Eucaristia

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Consacrazione dell'eucaristia cattolica, nella celebrazione liturgica di Benedetto XVI.

Per i cristiani l'eucaristia,[1] è il sacramento istituito da Gesù durante l'Ultima Cena, alla vigilia della sua passione e morte. Il termine deriva dal greco εὐχαρίστω (eucharisto: "rendo grazie"). Il Nuovo Testamento narra l'istituzione dell'eucaristia in quattro fonti: Matteo 26,26-28; Marco 14,22-24; Luca 22,19-20; 1Corinzi 11,23-25.

Le origini dell'eucaristia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ultima Cena.
Alonso Vázquez, Sagrada cena, Siviglia.

Nell'Ultima cena, secondo l'interpretazione cattolica del racconto dei vangeli, Gesù distribuì ai suoi discepoli il pane ed il vino come suo corpo e suo sangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua "memoria". La Chiesa cattolica, dunque, fin dalla sua origine, celebra l'atto sacramentale dell'Eucaristia come uno degli impegni lasciatigli da Gesù stesso, suo Dio salvatore e fondatore. L'eucaristia è l'azione sacrificale durante la quale il sacerdote offre il pane e il vino a Dio, che, per opera dello Spirito Santo, diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo, lo stesso Corpo e lo stesso Sangue offerti da Gesù stesso sulla croce. L'altare è la croce sul quale in ogni messa si avvera lo stesso e identico sacrificio (in questo caso incruento) della stessa vittima: l'Agnello pasquale, cioè Gesù.[senza fonte] Con la distribuzione della comunione, in cui sono presenti il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità di Gesù, i fedeli entrano in comunione con Dio e pregustano i suoi beni, chiedono espiazione dei propri peccati, implorano la benedizione di Dio e chiedono il suffragio per le anime dei defunti. [senza fonte] I cristiani protestanti, i quali non credono che la messa (o celebrazione eucaristica) sia il rendersi presente del sacrificio della croce, e non credono nella transustanziazione usano chiamarla semplicemente solo con il nome di "Santa Cena" o "Cena del Signore".

Studi moderni ed ecumenismo[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni studi recenti hanno interpretato le origini dell'eucaristia in relazione a temi quali il rapporto tra storia e teologia nei resoconti evangelici, il confronto con il contesto ebraico e greco-romano del tempo, e l'evoluzione delle pratiche e delle dottrine, anche in relazione alle varianti riscontrate da luogo a luogo[2]. Secondo altre ipotesi[3][4] il sacramento dell'Eucaristia sarebbe frutto di un'evoluzione della coscienza delle prime comunità cristiane ed in qualche modo influenzata dalle "cerimonie mitiche e di culti misterici teofagici" presenti nelle civiltà ellenistiche[5][6].

Il ruolo centrale della celebrazione eucaristica nel cristianesimo e lo sviluppo, da parte delle diverse confessioni religiose, di variazioni anche molto significative hanno inoltre reso il confronto sull'eucaristia uno dei temi centrali del movimento ecumenico[7].

Eucaristia nella Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Juan de Juanes, Cristo consacra l'eucaristia, Valencia.

L'eucaristia, secondo la dottrina cattolica, altro non è che Gesù Cristo stesso. Nell'Eucarestia Gesù è presente in modo completo ed in tutta la sua persona, cioè nel Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Il miracolo consiste nel fatto che l'Eucarestia, sebbene sia sostanzialmente il corpo di Cristo, tuttavia mantiene quelli che sono gli accidenti esteriori del pane. Essa è strettamente collegata con la Pasqua, con la morte e resurrezione di Gesù. Il fatto fondamentale che collega i due avvenimenti è l'ultima Cena: fondante l'eucaristia e annunciante la Pasqua.

Cristo celebra la pasqua ebraica, ma le dona un nuovo significato. L'antica alleanza tra il popolo di Israele e Dio sul monte Sinai fu suggellata con il sangue di un sacrificio; così anche la nuova e definitiva alleanza del nuovo Israele è suggellata dal sacrificio di Cristo, vero Agnello che "toglie il peccato del mondo", che "riconcilia l'umanità col suo creatore".

Nella cena pasquale ebraica, consistente in azzimi ed erbe amare, si assisteva al ricordo della liberazione dall'Egitto e degli eventi dell'esodo stesso. Nella cena pasquale cristiana - l'eucaristia appunto - si assiste al ripresentarsi vivo e vero della passione morte del Figlio di Dio, che libera del peccato e "riconcilia nel suo amore il mondo intero". Perciò Gesù dice: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue": si tratta della nuova Pasqua dell'Agnello.

L'apostolo Paolo di Tarso scrive: "Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice voi annunziate la morte del Signore finché egli venga". È necessario soffermarsi in modo particolare sulla comprensione dell'eucaristia come memoriale (anamnesi): questo termine nel contesto biblico - quindi con il termine ebraico "zikkaron" - indica azioni rituali riferite ad un evento (salvifico) passato in grado tuttavia di attualizzarlo, rendendolo presente ai celebranti nelle sue stesse dimensioni salvifiche, e proiettandolo anche verso il futuro.[senza fonte]

E nella concezione memoriale le confessioni cristiane trovano consenso nell'affermazione: "L'eucaristia è il memoriale di Gesù crocifisso e risorto, cioè il segno vivo ed efficace del suo sacrificio, compiuto una volta per tutte sulla croce e ancora operante in favore di tutta l'umanità" (Battesimo, eucaristia, ministero, documento ecumenico di Lima, 1982).

La consacrazione dell'eucaristia durante la messa

L'intero complesso della celebrazione eucaristica (e dunque liturgia della parola e liturgia eucaristica) è il memoriale di tutto il mistero di Gesù, centrato nella sua morte, risurrezione e ascensione; la preghiera eucaristica è, in modo particolare, pervasa dal tema del memoriale.

Secondo la Chiesa cattolica, nelle specie consacrate del pane e del vino, dette anche Santissimo Sacramento dell'Altare, vi è la presenza reale di Cristo stesso, in corpo, sangue, anima e divinità. La continua riattualizzazione di questo mistero avviene mediante l'azione dello Spirito Santo. Per i cristiani cattolici e ortodossi la Santa Messa è sia la rinnovazione sia il memoriale del Sacrificio di Gesù Cristo del Calvario. Il sacerdote che celebra la Santa Messa, agendo in persona Christi, offre a Dio Padre lo stesso Sacrificio del Calvario di Gesù, cosicché chiunque assiste alla Santa Messa è esattamente come se fosse dinnanzi alla crocifissione di Cristo e alla Sua Passione. Secondo la Chiesa cattolica, avviene così la transustanziazione, ovvero il cambiamento "oltre la sostanza" (trans-substantia) del pane e del vino in corpo e del sangue di Cristo. Per i cristiani cattolici ogni eucaristia, in quanto memoriale e rinnovazione dell'evento sacrificale di Cristo, è sacrificio in modo attuale: la Chiesa lo considera dono del Signore e ne fa il suo sacrificio. Per questo invita i fedeli ad offrire sé stessi a Dio in ubbidienza e devozione, perché - come ancora Paolo scrive - "chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini sé stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna". In quanto comunione alla Cena del Signore, nell'eucaristia i fedeli trovano il fondamento, la fonte e il vincolo dell'unione con Cristo e fra loro.

Celebrazione eucaristica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Celebrazione eucaristica.

La celebrazione eucaristica è costituita da due parti, la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica; esse sono così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto. Nella messa, infatti, viene imbandita tanto la "mensa della parola di Dio" quanto la "mensa del Corpo di Cristo", e i fedeli ne ricevono istruzione e ristoro. Ci sono inoltre alcuni riti che iniziano e altri che concludono la celebrazione perché l'eucaristia è il centro e culmine della vita cristiana.

La presenza di Cristo[modifica | modifica wikitesto]

L'eucaristia è celebrata da un ministro ordinato (sacerdote), all'interno della celebrazione eucaristica: essa consiste nel complesso della liturgia della parola e della liturgia eucaristica, aperto dai riti di ingresso e chiuso nei riti di conclusione.

Processione con il Santissimo Sacramento dei cattolici in Polonia (Stargard Szczeciński)

Il Concilio Vaticano II riafferma che si può vedere la presenza del Signore nell'assemblea riunita nel suo nome, nel sacerdote che celebra in persona Christi, nella Bibbia proclamata "giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Scrittura", nel sacrificio della messa "essendo egli stesso che, offrendosi una volta sulla croce, offre ancora sé stesso tramite il ministero dei sacerdoti, soprattutto nelle specie eucaristiche" (Sacrosanctum Concilium).

Per questa strada passa il riavvicinamento relativo fra cattolicesimo e protestantesimo: questo infatti aveva contestato le posizioni della Chiesa cattolica che poneva particolare attenzione alla presenza reale del Signore nel pane e nel vino eucaristici; nel documento ecumenico Battesimo, eucaristia, ministero leggiamo: "È in virtù della parola vivente di Cristo e per la potenza dello Spirito che il pane e il vino diventano i segni sacramentali del corpo e del sangue di Cristo. Essi rimangono tali in vista della comunione".

La Chiesa cattolica e quella ortodossa affermano che la presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche permane sino alla loro consumazione: perciò il Santissimo Sacramento è conservato nei tabernacoli (o cibori) per essere adorato, ma anche e soprattutto come riserva per la comunione ai malati e ai moribondi (in questo caso si usa il termine di "Viatico").

Nella Chiesa cattolica esistono specifici riti per l'adorazione eucaristica. Il "Corpo di Cristo" viene esposto nell'ostensorio all'adorazione dei fedeli. Il sacerdote può anche impartire la benedizione eucaristica ai fedeli con il pane consacrato, solitamente conclusione del rito di adorazione.

La Chiesa celebra ogni giorno l'eucaristia (tranne i giorni aliturgici, quando né pane né vino vengono consacrati, nel rito romano il solo Venerdì Santo, nel rito ambrosiano tutti i venerdì di Quaresima), ma in modo particolare essa è solennizzata nel giorno della sua istituzione, il giovedì santo, nella messa vespertina in Cena Domini.[8] Tuttavia, non potendo esternare tutta la solennità in quel giorno della Settimana Santa (che, come tale, esige un contesto di sobrietà), la festa è rimandata al giovedì della prima settimana dopo Pentecoste: si tratta della Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, detta anche del Corpus Domini. Nella maggior parte delle nazioni cattoliche, tuttavia, tale festività di precetto è rimandata alla domenica successiva (seconda dopo Pentecoste).

Significato spirituale[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni riporta le parole di Gesù: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno" e "dimora in me e io in lui" (Gv 6,54-56). L'eucaristia è dunque pegno d'immortalità, e sacramento di comunione con il Cristo.

Secondo la Chiesa cattolica, in ogni eucaristia si rinnova il sacrificio di Cristo per il mondo, nuova alleanza di Dio con l'uomo: il Signore dà nuovo nutrimento all'uomo e nuova forza alla Chiesa perché gli siano fedeli testimoni nelle vie del mondo, pronti a seguire con la propria vita la sua vita, donata nel servizio a tutti. Per questo la Chiesa invita i cristiani a partecipare alla messa ogni domenica e di accostarsi alla comunione sacramentale almeno a Pasqua: la completa partecipazione all'eucaristia non può tralasciare questo suo fondamento che è proprio la comunione al corpo di Cristo, lasciata da Cristo stesso ai cristiani, anche come responsabilità.

Comunione spirituale[modifica | modifica wikitesto]

Per comunione spirituale si intende una preghiera mediante la quale il fedele può esprimere il desiderio di unirsi e di ricevere Gesù-Eucaristia senza effettuare materialmente la Comunione sacramentale (cioè senza ricevere l'ostia consacrata).

Gli effetti della comunione spirituale sono simili ma, evidentemente, non del tutto sovrapponibili alla Comunione sacramentale e possono sostituirla quando il fedele è materialmente o moralmente impossibilitato a ricevere la Comunione sacramentale. Rispetto alla Comunione sacramentale ha il "vantaggio" di poter essere fatta ogni qualvolta il fedele lo voglia e in qualsiasi momento della giornata o luogo. Dal punto di vista ascetico e spirituale è una pratica consigliata in tutte le epoche e testimoniata da molti santi anche grazie a rivelazioni private o esperienze mistiche. Tra i più noti santi che hanno diffuso la pratica della comunione spirituale si annoverano Alfonso Maria de' Liguori, Caterina da Siena, Margherita Maria Alacoque, Francesco di Sales e Josemaría Escrivá.

Esistono diverse formule verbali di Comunione spirituale, ma l'aspetto fondamentale è esprimere - anche solo con parole proprie o con elevazioni del cuore o della mente - il desiderio di unirsi a o di ricevere Gesù-Eucaristia. Gli effetti spirituali dipendono dalle disposizioni interiori e dalla rettitudine con cui si effettua. È considerata altresì una utile preghiera per prepararsi a ricevere con il dovuto fervore la Comunione sacramentale.

I miracoli eucaristici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miracolo eucaristico.

Benché la transustanziazione (trasformazione della sostanza del pane e del vino nel vero Corpo e Sangue di Cristo) sia secondo la fede cattolica un grande mistero sacramentale, le specie (ossia l'apparenza accidentale) del pane e del vino rimangono però normalmente intatte, e quindi non vi è propriamente Miracolo. Tuttavia nella storia della Chiesa sono riportati numerosi miracoli eucaristici. In particolare, secondo la narrazione ecclesiastica, il pane consacrato nella messa divenne molte volte anche visivamente Carne e Sangue, per esempio a Lanciano[9], a Bolsena[10], ad Alatri[11], a Trani[12] e in molti altri miracoli eucaristici.

In certi casi si sarebbero verificate levitazioni - come nel miracolo eucaristico di Faverney[13]- o splendide illuminazioni dell'Ostia, come nel miracolo eucaristico di Torino.[14]

In altri casi le ostie rubate e profanate si conservano intatte da decenni come nel miracolo eucaristico di Siena e di San Mauro La Bruca.

Tra i miracoli attributi a Sant'Antonio uno, quello della mula che si inginocchia di fronte al Sacramento, si configura come miracolo eucaristico. Altri fenomeni legati all'Eucaristia, ritenuti miracolosi dalla Chiesa o semplicemente dalla tradizione, sono attribuiti a diversi santi e beati, tra i quali: san Francesco d'Assisi, santa Caterina da Siena, sant'Ignazio di Loyola, santa Teresa d'Avila, san Tommaso d'Aquino, san Bernardo di Chiaravalle, san Giovanni Bosco, santa Margherita Maria Alacoque, beata Anna Katharina Emmerick, beata Angela da Foligno e molti altri.[15]

Alcuni fedeli (sia dichiarati santi dalla Chiesa cattolica, come la beata Alexandrina Maria da Costa - sia per i quali è in corso una causa di beatificazione, come le serve di Dio Teresa Neumann e Marta Robin), si afferma siano vissuti per alcuni o molti anni nutrendosi esclusivamente della Comunione quotidiana, senza assumere alcun altro cibo o bevanda.[16]

Alcune delle guarigioni di Lourdes riconosciute ufficialmente dalla Chiesa cattolica come miracolose, sono inoltre avvenute durante la processione pomeridiana con il Santissimo Sacramento.[17]

Devozione eucaristica[modifica | modifica wikitesto]

L'eucaristia, avendo un'importanza centrale e fondante nella Chiesa, è sempre stata soggetta a grande speculazione teologica, liturgica e dottrinale. Segue un elenco approssimativo dei nomi con la quale è anche chiamata:

Nomi dell'eucaristia nella Chiesa cattolica
  • Agnello di Dio
  • Agnello immolato
  • Banchetto eucaristico
  • Banchetto pasquale
  • Banchetto sacro
  • Cena del Signore
  • Cena domenicale
  • Cibo degli angeli
  • Comunione eucaristica
  • Comunione mistica
  • Corpo del Salvatore
  • Corpo del Signore
  • Corpo di Dio
  • Corpo di Gesù Cristo
  • Corpo divino
  • Corpo eucaristico
  • Divina eucaristia
  • Divina presenza
  • Dono eucaristico
  • Dono splendido di grazia
  • Farmaco per la vita eterna
  • Fonte e culmine della vita cristiana
  • Frazione del Pane
  • Fuoco divino
  • Gesù nel Santo Sacramento
  • Gesù Ostia
  • Gesù vivo e vero
  • Manna di Vita eterna
  • Memoriale del sacrificio
  • Memoriale del Salvatore
  • Memoriale della croce
  • Memoriale della Pasqua
  • Memoriale della Redenzione
  • Memoriale di Cristo
  • Memoriale di Gesù
  • Memoriale eucaristico
  • Mistero del sacrificio
  • Mistero eucaristico
  • Ostia consacrata
  • Ostia santa
  • Pane celeste
  • Pane consacrato
  • Pane degli angeli
  • Pane del cammino
  • Pane del cielo
  • Pane della vita
  • Pane di vita nuova
  • Pane quotidiano
  • Pasqua di Cristo
  • Presenza del Signore
  • Presenza eucaristica
  • Presenza reale
  • Presenza reale di Cristo
  • Presenza reale di Dio
  • Presenza sacramentale
  • Sacramento del Regno
  • Sacramento della carità
  • Sacramento della redenzione
  • Sacramento della Risurrezione
  • Sacramento dell'Altare
  • Sacramento dell'amore
  • Sacramento di Comunione
  • Sacramento di unità
  • Sacrificio dell'Altare
  • Sacrificio di Cristo
  • Sangue di salvezza
  • Santa Comunione
  • Santissimo Sacramento
  • Santo Sacrificio
  • Sostegno della Chiesa
  • Specie consacrate
  • Specie sacramentali
  • Sublime frutto
  • Vero Corpo
  • Viatico
  • Vittima immolata
  • Vivo Pane del cielo

Nella musica[modifica | modifica wikitesto]

L'innografia cattolica prevede un certo numero di inni e mottetti sul tema dell'eucaristia. Si elencano alcuni fra i più noti:

Eucaristia nelle chiese di Rito Bizantino (cattoliche e ortodosse)[modifica | modifica wikitesto]

La celebrazione eucaristica delle Chiese di Rito bizantino (cattoliche e ortodosse) è chiamata Divina Liturgia.

Per la comunione queste Chiese usano pane fermentato di frumento e vino rosso mescolato con acqua tiepida nel calice. Il pane preparato per la comunione è chiamato "agnello"; il coltello con il quale il celebrante ritaglia le particole dalla Prosfòra (il pane consacrato per la comunione) è chiamato "lancia", a ricordo di quella che trafisse il Cristo dopo la morte sulla croce.

L'eucaristia è distribuita sempre sotto le due specie. Il Corpo e il Sangue di Cristo vengono amministrati dal celebrante attraverso un lungo cucchiaino d'oro o altro metallo prezioso. Dopo l'acclamazione del diacono: "Con il timore di Dio e la fede, avvicinatevi!", i fedeli, avvicinandosi al calice (che nelle celebrazioni in slavo ecclesiastico è chiamato Potir), si comunicano; nella tradizione slava coloro che si vogliono comunicare mettono le loro mani a forma di croce sul petto, mentre in quella rumena i comunicandi portano una candela.

Il celebrante sorregge insieme al calice un fazzoletto rosso, chiamato velo purificatorio, per asciugare le labbra di coloro che ricevono il Sangue di Cristo; nella tradizione slava, invece, due diaconi o due accoliti sorreggono il velo purificatorio, per evitare che le Sacre Specie cadano.

Dopo aver comunicato, il fedele bacia la mano del sacerdote, che simboleggia la mano di Cristo. Nella tradizione slava i fedeli baciano la parte bassa del calice, che simboleggia il costato di Cristo, dal quale uscirono acqua e sangue; nella tradizione greca i fedeli non baciano il calice, privilegio esclusivo del clero.

Viene offerto ai fedeli del pane benedetto, chiamato antidoron; nella tradizione slava anche dell'acqua calda mista a vino.

Nella Chiesa ortodossa, non essendoci limiti di età, l'eucaristia viene distribuita anche ai fanciulli o ai neonati, purché siano già stati battezzati. Nella tradizione slava i neonati non ricevono il Corpo di Cristo perché incapaci di deglutire, mentre in quella greca l'eucaristia è sempre distribuita sotto le due specie, anche se in quantità minime.

Eucaristia nelle Chiese protestanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luteranesimo, Servizio divino, Santa cena, Zwinglianesimo, Calvinismo e Teologia federale.

I protestanti, a seconda della confessione, usano il termine Santa Cena, Cena del Signore (Lord's Supper), Comunione, o a volte anche Eucaristia. Le posizioni sul suo significato sono diverse, ma possono essere ricondotte a tre grandi interpretazioni, quella di Lutero, favorevole alla consustanziazione, quella di Zwingli, sostenitore di un significato puramente simbolico del pane e del vino ed infine quella di Giovanni Calvino e cioè quella di una presenza spirituale e di una partecipazione reale al corpo di Cristo[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per quanto diffusa, la forma eucarestia si può considerare una corruzione della parola.
  2. ^ The Oxford history of Christian worship, di Geoffrey Wainwright, Karen Beth Westerfield Tucker, 2005
  3. ^ Marcello Craveri, Un uomo chiamato Gesù, 1993 ISBN 88-7122-975-4
  4. ^ Preserved Smith, A short history of Christian theophagy, 1922
  5. ^ James Hastings, Encyclopedia of Religion and Ethics, 2003 p. 136
  6. ^ Eucaristia, Enciclopedia Treccani. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  7. ^ Merriam-Webster's encyclopedia of world religions, 2000.
  8. ^ Missale Romanum 1962, pp. 152-160.
  9. ^ Miracoli Eucaristici
  10. ^ Miracoli Eucaristici
  11. ^ Miracoli Eucaristici
  12. ^ Miracoli Eucaristici
  13. ^ Sergio Meloni e Istituto San Clemente I Papa e Martire, I miracoli eucaristici e le radici cristiane dell'Europa, ESD Edizioni Studio Domenicano, 2007, p. 205
  14. ^ Sergio Meloni, op. cit., p. 80
  15. ^ I Miracoli Eucaristici nel Mondo - Catalogo della Mostra Internazionale
  16. ^ Sergio Meloni, op. cit. pp.481-493.
  17. ^ http://www.therealpresence.org/eucharst/mir/italian_pdf/Lourdes.pdf
  18. ^ Giovanni Calvino, Istituzione della religione cristiana, Libro IV, Capitolo 17

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Studi storici[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Liturgia[modifica | modifica wikitesto]