La struttura comprende anche un antistadio (100x56 m) per allenamenti. Nel 2011 ha ospitato la Finale del Campionato europeo di calcio femminile Under-19.

Complesso sportivo «Ruggi»

Si compone di:

Il complesso è intitolato ad Amedeo Ruggi, il sindaco imolese che ne promosse la costruzione.

Kartodromo

Sito in località Ponticelli; la pista è omologata dalla Federazione Motociclistica Italiana.

Manifestazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo

La manifestazione ciclistica più importante che si svolge a Imola (nonché la più antica tra quelle tuttora in vita) è la Coppa Placci, istituita nel 1922.
Nel 1968 Imola ha ospitato il campionato del mondo di ciclismo su strada disputatosi sul "circuito dei tre monti" e vinto da Adorni.
Il 3 giugno 1992 la decima tappa del Giro d'Italia 1992 si è conclusa ad Imola con la vittoria di Roberto Pagnin.
Dal 20 al 28 giugno 2009 Imola è stata sede dei Campionati Italiani di Ciclismo, denominati "Settimana Tricolore" (crono e strada), organizzata alla U.S.Imolese e dal Comune di Imola.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di ciclismo su strada 2009.

Ogni anno (dal 1996) nell'ultima settimana di luglio si svolge all'interno dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari il «Gran Premio Fabbi Imola», due giorni ciclistica per le categorie giovanili organizzata dalla Ciclistica Santerno Fabbi Imola. Nel 2013 la prova degli Under 16 (cat. Allievi) ha ricevuto la prestigiosa intitolazione "Coppa Placci", che è stata dedicata ai giovani non essendosi più disputata la prova per i professionisti.

Podismo

La manifestazione podistica più importante che si svolge a Imola è il «Giro dei Tre Monti». Nacque nell'ottobre 1968, per una scommessa tra amici, che si sfidarono sul circuito di 15,3 km su cui si era disputato il Campionato mondiale di ciclismo un mese prima (vinto dall'italiano Adorni). Nel giro di pochi anni è diventato una classica del podismo nazionale e internazionale. Nel 1982 fu raggiunto il record dei partecipanti: 9.973. Il tracciato della corsa, che si snoda su tre note alture circostanti Imola, ha la forma di un semicerchio, con punto di partenza ed arrivo fissati sulla linea d'arrivo dell'Autodromo. Si sale sui colli Pediano e Frassineto (l'altura più elevata: 252 m, nonché quella più lontana dalla città), poi si torna verso la pianura scendendo dal colle Bergullo.

Tennis

La più importante manifestazione della città sono gli «Internazionali di Imola», un torneo internazionale femminile del circuito ITF che si svolge in luglio. Nato nel 2004, è organizzato dalla Tozzona Tennis Park (campi in sintetico). Dal 2011 gli organizzatori hanno aumentato la durata (8 giorni) e il montepremi, che è stato portato a 25.000 dollari USA.

Atletica leggera

Dal 1993 si disputa in giugno il «Memoria Claudia Cavulli», meeting di livello nazionale dedicato alla mezzofondista imolese prematuramente scomparsa.

Personaggi dello sport legati a Imola[modifica | modifica sorgente]

Calcio

Tre calciatori imolesi hanno giocato in Serie A: Moreno Mannini (1962), giocatore della Sampdoria e di altre squadre nonché della Nazionale; Giancarlo Marocchi (1965), che ha militato nel Bologna, nella Juventus e nella Nazionale; Davide Bombardini (1974), che ha giocato in diverse squadre di serie A, tra cui Bologna, Atalanta, Palermo e Roma.

Ciclismo

Il ciclista imolese Diego Ronchini (1935-2003) vinse svariate gare in linea, fra cui il Giro di Lombardia del 1957. Fu Campione d'Italia nel 1959. Vinse il Trofeo Baracchi nel 1960. Fu terzo al Giro d'Italia del 1959, dopo aver indossato per diverse tappe la Maglia Rosa. Fece parte della squadra nazionale in alcuni Campionati del Mondo, classificandosi al 5º posto nel 1959 ai Mondiali di Zandvoort.

Motocicismo
  • Fausto Gresini (1961), campione del mondo di velocità 1985 e 1987 (classe 125);
  • Andrea Bartolini, campione del mondo di motocross 1999 nella classe 500/Open;
  • Alex Salvini, vicecampione mondiale di motocross 2010 nella categoria MX3.
Lotta olimpica

Il 14 agosto 2008, l'imolese Andrea Minguzzi, atleta delle Fiammo Oro, ha conquistato la medaglia d'oro ai Giochi della XXIX Olimpiade nella lotta greco-romana, vent'anni dopo l'ultimo successo olimpico del suo maestro, Vincenzo Maenza.

Pugilato
  • Il pugile imolese più titolato è Vincenzo Dall'Osso. Classe 1929, è stato campione italiano ed europeo nel 1951 ed ha indossato la maglia azzurra per 15 volte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2012
  2. ^ Dopo Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena.
  3. ^ Andrea Nanetti, Imola antica e medievale, La Mandragora, 2008, pag. 94.
  4. ^ Lo storico ravennate Andrea Agnello (ca. 801-post 847), infatti, scrive che dovette essere ricostruita.
  5. ^ Indagini archeologiche condotte alla fine del XX secolo non hanno rilevato infatti la presenza di una cinta muraria.
  6. ^ La chiesa era situata sul lato ovest dell'odierna piazza Mazzini.
  7. ^ Il sito destato molto interesse presso gli storici, per il toponimo. Sono state effettuate numerose indagini archeologiche, anche sul monte Castellaccio, ma il sito non è ancora stato ritrovato.
  8. ^ Da non confondere con l'attuale centro abitato.
  9. ^ Andrea Padovani, «Santa Maria in Regola nel Medioevo» in AA.VV., L'Abbazia benedettina di Santa Maria in Regola, Editrice La Mandragora, Imola 2010, p. 53.
  10. ^ Liber Pontificalis di Andrea Agnello.
  11. ^ Gli arcivescovi ravennati, in forza di antichi privilegi, si erano resi di fatto indipendenti dal papato di Roma.
  12. ^ I Nordigli furono una delle famiglie nobili più influenti di Imola per tutto il Basso Medioevo.
  13. ^ Lo dimostra la presenza di consules cittadini.
  14. ^ All'epoca le aree umide iniziavano pochi km a nord di Sesto Imolese.
  15. ^ Federico I si recò a Imola una seconda volta tra il 4 e il 6 marzo 1167
  16. ^ Il palazzo imperiale si trovava nell'isolato dove in seguito sorse il palazzo Vaini.
  17. ^ Non quella attuale, anche perché questo castrum fu totalmente demolito per costruire le nuove abitazioni dentro Imola.
  18. ^ Ne è testimonianza il nome della «via Case di Dozza», tuttora esistente.
  19. ^ Il perimetro della città rimase praticamente lo stesso fino al XIX secolo.
  20. ^ I Nordigli cambiarono campo almeno una volta. Sono citati anche i «Mendoli», ma bisogna precisare che è un nome di parte, sinonimo di "ghibellini".
  21. ^ Saverio Orselli, Quando san Francesco portò la sua umiltà a Imola, «Strampalaura», 3 ottobre 2009. URL consultato il 24 maggio 2010.
  22. ^ Pochi anni dopo la sua morte fu edificato, oltre porta Appia, il primo convento dell'Ordine francescano a Imola. Se ne hanno notizie a partire dal 1253.
  23. ^ Secondo altre fonti, 9 mila.
  24. ^ All'inizio del XIV secolo Imola doveva avere 11.500 abitanti. Una quota così alta fu raggiunta nuovamente solo nel XIX secolo inoltrato.
  25. ^ Oggi l'unico monastero rimasto attivo dentro la città è quello delle Clarisse.
  26. ^ Si deve al prof. Fausto Mancini, direttore di biblioteca, musei ed archivio storico della città di Imola, la scoperta che i palazzi dei Riario di Roma, Forlì ed Imola furono disegnati dalla stessa mano, quella di Melozzo. A questa geniale e felice intuizione egli giunse dopo accurati studi, convalidati da convincenti prove. Cfr. M. Tabanelli, Il Biscione e la Rosa, Fratelli Lega Editori, Faenza 1973, p. 43, nota 13.
  27. ^ Le lotte per il controllo di Imola non terminarono: lo testimonia l'aspra disputa tra le famiglie Vaini e Sassatelli.
  28. ^ Nei due secoli precedenti (XIV e XV) Imola era stata retta da vicari apostolici, investiti di una larga autonomia.
  29. ^ L'assetto politico-amministrativo così concepito restò immutato per oltre tre secoli e mezzo, fino all'unificazione dell'Italia, interrotto solamente dalla parentesi napoleonica.
  30. ^ Fondazione del Monte di Forlì
  31. ^ Alcune cariche attraversarono indenni il periodo napoleonico: il padre guardiano dell'Osservanza fu membro del consiglio di amministrazione fino al 1859.
  32. ^ Cinque secoli di storia racchiusi in un solo libro
  33. ^ Editto del Card. Oddi. URL consultato il 22 maggio 2012.
  34. ^ La popolazione aveva raggiunto questo valore nel 1586; da allora, per oltre due secoli, la quota di 18.000 abitanti era rimasta costante.
  35. ^ Il nuovo teatro fu costruito tra il 1810 e il 1812 ed è attivo ancora oggi con il nome di Teatro comunale Ebe Stignani.
  36. ^ Ne facevano parte i cantoni di Lugo, Massa Lombarda, Bagnacavallo, Cotignola, Conselice, Castel Bolognese, Castel del Rio, Fontana, Riolo, Fusignano, Mordano, Bagnara, Dozza, Casola Valsenio, Sant'Agata, Casal Fiumanese e Sassoleone.
  37. ^ Cesare Bianchi (a cura di), Dal Santerno al Panaro. Bologna e i Comuni della Provincia nella Storia, nell'Arte e nella Tradizione, Bologna, Proposta Editrice, 1987, vol. III, pp. 35-39.
  38. ^ Questa struttura fu per due secoli l'ospedale principale della città. Oggi è ancora attivo, ma con modeste funzioni dopo che è stato costruito il nuovo ospedale.
  39. ^ Essi erano: Borgo Ilione, Borgo Appiolo, Borgo Spuviglia, Borgo delle Bore, Borgo Campo di Mezzo, Borgo Croce in Campo, Borgo di Nola, Borgo Santo Spirito, Borgo Santa Cristina, Borgo San Cassiano e Borgo San Giorgio.
  40. ^ Con le leggi del 1866 e 1867 il Regno d'Italia si impossessò anche dei beni immobili dell'abbazia. I beni vennero messi all'asta a Roma nel 1885.
  41. ^ La legge del Regno d'Italia prevedeva che il sindaco fosse scelto direttamente dal re tra i consiglieri comunali. Le elezioni amministrative si tennero il 12 febbraio 1860. Gli iscritti alle liste furono 1.320 su una popolazione di 27.000 abitanti.
  42. ^ La categoria comprendeva facchini, birocciai, fornai, ecc.
  43. ^ La categoria comprendeva negozianti, mercanti, albergatori, merciai, tabaccai, osti, droghieri, macellai e pescivendoli.
  44. ^ La categoria comprendeva tutti gli addetti alle libere professioni (medici, avvocati, notai, ecc.).
  45. ^ Infermieri, portieri, domestici, cocchieri, cuochi e affini.
  46. ^ La categoria comprendeva negozianti, merciaie, tabaccaie, droghiere, macellaie e pescivendole.
  47. ^ Infermiere, domestiche, cuoche e affini.
  48. ^ Poi Banca Cooperativa di Imola, oggi Banca di Imola.
  49. ^ I Tozzoni arrivarono a Imola nel XVI secolo, dove vissero fino all'inizio del Novecento; successivamente si trasferirono a Firenze.
  50. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  51. ^ Spazzate, posto a nord della Strada San Vitale, era un territorio dei conti Sassatelli. L'abitato si sviluppò nel XVI secolo. I conti Sassatelli erano proprietari anche di terreni a sud della San Vitale. In uno di questi, fecero costruire un oratorio intitolato alla Natività di Maria Vergine. Attorno ad esso si sviluppò l'abitato di Sasso, oggi denominato Sasso Morelli.
  52. ^ Ad appena sei mesi di distanza dalla beatificazione di suor Teresa del Bambino Gesù.
  53. ^ «Il manicomio di Imola».
  54. ^ Fu chiamato "Osservanza" perché ospitava malati che non avevano più nessuna possibilità di recupero, cioè potevano essere solamente osservati e sorvegliati.
  55. ^ Non senza polemiche. Ufficialmente lasciò per raggiunti limiti d'età; secondo alcuni, invece, la dott.ssa fu sollevata dall'incarico.
  56. ^ Anna Guglielmi, infermiera caposala nell'ospedale, per prima ebbe l'idea di creare una residenza dove accogliere le persone in difficoltà.
  57. ^ L'Aula Magna fu progettata da Cosimo Morelli nel 1761; oggi è conservata inalterata nel suo arredamento originale. Si trova al primo piano del palazzo della Biblioteca civica.
  58. ^ Cecilia Baroncini, «Biblioteca, 3 mila iscritti in più nel 2009», La Voce di Romagna, 16 luglio 2010.
  59. ^ Fondato nel 1857 con il nome di «Gabinetto di Storia naturale», è stato chiuso nel 2006. Tutta la collezione (oltre 25mila reperti) è stata trasferita al Museo di San Domenico, dove è stata inaugurata nel 2013 in un nuovo allestimento.
  60. ^ Edificio di proprietà della Diocesi dedicato ad attività culturali ed educative. Vi trova sede il giornale della Diocesi, il Nuovo Diario-Messaggero.
  61. ^ Michela Ricci, «Una vita per la cultura e la scuola» in Il Nuovo Diario-Messaggero, 2 giugno 2012, p. 38.
  62. ^ Musica, l'eccellenza abita a Imola da 25 anni. URL consultato il 28 aprile 2014.
  63. ^ Ilaria Cassani, Accademia pianistica: il timone passa a Vladimir Ashkenazy in Il Nuovo Diario-Messaggero, 20 luglio 2013.
  64. ^ L'Accademia vince il Premio Presidente della Repubblica. URL consultato il 3 luglio 2014.
  65. ^ Dal 1947 al 1992 si svolsero un totale di 39 edizioni.
  66. ^ Rimase Vescovo di Imola anche dopo la nomina a Papa sino al 1816.
  67. ^ A lei e a Guido Tizzoni si deve la scoperta del vaccino antitetanico.
  68. ^ Fonte: Ministero delle Finanze.
  69. ^ Nel 1947 il famoso architetto Giò Ponti creò per la Coop. Ceramica Imola il famoso disegno del "garofano blu". Nel tempo è diventato uno dei decori che si considerano tipici di Imola. Ancora oggi viene eseguito in esclusiva dalla S.C.C.
  70. ^ Bee Italian dal 1874. URL consultato il 27 luglio 2010.
  71. ^ Dante Passarelli, Museo "G. Bucci" della Cooperativa Ceramica di Imola. URL consultato il 27 luglio 2010.
  72. ^ Nuovo circondario imolese
  73. ^ Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi.
  74. ^ Casola Valsenio, Riolo Terme, Brisighella, Castel Bolognese, Solarolo.
  75. ^ Bagnara di Romagna, Sant'Agata sul Santerno, Massa Lombarda e Conselice.
  76. ^ Nei settori elettrico, acqua, teleriscaldamento, gas, smaltimento rifiuti, ed altri.
  77. ^ CON.AMI oggi. URL consultato il 6 luglio 2012.
  78. ^ Società attiva nella ricerca dell'innovazione organizzativa e tecnologica.
  79. ^ Società Acquedotto Valle del Lamone.
  80. ^ Dopo i Comuni di Bologna e Modena.
  81. ^ Si tratta di società finalizzate alla realizzazione di scopi specifici di interesse pubblico.
  82. ^ città gemellate con Imola. URL consultato il 3 febbraio 2012.
  83. ^ Elenco delle vie: Croce in Campo, Cerchiari, Tre Monti, Bergullo, La Pascola e di nuovo Croce in Campo.
  84. ^ Giacomo Casadio, Il basket a Imola, una storia lunga quasi 80 anni in Il nuovo Diario-Messaggero, 23 novembre 2013.
  85. ^ Rimarrà il suo traguardo più alto mai raggiunto.
  86. ^ La storia della Coppa Placci. URL consultato il 16 dicembre 2013.
  87. ^ Patrick Colgan, Il giudice: «Formula Imola è fallita» in il Resto del Carlino, 18 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nazario Galassi, Figure e vicende di una città, Edizioni Coop. “A. Marabini”. 2 voll..
  • Antonio Saltini, Salomoni M. Teresa; Rossi Cescati Stefano, Via Emilia. Percorsi inconsueti fra i comuni dell'antica strada consolare, Bologna, Il Sole 24 Ore Edagricole, 2003, ISBN 978-88-506-4958-7.
  • Natale Tampieri, Imola 14 aprile 1945. Riflessioni sulla Resistenza, Imola, Corso Bacchilega, 2007, ISBN 978-88-88775-52-4.
  • Massimo Montanari (a cura di), La storia di Imola : dai primi insediamenti all'ancien régime. La Mandragora., Imola, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Romagna Portale Romagna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Romagna