Chiesa di San Zaccaria

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Coordinate: 45°26′05″N 12°20′36″E / 45.434722°N 12.343333°E45.434722; 12.343333

Chiesa di San Zaccaria
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Venezia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Zaccaria
Diocesi Patriarcato di Venezia
Stile architettonico Rinascimentale
Completamento 1490 circa

La chiesa di San Zaccaria è un luogo di culto cattolico della città di Venezia, situato nel sestiere di Castello, presso il campo che da essa trae nome.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Chiesa antichissima risalente al IX secolo, all'origine della città, fu luogo molto legato alla storia arcaica di Venezia.

La chiesa di San Zaccaria si trova nel centro di Venezia, vicino a piazza San Marco e a Palazzo Ducale.

Il primo edificio fu costruito nel IX sec., per accogliere i resti del padre di San Giovanni Battista che erano stati donati dall’imperatore bizantino Leone V l'Armeno alla città di Venezia per rafforzarne l’amicizia.

I dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio fecero aggiungere un monastero di Benedettine, che fu riedificato sotto il doge Orso I Partecipazio, dalla badessa Giovanna che ne era la figlia.

Nell’anno 1105 un terribile incendio lo distrusse, insieme alla chiesa, e si racconta che morirono asfissiate più di cento suore, che si erano rifugiate nel sotterraneo ancor oggi esistente sotto l’altare maggiore.

La cripta

Trovò ospitalità in questo convento Papa Benedetto III nell’anno 855 mentre era in fuga dalla violenza scatenata dall’antipapa Anastasio. Per gratitudine alle suore Benedettine il Pontefice donò molte reliquie, e si fissò la consuetudine che nel giorno 13 settembre, anniversario della consacrazione della chiesa, il doge si recasse con la Signoria a far visita a questa chiesa.

Il monastero accoglieva le fanciulle delle più ricche e nobili famiglie veneziane: molti sono i racconti sulla vita che si teneva in questo luogo, feste e divertimenti non mancavano per queste giovani suore che avevano trasformato il loro parlatoio in un elegante salotto meta di concerti e spettacoli vari, con un continuo "pellegrinaggio" di giovani cavalieri mascherati.

Dal brolo delle monache di San Zaccaria deriva la moderna espressione italiana di broglio, in quanto ancora nella tarda Repubblica di Venezia con tale nome era ricordata una parte della piazzetta antistante il Palazzo Ducale nella quale solevano riunirsi i Barnabotti, membri della nobiltà impoverita, per mettere in vendita il proprio voto nel Maggior Consiglio.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Zaccaria, 1770-1775, Francesco Guardi, Museo del Louvre, Parigi
L'interno

La chiesa attuale è opera quattrocentesca di Mauro Codussi, a tre navate, con volte a crociera, presenta una facciata tripartita da colonne binate e aperta da numerose finestre, in numero decrescente dal basso verso l'alto, sovrastate dal grande timpano ad arco sormontato dalla statua di San Zaccaria. Le opere di decorazione in pietra sono dovute a Antonio Gambello e Luca Taiamonte.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Al suo interno le sepolture di molti dogi e opere di notevole pregio tra cui i polittici intagliati da Ludovico da Forlì (XV secolo) ed una pala del 1505 opera del Bellini, Madonna in trono col Bambino e santi e dipinti raffiguranti l' Adorazione dei Magi e l'Adorazione dei Pastori e la Visita annuale del Doge alla Chiesa nel giorno di Pasqua. Sulla parete interna della facciata vi sono quattro opere di Antonio Vassilacchi detto l'Aliense.

Cappella di sant'Atanasio[modifica | modifica sorgente]

Cappella dell'Addolorata[modifica | modifica sorgente]

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