Capitan Miki

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Capitan Miki
Capitan Miki.jpg
Nome orig. Capitan Miki
Lingua orig. Italiano
Alter ego magic face
Autori
Editore Editoriale Dardo
Sesso Maschio
Capitan Miki
fumetto
Autori
Testi EsseGesse
Editore Editoriale Dardo
1ª edizione 1951
Genere western

Capitan Miki è un fumetto uscito per la prima volta in formato striscia il 1º luglio 1951 (tre anni dopo Tex), edito da Editoriale Dardo. Ebbe un grande successo e arrivò a superare le 500 000 copie settimanali. Oggi è considerato 'old fashion' e 'cult', al pari di Blek Macigno, Pedrito el Drito, Tiramolla, Akim, Piccolo Sceriffo, Kinowa ed altri eroi del fumetto popolare italiano degli anni cinquanta.

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

I protagonisti sono un ranger del Nevada e i suoi fedeli aiutanti: il colto e sentenzioso Dottor Salasso e il grezzo e pratico Doppio Rhum. Ambientato nel XIX secolo, la sua prima storia del 1951, dal titolo "I Rangers del Nevada", tra i canyon di Yosemite parte come un drammatico film western degli anni 1940, in particolare quelli di John Ford.

Il sergente Clem Bretton - caro amico degli scout Miki e del suo padre adottivo Doppio Rhum - viene ucciso dall’Avvoltoio. Il ragazzo, per fare giustizia, si arruola nei Ranger. Tra i personaggi della storia, il comandante di Fort Coulver Colonnello Brown e sua figlia Susy (che diventerà la fidanzata della giovane recluta), lo stregone Sake-Naga e il Sakem dei comanci Falco Tonante. E soprattutto, Doppio Rhum incontra di nuovo un amico di sbornia dopo dieci anni, il Dottor Salasso.

L'acerrimo nemico di Capitan Miki è Magic Face, il trasformista capace di assumere qualsiasi aspetto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il fumetto nacque, insieme a Il grande Blek, dalla fantasia del gruppo EsseGesse, composto dai disegnatori Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris.

Quando i tre autori nel 1965 - concluso il loro contratto con la Dardo - smisero di scrivere e disegnarne le storie, nuove avventure di Capitan Miki uscirono presso la stessa casa editrice a cura di altri autori. I disegnatori erano Eugenio Tonino Benni su matite di Nestore Del Boccio, Bertrand Charlas e Franco Bignotti, che addirittura terminò una avventura lasciata a metà da Charlas (la storia "Il ritorno di Jonah Chief" del 1968, apparsa sulla collana Prateria n. 240/242). Negli anni 1990 vi fu una breve produzione di storie inedite con soggetto e supervisione del solo Dario Guzzon, ultimo sopravvissuto del trio. Gli autori erano Alberto Arato per i testi e Birago Balzano per i disegni, poi affiancato da Lina venturini, nome falso sotto cui si celava Paolo Ongaro. L'ultima avventura inedita apparve sulla VII serie. Dalla successiva in poi furono ristampate le avventure disegnate da Franco Bignotti.

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Agli albi italiani si affiancano negli anni anche pubblicazioni in altri paesi. Tra queste importante è la presenza di Miki nel mercato francese per opera di Marcello Navarro, editore della Lug in Lione, che lo pubblica sulla testata Nevada (1958/1988, 494 numeri in totale) con copertine degli italiani Alessandro Biffignandi, Carlo Cedroni, Emilio Uberti e altre di autori francesi.

Esistono edizioni in Grecia, Turchia, Finlandia, Serbia. In Svezia, Kaptein Miki, viene pubblicato dal 1953 nell'originale formato striscia, prima come Vilda Västern poi Vill Vest. In Norvegia appare nel 1954 e viene ristampato come operazione nostalgica dal 2001 al 2005 in nove volumi editi dalla Thule.

Le avventure di Miki sono inoltre state realizzate anche in circuito amatoriale. Corrado Civello ha realizzato tre avventure intitolate "La vendetta di Magic Face", "Il ritorno di Calavera" e "Il figlio di Magic Face", su testi di Luciano Spanò.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

la cinematografia turca dedicò ben sei film a Lone Ranger dal 1968 al 1971, e in "Maskeli Suvari Tommikse Karsi" del 1969, il regista Kayahan Arikan fa incontrare Lone Ranger con Capitan Miki, impersonato dall'attore Lami Ates, che comparirà ancora in un altro film di Lone Ranger "Maskeli Suvarìnin Donosu". [1]. Il film sembra essere perduto come quello di Mandrake, e in rete si trovano solo immagini del manifesto originale dell'epoca.

Nell'avventura "La cavalcata infernale" di Bertrand Charlas del 1967 ( collana Freccia, serie XXXV) appaiono Mini e Maior, autodefiniti "i predatori della Sierra Mala", che sono stati illustrati come due briganti italiani del XIX secolo.

Sulla serie VII degli anni '90, si viene a sapere il nome indiano di Miki, che è: Miki-lotta-come-un-bisonte. In questa avventura Miki lotta contro il gigantesco capo indiano della tribù Nyados, chiamato quasi come Tex...Aquila che vola nella notte!

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La fonte è Marco Giusti in "Dizionario del Western all'italiana", pag. 293, Oscar Mondadori, Milano 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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