Alberto Giolitti

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Alberto Giolitti (Roma, 14 novembre 1923Roma, 15 aprile 1993) è stato un fumettista italiano.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Già dall'età di quattordici anni, Giolitti dimostra una chiara propensione al disegno e, incoraggiato da un amico di famiglia, propone i suoi lavori alla redazione del periodico Il Vittorioso, sulle cui pagine esordisce e collabora fin dal 1937, anno della sua fondazione, disegnandovi per anni numerose illustrazioni e serie a fumetti.

Per un breve periodo frequenta la facoltà di Architettura a Roma, ma nei primi mesi del 1940 è costretto ad abbandonare gli studi perché chiamato a prestare il servizio militare durante il Secondo Conflitto Mondiale.

Per il settimanale cattolico realizza, su testi di Colombini, il romanzo a fumetti I senza Paura, interrotto nell'agosto del 1943 sempre a causa degli eventi bellici. Successivamente gli Albi Aves pubblicano Le avventure di Italo Nurago e Il fortino assediato, su testi di Rainuzzo.

Terminata la guerra, nel 1947 gli Albi dei Quattro Cerchi stampano L'oasi del mistero (serie "Cerchio Rosso"), ancora in collaborazione con Rainuzzo, mentre su testi di Sorgi realizzerà le tavole di Alfa e Omega e Dick Martin, due episodi Western a fumetti apparsi rispettivamente sulle testate "Jim Brady" e "Giraffone" (edite dagli Albi del Vittorioso).

Il soggiorno in America[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, Giolitti si trasferisce nel 1946 a Buenos Aires, in Argentina, dove rimane tre anni collaborando con la Editorial Lainez e la Columbia. Durante questo periodo realizzerà dei racconti polizieschi e adatterà per il fumetto dei famosi romanzi come Quo Vadis.

Si stabilisce poi negli Stati Uniti, a New York, dove svolge un'impressionante mole di lavoro per la Western Publishing, disegnando tra l'altro serie come The Challenge of Zorro (del 1956), Indian Chief, Tarzan, Tonto e Sergeant Preston (del 1958), oltre a vari racconti per la celebre serie "Four Color" della Dell Publishing: un'attività che gli fa vincere il prestigioso premio Edison.

Dopo un brevissimo soggiorno a Roma, dal 1954 al 1960 si stabilisce in Florida, continuando, in un ambiente quanto mai congeniale, nella sua più pregevole produzione avventurosa, prima fra tutte la serie di Gunsmoke.

Il ritorno in Italia e lo "Studio Giolitti"[modifica | modifica sorgente]

Tornato definitivamente in Italia nel 1960, crea lo Studio Giolitti, per il quale disegna egli stesso, ma che è soprattutto agenzia fumettistica alla quale collaborano molti giovani e nuovi talenti, il cui lavoro viene distribuito ai maggiori editori americani, inglesi e tedeschi. La produzione si specializza fortemente nel genere avventuroso, ma spazia anche in quello comico e dà vita, in breve tempo, a testate a fumetti di successo come Turok (creato nel 1961 e pubblicato fino al 1984), Twillight Zone (dal 1963 al 1970) e Star Trek (dal 1967 al 1979). A questa colossale produzione si alternano, come detto, episodi comici come le realizzazioni di Bugs Bunny, Daffy Duck e Porky Pig, i celebri caratteri della Warner Bros.

Lo "Studio Giolitti", che va via via acquisendo nuovi talenti riunendo fino a una cinquantina di disegnatori, tra i quali Franco Caprioli, Roberto Diso, Ruggero Giovannini, Renato Polese, Giovanni Ticci, Angelo Todaro, Massimo Rotundo, Franco Saudelli e Nevio Zeccara, trova lavoro anche nel mercato europeo.

Nei primi anni settanta, per la I.P.C. inglese, Giolitti disegna Jackie and the Wild Boys - che appare su “Princess Tina” -, Flame of the Forest - pubblicato su “Lion” - e The Fiery Furnaces - pubblicato su "Tiger and Hurricane". Per la Germania realizza anche le tavole di Perry Rhodan - che chiuderà i battenti nel 1975 - e Reno Kid su testi di Dirk Hess, edito per i tipi di Bastei. Collabora intensamente anche a "Lasso" e "Buffalo Bill".

Sul finire degli anni sessanta lo Studio lavora anche per il mercato italiano. In pieno boom del fumetto per adulti l'autore romano collabora ai tascabili spy-erotici e horror della Ediperiodici, da Jacula a Cosmine, da Oltretomba a Terror.

L'approdo a Tex e la morte[modifica | modifica sorgente]

Dal giugno 1976, con l'episodio Il sentiero dei Bronchos (firmato in coppia col suo allievo Giovanni Ticci), Giolitti entra a far parte dell'équipe di Tex, per il quale disegna nel 1989, su testi di Nizzi, le tavole e la copertina del secondo Speciale, Terra senza legge.

A partire dal 1990 fino alla sua morte, con lo pseudonimo di "Gilbert", realizza altre tre storie di Tex, l'ultima incompiuta: le sue tavole si fermano alla pagina 31 del numero 433 della serie, Due pistole per Jason (scritta da Guido Nolitta) e l'episodio sarà ancora una volta completato da Ticci.

È scomparso a Roma il 15 aprile del 1993, all'età di sessantanove anni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Alberto Giolitti sito ufficiale