Eugenio di Beauharnais

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Eugenio di Beauharnais
Eugenio di Beauharnais in un dipinto da Andrea Appiani
Eugenio di Beauharnais in un dipinto da Andrea Appiani
Duca di Leuchtenberg
Principe di Eichstätt
Stemma
In carica 14 novembre 1817 – 21 febbraio 1824
Successore Augusto di Beauharnais
Viceré d'Italia
In carica 5 giugno 1805 – 30 maggio 1814
Principe di Venezia
In carica 20 dicembre 1807 – 21 febbraio 1824
Nascita Parigi, Francia, 3 settembre 1781
Morte Monaco di Baviera, Regno di Baviera, 21 febbraio 1824
Padre Alessandro di Beauharnais, visconte di Beauharnais
Madre Josephine Tascher de La Pagerie
Consorte Augusta di Baviera, principessa
Figli Giuseppina di Leuchtenberg, regina di Svezia
Eugenia di Leuchtenberg, principessa di Hohenzollern-Hechingen
Augusto di Beauharnais, II duca di Leuchtenberg
Amelia Augusta di Leuchtenberg, imperatrice del Brasile
Teodolinda di Leuchtenberg, contessa di Wuerttemberg
Massimiliano di Leuchtenberg, III duca di Leuchtenberg]]

Eugenio di Beauharnais, principe francese, principe di Venezia, viceré del Regno d'Italia, granduca ereditario di Francoforte, I duca di Leuchtenberg e I principe di Eichstätt ad personam (Parigi, 3 settembre 1781Monaco di Baviera, 21 febbraio 1824), era il primo ed unico figlio maschio del visconte Alessandro di Beauharnais e di Giuseppina di Beauharnais, futura moglie dell'imperatore francese Napoleone I.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio de Beauharnais nacque il 3 settembre 1781 a Parigi, dal visconte Alexandre de Beauharnais, un ufficiale dell'esercito regio, e dalla creola Giuseppina de Tascher de la Pagerie, più conosciuta come "Giuseppina di Beauharnais".

Crebbe in un periodo storicamente turbolento. Negli anni 1789 e 1790, quando la madre e la sorella Ortensia erano in Martinica, assisté alle sedute dell'Assemblea costituente, alle quali partecipava il padre. Il 20 aprile 1792 l'Assemblea legislativa dichiarò guerra all'Austria. Alexandre de Beauharnais raggiunse l'esercito portando con sé il figlio. Il giovane Eugenio, undicenne, divideva il proprio tempo tra un collegio di Strasburgo ed il quartier generale di Wissembourg. L'avvento della Convenzione sconvolse la vita familiare. Nel 1794 gli sposi Beauharnais furono arrestati e imprigionati a Parigi. Alexandre de Beauharnais fu ghigliottinato, la moglie invece rilasciata. Nell'autunno del 1795 i giovani Eugenio e Ortensia furono inviati in un pensionato a Saint-Germain.

L'epoca napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo del Direttorio Giuseppina di Beauharnais, che teneva un salotto a Parigi, conobbe il giovane generale Napoleone Bonaparte, con il quale si sposò il 9 marzo 1796, a Parigi. Bonaparte prese Eugenio come proprio aiutante di campo e lo portò con sé in Egitto, dove Eugenio assistette alla battaglia terrestre di Abukir. Il colpo di Stato del 18 brumaio, con il quale Napoleone divenne console, lanciò pure Eugenio – ormai giovane ufficiale – nel gran mondo. Eugenio era a Marengo e, con la proclamazione dell'Impero, il 18 maggio 1804, fu nominato grand'ufficiale della Legion d'onore, generale di brigata e colonnello generale dei cacciatori della guardia. Napoleone aveva estrema fiducia in lui e si appoggiava al Beauharnais, il cui motto era «Honneur et Fidélité» (onore e fedeltà).

Massoneria[modifica | modifica wikitesto]

Con la costituzione del Regno d’Italia e l’incoronazione di Napoleone (30 marzo 1805) si ha in Lombardia un proliferare di logge[senza fonte], che spesso anche nel nome rivelano l’assoggettamento a Napoleone.[senza fonte] Beauharnais ne viene nominato gran maestro. Furono massoni del Grande Oriente d'Italia di Beauharnais i generali Giuseppe e Teodoro Lechi, il pittore Andrea Appiani, ed ancora Gian Domenico Romagnosi, Francesco Saverio Salfi, Vincenzo Monti, Melchiorre Gioia, Ugo Foscolo.[senza fonte]

Viceré d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Eugenio de Beauharnais.

Nel 1805 Napoleone nominò Eugenio di Beauharnais viceré del neocostituito Regno d'Italia, dove, da quel momento, passò almeno la metà del proprio tempo fissando la propria residenza principale nella Villa Reale di Monza, che volle circondata dal più grande parco recintato d'Europa. Bonaparte voleva che alla guida dello Stato satellite vi fosse un uomo a lui assolutamente fedele e che non avesse obiettivi politici propri: Eugenio di Beauharnais era dunque per lui il candidato ideale. Eugenio sposò, nel 1806, la principessa Augusta di Baviera (1788-1851), figlia di Massimiliano I di Baviera. Le nozze furono celebrate il 14 gennaio 1806. Il viaggio di nozze da Monaco a Milano, passando per Venezia, fu trionfale. Come regalo di nozze Eugenio concesse Villa Mirabellino alla moglie, che ne fece la sua residenza preferita durante il suo soggiorno a Monza. Il 16 gennaio 1808 fondò, presso il Palazzo del Monte di Pietà (Milano), la Borsa Valori di Milano. Nel 1809 si formò la Quinta coalizione antinapoleonica. Eugenio era al comando dell'esercito d'Italia: subì dapprima una sconfitta a Sacile, ma presto riuscì a respingere il nemico, riuscendo a congiungersi con la Grande Armata, alla periferia di Vienna, dove partecipa alla vittoria di Raab. Sempre durante la campagna d'Austria del 1809, poté annoverare varie vittorie ed è considerato colui che maggiormente contribuì alla vittoria nella battaglia di Wagram. Nel 1812 ottenne il comando delle truppe italiane, francesi e bavaresi del IV Corpo d'armata in partenza per la Russia. Fu il culmine della sua carriera militare, in cui si segnalò per la sua condotta eroica nella battaglia di Ostrovno.

La caduta del Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caduta del Regno d'Italia.

Tuttavia, le condizioni spaventose della ritirata dalla Russia lo segnarono per sempre. Il suo carattere si fece triste ed egli invecchiò prematuramente. La defezione di Gioacchino Murat lo lasciò alla testa dei resti della Grande Armata, ormai ridotta a poche migliaia di uomini. In sessanta giorni egli riuscì ad eseguire una ritirata magistrale, sfuggendo all'accerchiamento nemico e riuscendo ad unirsi ai nuovi coscritti inviati da Napoleone. Egli raggiunse in seguito l'Italia, dove dovette sedare le rivolte in corso e cercare di mantenere la sicurezza. Ma, dopo la disfatta in Sassonia, gli austriaci minacciavano ormai la pianura del Po. Date le oscillazioni di Murat tra la fedeltà e il tradimento, Eugenio era in pratica solo ad affrontare gli eserciti austriaco e napoletano. Tuttavia, egli resistette alle pressioni del suocero Massimiliano, che lo istigava a tradire Napoleone con la promessa di metterlo a capo del Regno d'Italia. Anche se il fatto che Eugenio non avesse dato seguito ad un invito di Napoleone, nel gennaio del 1814, di lasciare l'Italia, gli valse un'accusa di tradimento da parte di alcuni generali. Con la battaglia sul Mincio, l'8 febbraio 1814, sconfisse gli austriaci del feldmaresciallo Bellegarde.

Il 6 aprile 1814, Napoleone si dichiarò pronto ad abdicare, atto che fu formalizzato il giorno 11. Il 16 aprile Eugenio comunicava di avere concluso anch'egli un armistizio, la Convenzione di Schiarino-Rizzino. Egli sperò ancora, per qualche giorno, che il Regno d'Italia ed il suo trono potessero essere salvati dalla disfatta napoleonica, ma, dopo i disordini milanesi del 20 aprile, con il linciaggio a morte ad opera della folla inferocita del ministro delle finanze Giuseppe Prina, capì di non avere più non soltanto il sostegno delle potenze vincitrici, ma nemmeno quello della popolazione. La gente lo identificava infatti con i detestati francesi e così il giorno 26 abdicò, lasciando il giorno successivo l'Italia per ritirarsi in esilio in Baviera, presso i suoceri.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Al Congresso di Vienna sperava di ottenere un principato e una rendita annuale. Gli proposero Pontecorvo, di cui Bernadotte era, in precedenza, principe ereditario. Ma la proposta non andò in porto. Nel frattempo – mentre era ritornato a Monaco, dove il suocero gli aveva affidato il ducato di Leuchtenberg – Napoleone lasciava l'isola d'Elba e sbarcava a Golfe Juan, il 1º marzo 1815. In questa fase Eugenio non ebbe alcun ruolo, né politico né militare, e si limitò ad assistere ai Cento Giorni di Napoleone, che si chiusero con la disfatta di Waterloo, e alla seconda abdicazione. Tuttavia, nel marzo 1815, a Vienna (con l'Art. 64 del Protocollo "separato e segreto"), le potenze vincitrici stabilirono - nonostante le rimostranze del cardinale Consalvi, che partecipava in qualità di osservatore in rappresentanza dello Stato Pontificio - che Eugenio poteva continuare ad usufruire dei beni ricevuti nel 1810, come "appannaggio", in qualità di viceré d'Italia. Si trattava di 2.300 tenute agricole e 137 palazzi urbani. In un secondo tempo, con un'abile operazione, il cardinale Giacomo Antonelli riuscì a riscattare i beni dell'appannaggio.

Eugenio trascorse gli ultimi anni a gestire il proprio patrimonio, a sistemare la numerosa progenie, dedicandosi pure al disegno e alla musica. Uomo di sua stretta fiducia fu in quegli anni il conte modenese Massimiliano Cantadori, sposo di Giuseppina Maria Sforza ed influente esponente della massoneria. A Monaco, egli e la moglie fecero costruire un palazzo dove il principe sistemò la propria biblioteca e la collezione di dipinti, ereditate dalla madre, che Eugenio mise a disposizione del pubblico.

Morì per un colpo apoplettico a soli quarantadue anni (1824), lasciando numerosi figli imparentati con le maggiori case regnanti d'Europa.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 1806, a Monaco, Eugenio sposò Augusta di Baviera, figlia secondogenita del re Massimiliano I di Baviera e della sua prima moglie Augusta Guglielmina di Hesse-Darmstadt. La coppia ebbe sette figli:

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio di Beauharnais Padre:
Alessandro di Beauharnais
Nonno paterno:
François V de Beauharnais
Bisnonno paterno:
Claude de Beauharnais
Trisnonno paterno:
François IV de Beauharnais
Trisnonna paterna:
Marguerite Françoise de Pyvart de Chastillé
Bisnonna paterna:
Renée Hardouineau de Laudanière
Trisnonno paterno:
Pierre Hardouineau de La Laudanière
Trisnonna paterna:
Renée Le Pays de Beauville
Nonna paterna:
Marguerite Françoise de Pyvart de Chastillé
Bisnonno paterno:
François-Louis de Pyvart de Chastullé
Trisnonno paterno:
Jacques Pyvart de Chastullé
Trisnonna paterna:
Madeleine de Beauchesne
Bisnonna paterna:
Jeanne Hardouineau de Laudanière
Trisnonno paterno:
Pierre Hardouineau de La Laudanière
Trisnonna paterna:
Renée Le Pays de Beauville
Madre:
Maria Giuseppina Rosa de Tascher de la Pagerie
Nonno materno:
Giuseppe-Gaspard Tascher de la Pagerie
Bisnonno materno:
Gaspard Joseph Tascher de la Pagerie
Trisnonno materno:
Gaspard de Tascher de la Pagerie
Trisnonna materna:
Edmée Henriette Madeleine du Plessis de Savonnières
Bisnonna materna:
Françoise Bourreau de la Chevalerie
Trisnonno materno:
François Bourreau de la Chevalerie
Trisnonna materna:
Marie Thérèse Jaham des Prés
Nonna materna:
Rose-Claire des Vergers de Sanois
Bisnonno materno:
Joseph François des Vergers de Sanois
Trisnonno materno:
Joseph des Vergers de Sablons
Trisnonna materna:
Élisabeth de Maigne du Plat
Bisnonna materna:
Catherine Marie Brown
Trisnonno materno:
Anthony Brown
Trisnonna materna:
Catherine des Vergers de Sannois

Cronologia dei titoli attribuiti a Eugenio di Beauharnais[modifica | modifica wikitesto]

  • 1781-1794: Eugène Rose de Beauharnais
  • 1794-1804: Eugène Rose, visconte di Beauharnais
  • 1804-1805: sua altezza imperiale Eugenio di Beauharnais, principe di Francia
  • 1805-1807: sua altezza imperiale Eugenio di Beauharnais, principe di Francia e viceré d'Italia
  • 1807-1810: sua altezza imperiale Eugenio di Beauharnais, principe di Francia, viceré d'Italia e principe di Venezia
  • 1810-1814: sua altezza imperiale Eugenio di Beauharnais, principe di Francia, viceré d'Italia, principe di Venezia e granduca di Francoforte
  • 1817-1824: sua altezza reale Eugenio di Beauharnais, duca di Leuchtenberg e principe d'Eichstätt

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Eugenio di Beauharnais

Blason Prince Eugène de Beauharnais.svg


Decorato con il Gran Crollare dell'ordine della Legion d'onore ( benemerenza non statuaria ) - nastrino per uniforme ordinaria Decorato con il Gran Crollare dell'ordine della Legion d'onore ( benemerenza non statuaria )
Cavaliere di Gran Croce dell'ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'ordine della Legion d'onore
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
«Almanacco Imperiale del 1805»
Cavaliere di gran croce dell'ordine della Corona di Vestfalia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine della Corona di Vestfalia

Onorificenze estere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'ordine di Sant'Uberto del Württemberg (dal 1807 Ordine dell'Aquila d'oro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine di Sant'Uberto del Württemberg (dal 1807 Ordine dell'Aquila d'oro)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Fiorata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Fiorata
Cavaliere di gran croce dell'ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria
Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro
Cavaliere di gran croce dell'ordine della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine della Spada
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini
— 1° dicembre 1821

Celebrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio di Beauharnais è stato uno dei protagonisti delle celebrazioni promosse dal Comitato Nazionale per il bicentenario del Primo Regno d'Italia a partire dal 2005 Il Comitato Nazionale è stato costituito con decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 19 aprile 2005, presidente Vittorio Sgarbi. Nel Comitato erano rappresentate Istituzioni Nazionali, locali e Internazionali, Istituti Culturali – Musei italiani e stranieri. Tra i molteplici eventi organizzati, una serie di conferenze svoltesi nella Sala da Ballo di Villa Bonaparte a Milano hanno rievocato la personalità storica di Eugenio nella breve stagione del Regno italico. Le conferenze sono state poi raccolte nel volume "Il Primo Regno d'Italia,1805-1814",edito da Betagamma di Viterbo nel 2009.

In occasione del bicentenario della fine del Regno d'Italia Napoleonico, nella primavera del 2014 il Comune di Monza ed enti collegati hanno realizzato la rassegna "Il parco del viceré. L'eredità di Eugenio di Beauharnais" [1][2], che ripercorre le opere e i lasciti di Beauharnais nel suo ruolo di vice di Napoleone.

Predecessore Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Successore Square compasses.svg
Creazione dell'ordine 1805 - 1814 Filippo Delpino

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Fratesi, Il Principe e il Papa. L'Appannaggio Beauharnais e lo Stato Pontificio, Editore Comune di Camerata Picena, 2004 (I ediz.), Centro Studi Marchigiano, Iesi 2010 (II ediz.)
  • Luigi Provvisionato, Alla corte di Eugenio de Beauharnais, Parma ed., 1989

In francese[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Almanach de Gotha, Gotha 1931.
  • (FR) Général Vaudoncourt, Histoire politique et militaire du prince Eugène, Parigi, 1828, 2 volumi in-8.
  • (FR) A. du Casse, Mémoires et correspondance du prince Eugène, 10 volumi, in-8, 1858-1860.
  • (FR) René Blémus, Eugène de Beauharnais, L'honneur à tout vent, Edition France-Empire, Parigi, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il parco del viceré. L'eredità di Eugenio di Beauharnais http://www.monzaebrianzainrete.it/event.do?id=278133
  2. ^ Beauharnais - Calendario delle manifestazioni http://www.novalunamonza.it/calendario-delle-manifestazioni

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Viceré d'Italia Successore
Titolo inesistente 1805-1814 Titolo soppresso
Predecessore Duca di Leuchtenberg Successore
Titolo inesistente 1817-1824 Augusto

Controllo di autorità VIAF: 76491162 LCCN: n83019224 SBN: IT\ICCU\CUBV\015250