Topolino (libretto)

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1leftarrow.pngVoce principale: Topolino (fumetto).

« Topolino formato libretto è una vera rivoluzione destinata a influenzare per decenni i costumi degli italiani »
(Luca Boschi, da Topolino Story volume 1)
Topolino
Logo di Topolino
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità Mensile (1949-1952)
Quindicinale (1952-1960)
Settimanale (dal 1960)
Genere fumetto
attualità
Formato 12,5 x 18[1] cm
Fondazione aprile 1949
Sede via Sandro Sandri 1, Milano
Editore Arnoldo Mondadori Editore (1949-1988)
The Walt Disney Company Italia (1988-2013)
Panini Comics (dal 2013)
Tiratura 197.371[2] (Giugno 2013 - Maggio 2014)
Diffusione cartacea 128.480[2] (Giugno 2013 - Maggio 2014)
Diffusione digitale 59.461[2][3] (Giugno 2013 - Maggio 2014)
Direttore Valentina De Poli
Redattore capo Davide Catenacci (comics)
Santo Scarcella (attualità)
ISSN 1120-611X
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia/
abbonamento
multimediale
Sito web topolino.it
Tablet PC su abbonamento
 
Carl Barks, uno dei cartoonist stranieri più ospitati nel periodico Disney italiano

Topolino è un periodico per ragazzi. All'interno sono raccolte storie a fumetti che coinvolgono i personaggi Disney.

Il fascicolo è nato nell'aprile del 1949 grazie all'elaborato di Mario Gentilini, che da collaboratore della redazione del Topolino in formato giornale diventa direttore del Topolino attuale, detto anche Topolino libretto per distinguerlo dalla versione giornale che ha sostituito e che era diretta da Federico Pedrocchi.[4] Da notare è l'aumento delle storie italiane, che diventano sempre di più mano mano che gli anni passano: a partire dagli anni novanta, e fino a metà anni 2000, il periodico (passato dalla Arnoldo Mondadori Editore alla Walt Disney Company Italia nel 1988 e poi alla Panini Comics nel 2013) ospiterà solo storie italiane.

La prima serie[modifica | modifica sorgente]

La storia di Topolino Libretto si divide in due parti: la prima serie inizia nell'aprile 1949 e finisce il 2 luglio 1967.[5]

Gli anni quaranta e cinquanta[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 1949 esce il primo numero, caratterizzato da un particolare curioso: la copertina è un ricalco italiano di un disegno realizzato da autore americano ignoto. Sul retro appare invece un disegno di Ken Hultgren. Nei primi anni i numeri saranno mensili, anche se nei mesi di luglio del 1950 e 1951 ne usciranno due. Attualmente una copia originale del primo Topolino libretto vale circa 1300 euro.[6]

All'inizio della sua avventura il libretto era pensato come una raccolta di sei numeri, chiamati fascicoli, e con numerazione delle pagine che continua da un numero ad un altro, realizzando, così, alla fine di un semestre, una sorta di volume disneyano.[7] Il numero delle pagine di ogni numero sono 100 mentre il prezzo di copertina è di 60 lire italiane.[8] Pur essendo un fascicolo italiano le storie presenti sono in gran parte americane. Tra le poche storie italiane troviamo Topolino e il cobra bianco iniziata nel Topolino giornale e conclusasi nel primo numero del libretto.[9]

Nel 1952 Topolino diventa quindicinale in seguito a un referendum fatto fra i lettori e basato sull'invio di una cartolina presente nel n°8. A questo cambiamento venne dato molto risalto anche con slogan presenti sulle copertine e porterà a un aumento del prezzo dell'abbonamento che si verificherà l'anno dopo.[10] Nello stesso anno, 1953, Topolino cambia: infatti, dal numero 75 non sarà più spillato ma brossurato e dal numero 77 comparirà la scritta Arnoldo Mondadori Editore.[11]

Nel 1954 Topolino libretto non subisce grosse modifiche: possiamo notare solo che dal numero 96 il numero delle pagine passerà da 100 a 108 grazie all'inserimento di una nuova rubrica dal nome "Toposport". Le storie italiane aumentano a 7 mentre nel 1953 erano solo 2.[12]

Nel 1955 le storie italiane sono 8[13], tra le quali una delle più belle è Paperino e il misterioso Mister Moster di Guido Martina e Giovan Battista Carpi.[14] Il numero delle pagine è 100 con le uniche eccezioni rappresentate dal primo numero dell'anno (106), che ospita l'ultimo numero della rubrica "Toposport", e dall'ultimo numero dell'anno (129) che essendo uno speciale natalizio ha 132 pagine; questo stesso numero costa 100 lire, 20 in più del normale.[13] Nel 1956 fino a settembre il prezzo rimane 80 lire ma dal numero 148 aumentano le pagine che arrivano a 132 e di conseguenza aumenta anche il prezzo che passa a 100 lire. I numeri speciali sono due: il numero 141 e il numero 144; a partire dal numero 145 spariscono dalla costa di copertina le immagini con i personaggi disneyani.[15]

Nel 1957 non ci sono molti cambiamenti, da rilevare però è il disegno della costa, che dal numero 165 è caratterizzato da un motivo a quadretti bianchi e rossi o bianchi e blu.[16] Nel 1958 non ci sono cambiamenti per quanto riguarda il giornale, soltanto le storie di produzione italiana diminuiscono rispetto agli anni precedenti, durante i quali avevano invece subito un forte aumento[17] (basti pensare che l'anno precedente furono pubblicate 30 storie italiane[16]).

Nel 1959 le modifiche sono le seguenti: dal numero 220 le pagine si alternano con pagine a colori e pagine in bianco e nero; dal numero 202 comincia (sul retro di copertina) una serie di personaggi Disney presentati 6 alla volta in ordine alfabetico, fino al numero 241 del luglio 1960.[18]

Gli anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Il 5 giugno 1960 Topolino diventa settimanale; il numero è il 236. Quindi in quell'anno escono 40 numeri, il prezzo scende a 80 lire e le pagine a 116. Dal numero 242 al numero 256 l'ultima pagina presenterà una gag a tema sportivo disegnate dal bravo Giuseppe Perego.[19] Il 1960 è anche l'anno della ricomparsa di Nocciola ripresa dal sodalizio Chendi - Bottaro in "Pippo e la Fattucchiera".[20]

Nel 1961 escono 53 numeri. Dal numero 289 Topolino libretto diventa tutto a colori (prima nelle storie si alternavano pagine in bianco e nero a pagine a colori), il costo passa da 80 a 100 lire e le pagine aumentano arrivando a 134.[21] Il 1962 è l'anno dell'adesione alla Associazione italiana periodici per ragazzi.[22] Da ottobre 1963 il prezzo sale a 120 lire e il numero delle pagine a 148;[23] in quest'anno Giovan Battista Carpi rievoca I tre caballeros nella storia I tre caballeros e la guerra dei Juke-Boxes.[24]

Dal 1964 iniziano a essere più frequenti le retrocopertine con le pubblicità.[25] In quest'anno viene pubblicata la famosa parodia Paperino fornaretto di Venezia (di Osvaldo Pavese e Giovan Battista Carpi).[26] Nel 1965, a causa di uno sciopero dei poligrafici, escono 51 numeri, e il numero 479 verrà integrato nel numero 480, che è quindi un numero doppio.[27] In questo stesso anno (il 27 giugno) esce il numero 500 che essendo speciale ha 180 pagine e costa 150 lire. Il numero contiene inoltre una lettera di Walt Disney che si complimenta con il direttore Mario Gentilini per il traguardo raggiunto.[28]

Il 1966 è un anno importante: è infatti in questo anno che nascono delle leggende del fumetto italiano Disney. Nei numeri 542 e 543 esce la storia di Chendi e Carpi intitolata Paperino missione Bob Fingher che è da sempre considerata come la storia "madre" della serie a fumetti tuttora esistente ovvero quella della P.I.A. (Paperon Intelligence Agency)[29]. E non solo: in questo stesso anno Scarpa inventa Paperetta Yè Yè, nipotina di Doretta Doremì, (quest'ultima ideata da Barks) che compare nella storia Arriva Paperetta Yè Yè[30]. Da segnalare, inoltre, il numero che annuncia la morte del papà di Topolino, Walt Disney, il n°578; con all'interno la lettera commemorativa.

Giorgio Cavazzano esordisce nel 1967 con la storia Paperino e il singhiozzo a martello pubblicato nel numero 611.[31] Ma il 1967 è anche l'anno in cui finisce la prima serie del giornale (n.605) per passare alla seconda: da questo numero, infatti, la grafica del dorso assume il fondo giallo utilizzato ancora oggi.[5] Nel 1968 Giovan Battista Carpi e Guido Martina creano un classico del fumetto italiano, Topolino e i ladri d'ombre, un classico giallo topolinesco.[32]\

Dal 1969 l'influenza della pubblicità fa sì che il numero di pagine del "topo" (così amorevolmente chiamato dai più affezionati lettori) diventi assai variabile, situazione che si protrarrà a lungo negli anni a seguire.[33] Il 1969 è però importante soprattutto per la prima comparsa di Paperinik, che viene pubblicato per la prima volta nei numeri 706 e 707, nella storia Paperinik il diabolico vendicatore,[34] e per Operazione Dollaro (numeri da 708 a 713), un concorso-iniziativa pubblicitaria che mette in palio ben undicimila premi e monete dorate.[34]

La seconda serie[modifica | modifica sorgente]

La seconda serie inizia il 2 luglio 1967 e arriva fino ai giorni nostri.[5]

Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

L'anno che apre il decennio è un anno critico per la redazione del Topolino libretto che si trova ad affrontare una carenza dello staff, sicché mentre i disegnatori abbondano, gli sceneggiatori invece scarseggiano. Per contrastare questo problema, con una scelta rivelatasi foriera di positive conseguenze sul livello qualitativo delle storie, furono impiegati i disegnatori anche come sceneggiatori. Tra i disegnatori cooptati, anche Romano Scarpa, non nuovo, in realtà, alla sceneggiatura. Proprio in questo anno entrarono in scena due sceneggiatori che avrebbero fatto poi la storia del giornale, Abramo e Giampaolo Barosso.[35] In quello stesso periodo viene pubblicata la storia di Guido Martina e Romano Scarpa Zio Paperone e il tunnel sotto la Manica che anticipa di pochi mesi l'avvio in cantiere dei lavori del tunnel che favorisce la collaborazione tra Francia e Gran Bretagna.[36]

Il 1972 vede la comparsa nel numero 873 del 20 agosto 1972 di Reginella, personaggio creato dagli autori italiani Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano.[37]

Il 1973 è segnato dall'Operazione Quack, la più lunga iniziativa con gadget intrapresa dal fascicolo: dura infatti ben 11 settimane. Questa iniziativa consiste nel collezionare francobolli dorati dedicati ognuno ad un diverso personaggio Disney. Il francobollo veniva accompagnato da una storia che riguardava il personaggio raffigurato impegnato nella soluzione del mistero del totem decapitato.[38]

Il 1974 ospita, invece, un'altra iniziativa: l'Operazione Monaco 74, in occasione del Campionato mondiale di calcio; i numeri seguenti dall'operazione ospiteranno album e figurine dedicate, appunto, ai mondiali.[39] In questo stesso anno Guido Martina e Giovan Battista Carpi creano la coppia Topolino Kid e Pippo sei colpi.[40]

Il 1975 è di sicuro l'anno più importante di tutto il decennio per il fascicolo: è infatti in questo anno che nelle edicole esce, il 26 gennaio, il numero 1000.[41] Inoltre si allarga l'universo disneyano con la creazione da parte di Romano Scarpa di Bruto, il figlioccio del merlo indiano Gancio.[42]

Il 1976 viene segnato dall'addio definitivo di Floyd Gottfredson, autore americano tra i più importanti ospitati nella rivista;[43] ma il 1976 è anche l'anno di pubblicazione di una famosa parodia, che negli anni a venire verrà ristampata molte volte: Sandopaper e la perla di Lauban di Michele Gazzarri (sceneggiatura) e di Giovan Battista Carpi (disegni).[44]

Nel 1977, non ci sono grandi cambiamenti ma quelli più importanti sono: l'aumento del prezzo che da 300 passa, dal numero 1119, a 400 lire[45] e la prima apparizione di Plottigat, il cugino scienziato di Gambadilegno, nella storia Topolino e il Pippo-lupo scritta e disegnata da Romano Scarpa (n°1102).[46]

Il 1978 è, invece, un anno importante per la Disney, il 18 novembre, infatti, Topolino festeggia i suoi 50 anni, e in Italia, sul numero 1199 compare una copertina di Marco Rota, in cui il Topolino in abiti moderni e il Topolino dell'esordio (quest'ultimo nello specchio) si fanno reciprocamente gli auguri;[47] ma il 1978 è anche la data della creazione di Paperin-Tarzan (di Guido Martina), che sembra riprendere a tratti il cugino di Pippo di Romano Scarpa, Pippo Tarzan.[48]

Nel 1979 al numero 1211 per 16 settimana si svolge l'innovativo concorso Occhio al numero. Su ogni numero del settimanale viene infatti stampato, con un processo all'epoca innovativo, un numero diverso e ogni settimana viene estratto il numero vincitore, a cui vengono assegnati diversi premi (televisori, calcolatori e anche viaggi a Walt Disney World).

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ottanta e novanta la rivista subisce molti restyling.

Nel 1980 il periodico cambia per la prima volta direttore:Mario Gentilini (che morirà 8 anni dopo) passa il testimone a Gaudenzio Capelli.

Nel 1982 il periodico ospita ben tre saghe importanti: La Spada di Ghiaccio, con testi e disegni di Massimo De Vita e le due famose parodie, entrambe sceneggiate da Guido Martina e disegnate rispettivamente da Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi,Il Milione di Marco Polo e Paperino e il Vento del Sud, ispirate la prima allo sceneggiato televisivo RAI in televisione a quel tempo e la seconda al film Via col vento.

Nel 1983 è la volta di Topolino in ... E.B. l'extraterrestre, in cui Eta Beta fa il verso all'E.T di Steven Spielberg

Nel 1984 esce il numero 1500 e per l'occasione esce con il periodico una targhetta in metallo riproducente la copertina, disegnata da Marco Rota e riproducente un Topolino baldanzoso sullo stile del numero 1.

Anche grazie alla fortuna di pellicole di fantascienza quali Ritorno al futuro e Terminator, nel 1985 viene pubblicata la storia Topolino e il segreto della Gioconda, prima della fortunata serie dei viaggi nel tempo di Topolino, e viene introdotto il personaggio del Professor Marlin, spesso accoppiato al Professor Zapotec (inventato nel 1978 da Massimo De Vita).

Nel luglio 1988 con il numero 1702 la rivista viene pubblicata dalla The Walt Disney Company Italia[49] che sostituisce la Mondadori, dopo più di cinquant'anni di pubblicazioni.

Dal 1989 per le storie italiane (riconoscibili dal codice I-xxxx, che sta per il numero di Topolino) sono indicati autori dei testi e dei disegni e dello stesso anno è la parodia I promessi topi, ispirata al romanzo di Alessandro Manzoni e allo sceneggiato RAI in onda a quel tempo.

Negli anni '80 iniziano a uscire annualmente i primi gadget: l'orologio biodegradabile (1989), la macchina fotografica (1990) anch'essa in materiale biodegradabile, il Topobinocolo (1991) e i Topowalkie (1993), con cui il settimanale supera il milione di copie.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Dal 1990 compaiono su Topolino le riduzioni a fumetti dei Classici al cinema del periodo che segnano il Rinascimento Disney: tra gli altri, La Sirenetta (1990), Bianca e Bernie nella terra dei canguri (1991), Aladdin (1993), Il Re Leone (1994), Pocahontas (1995) e Mulan (1998).

Nel 1993 nasce l'Accademia Disney, diretta da Roberto Santillo, indirizzata a corsi per disegnatori e sceneggiatori. Nel numero 1955 del maggio '93 compare la parodia Miseria e Nobiltà, scritta da Lello Arena e disegnata da Giorgio Cavazzano.

Fino al 1994 troveranno spazio storie estere e storie con personaggi dei cartoni Disney classici (I tre porcellini, Fratel Coniglietto, Bambi , che poi lasceranno il posto, almeno fino a metà anni 2000, a storie solo italiane e con protagonisti solo i personaggi di Topolinia a Paperopoli.

Nel 1994 esce il Topolino numero 2000, ad oggi il numero di Topolino più lungo di tutti con 385 pagine. Per l'occasione esce in allegato una cornicetta montabile riproducente una versione in tre dimensioni della copertina di Giorgio Cavazzano. Nello stesso anno per una coincidenza irripetibile il numero 1994 è uguale all'anno.

Dal 1993 al 1996 dalla testata spariscono gradualmente alcune rubriche storiche tra cui Qui Paperino Quack, in cui la redazione, sotto le spoglie di Paperino, rispondeva alle lettere dei lettori, Saranno famosi, raccolta di foto dei lettori della testata Cambi e scambi in cui i lettori pubblicavano annunci per poter trovare amici di penna con i loro stessi gusti o per scambiare figurine e quant'altro, e il Calendario, un'agenda presente sotto vari nomi sin dagli anni '80 in cui venivano inserite curiosità, notizie, auguri di onomastici e compleanni di personaggi famosi, che dopo un ridimensionamento nel 1995 sparirà l'anno successivo.

Nel 1996, oltre a un deciso restyling che durerà fino a dicembre 1998, la copertina subisce dei cambiamenti notevoli: il dorso diventa completamente giallo e l'anno dopo iniziano a comparire il codice a barre e l'indirizzo del sito internet della Disney.

Nel 1998 cambia la struttura: dal blocco storie-rubriche-storie, si passa a un'alternanza tra storie e rubriche e poiché in tale anno Topolino compie 70 anni, il numero 2243 è interamente dedicato a esso, con tre storie speciali e cinque storie di una sola pagina.

Negli anni novanta, inoltre, i direttori sono stati tre: Gaudenzio Capelli, che lascia la rivista nel 1994, Paolo Cavaglione dal 1994 al 1999, e Gianni Bono dal 1999 al 2000.

Gli anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Dal 2000 a oggi Topolino ha subito molte modifiche soprattutto per quanto riguarda la veste grafica.

Nel corso del nuovo millennio si sono succeduti come direttrici Claretta Muci (2000 - 2007) e Valentina De Poli (dal 2007). Inoltre, si sono fatti conoscere sempre più i nuovi artisti che lavorano assiduamente - o quasi - alla rivista, specialmente per via dell'Accademia Disney che dalla sua fondazione ha formato oltre 170 tra sceneggiatori e disegnatori.

Il numero 2301 del 4 gennaio 2000 esce per l'occasione con due copertine diverse: una con Topolino e una con Paperino.

Dal 2001 con la 313 di Paperino iniziano a comparire come gadget macchinine e personaggi dei fumetti.

La copertina del numero 3042

Nel corso degli anni 2000 il settimanale si è proposto più volte come parodia del panorama televisivo con storie come Paperino e il Grande Zio (2000) e Zio Paperone e l'isola dei granosi (2004), che parodiano i reality show più celebri, e Paperina di Rivondosa (2005), storia sceneggiata e disegnata da Silvia Ziche, ispirata a uno sceneggiato televisivo.

Dal 2007 con il numero 2717 cambia completamente la veste grafica e le copertine tendono sempre di più a essere ispirate alla storia principale del settimanale che dal 2009 al 2011 vedrà comparire un minimo di 12 saghe a puntate.[50]

Per quanto concerne le rubriche, vi è un ulteriore avvicinamento al pubblico più giovane, anche se sotto la nuova direzione, si cerca di rendere la lettura piacevole anche a un pubblico più maturo. I temi più trattati sono l'ambiente, lo sport e lo spettacolo, ma non mancano rubriche a carattere scientifico e geografico.

Il 2008 ha visto l'arrivo delle saghe di Doubleduck (dal numero 2735) e degli Ultraheroes e la pubblicazione della ormai celebre parodia La vera storia di Novecento ispirata al libro di Alessandro Baricco, che ne scrive anche la sceneggiatura, Novecento.

Il 22 maggio 2013 esce in edicola Topolino n° 3000, in edizione speciale con un formato doppio rispetto al normale, di 324 pagine.

Dal 2 ottobre dello stesso anno, col numero 3019, dopo 25 anni e 1317 numeri, la testata passa dalla Disney Italia a Panini Comics.[51]

I gadget[modifica | modifica sorgente]

La storia della suddetta rivista, è anche legata ai vari gadget che sono stati allegati nel corso degli anni. I primi sono stati le figurine (Topolino n° 29 luglio 1951), ma in seguito il giornale allegherà anche occhiali 3D (Topolino n° 75 25 settembre 1953), francobolli, i più recenti "modellini" e le monete.[52] A proposito di queste, importante fu l'Operazione Dollaro (Topolino dal n°708 al 713 22 giugno - 27 luglio 1969) perché (a differenza dei gadget allegati fino ad allora) non uscirono durante qualche evento in particolare e impegnarono il lettore per sei uscite consecutive.[53] Sono da ricordare, però, anche manuali e cataloghi[54].

Dal 1989 si inaugura una nuova fase. Si decide infatti di allegare in omaggio ogni luglio, distribuito in quattro parti (dal 2013 in 5 parti, sempre nel mese di luglio), il gadget più importante dell'anno. Vengono così distribuiti:

  • 1989 - L'ora ecologica - dal n. 1754 al n. 1757
  • 1990 - Macchina fotografica ecologica - dal n. 1807 al n. 1810
  • 1991 - Topobinocolo - dal n. 1859 al n. 1862
  • 1992 - Topojolly - dal n. 1911 al n. 1914
  • 1993 - Topowalkie - dal n. 1963 al n. 1966
  • 1994 - Topokit - dal n. 2015 al n. 2018
  • 1995 - Topowind - dal n. 2067 al n. 2070
  • 1996 - Topolyimpic - dal n. 2119 al n. 2122
  • 1997 - Topoclic - dal n. 2171 al n. 2174
  • 1998 - Topochrono - dal n. 2223 al n. 2226
  • 1999 - Topotalkie - dal n. 2275 al n. 2278
  • 2000 - Paper Akuajet - dal n. 2328 al n. 2331
  • 2001 - Waterjet di Paperinik - dal n 2380 al n. 2383
  • 2002 - Sottomarino di Zio Paperone - dal n. 2432 al n. 2435
  • 2003 - Akuascooter di Paperinik - dal n. 2484 al n. 2487
  • 2004 - Elikottero di Paperinik - dal n. 2536 al n. 2539
  • 2005 - Paperboat di Paperino - dal n. 2589 al n. 2592
  • 2006 - PP8 Boat - dal n. 2641 al n. 2644
  • 2007 - PK Plane - dal n. 2693 al n. 2696
  • 2008 - Hovercraft di Topolino - dal n. 2745 al n. 2748
  • 2009 - Sommergibile di DoubleDuck - dal n. 2797 al n. 2800
  • 2010 - Armadillo di Paperinik - dal n. 2850 al n. 2853
  • 2011 - Makkinaz di Topolino - dal n. 2902 al n. 2905
  • 2012 - DDcar di DoubleDuck - dal n. 2954 al n. 2957
  • 2013 - 313-Xtreme di Paperinik - dal n. 3006 al n. 3010
  • 2014 - PK- Blaster - dal n. 3058 al n. 3062

La periodizzazione della rivista[modifica | modifica sorgente]

Il periodico è stato suddiviso in prima e seconda serie, ma esistono anche altri tipi di suddivisioni. Quella maggiormente diffusa è la suddivisione in quattro periodi. I primi tre periodi sono stati stabiliti a seconda della periodicità, mentre il quarto periodo è segnato dalla presenza dell'attuale dorso giallo. Tuttavia, il quarto periodo finisce nel 1988 con il passaggio dalla Mondadori alla Walt Disney Company Italia.[55].

Periodo Data Numeri pubblicati
1º periodo (mensile) aprile 1949 - marzo 1952 39
2º periodo (quindicinale) 10 aprile 1952 - 25 maggio 1960 196
3º periodo (settimanale) 5 giugno 1960 - 26 giugno 1967 369
4º periodo (settimanale, dorso giallo) 2 luglio 1967 - 3 luglio 1988 1097

Un'ulteriore periodizzazione viene fatta a seconda dei vari editori: infatti, termini come "periodo Mondadori" sono abbastanza diffusi.[56][57][58]

Vendite[modifica | modifica sorgente]

Per molto tempo è stato il fumetto più venduto in Italia. Inizialmente le vendite si attestavano sulle 400.000 copie per poi incrementarsi ed avvicinarsi al 1.000.000. Nella seconda metà degli anni '70 le vendite calarono a 150.000. Nel 1980 erano 250.000. Si risollevarono ulteriormente nel corso degli anni '80, ritornando a toccare e a superare, nei primi anni 90, un milione di copie di vendute a settimana.[59] Dagli anni novanta in poi un nuovo calo, ritornando a livelli di vendita precedenti, con progressivi cali. Nell’anno mobile Ads (Accertamenti Diffusione Stampa) marzo 2006 febbraio 2007 i dati indicano circa 260.000 copie vendute settimanalmente, in calo dell'11% rispetto all'anno precedente.[60]. È il secondo fumetto venduto in Italia dopo Tex, che però è mensile, mentre Topolino esce ogni settimana.[61] Negli ultimi tempi le vendite subiscono un nuovo drastico calo (a marzo 2013 si assestano a 56.000 copie settimanali)[62] e si fa strada l'ipotesi di una vendita della pubblicazione alla Panini Comics[63], avvenuta effetivamente ad ottobre 2013[64].

Prezzo di vendita[modifica | modifica sorgente]

Prezzo Dal numero Data
Lire 60 (euro 0,03) 1 aprile 1949
Lire 70 (euro 0,04) 22 dicembre 1950
Lire 80 (euro 0,04) 36 dicembre 1951
Lire 100 (euro 0,05) 148 10 ottobre 1956
Lire 80 (euro 0,04) 236 5 giugno 1960
Lire 100 (euro 0,05) 289 11 giugno 1961
Lire 120 (euro 0,06) 410 6 ottobre 1963
Lire 150 (euro 0,08) 605 2 luglio 1967
Lire 200 (euro 0,10) 906 8 aprile 1973
Lire 250 (euro 0,13) 975 4 agosto 1974
Lire 300 (euro 0,15) 1021 22 giugno 1975
Lire 400 (euro 0,21) 1119 8 maggio 1977
Lire 500 (euro 0,26) 1245 7 ottobre 1979
Lire 600 (euro 0,31) 1329 17 maggio 1981
Lire 700 (euro 0,36) 1378 25 aprile 1982
Lire 800 (euro 0,41) 1413 26 dicembre 1982
Lire 1000 (euro 0,52) 1464 18 dicembre 1983
Lire 1200 (euro 0,62) 1524 10 febbraio 1985
Lire 1300 (euro 0,67) 1596 29 giugno 1986
Lire 1400 (euro 0,72) 1649 5 luglio 1987
Lire 1500 (euro 0,77) 1678 24 gennaio 1988
Lire 1700 (euro 0,88) 1710 4 settembre 1988
Lire 2000 (euro 1,03) 1754 9 luglio 1989
Lire 2300 (euro 1,03) 1859 14 luglio 1991
Lire 2500 (euro 1,19) 1963 11 luglio 1993
Lire 2800 (euro 1,45) 2059 16 maggio 1995
Lire 3000 (euro 1,55) 2119 9 luglio 1996
Lire 3200 - Euro 1,65 2223 7 luglio 1998
Lire 3300 - Euro 1,70 2328 11 luglio 2000
Lire 3400 - Euro 1,76 2380 10 luglio 2001
Euro 1,80 2432 9 luglio 2002
Euro 1,90 2536 6 luglio 2004
Euro 2,00 2606 8 novembre 2005
Euro 2,10 2641 11 luglio 2006
Euro 2,20 2745 8 luglio 2008
Euro 2,30 2850 13 luglio 2010
Euro 2,40 2954 10 luglio 2012
Euro 2,50 3058 2 luglio 2014

Storie italiane[modifica | modifica sorgente]

« Il successo di Topolino spinge il direttore a creare un nucleo di disegnatori e sceneggiatori, i futuri Disney italiani »
(Luca Boschi, Topolino Story volume 1)

Il Topolino libretto si caratterizza, come già dal suo esordio, per presentare un sommario ricco di storie d'oltreoceano di maestri come Gottfredson e Barks, ma anche per la realizzazione di storie completamente concepite e realizzate nel nostro paese. Prima di queste, però, iniziano le copertine italiane, con Ambrogio Vergani, Michele Rubino e lo stesso Mario Gentilini, direttore della testata. Subito dopo iniziano le storie italiane, con una delle Grandi Parodie Disney: sul n. 7, infatti, per i testi di Martina e i disegni di Bioletto, inizia L'Inferno di Topolino, in cui viene fatto interpretare ai personaggi Disney l'Inferno dantesco.[65]

Romano Scarpa, uno tra i più grandi Disney italiani

Martina e Bioletto, comunque, sono solo gli apripista di una scuola che vedrà nelle sue fila artisti del calibro di Ennio Missaglia, Abramo Barosso, Luciano Bottaro, Romano Scarpa, e molti altri, e che porterà l'Italia a produrre il 75% delle storie Disney del mondo.

Nella lunga storia editoriale della testata si potranno trovare diversi modelli stilistici. Da quello di Martina, seguito da Missaglia, Barosso, Dalmasso, caratterizzato da dialoghi crudi, atmosfere da noir, a quello di Chendi, che pur riprendendo in parte lo spietato Paperone martiniano e il suo sfaticato Paperino, inizia a fare un'opera più di approfondimento, molto simile a quanto stava facendo già da alcuni anni Barks, inserendo, più spesso di Martina, delle situazioni comiche e leggere nelle sue storie.[66] Oggi si assiste più spesso ad una svolta tendente al comico, ma le radici di quelle epiche avventure sono spesso riprese da artisti come Rudy Salvagnini, Giorgio Pezzin, Carlo Panaro, Fabio Michelini (uno dei pochi a fondere perfettamente la scuola italiana di Martina, con gli elementi classici delle storie di Barks),[67] cui si aggiunge l'esperto Rodolfo Cimino, che ha interpretato in maniera originale e personale le grandi epopee avventurose barksiane.[66]

Graficamente i grandi maestri sono stati Giovan Battista Carpi, che ha influenzato una gran mole di giovani artisti,[68] Luciano Bottaro, che ha fuso nel suo personalissimo stile gli insegnamenti di Gottfredson, Barks e Bioletto, Romano Scarpa, che grazie anche al suo doppio ruolo di scrittore e disegnatore ha dato un po' di respiro allo stressatissimo Martina,[69] per arrivare ai più giovani Giorgio Cavazzano, che ha anche avuto l'onore di disegnare la copertina del n. 2000 e che è ormai diventato "maestro Disney",[70] e Massimo De Vita, figlio di Pierlorenzo che, alcuni decenni prima, aveva disegnato il Tuffolino del periodo bellico:[71] tutti insieme questi artisti hanno creato una scuola che ha influenzato molte giovani leve come Tito Faraci, Claudio Sciarrone, Alessandro e Lorenzo Pastrovicchio, Giorgio Di Vita, Alessandro Barbucci, Fabio Celoni, Carlo Gentina, Gianfranco Cordara, Alberto Savini, Casty, Silvia Ziche, che oggi lavorano fianco a fianco di alcuni di questi maestri e contribuiscono a realizzare uno dei più longevi settimanali italiani.[72][73]

L'era Disney Italia e le altre pubblicazioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Con Topolino n. 1702 del 1988 la Disney subentra direttamente alla Mondadori con la sua divisione locale Disney Italia. Mantenendo lo stesso staff, allora diretto da Gaudenzio Capelli, con la collaborazione preziosa di Elisa Penna e Massimo Marconi, prosegue, così, la tradizione italiana rinforzando un già folto parco testate.[74]

L'Italia, infatti, ha sempre presentato un gran numero di pubblicazioni dedicate al mondo Disney. Si va dalla Collana Carosello (1957) a Gli albi tascabili di Topolino (1948) o a collane da collezionisti come Le grandi storie (1966) ed Il Topolino d'oro (1970), realizzate da editori specializzati come ANAF, Comic Art, Traverso, IF Edizioni.

Non si possono dimenticare, poi, Nel Regno di Topolino (1935), o gli illustri Albi d'Oro, che più tardi diverranno gli Almanacco Topolino, e i simili Albi della Rosa (che più tardi diverranno Gli Albi di Topolino) e che hanno fatto da base per le successive riviste non-Disney Albi del Falco, con le storie di Superman, Batman, Hawkman (il Falco del titolo) e degli altri supereroi DC Comics, e Albi di Pecos Bill.

Non dimentichiamo, infine, la serie dei Classici di Walt Disney (ora I Classici Disney), con le ristampe delle storie classiche, generalmente in origine albi monotematici con tavole di raccordo tra una storia e l'altra, e la gemella Grandi Classici Disney.

Direttori[modifica | modifica sorgente]

No. Nome Durata della carica
1
Mario Gentilini
1949 - 1980
2
Gaudenzio Capelli
1980 - 1994
3
Paolo Cavaglione
1994 - 1999
4
Gianni Bono
1999 - 2000
5
Claretta Muci
2000 - 2007
6
Valentina De Poli
2007 - in carica

Curiosità ed errori di stampa[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni '40 agli anni '60[modifica | modifica sorgente]

  • La copertina del n. 1 dell'aprile 1949 è di un autore americano ignoto.[9][75][76]
  • Il n.75 del 25 settembre 1953 è il primo libretto brossurato.[77]
  • Il n.80 del 12 dicembre 1953 esce con il prezzo ₤.80 uguale al numero della copertina.[78][79]
  • Il n.236 del 5 giugno 1960 è il numero che porta Topolino a diventare un settimanale (prima era mensile, poi è diventato quindicinale).[80]
  • Il n.241 del 10 luglio 1960 in quarta di copertina raffigura Paperino con tre braccia.[19][81]
  • Il n.479/80 del 7 febbraio 1965 è il primo numero che ha il doppio numero in copertina per sciopero sindacale.[82][83]
  • Il n.578 del 25 dicembre 1966 contiene la lettera della morte di Walt Disney
  • Il n.605 del 2 luglio 1967 è il primo numero ad avere la banda gialla sul fianco. Presenta una figurina animata in copertina.[84][85]

Anni '70 e '80[modifica | modifica sorgente]

  • Il n.999 del 19 gennaio 1975 riporta la stessa copertina del numero 151[86]
  • Il n.1019 dell'8 giugno 1975 riporta la stessa copertina del numero 119[87]
  • Il n. 1055 del 15 febbraio 1976 riporta la stessa copertina del numero 413.[88][89]
  • Il n.1315 dell'8 febbraio 1981 riporta la stessa copertina del numero 843[90][91]
  • Il n.1370 risulta inesistente: non stampato per sciopero. La prima storia di questo numero però viene stampata su Topolino speciale estate n. 1.[92][93]
  • Il n.1401 del 3 ottobre 1982 contiene una storia dove Zio Paperone fa costruire un ponte sullo Stretto di Messina.[94]
  • Il n.1412 del 19 dicembre 1982 contiene la storia Canto di Natale (rivisitazione della classica fiaba di Charles Dickens, con protagonista Zio Paperone nei panni di Ebenezer Scrooge); inoltre ha eccezionalmente 288 pagine.[95]
  • Il n.1415 del 9 gennaio 1983 contiene un errore: alla pagina 44 c'è un altro nipotino oltre a Qui, Quo, Qua.[96]
  • Il n.1500 del 26 agosto 1984 esce con il prezzo ₤.1500 uguale al numero di uscita, e ha allegata una placca di metallo sbalzato che riproduce la copertina.[97]
  • Il n.1530/31 del 31 marzo 1985 è il secondo che ha il doppio numero in copertina per sciopero sindacale.[98]
  • Il n.1565 del 24 novembre 1985 contiene la prima storia a bivi (Topolino e il segreto del castello): propone infatti sei diversi finali. La storia si intreccia come quella di un librogame, lasciando al lettore la decisione di quale percorso seguire.[99]
  • Il n.1702 del 10 luglio 1988 è il primo numero stampato dalla The Walt Disney Company Italia.[49][100]

Anni '90[modifica | modifica sorgente]

  • Il n.1850, del 12 maggio 1991, è privo di rubriche a causa di uno sciopero.[101]
  • Il n.1883 del 29 dicembre 1991 contiene una storia, Paperino in: la storia (in) finita, dove compaiono ben 84 personaggi.[102]
  • Il n.1923 del 4 ottobre 1992 manca della dicitura Walt Disney in copertina, a causa di un errore di stampa.[103]
  • Il n.1938 del 17 gennaio 1993 contiene per la prima volta una storia in lingua straniera: Archimede kaj la kongreso de inventistoj ("Archimede e il congresso degli inventori"), scritta in esperanto.[104][105]
  • Il n.1955 del 16 maggio 1993 contiene la prima storia ambientata nel teatro Alambrah, dove i personaggi Disney recitano la parodia di una commedia, Miseria e nobiltà, scritta da Eduardo Scarpetta.[106]
  • Il n.1965 del 25 luglio 1993 raggiunge la tiratura record di 1.100.285 copie.[107]
  • Il n.1966 del 1º agosto 1993 contiene la seconda storia ambientata nel teatro Alambrah, dove i personaggi Disney recitano la parodia di una commedia, Il visconte dimezzato, scritta da Italo Calvino.[108]
  • Il n.1984 del 5 dicembre 1993 celebra i sessant'anni di Topolino in Italia, con il personaggio stesso in copertina davanti ad un grande numero 60.[109]
  • Il n.1994 del 13 febbraio 1994, la cui copertina vede insieme Topolino e Minni in omaggio alla festa di S.Valentino, ha l'anno e il numero uguali: impossibile che si ripeta.[110]
  • Il n.2000 del 27 marzo 1994, che conclude il secondo migliaio, è stampato con il record di ben 388 pagine e all'interno contiene gli omaggi di molti collaboratori (autori di testi, sceneggiatori, disegnatori) della testata; copertina, storia iniziale e ultimo degli omaggi sono di Giorgio Cavazzano. In concomitanza con questa uscita viene pubblicato un albo speciale contenente storie edite e inedite ed una sezione con curiosità sulle pubblicazioni di Topolino dagli esordi fino al numero 2000; all'albo è allegata una copia anastatica del Topolino libretto numero 1.[111]
  • Il n.2011 del 14 giugno 1994 celebra i 60 anni di Paperino con una copertina dedicata e la prima parte del mazzo di carte 60 anni per una stella.[112]
  • Il n.2030 del 25 ottobre 1994 contiene la terza storia ambientata nel teatro Alambrah, dove i personaggi Disney recitano la parodia di una commedia, Le furberie di Scapino, scritta dal francese Molière.[113]
  • Il n.2115 dell'11 giugno 1996, oltre a segnare un restyling della testata che dura fino al n. 2247 del 15 dicembre 1998, vede anche un rinnovamento della costa del periodico: spariscono i contorni rossi delle scritte ed il simbolo di Topolino da nero e piatto diviene rosso e tridimensionale; da questo numero ha anche inizio la saga de Il papero del mistero, la storia con più puntate apparsa su Topolino.
  • Il n.2123 del 6 agosto 1996 ha una storia il cui testo è stato scritto da Renzo Arbore. Da allora, saltuariamente dei Vip scriveranno i soggetti di alcune storie.
  • Dal n.2164 del 20 maggio 1997 in copertina viene messo il codice a barre.[114]
  • Il n. 2174 del 29 luglio 1997 contiene la storia Sfida a Topolinia, caratterizzata dal fatto di essere un lipogramma; precisamente, non compare mai la lettera "e".[115]
  • Il n.2185 del 14 ottobre 1997 contiene la storia più piccola del mondo (Topolino ino ino, disegnata da Claudio Sciarrone) da Guinness dei primati, infatti, stando in una sola pagina, per essere letta il tascabile regalava una lente d'ingrandimento. Venne ristampata a dimensione naturale nel numero successivo, il 2186.[116][117]
  • Il n.2235 del 29 settembre 1998 ha in copertina per la prima volta il sito internet della testata, www.topolino.it.[118]
  • Il n.2264 del 20 aprile 1999 celebra i 50 anni del Topolino libretto con una copertina dedicata, l'allegato Papersera anno 1 numero 1 e una bustina di figurine Carte Telefoniche Edigamma.[119]

Dal 2000 in poi[modifica | modifica sorgente]

  • Il n.2301 del 4 gennaio 2000, primo numero uscito nel 2000, è stato stampato con due diverse copertine, una con Topolino e una con Paperino, tutte e due di Corrado Mastantuono; gli abbonati potevano averle entrambe.[120][121]
  • Il n.2344 del 31 ottobre 2000, ha come copertina un "remake" del volume n.1906 del 7 giugno 1992.[122][123]
  • Il n.2353 del 2 gennaio 2001, celebra l'arrivo del nuovo millennio con la storia Zio Paperone e l'incredibile avventura di Capodanno che ha molte particolarità: ad ogni tavola corrisponde una scelta che il lettore deve fare, saltando da una pagina all'altra, cercando di portare il riccone alla fine della storia; inoltre le 42 tavole che la compongono sono disegnate da 42 disegnatori Disney diversi, la tavola introduttiva è del maestro Giorgio Cavazzano.[124]
  • Dal n. 2354 e ogni 2 numeri per 5 volte, compare una storia in doppia lingua inglese-italiano.[125]
  • Il n.2402 del 11 dicembre 2001 reca in copertina la scritta dorata "Walt Disney 100 anni di magia" in un riquadro blu in alto a destra, sotto la scritta Topolino, per celebrare il centenario della nascita di Walt Disney[126]
  • Dal n.2430 del 2 luglio 2002 in copertina viene tolta la scritta Walt dalla scritta Walt Disney, analogamente a quanto accade sulle altre testate Disney.[127][128]
  • Il n.2500 del 28 ottobre 2003 segna il traguardo del secondo migliaio e mezzo: esce con la copertina cartonata più spessa del normale e al suo interno contiene un quiz sulle curiosità dei numeri precedenti, inoltre le storie hanno come titolo e indiretto protagonista il numero 2500 (compresi i Ciak).[129]
  • Nel n. 2526 del 27 aprile 2004 la data stampata sul fascicolo risulta essere il 20 aprile 2004, la stessa data del numero 2525.[130]
  • La copertina del n. 2582 del 24 maggio 2005 non è altro che la parodia di Neil Buchanan della fortunata trasmissione Disney Art Attack trasmessa in Italia da Rai 2 e Disney Channel.[131]
  • Il numero 2717 del 25 dicembre 2007 esce in doppia copia (la seconda delle quali riporta la dicitura "REGALA QUESTA COPIA AD UN AMICO"), per celebrare il restyling del giornale e l'inaugurazione del nuovo Topolino Club.[132]
  • Il n.2737 del 13 maggio 2008 presenta la storia del monologo di Alessandro Baricco, Novecento (di cui è stato prodotto anche il film La leggenda del pianista sull'oceano), riadattata da Tito Faraci (sceneggiatura) e Giorgio Cavazzano (disegni).[133]
  • Il n.2902 del 6 luglio 2011 è il primo numero disponibile anche in digitale su iPad, in occasione del restyling del settimanale.[134]
  • Il n.2979 del 26 dicembre 2012 riporta la stessa copertina del n.1 di Topolino giornale in occasione dell'80º anniversario dell'uscita dello stesso.[135]
  • Il n.3000 del 22 maggio 2013 segna il traguardo storico del terzo migliaio: il giornale esce con formato doppio con 14 storie in cui si fa riferimento al numero 3000 e in cui compaiono numerosi personaggi Disney, compresi alcuni assenti da diverso tempo, che sono protagonisti anche in copertina.[136] Inoltre nella storia "3000 metri sopra il cielo" manca una tavola (che è il vero finale) da ritrovare seguendo dei giochi sul sito del libretto. Una seconda versione con copertina dorata (edizione Gold) viene stampata a ottobre 2013 e presentata alla fiera Lucca Comics & Games.[137]
  • Dal n. 3001 appaiono dei nuovi simboli simili a dei topolini stilizzati di quattro colori, blu, verde, rosso e giallo con la scritta topolino.it. Essi indicano dove si possono trovare degli approfondimenti sul sito del settimanale.
  • Il n. 3019 del 2 ottobre 2013 è il primo numero stampato dalla Panini Comics. Per celebrare la ricorrenza, in copertina è raffigurato Topolino intento a effettuare la celebre rovesciata di Carlo Parola, simbolo della collezione di figurine Calciatori Panini.[51] Questo numero esce anche nella variante con copertina "floccata" (variant cover Romics 2013) a tiratura limitata, al prezzo di 5,00 euro.
  • Il n. 3023 esce anche nell'edizione variant con copertina differente.[138]
  • Il n. 3034 del 15 gennaio 2014 segna il ritorno delle storie a bivi, con le storie di Gambadilegno, Macchia Nera e i bivi del crimine, in cui il lettore deve saltare delle pagine cambiando lo svolgimento della storia.[139]
  • Il n. 3054 del 10 giugno 2014 è interamente dedicato al personaggio di Paperino: ogni storia e ogni tavola sono dedicate a lui, per festeggiare il suo ottantesimo compleanno. Paperino, infatti, è "nato" il 9 giugno 1934. Tra l'altro, due storie sono state scritte rispettivamente da Giulio Giorello e Paola Cortellesi, e la copertina è una cover di una famosa scena di Steamboat Willie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Topolino Story 1949, pagina 180
  2. ^ a b c Dati ADS
  3. ^ Dato ottenuto sommando alle copie digitali mediamente vendute nel periodo (648) il numero medio nel periodo di abbonati (58.813), che ricevono sia la copia cartacea che quella digitale
  4. ^ Topolino Story 1949, pagina 12
  5. ^ a b c Topolino Story 1967, pagina 8
  6. ^ Topolino n°2500 28 ottobre 2003
  7. ^ Topolino Story 1949, pagina 181
  8. ^ Topolino Story 1949, pagina 180-181
  9. ^ a b Topolino Story 1949, pagina 182
  10. ^ Topolino Story 1952, pagina 178
  11. ^ Topolino Story 1953, pagina 178
  12. ^ Topolino Story 1954, pagina 178
  13. ^ a b Topolino Story 1955, pagina 178
  14. ^ Topolino Story 1955, pagina 10
  15. ^ Topolino Story 1956, pagina 178
  16. ^ a b Topolino Story 1957, pagina 178
  17. ^ Topolino Story 1958, pagina 178
  18. ^ Topolino Story 1959, pagina 178
  19. ^ a b Topolino Story 1960, pagina 178
  20. ^ Topolino Story 1960, pagina 135
  21. ^ Topolino Story 1961, pagina 178
  22. ^ Topolino Story 1962, pagina 178
  23. ^ Topolino Story 1963, pagina 178
  24. ^ Topolino Story 1963, pagina 110
  25. ^ Topolino Story 1964, pagina 178
  26. ^ Topolino Story 1964, pagina 78
  27. ^ Topolino Story 1965, pagina 178
  28. ^ Topolino Story 1965, pagina 8
  29. ^ Topolino Story 1966, pagine 10-14
  30. ^ Topolino Story 1966, pagina 126
  31. ^ Topolino Story 1967, pagina 11
  32. ^ Topolino Story 1968, pagina 10
  33. ^ Topolino Story 1969, pagina 178
  34. ^ a b Topolino Story 1969, pagina 8
  35. ^ Topolino Story 1970, pagina 10
  36. ^ Topolino Story 1970, pagine 40 - 41
  37. ^ Topolino Story 1972, pagine 137 - 140
  38. ^ Topolino Story 1973, pagina 8
  39. ^ Topolino Story 1974, pagina 8
  40. ^ Topolino Story 1974, pagina 10
  41. ^ Topolino Story 1975, pagina 6
  42. ^ Topolino Story 1975, pagina 8
  43. ^ Topolino Story 1976, pagina 7
  44. ^ Topolino Story 1976, pagine 109 - 110
  45. ^ Topolino Story 1977, pagina 178
  46. ^ Topolino Story 1977, pagina 135
  47. ^ Topolino Story 1978, pagina 184
  48. ^ Topolino Story 1978, pagina 94 - 96
  49. ^ a b Topolino Story 1949, pagina 10
  50. ^ Accademia Disney. URL consultato il 28 gennaio 2008.
  51. ^ a b La copertina del primo numero di Topolino di Panini Comics, 26 settembre 2013. URL consultato il 27 settembre 2013.
  52. ^ I gadget. URL consultato il 30 gennaio 2008.
  53. ^ L'Operazione Dollaro. URL consultato il 30 gennaio 2008.
  54. ^ Gli allegati. URL consultato il 30 gennaio 2008.
  55. ^ I periodi di "Topolino libretto". URL consultato il 28 gennaio 2008.
  56. ^ Giuliano Cerofolini, Leonardo Gori, L'avventurosa storia del fumetto amatoriale in Fumetti.org by Gianfranco Goria, 1998. URL consultato il 31-01-2008.
  57. ^ Bram Storming, Intervista a Silvio Camboni in Ultrazine, maggio 2001. URL consultato il 31-01-2008.
  58. ^ Antonio Rubino in Fondazione Franco Fossati - Museo del fumetto e della comunicazione, 2005. URL consultato il 31-01-2008.
  59. ^ Topolino con la radio vola oltre il milione di copie
  60. ^ Ads, gli alti e bassi dei settimanali su Pubblicità Italia
  61. ^ Le vendite. URL consultato il 2 dicembre 2009.
  62. ^ primaonline.it – Diffusione dei settimanali a marzo 2013. URL consultato il 30 maggio 2013.
  63. ^ Il Resto del Carlino Modena – Alla Panini Comics i diritti Disney: pubblicherà Topolino. URL consultato il 30 maggio 2013.
  64. ^ Topolino alla Panini!, Panini Comics, 26 settembre 2014. URL consultato l'11 luglio 2014.
  65. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., p.94
  66. ^ a b Topolino: 70 anni di carta, op. cit., p.95
  67. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.98-99
  68. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.69-70
  69. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.68-69
  70. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.74-75
  71. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., p.73
  72. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.92-93
  73. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.99-100
  74. ^ Topolino: 70 anni di carta, op. cit., pp.223-224
  75. ^ n°1 avanti. URL consultato il 1 febbraio 2008.
  76. ^ n°1 dietro. URL consultato il 1 febbraio 2008.
  77. ^ n°75. URL consultato il 1 febbraio 2008.
  78. ^ Topolino Story 1953, pagina 178 e 184
  79. ^ n°80 avanti e dietro. URL consultato il 1 febbraio 2008.
  80. ^ Topolino Story 1960, pagina 180
  81. ^ n°241 dietro. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  82. ^ Topolino Story 1965, pagina 179
  83. ^ n°479/80 avanti. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  84. ^ Topolino Story 1967, pagina 178
  85. ^ n°605 avanti. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  86. ^ n°999. URL consultato il 7 giugno 2011.
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  89. ^ n°413. URL consultato il 16 giugno 2013.
  90. ^ n°1315. URL consultato il 5 febbraio 2008.
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  92. ^ n°1370. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  93. ^ n°1370. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  94. ^ n°1401. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  95. ^ n°1412. URL consultato il 2 gennaio 2011.
  96. ^ n°1415. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  97. ^ n°1500. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  98. ^ n°1530. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  99. ^ La prima storia a bivi. URL consultato il 4 febbraio 2008.
  100. ^ n°1702. URL consultato il 5 febbraio 2008.
  101. ^ n°1850. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  102. ^ La storia (in)finita. URL consultato il 5 febbraio 2008.
  103. ^ n°1923. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  104. ^ "Topolino" in esperanto!. URL consultato l'11 aprile 2011.. Dal sito della Gioventù Esperantista Italiana
  105. ^ Archimede kaj la kongreso de inventistoj. URL consultato l'11 aprile 2011.
  106. ^ n°1955. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  107. ^ n°1965. URL consultato il 5 febbraio 2008.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]