Pegeen Vail Guggenheim

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Ritratto di Pegeen Guggenheim

Pegeen Vail Guggenheim (Ouchy, 18 agosto 1925Parigi, 1 marzo 1967) è stata una pittrice statunitense, figlia della famosa collezionista d'arte Peggy Guggenheim e dello scrittore Laurence Vail e nipote di Benjamin Guggenheim, che morì a bordo del Titanic nel 1912.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata in Svizzera, Pegeen Vail Guggenheim trascorse l'infanzia tra Francia e Inghilterra. Nel 1941, lasciò l'Europa per recarsi negli Stati Uniti insieme alla madre Peggy Guggenheim e Max Ernst, che sarebbe poi diventato suo patrigno. Una volta giunta in America, studiò presso il prestigioso Finch College.

A Teatro, 1946

Nel 1943, incontrò il pittore francese Jean Hélion che, insieme agli amici Piet Mondrian e Fernand Léger, aveva contribuito ad introdurre l'astrattismo negli Stati Uniti. Pegeen Vail Guggenheim sposò Jean Hélion a New York nel 1946. La coppia si trasferì a Parigi nello stesso anno. Pegeen Vail Guggenheim e Jean Hélion ebbero tre figli: Fabrice, David e Nicolas. Quando la coppia divorziò nel 1956, Pegeen lasciò Parigi con il figlio più piccolo, Nicolas, andando a vivere con la madre a Venezia.

Nel 1957, Pegeen incontrò il pittore inglese Ralph Rumney a Londra, all'inaugurazione di una mostra di Francis Bacon presso l'Hanover Gallery. Rumney era un Neo Realista inglese ed uno dei fondatori, insieme a Guy Debord e Piero Simondo, dell'Internazionale Situazionista.

Pegeen sposò Ralph Rumney nel 1958 e diede alla luce il suo quarto figlio, Sandro, nello stesso anno. Nel 1959, la coppia si spostò a Parigi, dove visse prima su rue du Dragon e poi sull'Île Saint-Louis.

Pegeen Vail Guggenheim morì il 1 marzo 1967, in seguito ad un'overdose di farmaci. Aveva combattuto contro la depressione per tutta la vita.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Senza titolo, 1957

Nonostante la breve carriera, Pegeen Vail Guggenheim espose i propri lavori a New York, Filadelfia, Parigi, Londra, Venezia, Padova, Murano, Palm Beach, Vicenza, Stoccolma, Toronto, presso il Museum of Modern Art a New York, e la Fine Arts Gallery di San Diego.

Pegeen frequentò e venne influenzata da alcuni dei più grandi artisti ed intellettuali del XX secolo, tra cui Yves Tanguy, Max Ernst, André Breton, Marcel Duchamp, e Jackson Pollock. I suoi dipinti combinano due diversi tipi di pittura: quella surrealista e quella naif. Pegeen fu ispirata nei suoi lavori dagli artisti surrealisti che l'avevano circondata durante l'infanzia, inclusi Yves Tanguy, con cui scambiò alcuni dipinti, e Max Ernst, che fu suo patrigno per cinque anni, dal 1941 al 1946. Possiamo notare quest'influenza nel ricorrere di elementi o situazioni improbabili nelle scene e nei decori proposti. Tuttavia, tutta la sua produzione riflette sempre un personale ed unico stile naif.

Nel gennaio 1943 e nel giugno 1945, l'opera di Pegeen comparve in alcune mostre dedicate ad artiste di sesso femminile: "Exhibition by 31 Women", e poi "The Women", presso la Art of this Century, galleria aperta da Peggy Guggenheim a New York nell'ottobre 1942. I dipinti di Pegeen furono esposti al fianco di opere di Kay Sage, Leonora Carrington, Lee Krasner, Dorothea Tanning, e Frida Kahlo.

Senza titolo, 1963

Nei suoi dipinti, Pegeen rappresenta spesso coppie e famiglie che appaiono felici e teneramente affettuose. Considerando la vita tumultuosa a cui andò incontro, in quanto figlia di Peggy Guggenheim, questi temi appaiono una ricerca, da parte di Pegeen, di una vita familiare stabile. I personaggi dei suoi quadri sono spesso presi direttamente dal suo mondo: possiamo riconoscere sua madre, i suoi mariti, i suoi bambini e, soprattutto, Pegeen stessa. Tuttavia, sebbene la sua produzione possa sembrare gioiosa ad un primo sguardo, è sempre percepibile una sensazione di isolamento e sofferenza – una donna che piange dopo aver dato alla luce un figlio, ad esempio, o altri personaggi disumanizzati.

Raymond Queneau scrisse la seguente introduzione per il catalogo di una delle sue mostre: «Il mondo che Pegeen crea è in un certo senso più autentico del mondo reale, perché sembra più vicino al paradiso terrestre. Nessuna consapevolezza macchia i colori o pesa sulle figure. Dopo la cacciata, Adamo con il suo cuore puro tracciò una rappresentazione perfetta di un bisonte vendicativo sulle pareti nascoste di una caverna. Cosa stava facendo Eva? Probabilmente ascoltando le urla che la davano peccatrice. Ma qui, come dice Prévert: 'Dio è stato cacciato dal paradiso terrestre' ed è 'la nuova stagione'. 'Un terreno fertile – una luna bambina – un mare ospitale – un sole sorridente – al limite delle acque – ragazze che incarnano lo spirito del tempo.' Pegeen Hélion appartiene a questa razza di 'bambini d'ambrosia'.[1]»

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Raymond Queneau: preface to Pegeen Hélion's exhibition catalogue at the Galeria del Corso.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Lanot, Benjamin and Hélion, Benjamin, Pegeen Vail Guggenheim, una vita nell'arte, Paris, Sisso editions, 2010. ISBN.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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