Biblioteca Nazionale Marciana

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Biblioteca Nazionale Marciana
Biblioteca Nazionale Marciana
Il Palazzo della Libreria in Piazza San Marco a Venezia.
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Città Venezia
Indirizzo Piazzetta San Marco, 7
Tipo Pubblica - Nazionale
Specialistica Filologia classica, storia di Venezia
Numero opere 660.000
Architetto Jacopo Sansovino
Costruzione 1537-1588
Sito http://marciana.venezia.sbn.it/

La Biblioteca Nazionale Marciana (ovvero la biblioteca di San Marco), è una delle più grandi biblioteche italiane e la più importante di Venezia.

Contiene una delle più pregiate raccolte di manoscritti greci, latini ed orientali del mondo.

Nota anche come Biblioteca Marciana, Biblioteca di San Marco, Libreria Marciana, Libreria Sansoviniana, Libreria Vecchia o Libreria di San Marco, si trova sulla parte inferiore di Piazza San Marco, tra il Campanile di San Marco e la Zecca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima proposta per istituire una "pubblica libreria" a Venezia fu avanzata nel 1362 da Francesco Petrarca, che non riuscì tuttavia a realizzare il progetto. Alla sua morte, lasciò la sua biblioteca personale ai Da Carrara, signori di Padova.

Il primo nucleo della biblioteca è costituito dalla donazione che il cardinale Giovanni Bessarione fece il 31 maggio 1468 alla Repubblica di Venezia "ad communem hominum utilitatem" (per il bene comune degli uomini): 746 codici, di cui 482 in greco e 246 in latino, cui si aggiunsero successivamente altri 250 manoscritti dopo la morte del donatore.

La biblioteca incrementò il suo inventario grazie a numerose donazioni e lasciti, nonché grazie all'incorporazione di altre biblioteche della città e della Repubblica.
Molte delle opere donate provenivano da Bisanzio, occupata dall'Impero Ottomano nel 1453. Anche grazie a questa raccolta, Venezia fu il più importante centro dello studio dei classici greci. Attirò i più grandi studiosi umanisti, molti dei quali riuniti attorno all'editore Aldo Manuzio nell'Accademia Aldina.

Nel 1603 entrò in vigore una legge che impose a ogni stampatore veneto di depositare una copia di ogni libro stampato presso la Marciana, che divenne così la biblioteca istituzionale della Serenissima Repubblica.
Dopo la caduta di Venezia, le raccolte di enti religiosi soppressi da Napoleone confluirono nella Biblioteca Marciana.

Nel 1811 la biblioteca venne trasferita nel Palazzo Ducale. Solo nel 1924 tornò nella sua sede storica. Oggi occupa, oltre al Palazzo della Libreria, anche la Fabbrica della Zecca di Jacopo Sansovino.

Bibliotecari di San Marco[modifica | modifica sorgente]

La facciata[modifica | modifica sorgente]

Jacopo Sansovino è chiamato a costruire un importante manufatto che ha il pesante compito di marcare un forte segno nella piazza, sempre da lui progettata ma anche quello di non sminuire il significato e il valore di essa: deve inoltre dialogare con le preesistenze.

Il progetto è notevole, la struttura importante. La decorazione sta alla base della biblioteca, costruita su due piani. L'ordine architettonico, che definisce in modo significativo il decoro del manufatto, è sovrapposto, vale a dire che troviamo al piano terra un ricco dorico tridimensionale che è appoggiato ai pilastri (alla romana) con triglifi e metope evidenti e al piano superiore lo ionico. Esempio di grande innovazione sono le serliane molto compattate che al piano primo caratterizzano l'edificio.

L'arricchimento decorativo della biblioteca è impreziosito con opere sculturee (non si dimentichi che lo stesso Sansovino era uno scultore e mette in questo caso a frutto le sue abilità). Festoni di frutta, un grande cornicione con statue importanti in corrispondenza delle colonne caratterizzano l'evidente coronamento rinascimentale. Per la prima volta notiamo lo svuotamento dei parapetti proprio sul coronamento, novità assoluta per la biblioteca.

Oltre all'innovazione, tutto è pensato in riferimento ai modelli romani, come ad esempio i festoni che erano usati nelle opere funerarie romane.

Palladio definisce la biblioteca "l'edificio più ricco e più ornato che si sia mai fatto dagli antichi fin qua".

La facciata è su due livelli:

- le arcate del piano terreno sono di ordine dorico. Su di esse poggia una trabeazione dorica che alterna triglifi e metope;

- al secondo livello si trova un loggiato di ordine ionico, sovrastato a sua volta da un ricco fregio in cui si susseguono putti e festoni di fiori e frutta. Nei sottarchi, una ricca decorazione scultorea. Sul coronamento, una balaustra sormontata da statue di divinità classiche, opera di Alessandro Vittoria e di altri noti artisti.

Nella facciata, leggera e chiaroscurata, i vuoti prevalgono sui pieni. Si tratta di un organismo polivalente, il cui prospetto sulla piazza è risolto con un doppio ordine di arcate a carattere romano, ispirate al Teatro di Marcello e ai progetti sangalleschi per il cortile di Palazzo Farnese, ma le alterazioni delle proporzioni denunciano una volontà di interpretazione che va oltre la citazione accademica. Il primo ordine, porticato, riprende il doppio sistema romano delle colonne reggenti l'architrave e dei pilastri che reggono gli archi, e il secondo (qui prevale la deroga manierista) che presenta balaustre discontinue, colonne sostenenti un ricchissimo fregio e serliane così contratte da annullare il loro valore di trifore.

La libreria[modifica | modifica sorgente]

Salone espositivo della biblioteca
Ingresso della biblioteca

Bessarione aveva posto come condizione la collocazione dei libri in una degna sede. Ma la Serenissima si prese molto tempo per adempiere a questa condizione. La biblioteca venne collocata prima in un edificio sulla Riva degli Schiavoni, poi in San Marco ed infine nel Palazzo Ducale.

Solo nel 1537 fu avviata la costruzione del Palazzo della Libreria, sito in Piazza San Marco e progettato da Jacopo Sansovino.

Nel 1545 crollò il soffitto della sala di lettura e il Sansovino si ritrovò in carcere. Grazie alle raccomandazioni di amici influenti venne però presto rilasciato e poté riprendere l'opera, ma dovette ripagare il danno con danaro proprio. La biblioteca si trasferì nella Libreria vecchia nel 1553. L'edificio, tuttavia, fu ultimato solo nel 1588 da Vincenzo Scamozzi, che aveva assunto la direzione dell'opera dopo la morte del Sansovino avvenuta nel 1570.

Alla sua decorazione contribuirono tra gli altri Tiziano, Paolo Veronese, Alessandro Vittoria, Battista Franco, Giuseppe Porta, Bartolomeo Ammannati ed il Tintoretto.

Patrimonio[modifica | modifica sorgente]

Carta geografica del mondo di Fra Mauro del 1459

La Biblioteca Nazionale Marciana è specializzata in filologia classica e storia di Venezia. Il suo patrimonio librario si compone di[2]:

Gli esemplari più importanti dal fondo della Marciana sono i due codici dell'Iliade più illustri, l'Homerus Venetus A (X secolo) e l'Homerus Venetus B (XI secolo).

Degni di menzione anche la Chronologia magna di Fra Paolino, un manoscritto di Plinio del 1481, già appartenuto a Giovanni Pico della Mirandola, nonché un esemplare del primo libro stampato a Venezia, le epistolae ad familiares di Cicerone del 1481.

La biblioteca custodisce inoltre 56 volumi di diari di Marin Sanudo, una delle fonti più importanti della storia veneziana tra il 1496 e il 1533. Un particolare tesoro della libreria è una raccolta completa delle Aldine.

La biblioteca dispone anche di una notevole collezione di mappe ed atlanti, sia storici che attuali. Spiccano la mappa del mondo di Fra Mauro (1459) e la pianta della città di Venezia di Jacopo de' Barbari (1500).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Iacopo Morelli alla Marciana
  2. ^ Ministero dei Beni e delle Attività culturali - Ufficio Statistica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giannantonio Moschini, Narrazione intorno alla vita e alle opere di D. Iacopo Morelli, in Operette di Iacopo Morelli, bibliotecario di San Marco, ora insieme raccolte con opuscoli di antichi scrittori, I, Tipografia di Alvisopoli, Venezia 1820.
  • Carlo Palumbo Fossati, Le origini ticinesi di Jacopo Morelli bibliotecario della Marciana, in «Lettere venete», 10-11, n. 31-36, Venezia 1976, 174-182.
  • Marino Zorzi, La Libreria di San Marco: libri, lettori, società nella Venezia dei Dogi, Mondadori, Milano 1987.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 45°26′00.38″N 12°20′20.12″E / 45.43344°N 12.338923°E45.43344; 12.338923