Désirée Clary

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Désirée Clary
Dezyderia Bernadotte.jpeg
Regina Consorte di Svezia e Norvegia
In carica 1818-1844
Predecessore Edvige Sofia Carlotta di Holstein-Oldenburg
Successore Giuseppina di Leuchtenberg
Nome completo Bernhardine Eugénie Désirée Clary
Nascita Marsiglia, 8 novembre 1777
Morte Stoccolma, 17 dicembre 1860
Luogo di sepoltura Chiesa di Riddarholmen
Dinastia Bernadotte
Padre François Clary
Madre Françoise Rose Somis
Consorte Jean-Baptiste Jules Bernadotte
Figli Oscar I

Désirée Clary, nome completo Bernhardine Eugénie Désirée Clary[1] (Marsiglia, 8 novembre 1777Stoccolma, 17 dicembre 1860), dal 1818 fu regina di Svezia e Norvegia con il nome di Desideria, come consorte di Jean-Baptiste Jules Bernadotte. Appartenne alla famiglia Clary.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Marsiglia figlia di François Clary, ricco produttore e commerciante di sete, secondo scabino della città di Marsiglia, e della sua seconda moglie Françoise Rose Somis[1], figlia del piemontese Giuseppe Ignazio, cavaliere di San Luigi.
François Clary era vedovo da un precedente matrimonio con Gabrielle Fléchon. La sorella maggiore, Giulia Clary aveva sposato nel luglio 1794 Giuseppe Bonaparte e, in seguito divenne regina di Napoli e di Spagna. Il fratello, Nicholas Joseph Clary fu creato conte Clary e sposò Anne Jeanne Rouyer, da cui nacque Zénaïde Françoise Clary (1812 - 1884), moglie di Napoléon Berthier de Wagram, II duca di Wagram (1810 - 1887) figlio del Maresciallo Berthier, da cui ebbe figli.

Un ritratto giovanile di Robert Lefèvre.

Désirée fu mandata in convento per essere educata come si conveniva alle ragazze appartenenti alle classi agiate della Francia pre-rivoluzionaria, ma durante la rivoluzione del 1789, i conventi furono chiusi e Désirée ritornò in famiglia a vivere con i genitori. La sua educazione era abbastanza superficiale, così come era in uso per le ragazze, ma fu devota alla sua famiglia di origine per tutta la vita. Nel 1794 il padre morì e il fratello venne arrestato dal governo rivoluzionarie e poi rilasciato da Giuseppe Bonaparte per opera di Désirée stessa; dopo di ciò Giuseppe fu presentato alla famiglia Clary e sposò la sorella di Désirée.

Désirée conobbe Napoleone Bonaparte nel 1794 e i due si fidanzarono il 21 aprile 1795. Il fidanzamento s'interruppe di fatto pochi mesi dopo, poiché Napoleone si trasferì in agosto a Parigi ove si rese conto che, con le sue ambizioni e la situazione politica del momento, il matrimonio con una "provinciale" non sarebbe stato opportuno.[2]

Tra il 1795-1797 Désirée visse a Genova con la madre. Nel 1797, andò a vivere con la sorella Giulia e il cognato Giuseppe, che era ambasciatore francese a Roma. Il rapporto con la sorella era sempre molto intenso e profondo. Fu per breve tempo promessa sposa del generale francese Léonard Duphot, ma egli fu ucciso durante alcuni disordini scoppiati a Roma nel dicembre del 1797, alla vigilia del loro matrimonio.

Madame Bernadotte[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suo ritorno in Francia, Désirée incontra il suo futuro marito, il Generale Francese Jean-Baptiste Jules Bernadotte. Si sposarono a Sceaux il 17 agosto 1798[1]. La coppia ebbe un solo figlio[1], Oscar nato nel 1799. Bernadotte era uno dei maggiori generali dell'esercito francese e per questa ragione di solito lontano da Parigi. Désirée aveva un buon rapporto di amicizia sia con la famiglia Bonaparte che con l'Imperatrice Giuseppina, e si rifiutò sempre di schierarsi nei conflitti creatisi tra di loro. Ebbe un ruolo nella cerimonia d'incoronazione nel 1804, in cui sosteneva lo strascico dell'Imperatrice e sembra che abbia sostenuto Giuseppina quando le sorelle Bonaparte, che sostenevano anche loro lo strascico, avevano tentato di farle perdere l'equilibrio. Désirée viveva un'agiata vita sociale a Parigi durante le lunghe assenze del marito, sebbene preferisse un'informale vita familiare a quella della Corte Imperiale. Nel 1804-1805, Bernadotte fu creato governatore del Hanover, Désirée con il figlio si trasferì ad Amburgo ma presto ritornò a Parigi. Non era felice lontano da Parigi. Quando il marito fu creato principe di Pontecorvo nel 1806, Désirée gli chiese preocuppata se sarebbe stato costretto a lasciare Parigi, e ne fu felice quando fu certo che ciò non sarebbe accaduto. Nel 1807, fece visita a Bernadotte a Spandau.

Désirée non era interessata alla politica, ma le sue buone relazioni fecero di lei una marionetta nelle mani del marito e di Napoleone, i quali la utilizzarono per influenzare l'un l'altro e come un messaggero per comunicare tra loro.

Nel 1810, suo marito fu nominato erede al trono di Svezia. Désirée inizialmente pensò che questa situazione doveva essere simile alla posizione di Principe di Pontecorvo, ma ne fu dispiaciuta quando scoprì che questa volta era previsto di lasciare Parigi.

Principessa ereditaria[modifica | modifica wikitesto]

Désirée visitò la Svezia per la prima volta nel 1810, ma non riuscì ad adattarsi alle richieste dell'etichetta del cerimoniale di corte. Si diceva che a corte fosse trattata con un certo snobismo specialmente dalla regina anche se la regina vedova era gentile con lei. Anche il clima fu uno shock; arrivò durante l'inverno odiava la neve al punto che pianse. Non aveva mai desiderato diventare regina e non voleva trasferirsi così lontano dalla sua famiglia. La regina la considerava viziata ed indegna.

Lasciò la Svezia nel 1811 sotto il nome di "contessa di Gotland" ufficialmente per motivi di salute e ritornò a Parigi. Vi rimase per dodici anni, lasciando in Svezia il marito e il figlio. Lei stessa disse che la nobiltà svedese l'aveva trattata come se fossero di ghiaccio: "Non parlare con me di Stoccolma, ho un raffreddore non appena sento la parola" Soggiornò in incognito a Parigi, evitando in tal modo la politica durante il difficile periodo in cui la Svezia era in guerra con la Francia. Comunque la sua abitazione in rue d'Anjou era sorvegliata dalla polizia, così come leggevano le sue lettere. Quando Napoleone fu sconfitto nel 1814 la sua casa divenne un rifugio per la sorella Giulia. Bernadotte la incontrò a Parigi ma ritornò in Svezia senza di lei. Era ridicolizzata dalla corte di Luigi XVIII di Francia come un'arrivista e aveva una propria piccola corte dove dava ricevimenti. Nel 1816, progettò di ritornare in Svezia, ma desiderava portare con sé la sorella Giulia; il marito pensò che non era una saggia decisione, dato che Giulia era un membro della famiglia Bonaparte.

Nel 1817 il marito di Désirée assunse il conte de Montrichard come domestico per la sua casa di Parigi, ma in relatà come spia per sorvegliare la moglie.

Regina[modifica | modifica wikitesto]

Desideria regina di Svezia e Norvegia.

Nel 1818 suo marito diventò re di Svezia, ma lei rimase ancora a Parigi, ufficialmente per motivi di salute. In Svezia, suo marito prese come amante la nobildonna Mariana Koskull. Désirée dava ricevimenti a Parigi come regina di Svezia i giovedì e le domeniche, anche se continuava ad usare il titolo di contessa. S'innamorò del primo ministro francese, Duca di Richelieu, e lo seguì nei suoi viaggi fino alla sua morte nel 1822. Nel 1822 incontrò suo figlio Oscar ad Aquisgrana.

Nel 1823, Désirée tornò in Svezia con la promessa sposa di suo figlio, Giuseppina di Leuchtenberg. Il 21 agosto 1829 venne incoronata regina su sua richiesta. Parlò anche di una incoronazione in Norvegia, ma i norvegesi la considerarono impossibile a causa della sua religione. Infatti nonostante non fosse religiosa fu spinta a partecipare alla messa cattolica e alla confessione da sua nuora.

Era la prima cittadina comune a diventare regina da quando lo era diventata Karin Månsdotter nel 1568. Nel decennio 1830 fece del suo meglio per essere attiva come regina, un ruolo che non aveva mai voluto sostenere. Questo decennio è stato descritto come un periodo di balli e feste, il più intenso che era stato visto presso la corte svedese, fin dai tempi del re Gustavo III. Ma Désirée ben presto si stancò del suo status regale e voleva tornare in Francia, ma il marito non glielo permise.

Non vi è nulla che indichi che lei abbia mai avuto alcuna influenza politica. Trascorreva le sue estati al Castello di Drottningholm (una residenza che suo marito non amava) o al Castello di Rosersberg e spesso visitava anche le terme svedesi, come ad esempio quella di Ramlösa. Visitò la Norvegia un paio di volte, la prima nel 1825. La corte era sbalordita dal suo atteggiamento informale. Ogni mattina faceva visita a suo marito in camicia da notte, che era scioccante per suo marito che a quel tempo era solito discutere con i membri del Consiglio di Stato nei suoi appartamenti. Altrimenti, s'incontravano solo in occasioni formali: poiché era sempre in ritardo a cena, lui smise di consumare i pasti con lei dopo il 1826 e preferì fare i suoi pasti da solo, non era raro che i nobili della corte si sedessero da soli a tavola, senza l'attuale coppia reale. Andava a letto tardi, e si svegliava tardi.

Non diventò mai popolare alla corte reale e non riuscì mai a parlare svedese e ci sono molti aneddoti sui suoi tentativi d'imparare la lingua. Mantenne il suo entourage personale francese: sua nipote, la contessa Marcelle Tascher de la Pagerie, era la sua dama di compagnia. Tra le altre sue dame più note vi furono le norvegesi Kathinka Falbe e Jana Falbe: a causa delle abitudini eccentriche di Désirée erano conosciute come "Strapatsfröknarna" (approssimativamente "Signorine Calamità").

Vedovanza[modifica | modifica wikitesto]

Sepolcro della Regina Desideria a nella Chiesa di Riddarholmen

Nel 1844 suo marito morì. Nel 1853 avrebbe voluto fare ritorno a Parigi, ma la sua paura per i viaggi in mare non glielo permise. Dopo essere diventata vedova divenne ancora più eccentrica. Andava a letto la mattina, si alzava la sera, faceva colazione di notte, guidava una carrozza nelle strade o nel cortile, e vagava nei corridoi del castello con una candela.

Un aneddoto racconta che: nel 1843, una guardia reale vide la Regina tutta vestita sul balcone del palazzo nel cuore della notte. Quando tornò a casa da sua moglie, le disse che era pigra in confronto alla Regina, che era già alzata ore prima dell'alba. Lui pensò che la regina Désirée si fosse alzata prima di chiunque altro in città, ma in realtà, lei non era ancora andata a letto e si sarebbe svegliata alle 3 e 4 del pomeriggio.

Si divertiva a fare visite a sorpresa, e qualche volta portava i bambini di strada al palazzo per dargli qualche dolcetto; non era in grado di sostenere alcuna conversazione in svedese, ma sapeva dire "Kom, kom!", che significa "venite venite!".

Ci sono altre storie di gente svegliata da lei quando scarrozzava per le strade di notte; ogni tanto fermava la carrozza per riposarsi un momento per poi riprendere per la sua strada. A volte girava intorno al palazzo: quest'abitudine era chiamata Kring Kring, una delle poche parole svedesi che imparò; che significa "intorno e intorno". Nell'ultimo giorno di vita, arrivò nel posto a lei riservato al Royal Swedish Opera appena lo spettacolo finì.

Désirée morì a Stoccolma il 17 dicembre 1860. Venne sepolta nella Chiesa di Riddarholmen.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Desideria di Svezia Padre:
François Clary
Nonno paterno:
Joseph Clary
Bisnonno paterno:
Jacques Clary
Trisnonno paterno:
Antoine Clary
Trisnonna paterna:
Marguerite Canolle
Bisnonna paterna:
Catherine Barosse
Trisnonno paterno:
Angelin Barosse
Trisnonna paterna:
Jeanne Pélissière
Nonna paterna:
Françoise Agnès Ammoric
Bisnonno paterno:
François Ammoric
Trisnonno paterno:
David Ammoric
Trisnonna paterna:
Magdalene Chabrande
Bisnonna paterna:
Jeanne Boisson
Trisnonno paterno:
Maurice Boisson
Trisnonna paterna:
Gabrielle Bouquette
Madre:
Françoise Rose Somis
Nonno materno:
Joseph Ignace Somis
Bisnonno materno:
Jean Louis Somis
Trisnonno materno:
François Somis
Trisnonna materna:
Françoise Chiosio
Bisnonna materna:
Françoise Bouchard
Trisnonno materno:
Antoine Christophe Bouchard
Trisnonna materna:
Catherine Martel
Nonna materna:
Catherine Rose Soucheiron
Bisnonno materno:
François Soucheiron
Trisnonno materno:
Louis Soucheiron
Trisnonna materna:
Claire Tolode
Bisnonna materna:
Anne Cautier
Trisnonno materno:
César Cautier
Trisnonna materna:
Thérèse Amauric

Cinema e Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Désirée Clary è stata la protagonista di due film:

È stata inoltre portata sugli schermi TV nella miniserie Napoleon and Love del 1978, interpretata dall'attrice Karen Dotrice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Darryl Lundy, Genealogia di Désirée Clary, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 18 settembre 2009.
  2. ^ Ecco che cosa scrive Napoleone da Parigi al fratello Giuseppe ai primi di agosto 1795 (poco più di tre mesi dopo il fidanzamento ufficiale con la giovane cognata Désirée): «Credo che tu abbia volutamente evitato di parlarmi di Désirée. Se rimango qui, non è da escludere che commetta la follia di sposarmi: in proposito vorrei ricevere qualche parola da parte tua. Continua a rispondermi con puntualità, cerca di sistemare la mia faccenda in modo tale che la mia assenza non sia di ostacolo ai miei desideri.» e finisce poi la lettera: «È necessario che questa storia con Désirée vada in porto o si rompa definitivamente. Attendo con impazienza una tua risposta» (Max Gallo, Napoléon, Paris, 1997, Vol. I nella traduzione edita da Arnoldo Mondadori per la Biblioteca Storica del quotidiano: Il Giornale, p. 123). Non sembrano certo le parole di uno follemente innamorato di Désirée. Sei mesi dopo sposerà a Parigi Giuseppina Tascher de la Pagerie, vedova Beauharnais.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Regina di Svezia Successore
Carlotta di Holstein-Oldenburg 1818 - 1844 Giuseppina di Leuchtenberg

Controllo di autorità VIAF: 47555301 LCCN: n92009702