Jean-Louis Barrault

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Barrault nel 1952

Jean-Louis Barrault (Parigi, 8 settembre 1910Parigi, 22 gennaio 1994) è stato un attore e regista francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studiò dapprima al collegio Chaptal e in un secondo tempo alla scuola di Belle Arti, dove frequentò i corsi di disegno. Contemporaneamente esercitò vari mestieri per risollevare le sue difficili condizioni economiche.[1]

Allievo di Charles Dullin, recitò nella sua compagnia dal 1933 al 1935. In quel periodo incontrò Étienne Decroux che lo introdusse all'arte del mimo.

Nel 1935, Barrault preparò uno spettacolo sperimentale intitolato: Autour d'une mère ("Intorno ad una madre"), ispirato da un racconto di Faulkner.

Anche i suoi due lavori successivi, Numance ("Numanzia") tratto da un'opera di Cervantes e La faim ("La fame") ispirato da un lavoro di Knut Hamsun, lo imposero come uno degli artisti più originali del teatro transalpino.

Nel 1940 incominciò una proficua collaborazione con la Comédie-Française, mettendosi in luce grazie alla regia di Phèdre ("Fedra").

Come attore di cinema partecipò a numerosi film, tra cui il celebre Les enfants du paradis del 1945.

Con Madeleine Renaud, sua moglie, costituì nel 1946 una compagnia, la Renaud-Barrault con sede in un primo tempo al teatro Marigny e poi al Palais Royal, che ottenne molti successi in Francia e anche nelle numerose tournée all'estero, compresa l'Italia.

Dal 1959 André Malraux gli affidò il Teatro dell'Odeon di Parigi, di cui sarà direttore fino al 1968, quando se ne dovrà allontanare dopo aver aperto il teatro agli studenti, che lo occuparono per più di un mese.

Fautore del teatro totale, nel quale parole, gesti, scenografia e musica mantengono la stessa importanza, Barrault propose un repertorio molto vario: dagli autori classici come Eschilo e Shakespeare fino ai contemporanei come Albert Camus e Jean Anouilh. Importante fu il suo impegno nel lanciare autori di avanguardia come Eugène Ionesco e Samuel Beckett.[1]


Jean-Louis Barrault e sua moglie Madeleine Renaud

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. II, pag.84

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Emilio Poesio, Jean Louis Barrault, Bologna, Cappelli, 1961
  • Francesca Romana Rietti, Jean-Louis Barrault l'artigianato teatrale, Milano, 2007.

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