Samuel Beckett

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Samuel Barclay Beckett
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1969

Samuel Barclay Beckett (Dublino, 13 aprile 1906Parigi, 22 dicembre 1989) è stato uno scrittore, drammaturgo e regista irlandese.

Indice

[modifica] L'uomo e l'autore

Irlandese, la sua famiglia era di estrazione borghese e di religione protestante. Studiò lingue e letterature romanze al Trinity College di Dublino, laureandosi con una tesi, successivamente pubblicata, su Proust. Trasferitosi a Parigi, fu nominato rettore d'inglese a'l'École Normale Supérieure divenendo il segretario di James Joyce. Frequentò gli ambienti dei surrealisti e pubblicò alcuni romanzi tra cui Molloy (1951), Malone muore (1951) e L'innominabile (1953).
Secondo una felice intuizione di Martin Esslin, Beckett fu considerato fra i massimi esponenti del teatro dell'assurdo, insieme a Eugène Ionesco e a Arthur Adamov. Per il teatro scrisse Aspettando Godot nel 1952 (opera scritta prima in francese e poi tradotta da lui stesso in inglese) che venne rappresentata per la prima volta il 5 gennaio 1953 a Parigi, al Théâtre de Babylone. Di seguito scrisse Fin de partie (Finale di partita, 1957) e Oh les beaux jours (Giorni felici, 1960). Per il cinema scrisse nel 1963 la sceneggiatura di Film (distribuito nel 1965) con Buster Keaton. Per la TV tedesca realizzò come autore e regista cinque "teleplay", di notevole impatto visivo per la sperimentazione del linguaggio e l'ideazione registica (in particolare segnaliamo Quad (1981) e Nacht und Träume (1982).

Nel 1969 ricevette il Premio Nobel per la letteratura, ma egli non si presentò per ritirarlo.

[modifica] La Trilogia

Tomba di Samuel Beckett

Se la fama di Beckett si deve ad Aspettando Godot, è l'opera narrativa dello scrittore, soprattutto la cosiddetta trilogia di romanzi scritti tra il 1951 e il 1953 Molloy, Malone muore e L'Innominabile, a rappresentare uno dei vertici della letteratura della seconda metà del XX secolo. Con i volumi della trilogia, Beckett, nel solco di Joyce, compie un'operazione di riconfigurazione del romanzo moderno, ma anche di progressiva distruzione, sancendone con L'Innominabile la dissoluzione formale.

Pur essendo stato profondamente influenzato da Joyce nella sua prima produzione letteraria, è proprio negli anni '50 che Beckett, in una sorta di ripudio-uccisione dell'ingombrante "padre" artistico, e in modo specifico con i romanzi (o anti-romanzi) della trilogia, si definisce in termini antitetici all'autore dell'Ulisse.

Se la strada percorsa da Joyce e da altri grandi autori modernisti come Marcel Proust e Robert Musil prevedeva un progetto di letteratura totalizzante, in grado di raccontare il reale per accumulo, abbracciandone i molteplici livelli di significato, la strada di Beckett si pone antiteticamente, nel solco di una radicale impotenza a trarre un qualsiasi senso compiuto dalla realtà. Per Beckett le parole sono obbligate al paradosso suppliziante di volere comunicare che non c'è niente da comunicare. Raccontare, narrare, è unicamente possibile attraverso una serie di finzioni, affabulazioni, che i protagonisti della trilogia (progressivamente sempre più tesi alla disgregazione della propria identità personale), si raccontano (e raccontano al lettore), nello sforzo disperato e vano di dare consistenza a se stessi e al mondo.

[modifica] Dopo la Trilogia

Il periodo successivo alla stesura dei romanzi che compongono la trilogia, fu per Beckett un periodo di difficoltà oggettiva a riprendere nuovamente a narrare in prosa. Egli stesso ebbe a dire che continuare a scrivere era come lavorare su "un mucchio di cenere". I folgoranti Testi per nulla, 1954, costituiscono un esempio di questa impasse creativa, rimandando per filiazione diretta all'"Innominabile", e a quell'entropia a cui esso sembrava avere condotto la possibilità stessa della scrittura. Ma le celebri parole delle chiusa del libro, "Non posso continuare, devo continuare", oltre a rappresentare sul piano esistenziale la volontà stoica di andare avanti comunque, nonostante l'implacabile verdetto sulla condizione umana, sono anche un enunciato programmatico delle opere a venire. Opere brevi e dense, contrassegnate da uno straordinario rigore formale e da una sempre maggiore economia espressiva, in cui, tra gli esiti maggiori, si segnalano Com'è (1961), Compagnia (1979), Worstward Ho (1984).

[modifica] Bibliografia

[modifica] Opere drammatiche

Teatro

Radio

Televisione

Cinema

  • Film (Film) (1963)

[modifica] Prosa

Romanzi

Novelle

Racconti

  • Più pene che pane (1934)
  • Testi per nulla (1954)
  • Primo amore (1973)
  • Fizzles (1976)
  • Stirrings Still (1988)

Altro

[modifica] Poesia

  • Whoroscope (1930)
  • Echo's Bones and other Precipitates (1935)
  • Collected Poems in English (1961)
  • Collected Poems in English and French (1977)
  • What is the Word (1989)

[modifica] Traduzione

  • Negro: an Anthology (Nancy Cunard, editor) (1934)
  • Anna Livia Plurabelle (James Joyce, French translation by Beckett and others) (1931)
  • Anthology of Mexican Poems (Octavio Paz, editor) (1958)
  • The Old Tune (Robert Pinget) (1963)

[modifica] Curiosità

  • Il protagonista della serie televisiva In viaggio nel tempo si chiama Sam Beckett.
  • Samuel Beckett era molto amico del filosofo rumeno E.M. Cioran.
  • Samuel Beckett è uno dei pochi autori che scrive sia in inglese sia in francese.
  • Dopo il Centenario della nascita di Beckett (avvenuto nel 2006, ogni anno si dà luogo ad una manifestazione itinerante che prosegue le celebrazioni scandendo l'annualità. Il Festival 101BECKETT si è tenuto a Cagli-Pu, dal 7-27 gennaio 2007. Il Festival 102BECKETT si è tenuto a Bologna al DAMS il 22 aprile 2008). Chi fosse interessato a candidarsi ad effettuare il 103BECKETT (che si terrà probabilmente a Torino) o il 104BECKETT...., può contattare il sito "Buon compleanno Samuel Beckett" >>> [1]
  • Lo studioso di Beckett più importante d'Italia è considerato il drammaturgo Luca Ruocco.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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