Ezra Pound

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« Quello che veramente ami, non ti sarà strappato. »
(Cantos, Canti Pisani, LXXXI)
Ezra Pound nel 1913

Ezra Weston Loomis Pound (Hailey, 30 ottobre 1885Venezia, 1º novembre 1972) è stato un poeta, saggista e traduttore statunitense, che passò la maggior parte della sua vita in Italia.

Visse per lo più in Europa e fu uno dei protagonisti del modernismo e della poesia di inizio XX secolo. Costituì la forza trainante di molti movimenti modernisti, principalmente dell'imagismo e del vorticismo, correnti che prediligevano un linguaggio d'impatto, un immaginario spoglio e una netta corrispondenza tra la musicalità del verso e lo stato d'animo che esprimeva, in contrasto con la letteratura vittoriana e coi poeti georgiani.

Durante gli anni trenta e quaranta espresse ammirazione per Mussolini, Hitler e Oswald Mosley; trasferitosi in Italia nel 1924, sostenne il regime fascista fino alla caduta della Repubblica di Salò. Catturato dai partigiani, venne consegnato alle forze armate degli Stati Uniti, dove fu sottoposto a processo per tradimento. Dichiarato incapace, fu detenuto tredici anni in un manicomio giudiziario fino a quando, liberato, tornò in Italia dove trascorse gli ultimi anni.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Nacque il 30 ottobre 1885 a Hailey, nell'Idaho, ove il padre era occasionalmente giudice fondiario. Trascorse la giovinezza a Filadelfia. Iniziati gli studi, si prefisse fin da adolescente di essere poeta.[1]

Nel 1898, con una prozia, visitò per la prima volta l'Europa. Studiò alla Cheltenham High School, allo Hamilton College di Clinton e all'Università di Pennsylvania, a Filadelfia, dove conobbe e frequentò i futuri poeti William Carlos Williams e H. D. (pseudonimo di Hilda Doolittle), che fu un suo amore giovanile. In questi anni seguì la propria carriera universitaria nel solco degli studi filologici, appassionandosi alla letteratura provenzale grazie alle lezioni di William P. Shepard (una traccia di questi interessi si trova nella trascrizione manoscritta autografa di una canzone provenzale in un foglio oggi posseduto da Alina Scheiwiller[2]); studiò in seguito Filologia romanza con il professor Hugo Rennert alla Pennsylvania University (1905-1906); insegnò egli stesso Romance Languages al Wabash College (Indiana).

Nel 1908 lasciò gli Stati Uniti per l'Europa. Approdò dapprima a Gibilterra, poi si stabilì a Venezia. Qui pubblicò il suo primo libro di poesie, A lume spento. Nel settembre 1908 raggiunse Londra, dove rimase 12 anni.[1]

La rivoluzione londinese[modifica | modifica sorgente]

Copertina del numero del 1915 (edito durante la prima guerra mondiale) della rivista vorticista BLAST.

La prima poesia di Pound fu ispirata dalle sue letture dei preraffaelliti, da altri poeti dell'Ottocento e dalla letteratura medievale, in particolare dalla letteratura cortese e del dolce stil novo, ma anche da letture di filosofia neo-romantica e occultismo. Trasferitosi a Londra e dopo un periodo parzialmente antiquario (Personae, 1909; Canzoni, 1910), sotto l'influsso di Ford Madox Ford e T. E. Hulme cominciò ad adottare un linguaggio poetico e forme di poesia più moderni (Lustra, 1915).[1]

Credeva che William Butler Yeats fosse il più grande dei poeti contemporanei: lo conobbe e ne divenne amico, svolgendo per alcuni anni funzione di segretario del poeta irlandese. La collaborazione tra Yeats e Pound fu indispensabile a far sì che ciascuno dei due riuscisse a modernizzare la propria poesia. Durante la guerra, Pound e Yeats trascorsero alcuni periodi insieme nel casolare Stone Cottage nel Sussex, in Inghilterra, studiando fra l'altro letteratura giapponese, specialmente i drammi del genere . Nel 1914, sposò un'artista inglese, Dorothy Shakespear.[1]

Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale, Pound fu tra i principali promotori dell'imagismo e del vorticismo. Questi movimenti, che richiamarono l'attenzione sull'opera di poeti e artisti quali James Joyce, T.S. Eliot, Wyndham Lewis, William Carlos Williams, Hilda Doolittle, Richard Aldington, Marianne Moore, Rebecca West e Henri Gaudier-Brzeska, ebbero importanza cruciale nella nascita del modernismo di lingua inglese. La guerra distrusse la fiducia di Pound nella moderna civiltà occidentale ed egli decise di abbandonare Londra per Parigi, ma non prima di aver pubblicato Omaggio a Sesto Properzio (Homage to Sextus Propertius) nel 1919 e Hugh Selwyn Mauberley nel 1920. Se questi due fondamentali poemetti rappresentano l'addio di Pound a Londra e alla sua cultura, i Canti (The Cantos), che iniziò a pubblicare nel 1917, annunciavano il suo futuro cammino letterario.[1]

Ezra Pound

Parigi: la "festa mobile" e la scelta italiana[modifica | modifica sorgente]

Nel 1920 abbandonò la conservatrice Londra per Parigi, pulsante scena per avanguardie culturali ed avanguardisti. Frequentò Constantin Brâncuşi, Francis Picabia, Georges Braque, Ernest Hemingway (che testimonierà: "Io gl'insegnai a tirare di pugilato e Pound a me ciò che si doveva e non si doveva scrivere"), Pablo Picasso, Jean Cocteau, Tristan Tzara, Erik Satie. Presentò James Joyce a Sylvia Beach, proprietaria della famosa libreria Shakespeare & Co., che nel 1922 pubblicò Ulisse.[1]

Nel 1921-22 aiutò a rivedere ed accorciare il manoscritto di The Waste Land di Thomas Stearns Eliot, che gli dedicò il poema "Ad Ezra Pound - il miglior fabbro", citando la definizione che nel Purgatorio di Dante, Canto XXVI, Guido Guinizelli dà del trovatore Arnaut Daniel. Negli anni di Londra e Parigi e anche in seguito si adoperò perché Eliot, Joyce ed altri artisti potessero avere agio di lavorare, sollecitando finanziamenti e aiutandoli di persona.[1]

A Parigi si dedicò con sempre maggior passione agli studi musicali, scrivendo un eccentrico Trattato d'armonia e componendo in collaborazione con amici musicisti il melodramma Le Testament, da François Villon, che ebbe la sua prima esecuzione in forma concertistica nel 1926. Nel 1925 usciva a Parigi un primo volume di XVI Canti.[1]

Stanco dell'atmosfera urbana e del freddo nord, nel 1924 si stabilì definitivamente in Italia, a Rapallo, cittadina ligure sul golfo del Tigullio, dove avrebbe potuto dedicarsi indisturbato alle sue passioni artistiche e storiografiche e allo sport preferito, il tennis.[1]

Il ventennio italiano e il legame col fascismo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1926 nacque a Parigi, dalla moglie Dorothy, il figlio Omar Shakespear Pound. Anche a Rapallo Pound creò un circolo di amici artisti e progettò iniziative letterarie e musicali, quali il Supplemento Letterario (1931-1932) del Mare (settimanale rapallese) e le stagioni di concerti degli "Amici del Tigullio", che si svolsero per tutti gli anni trenta. Nei concerti era spesso impegnata Olga Rudge, violinista americana, che nel 1925 diede a Pound una figlia, Mary de Rachewiltz.[1]

Già dagli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale, a Londra, Pound aveva iniziato a maturare una complessa e articolata visione del mondo, legata a correnti politiche e culturali di ispirazione tanto anticapitalista, quanto antimarxista[3]. Con il suo ritorno in Italia nel 1925, Ezra Pound comincia ad avvicinarsi al fascismo, che intanto era arrivato al potere. Del regime apprezzò i provvedimenti sociali in favore dei lavoratori, le opere pubbliche e una politica economica di ricerca della «Terza Via» tra liberismo e collettivismo.[1] Il poeta americano descrive così il suo primo approccio con il fascismo: «Durante il tempo in cui ho vissuto in Europa ho spesso visitato Roma e dopo l'ultima guerra ho notato il rinascimento o ringiovanimento della nazione. Io e mia moglie abbiamo sottoscritto 25mila lire a testa al primo prestito del Littorio»[4].

La foto di Pound sul passaporto

Negli anni 1930 Ezra Pound rivolse i suoi interessi sempre più alla politica e all'economia, pubblicando un pamphlet dal titolo ABC dell'economia. Insieme diede diverse sistemazioni alle sue intuizioni critiche nei volumi Come leggere, ABC del leggere, Rinnovare, Guida alla cultura, Carta da visita. In particolare "Rinnovare" ("Make it new"), motto confuciano, divenne la sua insegna. A Confucio e alla scrittura cinese dedicò diversi studi, traduzioni e gruppi di canti. Infatti negli anni di Rapallo pubblicò via via i volumi contenenti i canti 31-41 ("Jefferson"), 42-51 ("La quinta decade: Siena") e 52-71 ("Cina - John Adams"). In questi volumi il poema d'ispirazione dantesca diventa una rivisitazione di momenti storici esemplari e un atto di accusa contro l'"usura" (canto 45).[1]

Il 30 gennaio del 1933 riuscì a farsi ricevere a Roma da Benito Mussolini: fu la prima e unica volta che i due si incontrarono. In quell'occasione Pound regalò al Duce una copia dei suoi Cantos e illustrò al capo del fascismo alcune proposte in materia economica, pronunciando una delle sue più famose frasi: "Duce, ho la possibilità di non far pagare le tasse ai cittadini."[5]

Nel 1935 viene pubblicato il libro Jefferson e Mussolini, opera in cui dava un'interpretazione liberale e artistica del dittatore e primo ministro italiano, paragonato al terzo presidente degli Stati Uniti, affermando anche la "non esportabilità" del fascismo in quanto fenomeno tipicamente italiano, figlio di un preciso periodo storico. Pound affermava che Mussolini era l'erede della politica agraria e populista tenuta da Jefferson.[6] Secondo Pound «il primo atto del Fascismo è stato salvare l'Italia da gente troppo stupida per saper governare, voglio dire dai comunisti senza Lenin. Il secondo è stato di liberarla dai parlamentari e da gruppi politicamente senza morale. Quanto all'etica finanziaria, direi che dall'essere un paese dove tutto era in vendita, Mussolini in dieci anni ha trasformato l'Italia in un paese dove sarebbe pericoloso tentare di comperare il governo»[7]. L'ammirazione antidemocratica di Pound per Mussolini era espressamente estesa, apprezzando la politica economica del Terzo Reich, anche a Hitler, pur ritenuto un «imitatore isterico» di Mussolini, mentre egli giudicava tutti gli altri statisti moderni alla stregua di mere «canaglie»[8], in particolare fu molto duro, soprattutto durante e dopo la guerra con Winston Churchill, accusandolo di portare avanti una politica estera brutale e ingiusta, per aver fatto bombardare obiettivi non militari, come zone abitate solo da civili, per fiaccare la resistenza dei nemici (ad esempio col bombardamento di Dresda).[6] Ancora nell'ottobre del 1938, Pound elogiò la politica economica di Hitler.[9]

Lontano dagli Stati Uniti dal 1911, vi ritornò nel 1939 con l'intenzione, affermò, di mediare fra le posizioni della patria e del paese di adozione, ma non trovò ascolto. In compenso il suo collegio, l'Hamilton College, gli conferì il dottorato honoris causa.[1]

Durante il 1940 Ezra Pound, tornato in Italia, iniziò a trasmettere, dalle frequenze dell'EIAR, il programma radio in lingua inglese «Europe calling, Ezra Pound speaking», in cui difendeva il fascismo e accusava gli angloamericani e la finanza internazionale di aver provocato la guerra contro i Paesi che si erano ribellati al giogo dell'usura. In tutto tenne circa 600 discorsi, invitando gli americani alla disobbedienza e a rispettare la Costituzione, a suo parere violata da Roosevelt[10], prima della deposizione di Mussolini il 25 luglio, in seguito alla quale Pound aderì alla Repubblica Sociale Italiana.[1]

Pound aderì alla RSI (ottobre 1943 - aprile 1945) come cittadino straniero residente e si trasferì a Milano per continuare le sue trasmissioni radio; Pound affermerà che era per molti «uomini onesti» stare con la corruzione e «il lerciume di Badoglio».[6] In questo periodo intensificò gli attacchi verbali alla finanza internazionale, colpevole a suo dire di aver complottato per trascinare gli Stati Uniti nella guerra, e si fece portavoce di campagne antisemite, identificando gli ebrei come i banchieri usurai.[11]Tuttavia dichiarò in seguito: «Non sono un antisemita. Non confondo l’usuraio ebreo e l’ebreo che si guadagna onestamente da vivere di giorno in giorno».[6] I suoi strali si indirizzavano contro chi, a suo avviso, non vedeva l'ombra dei "prestatori di denaro" dietro l'entrata in guerra degli Alleati.[10]

Pound compose inoltre due canti in italiano (72-73), nei quali ribadiva la solidarietà al fascismo: famoso è il verso "Rimini arsa e Forlì distrutta" (Canto 72), in cui deplora i bombardamenti Alleati nella Città del Duce (come era nota Forlì durante il fascismo, dato che Mussolini era nato nella vicina Predappio) e nella sua provincia[12].

Foto segnaletica di Ezra Pound alla sua cattura (1945)

Il 3 maggio 1945 fu arrestato da partigiani italiani e consegnato ai militari statunitensi, che lo trattennero per alcune settimane a Genova e poi lo trasferirono in un campo di prigionia dell'esercito americano ad Arena Metato tra Pisa e Viareggio.[13]. A causa delle sue prese di posizione durante il conflitto mondiale, Pound venne accusato di collaborazionismo e tradimento, reati per cui rischiava la pena di morte o l'ergastolo.[1]

Dopo alcune settimane di reclusione, in una cella di sicurezza senza servizi igienici e possibilità di ripararsi dal freddo e dal caldo (la "gabbia da gorilla", disse lui), subì un tracollo fisico e mentale. Gli fu assegnata una tenda presso l'infermeria del campo e gli fu consentito di scrivere a mano durante il giorno e usare la macchina da scrivere nelle ore serali. Instancabile, trascorse i mesi pisani componendo gli undici Canti pisani (dal 74 all'84) e traducendo ancora Confucio.[1]

A fine novembre 1945 fu trasferito in aereo a Washington per il processo. In seguito a una perizia psichiatrica, che lo dichiarò infermo di mente, con una discussa diagnosi di schizofrenia, il processo fu rinviato e Pound fu internato nell'ospedale criminale federale "St. Elizabeths" di Washington.[1]

Al St. Elizabeths Hospital di Washington[modifica | modifica sorgente]

Recluso nell'ospedale "St. Elizabeths", circondato da un grande parco, Pound fu visitato regolarmente dalla moglie e da vecchi e nuovi amici artisti: Eliot, Cummings, William Carlos Williams, Marianne Moore e, tra i giovani: Robert Lowell, James Laughlin (che, con "New Directions", fu suo editore), Sheri Martinelli e molti altri. Tra questi, un giovanissimo Piero Sanavio (autore di una tesi di dottorato su di lui, la prima in assoluto, in Italia perlomeno, presentata all'Università Ca' Foscari di Venezia), che ora veniva a visitarlo da Harvard. Pound trovò anche proseliti per le sue idee sociali e ispirò la pubblicazione di opere rare di Louis Agassiz, Alexander Del Mar, Edward Coke, ecc. Questi stessi autori diventavano, nel frattempo, protagonisti dei canti che continuava a scrivere e pubblicare.[1] Nel 1948 i Canti pisani ottennero il Premio Bollingen per la poesia della Library of Congress, provocando non poche polemiche, visto che Pound era nel contempo ospite involontario del governo americano in un manicomio criminale. Della giuria facevano parte T.S. Eliot e W.H. Auden, che in questo modo pensavano di attirare l'attenzione sulla pietosa situazione del non più giovane poeta. Ma la polemica finì più per nuocere che per giovare e, per molti anni, del caso Pound non si parlò più.[1]

Nel 1957 un gruppo di amici, fra i quali Hemingway, Robert Frost, Archibald MacLeish e anche il giovane editore Vanni Scheiwiller, si prodigarono perché si trovasse una soluzione. La pubblica accusa, verificato che Pound non si sarebbe potuto processare, perché un processo era incompatibile con la sua asserita infermità mentale, ritirò le accuse e il poeta tornò in libertà, ripartendo poco dopo per l'Italia.[1]

Ritorno in Italia[modifica | modifica sorgente]

Ezra Pound negli ultimi anni della sua vita

Nel 1959 Pound fu candidato al Premio Nobel dallo scrittore Johannes Edfelt, nella sua veste di presidente del Pen Club di Svezia. Come risulta, però, dal resoconto finale della riunione della Commissione Nobel del 14 settembre 1959[14], questa non gradì la candidatura di Pound, il quale quindi, pur non trovandosi più in condizioni di prigionia negli Stati Uniti, venne escluso dal premio. Il presidente della Commissione Nobel, Anders Osterling, osservò che il candidato non raggiungeva i requisiti necessari per il premio, in quanto responsabile della propagazione "di idee che sono decisamente in contrasto con lo spirito del Premio Nobel".[15]

Targa presso la residenza zoagliese di Pound.

Pound abitò dal 1958 al 1962 fra Brunnenburg, nel comune di Tirolo, a monte di Merano (nell'abitazione dell'egittologo Boris de Rachewiltz, il quale aveva sposato Mary, figlia di Pound e di Olga Rudge), Rapallo, Sant'Ambrogio (Zoagli) e Roma. Dal 1962 Olga Rudge si prese cura di lui a Venezia e a Rapallo.[1]

In questo periodo Pound pubblicò un volume di Cantos, Thrones 96-109 (1959), e lavorò all'ultima sezione della sua opera, rimasta incompiuta per l'aggravarsi della stanchezza e della depressione.[1]

Nel 1964, "Le Testament", melodramma di Pound su parole di Villon, fu eseguito in forma di balletto al Festival dei Due Mondi di Spoleto per iniziativa di Gian Carlo Menotti. Anche negli anni seguenti Pound tenne letture nell'ambito del Festival, circondato dall'affetto di poeti come Lawrence Ferlinghetti e Pier Paolo Pasolini, che lo intervistò a Venezia per un servizio della RAI.[1][16]

Morì a Venezia il 1º novembre 1972. Riposa nel locale cimitero nell'isola di San Michele, con accanto Olga Rudge, sopravvissutagli per 26 anni.[1]

La poetica poundiana[modifica | modifica sorgente]

La poesia e la poetica di Pound hanno avuto molta influenza. Le sue prime opere portarono nella lirica inglese un linguaggio più concentrato e sperimentale ed una visione sincretistica, nella quale entravano America ed Europa, Oriente e Occidente. Fecero scuola i suoi rifacimenti dal cinese e le sue "maschere" provenzali. Pound fu anche influente promotore presso il pubblico inglese di Guido Cavalcanti e Dante, sulla scia di Dante Gabriel Rossetti ed altri. I Cantos sono un'epica autobiografica, sulla cui struttura e riuscita la critica non è concorde, ma pochi dubitano della grandezza di alcune pagine, specie nei Canti pisani del 1945.[1]

Teorie economiche di Pound[modifica | modifica sorgente]

Schema della fiscalità monetaria e delle teorie economiche di Pound

Pound, convinto che la figura del poeta non possa astrarsi dalle circostanze in cui si trova a vivere, individua nel conflitto tra economia e finanza la chiave di volta del «mondo moderno» e dedica perciò ampia parte della sua letteratura e della sua poetica alla riflessione sul tema. Il fulcro del conflitto, raffigurato come riproposizione della disfida tra guelfi e ghibellini di dantesca memoria, è rappresentato dall’usura: all’argomento il poeta ha dedicato, oltre al Canto XLV dei suoi Cantos, due libri: Abc dell’Economia e Lavoro e Usura.

Il pensiero economico di Pound può essere brevemente riassunto nei seguenti postulati:

  • il denaro non è una merce, ma una convenzione sociale[17];
  • il lavoro non è una merce, ma il fondamento della ricchezza ed il modo più logico per distribuire ricchezza è distribuire lavoro[18];
  • lo Stato dispone del credito, non è quindi necessario che si indebiti[19].

La somma di queste tre proposizioni è nello strumento moneta, nella cui funzione Pound individua il centro dei problemi di un'economia reale sempre più dipendente dalla finanza, quando invece questa dovrebbe essere, secondo lui, nient’altro che uno strumento a sostegno della prima. Per Pound era inconcepibile che le banche potessero creare denaro dal nulla attraverso semplici operazioni contabili.

A causa di questo capovolgimento nei rapporti di forza, anche il lavoro (e di conseguenza l’economia, di cui il lavoro è base imprescindibile) risulta vincolato alle decisioni prese da coloro che Pound definisce daneistocrati, ovvero individui che fondano il loro potere sul diritto di prestare denaro.

Se, quindi, sta nel denaro la natura dell'ingiustizia, per Pound è dal denaro che deve partire un progetto di riforma: riprendendo l’idea dell'anarchico Silvio Gesell, propose di tassare non i cittadini produttori, sul cui lavoro si regge la prosperità della Nazione, ma il denaro stesso, ponendo ogni mese una marca da bollo pari ad un centesimo del valore nominale delle banconote ed ottenendo così i seguenti effetti:

  • allo Stato, senza alcuna spesa di riscossione e senza alcuna possibilità di evasione fiscale, sarebbe garantito un reddito pari al 12% annuale della massa monetaria[20];
  • le banche verrebbero ridotte a meri intermediari finanziari, perché non potrebbero rinchiudere il denaro nei propri forzieri, pena la perdita di tutti i propri averi entro 100 mesi;
  • lo Stato riacquisterebbe la sovranità monetaria, garantendo un'adeguata emissione[21].

Questa teoria prevede quindi che l'unica tassa possibile sia sullo scambio commerciale (come l'esistente imposta sul valore aggiunto, che aggiunge però il 20-21 % di prezzo maggiorato, e non è l'unico tributo): nella teoria fiscalista monetaria la tassa viene pagata solo al momento dell'acquisto che sia l'1 % o il 50 %, rimanendo uguale il guadagno del cittadino e il prezzo della merce, ma evitando l'evasione fiscale e la tassa sul reddito considerata simile all'usura. Lo stato emetterebbe inoltre del denaro da usare per la spesa pubblica, che quindi si annullerebbe, e lascerebbe il resto del denaro sempre in circolo.[22]

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Il centro sociale di destra CasaPound prende il nome da lui. La figlia Mary de Rachewiltz ha intentato una causa per uso improprio del cognome, in quanto ritiene lesivo della memoria del padre l'associazione del nome Pound con un gruppo che, a suo dire, si è reso responsabile di gravi violenze (decisione presa dopo un duplice omicidio di due senegalesi a Firenze ad opera di un simpatizzante del movimento), affermando anche che il fascismo di Pound era legato ad un periodo storico e culturale preciso.[23][24]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 1908 A Lume Spento, poesie.
  • 1908 A Quinzaine for This Yule, poesie.
  • 1909 Personae, poesie.
  • 1909 Exultations, poesie.
  • 1910 Provença, poesie.
  • 1910 The Spirit of Romance, saggi.
  • 1911 Canzoni, poesie.
  • 1912 Ripostes of Ezra Pound, poesie.
  • 1912 Sonnets and ballate of Guido Cavalcanti, traduzioni.
  • 1915 Cathay, poesie / traduzioni.
  • 1916 Certain noble plays of Japan: from the manuscripts of Ernest Fenollosa, traduzioni.
  • 1916 "Noh", or, Accomplishment: a study of the classical stage of Japan, di Ernest Fenollosa e Ezra Pound.
  • 1917 Lustra of Ezra Pound, poesie.
  • 1917 Twelve Dialogues of Fontenelle, traduzioni.
  • 1918 Quia Pauper Amavi, poesie.
  • 1918 Pavannes and Divisions, saggi.
  • 1919 The Fourth Canto, poesie.
  • 1920 Umbra, poesie e traduzioni.
  • 1920 Hugh Selwyn Mauberley, poesie.
  • 1921 Poems, 1918-1921, poesie.
  • 1922 The Natural Philosophy of Love, di Rémy de Gourmont, traduzione.
  • 1923 Indiscretions, autobiografia in prosa.
  • 1923 Le Testament, opera musicale.
  • 1924 Antheil and the Treatise on Harmony, saggi.
  • 1925 A Draft of XVI Cantos, poesie.
  • 1927 Exile, rivista.
  • 1928 A Draft of the Cantos 17-27, poesie.
  • 1928 Ta hio, the great learning, newly rendered into the American language, traduzione.
  • 1930 Imaginary Letters, saggi.
  • 1931 How to Read, saggio.
  • 1933 A Draft of XXX Cantos, poesie.
  • 1933 ABC of Economics, saggio.
  • 1933 Cavalcanti, opera musicale.
  • 1934 Homage to Sextus Propertius, poesie.
  • 1934 Eleven New Cantos: XXXI-XLI, poesie.
  • 1934 ABC of Reading, saggi.
  • 1935 Make It New, saggi.
  • 1936 Chinese written character as a medium for poetry, di Ernest Fenollosa, a cura di Ezra Pound.
  • 1936 Jefferson and/or Mussolini, saggi.
  • 1937 The Fifth Decade of Cantos, saggi.
  • 1937 Polite Essays, saggi.
  • 1937 Digest of the Analects, by Confucius, translation.
  • 1938 Culture, saggi (tradotto in italiano come Guida alla Cultura, Sansoni, ISBN 88-383-1351-2).
  • 1939 What Is Money For?, saggi.
  • 1940 Cantos LII-LXXI, poesie.
  • 1942 Carta da visita, saggi.
  • 1944 Cantos LXXII-LXXIII, poesie.
  • 1944 L'America, Roosevelt e le Cause della Guerra Presente], saggi.
  • 1944 Introduzione alla Natura Economica degli S.U.A., saggi.
  • 1947 Confucius: the Unwobbling pivot & the Great digest, traduzione.
  • 1948 The Pisan Cantos [74-84], poesie.
  • 1950 Seventy Cantos, poesie.
  • 1953 Canti pisani [74-84], poesie.
  • 1951 Confucian analects, traduzione.
  • 1954 Lavoro ed usura, saggi.
  • 1956 Section Rock-Drill, 85-95 de los Cantares, poesie.
  • 1956 Women of Trachis, da Sofocle, traduzione.
  • 1959 Thrones: 96-109 de los Cantares, poesie.
  • 1964 The Cantos [1-109], poesie.
  • 1968 Drafts and Fragments: Cantos CX-CXVII, poesie.
  • 1970 Opere scelte.
  • 1985 The Cantos [1-116], poesie. Edizione integrale italiana.
  • 1986 The Cantos [1-116], poesie.
  • 1988 Trattato d'armonia ed altri scritti musicali, saggi.
  • 1997 Ezra Pound and Music, saggi.
  • 1998 Radiodiscorsi, 50 radiodiscorsi dal 1941 al 1943.
  • 2002 Canti postumi, poesie.
  • 2003 Ego scriptor cantilenae: The Music of Ezra Pound, musica.
  • 2005 Carte italiane 1930-1944. Letteratura e arte.
  • 2008 Rose rampicanti, a cura di Francesco Cappellini, Via del Vento edizioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z Ezra Pound, Enciclopedia di riflessioni.it
  2. ^ http://www.insulaeuropea.eu/pulsoni/pulsoni_capelli.pdf
  3. ^ “Le origini del Fascismo di Ezra Pound” - Luca Gallesi
  4. ^ EZRA POUND: «IL MIO FASCISMO ERA ONESTO» - il Piccolo dal 2003.it » Ricerca
  5. ^ Ezra Pound a 40 anni dalla morte
  6. ^ a b c d Sfogo di Ezra Pound in cella: "Hitler? Un santo raggirato"
  7. ^ Il libro segreto di Pound, da La Repubblica
  8. ^ Ben D. Kimpel; T. C. Duncan Eaves, Ezra Pound on Hitler's Economic Policies, in «American Literature», Vol. 55, No. 1 (Mar., 1983), pp. 48-54 URL; citazione testuale: «All the... modern statesmen are more or less scoundrels except 'Mussolini and that hysterical imitator Hitler'».
  9. ^ Ezra Pound, A Money Is, in «Delphian Quarterly», 21, IV, Oct. 1938, p. 47.
  10. ^ a b La "Carta da visita" di Ezra Pound contro le banche usuraie
  11. ^ Leonard W. Doob, "Ezra Pound Speaking". Radio Speeches of World War II., Westport, Conn., Greenwood Press, 1978.
  12. ^ Rimini; all'epoca si trovava, infatti, nella provincia di Forlì.
  13. ^ Vedi Ezra e Dorothy Pound, Letters in Captivity 1945-1946, New York, Oxford Univ. Press, 1999, e Mario Curreli, Scrittori inglesi a Pisa, Pisa, ETS, 2005 e Antonio Pantano, Ezra Pound e la Repubblica Sociale Italiana, Roma, I libri del Borghese, 2011, p. 179-185.
  14. ^ Enrico Tiozzo, docente di letteratura italiana all'Università di Göteborg, pubblicato sul fascicolo del giugno 2010 della rivista 'Belfagor'
  15. ^ Nobel, rivelato il motivo della bocciatura di Pound: È fascista, niente premio, adnkronos.com.
  16. ^ Pasolini ed Ezra Pound: un incontro di poesia e amicizia
  17. ^ 'Lavoro e Usura', pag. 130-147
  18. ^ 'Abc dell’Economia' pag. 47
  19. ^ 'Abc dell’Economia' pag. 66
  20. ^ Abc dell’Economia pag. 113
  21. ^ Abc dell’Economia pag. 114
  22. ^ Crisi: ABC dell'economia di Ezra Pound
  23. ^ La figlia di Ezra Pound denuncia CasaPound
  24. ^ Casapound, la figlia del poeta: "Non usate il nome di mio padre"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

In italiano (IT) :

  • AA.VV. (G. Accame, F.M. D'Asaro, G. De Turris, F. Grisi, A.Pantano), Ezra Pound 1985 - Economia Ortologica di Ezra Pound A.Pantano ed., Roma, 1985.
  • Giano Accame, Ezra Pound economista. Contro l'usura, Roma, Settimo Sigillo, 1995.
  • Maria Luisa Ardizzone, Ezra Pound e la scienza. Scritti inediti o rari, Libri Scheiwiller, Milano, 1987.
  • Giacinto Auriti, Il paese dell'utopia. La risposta alle cinque domande di Ezra Pound, Tabula Fati, Chieti, 2003.
  • Ezra Pound, The Fifth Decad of Cantos, traduzione di Mary de Rachewiltz, Raffaelli Editore, Rimini, 2006.
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  • Mary de Rachewiltz, Discrezioni, storia di un'educazione, Rusconi, Milano, 1973.
  • Arnaldo Di Benedetto, Su Ezra Pound e l'Italia: intorno al carteggio Pound/Pea, in «Giornale storico della letteratura italiana», CXXV (2008), pp. 372–98.
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  • Arnaldo Di Benedetto, Tre poeti e il futurismo: Ezra Pound, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale (con un cenno su Saba), in «Italica», LXXXVIII (2011), pp. 198–218.
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  • Peter Makin, Ezra Pound's Cantos: A Casebook,, Oxford University Press, New York, 2006.
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  • Kevin Oderman, Ezra Pound and the Erotic Medium, Duke University Press, Durham, N.C., 1986.
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  • Demetres P. Tryphonopoulos e Stephen J. Adams (2005). The Ezra Pound Encyclopedia. Westport, Conn.: Greenwood Press, 2005.

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