Piazza San Marco

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Coordinate: 45°26′02.55″N 12°20′17.27″E / 45.434042°N 12.33813°E45.434042; 12.33813

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Piazza San Marco vista dalla Basilica di San Marco

Piazza San Marco, situata a Venezia, è una delle più importanti piazze italiane, rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica.

È l'unico spazio urbano di Venezia che assume il nome di piazza, in quanto tutti gli altri spazi in forma di piazza sono propriamente definiti campi. Ha forma trapezoidale ed è lunga 170 metri.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Cuore della città lagunare e luogo simbolo della Repubblica di Venezia, la zona monumentale di Piazza San Marco si compone di tre settori:

  • la Piazza propriamente detta, cioè la zona racchiusa fra le Procuratie Vecchie e Nuove e quelle "nuovissime " , con uno sviluppo architettonico di rara suggestione sul complesso monumentale della omonima basilica e l'appena prospiciente, svettante, campanile di San Marco.
  • la Piazzetta dei Leoncini, propaggine occidentale a lato della basilica e prospiciente il Palazzo Patriarcale, così chiamata per le due statue di leoni accovacciati delimitanti l'area centrale sopraelevata.

Storia ed evoluzione[modifica | modifica sorgente]

La forma attuale della piazza è l'esito di successive modifiche ed espansioni che hanno interessato l'area. In origine, la zona era destinata ad orto e attraversata dal rio Batario e dagli attuali rii della Zecca e del Cavalletto. Il palazzo ducale, vero castello munito di torri e difese, era completamente cinto da un canale e fronteggiato, nella zona dell'attuale piazzetta, da un bacino per il carico e lo scarico delle merci.

Processione in piazza San Marco di Gentile Bellini. Particolare dell'ospizio Orseolo posto ai piedi del campanile.

Nell'826, con l'arrivo a Venezia del corpo di San Marco e l'edificazione della prima Basilica di San Marco, l'area iniziò ad assumere la sua caratteristica di cuore monumentale della città.
Nel 976 l'intera zona, con la basilica e il palazzo, fu distrutta da un furioso incendio, ma già nel 978 una seconda basilica era stata edificata e il palazzo ricostruito. Nello stesso periodo il Doge Pietro I Orseolo fece costruire, in adiacenza del campanile, un ospizio per pellegrini malati e bisognosi,[1] la cui forma è visibile nel quadro di Gentile Bellini, Processione in piazza San Marco.

L'attuale basilica risale agli anni 1050-1094, con la terza fondazione dell'edificio.
In tale epoca la piazza risultava ancora limitata dal rio Batario (al di là del quale sorgeva una chiesa dedicata a San Geminiano e più in là il brolo delle suore di San Zaccaria) e dal bacino di Palazzo, a testimonianza del quale permane tutt'oggi, sul lato della basilica rivolto verso la piazzetta, un'antica porta d'acqua murata, quel che resta di un accesso rivolto all'acqua tipico degli edifici veneziani.

Nel 1156, sotto il dogado di Vitale II Michiel, il rio Batario venne interrato, presto seguito dall'interramento del bacino antistante il Palazzo Ducale, dove venne realizzata la Piazzetta.
Nel 1172, sotto il dogado di Sebastiano Ziani, la piazza venne ulteriormente ampliata per far posto a nuovi edifici monumentali: la chiesa di San Geminiano fu spostata al limitare della nuova piazza San Marco e furono inoltre poste due enormi colonne granitiche (provenienti da Costantinopoli) fronteggianti il molo, quale monumentale accesso all'area marciana. Sopra una colonna fu posto il leone alato simbolo di San Marco e sull'altra fu collocata la statua raffigurante San Teodoro, primo patrono di Venezia. Nacque in questo modo un'area suddivisa in due piazze, l'una dinnanzi la Basilica, l'altra a completamento del Palazzo e via trionfale d'accesso dall'acqua.
Nel 1204 la conquista di Costantinopoli con la Quarta Crociata fornì ai veneziani un fiume di marmi ed opere d'arte con cui decorare la basilica e la piazza. In questa occasione giunsero i Cavalli di San Marco, posti a coronamento della basilica, e il gruppo dei Tetrarchi, attualmente sull'angolo del Tesoro, presso la Porta della Carta di Palazzo Ducale.

Nel 1264 la piazza venne infine pavimentata con mattoni disposti a spina di pesce.

Tra il 1301 e il 1442, con una continua e massiccia serie di lavori, Palazzo Ducale perse progressivamente il suo aspetto militare sino ad assumere l'attuale conformazione.
Tra il 1495 e il 1517 furono invece erette le Procuratie Vecchie e la Torre dell'Orologio, mentre contemporaneamente si procedeva allo sgombero di tutti gli orti e i magazzini ancora presenti nell'area della piazza.
Il Sansovino fu il grande rinnovatore della piazza trasformandola da spazio ancora gotico in un magnifico esempio di classicità romana, imprimendo così uno sviluppo culturale all'area marciana e all'intera città. Tra il 1536 e il 1540 quest'architetto realizzò l'edificio della Libreria e la Loggetta ai piedi del campanile.
Tra il 1582 e il 1640, completata la demolizione dell'ospizio Orseolo fu la volta delle Procuratie Nuove.

Nel 1722 vennero sistemate le due statue della Piazzetta dei Leoncini. Del 1723 è invece l'attuale pavimentazione in trachite euganea della cava della Rocca di Monselice, nel padovano, a fasce laterali in marmo bianco, progetto di Andrea Tirali.
È infine nel 1807 che la dominazione napoleonica procedette alla demolizione della chiesa di San Geminiano e all'edificazione dell' Ala Napoleonica (detta anche Palazzo Reale o Procuratie Nuovissime), dando al complesso dell'area marciana l'aspetto definitivo.

Pianta della Piazza (1831)

Alle prime ore del mattino di lunedì 14 luglio 1902 il campanile di San Marco, già aggredito da una vistosa crepa, rovinò improvvisamente demolendo la Loggetta ed un angolo della Libreria e rischiando di travolgere la stessa Basilica (le macerie furono fortunosamente bloccate dalla Pietra del Bando posta all'angolo tra la chiesa e il palazzo).

Uso dell'area[modifica | modifica sorgente]

Cuore, come detto, dello Stato veneziano, la piazza ha sempre seguito la vita e i costumi della città. Il Palazzo Ducale era sede del governo e delle supreme magistrature della Repubblica, nonché prigione. Tra le due colonne di Marco e Teodoro avvenivano invece le esecuzioni capitali, mentre dalla Pietra del Bando erano annunciate le leggi e i decreti, poi affissi sulla Porta della Carta. La Basilica era invece il centro delle cerimonie religiose di Stato grazie alla presenza delle preziose reliquie e della sua funzione di cappella ducale, in un sistema nel quale in 'bogie era capo della chiesa veneziana e riservava il diritto alla nomina dei vescovi. Il potere e la ricchezza della chiesa di San Marco erano tali che essa aveva un proprio vescovo, distinto da quello della città e dal patriarca, il Primicerio e che appositi magistrati i Procuratori di San Marco ne amministravano con carica vitalizia il patrimonio, risiedendo nelle Procuratie. La Loggetta era posto di guardia degli arsenalotti durante le sedute del Maggior Consiglio, mentre l'attuale Palazzo Patriarcale era sede del salone per i pranzi e le feste del Senato. L'ampia piazza era sede di processioni e tornei, di fiere e mercati, nel cortile del palazzo si tenevano cacce ai tori. Nel settecento comparvero il carnevale e i caffè, poi dopo la caduta della Repubblica giunsero la sede patriarcale e il Palazzo Reale, prima di Napoleone, poi degli Asburgo e infine dei Re d'Italia. Infine la musealizzazione con l'apertura del Civico Museo Correr.

Monumenti e musei[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Semi, op. cit., p. 156

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Trieste, Edizioni Lint, 1996.
  • Franca Semi, Gli "Ospizi" di Venezia, Venezia, Helvetia, 1983.
  • Giuseppe Tassini, Edifici di Venezia distrutti o volti ad uso diverso da quello a cui furono in origine assegnati, Venezia, Libreria Editrice Filippi.
  • Alvise Zorzi, Venezia Scomparsa, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2001. ISBN 88-04-49545-6
  • Michela Agazzi, Platea Sancti Marci, i luoghi marciani dall'XI al XIII secolo e la formazione della piazza, Venezia, Comune di Venezia, 1991.
  • Manuela Morresi, Piazza San Marco, istituzioni, poteri e architettura a Venezia nel primo Cinquecento, Milano, Electa, 1999.

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