Peggy Guggenheim

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« Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele ma non solo, ma è un grave errore:
vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.[1] »
(Peggy Guggenheim)
Peggy Guggenheim (1937)

Peggy Guggenheim, il cui vero nome era Marguerite Guggenheim, (New York, 26 agosto 1898Camposampiero, 23 dicembre 1979), è stata una collezionista d'arte statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Benjamin Guggenheim e Florette Seligman, il padre muore sul Titanic quando lei è ancora giovane. Suo zio Solomon R. Guggenheim è proprietario del Guggenheim Museum di New York. La famiglia Guggennheim (di antica origine ebraica e proveniente dalla Svizzera) aveva costruito la sua fortuna nell'industria di estrazione dell'argento, del rame e dell'acciaio, mentre la famiglia della madre, i Seligman, sono invece importanti banchieri americani.

Nel 1919, appena maggiorenne, Peggy entra in possesso della sua parte di eredità, molto inferiore a quella degli altri Guggenheim, poiché il padre ne ha dilapidata una parte a Parigi. Decide di intraprendere un viaggio che la porterà dalle cascate del Niagara fino alla frontiera messicana.

Neanche ventenne Peggy comincia a lavorare in una libreria di New York, la Sunswise Turn, e frequenta importanti circoli e salotti dove conosce molti intellettuali dell'epoca tra cui Laurence Vail. Entra così nel mondo dell'avanguardia.

Non ebbe mai un buon rapporto con la madre, causa forse della sua strapazzata vita sentimentale. Si sposa nel 1922 a Parigi con Laurence Vail, un pittore squattrinato del movimento dadaista e da lui ha due figli, un maschio (Sinbad) ed una femmina (Pegeen), quest'ultima con una forte predisposizione artistica.

Grazie al marito artista, a Parigi comincia a frequentare i salotti bohemiens e conosce e stringe amicizie con i primi artisti dell'avanguardia europea, molti dei quali emigrati statunitensi: Man Ray, per cui poserà, Constantin Brâncuşi, Djuna Barnes e Marcel Duchamp.

Stringe anche uno stretto legame con la pittrice Romaine Brooks e con la scrittrice Natalie Barney, nel cui salotto, di cui è un'assidua frequentatrice, incontrerà la scrittrice Djuna Barnes, di cui sarà protettrice per il periodo di composizione del libro Nightwood.

Dopo il divorzio da Vail nel 1928, Peggy comincia a vagare per l'Europa con i figli, tra Londra e Parigi. Grande amore della sua vita è l'intellettuale inglese John Holms, scrittore alcolizzato, conosciuto nel 1928 a Saint-Tropez, che muore tragicamente nel 1934, dopo una crisi cardiaca al termine di un intervento.

Nel gennaio del 1938, a Londra, assieme a Jean Cocteau, inaugura la galleria Guggenheim Jeune: è la prima di una lunga serie di collezioni, che la renderanno negli anni la più importante sostenitrice dell'avanguardia europea.

Tra i vari artisti ancora non conosciuti che esporranno a Londra si ricordano: Vasilij Kandinskji, Yves Tanguy ed altri artisti emergenti del panorama delle avanguardie europee.

Tra le celebrità del momento invece: Antoine Pevsner, Henry Moore, Henri Laurens, Alexander Calder, Raymond Duchamp-Villon, Constantin Brâncuși, Jean Arp, Max Ernst, Pablo Picasso, Georges Braque and Kurt Schwitters.

È grazie a Samuel Beckett, che insistette per uno suo interessamento all'arte contemporanea, e a Marcel Duchamp, che le insegnò "la differenza tra l’arte astratta e surrealista", che Peggy si avvicinò a questo mondo.

Dal 1939 Peggy concepisce di trasformare la sua semplice collezione londinese in un vero e proprio museo: incurante della guerra, decide di acquistare un grande numero di opere d'arte, tra cui spiccano i nomi di artisti come Francis Picabia, Georges Braque, Salvador Dalí, Piet Mondrian, Fernand Léger e Constantin Brâncuşi.

Con l'avanzata dell' esercito tedesco verso Parigi, la collezionista statunitense decide di tornare a New York, dalla madre, dove nel 1942 inaugurerà la galleria Art of This Century.

Tra gli artisti ancora sconosciuti figura nella collezione il nome di Jackson Pollock.

Grazie all'attività di gallerista di Peggy, Pollock e altri artisti americani entrano in contatto con l'avanguardia europea, in particolare il Surrealismo. Dal 1941 Peggy era infatti sposata col pittore surrealista Max Ernst. Il divorzio tra i due avverrà solo due anni dopo, nel 1943. L'anno successivo, per un breve periodo, accoglie nella propria nuova residenza di Manhattan la pittrice Bridget Bate Tichenor.

Con la fine del conflitto Peggy decide di tornare a Venezia, dove la sua collezione viene esposta per la prima volta alla Biennale nel 1948.

L'anno successivo, nel 1948, acquista Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, dove trasferisce definitivamente la sua collezione, che dal 1949 apre al pubblico come Collezione Peggy Guggenheim.

La lapide sulla tomba di Peggy Guggenheim

L'eccezionale acqua alta che il 4 novembre 1966 sommerse Venezia non creò alcun danno alla sua collezione, già impacchettata e pronta per essere spedita a Stoccolma per una mostra. Le uniche stanze allagate di Palazzo Venier furono quelle del seminterrato.

Nel 1969 le opere della collezione di Peggy vennero esposte al Guggenheim Museum di New York. In seguito Peggy deciderà di donare Palazzo Venier dei Leoni e l'intera collezione alla Fondazione Solomon Guggenheim dopo che la stessa collezione, proposta in donazione al Comune di Venezia, fu da quest'ultimo rifiutata.

Peggy passò l'intera esistenza aiutando nuovi artisti emergenti, tra cui Edmondo Bacci e Tancredi Parmeggiani.

Morì il 23 dicembre 1979, all'età di 81 anni.

Le sue ceneri si trovano nell'angolo del giardino di Palazzo Venier dei Leoni dove Peggy aveva seppellito anche i suoi numerosi amati gatti.

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia è uno dei più importanti musei italiani sull'arte europea e americana della prima metà del XX secolo. La collezione abbraccia opere che vanno dal Cubismo al Surrealismo e all'Espressionismo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Peggy Guggenheim nella sua casa veneziana aveva un telefono a gettoni, che usava con molta parsimonia.
  • A Peggy Guggenheim è stata dedicata a Venezia nel 2008 la mostra Poi arrivò Peggy in onore del 60º anniversario dell'arrivo della collezionista nella città veneta.
  • La vita di Peggy Guggenheim è stata celebrata in una storia Disney edita nel 2012 su Topolino chiamata Peggy Duckenheim e le tovaglie astratte (testi di Roberto Gagnor, disegni di Paolo de Lorenzi).[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Puntata di Art News su Rai 3 del 14/01/2010.
  2. ^ Peggy Duckenheim e le tovaglie astratte

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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