Risurrezione di Gesù

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La risurrezione di Gesù[1] è l'evento centrale della narrazione dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento: secondo questi testi, il terzo giorno dalla sua morte in croce Gesù risorse lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole e quindi anche ad altri apostoli e discepoli. Per il Cristianesimo l'evento è il principio e fondamento della fede, ricordato annualmente nella Pasqua e settimanalmente nella domenica.

La tradizione cristiana considera l'evento della risurrezione di Gesù come storico. Gli studiosi non credenti, insieme ad alcuni studiosi cristiani, ne hanno proposto anche una lettura psicologica, spirituale o mitologica.

Sinossi evangelica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la testimonianza concorde dei vangeli, il terzo giorno dopo la deposizione nel sepolcro Gesù è risorto (I giorno: venerdì, morte e deposizione; III giorno: domenica, resurrezione). I vangeli non descrivono l'evento, che non ha avuto testimoni diretti, ma solo la testimonianza della tomba vuota e le visioni delle discepole alle quali apparve. La scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato, cioè domenica mattina, quando Maria Maddalena e altre discepole si recarono al sepolcro per completare l'imbalsamazione del cadavere, lasciata in sospeso il venerdì sera per il sopraggiungere del tramonto, inizio del sabato.

Come avviene solitamente per molti altri eventi evangelici, i resoconti sono concordi per gli elementi fondamentali dell'evento ma dissentono quanto ai particolari secondari.

Matteo Marco Luca Giovanni Altri testi
Morte in croce e Deposizione nel sepolcro
Dopo il sabato all'alba[2] Maria Maddalena e l'altra Maria al sepolcro (28,1) Passato il sabato all'alba Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salomè al sepolcro (16,1-2) Passato il sabato nel mattino profondo Maria Maddalena, Giovanna, Maria di Giacomo e altre (v. 10) al sepolcro (24,1) Il primo giorno della settimana quand'era ancora buio Maria Maddalena (e altre)[3] al sepolcro (20,1) "Gesù Cristo... è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture" (1Cor15,3-4)[4]

"Gesù Cristo... costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti" (Rm1,3-4)
"Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo" (2Tm2,8)
"Gesù di Nazaret... Dio lo ha risuscitato" (At2,22-24)
e passim

Terremoto, apparizione di un angelo che rotola la pietra del sepolcro, paura dei soldati (lett. "custodi") (28,2-4) Pietra rotolata via, ingresso nel sepolcro e visione di un angelo (lett. "giovane"), paura delle donne (16,3-5) Pietra rotolata via, ingresso nel sepolcro vuoto, apparizione di due angeli (lett. "uomini"), paura delle donne (24,2-5) Pietra rotolata via (20,1);
visione di due angeli nel sepolcro (20,11-13)
Annuncio alle donne della risurrezione, invio ai discepoli (28,5-7) Annuncio alle donne della risurrezione, invio ai discepoli e a Pietro (16,6-7) Annuncio alle donne della risurrezione (24,5-8) -
Partenza dal sepolcro, apparizione di Gesù alle donne (28,8-10) Partenza dal sepolcro (16,8); apparizione di Gesù a Maria Maddalena (16,9)[5]
Nel sepolcro apparizione di Gesù, noli me tangere (20,14-17)
Le donne dagli apostoli, annuncio, incredulità, Pietro al sepolcro che vede vuoto (24,9-12) Maddalena da Pietro e l'"altro discepolo",[6] annuncio del sepolcro vuoto, Pietro e l'altro discepolo al sepolcro che è visto vuoto (20,2-10)
Altre apparizioni e Ascensione

Luogo e data[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della piccola cappella collocata all'interno della Basilica del Sepolcro di Gerusalemme, secondo la tradizione situata nel luogo dove si trovava la piccola grotta del sepolcro, demolita con la costruzione della chiesa. Sulla destra si nota il ripiano dove fu adagiato il corpo di Gesù.

Secondo i vangeli il luogo della risurrezione di Gesù è il sepolcro nel quale era stato deposto, situato allora poco fuori le mura di Gerusalemme vicino al Golgota-Calvario, il piccolo promontorio roccioso dove Gesù fu crocifisso. La tradizione cristiana ha conservato la memoria geografica del luogo, nel quale sorge attualmente la Basilica del Sepolcro.

I vangeli non indicano esplicitamente la data della risurrezione. Questi narrano che la scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato, cioè tre giorni dopo la sua morte e deposizione nel sepolcro. Cronologicamente parlando, i "tre giorni" sono poco più che una giornata e mezza, dal tramonto del venerdì all'alba della domenica.

Anche la data della morte di Gesù non è indicata esplicitamente dai vangeli. L'ipotesi più ampiamente diffusa tra gli studiosi è che sia venerdì 7 aprile del 30 (o meno probabilmente il 27 aprile 31 o il 3 aprile 33), che rimanderebbe, come data della risurrezione, alla domenica 9 aprile del 30.

Storicità dell'evento[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione cristiana considera l'evento della risurrezione di Gesù come storico e fondamento della fede cristiana. Il Catechismo della Chiesa cattolica dice che alla luce delle testimonianze contenute nei Vangeli "è impossibile intepretare la risurrezione di Gesù al di fuori dell'ordine fisico e non riconoscerla come avvenimento storico"[7]. Secondo il teologo Hans Kessler, la risurrezione è comunque "una realtà accettabile e comprensibile solo nella fede"[8], piuttosto che un fatto indagabile e verificabile con i mezzi dello storico. Gli studiosi non credenti considerano l'evento come non storico, rielaborazione in chiave spirituale o antropologica della vita di Gesù, o frutto di auto-convincimento; pochissimi sostengono che si tratti di una truffa. Alcuni studiosi cristiani considerano la risurrezione, come anche gli altri aspetti soprannaturali dei vangeli (nascita verginale, miracoli, ascensione), come simboli o allegorie di verità di fede[9].

Argomenti a favore della storicità[modifica | modifica wikitesto]

I resoconti evangelici sono sostanzialmente concordi nell'evento della risurrezione, testimoniato dalla tomba vuota e dalle apparizioni alle discepole prima e poi ad altri. La differenza fra le varie tradizioni, spiegabili con redazioni diverse quanto a cronologia e zona geografica nonché con i diversi destinatari a cui ciascun evangelista si rivolge (Matteo agli ebrei, Luca ai Greci a ai Romani), è un punto a favore della storicità: se i primi cristiani avessero voluto a posteriori inventare la risurrezione, sarebbero stati attenti a renderla credibile[10]. Alcune discordanze sono comunque dettagli secondari (come l'apparizione alle discepole di uno o di due angeli) mentre altre sono conciliabili, come i luoghi delle apparizioni agli Apostoli (è possibile che le prime siano avvenute a Gerusalemme e le successive in Galilea dove essi si sarebbero spostati)[11]

L'evento non può inoltre essere stato inventato dai discepoli in base alla loro fede in Gesù Messia: nell'Antico Testamento non si trova scritto che il Messia doveva morire e risorgere. Il "compimento" dell'Antico Testamento rappresentato da Gesù si trova a un livello ulteriore, fuori dalle stesse categorie previste dalle Scritture.

Alcuni studiosi fanno osservare che se la tomba fosse rimasta intatta, quest'argomento sarebbe stato usato dai giudei contro i primi discepoli per confutare le affermazioni sulla resurrezione[12]. Altri studiosi ammettono che la tomba vuota non è in sé una prova della resurrezione, dato che può avere spiegazioni di vario tipo, ma lo diventa insieme alle testimonianze delle successive apparizioni. D'altra parte, le apparizioni senza la tomba vuota non sarebbero neanche loro un elemento a favore della resurrezione, dato che non avrebbero avuto nulla di diverso dalle normali apparizioni di morti riferite in vari luoghi ed epoche: ma entrambi gli eventi si completano e rafforzano[13].

Un ulteriore argomento proposto a favore della resurrezione è quello della "causa proporzionata" (Martin Dibelius): prima della risurrezione gli apostoli e i discepoli se ne stavano nascosti impauriti, dopo le apparizioni di Gesù risorto diventano audaci. Una truffa volontaria o un'allucinazione non può aver spinto i primi cristiani a rischiare la vita e a morire per una menzogna. La risurrezione è stata la causa di questo radicale cambiamento, proporzionata all'effetto ottenuto.

La Risurrezione, di Carl Heinrich Bloch

Altri studiosi osservano, inoltre, come il resoconto della risurrezione di Gesù sia molto antico e abbia costituito fin dall'inizio il cuore della predicazione cristiana (es. 1Cor15,1-8 e At2,32): una prossimità così forte ai fatti esclude quindi, a loro giudizio, la possibilità di distorsioni ed elaborazioni mitologiche[14].

Un'altra prova a favore della storicità è l'Iscrizione di Nazaret (o lapide di Nazaret), nome convenzionale generalmente attribuito a una lastra di marmo di 24 x 15 cm recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri. Il teologo anglicano Michael Green ritiene che questa iscrizione sia la dimostrazione che, immediatamente dopo la morte di Cristo, la tomba vuota aveva creato una reazione da parte dell'autorità costituita: « È indicata con il nome di iscrizione di Nazaret, dalla cittadina dove venne ritrovata. Essa riporta un editto imperiale, redatto sotto Tiberio (14-37 d.C.) o Claudio (41-54). È una invettiva, con le relative sanzioni, che colpiva i profanatori di tombe e sepolcri. Sembra verosimilmente una reazione alla tomba vuota che il rapporto di Ponzio Pilato deve aver riportato all'imperatore come l'atto di un furto perpetrato dai suoi discepoli. L'editto è la risposta dell'autorità a questo evento. »[15]

Altro argomento a favore della storicità della risurrezione si può trovare nell'opera Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che, nella versione pervenutaci del Testimonium Flavianum, recita: «Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani. »

Argomenti a favore della non storicità[modifica | modifica wikitesto]

Risurrezione di Gesù, Francesco Buoneri, 1619–20

Secondo diversi autori i testi evangelici possono essersi formati gradualmente nel corso del tempo attraverso aggiunte e modificazioni successive, e anche questo può spiegare le differenze tra di loro. Le prime versioni scritte dei Vangeli che ci sono pervenute risalgono infatti al 60-70 d.C., il che significa che sono state redatte ad una distanza di 35-40 anni dalla morte di Gesù: un lasso di tempo sufficiente a riadattare il racconto alle esigenze bibliche e spirituali dei cristiani dell'epoca[16].

Bisogna inoltre tener presente che nel cristianesimo delle origini era molto attesa la venuta imminente del Messia, a cui bisognava prepararsi con una condotta di vita basata sull'amore e la giustizia[17]. Secondo alcuni autori, quindi, dopo la morte di Gesù è possibile che i discepoli attendessero il suo imminente ritorno e poi, delusi, si fossero auto-illusi che fosse ancora vivo e di averlo visto[18].

Sono state poi avanzate spiegazioni di natura storico-antropologica, di storicizzazione del mito, che in particolare evidenziano le similarità tra la vicenda di Gesù ed eventi di resurrezione attribuiti ad altre divinità, come Mitra, Dioniso, Attis, Osiride. La risurrezione di Gesù farebbe quindi parte di miti ricorrenti sulla divinità che muore e risorge[19]: mitologie appartenenti allo stessa area Medio-Orientale, a volte contemporanee come quella di Mitra.

Altre critiche si concentrano sulla presenza di elementi soprannaturali o comunque poco credibili nei racconti evangelici (terremoto, angeli, apparizioni).

Tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento alcuni teologi razionalisti tedeschi hanno avanzato ipotesi su una morte apparente di Gesù. Secondo Karl Friedrich Bahrdt, a Gesù sarebbe stata somministrata mentre era in croce una pozione che avrebbe simulato la sua morte; una volta tolto dalla croce, sarebbe stato rianimato e fatto scappare[20]. Secondo Karl Heinrich Venturini e Heinrich Paulus, Gesù sarebbe svenuto o entrato in coma mentre era sulla croce; creduto morto, sarebbe stato messo nel sepolcro, dove si sarebbe risvegliato spontaneamente. Secondo Venturini, Gesù sarebbe stato aiutato ad uscire dal sepolcro e a scappare dai membri di una società segreta che aveva fondato all'insaputa degli Apostoli[21][22]. La maggior parte degli studiosi moderni considera queste ipotesi prive di supporti storici e scientifici[23].

Altri, soprattutto in passato (a partire da Hermann Samuel Reimarus), hanno ipotizzato la truffa volontaria: secondo questa tesi i discepoli (magari alcuni all'insaputa degli altri) rubarono il corpo di Gesù e ne sostennero falsamente e coscientemente la risurrezione. Questa tesi, in particolare, pare fosse sostenuta in epoca apostolica dagli Ebrei (Mt28,11-14). Altri ancora, salvando la buona fede dei discepoli, ritengono che il corpo di Gesù sia stato spostato da altri a loro insaputa. Bart Ehrman sostiene che il corpo sia stato portato via da alcuni familiari di Gesù, che lo avrebbero richiesto a Giuseppe di Arimatea; essi si sarebbero risentiti perché era stato sepolto da estranei alla famiglia[24]. Un altro studioso, Charles Freeman, sostiene che il corpo sia stato portato via per ordine di Caifa allo scopo di evitare pellegrinaggi da parte dei seguaci e quindi possibili disordini. Il giovane vestito di bianco visto dalle donne non sarebbe stato un angelo ma un incaricato dei sacerdoti, che aveva il compito di riferire loro un messaggio che convincesse gli Apostoli a ritornare in Galilea[25]. Secondo Richard Carrier, il ritrovamento delle bende e del lenzuolo nel sepolcro, citato contro l'ipotesi del furto o trasferimento del corpo (i ladri non lo avrebbero sbendato per portarlo via), non sarebbe un fatto storico citato nella prima stesura dei Vangeli ma un abbellimento inserito successivamente, dato che i cronisti dell'epoca usavano raccontare i fatti senza indulgere troppo sui particolari[26].

Alcuni autori della scuola storico-critica, tra cui Alfred Loisy, hanno spiegato le apparizioni di Gesù come un'allucinazione collettiva dei discepoli e il ritrovamento della tomba vuota come un errore d'identificazione del sepolcro o una tradizione sviluppatasi tardivamente e portata come prova della resurrezione[27].

Risurrezione come allegoria della fede[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il teologo Bultmann la risurrezione è una verità di fede storicizzata. La fede dei primi cristiani vedeva in Gesù il salvatore atteso che liberava l'umanità dal male, dal peccato e dalla morte. Questa convinzione, secondo il teologo, è stata storicizzata nella credenza della risurrezione.

Altre interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Per Hans Kung, la resurrezione di Gesù non è avvenuta in termini fisiologici, con la rianimazione di un corpo morto; Gesù è stato resuscitato da Dio Padre in una forma nuova, ricevendo un nuovo corpo spiritualizzato. Per fare questo, Dio non ha avuto bisogno dei resti corporei dell'esistenza di Gesù. Non possiamo sapere che fine abbia fatto il suo corpo mortale: è vero che i giudei non hanno mai contestato la storia del sepolcro vuoto, ma è anche vero che neanche gli Apostoli e San Paolo si sono richiamati ad essa per convincere gli oppositori. La storia del sepolcro vuoto vuole comunicarci simbolicamente che l'individuo risorto visto dai discepoli è proprio quel Gesù di Nazaret che era morto e giaceva nel sepolcro[28][29][30].

Per Vito Mancuso, la resurrezione di Gesù non è un fatto storico ma escatologico, avvenuto nella dimensione dell'eternità. Il corpo di Gesù risorto è un corpo spiritualizzato, non il suo cadavere ritornato in vita. Gesù risorto mantiene la sua individualità personale, non la sua materialità fisica. Non si può sapere esattamente che fine abbia fatto il corpo materiale di Gesù: Mancuso ipotizza che sia stato in qualche modo decomposto nella nostra dimensione temporale per venire ricomposto nella dimensione dell'eternità[31]. Per quanto riguarda le apparizioni di Gesù, esse hanno avuto luogo per rafforzare la fede dei discepoli, che già credevano in Lui; se il loro fine fosse stato quello di convincere gli scettici, Gesù sarebbe apparso a qualche testimone neutrale o avverso, come un soldato romano o un religioso ebreo[32].

Secondo il teologo Roger Haight, il racconto della resurrezione del Vangelo secondo Marco si può leggere in chiave simbolica: la tomba aperta e vuota significa che Gesù ha superato e sconfitto la morte, mentre l'annuncio della resurrezione da parte di un angelo significa che quest'evento è stato rivelato da Dio e non si tratta di una verità dedotta dai discepoli. Le apparizioni agli Apostoli riuniti significano che l'annuncio della resurrezione è diretto alla comunità dei discepoli, che avrà la missione di diffondere il messaggio di Gesù. La realtà di questi eventi non può essere indagata con il metodo storico, ma rappresenta un aspetto della fede[33]. Le diverse versioni sui racconti della resurrezione fornite dai quattro Vangeli non vanno considerate come resoconti storici dettagliati di ciò che avvenne; bisogna perciò evitare sia un'interpretazione letterale di tipo fondamentalista (con il tentativo di conciliare a tutti i costi le varie versioni) sia un'interpretazione troppo critica che porti a negarne completamente l'attedibilità[33]. Le storie sulle apparizioni e sulla tomba vuota hanno lo scopo di comunicare verità di fede e bisogna perciò vedere il loro significato teologico[34]. Inoltre, al di là dei dettagli, tali racconti forniscono alcune indicazioni storiche generali sulle origini del cristianesimo, come una nuova sensibilità verso le donne (nella cultura ebraica la loro testimonianza valeva meno di quella degli uomini, ma ciò nonostante sono le prime a vedere Gesù) e il senso di comunità dei discepoli, che continuarono a riunirsi dopo la morte del maestro, per cui la fede nella resurrezione poté formarsi e consolidarsi all'interno della comunità, favorita dal ricordo della predicazione di Gesù, dalla riflessione sulla sua figura alla luce delle Scritture ebraiche e dalla pratica del pasto eucaristico appresa da Gesù[33].

Interpretazione nel cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gesù nel Cristianesimo e Gesù nel Nuovo Testamento.

Secondo la teologia cristiana la risurrezione di Gesù,[35] oltre a compartecipare con la sua morte al processo di giustificazione (Rm4,25;6,4), permette all'umanità riscattata di poter ricevere la cosiddetta "adozione filiale", cioè di partecipare alla vita di natura divina propria del Figlio nella risurrezione futura (1Cor15,20-22).

Interpretazione in altre religioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gesù nell'ebraismo e Gesù nell'Islam.

L'ebraismo non riconosce la risurrezione di Gesù. Gli stessi sacerdoti che avevano processato Gesù e consegnato alle mani dei romani, increduli alla sua risurrezione, avevano corrotto dei soldati che avevano assistito, insieme a Maria Maddalena e alle altre donne, all'apparizione dell'angelo fuori dal sepolcro vuoto, affinché dicessero che il corpo di Gesù era stato rubato dagli apostoli (vedi Mt28).

Secondo l'Islam Gesù ascese direttamente al cielo, senza morire in croce, né risorgere.

Devozione[modifica | modifica wikitesto]

  • La risurrezione di Gesù è la prima delle quattordici stazioni della Via Lucis cattolica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sebbene sia ampiamente diffusa la dicitura "resurrezione" (più latineggiante), il termine corretto in lingua moderna è "risurrezione" (vedi dizionario De Mauro), dal verbo "risorgere".
  2. ^ L'originale greco "il chiarore del primo giorno della settimana" (per gli ebrei il giorno cominciava al tramonto) può indicare l'inizio della notte tra sabato e domenica, cf. Bibbia TOB, nota a Mt 28,1
  3. ^ Giovanni mette in scena esplicitamente la sola Maddalena ma nel versetto successivo (20,2) questa riferisce "non sappiamo dove l'hanno posto", confermando la presenza di più donne al sepolcro.
  4. ^ È il più antico riferimento relativo alla risurrezione e alle apparizioni di Gesù, databile alla primavera del 56 (vedi Bibbia TOB, p. 2608).
  5. ^ I versetti 9-11 sono aggiunte successive alla originale redazione del Vangelo di Marco e riassumono sommariamente le varie apparizioni di Gesù.
  6. ^ Tradizionalmente inteso come lo stesso Giovanni evangelista.
  7. ^ Catechismo della Chiesa cattolica, parte prima, sezione seconda, articolo 643
  8. ^ H.Kessler, La Risurrezione di Gesù Cristo. Uno studio biblico, teologico-fondamentale e sistematico cit. in G. Barbaglio e A. Bodrato, Quale storia a partire da Gesù?, Servitium, 2008
  9. ^ Pesce, in Augias-Pesce, Inchiesta su Gesù, 2006: "Molti esegeti, anche cattolici, ritengono che questo particolare evento non sia mai avvenuto. [...] "
  10. ^ William Lane Craig, in Lee Strobel "The Case for Christ", 1998, pag. 290 (tr. italiana "Il caso Gesù", ECB, 2009)
  11. ^ Padre Eusebio, Vita di Gesù, Antares, 2002
  12. ^ H. von Campenhausen, Der Ablauf der Osterereiguisse und das leere Grab, Heidelberg, 1966
  13. ^ K. Schubert, Bibel und Geschichte, Knosterneuburg, 1999
  14. ^ Gary Habermas e John Drane, in Lee Strobel "The Case for Christ", 1998, pagg. 316-318 (tr. italiana "Il caso Gesù", ECB, 2009).
  15. ^ Michael Green, "Man Alive", 1968.
  16. ^ Corrado Augias, Mauro Pesce, "Inchiesta su Gesù", Mondadori, 2006
  17. ^ Corrado Augias, Remo Cacitti, Inchiesta sul Cristianesimo, Mondadori
  18. ^ Così David Friedrich Strauss; Ernest Renan lascia aperta questa possibilità.
  19. ^ James Frazer, Il ramo d'oro, 609-610.
  20. ^ K. F. Bahrdt, Ausfünhrung des Plans und Zwecks Jesu, 1784-1792
  21. ^ K. E. Venturini, Natürliche Geschichte des grosse Propheten von Nazareth, Copenhagen, 1800-1802
  22. ^ H. Paulus, Das Leben Jesu, 1828
  23. ^ Frederick T. Zugibe, The Crucifixion of Jesus M. Evans and Company, New York, 2005
  24. ^ Is There Historical Evidence of the Resurrection of Jesus? Debate between William Lane Craig and Bart Ehrman
  25. ^ Charles Freeman, A New History of Early Christianity, Yale University Press, 2009
  26. ^ Richard C. Carrier, The Plausibility of Theft in The Empty Tomb: Jesus Beyond the Grave, a cura di Robert M. Price e Jeffrey Jay Lowder, Prometheus Books, 2005
  27. ^ Alfred Loisy, L'Evangile et l'Eglise, Picard, Parigi, 1902
  28. ^ Hans Kung, Essere cristiani, Mondadori, 1974
  29. ^ Hans Kung, Dio esiste?, Mondadori, 1978
  30. ^ Hans Kung, Credo, Rizzoli, 1993
  31. ^ Vito Mancuso, La resurrezione di Gesù e la salvezza degli uomini, Il Foglio, 24 marzo 2008
  32. ^ Vito Mancuso, Io e Dio, Garzanti, 2011
  33. ^ a b c Roger Haight, Gesù simbolo di Dio, Fazi, 2013
  34. ^ Hans Dieter Betz, The Origin and Nature of Christian Faith According to the Emmaus Legend, Interpretation, N. 23, January 1969
  35. ^ Vedi Catechismo della Chiesa Cattolica, numeri 651-655.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Apologeti moderni[modifica | modifica wikitesto]

Scettici moderni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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