Tex (fumetto)

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Tex
fumetto
Logo della serie
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Autori
Testi Gian Luigi Bonelli
Disegni
Editore Sergio Bonelli Editore
1ª edizione 30 settembre 1948
Collana 1ª ed. Collana del Tex (Il totem misterioso)
Periodicità mensile
Albi 642 (in corso)
Formato 16 cm × 21 cm
Rilegatura brossurato
Pagine 116
Genere western

Tex è una serie a fumetti creata nel 1948 da Gian Luigi Bonelli[1] e Aurelio Galleppini[1] ed edita dalla Sergio Bonelli Editore. È la più famosa e duratura serie a fumetti italiana di sempre, nonché la testata di punta della casa editrice milanese.

Le pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albi a striscia di Tex, Albi di Tex e Albi fuori serie di Tex.

La serie regolare[modifica | modifica sorgente]

Le avventure inedite con protagonista Tex Willer vengono pubblicate mensilmente nell'albo a fumetti Tex, edito dalla Sergio Bonelli Editore nel tipico formato delle pubblicazioni bonelliane.

Sergio Bonelli, editore nonché sceneggiatore di Tex (con lo pseudonimo di Guido Nolitta)

In principio il fumetto fu pubblicato nel classico formato a striscia (16,5 X 8 cm) caratteristico dell'epoca[2]: complessivamente uscirono nelle edicole, con periodicità settimanale, ben 36 serie dal 1948 al 1967. Le rese venivano poi utilizzate per confezionare le cosiddette raccoltine: le strisce venivano private della loro copertina in carta, assemblate insieme (il numero degli albi accorpati variava) e dotate di una nuova copertina in cartoncino disegnata appositamente da Galep.

Di queste raccolte ne uscirono tre serie: la prima vide luce tra il 1949 e il 1950 per un totale di soli sette albi; la seconda (detta serie bianca) uscì tra il 1950 e il 1966 e conta 132 albi; la terza (detta serie rossa) è composta da 194 albi usciti a partire dal 1956. Nel 1952 ci fu il primo tentativo di una ristampa cronologica della serie in un formato ad albo. Nacque così la collana quindicinale Albi d'Oro, che chiuse i battenti nel 1960 dopo 8 serie e 205 numeri[2]. Come avveniva per le strisce, le poche rese degli Albi d'Oro (che avevano già una tiratura piuttosto bassa) vennero scopertinate e raccolte in albi con una nuova copertina inedita[2]. Videro così luce i 29 numeri della 1ª serie "Gigante", la più rara tra le serie texiane e la più ricercata dai collezionisti[2].

La seconda serie gigante è quella tuttora pubblicata nel formato, poi utilizzato anche per le altre testate della Bonelli. È pubblicata a partire dal 1959 e i primi 95 numeri sono la ristampa completa e cronologica della serie a strisce, ancora in edicola all'epoca dell'inizio della serie. Poi, viste le mutate condizioni sociali ed economiche e il crescente successo della collana, la casa editrice decise di puntare su questa e di pubblicarvi direttamente le storie inedite.

Il formato è venuto incontro ai gusti dei lettori italiani (tanto da diventare tipico anche di testate di altri editori: quelle che adottano questo standard, vengono chiamate in gergo bonellidi) e ha fatto la fortuna di Tex, che è diventato negli anni uno dei fumetti più venduti in Italia[3]. Negli anni passati le copie acquistate dell'inedito raggiunsero la tiratura massima di 600.000 al mese, mentre nel 2010 il numero è calato a 220.000[4]. Il numero di pagine di un singolo albo è variato nel tempo, ma dal numero 93 si è stabilizzato su 116: le tavole dedicate al racconto vero e proprio sono 110, cui si aggiunge sempre un frontespizio in terza pagina, tipico delle pubblicazioni dell'editore, con alcune immagini classiche dalla testata (nel caso di Tex sono rappresentati, attorno ad un quadrato con al centro il titolo dell'albo, il protagonista, i pards e un assalto alla diligenza da parte di pellerossa), sul cui retro per molti anni vennero elencati gli arretrati, poi sostituiti da anticipazioni e notizie varie inerenti al fumetto e le altre pubblicazioni della Bonelli. A queste si sommano le quattro pagine di copertina: nella prima c'è un disegno realizzato dal copertinista, col titolo dell'albo e il logo della testata; la seconda è destinata ai redazionali; la penultima e la quarta riportano immagini o copertine degli albi fuori serie del ranger o altri fumetti della casa editrice previsti in uscita nello stesso periodo e forniscono anticipazioni sul numero seguente. Tranne la prima ed il frontespizio, che sono sempre costanti, il contenuto delle altre pagine non è infrequente che si presenti in maniera difforme (es. le anticipazioni in seconda pagina), o che riportino altre informazioni (ad esempio nel passato sono state ospitate anche alcune rubriche).

Sia le copertine della seconda serie gigante, affidate finora solo a Galep (dal n. 1 al 400) e a Villa, sia quelle delle pubblicazioni fuori serie, affidate in alcuni casi ad altri disegnatori, vedono sempre presente il protagonista. Le immagini rappresentate inizialmente non avevano un rapporto diretto con la storia raccontata nelle tavole dell'albo, in seguito si è optato diversamente; spesso infatti viene raffigurata una scena significativa presente nel racconto e di norma vi è anche una relazione diretta con il titolo. Gli albi della serie regolare, come tutti i fumetti della Bonelli, sono rigorosamente in bianco e nero, ad eccezione del numero 100 e dei suoi multipli. Questa regola pluridecennale venne infranta nel settembre del 2008 con l'uscita del numero 575 (Sul sentiero dei ricordi) per celebrare il sessantesimo "compleanno" del personaggio. I racconti sono di varia lunghezza, anche se normalmente si sviluppano su più albi. La più lunga avventura finora scritta è Ritorno a Pilares di Nolitta/Letteri, che vede il ranger fronteggiare i misteriosi Uomini Giaguaro: inizia a pag. 79 del numero 387 e si dipana per tutti i cinque albi successivi, per un totale di 586 pagine.

Una curiosità è legata agli albi dal n. 23 al n. 26, nei quali sono presenti due brevi racconti entrambi sceneggiati da G.L. Bonelli ma non "texiani": il primo, intitolato Sulla pista di forte Apache, realizzato graficamente da Franco Donatelli e il secondo, Il feticcio tragico, opera di Vittorio Coliva.

Nell'ottobre 2010, con l'uscita del numero 600, e sommando tutte le testate, il fumetto ha superato complessivamente la ragguardevole cifra di 80.000 tavole edite[5].

Gli albi fuori-serie[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni si sono aggiunte anche pubblicazioni speciali, a cadenza per lo più annuale, quali l'Almanacco del West, Speciale Tex (più conosciuto come Texone) e il Maxi Tex. Il primo è caratterizzato, oltre che dalla presenza di una storia a fumetti, da servizi e materiale informativo sul mondo della frontiera; il secondo, in alcuni casi affidato a disegnatori esterni alla casa editrice, ha grandezza e foliazione extra; il terzo è di formato identico al Tex mensile, ma con un numero di pagine maggiore (circa 300). A questi albi fuori serie, nell'estate 2011, si aggiunge il Color Tex[6], il quale dopo i primi due numeri usciti a distanza di un anno l'uno dall'altro, cambia periodicizzazione; infatti dal 2013 vengono programmate due uscite[7]. La caratteristica principale di quest'ultimo speciale è quella di essere interamente a colori, cui si aggiungono, per la seconda uscita, anche la brevità degli episodi (32 pagine l'uno) affidati a quattro sceneggiatori e quattro disegnatori diversi e l'incarico di realizzare la copertina assegnato ad un illustratore che non è né il copertinista ufficiale, né uno degli artisti presenti sulle tavole interne. La prima cover viene commissionata a Laura Zuccheri, che è la prima donna in assoluto a cimentarsi con il personaggio.

Caso unico è quello de La banda del campesino del 1951 che usci a puntate sulla quarta di copertina della 3ª serie a striscia; l'episodio, peraltro a colori, presentava le vicende non seguendo l'ordine cronologico degli eventi, ma casualmente e pertanto doveva essere "ricostruito" dai lettori.

Le ristampe[modifica | modifica sorgente]

Esistono tre ristampe "ufficiali" della serie: Tex tre stelle (riconoscibile per la presenza di tre stelline sulla "costoletta"), TuttoTex e Tex nuova ristampa; dal febbraio 2005 è stata introdotta anche la ristampa dei Texoni, con cadenza semestrale: sono i Tex Stella d'Oro. La prima è stata proposta ai lettori fin dal marzo 1964, quando ormai il successo del formato attuale era conclamato e si rendeva necessario soddisfare la crescente richiesta dei primi numeri, in precedenza soddisfatta con l'invenduto e con riedizioni "ufficiose" riconoscibili per alcune modifiche apportate rispetto agli originali. L'uscita del n. 1 di TuttoTex, che ha avuto per un certo periodo cadenza quindicinale, è datata dicembre 1985, mentre la nuova ristampa inizia nel febbraio 1996. La pubblicazione dei Tex Stella d'Oro debutta nelle edicole nel febbraio 2005.

La Collezione storica a colori[modifica | modifica sorgente]

Da un progetto nato in collaborazione con Gruppo Editoriale L'Espresso, datato febbraio 2007, prende avvio una nuova riedizione della saga di Tex denominata Collezione storica a colori. Vengono riproposti così, allegati sia al settimanale L'Espresso che al quotidiano la Repubblica, i primi episodi in 50 volumi, eccezionalmente a colori, impreziositi da una nuova copertina realizzata per l'occasione da Claudio Villa. Il successo dell'iniziativa[8] fa sì che la stessa sia proseguita oltre il limite di pubblicazioni inizialmente stabilito. L'ultima decisione, in ordine di tempo, fissa la conclusione del progetto editoriale con l'uscita del 239º volume[9][10][11]. Sebbene questa esperienza termini, non cessa la collaborazione; infatti del settembre 2011 vengono riproposti anche gli Speciali, naturalmente a colori. L'unica differenza rispetto alla Collezione storica è che rimangono inalterate le copertine originali.

Nel marzo 2014 il sodalizio tra le due case editrici si ripropone. La nuova collana, della durata di 30 uscite chiamata Collezione storica a colori Gold, presenta alcune novità: un nuovo copertinista, il decano Giovanni Ticci e la pubblicazione di storie presenti nei Maxi Tex e negli Almanacchi del West[12].

Altre storie extra-Bonelli[modifica | modifica sorgente]

Alle pubblicazioni edite dalla Bonelli si aggiungono alcuni brevi episodi di Tex inediti, ovvero mai stampati né sugli albi della serie regolare che sugli speciali, ma allegati ad altri fumetti o a riviste.

Autocensura[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni sessanta, anche in seguito ad una proposta di legge presentata da due deputati democristiani (Federici e Migliori) volta ad un controllo preventivo sulle pubblicazioni a fumetti, fu attuata dagli editori di periodici per ragazzi una forma di autocensura, che veniva certificata anche con un apposito marchio - MG (Garanzia Morale) - e che coinvolse anche Tex[13]. Nella sostanza si intervenne modificando sia i dialoghi ritenuti troppo violenti, sia l'abbigliamento dei personaggi femminili, allungando gonne e coprendo decoltè, che potevano essere considerati contrari alla morale dell'epoca.

In particolare ne fecero le spese i primi albi della seconda serie gigante che riproponevano le storie pubblicate sulle strisce; confrontando le vignette delle prime con le seconde è possibile appurare i ritocchi che vennero effettuati. Esistono anche edizioni dei primi 14 numeri sia censurate che non censurate; successivamente a quel numero invece, e per alcuni anni, gli albi uscirono solo già emendati. Il marchio apparve sulle pagine del fumetto fino al numero 84 della serie.

In seguito sono state apportate altre modifiche ai testi, riscontrabili visionando le varie ristampe succedutesi nel tempo, ma si tratta perlopiù di correzione di refusi o al massimo di modifiche stilistiche, non attuate allo scopo di prevenire possibili interventi dell'autorità.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Tex nacque nel 1948 più come esperimento artigianale che come fumetto destinato a divenire un fenomeno editoriale, oggetto negli anni seguenti anche di indagini sociologiche e tesi di laurea e che dopo sessant'anni ancora viene venduto in tutte le edicole. Venne ideato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini come fumetto di "sostegno" all'altro personaggio a cui stavano lavorando all'epoca e su cui avevano puntato[14], Occhio Cupo, una classica storia di cappa e spada. Nei primi numeri del fumetto l'aspetto fisico di Tex riprende molte caratteristiche dal personaggio di Occhio Cupo: i jeans così stretti da sembrare una calzamaglia, gli stivali flosci e la camicia a frange. Quando, contrariamente a tutte le previsioni, Occhio Cupo venne dimenticato e fu Tex a riscuotere successo, queste caratteristiche vennero abbandonate in favore dell'aspetto attuale del personaggio.

Tex è in realtà il secondo personaggio western ideato da Gian Luigi Bonelli, mentre il primo, risalente al 1947, fu Il Giustiziere del West. La testata uscì nelle edicole in un periodo caratterizzato dal grande successo di altre pubblicazioni dello stesso genere, quali Il grande Blek e Capitan Miki del trio EsseGesse. A differenza di questi e altri personaggi, il successo di Tex si confermerà più duraturo, tanto da diventare il personaggio dei fumetti italiani più longevo in assoluto. Anticipando il revisionismo storico statunitense, Tex è il primo personaggio dei fumetti ad offrire un diverso punto di vista sui nativi americani dell'epopea Western, che non appaiono più come macchiette stereotipate di selvaggi, ma come popoli dotati d'una evoluta e radicata cultura.

Il nome del ranger fu ispirato dall'insegna di un negozio milanese, "Tex Moda". Il cognome avrebbe dovuto essere "Killer", ma fu stemperato in Willer poco prima di andare in stampa per non sfidare le ire dei censori[15].

Gli autori[modifica | modifica sorgente]

La prima striscia, Il totem misterioso, uscì nelle edicole il 30 settembre 1948 con i disegni del creatore grafico Aurelio Galleppini, a cui si aggiungeranno, visto l'aumento dell'impegno imposto anche dall'incremento di pagine del nuovo formato editoriale introdotto a partire dal numero 95, altri disegnatori: Guglielmo Letteri, Erio Nicolò, Giovanni Ticci, Fernando Fusco e Virgilio Muzzi, i quali formeranno il gruppo storico dei fumettisti alle prese con le tavole degli albi. Successivamente verranno accolti anche Claudio Villa, Vincenzo Monti, Fabio Civitelli e il primo autore straniero Jesús Blasco, cui seguiranno negli anni molti altri disegnatori e tra questi numerosi artisti non italiani, come gli spagnoli Alfonso Font, José Ortiz, Manfred Sommer e l'argentino Miguel Angel Repetto. Per la realizzazione delle tavole degli Speciali vengono chiamati anche diversi maestri del fumetto internazionale, come lo statunitense Joe Kubert e Magnus, il celebre papà di Alan Ford, Kriminal e Satanik.

Grazie alla libertà espressiva che è stata loro concessa, questi disegnatori hanno fornito interpretazioni molto diverse di Tex, creandone di fatto molteplici versioni, che però hanno in comune l'averne conservato le caratteristiche di immediata riconoscibilità. Le copertine della serie dagli esordi fino al numero 400 (febbraio 1994) sono state realizzate da Aurelio Galleppini; quelle successive da Claudio Villa.

Quasi tutti i testi sono stati scritti dall'autore Gian Luigi Bonelli, dal figlio Sergio Bonelli (firmati con lo pseudonimo di Guido Nolitta), da Claudio Nizzi e da Mauro Boselli; questi ultimi, pur rispettando i "canoni" fissati dal creatore di Tex, hanno contribuito a sviluppare le personalità del protagonista e dei personaggi secondari, ognuno con peculiarità proprie. Il Tex di Gian Luigi Bonelli è granitico, insofferente verso l'autorità, coadiuvato quasi costantemente da tre amici altrettanto letali; Nolitta preferisce mostrarlo più spesso "in solitaria" e meno sicuro di sé, umanizzandone in questo modo la figura; Nizzi, inizialmente molto rispettoso dell'originale, lo trasforma in parte in un classico investigatore in cerca di prove, per lo più assistito dal solo Carson; infine Boselli, il quale presenta storie dalle trame molto più intricate, con la presenza di un gran numero di comprimari, ma capaci anche di riportare agli originari splendori le figure dei pards. Passato il traguardo del numero 600, cominciano ad aumentare anche gli episodi scritti da altri autori, ma se Gianfranco Manfredi rimane comunque uno sceneggiatore saltuario, Tito Faraci e Pasquale Ruju entrano a tempo pieno nello staff della testata.

Anche tra gli sceneggiatori, Tex può vantare una "guest star" internazionale: lo spagnolo Antonio Segura, autore di ben sei MaxiTex dal 1997 al 2011, ma mai apparso sulla serie regolare.

Ideatori[modifica | modifica sorgente]

Tito Faraci uno degli sceneggiatori titolari della testata al Lucca Comics 2009

Sceneggiatori[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatori ospiti[modifica | modifica sorgente]

(col termine "ospite" si intende un autore che non ha realizzato albi sulla serie regolare)

  • Giancarlo Berardi, ha realizzato: Maxi Tex 1991.
  • Gino D'Antonio, ha realizzato: Texone 2008.
  • Antonio Segura, soggettista e sceneggiatore, ha realizzato: Maxi Tex 1997, Maxi Tex 1999, Maxi Tex 2000, Maxi Tex 2004, Maxi Tex 2009, Maxi Tex 2011.

Copertinisti[modifica | modifica sorgente]

Copertinisti ospiti[modifica | modifica sorgente]

(col termine "ospite" si intende un autore che non ha realizzato copertine sulla serie regolare)

Tutte le copertine dei Texoni sono state affidate, fin dal primo albo, allo stesso disegnatore che ha realizzato la storia. A questi si aggiungono i copertinisti cui, dal 2013, viene affidata l'illustrazione di una delle due cover del Color Tex che escono annualmente.

Disegnatori[modifica | modifica sorgente]

Claudio Villa, l'attuale copertinista, mentre autografa

Disegnatori ospiti[modifica | modifica sorgente]

(col termine "ospite" si intende un autore che non ha realizzato albi sulla serie regolare)

Disegnatori "fantasma"[modifica | modifica sorgente]

Col termine "fantasma" si intende un autore non accreditato, il cui tratto però è stato riconosciuto in varie storie di Tex. In alcuni casi l'editore ne ha ammesso la presenza; in altri casi sono stati gli autori stessi a rivendicarne la paternità.[16].

I ritmi della pubblicazione, che, specialmente nei primi anni, Galep da solo non riusciva a sostenere, giustificavano il ricorso a questi disegnatori, spesso o mai accreditati ufficialmente. In altri casi, anche più recenti, la presenza di "Ghost Artist" era dovuta alla normale collaborazione tra autori. Esemplare il caso di Romanini, che realizzò alcune parti dei disegni del Texone di Magnus (soprattutto i cavalli); oppure quello dello "Studio Giolitti", in cui lavoravano sotto il nome di Giolitti (o meglio lo pseudonimo di Gilbert) Alfio Ticci (fratello di Giovanni) e Angelo Todaro. Spesso molti autori nati come Ghost (soprattutto di Galep) divennero autori di altre collane della casa editrice, oppure ottennero di disegnare storie complete sulla collana di Tex.

Ambientazione geografico-storica[modifica | modifica sorgente]

Un classico scenario delle avventure di Tex e dei suoi pards: la celebre Monument Valley

Sebbene si tratti di opera di fantasia, gli autori hanno circoscritto con molta precisione gli ambiti geografici, nei quali si succedono la maggior parte delle storie narrate e che coincidono, a grandi linee, con quelli classici del genere d'appartenenza, ovvero i territori del sud-ovest degli Stati Uniti (e in particolare l'Arizona, dove è localizzata la riserva presso cui il protagonista dimora assieme ai pards, il Texas, il New Mexico e il Messico.). I confini "estremi" delle avventure sono invece molto più estesi, delimitati a nord dalla gelida Alaska e dal Canada, e a sud dal Messico, territori, specie l'ultimo, visitati non di rado da Tex.

Nella saga non mancano racconti che si dipanano in località remote, fra le quali:

Alcune storie sono introdotte da eventi che hanno per scenario la Francia[24], l'Inghilterra[25] e l'Egitto[26], che però non vedono la partecipazione diretta di Tex.

Se generalmente gli autori prestano molta cura quando si tratta di inserire luoghi geografici reali, in un caso sono incorsi in una svista piuttosto clamorosa: nel n. 450, intitolato Missione speciale[27], sia nell'immagine in copertina che nelle vignette interne è rappresentato il Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti, mentre avrebbe dovuto esserci la Casa Bianca[28].

Non è facile stabilire con un sufficiente grado di certezza il periodo storico in cui sono ambientate le vicende narrate nel fumetto. La difficoltà dipende in particolare dalla presenza di diverse incongruenze nella saga. In ogni caso, il dato più significativo è che i Pards fanno uso quasi sempre di Winchester '73 e di Colt .45 come armi, entrambi in produzione dal 1873, quindi tutte le vicende tranne quelle nei primi albi sono ambientate negli anni '70 e '80 dell' 800.

Anche la collocazione storica degli avvenimenti vanta un celebre errore, peraltro ammesso dallo stesso editore Sergio Bonelli[29]: nell'episodio n. 34, intitolato Sinistri incontri[30], appare un'automobile Ford T, uno dei primi modelli della Ford che fu prodotta dal 1908 al 1927 e che quindi, ai tempi in cui è ambientato il fumetto, non era stata ancora ideata.

Personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

I pards[modifica | modifica sorgente]

Ispirandosi al quartetto D'Ardagnan ed I tre moschettieri, Gian Luigi Bonelli ha incentrato il suo fumetto Tex su quattro co-protagonisti al servizio della legge di elevata importanza, bisogna però dire che non sempre le avventure hanno come protagonisti tutti e quattro, infatti nella maggioranza delle storie i protagonisti sono il duo Tex e Carson, i due più vecchi e esperti; raramente Tex è solo o accompagnato da Kit o Tiger; e solo nelle avventure lunghe, con ambientazioni più estese del solito e con nemici di entità maggiore è presente il quartetto completo di Diavolacci.

  • Tex Willer: Il protagonista della serie, un veloce e prestante pistolero del West di 40/45 anni (tranne i primi albi), è inizialmente un fuorilegge, ma ben presto viene arruolato nel corpo del ranger del Texas, dove, ancora poco più di un ragazzo, conosce Kit Carson. In seguito ne rassegnerà una parziale dimissione, restando a disposizione per particolari incarichi assegnatigli dal comando, che, solo Tex e Carson, con l'aiuto, nei casi più impegnativi, di Kit e Tiger, posso svolgere. Tex è il capo supremo di tutte le tribù Navajos, da questi conosciuto con il nome di Aquila della Notte, e assolve per conto del governo degli Stati Uniti l'incarico di agente indiano della stessa riserva pellerossa. Di carattere fermo e risoluto ed imbattibile nell'uso delle armi da fuoco come nella lotta corpo a corpo, Tex è il più pericoloso avversario che un criminale possa incrociare sulla sua strada, sempre pronto ad intervenire in aiuto del più debole in nome della giustizia, anche a costo di scontrarsi con la legge, ma sempre seguendo un suo codice morale. Nel corso della storia arriva ad assumere per brevi periodi di tempo anche la carica di sceriffo ovunque vi sia una cittadina che necessiti di una "ripulita" e capita che collabori anche con l'agenzia investigativa Pinkerton. Grazie alle innumerevoli imprese Tex, Carson, Kit e Tiger sono molto famosi in Arizona e in tutto il West, e arrivano a guadagnarsi l'appoggio e l'amicizia di personaggi molto influenti tra cui perfino il Presidente degli Stati Uniti.
  • Kit Carson: Conosciuto dagli indiani con il nome di Capelli d'Argento, è presente fin dal primo numero, La mano rossa, quando aveva circa 30 anni, nel quale è già un ranger di grande fama, infatti è stato lui a istruire e a far diventare Tex, che era un giovane ranger inesperto, quello che è adesso. È un gran fuoriclasse sia con le pistole che con il Winchester, come Tex. È rappresentato (eccetto che nei primi dieci numeri) con i capelli, i baffi e il pizzetto bianchi, ma, nonostante l'età di circa 50/55 anni, è ancora agile e scattante e si rivela un prezioso alleato anche nelle risse. È brontolone e pessimista e si irrita se qualcuno lo chiama "nonnetto" a causa della sua candida capigliatura. Ha la reputazione di essere un donnaiolo. Memorabili sono i dialoghi con Tex nei quali puntualmente fa il ruolo dello jettatore, contrastando decisamente con il carattere sicuro e ottimista dell'amico. Dei 3 pards che accompagnano Tex è quello che appare di più nelle varie avventure poiché gli altri due sono spesso impegnati a badare alla riserva Navajo, è anche il pard con più esperienza e, come "gerarchia", è il secondo dopo Tex.
  • Kit Willer: Dai Navajo chiamato Piccolo Falco, è il figlio di Tex e della sua moglie indiana Lilyth. Appare fin dai primi numeri[31], ma è solo a partire dal dodicesimo (Il figlio di Tex[32]) che è abbastanza cresciuto da seguire Tex nelle sue missioni, con un'età di circa 18 anni. Tex gli dà quel nome in onore del suo amico Carson, che ne è il padrino e a cui si rivolge simpaticamente con il termine di "Zio". Viene fatto studiare da Tex nella missione di Santa Anita, con la prospettiva di avviarlo alla carriera militare, ma Kit preferisce seguire le orme paterne, diventare ranger, ed andare in giro per il West a scontrarsi con fuorilegge e criminali. Tex lo ha addestrato nell'uso delle armi da fuoco e conosce tutti i trucchi indiani, che gli sono stati insegnati da Tiger Jack nella riserva Navajo in cui è cresciuto.
  • Tiger Jack: Compare per la prima volta nell'ottavo albo (Due contro cento[33]) ed è un guerriero Navajo fratello di sangue di Tex. Ha iniziato a seguire il ranger nelle sue avventure dopo la scomparsa di Lilyth ed è diventato nel tempo un compagno insostituibile, specialmente nelle storie che hanno come protagonisti i nativi americani. A differenza degli atri tre pard Tiger non usa pistole ma usa solo il Winchester, in modo eccelso naturalmente, anche se non disdegna coltello, arco e tomahawk. La sua specialità sta nel trovare tracce e seguire piste, dove è insuperabile. L'età non è nota, si può però presumere che sia di 35/40 anni, pertanto Tiger è più giovane di Tex di pochi anni.

I Navajos[modifica | modifica sorgente]

Nativi Navajo

Il primo incontro tra Tex ed i Navajos è piuttosto turbolento: per poco Tex non viene ucciso al palo della tortura, dal quale si salva sposando Lilyth, la figlia del sakem Freccia Rossa[34]. Con il matrimonio Tex entra a far parte della tribù, della quale diventerà in seguito capo indiscusso[35]. Solo in rare occasioni la sua autorità è sfidata apertamente da guerrieri navajo: il più noto contendente di Tex è Sagua[36], il presunto figlio illegittimo di Freccia Rossa. Naturalmente, vivendo con loro, Tex riesce a comprenderne come pochi altri visi pallidi gli usi ed i costumi e ne apprezza le doti di lealtà e coraggio. Parla la loro lingua e sa comunicare attraverso i segnali di fumo.

Sfoggiare la cintura di wampum, in seguito divenuta una fascia, che gli appartiene come capo dei Navajos, gli permette inoltre di essere trattato con rispetto ed amicizia dalla maggior parte delle tribù pellerossa.

Tex, in qualità di agente indiano della Riserva Navajo, ne gestisce l'economia. Grazie allo sfruttamento di alcuni giacimenti auriferi all'interno della riserva stessa, dispone di considerevoli risorse economiche custodite nelle banche di Flagstaff e Gallup.

La difesa dei diritti del suo popolo porta Tex, in uno degli episodi più celebri della saga (Sangue Navajo[37]), a far dissotterrare l'ascia di guerra, ingaggiando addirittura una guerra contro le giacche azzurre, evitando comunque che lo scontro causi perdite tra i soldati.

Gli altri comprimari e avversari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi minori di Tex.

Tra gli amici di Tex, che compaiono saltuariamente nelle sue avventure, sono da ricordare:

  • El Morisco[38], scienziato e curandero egiziano trapiantato nello Stato messicano del Chihuahua presso la città di Pilares, il cui vero nome è Ahmed Jamal.
  • Jim Brandon[39], colonnello della Mounted Police (Giubbe rosse).
  • Gros-Jean[39], meticcio franco-canadese e cacciatore di pellicce; appare in uno dei primi numeri della serie come membro de "La Mano Rossa", una banda di rivoltosi ostile al dominio inglese alle prese con un goffo tentativo di eliminare Tex, del quale diventa subito dopo amico e prezioso alleato.
  • Montales, prima guerrigliero messicano, poi vice-presidente sotto il governo di Benito Juarez.
  • Pat Mac Ryan, grosso e simpatico pugile irlandese dalla forza erculea, anche se un po' sempliciotto, sempre pronto a seguire Tex e Carson nelle loro imprese più disparate.
  • Cochise, capo della tribù chiricahua e capo generale di tutte le tribù Apache, ispirato al capo indiano realmente esistito.
  • Lefty Potrero, ex-lottatore, proprietario della palestra "Hercules Gymnasium" di San Francisco, che con la sua banda di culturisti e donne muscolose (Dame della Santa Lega) aiuta spesso e volentieri Tex a sgominare intere organizzazioni cinesi.
  • Tom Devlin, capo della polizia di San Francisco.
  • Nat Mac Kennet, sceriffo di New Orleans.

I nemici[modifica | modifica sorgente]

  • Mefisto (vero nome Steve Dickart), personaggio "infernale" e nemesi del ranger, è presente fin dal terzo albo (Fuorilegge). Inizialmente è un criminale comune, assoldato come spia da una potenza straniera, che usa come copertura i suoi spettacoli, in cui si esibisce come mago illusionista. Successivamente acquisisce poteri paranormali, anche grazie allo studio dell'occultismo, e cerca di mettere Tex ripetutamente in difficoltà. Nonostante ne venga mostrata la morte in seguito all'ennesimo scontro con il ranger[40], il diabolico individuo riesce a tornare come spirito dall'oltretomba per guidare il figlio Blacky contro i mortali nemici. Infine viene addirittura riportato in vita dal medium indiano Narbas, sotto la direzione della sorella dello stregone, Lily Dickart[41].
  • Yama (vero nome Blacky Dickart), fa la sua apparizione nell'albo a lui dedicato. È il figlio di Mefisto ed è altrettanto pericoloso: eredita dal padre i poteri magici in cambio della promessa di vendicarne la morte, conseguendo però gli stessi risultati fallimentari. In seguito Yama, caduto in depressione dopo l'ultimo fallimento, dimentica le arti magiche, abbandonando il proposito di sconfiggere Tex ed i suoi pards e torna a fare l'artista girovago con la madre Myriam.
  • Proteus, vero nome Perry Drayton, l'uomo dai cento volti, capace di camuffarsi e di assumere le sembianze di qualsiasi individuo, compreso Tex. Presente in tre avventure, è uno dei pochi avversari ancora in vita e che quindi potrebbe ritornare in futuro ad insidiare Tex e i suoi pards.
  • El Muerto, imbattibile pistolero, all'anagrafe Paco Ordoñez.
  • La Tigre Nera, alias il principe di Sumankan della Malesia.
  • Andrew Liddell, noto come il Maestro, un folle ed avido scienziato.
  • John Coffin, ranchero avido e privo di scrupoli di Calver City, il primo nemico di Tex.
  • Ruby Scott, l'unico uomo che sia mai riuscito a battere Tex in duello, sebbene con un trucco (nel n. 99 La sconfitta).
  • Rakos, (che si scoprirà essere l'anagramma di Sokar), un sacerdote dell'antico Egitto.
  • Paul Balder detto El Carnicero (Il Macellaio), proprietario terriero senza scrupoli ed ex cacciatore di scalpi.
  • Pedro Galindez, detto "il Cobra", prima leader di un gruppo di ribelli ostili al governatore dello Stato di Chihuahua in Messico, quindi capo di una banda di desperados.
  • Boris Leonov, il ricco cognato di Mefisto, che finisce ucciso dallo stesso stregone.

Ci sono anche dei avversari più insoliti o soprannaturali, come gli zombi che appaiono in varie storie; extraterrestri, come "Il Figlio di Manito", un alieno dalle sembianze umane e dalla pelle squamosa, munito di una terribile arma a raggi; oppure mutanti, come gli indiani Ghundar, abitanti delle nevi del Monte Rainier, trasformati in uomini-rettile dal contatto con delle astronavi precipitate in epoca remotissima, a somiglianza dei loro piloti.

Singolari sono anche i Ricci della Morte, strane forme di vita animale aliena che crescono sul sito dove era caduto un meteorite (che nella fantasia dell'autore dà vita al celebre Meteor Crater), in grado di causare la morte tra le tribù locali dell'Arizona e che verranno debellati irrorando con una sostanza per loro letale (l'alcool) il cratere. Non mancano neanche gli incontri con i dinosauri, presenti in ben due episodi distinti.

Una delle rare figure controverse della saga è il Capitano Drake alias "Barbanera", marinaio capo del veliero "Black Shark": durante il primo incontro è un avversario, mentre successivamente si trasforma in prezioso alleato.

Le protagoniste femminili[modifica | modifica sorgente]

Nel fumetto la presenza femminile è alquanto discreta. Solo nei primissimi albi ne ritroviamo qualcuna, in particolare Tesah, Marie Gold e Lupe. La stessa Lilyth compare solo in pochi episodi iniziali e in alcuni rarissimi flashback. Se prima dell'entrata in scena della moglie Tex non sembra insensibile al fascino femminile, dopo la sua scomparsa non instaura più relazioni affettive con altre donne. Se ad Aquila della Notte non sono più state attribuite relazioni sentimentali, recentemente ne hanno avute, in più di un'occasione, i pards.

Anche nel ruolo di nemiche il gentil sesso fa capolino nel fumetto solo saltuariamente. Tra le figure meglio riuscite di avversarie si possono ricordare:

  • Satania
  • Loa, sacerdotessa voodoo, alleata prima di Mefisto e poi di Yama.
  • Lily Dickart, la diffidente sorella di Mefisto, che prova anch'essa un odio profondo per il ranger che l'ha arrestata in passato in due diverse occasioni.
  • La Maschera di Ferro, capo-banda criminale di New Orleans
  • Le streghe Mah-Shai, Mitla e Zhenda.

Tex e la Storia[modifica | modifica sorgente]

Alcune storie di Tex vedono come co-protagonisti o contengono citazioni di personaggi storici, oppure fanno riferimento ad eventi realmente accaduti. Si tratta in genere di piccole forzature che sembrano avere più che altro lo scopo di rendere più credibile la trama narrata, omaggiando nel contempo alcune celebrità dell'epopea western.

Tra i personaggi storici che fanno la loro comparsa nel fumetto si possono ricordare: alcuni valorosi capi indiani, quali i celeberrimi Cochise e Geronimo[42], il generale Custer[43], il famoso cacciatore di bisonti Buffalo Bill[44][45][46], il pistolero Wild Bill Hickok[46] e Calamity Jane[47]. Inoltre Tex se la deve vedere anche con alcune celebri bande criminali come il mucchio selvaggio[48] di Butch Cassidy e la banda Dalton[33].

Tra i fatti storici in cui il personaggio si trova coinvolto, il più noto è la guerra di secessione americana[49], a cui Tex partecipa pur senza indossare alcuna divisa. Nella fantasia dell'autore il conflitto sorprende Tex ancora in veste di cowboy, mentre è in viaggio con due compagni di ventura, "Damned" Dick Dayton e Rod Virgil, per vendere una piccola mandria. Rod entra nelle file dei confederati; Tex e "Damned" Dick, invece, favorevoli all'abolizione dello schiavismo, pur essendo texani, si arruolano come esploratori civili nel 3º Cacciatori dell'esercito unionista. Il loro contributo al conflitto consiste in una serie di azioni di guerriglia e sabotaggio a danno dei sudisti. Mentre infuria la battaglia di Shiloh, ritrovano sul fronte opposto l'amico Rod colpito a morte. Di fronte a questo tragico evento, Tex giura di non impugnare più un'arma in quella che ormai considera un'assurda guerra fratricida, se non per autodifesa, maturando un sentimento di convinto antimilitarismo. In seguito verranno narrati altri scorci di questo importante periodo della vita di Tex, sia con la presenza di Dick che in solitaria.

C'è da segnalare però un'incongruenza nella coerenza storica della saga, tra queste vicende e quelle narrate nei primi albi (ad esempio nel n. 20, Un piano ardito), nei quali si parla della guerra di secessione come di un conflitto in atto, senza però menzionare alcun tipo di coinvolgimento diretto da parte di Tex.

Tex all'estero[modifica | modifica sorgente]

Il successo del fumetto è testimoniato anche dalle numerose pubblicazioni in altri paesi[50], sia europei che di altri continenti.

Le pubblicazioni europee[modifica | modifica sorgente]

Tex portoghesi

In Francia[51] si presenta ad opera di Libraire Moderne fin dal 1948 nel formato a striscia con il nome di Texas Boy; successivamente esce nelle edicole anche sotto altre testate, tra cui: Mustang, Rodeo, Yuma e Special Rodeo. La distribuzione passa all'editore Lug di Lione, che fa conoscere il fumetto in diversi paesi francofoni (Belgio, Canada, Tunisia), in un formato parzialmente diverso da quello classico (il cosiddetto petit format). Tex cessa di uscire sul mercato d'oltralpe nel 2008. Vengono pubblicati anche 5 Texoni.

Sul mercato spagnolo[52] esce con il nome di Texas Bill per la prima volta nel 1949, nel formato a strisce e ne vengono pubblicati 168 numeri. L'editore Buru, negli anni settanta, stampa 92 numeri nel classico formato, che contribuiscono a far conoscere il fumetto anche sui mercati latino-americani (Messico e Venezuela). Dal 2002, ad opera di Planeta De Agostini, escono 12 numeri, cui si aggiungono i Texoni disegnati da autori spagnoli più quello di Kubert. Tex è adesso pubblicato in Spagna da "Aleta Ediciones".

Notevole successo è decretato in Finlandia[52], dove giunge nel 1953 ed è tuttora presente per un totale di circa 500 numeri complessivi. Si diffonde dapprima nel formato a strisce e successivamente nella serie "congiunta" (denominata Kansas Sarja), che diviene nota in molti paesi del Nord-Europa. La testata, Tex Willer e non semplicemente Tex, esce in un formato più piccolo di quello bonelliano ed ha la caratteristica (ripresa da altre versioni di paesi nordici) di ripartire ogni anno dal numero 1. Da segnalare che le uscite annuali sono pari a 16 numeri. Escono anche i MaxiTex e i Texoni.

Altrettanto fortunata la sorte della testata in Norvegia[52], dove Tex è in edicola dal 1961, seguendo la stessa trafila della confinante Finlandia. Anche le pubblicazioni norvegesi inizialmente riportano una numerazione che ricomincia dal numero 1 ogni anno (con uscite variabili, sia superiori che inferiori a 12); in seguito (dal 2004) adotta quella progressiva che ha raggiunto i 500 numeri. Sono stati pubblicati anche i Texoni.

Il fumetto è stato stampato anche in Svezia e Danimarca, dove non ottiene la stessa attenzione da parte dei lettori. Una particolarità delle pubblicazioni svedesi è che le copertine sono realizzate in parte da autori locali e che nella testata sono inserite anche storie di altri personaggi. Tex ha fatto anche una breve apparizione negli anni settanta nel Regno Unito (edizione Western Classics) e in Germania, dove nel 2000, ad opera dell'editore Comic Club Hannover, escono 20 numeri a tiratura limitata (200 copie) molto ambiti dai collezionisti.

Un mercato nel quale Tex trova miglior accoglienza è quello dell'ex Jugoslavia[52]: dal 1967 esce, insieme ad altri personaggi bonelliani, grazie all'editrice Dvevnik. Dopo la dissoluzione della Jugoslavia, continua ad avere un seguito soprattutto in Croazia e Slovenia. Nei paesi dell'Europa orientale è stato presente anche in Albania e Repubblica Ceca ed è stato recentemente proposto al pubblico russo. Esiste anche la versione greca, in cui la testata è presente col nome di Tex Ponteo.

Il fumetto ha fatto presa anche sul pubblico turco[52], dove inizialmente il ranger era conosciuto come Teks. Dal 2000 ad opera dell'editore Oglak viene edita una serie mensile a partire dal numero che corrisponde al 401 della pubblicazione italiana.

Le pubblicazioni extra-europee[modifica | modifica sorgente]

Tra i paesi esotici in cui è stato pubblicato il fumetto si possono annoverare anche l'India[52], con 49 numeri facenti parte della serie chiamata Lion Comics che, ad oggi, conta oltre 200 uscite. Invece una versione in lingua tamil ne ha favorito la penetrazione nel mercato dello Sri Lanka e dell'Indonesia. Fra le più originali vi è anche quella israeliana. In altri paesi invece la conoscenza del fumetto è dovuta semplicemente alla distribuzione di fumetti editi in altre nazioni che condividono la stessa lingua (es. le pubblicazioni spagnole in Messico e Venezuela).

Negli Stati Uniti, paese dove è ambientato il fumetto e patria del genere western, Tex è praticamente inedito, se si esclude il Texone disegnato da Kubert.

Tex in Brasile[modifica | modifica sorgente]

Nel paese sudamericano[52] il fumetto ha ottenuto riscontri di pubblico paragonabili a quelli in patria. Presente dagli anni cinquanta (col nome di Texas Kid), viene pubblicato nel tempo da diversi editori, riuscendo a raggiungere anche la tiratura di 150.000 copie mensili. Escono diverse pubblicazioni, tra cui nel 1987 Tex Coleção (l'equivalente di Tutto Tex) ad opera dell'Editrice Globo, la serie Edição Histórica (bimestrale, con copertine realizzate per l'occasione da Villa e poi allegate in Italia a Tex Nuova Ristampa), l'Edição special colorida con l'Editora Mythos ed altre ancora, tanto che ormai esistono più pubblicazioni brasiliane che italiane.

Tex e il western cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Fonte d'ispirazione del fumetto sono soprattutto i film western dell'epoca d'oro, più che l'effettiva Storia del West.

A volte la citazione è evidente. Ad esempio, in un episodio di Tex del 1989, "Piccolo Lupo", è particolarmente evidente un omaggio a Ombre rosse, capolavoro del regista John Ford, di cui il fumetto ricalca notevolmente la trama. I personaggi all'interno della carrozza sono chiaramente ispirati a quelli del film, con alcune differenze (il dottore ubriaco diventa un anziano capitano accusato di codardia, il giocatore d'azzardo un cacciatore di taglie, la prostituta un'innocente maestrina, il Dottor Peacock diventa il sarto Adam Peabody, il ladro della compagnia mineraria un affarista uxoricida) ed alcune scene sono riprodotte (la freccia che si conficca a pochi centimetri dalla ragazza). Uno dei sottotitoli che dividono il racconto è proprio "Ombre Rosse".

Citazioni di Tex all'interno di altri fumetti[modifica | modifica sorgente]

I richiami, più o meno espliciti, del personaggio che si trovano nelle pagine di altri fumetti, sia Bonelli che di altre case editrici, se per molti anni sono praticamente nulle, successivamente si fanno sempre più frequenti. Uno dei più noti è il riferimento che si può vedere in un albo di Ken Parker[53]: il protagonista nota in un saloon Tex e i suoi pards intenti a parlare «per ore» e ovviamente a scatenare una rissa.

In un numero di Topolino della Mondadori, in una storia ambientata nel West, si intravedono nella strada principale del paese le figure di Tex e Kit Carson a cavallo che, benché di spalle, sono riconoscibili per la camicia gialla di Tex e la casacca a frange del suo pard. Nel numero 2964 della stessa testata, uscito nelle edicole il 12 settembre 2012, la parodia è dichiarata palesemente dallo stesso autore Corrado Mastantuono. L'episodio da lui sceneggiato e disegnato (Bum un ranger in azione) oltre ad essere ambientato nel vecchio West, fa uso di richiami a scenari e frasi tipicamente texiani, a partire dal nome degli stessi protagonisti (Bum Willer, Pap Carson e Architaigher)[54].

Nel n. 256 di Dylan Dog[55] c'è un esplicito omaggio al fumetto della medesima casa editrice: in una vignetta si vede la figura del ranger ed il classico logo che contraddistingue la testata. L'ambientazione della tavola è all'interno di un negozio per collezionisti.

Tex Miller è una parodia a luci rosse di Tex, pubblicata nel 1976 e uscita con un solo numero, perché la Daim Press (l'attuale Sergio Bonelli Editore) ottenne la sospensione delle pubblicazioni, ritenute lesive dell'immagine di Tex.

Un'altra parodia di Tex, Fax Palle in Canna fu pubblicata dalla Zero Press di Sal Virelli a metà degli anni novanta. La storia ironizzava su vari elementi del mondo western (ad esempio il personaggio di Ringo appariva come testimonial degli omonimi biscotti e Balla coi Lupi era ritratto con movenze da ballerino) e sull'assenza di momenti erotici nella collana texiana. A disegnarla fu il capitolino Leomacs, più tardi assunto proprio dalla Bonelli e in seguito entrato a far parte staff che realizza le storie del ranger.

Derivazioni e influenza nei media[modifica | modifica sorgente]

Il francobollo del 1996

Nel 1956 Gian Luigi Bonelli scrive un romanzo dal titolo Il massacro di Goldena, che vede Tex come protagonista. La trama è utilizzata anni dopo come sceneggiatura dell'episodio della serie regolare Territorio apache (n. 108 Inferno a Robber City e n. 109 Massacro!). Nel settembre del 2008 in occasione del sessantesimo "compleanno" del fumetto, il romanzo è stato allegato in omaggio insieme all'albo n. 575.

Fra gli anni sessanta e settanta Gianluigi Bonelli lavorò ad una trasposizione cinematografica del fumetto che, però, non vide mai la luce. Fondò una sua casa di produzione, la "Condor cinematografica" con sede a Milano, scrisse di suo pugno la sceneggiatura basandosi sulla storia Fort Defiance pubblicata nel 1969, scattò alcune foto per le possibili ambientazioni e contattò Charlton Heston e Jack Palance proponendogli l'interpretazione di Tex e Kit Carson.[56]

Negli anni settanta alcuni episodi della saga sono trasmessi da Supergulp! I fumetti in TV, storica trasmissione per ragazzi della RAI, che presentava cartoni a immagine fissa tratti da fumetti italiani e stranieri. All'inizio degli anni ottanta, altri episodi realizzati con la stessa tecnica vengono trasmessi da Tex & Company (insieme ad episodi di Zagor, del Comandante Mark, di Ken Parker e di altri eroi della scuderia Bonelli), altro contenitore per ragazzi.

Nel 1985 esce nelle sale cinematografiche italiane il film Tex e il signore degli abissi, trasposizione della storia narrata negli albi dal n. 101 al n. 103. Diretto da Duccio Tessari, con Giuliano Gemma nelle vesti del ranger, è un tentativo certamente non riuscito di bissare sul grande schermo il successo ottenuto dal fumetto. Nelle intenzioni dei produttori era previsto un seguito come serial televisivo, se il film avesse riscosso il consenso del pubblico.

La canzone Tex contenuta nell'album Litfiba 3 del gruppo rock italiano dei Litfiba, pur scritta in riferimento ad altri temi, è un indiretto omaggio al fumetto.

Tex è stato anche protagonista di alcuni videogiochi sviluppati dalla software house italiana Simulmondo all'inizio degli anni novanta.

Sulla copertina dell'album Bertex - Ingresso libero di Loredana Bertè la cantante è ritratta nei panni del ranger.

Il 31 ottobre 1996, in occasione del centenario dalla nascita del fumetto, le Poste italiane emettono due francobolli, uno dedicato a Tex dal valore di 750 lire emesso e l'altro a Corto Maltese da 850 lire. Il disegno del primo è eseguito da Rita Morena e la tiratura fu di tre milioni di pezzi.[57]

Per la regia e la sceneggiatura di Armando Traverso, Radio2 ha mandato in onda alcune storie di Tex, riadattate in forma di sceneggiato radiofonico: Le avventure di Tex Willer, in 20 episodi, la cui prima trasmissione risale al 2001, e Ombre nella notte, in 10 episodi, trasmesso per la prima volta dal 21 giugno al 2 luglio del 2004 (in contemporanea, dunque, con l'uscita in edicola dell'omonimo Texone). La voce del ranger è di Marco Mete nel primo sceneggiato e di Francesco Pannofino nel secondo.

Nell'aprile 2011 esce nelle librerie, pubblicato dalla Mondadori, un racconto definito "autobiografico", intitolato Il romanzo della mia vita. Scritto da Boselli e arricchito da illustrazioni di Civitelli, il romanzo ripercorre le principali vicende avventurose del protagonista, che lo stesso Tex narra in prima persona, alcuni anni dopo gli accadimenti, ad un giornalista[58].

Nel 2011 è stato pubblicato un compact disc, intitolato My Name Is Tex realizzato da Graziano Romani interamente dedicato a Tex, contenente sia canzoni tradizionali dell'epopea western sia inediti composti dall'autore per l'occasione. La copertina del cd è stata realizzata d Giovanni Ticci storico disegnatore delle avventure del ranger[59].

Nel settembre 2012 viene presentato un documentario (uscito poi in dvd) intitolato Come Tex... nessuno mai, omaggio del regista Giancarlo Soldi all'editore del fumetto ad un anno dalla scomparsa[60].

Dal 29 ottobre 2012 su Rai Radio 2 vanno in onda le 10 puntate che compongono lo sceneggiato radiofonico Tex - Mefisto!. Francesco Pannofino è colui che interpreta Tex, Rodolfo Bianchi dà la voce a Kit Carson, Roberto Pedicini e Emanuela Rossi ai fratelli Dickart (rispettivamente a Mefisto e Lily) mentre Dario Penne impersona il medium indiano Narbas.[61] Nel dicembre dello stesso anno, al fumetto è stata dedicata una puntata della docu-serie Fumettology andata in onda su Rai 5.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Scheda sul sito della Sergio Bonelli Editore con le biografie dei creatori di Tex. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  2. ^ a b c d Pier Luigi Gaspa, et al., Crescete e moltiplicatevi in L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, pp. 117-121. ISBN 88-88869-23-9. [Il capitolo è opera di Moreno Burattini.]
  3. ^ Pagina web contenente diverse informazioni sul fumetto e sulle varie pubblicazioni. URL consultato il 12 novembre 2008.
  4. ^ Roberto Davide Papini, Tex dei record: 600 volte eroe per milioni di fan. in Quotidiano.net, 7 ottobre 2009. URL consultato il 7 ottobre 2010.
  5. ^ Diamo i numeri 2. URL consultato il 14 ottobre 2008. [La notizia, riferita da Saverio Ceri della Dime Press rivista specializzata è tratta dal Blog di Moreno Burattini, noto autore di fumetti.]
  6. ^ Il 2011 degli eroi Bonelli - 1ª puntata!. URL consultato il 7 marzo 2011. [La notizia della nuova pubblicazione anticipata sul sito della casa editrice.]
  7. ^ I due portabandiera bonelliani aprono un 2013 carico di avventure! Un anno che promette numerose conferme e anche tante novità, piccole e grandi! in Sergio Bonelli Editore, 1° gennaio 2013. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  8. ^ Salvatore Cervasio, Un anno di Tex in LoSpazioBianco.it, 4 ottobre 2009. URL consultato il 20 ottobre 2010.
  9. ^ Fabio Tibollo, Tex, la leggenda continua. in L'Espresso, 11 dicembre 2009. URL consultato il 26 agosto 2010.
  10. ^ Sergio Bonelli informa i lettori nel redazionale alla pagina 4 dell'albo 601 nel mese di novembre 2010, dell'ennesima proroga. Con questi ulteriori 39 numeri, la Collezione storica quasi raggiunge l'inedito in edicola mensilmente.
  11. ^ Tutti i colori di Tex!. URL consultato il 5 agosto 2011.
  12. ^ Tex Gold arriva in edicola!. URL consultato il 5 marzo 2014.
  13. ^ Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008. ISBN 88-04-58378-9.
  14. ^ Bonelli e Busatta, op. cit., p. 24.
  15. ^ Graziano Origa, A tu per tu con Aurelio Galleppini, L'Avventuroso, gennaio 1974.
  16. ^ Carlo Schluga, L'angolo del Texiano. Quali misteri si nascondono tra le pagine della serie gigante? (prima parte) in Cronaca di Topolinia, n. 2, settembre 2010, pp. 6-11. URL consultato il 14 ottobre 2010.
  17. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Erio Nicolò (disegni), Lotta sul mare, in Tex n. 156, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1973.
  18. ^ Guido Nolitta (testi); Giovanni Ticci (disegni), Il solitario del West, in Tex n. 156, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1981.
  19. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Morte nella neve, in Tex n. 61, Sergio Bonelli Editore, Milano, novembre 1965.
  20. ^ Avventura argentina per Tex. URL consultato il 23 febbraio 2011. [Recensione della storia su un sito web specializzato]
  21. ^ Mauro Boselli (testi); Pasquale Frisenda (disegni), Patagonia, in Speciale n. 23, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 2009.
  22. ^ Alberto Gedda, Con Tex Willer a Cuba. in La Stampa, 14 agosto 2010. URL consultato il 26 agosto 2010.
  23. ^ Mauro Boselli (testi); Orestes Suárez (disegni), I ribelli di Cuba, in Speciale n. 24, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 2010.
  24. ^ Claudio Nizzi (testi); Claudio Villa (disegni), Mefisto!, in Tex n. 501, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 2002.
  25. ^ Mauro Boselli (testi); Carlo Raffaele Marcello (disegni), Gli invincibili, in Tex n. 438, Sergio Bonelli Editore, Milano, aprile 1997.
  26. ^ Mauro Boselli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Il ritorno del Morisco, in Tex n. 452, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1998.
  27. ^ Claudio Nizzi (testi); José Ortiz (disegni), Missione speciale, in Tex n. 450, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1998.
  28. ^ Tex va alla Casa Bianca e trova il Campidoglio. in La Repubblica, 22 aprile 1998, p. 27. URL consultato il 26 agosto 2010.
  29. ^ Vedi la rubrica di risposte ai lettori in La gola della morte, TuttoTex n. 39, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1988.
  30. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini; Francesco Gamba (disegni), Sinistri incontri, in Tex n. 34, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1963.
  31. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il tranello, in Tex n. 10, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1960.[Prima apparizione del personaggio nella serie]
  32. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il figlio di Tex, in Tex n. 12, Sergio Bonelli Editore, Milano, novembre 1960.
  33. ^ a b Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Due contro cento, in Tex n. 8, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1960.
  34. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), Il patto di sangue, in Tex n. 7, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1960.
  35. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il fuoco!, in Tex n. 16, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1961. [Nell'albo viene narrata l'investitura a sakem dei Navajos]
  36. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Galep; Francesco Gamba (disegni), L'ultima carica, in Tex n. 70, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1966.
  37. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Sangue Navajo, in Tex n. 51, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1965.
  38. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Il tesoro del tempio, in Tex n. 77, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1967.[Il primo incontro tra Tex e il Morisco]
  39. ^ a b Gian Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), Il tranello, in Tex n. 10, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1960.[Il primo incontro tra Tex e i due amici canadesi, Jim Brandon e Gros-Jean]
  40. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), Il figlio di Mefisto, in Tex n. 125, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1971.
  41. ^ Claudio Nizzi (testi); Claudio Villa (disegni), Una trappola per Carson, in Tex n. 502, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 2002.
  42. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Giovanni Ticci (disegni), Geronimo!, in Tex n. 284, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1996.
  43. ^ Claudio Nizzi (testi); Giovanni Ticci (disegni), Congiura contro Custer, in Tex n. 490, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 2001.
  44. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini; Virgilio Muzzi (disegni), La sfida, in Tex n. 82, Sergio Bonelli Editore, Milano, agosto 1967.
  45. ^ Mauro Boselli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Wild West Show, in Tex n. 436, Sergio Bonelli Editore, Milano, febbraio 1997.
  46. ^ a b Mauro Boselli (testi); Alfonso Font (disegni), La mano del morto, in Tex n. 593, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 2010.
  47. ^ Mauro Boselli (testi); Alfonso Font (disegni), Deadwood, in Tex n. 595, Sergio Bonelli Editore, Milano, maggio 2010.
  48. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), "El Rey", in Tex n. 60, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1965.
  49. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Tra due bandiere, in Tex n. 113, Sergio Bonelli Editore, Milano, marzo 1970.
  50. ^ Sergio Bonelli Editore - Licensing
  51. ^ Mondillo, op. cit., p. 107 e segg..
  52. ^ a b c d e f g Mondillo, op. cit.
  53. ^ Uomini, bestie ed eroi, n. 15, settembre 1978.
  54. ^ Topolino omaggia Tex Willer con una storia di Corrado Mastantuono. URL consultato il 14 settembre 2012.
  55. ^ Il feroce Takurr, dicembre 2007.
  56. ^ Guido Andruetto, Tex Willer & Co., ecco il film rimasto fumetto in la Repubblica, 27 maggio 2012, pp. 36-37. URL consultato il 13 ottobre 2012.
  57. ^ Giuseppe Aufiero, Wanted 'francobollo': Tex Willer, StatoQuotidiano.it, 19 gennaio 2010. URL consultato il 4 settembre 2010.
  58. ^ Scheda dedicata al romanzo sul sito della casa editrice.. URL consultato il 24 agosto 2010.
  59. ^ Rassegna stampa con articolo dedicato all'album sul sito ufficiale di Graziano Romani. URL consultato il 10 gennaio 2013.
  60. ^ Matteo Cruccu, «Come Tex nessuno mai»: la lunga cavalcata di Sergio Bonelli in Corriere della Sera, 17 settembre 2012. URL consultato il 19 settembre 2012.
  61. ^ Tex in radio ha la voce di Pannofino, ANSA, 23 ottobre 2012. URL consultato il 26 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Lillo Gullo, Mio figlio Tex, Alto Adige, 9 agosto 1987
  • Denny Cecchini, Tex: dalla a alla zeta, Salerno, Alessandro Tesauro Editore, 1993.
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  • Oreste del Buono, Tex Willer, 50 anni ben portati, L'Espresso, 2 aprile 1998
  • Carlo Scaringi, Tex Superstar, Napoli, Gremese Editore, 1998. ISBN 88-7742-258-0.
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  • Giuseppe Pollicelli, CinquanTex, Torino, Edizioni Lo Scarabeo, 1998. ISBN 88-86131-53-4.
  • Maurice Horn, Sotto il segno di Tex, Alessandro Tesauro Editore, 1998.
  • Domenico Mercuri, Tex, i miei primi 50 anni, San Giovanni in Persiceto, Editoriale Mercury, 1998-2006. (9 volumi).
  • Moreno Burattini; Francesco Manetti; Giovanni Battista Verger; Cavalcando con Tex. Cinquant'anni di personaggi e ambienti nelle avventure di Aquila della Notte, Torino, Edizioni Little Nemo, 1999-2001. (5 volumi)
  • Aurelio Sangiorgio, Atlante di Tex, Roma, Il Minotauro, 2001. ISBN 88-8073-063-0.
  • Antonio Tentori, Silenzio! Parla Tex. Massime, pensieri e filosofia del più amato ranger del West, Roma, Castelvecchi, 2003. ISBN 88-8210-103-7.
  • Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008. ISBN 88-317-9204-0.
  • Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008. ISBN 88-04-58378-9.
  • Adolfo Fattori in Carmine Treanni (a cura di), Per il West, oltre il tramonto. Tex Willer e il suo immaginario, Cassino, Cagliostro ePress, 2008. ISBN 88-95114-10-8.
  • Antonio Mondillo, Tex tra mito e storia, Battipaglia, Alessandro Tesauro Editore, 2008. ISBN 88-95479-15-7.
  • Renato Genovese, L'avventurosa storia del fumetto italiano. Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti., Roma, Alberto Castelvecchi Editore, 2009. ISBN 978-88-7615-346-4.
  • Pier Luigi Gaspa, et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010. ISBN 88-88869-23-9.
  • Mauro Boselli, Il romanzo della mia vita, Milano, Arnoldo Mondadori, 2011. ISBN 978-88-04-60856-1.
  • Roberto Guarino, Tex secondo Nizzi, Torino, Allagalla, novembre 2012. ISBN 88-96457-12-2.

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