Chiesa di San Zaccaria

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Coordinate: 45°26′05″N 12°20′36″E / 45.434722°N 12.343333°E45.434722; 12.343333

Chiesa di San Zaccaria
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Venezia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Zaccaria
Diocesi Patriarcato di Venezia
Stile architettonico Rinascimentale
Inizio costruzione 1458
Completamento 1490 circa

La chiesa di San Zaccaria è un luogo di culto cattolico della città di Venezia, situato nel sestiere di Castello, presso il campo che da essa trae nome.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa antichissima risalente al IX secolo, all'origine della città, fu luogo molto legato alla storia arcaica di Venezia.

La chiesa di San Zaccaria si trova nel centro di Venezia, vicino a piazza San Marco e a Palazzo Ducale.

Il primo edificio fu costruito nel IX sec., per accogliere i resti del padre di San Giovanni Battista che erano stati donati dall'imperatore bizantino Leone V l'Armeno alla città di Venezia per rafforzarne l’amicizia.

I dogi Angelo e Giustiniano Partecipazio fecero aggiungere un monastero di Benedettine, che fu riedificato sotto il doge Orso I Partecipazio dalla badessa Giovanna, che ne era la figlia.

Nell'anno 1105 un terribile incendio lo distrusse, insieme alla chiesa, e si racconta che morirono asfissiate più di cento monache, che si erano rifugiate nel sotterraneo ancor oggi esistente sotto l’altare maggiore.

La cripta

Trovò ospitalità in questo monastero Papa Benedetto III nell'anno 855 mentre era in fuga dalla violenza scatenata dall’antipapa Anastasio. Per gratitudine alle Benedettine il Pontefice donò molte reliquie, che divennero il vanto del monastero.

Si fissò la consuetudine che nel giorno di Pasqua il doge si recasse con il suo entourage a far visita a questa chiesa, in segno di gratitudine alle monache per aver concesso il suolo su cui venne edificata la cappella ducale, che era di loro proprietà. In quest'occasione il doge presentava alla badessa il riccamente ingioiellato corno ducale, usato solamente per la solenne incoronazione e poi riposto, salvo appunto per questa andata ducale.

Il monastero accoglieva un gran numero di fanciulle delle più nobili famiglie veneziane: molti sono i racconti sulla vita che si teneva in questo luogo, nonostante la clausura, feste e divertimenti non mancavano per queste giovani monache che avevano trasformato il loro parlatoio in un elegante salotto meta di concerti e spettacoli vari, con un continuo "pellegrinaggio" di giovani cavalieri mascherati.

Dal brolo delle monache di San Zaccaria deriva la moderna espressione italiana di broglio, in quanto ancora nella tarda Repubblica di Venezia con tale nome era ricordata una parte della piazzetta antistante il Palazzo Ducale nella quale solevano riunirsi i Barnabotti, membri della nobiltà impoverita, per mettere in vendita il proprio voto nel Maggior Consiglio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Zaccaria, 1770-1775, Francesco Guardi, Museo del Louvre, Parigi
L'interno

La chiesa attuale è opera quattrocentesca di Mauro Codussi, a tre navate, con volte a crociera, presenta una facciata tripartita da colonne binate e aperta da numerose finestre, in numero decrescente dal basso verso l'alto, sovrastate dal grande timpano ad arco sormontato dalla statua di San Zaccaria. Le opere di decorazione in pietra sono dovute a Antonio Gambello e Luca Taiamonte.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Al suo interno le sepolture di molti dogi e opere di notevole pregio tra cui i polittici intagliati da Ludovico da Forlì (XV secolo) ed una pala del 1505 opera del Bellini, Madonna in trono col Bambino e santi e dipinti raffiguranti l'Adorazione dei Magi e l'Adorazione dei Pastori e la Visita annuale del Doge alla Chiesa nel giorno di Pasqua. Sulla parete interna della facciata vi sono quattro opere di Antonio Vassilacchi detto l'Aliense. Nei lunettoni alle pareti, un ciclo risalente agli anni '80 del Seicento, composto da 8 opere di Andrea Celesti, Giovanni Antonio Fumiani, Daniel Heintz, Antonio Zanchi, e Antonio Zonca, illustra, caso praticamente unico, le vicende storiche e mitiche del monastero e della chiesa di San Zaccaria. All'ingresso sinistro del deambulatorio è la tomba di Alessandro Vittoria, scolpita dall'artista stesso.

L'organo[modifica | modifica wikitesto]

L'organo da Gaetano Callido

L'organo nel coro è opera di Gaetano Callido op. 270 1790.

Cappella di sant'Atanasio[modifica | modifica wikitesto]

Cappella dell'Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

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