Gian Giacomo Dalmasso

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Gian Giacomo Dalmasso (Voghera, 21 agosto 1907Milano, 12 settembre 1982) è stato un fumettista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine pavese, Dalmasso è ufficiale dei bersaglieri, con cui combatte nell'Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale. partecipa alla liberazione e si stabilisce, dal 1946, a Milano.

Conosce diversi editori e col proprio lavoro può dar sfogo al suo estro letterario, coltivato fino dalla frequentazione, a Catanzaro, del liceo classico. Inventa molti personaggi dei fumetti, come Aquila bianca, Jack il pilota, il Piccolo Sceriffo e El Bravo. Ma soprattutto creò la sensuale tarzanide Pantera Bionda, ai tempi molto popolare.

Carriera alla Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

Dalmasso entra alla Disney, ovvero alla Arnoldo Mondadori Editore che ne è il tramite in Italia, e vi rimane per più di 25 anni. Quando vi entra, dopo una esperienza nel foglio satirico "Fra Diavolo", diretto da Guido Martina, vi trova il già "navigato" Giuseppe Perego, il quale diventerà il disegnatore che più di ogni altro realizzerà storie sceneggiate dallo stesso Dalmasso, dal 1958 in poi.

In redazione è proprio Dalmasso, attento analista delle varie sceneggiature che, smussando espressioni eccessivamente esuberanti o correggendo errori di grammatica, diventa una sorta di professore, una figura che garantisce una presenza costante nel settore delle storie.

Con l'allora direttore di Topolino, Mario Gentilini, decide di puntare tutta la produzione italiana sulle storie lunghe e avventurose, le più richieste dai lettori e sulle storie a tema, rispettando il calendario, ad esempio pubblicando storie natalizie puntualmente sotto le festività del Natale oppure storie con streghe e fantasmi verso Halloween.

Dalmasso ha realizzato indimenticabili storie, come "I sette nani e l'incantesimo di Natale", del 1960 (disegni di Giuseppe Perego), "Paperino e i propositi di Capodanno" (disegni di Giovan Battista Carpi), "Zio Paperone e il ferragosto antartico", (disegni di Giulio Chierchini) e "Paperino calciatore" (disegni di Marco Rota). Sua sembra essere l'invenzione del termine fantastiliardo (nel 1961) a proposito delle ricchezze di zio Paperone: vocabolo ormai entrato nel parlare corrente.

Le sue ultime opere appaiono, postume, nel 1984, con storie incentrate sulle olimpiadi di Los Angeles.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]