Padova
Padova (Pàdoa o Pàoa in veneto, Patavium in latino) è un comune italiano di 214.125 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Veneto.
È il terzo[4] comune della regione per popolazione e il più densamente popolato[5]. Nei suoi dintorni si è venuta a creare un'importante area metropolitana che raggiunge i 433.760 abitanti[6].
La città di Padova è sede di una prestigiosa ed antica università, vanta numerose testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico, che la rendono meta di turisti da ogni parte del mondo. È oggi un importante centro economico, uno dei più importanti e grandi centri di trasporti intermodali, anche fluviale, di tutta Europa[7] e rappresenta attualmente il più grande interporto nel nord e centro Italia[8].
Padova conserva uno dei più straordinari e rivoluzionari capolavori dell'arte medievale, la Cappella degli Scrovegni, affrescata agli inizi del Trecento da Giotto.
È universalmente nota anche come la città di sant'Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che visse a Padova per alcuni anni e vi morì (13 giugno[9] 1231). I resti del Santo sono conservati nella Basilica di Sant'Antonio, meta di numerosi pellegrini da tutto il mondo e uno dei monumenti principali della città.
La bisbetica domata, commedia di William Shakespeare, è ambientata a Padova.
Indice
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[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Padova è collocata all'estremità orientale della Pianura Padana circa 10 km a nord dei Colli Euganei e circa 20 km a ovest della Laguna Veneta. Il territorio comunale si sviluppa su 92 km², interamente pianeggianti e solcati da vari corsi d'acqua, che hanno dato nei secoli la forma e la protezione alla città.
La città poggia su un terreno composto di materiali fini limoso-sabbiosi, mentre i sedimenti ghiaiosi sono rari. La distribuzione dei vari livelli stratigrafici è molto irregolare a causa delle frequenti divagazioni e variazioni del corso dei fiumi che hanno subito durante l'ultima era geologica (si veda per esempio la rotta della Cucca). A ovest della città nelle aree rurali del quartiere Montà sono ben visibili vari paleoalvei del fiume Brenta.
Confina:
- a Nord con Cadoneghe, Limena, Vigodarzere, Villafranca Padovana
- a Est con Legnaro, Noventa Padovana, Saonara, Vigonovo, Vigonza
- a Ovest con Abano Terme, Rubano, Selvazzano Dentro
- a Sud con Albignasego, Ponte San Nicolò
Per quanto riguarda il rischio sismico Padova è classificata nella zona 4 (sismicità irrilevante) dall'Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003[10].
[modifica] Le vie d'acqua
La città è nata e si è sviluppata all'interno dei bacini idrografici dei fiumi Brenta e Bacchiglione che di conseguenza hanno fortemente condizionato il tessuto urbano (che donano a molti angoli della città scorci suggestivi[11]).
In passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mulini e per la loro evidente funzione commerciale, secondariamente per congiungere la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali hanno rappresentato a lungo un valido complemento delle opere di fortificazione della città. Le opere di ingegneria fluviale che si sono susseguite nel corso dei secoli, soprattutto per impulso del Magistrato alle Acque della Repubblica di Venezia, hanno permesso di ridurre il rischio di esondazioni che potessero interessare il tessuto urbano della città; gli ultimi grandi lavori risalgono però all'800. L'attuale, complesso, sistema di collegamenti e chiuse tra i canali cittadini è in grado di gestire e far defluire onde di piena anche significative, senza troppi rischi per la città. L'unica area che potrebbe eventualmente essere a rischio, e solo in presenza di piene di dimensioni eccezionali, è la zona sud-orientale di Terranegra (il cui nome è indicativo del fatto che anche nei secoli passati veniva spesso coinvolta dalle esondazioni).
I corsi d'acqua cittadini principali sono:
- Brenta, che origina dai laghi di Levico e Caldonazzo, e percorre il confine nord di Padova delimitando il quartiere Nord dai comuni limitrofi.
- Bacchiglione dopo aver ricevuto a Tencarola le acque del Brenta tramite il canale Brentella, entra in città al Bassanello da ovest dove si divide in tre tronchi:
- Canale di Battaglia, antico canale artificiale (XII secolo) che si distacca dal fiume Bacchiglione in località Bassanello, ora nella periferia meridionale della città, per dirigersi quindi verso i centri a sud della provincia, ricongiungendosi poi attraverso la rete dei canali con il tratto finale del fiume.
- Canale Scaricatore, che volge verso ovest costruito dal governo Austriaco nel 1830 per regolamentare le piene del fiume e rimaneggiato negli anni 1920. Convoglia all'esterno della città la maggior parte delle acque del fiume.
- Tronco Maestro che volge verso nord e che costeggia il centro storico ad ovest e a nord, fino alle Porte Contarine; fungeva da canale difensivo per il lato nord-ovest delle mura duecentesche. Era utilizzato soprattutto per la navigazione.
- Naviglio Interno, che si dirama dal Tronco Maestro, attraversa il centro storico a sud e ad est, seguendo quello che era il percorso del Medoacus e si ricongiunge con il ramo principale alle Porte Contarine. Era utilizzato soprattutto per alimentare i mulini e se ne distaccano diversi canali secondari, tra i quali il canale di Santa Chiara che esce dalla città verso sud-est per ricongiungersi poco oltre con il canale Piovego.
- Canale Piovego, si origina dalla confluenza del Tronco Maestro e del Naviglio Interno presso le Porte Contarine e quindi prosegue verso il Brenta e quindi Venezia, delimitando a nord le mura cinquecentesche.
- Canale Brentella, antico scavo (XIV secolo) ad ovest di Padova, che porta al Bacchiglione le acque del Brenta.
Le opere di interramento dei canali cittadini, in particolar modo del Naviglio Interno (oggi Riviera Ponti Romani) a partire dagli anni cinquanta, ne hanno decretato un lungo periodo di abbandono, oltre naturalmente ad aver alterato irreparabilmente lo stretto connubio tra Padova e le sue acque. È solo negli anni novanta che si è assistito ad un recupero delle vie d'acqua cittadine, ora percorse nuovamente da imbarcazioni, e su cui nei primi anni di questo secolo si è provato anche ad investire in direzione del turismo fluviale.
[modifica] Le aree verdi
| Per approfondire, vedi la voce Aree verdi di Padova. |
La città di Padova può vantare 2.512.945 m² di aree verdi, 1.680.939 m² di verde attrezzato (verde nei quartieri con giochi per bambini, piste ciclabili, campi polivalenti...), 11,91 m² di verde per abitante, 2,69% di superficie verde rispetto alla superficie totale (dati del 2005).[12]
Nel 2006 Padova ha vinto il primo premio La città per il verde, assegnato a Genova in occasione della manifestazione Euroflora 2006[13].
Alcuni esempi di aree verdi padovane:
- L'Orto Botanico di Padova, il più antico orto botanico universitario ancora esistente al mondo e patrimonio dell'UNESCO, custodisce (tra innumerevoli altre piante) la cosiddetta palma di S. Pietro[14], cui Goethe dedicò alcuni scritti;
- l'Isola Memmia al centro del Prato della Valle;
- il parco Treves de' Bonfili;
- i Giardini della Rotonda;
- il "Lungargine Scaricatore, Codotto e Maronese, Terranegra": un percorso ciclopedonale di circa 8 km collega il ponte Scaricatore (Bassanello) col ponte di San Gregorio (Terranegra) e offre nel primo tratto anche un "percorso vita" (percorso ginnico attrezzato);
- il Giardino Venturini e Natale, situato lungo il canale Piovego vicino alla Stanga, dal 2003 ospita una copia del leone di San Marco (XV secolo) recuperato al Portello nel fossato lungo le mura;
- il Giardino dei Giusti del Mondo dedicato a chi si è opposto ai genocidi e ai crimini contro l'umanità.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Padova. |
La città presenta un clima tendenzialmente subcontinentale, che tuttavia viene mitigato dalla vicinanza al Mar Adriatico. Dal punto di vista legislativo, il comune di Padova ricade nella Fascia Climatica E con 2383 gradi giorno,[15] dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile. Tuttora, per i dati climatici, si fa riferimento alla stazione meteorologica dell'Orto Botanico, una di quelle da cui l'ARPAV raccoglie le informazioni inerenti al meteo urbano (l'altra essendo situata a Legnaro, fuori dei limiti comunali). Le temperature di seguito riportate fanno riferimento proprio a quei dati (1971-2000).
| Dati meteo | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 6 | 8 | 12 | 16 | 21 | 25 | 28 | 28 | 24 | 18 | 12 | 7 | 7 | 16,3 | 27 | 18 | 17,1 |
| T. min. media (°C) | 1 | 2 | 5 | 9 | 14 | 17 | 20 | 20 | 16 | 11 | 5 | 2 | 1,7 | 9,3 | 19 | 10,7 | 10,2 |
| Precipitazioni (mm) | 70 | 57 | 67 | 68 | 79 | 88 | 64 | 80 | 58 | 66 | 87 | 62 | 189 | 214 | 232 | 211 | 846 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 7 | 6 | 7 | 8 | 9 | 9 | 5 | 6 | 6 | 6 | 8 | 6 | 19 | 24 | 20 | 20 | 83 |
| Umidità relativa (%) | 80 | 73 | 69 | 70 | 69 | 70 | 68 | 69 | 71 | 74 | 77 | 81 | 78 | 69,3 | 69 | 74 | 72,6 |
| Eliofania assoluta (ore al giorno) | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 10 | 9 | 6 | 4 | 3 | 2 | 3 | 6 | 9 | 4,3 | 5,6 |
A Padova non è insolito che si registrino temperature molto basse, in particolare nel periodo che va dalla metà di dicembre alla metà di gennaio, dovute per lo più a masse di aria fredda sub-polare provenienti da nord (Scandinavia) o da est (Est europeo e Balcani), destinate a portare all'accumulo di diversi centimetri di neve, che possono resistere a terra anche diversi giorni.
Il triangolo Padova-Vicenza-Rovigo risulta essere la zona più nevosa del circuito pianeggiante veneto, con una media nivometrica annua storica per Padova e provincia che oscilla tra 10 e 30 centimetri, 15-20cm in città[16][17]; media inferiore a diverse zone del nord-ovest e dell'Emilia, ma maggiore rispetto a Liguria e ad altre zone pianeggianti del nord-est (Venezia, Verona, Udine).
La città soffre del problema del surriscaldamento urbano, il centro annovera valori superiori alla provincia anche di due gradi, e inoltre possibile incorrere in nevicate in provincia (con accumulo minino), che andando verso il centro si trasformano in nevischio. A Padova non è insolito il fenomeno dell'inversione termica, con temperature diurne non superiori ai 3 gradi ed a volte inferiori agli 0°C, giornate frequentemente accompagnate da nebbia; anche se negli ultimi anni il perdurare della nebbia anche durante il dì è meno frequente, mentre è un evento tutt'altro che raro nella Bassa Padovana, nel Rodigino e in Emilia.
Negli anni '70 e soprattutto '90 del XX secolo la media nivometrica di Padova è calata, mentre gli anni '60, '80 e 2001-2010 hanno presentato discreti valori; i record del XX secolo di accumulo nevoso per la città si registrarono nel 1956 e nel 1985 (55 cm). Nell'inverno padovano si può incorrere in giornate in cui la temperatura, nelle ore più calde, arriva a toccare i 12 gradi, con una repentina caduta delle temperature, con valori intorno allo zero, al calar della sera, con una notevole escursione termica. D'altra parte, l'esposizione alle correnti di bora o l'innevamento del suolo possono portare a giornate rigide, scendendo di diversi gradi al di sotto dello zero di notte, e rimanendo prossimi al congelamento anche in pieno giorno. Il record assoluto è rappresentato dai -19.8°C registrati presso l'aeroporto nel gennaio 1985.
Molto più rigido e nevoso era il clima invernale tra i secoli XVII e XIX, quando la neve permaneva a lungo al suolo, e le giornate "di ghiaccio" (cioè sempre sotto gli 0°C nelle 24h) erano piuttosto frequenti.
Le estati, viceversa, sono calde ed afose, anche se raramente insopportabili; benché negli ultimi anni si siano avuti picchi di calore che, per intensità e durata, hanno avvicinato o battuto i record storici. La temperatura più alta fu registrata all'Orto Botanico nell'agosto 2003 con +39.8°C. Frequentemente la città è soggetta a temporali estivi, che allo scontro di masse d'aria diverse (fronti freddi che interrompono la calura) possono diventare violenti, con grandinate e forti colpi di vento, fino a casi di trombe d'aria; nella storia della città si annoverano anche alcuni tornado, da quello distruttivo dell'agosto 1756, a quello che la sfiorò per poi investire Venezia nel settembre 1970.
La primavera e l'autunno sono stagioni di passaggio, per loro natura incerte e spesso turbolente. Sono generalmente le stagioni più piovose (la più secca essendo l'inverno) e presentano forti differenze termiche da mese a mese. Se infatti marzo e novembre possono presentarsi come mesi invernali, con gelate e nevicate, ciò diviene raro ad aprile ed ottobre, quando si possono anche godere i primi/ultimi caldi (pur se raramente ed a livelli gradevoli, non fastidiosi come l'afa estiva); mentre maggio e settembre hanno caratteristiche nettamente più vicine all'estate, specialmente per quanto riguarda il primo mese autunnale, mentre l'ultimo mese primaverile è più frequentemente perturbato.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia di Padova e Sindaci di Padova. |
| Le origini del nome |
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L'etimologia del toponimo è incerta, ma è evidente l'assonanza con l'antico nome del Po (Padus). Vi si potrebbe riconoscere la radice indoeuropea pat-, in riferimento forse ad un luogo pianeggiante ed aperto, contrapposto alle vicine zone collinari (in latino da questa radice deriva la parola "patera" che sta appunto per "piatto"), a cui si deve aggiungere un ulteriore suffisso "-av" (come nel fiume Timavo), di antica origine venetica, indicante appunto la presenza di un fiume, appunto il Brenta-Medoacus. Inoltre la terminazione "-ium", nel nome romano Patavium, indica la presenza di più villaggi poi unificatisi. (R. Mambella) |
Insediamenti preistorici sono stati accertati dall'archeologia, già a partire dall'XI secolo a.C. - X secolo a.C.,[18] topograficamente in corrispondenza dell'odierno centro di Padova. La leggenda narra che la fondazione di Padova sia avvenuta nel 1132 a.C. per opera di Antenore, un principe troiano scampato alla distruzione di Troia; ma è noto come tale leggenda tragga forse origine da un falso storico, opera di Tito Livio, per assimilare la propria città a Roma.
Rappresentando uno dei principali centri della cultura paleoveneta, l'antica Padova sorse all'interno di un'ansa del fiume Brenta (durante l'antichità chiamato Medoacus Major) che allora (probabilmente fino al 589) scorreva nell'alveo dell'odierno Bacchiglione (al tempo denominato Medoacus Minor o Edrone), entrando in città nei pressi della attuale Specola.
Già a partire dal 226 a.C. gli antichi patavini strinsero un'alleanza con Roma contro i Galli Cisalpini, alleanza poi confermata più volte, in particolare al tempo della Battaglia di Canne (216 a.C.) e della guerra sociale (91 a.C.), quando Padova e altre città transpadane combatterono al fianco dei romani. Dal 49 a.C. divenne un municipium romano, e in età augustea entrò a far parte della X Regio, della quale costituiva uno dei centri più importanti. Durante l'epoca imperiale la città divenne molto ricca grazie alla lavorazione delle lane provenienti dai pascoli dell'altopiano di Asiago. Dalla città passavano (o partivano) numerose strade che la congiungevano con i principali centri romani dell'epoca: la via Annia che la congiungeva con Adria e Aquileia, la via Medoaci che portava alla Valsugana e all'altopiano di Asiago, la via Astacus che la congiungeva con Vicentia, la via Aurelia che portava ad Asolo, la via Aponense che la collegava ai centri termali dei Colli Euganei. Sia a nord che a sud della città vi erano estese centuriazioni. In epoca romana, Padova[19] fu patria di Tito Livio, insigne storico romano (nello stesso periodo, diede pure i natali ai letterati: Gaio Valerio Flacco, Quinto Asconio Pediano, Trasea Peto[20], di cui vi è ancora ricordo nella toponomastica cittadina).
Nel periodo delle invasioni barbariche fu più volte devastata, prima dagli Unni nel 452-453, poi nel 601 dai Longobardi di Agilulfo, e infine dagli Ungari nell'899.
Nel Basso Medioevo Padova si distinse come Libero comune, partecipando alla Lega Veronese e alla Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa. A questo periodo risale la fondazione dell'Università (1222), una delle più antiche d'Italia. Fu poi dominata, a partire dal 1318, dalla signoria dei Carraresi, fino alla conquista da parte della Repubblica di Venezia, avvenuta nel 1405 a seguito della guerra di Padova.
Nei successivi quattro secoli Padova, pur perdendo importanza politica, poté godere della pace e della prosperità assicurata dalla signoria veneziana, nonché della libertà garantita alla sua Università, che richiamò studenti ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell'aristotelismo e attirando numerosi ed illustri intellettuali, come Galileo Galilei. Nel 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai, Padova dovette subire un terribile assedio, che fu però respinto. Dopo lo scampato pericolo, la Serenissima procedette ad opere di fortificazione, costruendo la cinta muraria che ancora oggi presenta gran parte dell'aspetto originale.
Caduta la Serenissima (1797), la città fu ceduta da Napoleone Bonaparte all'Austria. Dopo una breve parentesi all'interno del Regno d'Italia napoleonico, entrò a far parte nel 1815 del Regno Lombardo-Veneto asburgico. L'8 febbraio 1848 vide un'insurrezione contro il dominio austriaco, guidata in particolare dagli studenti universitari. Padova entrò a far parte del Regno d'Italia solo nel 1866, in seguito alla terza guerra di indipendenza.
Nel corso della prima guerra mondiale, la città era il quartier generale delle forze militari italiane. Merita un cenno il fatto che l'ardimentosa (e pacifica) impresa del Volo su Vienna, di dannunziana memoria, prese le mosse dalle vicinanze di Padova (Castello di San Pelagio in comune di Due Carrare, 9 agosto 1918). Nei pressi della città, a Battaglia Terme il castello di Lispida fu adibito a residenza del re Vittorio Emanuele III. A Villa Giusti (in località Mandria di Padova) fu firmato l'armistizio che pose termine al conflitto.
Nella seconda guerra mondiale Padova fu un importante centro della resistenza contro il nazifascismo. Numerosi studenti e insegnanti universitari parteciparono alla lotta partigiana, a cominciare dallo stesso rettore Concetto Marchesi. Per questo motivo l'Università degli Studi di Padova fu premiata (unica università italiana a ricevere tale onorificenza) con la medaglia d'oro al Valor Militare.
Gli anni dal dopoguerra ad oggi sono stati per Padova di continuo sviluppo urbanistico ed economico grazie anche alla collocazione geografica, al centro di importanti vie di comunicazione favorevoli per industrie e servizi. La crisi sociale e politica degli anni settanta vide però il polarizzarsi delle tensioni in vicende spesso collegate all'estremismo di frange della comunità studentesca della città. Padova infatti fu la città dove organizzazioni come Potere Operaio e Autonomia Operaia furono più forti, insieme a Roma e Bologna. Questi movimenti a forte componente studentesca nacquero sotto l'egida di insigni professori della facoltà di Scienze politiche quali Antonio Negri. Inoltre proprio a Padova le Brigate Rosse misero a segno il loro primo delitto rivendicato con l'attacco alla sede dell'MSI nel 1974. A Padova agirono anche organizzazioni eversive neofasciste come Ordine Nuovo e probabilmente ebbe numerosi legami con questa città anche l'organizzazione Rosa dei venti.
La città oggi sta vivendo importanti cambiamenti urbanistici, con la costruzione di nuovi moderni edifici direzionali e residenziali e con un profondo rinnovo della viabilità cittadina, articolatasi negli ultimi anni intorno alla complessa realizzazione del metrobus, tuttora in corso.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
| Per approfondire, vedi la voce Monumenti di Padova. |
L'apparato monumentale (nella più vasta accezione) del contesto urbano, quale oggi si offre all'osservazione del visitatore, testimonia largamente le varie fasi della vicenda storica patavina.
Se, difatti, non è più presente alcuna traccia delle (supposte) origini preistorico-leggendarie, ogni altra fase cronologica ha lasciato tangibili manifestazioni in altrettanti luoghi salienti e caratteristici, a partire dall'Arena romana, passando per le varie cinte murarie, torri medievali, palazzi di età signorile, chiese ed altri luoghi di culto (cristiani e non), edifici simbolici del potere civile, tempi della cultura (il Bo, l'Orto botanico...), fino ad espressioni di architettura d'avanguardia (quali, ad esempio, il monumento di Daniel Libeskind ai caduti delle Torri Gemelle di New York, o la Torre Net): tutti capisaldi urbanistici che verranno analizzati e descritti in prosieguo e/o nella voce specifica testé richiamata, oltre che nella voce Storia di Padova.
[modifica] Città murata
| « Urbs ipsa moenia. » | |
| « Murus ubique. » | |
| Per approfondire, vedi la voce Mura di Padova. |
Tra le più significative vestigia dell'illustre passato di Padova, merita una particolare menzione la doppia cinta muraria tuttora - almeno in parte - apprezzabile.
Testimonia la struttura medievale la cinta trecentesca, di cui sono oggi chiaramente ravvisabili solo quasi la porta Altinate e quella su ponte Molino. Si tratta di un complesso difensivo risalente in per lo più alla signoria dei Carraresi.
Molto migliore è lo stato di conservazione della cinta cinquecentesca, splendido esempio di architettura militare veneziana[21].
Attorno a tali mura - che avvicinano esteticamente Padova a Treviso - si snoda un tracciato viario che fino a qualche anno fa i padovani usavano definire "circonvallazione", ma che ormai può chiamarsi tale solo sotto un profilo strettamente etimologico (circum + vallum - "attorno alle mura"), poiché in realtà è attualmente fagocitato dalla congestione complessiva del traffico urbano.
[modifica] Luoghi di culto
- Basilica Cattedrale e Battistero
- Basilica di Sant'Antonio di Padova - uno dei più celebri luoghi di culto del Cristianesimo, meta di centinaia di migliaia di pellegrini ogni anno. All'interno vi sono molte sculture di Donatello, compreso il Cristo sull'altare. Vi sono anche le reliquie (tra cui la famosa lingua) di S.Antonio da Padova
- Scuola del Santo (ciclo di affreschi di vari pittori, tra i quali il giovane Tiziano Vecellio)
- Oratorio di San Giorgio (ciclo di affreschi di Altichiero)
- Abbazia di Santa Giustina - sede di elaborazione della Riforma Benedettina del XV secolo, ed una delle più importanti Abbazie Benedettine del mondo. Ospita le reliquie di S. Luca
- Cappella degli Scrovegni - ospita il celeberrimo capolavoro del Ciclo degli Affreschi degli Scrovegni di Giotto, ed è attualmente visitabile solo su prenotazione
- Chiesa degli Eremitani[22]
- Chiesa di San Nicolò
- Chiesa di Santa Maria dei Servi
- Chiesa di Santa Sofia
- Basilica e Scoletta del Carmine
- Sinagoga di Padova[23], situata nella zona centrale del Ghetto (adiacente alle Piazze)
[modifica] Palazzi
- Palazzo della Ragione detto anche Salone- Sede del Municipio
- Palazzo del Bo - Sede storica dell'Università
- Loggia Amulea
- Loggia e Odeo Cornaro
- Loggia dei Carraresi
- Caffè Pedrocchi - il celebre "Caffè Senza Porte"
- Palazzo del Municipio (palazzo Moroni): di origine duecentesca, ampiamente rimaneggiato da Andrea Moroni nel XVI secolo, si espanse nel 1904 andando ad occupare il suolo su cui insisteva il trecentesco fondaco delle Biade (demolito). È adornato da statue attribuite a Tiziano Minio
- Loggia della Gran Guardia
- Palazzo Liviano - Sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
- Palazzo Zabarella - Sede di Mostre ed eventi culturali
- Palazzo Zuckermann
- Palazzo Maldura - Altra sede storica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
- Monte di Pietà
- Palazzo Colpi
- Palazzo Cavalli
- Palazzo San Gaetano, sede dell'omonimo centro culturale
[modifica] I portici
Uno dei motivi di orgoglio dei padovani è costituito dai portici, sono disseminati ovunque nel centro cittadino ed hanno uno sviluppo complessivo di circa 12 km,[24] issando Padova al secondo posto nel mondo, dietro a Bologna, per il più alto coefficiente tra i chilometri di strade e quelli dei portici. La tradizione di costruire in città usufruendo di tale soluzione architettonica è antica, vi sono portici in stile romanico, gotico, rinascimentale, neoclassico e moderno. Rendono possibile l'attraversamento dell'intero centro storico al riparo dalla pioggia e dal sole.
Originariamente lo sviluppo totale era di oltre 20 km. Dopo che Padova dovette soccombere a Venezia e diventare parte della sua repubblica (1405), le famiglie nobili eliminarono segmenti di porticati per dare risalto alle facciate dei loro palazzi.[25]
[modifica] Altri monumenti
- Prato della Valle
- Orto Botanico
- Tomba di Antenore
- Castello e Specola
- Arco Vallaresso
- Giardini dell'Arena
- Stadio Silvio Appiani
[modifica] Musei
- Musei Civici di Padova[26] - il circuito che va sotto questo nome comprende:
- Sala Multimediale della Cappella Scrovegni, per una visita virtuale dei celebri affreschi giotteschi
- Museo Archeologico, contiene migliaia di reperti di epoca pre-romana, romana, egizia, greca, etrusca ed italiota
-
- Palazzo Zuckermann, a sua volta ospitante:
- Museo d'Arte & Arti Applicative e Decorative
- Museo Bottacin[27]
- Museo archeologico ambientale delle acque del padovano[28]
- Museo del Risorgimento e dell'età contemporanea
- Museo Diocesano di Arte Sacra
- Museo dell'internato ignoto (presso l'omonimo tempio)[29]
- Museo della terza Armata
- Museo delle antiche strumentazioni, istituto Tecnico Belzoni-Boaga
- Museo al Santo
- Oratorio di San Michele (vedi alla voce Monumenti di Padova, Seconda sezione)
- Ponte di san Lorenzo
- Museo delle macchine "Enrico Bernardi"
- Museo di storia della medicina e della salute nell'ospedale di San Francesco Grande.
- Museo del Marinaio d'Italia
- Museo di Zoologia
- Museo di Storia della Fisica
- Museo di mineralogia e petrografia e paleontologia
- Museo del precinema: La Collezione Minici Zotti
- La Specola e l'adiacente Castello di Ezzelino e Torlonga.
- Palazzo Zabarella
- Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte
- Piano Nobile del Caffè Pedrocchi
- Esapolis, il più grande insettario d'Italia
[modifica] Teatri
Padova ha sempre ospitato figure teatrali di livello internazionale. Le sale teatrali sono numerose e ogni anno vengono messi in scena centinaia di spettacoli. I teatri padovani sono sparsi per tutta la città; quelli principali sono:
- Teatro Verdi
- Teatro del Seminario Vescovile (da poco restaurato)
- Teatro Antonianum
- Teatro Don Bosco
- Teatro Ai Colli
- Teatro Maddalene
- Piccolo Teatro
- Teatro Abano Terme, nel comune omonimo
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Nel 2009 i nati sono stati 1.897 (8,9‰), i morti 2.309 (10,8‰)[30][31] con un incremento naturale di -412 unità rispetto al 2008 (-1,9‰). Il 31 dicembre 2008, su una popolazione di 211.936 abitanti, si contavano 25.596 stranieri (12,0%). Le famiglie contano in media 2,09 componenti.[30]ISTAT . URL consultato il 7-06-2010. Inoltre Padova è con 2300 ab/km² la città più densamente popolata del Veneto.
A Padova è stata istituita una "Commissione speciale Città metropolitana", con lo scopo di coordinare le politiche del comune di Padova e dei comuni limitrofi su tematiche di importanza sovracomunale[32].
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Una volta terra di emigrazione anche Padova, come tutto il Veneto, negli ultimi anni è divenuta meta di migranti provenienti da tutto il mondo[33].
Di seguito sono riportati i dieci gruppi di cittadini stranieri più consistenti[34]:
| Pos. | Cittadinanza | Popolazione |
|---|---|---|
| 1 | 8.268 | |
| 2 | 4.772 | |
| 3 | 2.094 | |
| 4 | 1.949 | |
| 5 | 1.850 | |
| 6 | 1.754 | |
| 7 | 1.571 | |
| 8 | 817 | |
| 9 | 777 | |
| 10 | 723 | |
| Resto del Mondo | 6.358 |
Gli extracomunitari risultano quindi 30.933, ovvero il 14,4% della popolazione.
[modifica] Tradizioni, leggende e cultura popolare
[modifica] I "senza"
Padova è nota per essere la città dei "senza"[35][36]:
- "Santo senza nome", perché Sant'Antonio, di cui è tradizionalmente popolare la devozione, è comunemente chiamato "il Santo" per antonomasia, con speciale riferimento alla Basilica omonima;
- "Caffè senza porte", perché il monumentale Caffè Pedrocchi, storico locale cittadino, anticamente era aperto ad ogni ora del giorno;
- "Prato senza erba", perché il Prato della Valle, spettacolare "piazza", la più grande d'Europa secondo alcuni,[37] era in realtà fino alla fine del XVIII secolo, periodo in cui assunse la sistemazione attuale grazie ad Andrea Memmo, una superficie paludosa[38] dove si svolgeva la famosa "Fiera del Santo", trasformata in Fiera Campionaria nel 1919.
[modifica] Le "due gatte"
Non sono molti, invece, a conoscere la storia delle "due gatte", che pure figurano tra le più curiose icone della città:
| Per approfondire, vedi la voce Restaurazione. |
- la Gatta di Sant'Andrea, sorge su una colonna antistante alla relativa chiesa, ed è costituita da una statua piuttosto rozza. Originariamente era un Leone di San Marco, abbattuto nel 1797 dai francesi all'indomani della caduta della Serenissima. Venne ricostruito - nell'attuale incompiuta forma - dallo scultore Felice Chiereghin,[39] in seguito alla restaurazione sancita dal Congresso di Vienna;[40][41]
| Per approfondire, vedi la voce Lega di Cambrai. |
- il bastione della Gatta[42], in corrispondenza dei Giardini della rotonda (alla confluenza delle odierne vie Paolo Sarpi e Codalunga), ci riporta all'assedio di Padova da parte degli imperiali di Massimiliano I d'Asburgo, avvenuto nel 1509. Gli attaccanti - che si giovavano di una macchina d'assedio denominata gatto, erano quasi riusciti a penetrare in quel punto la seconda cinta delle mura tuttora visibili, ma furono arrestati dall'ingegno di Citolo da Perugia, capitano di ventura che minò il varco appena in tempo. Per dileggio, i difensori issarono una gatta su una picca, sfidando i nemici a venirsela a prendere.[43]
[modifica] Universa universis patavina libertas
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Venezia. |
È il motto dell'Università degli studi di Padova; in lingua latina significa "La libertà di Padova [è] totale per tutti".
Ci si riferisce alla libertà d'insegnamento, che oggi riteniamo un valore acquisito, sia come principio di democrazia liberale, sia come diritto costituzionalmente garantito. Ma non è sempre stato così, e la patavina libertas in passato era soprattutto dovuta alla politica della Repubblica Serenissima, di cui Padova fece parte dal 1405 al 1797.
Venezia ha sempre mantenuto una posizione di sostanziale antagonismo nei confronti dello Stato della Chiesa, e ciò, fra l'altro, si rifletteva anche nell'impedire un'eccessiva ingerenza delle autorità ecclesiastiche (e dell'Inquisizione) nel lavoro dei professori.
D'altronde, Venezia si avvantaggiò spesso del progresso scientifico che derivava dalla produzione culturale ed accademica patavina: sono documentati storicamente casi in cui gli apparati di spionaggio della Serenissima si rivolsero ad esperti dell'Orto botanico di Padova per ottenerne la confezione di veleni a scopo di assassinio politico (il che, del resto, era prassi piuttosto diffusa nella diplomazia clandestina rinascimentale).
Nel corso dei secoli, l'Università di Padova è diventata una delle principali Università italiane, e conta attualmente 13 Facoltà, oltre 60.000 studenti e 5.000 tra docenti e personale tecnico-amministrativo.
[modifica] Il Canton del Gallo
È l'incrocio obliquo tra le vie: Roma, San Francesco, Otto febbraio e San Canziano (praticamente, l'angolo destro, guardando il portone principale del Palazzo del Bò).
È tradizionalmente considerato il punto più centrale della città, e pare si chiami così dal nome di una locanda o osteria che ivi sorgeva. Anche se oggi la circolazione veicolare è praticamente abolita in loco, fu proprio al Canton del Gallo che venne installata la prima pedana per il "vigile" che doveva disciplinare il traffico[44].
[modifica] Il toponimo Stanga
| Per approfondire, vedi la voce Ordalia. |
A tutti i padovani è nota la località detta "Stanga" (per i non padovani: si tratta di un ampio spiazzo circolare). Pochi, forse, conoscono l'origine del toponimo.
Pare che nell'Alto Medioevo in questo luogo si tenessero i duelli di campioni e bravi (due categorie di "spadaccini" mercenari che - in sostituzione degli effettivi portatori degli interessi controversi - si affrontavano con armi rudimentali in una sorta di ordalia o giudizio di Dio, ossia il surrogato, secondo le usanze barbariche, del processo come mezzo di appianamento delle liti giudiziarie). I sanguinosi scontri attiravano folle di curiosi, che dovevano accomodarsi oltre i paletti (le stanghe, appunto) delimitanti l'agone.
Risulta che il fenomeno fosse disciplinato da una legge locale, in vigore dal 1236 al 1275. Essa, peraltro, oltre a stabilire i compensi dovuti a campioni o bravi, disponeva che questa "professione" fosse appannaggio dei soli padovani, o quanto meno di chi risiedesse nelle vicinanze della città.[45]
In realtà diverse città dell'ex Repubblica Veneta (tra cui la vicina Vicenza) denominano "Stanga" la zona esterna alla loro porta orientale. In alcune lingue neolatine "stanga" significa "sinistra" (a Venezia girare a sinistra con un'imbarcazione si dice "stangando"), ragione per cui probabilmente l'origine del nome Stanga starebbe semplicemente per "zona posta a oriente".
[modifica] Accademia Galileiana di Scienze Lettere ed Arti
| Per approfondire, vedi la voce Accademia galileiana di scienze, lettere ed arti. |
Fondata il 25 novembre 1599
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
| (EN)
« For the great desire I had to see
fair Padua, nursery of arts, I am arrived… and am to Padua come, as he that leaves a shallow plash to plunge in the deep, and with satiety seeks to quench his thirst. » |
(IT)
« Per il grande desiderio che avevo
di vedere la Bella Padova, culla delle arti sono arrivato… ed a Padova sono venuto, come chi lascia uno stagno per tuffarsi nel mare, ed a sazietà cerca di placare la sua sete.. » |
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(William Shakespeare, La bisbetica domata, Atto 1, Scena 1)
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[modifica] Università
| Per approfondire, vedi la voce Università degli Studi di Padova. |
L'Università degli Studi di Padova è fra le più note università in Italia e nel mondo, e fra le più antiche al mondo (la terza in Italia, la settima al mondo), risalendo al 1222. Nel 2007 contava circa 63.000 studenti e 2.350 docenti[46].
L'Università venne fondata, secondo la tradizione, nel 1222 quando un gruppo di studenti e professori migrarono dall'Università di Bologna alla ricerca di una maggiore libertà accademica, anche se è certo che scuole di diritto e medicina esistevano a Padova prima del 1222. In realtà il 1222 è l'anno nel quale per la prima volta in un atto notarile della città si nomina con precisione lo Studio Patavino (quindi già esistente) ed è così convenzionalmente ritenuto essere l'anno di fondazione.
Nel corso della sua lunga storia, l'Università di Padova fu luogo d'incontro di alcune tra le più importanti personalità europee ed italiane, tra le cui fila si annoverano personaggi del calibro di Leon Battista Alberti, Nicolò Copernico[47][48] e Melchiorre Cesarotti. Dal 1592 per 18 anni consecutivi (definiti dall'interessato i migliori della sua vita), Galileo Galilei[49] resse la cattedra di matematica presso l'ateneo patavino. Nel medesimo, per la prima volta al mondo (1678) si laureò una donna: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia.
William Harvey, l'illustre medico inglese cui si deve la prima descrizione scientifica del sistema circolatorio (1628), fu allievo a Padova di Girolamo Fabrici. Va peraltro ricordato che in questa città sorse il primo teatro anatomico (1594), ed il fondatore della Scuola Clinica Padovana, Giovanni Battista del Monte, fu il primo medico a tenere le lezioni nelle corsie di un ospedale.
Nel 2004 è stata istituita la Scuola Galileiana di Studi Superiori, con la collaborazione e sul modello della Scuola Normale Superiore di Pisa. Alla scuola si accede tramite un concorso molto selettivo; gli studenti ammessi si iscrivono ai corsi dell'Università di Padova, ma in più hanno alcuni benefici (ad esempio vitto e alloggio presso un collegio universitario), devono avere una media di esami particolarmente alta (almeno 27), e in più devono frequentare obbligatoriamente alcuni corsi specifici.
L'Ateneo gestisce anche nove Musei scientifici, fra cui il Museo di Storia della Fisica, ed è tra i membri fondatori del consorzio interuniversitario CINECA.
L'Università offre una larga gamma di lauree in tredici Facoltà.
[modifica] Media
[modifica] Radio
A Padova (o nelle immediate vicinanze) hanno sede più di 40 emittenti radio,[50] tra le quali:
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[modifica] Stampa
Sono due i quotidiani storici che si occupano attualmente della cronaca locale della città: il Gazzettino e il Mattino di Padova. Dal 12 novembre 2002 viene venduto in abbinamento al Corriere della Sera anche il Corriere del Veneto, che ha sede a Padova e che dedica alla città due pagine al giorno di cronaca locale, in abbinamento con la cronaca di Rovigo. Da diverso tempo è presente anche Il Padova, quotidiano che riassume notizie di attualità e politica patavina e dedica diverse pagine anche alla cronaca nazionale ed estera. Sono presenti anche alcuni giornali a distribuzione gratuita quali Leggo, che ha una sua redazione in città e ha pagine di cronaca e sport locali, e Metro, City.
Nel passato la città ha avuto un'altra testata di cronaca locale: L'Eco di Padova, nato nel 1977, edito dalla Rizzoli e chiuso nel 1980.
Nella città e in tutta la diocesi viene anche stampato e diffuso il settimanale diocesano La Difesa del popolo.
In città è presente una redazione de Il Sole 24 Ore.
[modifica] Televisione
A Padova hanno sede oltre venti emittenti televisive, tra le quali:
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Tuttavia è sede anche di redazioni di emittenti televisive a livello nazionale, tra le quali:
[modifica] Personalità legate a Padova
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate all'Università degli Studi di Padova. |
[modifica] Personalità storiche
- Wolfgang Amadeus Mozart compose per la "stagione quaresimale" di Padova del 1771 la Betulia Liberata (K 118), un oratorio su libretto di Pietro Metastasio.
- La poetessa Vittoria Aganoor, di origini armene ma naturalizzata italiana, visse a Padova i suoi anni giovanili e qui ebbe a maestro il poeta Giacomo Zanella, che per breve tempo resse la cattedra di Professore in Letteratura presso l'Università di Padova.
- William Shakespeare compose ed ambientò a Padova La bisbetica domata (The Taming of the Shrew) e definì la città euganea "Culla delle Arti".
- Galileo Galilei ebbe a Padova la Cattedra presso l'Università e qui rimase per più di un decennio. A Padova inventò e costruì il primo cannocchiale con cui redasse il primo trattato sulla volta celeste. La sua casa è ancora esistente nella via omonima. Il suo osservatorio non è nella medievale torre dal nome "Specola" come di solito si creda. La specola, all'epoca di Galileo, era ancora una torre del castello dei Carraresi. Galileo osservava il cielo dall'attuale Porta Molino, come ricorda una targa ivi riposta. La Specola è oggi sede del dipartimento di astronomia dell'università. Nel 2009 ricorrono i 400 anni dalla scoperta del Cannocchiale e a Padova si svolgono numerose manifestazione per l'Anno Galileiano.
- Bartolomeo Cristofori, cembalista inventore del Pianoforte. Tra il 1698 e il 1700 inventò il Gravicembalo con il piano e il forte (successivamente chiamato fortepiano), strumento precursore del pianoforte, sostituendo, nel clavicembalo, al meccanismo dei salterelli quello dei martelletti con lo scappamento, in modo da variare l'intensità del suono a seconda della pressione del tasto.
- Francesco Petrarca Nel giugno del 1359 per sfuggire la peste abbandonò Milano per Padova. Petrarca, dopo alcuni brevi viaggi, accolse l'invito di Francesco da Carrara e si stabilì a Padova fino alla morte nell'antico borgo di Arquà Petrarca.
[modifica] Pittori e scultori
- Achille Astolfi, pittore e incisore.
- Alberto Biasi, pittore.
- Umberto Boccioni, pittore e scultore futurista.
- Giovanni Bonazza, capostipite di un importante famiglia di scultori veneti, nato a Venezia ma trasferitosi con la famiglia a Padova.
- Lorenzo Canozi, pittore, intarsiatore e prototipografo padovano.
- Donatello, scultore fiorentino, attivo a Padova a metà Quattrocento.
- Vincenzo Gazzotto, pittore.
- Giotto operò a Padova per lunghi anni tanto da farne la Capitale dell'Affresco. Nella città sono infatti conservate le sue maggiori opere. La Cappella degli Scrovegni è considerata il Capolavoro di Giotto per eccellenza.
- Andrea Mantegna, pittore, scultore. Nato a Isola di Carturo a nord di Padova.
- Giuseppe Miotello, pittore.
- Piero Perin, scultore.
- Augusto Sanavio, scultore.
- Natale Sanavio, scultore.
- Francesco Squarcione, pittore.
[modifica] Personalità contemporanee
- L'attuale presidente della Repubblica, cittadino onorario di Padova,[51] Giorgio Napolitano[52], è stato allievo del liceo classico patavino Tito Livio[53][54].
- Il matematico padovano Giuseppe Colombo, collaboratore - fra l'altro - della NASA, onorò a sua volta la propria città. L'ESA gli ha pure dedicato una missione il cui lancio è previsto nel 2013, "Bepi Colombo", volta all'esplorazione di Mercurio e considerata di grande rilievo dall'ente spaziale europeo.
- La scultrice Rabarama vive e lavora a Padova dal 1990[55]
- L'artista Tobia Ravà.
[modifica] Personalità native di Padova
- Sabino Acquaviva, sociologo, giornalista, scrittore.
- Toni Andreetta, regista.
- Tiziano Aspetti, (scultore)[56].
- Luca Bastianello, attore.
- Giovanni Battista Belzoni, esploratore e pioniere dell'archeologia.
- Arrigo Boito, compositore, musicista, librettista di Giuseppe Verdi. (Padova, 24 febbraio 1842 - Milano, 10 giugno 1918)
- Novella Calligaris, nuotatrice e giornalista (primo italiano/a a vincere per il nuoto una medaglia d'oro olimpica).
- Massimo Carlotto, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo.
- Maurizio Cattelan, scultore.
- Roberto Citran, attore.
- Jacopo Comin, regista (Padova, 5 aprile 1901 - 22 maggio 1972).
- Bartolomeo Cristofori, inventore del fortepiano (1709).
- Giuseppe Dalla Vedova, geografo.
- Eleonora Daniele, attrice e conduttrice televisiva (RAI).
- Carlo de' Dottori, poeta.
- Elisabetta Gardini, attrice, showgirl e personaggio politico.
- Francesco Giusti Del Giardino, ingegnere, fondatore della Miari & Giusti nel 1894, prima casa automobilistica italiana, e primo podestà fascista di Padova nel 1927.
- Stefano Ianne, compositore.
- Tullio Levi-Civita, matematico e fisico.
- Annamaria Malipiero, attrice e modella.
- Umberto Marcato, cantante.
- Giuseppe Marzolo, inventore dell'organo stampatore e ripetitore
- Carlo Mazzacurati, sceneggiatore e regista.
- Luigi Nardo, scrittore.
- Toni Negri, politico, filosofo.
- Andrea Palladio, (architetto).
- Giorgio Pantano, pilota automobilistico.
- Cristian Pasquato, calciatore.
- Riccardo Patrese, pilota Formula 1.
- Eleonora Pedron, attrice e showgirl televisiva, vincitrice del concorso Miss Italia nel 2002.
- Ezechiele Ramin, missionario comboniano e martire.
- Angelo Beolco, detto il "Ruzzante", drammaturgo.
- Ippolito Nievo, grande letterato italiano.
- Walter Santesso, attore e regista.
- Claudio Scimone, direttore d'orchestra, fondatore de I Solisti Veneti.
- Paolo Spoladore, prete e compositore.
- Tito Livio, storico e letterato.
- Alberto Terrani, attore, regista e sceneggiatore teatrale.
- Giuseppe Toffanin, professore universitario (Padova, 1891-1980).
- Giuseppe Toffanin jr, giornalista e scrittore (Padova, 1932- Grisignano di Zocco 1994).
- Francesco Toldo, calciatore.
- Otello Toso, attore.
- Lucia Valentini Terrani, mezzoprano lirico di fama internazionale.
- Gaetano Valeri, musicista.
- Fulvio Wetzl, sceneggiatore e regista.
- Antonio Zancanaro, «Tono», pittore.
- Napoleone Zanetti (14 febbraio 1837), garibaldino partecipante alla spedizione dei Mille.
- Angelo Zambeccari (Padova, 1834), garibaldino partecipante alla spedizione dei Mille.
[modifica] Personalità morte a Padova
A Padova sono venuti a mancare alcuni "non-padovani" celebri: Sant'Antonio da Padova, san Leopoldo da Castelnuovo, Claudio Villa, Enrico Berlinguer, Leopoldo Marco Antonio Caldani, Giorgio Perlasca, Egidio Meneghetti, Luigi Pierobon, Luigi Pulci, Giuseppe Tartini, Gildo Fattori, Lorenzo Canozi, Michael Gaismair, Vittorio Salvetti.
[modifica] Personalità sportive
- Nereo Rocco, «El Paron», giocatore e allenatore di calcio triestino, che raggiunse la popolarità guidando il Padova Calcio al terzo posto in serie A.
[modifica] Eventi
Padova è da sempre meta di molti visitatori che si recano nella città del Santo per i numerosi avvenimenti che si susseguono tutto l'anno. Tra i più rilevanti si annoverano:
- La "Settimana della cultura scientifica e tecnologica", che si svolge da marzo ad aprile.
- La "Maratona di Sant'Antonio"[57], in aprile. Essa ripercorre negli ultimi 18 chilometri la strada che sant'Antonio morente, a bordo di un carro trainato da buoi, fece il 13 giugno 1231, partendo da Camposampiero per arrivare all'Arcella.
- Fiera campionaria, in maggio: è la più grande rassegna intersettoriale del Nord Est, raggiunta da più di duecentocinquantamila visitatori. Sono presenti mille espositori raggruppati in cinque settori: arredamento, enogastronomico, turismo, tempo libero, artigianato.
- Rievocazione del Transito di sant'Antonio, sera del 12 giugno. La rievocazione storica in costume vuole celebrare l'ultimo viaggio di sant'Antonio: egli infatti dimorava a Camposampiero quando percepì che la sua vita terrena volgeva al termine, chiese dunque di essere trasportato verso l'amata Padova per esalare l'ultimo respiro. Steso su un carretto trainato dai buoi, non riuscì però a raggiungere le porte della città e venne ricoverato presso l'allora convento francescano di Santa Maria de' Cella (la leggenda vuole che sia stato fondato da san Francesco in persona), dove morì (il luogo dove spirò il santo si trova oggi all'interno del Santuario di Sant'Antonio d'Arcella). La rievocazione storica del transito parte da Piazza Azzurri d'Italia, prosegue lungo via Tiziano Aspetti, viale Arcella e termina presso il santuario di Sant'Antonio d'Arcella; un concerto di campane di tutte le chiese di Padova precede la messa.
- Festa di Sant'Antonio, 13 giugno. Dopo una solenne messa celebrata nel mattino dal vescovo nella basilica, nel pomeriggio segue una seconda messa solenne, celebrata dal padre provinciale dei Frati Minori Conventuali, dopo la quale la reliquia del mento del Santo, preceduta dalla statua, è portata in processione per le vie del centro città, seguita da una sfilata delle confraternite con i rispettivi gonfaloni, e dalle autorità. La processione si snoda lungo le principali vie del centro storico secondo il seguente percorso: piazza del Santo, via del Santo, via San Francesco, via Roma, via Umberto I, Prato della Valle, via Beato Luca Belludi, Piazza del Santo. Terminano l'evento il discorso del Sindaco e la Benedizione con la reliquia del Dito del Santo.
- "Sherwood Festival", in giugno-luglio; Radio Sherwood, una radio indipendente padovana[58], dà vita allo Sherwood Festival, importante evento cittadino della durata di un mese. Sul palco si avvicendano importanti gruppi musicali della scena alternativa italiana ed internazionale.
- nel 2005 e nel 2006 si è svolta la Notte bianca in giugno (all'inizio dell'estate) e dicembre (in occasione del Natale).
- "Padova Pride Village"[59], il "gay village del nord-est", evento aperto a tutti organizzato a partire dal 2008 in collaborazione con Arcigay, nel quale si succedono grandi eventi musicali, rassegne teatrali e cinematografiche e dibattiti, oltre alla consueta attività da discoteca. Si svolge tra i mesi di luglio ed agosto.
- "Villeggiando" in luglio e agosto; eventi e spettacoli nella più suggestive ville e piazze padovane.
- "Padova grand prix" e "World country roller marathon" in settembre. La competizione mondiale di pattinaggio a rotelle.
- Premio Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Cappochin"
- Rievocazioni storiche, in settembre: rievocazioni storiche in costume nelle cittadine murate di Montagnana, Monselice, Montegrotto Terme e Cittadella.
[modifica] Padova nella letteratura
- A Padova è ambientata La bisbetica domata (1594?) di William Shakespeare.
- Angelo, tiranno di Padova di Victor Hugo.
- Nel romanzo La Certosa di Parma di Stendhal viene citata Padova, soggiorno dello scrittore, nella Avvertenza iniziale.
- Nel romanzo Incontro con Rama di Arthur C. Clarke, l'11 settembre 2077 un asteroide distrugge Padova e buona parte del nord Italia.
- Nel romanzo autobiografico sulla resistenza "I piccoli maestri" di Luigi Meneghello.
[modifica] Padova nei film
- Grazie zia di Salvatore Samperi con Lisa Gastoni e Lou Castel (1968)
- La moglie del prete di Dino Risi con Sophia Loren e Marcello Mastroianni (1970)
- Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave di Sergio Martino con Edvige Fenech (1972)
- Gli ordini sono ordini di Franco Giraldi con Monica Vitti e Gigi Proietti (1972)
- Il gatto dagli occhi di giada di Antonio Bido (1977)
- Delitti e profumi di e con Jerry Calà con Umberto Smaila e Lucrezia Lante Della Rovere (1988)
- Quattro figli unici di Fulvio Wetzl con Roberto Citran, Mariella Valentini, Ivano Marescotti, Valentina Holtkamp (1992)
- Viaggi di nozze di e con Carlo Verdone (1995)
- I piccoli maestri di Daniele Luchetti con Stefano Accorsi (1998)
- La lingua del Santo di Carlo Mazzacurati con Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio (2000)
- Il gioco di Ripley di Liliana Cavani (2000)
- Il fuggiasco di Andrea Manni con Daniele Liotti (2003)
- Hortus Botanicus Patavinus di Michele Francesco Schiavon (1995/ried.2008)
[modifica] Scuole ed Istituti
- Conservatorio Cesare Pollini.
- Liceo Classico Statale Concetto Marchesi.
- Liceo Classico Statale Tito Livio - dove studiò il presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
- Liceo Scientifico Statale Ippolito Nievo.
- Liceo Scientifico Statale Enrico Fermi - che è il liceo con il maggior numero di iscritti a Padova.
- Liceo Scientifico Statale Alvise Cornaro.
- Liceo Psicopedagogico Statale Duca d'Aosta.
- Istituto Tecnico Statale Guglielmo Marconi.
- Istituto Tecnico Statale Bernardi.
- Liceo Scientifico Statale Eugenio Curiel.
- Istituto Tecnico industriale Francesco Severi.
- Liceo Scientifico Paritario Romano Bruni.
- Istituto Don Bosco.
- Istituto d'Arte Pietro Selvatico.
[modifica] Quartieri
Quartiere 1 Centro
Si estende per 5,2 km², pressoché totalmente entro le mura cinquecentesche. Il cuore del quartiere Centro è idealmente identificabile con le famose Piazze (dei Signori, delle Erbe e della Frutta) ravvivate quotidianamente dai tradizionali mercati. Il territorio è solcato dal Piovego, navigabile dalle Porte Contarine fino al casello autostradale di Padova Est. L'area in parola può suddividersi in cinque zone abitative: zona Portello, zona Ospedali, zona Santo-Prato della Valle, zona Piazza Castello-Riviere, zona Savonarola-Piazza Mazzini-Stazione Ferroviaria. Nel 2005 contava 27047 residenti, di cui il 14% aveva compiuto i 75 anni, ed il 9,32% era composto da stranieri.
Quartiere 2 Nord
(comprende Arcella-S. Carlo-Pontevigodarzere): superficie 6,71 km², e racchiude i rioni di Arcella, San Bellino, San Carlo e Pontevigodarzere. Il confine settentrionale corrisponde in pratica con il tracciato locale del Brenta, a sud è delimitato dalla ferrovia Milano-Venezia, ad est dall'asse viario Plebiscito-Bigolo-Manca, ad ovest dai binari della Padova-Castelfranco Veneto. Abitanti al 2005: 38118, di cui l'11% sopra i 75 anni. Stranieri: 12,03%.
Quartiere 3 Est
(comprende Brenta-Venezia, Forcellini-Camin): superficie 28,02 km². Rioni: Ponte di Brenta, San Lazzaro, Mortise, Torre, Pio X, Stanga, Forcellini, Terranegra, San Gregorio, Camin, Granze. Confini: nord, comune di Cadoneghe; est, comuni di Vigonza e Noventa Padovana; sud, Quartiere 4, comune di Saonara, Legnaro e Ponte San Nicolò; ovest, Quartieri 2, 1 e 4. Vi scorrono tre canali: il Piovego, il San Gregorio, lo Scaricatore. Ospita inoltre la nota via Anelli. Popolazione al 2005: 38992, di cui 10% sopra i 75 anni, e 15% al di sotto dei 18. Stranieri 9,23%.
Quartiere 4 Sud-Est
(comprende S. Croce-S. Osvaldo, Voltabarozzo, SS. Crocifisso-Salboro, Bassanello-Guizza): superficie 17,58 km². Rioni: Santa Rita, Sant’Osvaldo, Madonna Pellegrina, SS. Crocefisso, Città Giardino, Santa Croce, San Paolo, Guizza. Popolazione al 2005: 47300, di cui 11% sopra i 75 anni, 19% oltre i 60. Stranieri 7,17%.
Quartiere 5 Sud-Ovest
(comprende Armistizio-Savonarola): superficie 14,05 km². Rioni: Porta Trento Nord, Porta Trento Sud, San Giuseppe, Sacra Famiglia, Mandria. Abitanti al 2005: 28428, di cui 13% oltre i 75 anni, 31% oltre i 60. Stranieri 5,94%.
Quartiere 6 Ovest
(comprende Brentella-Valsugana): superficie 21,88 km². Confini: nord, comune di Limena; ovest comuni di Villafranca Padovana, Rubano, Selvazzano Dentro. Abitanti al 2005: 31047, di cui 10% ultrasettantacinquenni, 26% infratrentenni. Stranieri: 7,9%.
[modifica] Centro
Il Centro (Quartiere 1 Centro) nell'ottica dei Padovani si estende grosso modo all'interno delle mura cinquecentesche. È caratterizzato da molte zone pavimentate con il tipico ciottolato romano o con i sanpietrini in porfido (come il Liston), perché corrisponde tendenzialmente all'area più antica della città.
Non si identifica affatto con la zona limitata delle Piazze, come molti non-Padovani credono, anche se queste ultime ne costituiscono, per così dire, il cuore economico e culturale.
Nella circoscrizione Centro è compreso anche il Portello, corrispondente alla parte orientale del centro, così detto perché nelle vicinanze di Porta Ognissanti (spesso chiamata anch'essa col nome di Portello) si trovava un porto fluviale sul Piovego. Nella percezione dei Padovani è un sottoquartiere a parte, tanto che i suoi abitanti un tempo avevano diritto ad essere identificati con un nome a sè: porteàti, ossia abitanti del Portello. Oggi questa distinzione è poco sentita e non ha più molto significato, ma una volta questa zona della città aveva caratteristiche proprie che la distinguevano dalle altre: era, infatti, un'area particolarmente popolare e povera. Oggi questa zona ospita una parte degli Istituti Universitari.
[modifica] Arcella
| Per approfondire, vedi la voce Arcella (Padova). |
Arcella (Quartiere 2 Nord) è la zona nord della città di Padova. Il suo confine è ben delineato dalla ferrovia Venezia-Milano a Sud e dal fiume Brenta a Nord (comprendendo il rione di Pontevigodarzere). Nota per essere il luogo della morte di sant'Antonio (l'evento è ricordato dal santuario di Sant'Antonino) e per essere stata la periferia agricola di Padova fino alla seconda guerra mondiale, l'Arcella ha conosciuto nel dopoguerra un impetuoso sviluppo urbanistico, fino al raggiungimento degli attuali 38 000 abitanti. Il metrotram la collega in maniera migliore con il centro cittadino. Arcella è anche il nome del vicariato della diocesi di Padova che comprende le parrocchie di Sant'Antonio ("Sant'Antonino"), San Carlo Borromeo, San Gregorio Barbarigo, San Giovanni Battista (Pontevigodarzere), San Lorenzo da Brindisi, San Bellino, San Filippo Neri, Santissima Trinità, Gesù Buon Pastore, Sacro Cuore, Maternità B.V. Maria (Altichiero).
[modifica] Pontevigodarzere
Pontevigodarzere (Quartiere 2 Nord) è situata in corrispondenza dei due ponti che collegano la zona a nord di Padova con la città stessa, deve il nome al primo comune limitrofo, Vigodarzere appunto. Inizialmente zona rurale, si è velocemente espansa nel periodo della ricostruzione dopo essere stata quasi rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nel tentativo di fermare la ritirata tedesca. Dista circa 3 km dal centro cittadino, è una zona in fase di riqualificazione grazie al completamento della tangenziale nord che permette al traffico di raggiungere la nuova strada "del Santo" senza passare per via Pontevigodarzere. Fa parte del quartiere 2-Nord che comprende anche Arcella e San Carlo. È sede della principale moschea di Padova, che sorge proprio a fianco della parrocchia di S. Giovanni Battista.
[modifica] Ponte di Brenta
Ponte di Brenta (Quartiere 3 Est) è un antico borgo sorto in prossimità della confluenza delle vie provenienti rispettivamente da Venezia (oggi Strada statale 11 Padana Superiore) e da Treviso/Mestre (quest'ultima, oggi classificata come Strada statale 515 Noalese, a sua volta originata dalla fusione della Via Miranese proveniente da Mirano/Mestre, un tempo nota, nel Veneziano, come "Strada Padovana", con la Via Noalese proveniente da Noale/Treviso). Parte del Comune di Padova prima della Prima guerra mondiale, Ponte di Brenta confina con il comune di Vigonza, dal quale è separato dal fiume Brenta.
Nato attorno ai traffici di barcaroli e viaggiatori, il borgo è caratterizzato dalla presenza di alcune notevoli ville patrizie veneziane, tra le quali spicca Villa Breda con il suo parco, oggi di proprietà della Fondazione "Vincenzo Stefano Breda", voluta dall'omonimo senatore del Regno e a lui intitolata. La villa, oggi sede museale, si affaccia sul fiume, dal quale avveniva l'accesso fino alla costruzione verso la fine del XIX secolo della ferrovia Padova-Venezia, ad opera sempre del senatore Breda, che con l'occasione creò una fermata esattamente in asse con il viale di accesso alla villa, dal lato del parco. Al senatore Breda sono tra l'altro intitolati l'ospizio per anziani e l'ippodromo di Padova, situati anch'essi nella frazione, l'asilo infantile, situato nella piazza principale e la modernissima struttura per persone affette da sclerosi multipla Casa Breda, di recente costruzione, nel quartiere Brentelle.
Il parco della villa ospita una pista per cavalli, primo ippodromo cittadino, e delle scuderie ottocentesche, retaggio della passione del patrizio per l'ippica.
Nella piazza principale di Ponte di Brenta si affacciano l'antica chiesa parrocchiale di San Marco e San Michele, di aspetto settecentesco. All'interno, opere di Luca Giordano e un pregevole organo dell'epoca.
Una piccola località di Ponte di Brenta è Torre, che secondo la storia in epoca medievale raggruppava le attuali frazioni di Mortise, Ponte di Brenta, Arcella e Altichiero. C'è chi afferma che Sant'Antonio sia morto a Torre invece che all'Arcella, in quanto quest'ultima all'epoca non sarebbe neppure esistita.
[modifica] Guizza
La Guizza (Quartiere 4 Sud-Est) è uno dei quartieri più meridionali della città, estendendosi dalla zona del Bassanello sino al confine settentrionale del comune di Albignasego. Quartiere residenziale, con una forte densità abitativa, è stato interessato dalla costruzione del principali asse del Metrotram cittadino, che ha il capolinea in questo quartiere. Rappresenta il principale punto di accesso alla città per il traffico proveniente dalla parte meridionale della provincia.
[modifica] Madonna Pellegrina
Il Quartiere Madonna Pellegrina (Quartiere 4 Sud-Est) anticamente nobile di Padova situato tra il Ponte del Bassanello ed il Ponte Quattro Martiri, gode di efficientissimi servizi di trasporto iniziando dal mezzo tramviario posto al centro del quartiere passando agli autobus 8, 11, e 24. Il quartiere della Madonna Pellegrina, posto al centro di Via Acquapendente gode di amplissimi spazi verdi, iniziando dal lungargine Bassanello e Quattro Martiri, dove si ricordano con una statua due militari dell'Arma dei Carabinieri, Enea Codotto e Luigi Maronese, che, adempiendo al loro dovere, nel 1981 sono stati uccisi da alcuni terroristi ed hanno ricevuto la medaglia d'oro al valor militare; tutta la città li ricorda ogni anno il 5 febbraio con una manifestazione ufficiale.
È presente un'importante caserma della Polizia di Stato.
[modifica] Mandria
Mandria (Quartiere 5 Sud-Ovest) confina con i comuni di Abano Terme ed Albignasego, divisa da quest'ultimo dal Canale di Battaglia.
Sorta attorno all'antica strada romana Annia che conduceva da Padova ad Adria, ospita sul proprio territorio Villa Giusti del Giardino, in cui venne firmato il 4 novembre del 1918 l'armistizio tra Italia, Impero Austro-Ungarico e Germania che poneva fine alla prima guerra mondiale; affacciata sul Canale di Battaglia sorge invece Villa Molin, progettata dall'architetto Vincenzo Scamozzi nel 1597 (e che erroneamente viene collocata spesso a Mandriola, che sorge sull'altra sponda del Canale di Battaglia).
[modifica] Montà
Della vecchia Montà (Quartiere 6 Ovest), situata sulla strada Padova-Ponterotto-Taggì di Sotto a circa 4 km dal centro della città, rimane solo l'antica intitolazione della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, risalente al XVI sec. Dello scorso secolo, invece, è la fondazione della parrocchia di Sant'Ignazio di Loyola. Rimane ancora visibile dietro Villa Ottoboni, ai piedi della zona del cavalcaferrovia costruito negli anni 80, parte dell'antico Arzeron sopraelevato che attraversava il territorio fuori delle mura cittadine. Questa zona della Montà era detta "borgo dea paja". Dai primi anni del 2000 il territorio della frazione è stato soggetto a forti trasformazioni insediative ed è stato di fatto inglobato nel capoluogo. Nel 2004 è stato completato il cavalcavia di Corso Australia che ha nel contempo eliminato l'unico semaforo ancora esistente sulla tangenziale e contribuito a rompere l'isolamento della frazione con il resto della città. Del quartiere Montà, fanno parte anche la zone di Sant'Ignazio e Ponterotto.
[modifica] Economia
La zona industriale di Padova[60] è nata nel 1946 nell'area orientale della città, e da allora si è continuamente espansa ed articolata. Si tratta di una delle più grandi zone industriali d'Europa, con una superficie di 10 milioni e 500 000 m². All'interno di essa si trovano oltre 1.300 imprese, con una notevole diversificazione produttiva ed industriale, e vi operano più di 50.000 persone provenienti da tutto il Veneto. Al suo interno si trova il più grande Interporto multimodale d'Italia e uno dei più importanti in Europa. Quasi tutte le merci provenienti dall'Europa o da inviare a destinatari europei transitano, infatti, per Padova. L'interoporto di Padova dispone, oltre ad altre infrastrutture, di una linea ferroviaria dedicata (Padova Interporto - Padova) che lo collega alla stazione Centrale di Padova.
[modifica] Progetti futuri
Nell'immediato futuro prenderanno vita alcuni progetti determinanti per lo sviluppo della città, alcuni dei quali sono già in fase di attuazione, mentre per altri si sta per iniziare la fase di costruzione.
- Nuovo Ospedale: verrà costruito in zona Ovest, nei pressi dello Stadio Euganeo, vicino alle linee ferroviarie per Milano e Bassano del Grappa. Il progetto prevede di realizzare un nuovo polo di eccellenza per varie discipline. Verranno realizzate anche due fermate della metropolitana regionale. Per questo progetto è stata superata la fase di finanziamento ed è in corso la fase di progettazione.
- Torre della Ricerca: progetto approvato il 10 febbraio, prevede una torre che si rivelerà essere un punto di riferimento europeo per la ricerca in vari campi. Sarà alta più di 137 metri con più di 40 piani.
- Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. Verranno realizzate molte stazioni all'interno della città di Padova e si prevede la costruzione di una nuova linea ferroviaria da Padova a Chioggia, via Piove di Sacco.
- Tram. Verranno costruite le altre tre linee previste nel progetto iniziale, ossia quelle per Sarmeola e Ponte di Brenta, quella per Voltabarozzo e quella per lo Stadio Euganeo, oltre ad un'estensione della linea 1 fino a Cadoneghe ed Albignasego. Le linee 2 e 3 sono già state finanziate si attende il completamento di opere complementari per poter iniziare la costruzione delle stesse.
- Auditorium. È prevista la realizzazione di un auditorium cittadino che dovrebbe sorgere nel terreno di Piazzale Boschetti.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
Padova si trova all'incrocio di due autostrade importanti:
- A4 Milano-Venezia, gestita dalla società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova e dalla Società delle Autostrade di Venezia e Padova;
- A13 Bologna-Padova, gestita da Autostrade per l'Italia.
In tutto a Padova sono presenti 4 uscite:
- Padova Est;
- Padova Ovest;
- Padova Sud;
- Padova Zona Industriale.
Inoltre Padova è circondata da un anello di tangenziali (Grande Raccordo Anulare di Padova). Per l'80 per cento del percorso è composta da quattro corsie principali più due corsia di emergenza, in prossimità di Padova Est le corsie diventano sei più due. Il progetto già approvato prevede ora di dare in gestione l'intero sistema di tangenziali cittadino all'Autostrada Brescia-Padova. La lunghezza dell'anello è di più di 30 km.
[modifica] Trasporto pubblico
Il sistema del trasporto pubblico della città è in continua evoluzione ed espansione; è in corso di studio un sistema che prevede il biglietto unico per tutti questi sistemi[61]. Attualmente la tariffazione prevede la divisione in cinque zone tariffarie: due urbane e tre suburbane per le tratte che terminano nella zona termale.
[modifica] Ferrovie
Padova è dotata di varie stazioni ferroviarie, che servono soprattutto l'area metropolitana. La più importante è la stazione di Padova (12 binari), che è la più grande della città e la quattordicesima stazione per numero di passeggeri in Italia[62].Ha un traffico di circa 450 treni al giorno con un incremento di 150 treni previsto per il 2010.[63] Altre stazioni interne alla città sono: Ponte di Brenta, Padova Campo di Marte e Padova Interporto. Le altre stazioni sono relativamente piccole, ma servono quartieri e centri abitati di altri comuni che ormai, con l'espansione urbana, si sono fusi alla città creando una vera e propria conurbazione, come "Abano", "Terme Euganee-Abano-Montegrotto" e "Vigodarzere".
È in fase di costruzione una nuova fermata "Padova San Lazzaro" che servirà, appunto, il quartiere di San Lazzaro, in forte espansione dato che verrà realizzato un nuovo quartiere (Quadrante est) in prossimità della Torre Net. Contestualmente verrà chiusa la Stazione di Ponte di Brenta che verrà spostata più ad est ed avrà una nuova denominazione (Stazione di Busa di Vigonza). È in fase di progetto anche la realizzazione di una linea ferroviaria fino a Piove di Sacco, e un'altra linea ferroviaria "circolare", che percorrerà i territori di Ponte San Nicolò ed Albignasego. Quest'ultimo progetto attualmente è completamente accantonato per il non accordo tra i Comuni interessati[64]. È in progettazione la nuova stazione di Padova AV che verrà realizzata sotto la stazione esistente e la stazione di Padova SFMR per il servizio ferroviario metropolitano, accanto alla stazione Centrale.[65]
Tra le altre cose, Padova è dotata di un collegamento ad alta velocità/alta capacità fino a Mestre che segue la vecchia linea storica Padova-Mestre. Un treno veloce, facente parte degli Eurostar Italia in servizio sulla ferrovia Milano-Venezia, serve la città fino a Milano non effettuando nessuna fermata intermedia, cioè collegando la città veneta con il capoluogo lombardo in 1 ora e 51 minuti. Inoltre dal 18 febbraio 2008 è attivo un altro collegamento AV, effettuato con un Eurostar AV per Napoli Centrale.
Dalla città veneta partono collegamenti per Milano ogni mezz'ora circa, per Roma ogni ora e mezza, per Napoli ogni 2 ore, la stazione Centrale riceve treni internazionali che collegano Zurigo, Basilea, Ginevra, Sciaffusa, Monaco di Baviera, Amburgo, Bruxelles, Vienna, Parigi, Nizza. Altri treni diretti vanno da Padova in tutto il Veneto, a Lecco, Palermo, Siracusa, Lecce, Pescara, Bari, Trieste, Udine, Genova, Firenze, Torino.
[modifica] Metrobus
| Per approfondire, vedi la voce Tram di Padova. |
Padova dispone di una linea tramviaria translohr in esercizio che serve il centro storico della città ed i suoi principali monumenti. La linea "Sir 1" è stata inaugurata il 24 marzo 2007, dopo una progettazione lunga 15 anni. Attualmente il servizio viene svolto tra le 6 e l'1, con 9 mezzi in servizio ed una frequenza a pieno regime di 8 minuti.
[modifica] Autobus
- Aps Holding. Il deposito degli autobus si trova in via Rismondo dietro alla Fiera[66], quello dei tram si trova presso la Guizza. L'Aps mobilità dispone di una flotta di circa 300 veicoli ed è la prima città in Italia per modernità dei mezzi di trasporto pubblico, nonché la città con un maggior numero di mezzi alimentati a biodiesel e metano[67]. Padova dispone in totale di 32 linee con servizio compreso tra le 5 di mattina e l'1 di notte, l'autobus più frequente passa ogni dieci minuti, quello meno frequente ogni trenta (quaranta nel periodo estivo). Nei giorni prefestivi le corse sono meno frequenti e nei giorni festivi il servizio è sensibilmente ridotto. Sono istituiti servizi speciali in caso di concerti, manifestazioni e partite di calcio. Il servizio è completamente sospeso solo nei giorni 25 dicembre e 1 maggio. La flotta di APS Holding è una delle più giovani in Italia, infatti vi è solo una linea su 32 che adotta autobus di circa 25 anni di età, il resto adotta bus di età media 5 anni. Le linee servite con autobus a metano sono circa 20, tra cui quelle con alta frequenza di passaggio.[68]
- City Sightseeing[69]. Società privata di trasporto per visitare i più importanti siti turistici cittadini. Il servizio viene effettuato con autobus a due piani, con quello superiore scoperto, e prevede la possibilità di trattenersi a piacere nei suddetti siti secondo la modalità denominata Hop on - Hop Off. Oltre alla "linea A", esclusivamente cittadina che effettua 5 tour giornalieri con biglietto valido per ventiquattr'ore, c'è anche la "linea B", destinata agli ospiti di Abano e Montegrotto, che a seconda della stagione propone 2 o 3 tour al giorno con biglietto valido 6 ore[70]
- Busitalia-Sita Nord. Si occupa del servizio extraurbano della città di Padova. La società, di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato, ha preso il posto della vecchia Sita ed è attiva dal luglio del 2011.[71] La nuova autostazione, che sostituisce quella storica di piazzale Boschetti, si trova nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria. Oltre alle linee che percorrono la provincia di Padova, collega il capoluogo alle province di Vicenza, Rovigo, Treviso e Venezia[72]
- Actv. Con sede a Venezia, gestisce il trasporto terrestre tra Padova ed alcune località della provincia di Venezia.[73]
- CTM. Con sede a Castelfranco Veneto, gestisce i collegamenti da e per Castelfranco.[75]
- FTV. Con sede a Vicenza, gestisce una sola linea di collegamento tra Padova e Vicenza via Grisignano.[76]
[modifica] Servizio metropolitano del SFMR
| Per approfondire, vedi la voce Servizio ferroviario suburbano di Padova. |
Sono in corso di realizzazione in tutta la regione Veneto i lavori di adeguamento delle ferrovie regionali per l'implementazione del SFMR, che fornirà anche un servizio metropolitano urbano alla città di Padova e al suo hinterland. In particolare è prevista la realizzazione delle seguenti fermate:
- Padova San Lazzaro Quadrante Est
- Stazione di Busa di Vigonza
- Padova Montà
- Padova Altichiero
- Padova Campo Marte
- Padova Ospedale
- Padova Aeroporto
- Padova Centro Direzionale
- Padova Zona Industriale
- Padova Salboro
- Padova Stanga
Le prime stazioni ad essere realizzate saranno quelle di San Lazzaro e di Busa di Vigonza, le altre di seguito a seconda dei finanziamenti della regione per il SFMR. Tuttavia le altre stazioni sembra non saranno realizzate a causa del non accordo tra i Comuni interessati[64]. Presso la stazione centrale era prevista la realizzazione di quattro nuovi binari di testa per il servizio metropolitano regionale (che interessa anche parte delle province di Treviso e Venezia)[65] ma non saranno più realizzati[77].
[modifica]
Da diversi decenni era stata riattivata la navigazione turistica fluviale tra Padova e Venezia a bordo dello storico 'Burchiello'. A cavallo tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni 2000 è stata rimessa in funzione anche la navigazione in altri corsi d'acqua cittadini, che a tale scopo sono stati dragati ed organizzati.
Tra marzo e ottobre, è possibile effettuare escursioni con il consorzio dei battellieri di Padova e della Riviera del Brenta per i seguenti itinerari:
- Padova-Venezia e Padova-Dolo (ogni mercoledì, venerdì, sabato e domenica),[78] con partenza dalla scalinata cinquecentesca del Portello alle 8,30 ed arrivo a Venezia alle 19,30
- Escursione notturna del Piovego (ogni mercoledì, venerdì, sabato e domenica),[78] con partenza alle 21 e ritorno alle 22,30 all'imbarco della Chiusa delle Porte Contarine
- Porte Contarine-Bassanello e ritorno (sabato e domenica)[79]
- Bassanello-Selvazzano-Bassanello (domenica dalle 16 alle 18)[79]
Altri itinerari percorribili sono i seguenti:
- Navigazione del canale Brentella da Limena al Bassanello[80]
- Navigazione del canale Battaglia da Padova a Monselice[81]
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All'interno della città sono state realizzate banchine per l'ormeggio di piccole imbarcazioni ad uso privato/turistico. Ve ne sono 3 alle porte Contarine e 5 al Bassanello.
[modifica] Piste ciclabili[82]
L'amministrazione del comune di Padova ha predisposto un ufficio apposito per la mobilità ciclabile con gli obiettivi di migliorare la viabilità, ridurre l'inquinamento e migliorare la salute dei cittadini[83].
A questo scopo negli ultimi anni sono stati realizzati 40 km di nuovi percorsi ciclabili, per arrivare ad una rete di circa 115 km.[84] Lo sviluppo di questa rete permette ai cittadini di raggiungere punti strategici della città e rende possibile l'utilizzo della bicicletta per percorsi estesi, e dunque anche per recarsi a scuola o al lavoro.
Attualmente Padova risulta la città con più piste ciclabili in Italia.
[modifica] Aeroporto
La città di Padova possiede anche un aeroporto: il Gino Allegri, che attualmente non è servito da voli di linea regolari, come fu un tempo. È principalmente utilizzato dall'aviazione militare e, soprattutto, per i voli sanitari a supporto dell'attività del policlinico cittadino. È anche sede di un aeroclub, che organizza voli privati in piccoli aerei ad ala fissa, voli di alianti e scuole guida sia per tali piccoli aerei che per gli alianti.
Alcuni progetti di potenziamento dello scalo sono stati contrastati dagli abitanti delle zone circostanti, in quanto la struttura si trova pienamente integrata nel centro urbano, e l'autorizzazione per i voli di aerei di grosse dimensioni creerebbe problemi per la vivibilità dei quartieri interessati, nonché evidenti pericoli nel caso di inconvenienti. Vi sono dei comitati che si battono per la chiusura completa dello scalo e la sua riconversione a parco.
Esisterebbero alcuni progetti per l'istituzione di voli di linea dallo scalo, ma un analogo esperimento effettuato all'aeroporto Dal Molin di Vicenza non ha sortito il successo sperato, dato che tale servizio è esaurientemente garantito dai vicini aeroporti di Venezia, Treviso, Verona Villafranca e Bologna.
[modifica] Padova ACC
Ad Abano Terme, opera l'Area Control Center di Padova, uno dei più grandi e importanti[85] d'Italia.[86] È deputato al controllo del traffico aereo delle seguenti regioni: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana settentrionale, Marche settentrionali, Lombardia Orientale, nonché al controllo della parte italiana settentrionale del mar Adriatico. La zona di competenza dell'ACC di Padova confina con quelle di Zurigo, Milano, Monaco di Baviera, Brindisi, Zagabria, Roma, Vienna e Lubiana[87].
Questo centro di controllo coordina i voli da e per gli aeroporti di Verona Villafranca, Bologna Marconi, Brescia Montichiari, Treviso Sant'Angelo, Forlì, Trieste Ronchi dei Legionari, Rimini Fellini, Ancona Falconara, Venezia Marco Polo e Bolzano, Padova Allegri, oltre che gli aeroporti minori di Trento e Asiago.[88] Gestisce inoltre tutti i voli nazionali ed internazionali che sorvolano lo spazio aereo di sua competenza.
Sempre all'interno dell'ACC di Padova è presente anche l'SCC/AM Padova[89] ovvero il Servizio Coordinamento e Controllo dell'Aeronautica Militare, deputato al controllo del traffico aereo militare nelle zone controllate dall'ACC di Padova.
[modifica] Porto fluviale
È inserito nel contesto dell'idrovia Padova-Venezia progettata all'inizio degli anni '60. Essa parte dall'interporto, attraversa il fiume Brenta e quindi il Novissimo, per arrivare alla conca Gusso, l'unica di tutto il canale; quindi, dopo un ulteriore breve tratto in terraferma supera l'argine di conterminazione lagunare e raggiunge il canale di grande navigazione Malamocco Marghera. Il percorso totale è di 27,575 km.
Il porto fluviale non è ancora in attività, anche se sono già state realizzate 400 metri di banchine e un terminal container di RFI per il trasbordo dei container da nave a treno.[90]
[modifica] Amministrazione
| Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Padova. |
La sede comunale si trova a Palazzo Moroni, in via del Municipio, 1
Sindaco: Flavio Zanonato (Partito Democratico) dal 23/06/2009 (4º mandato)
Il Corpo di Polizia Municipale di Padova è l'organo amministrativo che svolge il servizio di Polizia municipale nell'ambito del Comune di Padova. È stato fondato il 21 novembre 1868.
[modifica] Consolati esteri
A Padova sono presenti i consolati di:
Di prossima apertura sono i consolati di Cina e Romania[91].
[modifica] Gemellaggi
Padova è gemellata con:
[modifica] Sport
Il Calcio Padova è la storica compagine calcistica di Padova. La squadra, fondata nel 1910,ha militato per 16 stagioni in Serie A (di cui 14 tra 1929 e 1962 e le ultime due tra il 1994 ed il 1996) annoverando tra le sue file giocatori come Kurt Hamrin e allenatori come Nereo Rocco. Il miglior risultato di questa formazione è stato il terzo posto in serie A nella stagione 1957/58. Molto importante per il Padova è anche il derby che si disputa contro l'altra squadra di Padova (in senso ampio), il Cittadella[93].
Attiva negli anni dieci e anni venti a Padova c'era un'altra compagine calcistica, il Petrarca Padova F.B.C., squadra che nei primissimi anni venti addirittura rubò ai biancoscudati lo scettro di regina cittadina. Nel campionato del 1922 arrivò persino vicino a vincere lo scudetto. Fu infatti eliminato dalla Novese che aggiudicandosi il primato nel Girone A di semifinale disputò la finale sconfiggendo la Sampierdarenese e laureandosi così Campione d'Italia. Attualmente il Petrarca gioca in categorie dilettantistiche.
Attiva negli anni settanta e anni ottanta a Padova c'era una squadra di calcio femminile, il Gamma 3 Padova, che ha vinto lo scudetto nel 1972 e nel 1973 e una Coppa Italia nel 1975. Ora la squadra padovana di calcio femminile è lo Zensky-Padova, che milita nel campionato di serie B.
Numerose sono le squadre giovanili della provincia di Padova.
Un ruolo importante ricopre la squadra di rugby del Petrarca, squadra vincitrice di 12 scudetti nazionali fra il 1970 ed il 2011, e 2 coppe Italia; altri 5 scudetti, fra 1958 e 1968, e 4 coppe Italia, furono vinti dalle Fiamme Oro Padova, oggi non più presenti in città. Altre squadre cittadine, iscritte alla serie B, sono il CUS Padova Rugby (con trascorsi nella massima serie) ed il Valsugana, nonché la seconda squadra del Petrarca; nella medesima serie giocano anche squadre della provincia, l'U.S. Roccia Rugby Rubano e l'Ercole Monselice.
La città di Padova ha anche una squadra di football americano che si chiama Saints Padova vincitrice di un Silverbowl nel 1992 e che attualmente milita nella Serie B del campionato italiano di football americano.
Nella stagione sportiva 2005-06 la città di Padova era l'unica a essere rappresentata nel massimo campionato, quello di A1, nel volley maschile e femminile, dal Sempre Volley e dal Volley Club Padova. In particolare nella squadra femminile giocavano elementi di primissimo livello (di cui ben 3 campionesse del mondo nel 2002, Manuela Leggeri, Darina Mifkova e Rachele Sangiuliano) oltre a giocatrici provenienti da tutta Europa, la tedesca Hanka Pachale, la serba Jelena Nikolić e la ceca Katerina Buckova. Nel luglio 2007 la società Volley Club Padova ha ceduto il proprio titolo sportivo[94]; attualmente la prima squadra disputa il campionato di serie C. Nel palmares della squadra maschile spicca la conquista di una Coppa CEV, vinta nel 2004.
A Padova ha sede anche un'importante squadra di hockey in-line che a tutt'oggi milita in A1: i Ghosts Hockey Team Padova. Fondati nel 1998, nel loro palmares contano uno scudetto (2003), una seconda posizione nella prima edizione della Champions League del 2003, una Coppa Italia (2006) e 2 secondi piazzamenti nei playoff campionato (2006) e nella Supercoppa Italiana (2006).
Nella pallanuoto, Padova è rappresentata dalla squadra maschile CS Plebiscito Padova in Serie A-1 e dalla squadra femminile Beauty Star Plebiscito PD sempre in serie A1.
Tra gli avvenimenti sportivi annuali più rilevanti c'è la celebre Maratona di Sant'Antonio, un evento che si tiene solitamente in aprile, con partenza da Campodarsego (PD) ed arrivo in Prato della Valle.
Nell'ambito dello sport a Padova va ricordata la scherma. L'antica Accademia Comini, il Petrarca Scherma e il Cus Padova hanno formato atleti capaci di vincere Olimpiadi e Campionati del Mondo. La squadra italiana di sciabola giunta seconda alle Olimpiadi di Londra 1948 era interamente composta da atleti padovani, allenati dal grande Maestro Guido Comini. In tempi più recenti la fiorettista padovana Francesca Bortolozzi ha conquistato ori olimpici e mondiali (Barcellona 1992 ed Essen 1993), gli sciabolatori Marco Marin e Gianfranco Dalla Barba hanno conquistato titoli olimpici e mondiali (Los Angeles 1984, L'Aia 1995) e la sciabolatrice Anna Ferraro è stata campionessa del mondo a squadre (Seoul 1999). Il Trofeo Luxardo, che nel 2007 ha visto disputata la sua 50ª edizione, è l'unica prova di Coppa del Mondo di sciabola che si disputa in Italia.
Tra le glorie dello sport patavino è giusto ricordare Riccardo Patrese, nato nel 1954, che ha appena ceduto a Rubens Barrichello il primato del maggior numero di gare (il suo era di 256) da pilota di Formula 1. Nella sua lunga carriera, il pilota risultò vincitore di sei Gran Premi. È anche da ricordare Giorgio Pantano vincitore del campionato della GP2, e con qualche GranPremio in F1 alle spalle.
Importante è anche il canottaggio, con le due società cittadine del Padovacanottaggio (nata nel 1993 dalle ceneri del CUS Padova) e della Canottieri Padova; a quest'ultima appartiene il pluridecorato canottiere Rossano Galtarossa.
Il 23 maggio 2000 la 10ª tappa del Giro d'Italia 2000 si è conclusa a Padova con la vittoria di Ivan Quaranta.
L'astista ucraino Sergey Bubka il 30 agosto 1992 a Padova realizzò il suo terz'ultimo record del mondo (6.12) nel meeting della città veneta[95].
[modifica] Stadi
Lo Stadio Euganeo per calcio e atletica leggera, con circa 32,000 posti; lo Stadio Plebiscito per il rugby, 9,000; il PalaFabris, già San Lazzaro, palazzetto per pallavolo e pallacanestro da circa 5,000 posti ristrutturato a fine 2009; l'ippodromo Breda - Le Padovanelle per le corse dei cavalli; l'impianto per l'atletica Colbachini. Il più vecchio Stadio Silvio Appiani, già teatro del Padova di Nereo Rocco, la cui capienza era già stata ridotta vent'anni fa da 25,000 a 10,000 spettatori per motivi di sicurezza, è oggi usato solo da squadre dei campionati regionali. Il Velodromo Monti già ex stadio comunale usato in passato per le partite del Padova.
[modifica] Ospedali e sanità
Padova si contraddistingue in Italia per l'efficienza del polo ospedaliero, che è da sempre famoso per i suoi reparti di Cardiologia, Oculistica e per la cura delle seguenti patologie, secondo una recente ricerca del Corriere della Sera[96]:
| Specialità medica | Posizione in classifica |
|---|---|
| Ipertensione | 2º in Italia |
| Asma | 1º in Italia |
| Epatiti | 3º in Italia |
| Diabete | 1º in Italia |
| Malattie reumatiche | 4º in Italia |
| Malattie del rene | 7º in Italia |
A Padova giungono persone da tutta Italia ed Europa per motivi sanitari.
Attualmente Padova dispone di 7 ospedali:
- Policlinico e monoblocco: facenti parte del Complesso ospedale Centrale in via Giustiniani, linee bus 5/24/41/43, in futuro linea tram Sir 3
- Divisione di ostetricia e ginecologia: anche questa sita in via Giustiniani, linee bus 5/24/41/43, in futuro linea tram Sir 3
- Ospedale Sant'Antonio: ex CTO / Centro Traumatologico Ortopedico in via Facciolati, linee bus 16/41, in futuro linea tram Sir 3
- Ospedale Busonera: ora IOV - Istituto Oncologico Veneto, linee bus 5,13
- Complesso ospedaliero dei Colli: ex Ospedale Psichiatrico ora Poliambulatorio, sito in zona Aeroporto, linee bus 12/A/M/T/AT
- Ospedale Militare: ora CMML (Centro Militare di Medicina Legale) in Piazza Mazzini, linee bus 5,6,11,13,15,16,22,24,41,42,43,DP
- Ospedale Geriatrico
Il Comune e la Provincia stanno progettando un nuovo ospedale in zona Padova Ovest.
Alcuni numeri riferiti all'Azienda Ospedaliera per il solo ospedale Centrale:
- 5200 addetti ai lavori: medici, infermieri, manutenzione
- 98 reparti di ricovero con 2000 posti letto
- 453 miliardi di lire di fatturato annuo (1996)
- 91.000 ricoveri in un anno
- 655.000 giornate di degenza
- Day Hospital con un accesso di 47.000 utenti/anno
- 2.368.000 prestazioni erogate[97]
Il "Centro Gallucci" presso il Policlinico di Padova occupa un posto rilevante in Italia per i trapianti e la cura delle malattie cardiache; presso questo centro sono stati stabiliti record a livello mondiale. A Padova, ad esempio, è stato eseguito il primo impianto di cuore artificiale in Italia (10 dicembre 2007, dall'equipe del Professor Gino Gerosa[98]).
[modifica] Curiosità
Alcune altre città del mondo sono state "battezzate" con un nome chiaramente ispirato a Padova:
Padoue (Québec)[99]
Padua (Minnesota)[100]
Padua (Illinois)[101]
Padua (Ohio)[102]
Padua (California)[103]
San Antonio de Padua (Buenos Aires)
Padua (Provincia di Entre Ríos)
Padua (Tolima)[104]
Padua (Sucre)[104]
Padua (Santander)[104]
Padua (Orissa)[104]
Padua (Sofala)[104]
Padua (Queensland)[104]
Padua (Sette città in vari dipartimenti)[104]
Padua (Dipartimento di Wellington)[104]
Padua[104]
Villa Padova (Istarska - Istria)
Padova Raka (Carelia)
Nova Padua
[modifica] Galleria fotografica
-
Prato della Valle e sullo sfondo la chiesa di S.ta Giustina
[modifica] Note
- ^ Comune di Padova - La statistica per la città
- ^ lo statuto comunale prevede la suddivisione in quartieri
- ^ Comune di Padova - La statistica per la città
- ^ Comuni veneti per popolazione
- ^ Comuni veneti per densità di popolazione
- ^ [1]
- ^ Zip Padova.it
- ^ http://www.zip.padova.it/zip1.htm
- ^ È la data tuttora celebrata come festa del Santo dai padovani.
- ^ Tratto da zonasismica.it URL consultato il 15-02-2008.
- ^ Padova città d'acque, pubblicazione in PDF del comune
- ^ Dati pubblicati nel libretto Naturalmente Padova... Tre percorsi per scoprire una città che allarga i suoi confini verdi (maggio 2007, edito dal Comune di Padova).
- ^ Fonte: pubblicazione Naturalmente Padova, distribuita alla cittadinanza dal Comune di Padova.
- ^ Nome scientifico: Chamaerops humilis.
- ^ Dati Confedilizia. URL consultato il 15-02-2008.
- ^ Nevosità 1961-2010
- ^ Nevosità 1921-'60
- ^ Pertanto, parliamo di emergenze della cosiddetta civiltà villanoviana.
- ^ Altri personaggi che in qualche modo rendono famosa Padova sono Stendhal per aver sostenuto che il caffè Pedrocchi è (era) il migliore d'Italia, ed Oscar Wilde per il suo dramma intitolato La duchessa di Padova (1883 circa).
- ^ Quest'ultimo è anche riprodotto in una statua di Prato della Valle.
- ^ Vedi Pianta di Padova di Giovanni Valle eseguita tra il 1779 e il 1784, prima dell'arrivo dell'esercito francese nella città.
- ^ In realtà intitolata ai santi Filippo e Giacomo.
- ^ Scheda "Padova ebraica" su Turismo Padova (pubblicazione della Provincia PD)
- ^ Città porticata www.skyscrapercity.com
- ^ (EN)I portici di Bologna sul sito dell'Unesco
- ^ PadovaCultura -Musei Civici
- ^ Tutti gli enti culturali del circuito "Musei Civici" sorgono nel comprensorio Scrovegni-Eremitani-Arena Romana, a pochi passi dalla Stazione Ferroviaria e dal centro storico propriamente detto
- ^ Sito ufficiale Museo delle Acque; è ospitato nell'ex chiesetta settecentesca di Sant'Eufemia, antica parrocchiale di Altichiero (Quartiere 6 Ovest)
- ^ Sito del tempio-museo dell'internato ignoto
- ^ a b ISTAT . URL consultato il 7-06-2010. sito ufficiale dell'Istituto Nazionale di Statistica
- ^ ISTAT . URL consultato il 7-06-2010. Database dell'Istituto Nazionale di Statistica
- ^ http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tassid=1071&id=5368 Pagina del sito ufficiale dell'Amministrazione comunale riguardante la comunità metropolitana di Padova
- ^ Daniele Mont D'Arpizio, Il colore dei fratelli. Quarant'anni di immigrazione nelle pagine della Difesa del popolo, Padova 2009.
- ^ Residenti stranieri al 31 dicembre 2010. ISTAT. URL consultato il 22 ottobre 2011.
- ^ Sito del turismo di Padova - Brochure sul Caffè Pedrocchi
- ^ Esistono poi altri "senza" (probabilmente di origine goliardica-universitaria) che però non sono ben conosciuti nella cultura degli abitanti padovani:
- "Capitello senza colonna", in riferimento al capitello che si trova sotto l'angolo del Salone verso Via Fiume, attaccato alla volta ma senza la sottostante colonna;
- "Cavallo senza cavaliere", in riferimento al monumento di Donatello al condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, e che è conservato nel Palazzo della ragione;
- "Chiesa senza facciata", perché la Basilica di Santa Giustina in Padova, progettata con la facciata in marmo, ne è rimasta priva, con soli mattoni a vista;
- "Bo senza stalla" o "Bo senza corna": si tratta del Palazzo centrale dell'Università, chiamato il "Bo" (che in dialetto significa "bue") perché sorge sull'area dove anticamente esisteva un'osteria con l'insegna del Bucranio (il cranio del bue), frequentata non solo da commercianti di bestiame, ma poi anche dai primi studenti e professori universitari;
- "Gatta senza coda", con riferimento al condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, il cui monumento equestre, opera di Donatello, sorge sulla Piazza del Santo;
- "Cavour senza occhiali": è il monumento bronzeo a Camillo Benso Conte di Cavour, che sorge sull'omonima piazza centrale, il cui viso (contrariamente alla ben nota iconografia) è privo dei caratteristici occhiali. Ciò perché il viso stesso è stato ricavato dal calco della maschera funebre di Cavour, con la sola correzione degli occhi da parte dello scultore (l'informazione è stata fornita dal compianto scultore padovano Luigi Strazzabosco, possessore del calco funebre suddetto);
- "Orologio senza catena": si riferisce all'orologio costruito da Jacopo Dondi nel 1344 che non ha le solite lancette ed una catena con degli ingranaggi ma dei cubi che ruotano a mostrare data e ora.
- ^ Lionello Puppi, Giuseppe Toffanin. Guida di Padova. Arte e storia tra vie e piazze. Trieste, 1983. p. 163.
- ^ http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tasstipo=C&tassidpadre=284&tassid=1565&id=9261
- ^ Cenni biografici sullo scultore
- ^ Giuseppe Toffanin, Le strade di Padova, cit., pag. 45
- ^ Articolo di Padovacultura, in cui, peraltro, si accenna ad un successivo abbattimento della sfortunata scultura nel 1910, cui fece seguito un ulteriore rifacimento, opera di Antonio Penello, nel 1914.
- ^ Passa quasi inosservata un'altra statuetta, sommariamente riproducente una gatta seduta in posa antropomorfica, con un "topo" tra le grinfie. Il piccolo manufatto è posto a pochi metri dalla "gatta principale".
- ^ Giuseppe Toffanin, Le strade di Padova, cit., voce "Citolo da Perugia", pag. 127, ove è ricordata la lunga canzone dileggiatoria che iniziava così:
… e così via per una buona dozzina di strofe.Su, su, su, chi vol la gatta,
venga innanti del bastione,
dove in cima de un lanzone
la vedrete star legata,
su, su, su, chi vol la gatta? - ^ Toffanin, Le strade di Padova cit., pag. 205
- ^ Alessandro Baldan, "Studio storico ambientale artistico", cit., pagg. 167-169
- ^ Università di Padova: dati statistici
- ^ In realtà, Copernico era una sorta di "dilettante" di lusso dell'astronomia, poiché traeva i mezzi del proprio sostentamento dalla carica di canonico, affidatagli da un suo zio vescovo di Frombork, nella Warmia.
- ^ Strano a dirsi, ma a Padova Copernico studiò medicina (tra il 1500 ed il 1503), peraltro senza laurearsi; questo abbandono non gli impedì di essere considerato un medico di successo, oltre che un professionista del diritto amministrativo in relazione all'incarico di canonico già rammentato.
- ^ A Padova Galileo perfezionò il cannocchiale, con cui, dalla sua casa in Padova, avrebbe successivamente scoperto i 4 satelliti di Giove.
- ^ Per un elenco delle emittenti e relative frequenze nella zona di Padova, si consulti questa pagina.
- ^ POLEMICA GALAN-COMUNE PADOVA SU CITTADINANZA A NAPOLITANO (Agi.it)
- ^ La notizia è stata riferita dal Quotidiano "Il Padova", gruppo "E polis", in occasione di una visita presidenziale alla città, ed è stata pure confermata da un successivo articolo su Il Mattino di Padova in data 24 settembre 2007, con la precisazione che il fatto si sarebbe verificato "durante il periodo bellico".
- ^ Pagina web da "hermescuole.it"
- ^ Articolo de La Repubblica
- ^ A casa dell'artista: Rabarama
- ^ Peraltro pronipote di Tiziano Vecellio
- ^ Maratona del Santo
- ^ Radio Sherwood
- ^ Padova Pride Village
- ^ Zona Industriale Padova
- ^ www.legambientepadova.it/files/dossier_TPL_padovano.pdf
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- ^ www.fondazionenordest.net/uploads/media/documento_integrale_01.pdf
- ^ a b http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=35665208&postcount=377 Il mattino di Padova
- ^ a b Vedi PUM Padova
- ^ Sito della Fiera di Padova.
- ^ Indagine Il Sole 24 ore novembre 2007 e indagine Legambiente Febbraio 2007
- ^ http://www.apsholding.it attenzione il prospetto non è aggiornato attendere il bilancio di sostenibilità 2008.
- ^ City Sightseeing, sito web
- ^ City Sightseeing, depliant illustrativo.
- ^ La scissione della Sita www.sitabus.it
- ^ Carta servizi della Sita del 2010 (valida anche per la Busitalia-Sita Nord) doc. PDF
- ^ Linee extraurbane ACTV www.actv.it
- ^ Orari e linee de 'La Marca' www.lamarcabus.it
- ^ Orari invernali della linea Castelfranco Padova www.ctmspa.com
- ^ Orari FTV www.ftv.vi.it
- ^ http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=201647
- ^ a b I battelli del Brenta www.padovanavigazione.it (doc. PDF)
- ^ Navigare il Brentella www.padovanavigazione.it
- ^ Navigare lungo il Canale Battaglia www.padovanavigazione.it
- ^ Per una guida dettagliata con mappa vedere questo sito
- ^ Ufficio mobilità ciclabile
- ^ Rete piste ciclabili
- ^ Sito dedicato all'ACC di Padova
- ^ Gli altri sono a Milano, Roma e Brindisi).
- ^ http://www.venicevirtual.org/lippfir/home/info.htm
- ^ http://www.venicevirtual.org/lippfir/home/aeroporti.htm
- ^ Sito dell'SCC/AM di Padova
- ^ http://www.legambientepadova.it/files/PIEG_IDROVIA_4_ANTE.pdf
- ^ Daniele Mont D'Arpizio, "Un pezzo di paese straniero tra noi", articolo apparso su La Difesa del Popolo, 7 giugno 2009, p. 13
- ^ Comune di Iaşi:città gemellate. URL consultato il 18-08-2010.
- ^ Il Cittadella nelle stagioni 1999/2000 e 2000/2001 mentre militava in serie B, giocò nello Stadio Euganeo e mutò il nome in Cittadella Padova
- ^ Comunicato stampa Volley Club Padova, 3 luglio 2007
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- ^ Nota biografica su Gino Gerosa
- ^ Répertoire des municipalités du Québec
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- ^ a b c d e f g h i http://www.geolocalizador.com/ciudad-padua-X3673401.html
[modifica] Bibliografia
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- Giuseppe Toffanin jr, Padova fra Ottocento e Novecento , Milano, 1981.
- Giuseppe Toffanin jr, Guida di Padova (con L. Puppi) , Trieste, 1983.
- Giuseppe Toffanin jr, Cento chiese scomparse , 1988.
- Giuseppe Toffanin jr, Il Santo magico , Verona, 1990.
- Attilio Simioni, Storia di Padova: dalle origini alla fine del secolo 18° , Padova, Randi, 1968.
- Maria Beatrice Rigobello Autizi, Storia di Padova città d'Europa: dalle origini alle soglie del Duemila , Bologna, Atesa, 1991.
- Elio Franzin, Luigi Piccinato e l'antiurbanistica a Padova 1927-1974. Con alcuni scritti padovani di Luigi Piccinato , Saonara, Il prato, 2005.
- Elio Franzin, Padova e le sue mura, Padova, Signum, 1982.
- Maria Beatrice Rigobello Autizi, Storia di Padova: arte, cultura, Padova, Il prato, 2003.
- Leopoldo Saracini, Padova nord. Storia di un quartiere, Padova, Ass. Cult. Amici dell'Arcella, 2001.
- Lorenzo Tomasin, Testi padovani del Trecento, Padova, Esedra, 2004.
- Giuliana Mazzi; Adriano Verdi; Vittorio Dal Piaz, Le mura di Padova, Padova, Il Poligrafo, 2002.ISBN 88-7115-135-6
- Paolo Preto, I servizi segreti di Venezia, Milano, Il Saggiatore, 1994. ISBN 88-428-0833-4
- Alessandro Baldan, Studio storico ambientale artistico della Riviera del Brenta (da Fusina al Portello di Padova), Villa del Conte, Edizioni Bertato, 1995.
- Autori Vari, L'Italia - Veneto, Milano, Touring Club Italiano, 2005.
- Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, Roma - Bari, Laterza, 2004. ISBN 88-420-6120-4
- Ernst Peter Fischer, Aristotele, Einstein e gli altri, Raffaello Cortina, 1997. ISBN 88-7078-455-X
- Raffaele Mambella, Padova e il suo territorio nell'antichità. Guida con itinerari, Padova, Zielo Editore, 1991.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Padova
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Padova
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Padova»
Wikiquote contiene citazioni di o su Padova
Articolo su Wikinotizie: Br, quindici nuovi arresti nel Nord Italia
[modifica] Collegamenti esterni
- Turismo a Padova
- Camera di Commercio di Padova
- Album fotografico di Padova
- Stradario di Padova scaricabile in PDF
- Cartografia del Comune di Padova consultabile on line
- Sito illustrante il recupero materiale e funzionale del Castello Carrarese
- Mappa turistica generale di Padova (dal sito del comune)
- Interporto Padova
- Museo del Precinema: la Collezione Minici Zotti
- Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti
- Guida completa sulla città di Padova