Abraham Lincoln

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(EN)
« [Democracy is the] government of the people, by the people, for the people. »
(IT)
« [La democrazia è] il governo del popolo, dal popolo, per il popolo. »
(A. Lincoln, dal discorso per l'inaugurazione del Cimitero Nazionale Militare a Gettysburg il 19 novembre 1863)
Abraham Lincoln
Abraham Lincoln head on shoulders photo portrait.jpg

16º presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 4 marzo 1861-15 aprile 1865
Predecessore James Buchanan
Successore Andrew Johnson

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica Liberalismo classico
Firma Firma di Abraham Lincoln

Abraham Lincoln (spesso citato nei testi in lingua italiana come Abramo Lincoln; Hodgenville, 12 febbraio 1809Washington, 15 aprile 1865) è stato un politico e avvocato statunitense. È stato il 16º Presidente degli Stati Uniti d'America e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano.

È considerato sia dalla storiografia sia dall'opinione pubblica uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti. Fu il presidente che pose fine alla schiavitù, prima con la Proclamazione dell'Emancipazione (1863), che liberò gli schiavi negli Stati dell'Unione e poi con la ratifica del XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, con il quale nel 1865 la schiavitù venne abolita in tutti gli Stati Uniti. A Lincoln è riconosciuto il merito di avere allo stesso tempo preservato l'unità federale della nazione, sconfiggendo gli Stati Confederati d'America (favorevoli al mantenimento della schiavitù) nella Guerra di secessione. Lincoln venne assassinato da un sostenitore dello schiavismo poco dopo la vittoria nella guerra.

L'operato di Lincoln ha avuto una duratura influenza sulle istituzioni politiche e sociali degli Stati Uniti, dando inizio a un maggiore accentramento del potere del governo federale e ponendo un limite al raggio d'autonomia dei governi dei singoli Stati. [senza fonte]L'autorevolezza di Lincoln era rafforzata dalla sua abilità di oratore e il Discorso di Gettysburg, il più significativo e famoso da lui pronunciato, è considerato una delle pietre miliari dell'unità e dei valori della nazione americana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Lincoln nacque il 12 febbraio 1809 in una fattoria di Nolin Creek, in Kentucky, da Thomas Lincoln e da Nancy Hanks, due contadini privi di una istruzione formale. Gli fu dato il nome di suo nonno paterno, il capitano Abraham Lincoln. Lincoln si trasferì in giovane età nell'Indiana e successivamente a New Salem nell'Illinois. Prestò servizio come capitano nell'esercito degli Stati Uniti durante la Guerra di Aquila Nera.

In seguito si cimentò in alcune imprese politiche e commerciali, godendo di ottima reputazione come avvocato. In breve tempo venne eletto al Congresso degli Stati Uniti nel 1846 ed ebbe un ottimo tirocinio nell'Illinois, sia prima sia dopo il suo singolo mandato alla Camera dei Rappresentanti USA.

Inizi della carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Lincoln passò la maggior parte del suo tempo da solo e non fece una grande impressione presso i suoi colleghi politici. Usò la propria posizione per poter parlare contro la guerra con il Messico, che attribuì al desiderio di "gloria militare". Quando il suo mandato finì, si dedicò principalmente a guadagnarsi da vivere come avvocato.

L'attività legale[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della propria carriera legale, Lincoln girò di città in città finché non si stabilì nella cittadina di Springfield (Illinois). A Springfield dimostrò subito la propria abilità di oratore, tanto che durante i processi a cui egli partecipava la gente accorreva per ascoltarlo. La gente capiva ciò che diceva grazie al suo linguaggio semplice. Una causa che riuscì a vincere fu per una truffa nel commercio dei cavalli: la vittoria venne a colpi di ironia contro il pubblico ministero, che si era messo la camicia al contrario, riuscendo a scoraggiarlo e vincere la causa.

Lincoln divenne famoso nell'ambiente legale dell'Illinois alla metà degli anni cinquanta, specialmente per la sua partecipazione a processi riguardanti interessi in competizione nel campo dei trasporti, sia fluviali sia ferroviari. Ad esempio egli rappresentò la Alton & Sangamon Railroad in un processo del 1851 contro uno dei suoi azionisti, James A. Barret: quest'ultimo si era rifiutato di pagare il dovuto all'impresa con la motivazione che essa aveva cambiato il percorso progettato inizialmente. Lincoln sostenne che, secondo la legge, una società non è legata dal suo statuto originario quando questo può essere corretto nell'interesse del pubblico, che il nuovo percorso era migliore, meno costoso e di conseguenza la società aveva il diritto di citare il sig. Barret per il suo mancato pagamento. Lincoln vinse la causa e la decisione da parte della Corte Suprema dell'Illinois fu citata da molte altre corti in tutti gli Stati Uniti.

Un altro importante esempio del talento di Lincoln come avvocato per le ferrovie fu una causa su un'esenzione dalle tasse che lo Stato concesse all'Illinois Central Railroad. La contea di McLean sostenne che lo Stato non aveva l'autorità per concedere una simile esenzione e voleva tassare comunque la società. Nel gennaio del 1856 la Corte Suprema dell'Illinois decise di confermare l'esenzione dalle tasse, dichiarandosi d'accordo con gli argomenti di Lincoln.

Verso la presidenza[modifica | modifica sorgente]

Lincoln viene solitamente ritratto con la barba, tuttavia egli la portò solo negli ultimi anni della propria vita.

Il Kansas-Nebraska Act del 1854, che aprì i due citati territori alla schiavitù (annullando quindi i limiti alla diffusione della schiavitù che erano parte del Compromesso del Missouri del 1820), aiutò inoltre Lincoln a tornare nella politica. A farlo risaltare rispetto agli altri fu un discorso contro il Kansas-Nebraska, il 16 ottobre 1854 a Peoria.

Durante la sua campagna (perdente) per essere eletto senatore nel 1858 contro Stephen A. Douglas, Lincoln condusse molti dibattiti contro Douglas in una serie di eventi che rappresentarono una discussione a livello nazionale su problemi che avrebbero presto diviso la nazione in due. Tali dibattiti furono l'anticipazione delle elezioni presidenziali del 1860, in cui Douglas e Lincoln erano nuovamente pretendenti. Il 6 novembre 1860 Lincoln venne eletto sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo repubblicano a raggiungere tale carica.

Poco dopo la sua elezione, la parte Sud degli Stati Uniti fece vedere inequivocabilmente che la secessione era inevitabile, il che aumentò notevolmente la tensione che attraversava la nazione. Lincoln sopravvisse a un tentativo di assassinio a Baltimora e il 23 febbraio 1861 arrivò a Washington in segreto e sotto mentite spoglie. I sudisti attaccarono Lincoln per questa sua misura di prudenza, ma l'impegno nella protezione della sua carica, della sua politica e della sua stessa vita non era da sottovalutare: i fatti dimostrarono che Lincoln aveva ragione a non esporsi inutilmente, dato che fu assassinato pochi anni dopo.

Lincoln presidente[modifica | modifica sorgente]

All'insediamento di Lincoln il 4 marzo 1861, i Turner formarono la sua guardia del corpo; era inoltre presente una considerevole guarnigione di truppe federali, pronta a proteggere il presidente e la capitale dall'invasione dei ribelli.

Lincoln e la schiavitù[modifica | modifica sorgente]

Lincoln nel 1858

La posizione di Lincoln riguardo alla liberazione dalla schiavitù degli afroamericani è a tutt'oggi oggetto di controversie, nonostante la frequenza e la chiarezza con cui la sostenne sia prima della sua elezione come presidente (vedi Controversie Lincoln-Douglas del 1858), sia dopo (vedi Primo discorso inaugurale di Lincoln). Espose la sua posizione con forza e in brevi parole in una lettera a Horace Greeley del 22 agosto 1862.

« Io salverei l'Unione. La salverei nella maniera più rapida al cospetto della Costituzione degli Stati Uniti. Prima potrà essere ripristinata l'autorità nazionale, più simile sarà l'Unione "all'Unione che fu". Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione, a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia è di salvare l'Unione, e non se porre fine o salvare la schiavitù. Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù e della razza di colore, lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare, lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. Dovrò fermarmi ogni volta che crederò di star facendo qualcosa che rechi danno alla causa, e dovrò impegnarmi di più ogni volta che crederò che fare di più rechi giovamento alla causa. Dovrò provare a correggere gli errori quando dimostreranno d'essere errori; e dovrò adottare nuove vedute non appena mostreranno di essere vedute corrette »
« Ho sostenuto qui i miei propositi in accordo con il punto di vista dei miei obblighi ufficiali; e non ho intenzione di modificare la mia più volte ribadita volontà personale che tutti gli uomini possano essere liberi »

In ogni caso, al momento in cui scrive questa lettera, Lincoln stava già andando verso l'emancipazione, cosa che avrebbe portato al Proclama di emancipazione. È inoltre rivelatoria la sua lettera scritta un anno dopo a James Conkling il 26 agosto 1863, che comprendeva il seguente estratto:

« C'è voluto più di un anno e mezzo per sopprimere la ribellione prima che fosse tenuta la proclamazione, gli ultimi cento giorni dei quali passati con l'esplicita coscienza che stava arrivando, senza essere avvertita da quelli in rivolta, ritornando alle loro faccende. La guerra è progredita in modo a noi favorevole dall'annuncio della proclamazione. So, per quanto sia possibile conoscere le opinioni degli altri, che alcuni comandanti delle nostre armate in campo, che ci hanno dato i successi più importanti, credono nella politica dell'emancipazione e l'uso delle truppe di colore costituisce il colpo più pesante finora sferrato alla Ribellione, e che almeno uno di questi importanti successi non sarebbe stato raggiunto se non fosse stato per l'aiuto dei soldati neri. Tra i comandanti che hanno queste opinioni ve ne sono alcuni che non hanno mai avuto alcuna affinità con quello che viene chiamato abolizionismo o con le politiche del partito repubblicano ma le sostengono dalla prospettiva puramente militare. Sottometto queste opinioni come intitolate a una certa rilevanza contro le obiezioni spesso mosse che emancipare e armare i neri siano scelte militari poco sagge e non siano state adottate come tali in buona fede »
« Voi dite che non combatterete per liberare i negri. Alcuni di loro sembrano disposti a lottare per voi; ma non importa. Combattete allora esclusivamente per salvare l'Unione. Ho emanato la proclamazione di proposito per aiutarvi a salvare l'Unione. Nel momento in cui avrete vinto tutta la resistenza all'Unione, se vi inciterò a combattere ancora, sarà il momento buono per voi di dichiarare che non combatterete per liberare i negri »
« Ho pensato che nella vostra lotta per l'Unione, a qualsiasi livello i negri abbiano cessato di aiutare il nemico, a tale livello hanno indebolito la resistenza del nemico nei vostri confronti. La pensate diversamente? Ho pensato che qualsiasi negro che possa essere impiegato come soldato, lascia meno da fare ai soldati bianchi per salvare l'Unione. Vi sembra vada diversamente? Ma i negri, come le altre persone, agiscono in base a motivazioni. Perché dovrebbero fare qualcosa per noi, se non faremo niente per loro? Se mettono a rischio le loro vite per noi, devono essere spinte dal più forte dei motivi - anche la promessa della libertà. E la promessa fatta, deve essere mantenuta »
Lincoln si incontra con il suo gabinetto per la prima lettura della bozza della Proclamazione di emancipazione, il 22 luglio 1862. Dirà in seguito: "Non mi sono mai, nella mia vita, sentito più certo di stare facendo la cosa giusta, che quando firmai quel documento."

Proclamazione dell'emancipazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abolizionismo.

Lincoln è accreditato come colui che liberò gli schiavi afroamericani con la Proclamazione dell'emancipazione, che liberò gli schiavi nelle aree della Confederazione non ancora controllate dall'Unione; nei territori del Nord il Proclama di emancipazione non attuò cambiamenti radicali, in quanto il sistema economico-lavorativo non si basava sullo schiavismo. L'abolizione della schiavitù negli stati ribelli, uno degli obiettivi della guerra, divenne l'impulso per la modifica del tredicesimo e del quattordicesimo emendamento della costituzione americana, che rispettivamente abolivano la schiavitù e stabilivano i diritti civili federali. Nonostante le conseguenze che ebbe la sua azione determinante nella lotta alla schiavitù, le sue posizioni sul problema delle diverse popolazioni non erano naturalmente come quelle odierne. A dimostrazione di ciò è chiarificante una sua dichiarazione del 1858:

« Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera; esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca »

Alcuni studiosi, tra cui Stacy Pratt McDermott[1], ammoniscono a non dare facili ed errate interpretazione della visione di Lincoln sulle uguaglianze razziali scrivendo che le frasi sopra riportate sono tipiche manifestazioni della psicologia di chiunque in quel periodo: nessuno è indenne dallo spirito del tempo, per cui non si possono impiegare acquisizioni culturali recenti per giudicare uomini dell'Ottocento, scrive McDermott. Altrimenti, se un antischiavista come Lincoln fosse equiparato a uno schiavista come Douglas, sarebbe la fine della Storia in un mondo confuso e uniforme.

Il discorso di Gettysburg[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discorso di Gettysburg.

Lincoln mostrò un carisma magnetico alla popolazione dell'Unione durante la guerra come è evidenziato dal discorso di Gettysburg, un discorso tenuto in occasione della dedica di un cimitero per i soldati dell'Unione morti nella battaglia di Gettysburg del 1863. Mentre la maggioranza di coloro che tennero discorsi (come per esempio Edward Everett) parlarono a lungo dell'evento, alcuni per ore, le poche parole scelte da Lincoln risuonarono attraverso la nazione e la storia, sconfiggendo la predizione fatta da Lincoln stesso che "il mondo non le annoterà, e non sarà ricordato a lungo quello che diciamo qui". Mentre ci sono pochi documenti relativi agli altri discorsi del giorno, quello di Lincoln è ritenuto essere uno dei più grandi della storia.

La guerra di secessione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra di secessione americana.

La guerra fu una fonte di costante frustrazione per il presidente e occupò quasi tutto il suo tempo. Dopo ripetute delusioni da parte del generale George McClellan e di una fila di altri comandanti generali di scarso successo, Lincoln si affidò alla fiduciosa decisione di nominare un comandante dell'esercito radicale e in qualche modo scandaloso: il generale Ulysses S. Grant. Grant avrebbe applicato il suo sapere militare e il suo talento nella conduzione degli uomini, per arrivare alla fine della guerra.

Quando Richmond, la capitale confederata, venne infine conquistata, Lincoln vi si recò per compiere un gesto pubblico, sedendosi alla scrivania di Jefferson Davis, e dicendo in maniera simbolica alla nazione che il Presidente degli Stati Uniti aveva autorità su tutto il territorio. Venne accolto in città come un eroe conquistatore dagli schiavi liberati, i cui sentimenti vennero riassunti dalla frase di un ammiratore, "So che sono libero perché ho visto il volto di Padre Abramo e l'ho udito". La ricostruzione dell'Unione pesò molto nel pensiero del presidente. Egli era determinato a intraprendere un percorso che non avrebbe alienato permanentemente gli ex stati confederati.

Nel 1864, Lincoln fu il primo e unico presidente ad affrontare un'elezione presidenziale durante la guerra. La durata della guerra e la questione dell'emancipazione apparvero ostacolare gravemente le sue prospettive e una sconfitta elettorale nei confronti del candidato democratico George McClellan appariva probabile. Comunque, una serie di tempestive vittorie dell'Unione, poco prima del giorno delle elezioni, cambiarono la situazione in modo sostanziale e Lincoln venne rieletto.

Durante la guerra di secessione Lincoln ebbe poteri che nessun presidente precedente aveva detenuto; sospese il precetto dell'habeas corpus e imprigionò di frequente le spie e i simpatizzanti sudisti senza processo. D'altra parte, spesso annullò le esecuzioni. Famosa è rimasta la cosiddetta "lettera di Bixby", inviata dal presidente Lincoln nel novembre del 1864 a Lydia Bixby, madre di cinque figli rimasti uccisi durante la guerra di secessione. Il testo di tale lettera è ritenuto uno dei migliori scritti di Lincoln. Se ne riporta appresso la traduzione.

« Casa dell'esecutivo,
Washington, 21 novembre 1864.
Gentile Signora,
il Dipartimento di guerra mi ha mostrato una dichiarazione del Generale del Massachusetts che lei è la madre di cinque figli che sono morti gloriosamente sul campo di battaglia. Sento che le mie parole per alleviarle il dolore di una così forte perdita sono deboli ed inutili. Ma non posso evitare di scriverle perché sono il ringraziamento della Repubblica per la cui salvezza hanno lottato. Prego il Padre Celeste perché l’orgoglio per il sacrificio dei suoi figli sull’altare della libertà prevalga sul dolore per la loro assenza.
I più sinceri e cordiali saluti
A. Lincoln »

L'assassinio[modifica | modifica sorgente]

L'assassinio del Presidente Lincoln, opera di Currier e Ives del 1865.

Dopo la fine della guerra, Lincoln si era incontrato di frequente con il generale Grant. I due uomini pianificavano la ricostruzione del Paese ed era nota a tutti la loro stima reciproca. Durante il loro ultimo incontro, il 14 aprile 1865 (Venerdì Santo), Lincoln aveva invitato il generale Grant a un evento mondano per quella sera, ma Grant aveva declinato.

Senza la compagnia del generale e senza la sua guardia del corpo Ward Hill Lamon i Lincoln andarono al Ford's Theatre, a Washington, dove era in programmazione Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor (1817-1880). Nell'istante in cui Lincoln prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del Presidente, gridando "Sic semper tyrannis!" (Latino: "Così sia sempre per i tiranni!" - motto dello Stato della Virginia e frase storicamente pronunciata da Bruto nell'uccidere Cesare). Secondo alcune testimonianze aggiunse poi "Il Sud è vendicato", saltando successivamente giù dal palco e rompendosi conseguentemente una gamba.

I cospiratori avevano pianificato l'assassinio di altri ufficiali del governo nello stesso istante, ma Lincoln fu l'unica vittima. Booth si trascinò al proprio cavallo e riuscì a fuggire, mentre il Presidente colpito a morte fu portato in una casa dall'altro lato della strada oggi chiamata Petersen House, dove giacque in coma per alcune ore prima di spirare. Fu ufficialmente dichiarato morto alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.

Booth fu scoperto nascosto in un granaio e venne ucciso; diversi altri cospiratori vennero infine catturati e impiccati o imprigionati. Quattro persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell'assassinio: David Herold, George Atzerodt, Lewis Powell (alias Lewis Payne) e Mary Surratt (la prima donna a essere giustiziata negli Stati Uniti). Tre persone vennero condannate all'ergastolo (Michael O'Laughlin, Samuel Arnold, e Samuel Mudd), mentre Edman Spangler fu condannato a sei anni di carcere. John Surratt, giudicato successivamente da una corte civile, fu prosciolto. L'equità delle condanne, in particolare quella di Mary Surratt, è stata messa in discussione ed esistono dubbi sul grado del suo coinvolgimento nella cospirazione.

Negli Stati Uniti è entrata nel folclore la "leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy", riguardante le pretese concomitanze tra i decessi dei due presidenti.

Il treno funebre di Lincoln

Il corpo di Lincoln fu riportato in Illinois in treno, con un grandioso corteo funebre che attraversò diversi stati. L'intera nazione pianse l'uomo che molti consideravano il salvatore degli Stati Uniti, nonché protettore e difensore di ciò che Lincoln stesso chiamava "il governo della gente, dalla gente e per la gente". Alcuni critici sostengono che in realtà erano i Confederati a difendere il loro diritto all'auto-governo, diritto che Lincoln aveva soppresso, e che l'unità degli Stati era stata preservata a discapito della sua natura volontaria.

La famiglia Lincoln[modifica | modifica sorgente]

Abraham e Mary Todd Lincoln ebbero quattro figli. Solo uno sopravvisse fino all'età adulta.

  1. Robert Todd Lincoln: nato il 1º agosto 1843 a Springfield (Illinois) - morto il 26 luglio 1926 a Manchester (Vermont).
  2. Edward Baker Lincoln: nato il 10 marzo 1846 a Springfield (Illinois) - morto il 1º febbraio 1850 a Springfield (Illinois).
  3. William Wallace Lincoln: nato il 21 dicembre 1850 a Springfield (Illinois) - morto il 20 febbraio 1862 in Washington, D.C.
  4. Thomas "Tad" Lincoln: nato il 4 aprile 1853 a Springfield (Illinois) - morto il 16 luglio 1871 a Chicago (Illinois).

Lincoln non ha discendenti viventi.

La riesumazione[modifica | modifica sorgente]

Lincoln venne seppellito all'"Oak Ridge Cemetery" di Springfield, dove nel 1874 fu terminata la costruzione di una tomba in granito alta 54 metri, sormontata da diverse statue di bronzo. Vi sono sepolti anche sua moglie e tre dei suoi quattro figli (Robert è sepolto nel Cimitero nazionale di Arlington). Negli anni successivi alla sua morte vennero compiuti dei tentativi di rubare la salma di Lincoln allo scopo di ottenere un riscatto. Attorno al 1900 Robert Todd Lincoln decise che per prevenire il furto del corpo era necessario costruire una cripta permanente per il padre. La bara di Lincoln fu racchiusa da spesse pareti di cemento, circondate da una gabbia, e sepolta sotto una lastra di pietra. Il 26 settembre 1901 il corpo di Lincoln venne riesumato così da poter essere nuovamente sepolto nella nuova cripta, presso il Lincoln Memorial a Washington, dove riposa a tutt'oggi. I presenti (23 persone compreso Robert Lincoln) - temendo che il corpo potesse essere stato trafugato negli anni intercorsi - decisero comunque di aprire la bara per controllare: quando l'aprirono, furono meravigliati dallo stato di conservazione del corpo sebbene fosse stato imbalsamato. Era infatti perfettamente riconoscibile, anche a ormai più di trent'anni dalla morte.

Sul suo petto vennero rinvenuti i resti della bandiera americana (piccoli brandelli rossi, bianchi e blu) con la quale era stato seppellito, che si era ormai sgretolata. Tutte e 23 le persone che videro i resti di Lincoln sono scomparse da tempo: l'ultima di queste fu Fleetwood Lindley, che morì il 1º febbraio 1963. Tre giorni prima di morire, Lindley venne intervistato. Disse: «Sì, la sua faccia era bianca come il gesso. I suoi vestiti umidi. Mi venne permesso di reggere una delle strisce di pelle quando calammo il feretro per versare il cemento. Non fui spaventato al momento, ma dormii con Lincoln per i sei mesi successivi».[2]

Aspetti personali della vita di Lincoln[modifica | modifica sorgente]

Visione religiosa[modifica | modifica sorgente]

Come per il deismo di Thomas Jefferson, anche la visione religiosa di Lincoln è stata molto dibattuta. Pubblicamente era un cristiano protestante, ma le sue intime convinzioni sono tuttora discusse. Da giovane, Lincoln era chiaramente uno scettico, o, nelle parole di un biografo, anche un iconoclasta.[3] Più tardi nella vita, l'uso frequente di Lincoln di un linguaggio e di immagini religiose nei discorsi potrebbero essere viste come una revisione delle proprie convinzioni personali o essere un espediente per fare appello al suo pubblico, per lo più composto da evangelici. Non aderì mai a nessuna chiesa, anche se spesso partecipò a funzioni religiose con la moglie, tuttavia citava spesso la Bibbia e aveva una profonda dimestichezza con essa.[4]

Nel 1840 Lincoln aderì alla "dottrina della necessità", una credenza di tipo fatalista che affermava che la mente umana era controllata da una forza superiore. Nel 1850, riconobbe l'esistenza di una "provvidenza", in modo generale, ma raramente usò il linguaggio o le immagini degli evangelici, però considerava il repubblicanesimo dei Padri Fondatori con una reverenza quasi religiosa. Quando subì la morte di suo figlio Edward, Lincoln riconobbe più frequentemente il proprio bisogno di dipendere da Dio. La morte di un altro figlio, Willie, nel febbraio 1862, potrebbe aver spinto Lincoln a rivolgersi verso la religione in cerca di risposte e di conforto. Dopo la morte di Willie, Lincoln espresse perché, dal punto di vista divino, la gravità della guerra imminente era resa necessaria. Scrisse in quei momenti, che Dio "avrebbe potuto decidere di salvare o distruggere l'Unione, senza un concorso umano. Però, dato che la guerra era iniziata, lui poteva dare la vittoria finale ad entrambi gli schieramenti in un solo giorno. Il giorno dell'assassinio al Teatro Ford, si racconta che abbia detto alla moglie Mary che voleva visitare la Terra Santa.[5]

Controversie sulla sessualità di Lincoln[modifica | modifica sorgente]

Benché fosse sposato, ed il suo legame con la moglie fosse molto forte e intimo[6], e avesse avuto relazioni con donne, alcuni biografi hanno recentemente ipotizzato che Lincoln fosse bisessuale o segretamente omosessuale, tesi respinta da molti storici, soprattutto di area conservatrice.[7] Tra i documenti citati, alcune lettere giovanili e la dichiarazione della matrigna di Lincoln, che affermò che Abraham non aveva alcun interesse per le donne.[8] Comunemente, nell'America del XIX secolo, gli uomini potevano dividere il letto con altri uomini. Per esempio, quando avvocati e giudici viaggiarono con Lincoln, gli avvocati spesso dormivano "due in un letto e otto in una stanza".[9] Dalle fonti storiche risulta che Lincoln dormì nello stesso letto con almeno 11 ragazzi e uomini durante la sua giovinezza e l'età adulta.[10]

Non ci sono casi noti in cui Lincoln ha cercato di nascondere tali fatti, e in qualche conversazione, ne parlò normalmente lui stesso. Un'altra storia a proposito è la sua stretta amicizia con Joshua Fry Speed, conosciuto a Springfield nel 1837. Vissero insieme per quattro anni, durante i quali occuparono lo stesso letto durante la notte (alcune fonti indicano un grande letto matrimoniale) e sviluppato un'amicizia che sarebbe durata fino alla loro morte.[11] Secondo alcune fonti, anche William Herndon e un quarto uomo hanno dormito nella stessa stanza.[12] Gli storici affermano anche che non era insolito per due uomini condividere anche un piccolo letto a causa di circostanze finanziarie o di altro tipo, senza che ci fosse qualcosa di sessualmente implicito.[8]

In memoria di Lincoln[modifica | modifica sorgente]

La scultura di Lincoln nel Lincoln Memorial, opera di Daniel Chester French

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Lo scultore italo-newyorkese Attilio Piccirilli avrebbe collaborato con French alla gigantesca statua di Abraham Lincoln seduto in atteggiamento pensoso, che si trova a Washington.[13]

Lincoln è stato ricordato in molti modi. Diverse città statunitensi portano il suo nome, soprattutto Lincoln, la capitale del Nebraska. Gli è stato dedicato il Lincoln Memorial di Washington ed è raffigurato sulla banconota da cinque dollari, sulla moneta da un centesimo e nel monumento del Monte Rushmore. La tomba di Lincoln e la casa di Lincoln a Springfield, New Salem (una ricostruzione della cittadina dove visse all'inizio dell'età adulta), il Ford's Theater e la Petersen House sono tutti luoghi conservati come musei.

Il 12 febbraio 1892, il compleanno di Lincoln venne dichiarato festività federale degli Stati Uniti, anche se venne in seguito combinato con il compleanno di George Washington nel President's Day (sono ancora celebrati separatamente in Illinois). Il sottomarino Abraham Lincoln (SSBN-602) e la portaerei Abraham Lincoln (CVN-72) sono stati battezzati in suo onore.

Il grande prestigiatore Harry Houdini realizzò con le sue tecniche illusionistiche una fotografia ritoccata che lo ritraeva insieme al "fantasma" di Lincoln, questo per svelare i trucchi delle fotografie spiritiche, molto diffuse alla fine dell'Ottocento e inizio Novecento.[14] Alcune di esse, oggi ritenute false, ritraevano proprio Lincoln dopo la sua morte, insieme alla moglie ancora viva (quest'ultima era divenuta una seguace dello spiritismo, nel frattempo).[15]

Il gabinetto Lincoln[modifica | modifica sorgente]

Nomine alla Corte Suprema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corte Suprema degli Stati Uniti.

Arti e cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Monte Rushmore: Il volto di Lincoln è a destra

Alba di gloria (Young Mr. Lincoln) del 1939, film di John Ford con Henry Fonda nel ruolo del giovane Lincoln, racconta la storia dei primi anni a New Salem, dove emerge nei primi discorsi del futuro presidente l'amore per la verità e la giustizia; Lincoln si trasferisce poi a Springfield dove apre uno studio legale, diventando in breve tempo un avvocato di successo, preparandosi così l'ascesa al Congresso.

Il film del 1940, Abramo Lincoln in Illinois di John Cromwell, interpretato da Raymond Massey tratta i primi anni di professione forense di Lincoln, fino alla sua elezione a Presidente, avvenuta il 6 novembre 1860.

Nel romanzo del 1992 di Clive Cussler Sahara viene raccontata una storia alternativa, e immaginaria, riguardo alla sua morte, secondo la quale i Confederati, durante le ultime fasi della Guerra di Secessione avevano catturato Lincoln e trasferitolo su una delle loro corazzate, la Texas. Dopo un'epica battaglia sul fiume James, Virginia, la Texas sbaragliò una flotta unionista e riuscì a guadagnare il fiume Niger, in Africa, dove si arenò. Secondo il romanzo, l'uomo ucciso al Ford's Theatre era un attore, ingaggiato dal Segretario della Guerra Edwin M. Stanton, così come Booth, nel quadro di una cospirazione orchestrata da Stanton per assumere il potere. Gli eroi del romanzo, Dirk Pitt e Al Giordino scopriranno la nave e rimanderanno la salma del Presidente negli Stati Uniti.

Nel 2010 Robert Redford dirige The Conspirator, che ripercorre la vicenda processuale relativa alla cospirazione e, in particolare, la difesa di Mary Surratt, l'unica donna ad essere accusata di cospirazione nell'assassinio del presidente.

Nel 2012 è uscito il film La leggenda del cacciatore di vampiri, è basato sul romanzo Abraham Lincoln, Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith, che si è occupato personalmente anche della sceneggiatura. Tra i produttori del film figurano lo stesso regista Timur Bekmambetov e Tim Burton. Il film racconta la storia alternativa di un giovane Lincoln che, dopo aver perso la madre per colpa di un vampiro, in seguito ad un duro addestramento diverrà un cacciatore di vampiri in attesa di compiere la sua vendetta.

Sempre nel 2012 Steven Spielberg dirige un film biografico chiamato Lincoln che verrà successivamente candidato a dodici premi Oscar, aggiudicandosene due. Nel 2014 A.J. Edwards dirige The Better Angels, incentrato sull'infanzia e la formazione di Lincoln.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Grazie ai suoi 193 cm, Lincoln è stato il Presidente degli Stati Uniti più alto della Storia insieme a Lyndon B. Johnson[16][17].
  • Le foto di Lincoln mostrano tratti fenotipici tipici della Sindrome di Marfan. Questa patologia mostra,tra le altre cose: allungamento della parte inferiore del corpo, piedi mani e gambe molto lunghe e testa caratteristicamente allungata.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

capitano - nastrino per uniforme ordinaria capitano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) http://illinoisissues.uis.edu/features/2004Feb/lincoln.html
  2. ^ Abraham Lincoln's Body Exhumed
  3. ^ Douglas L. Wilson, Honor voice: The trasformation of Abraham Lincoln
  4. ^ R. Carwardine, Lincoln: A Life of Purpose and Power
  5. ^ Allen C. Cuelzo, Abraham Lincoln
  6. ^ Jean H. Baker, "Mary and Abraham: A Marriage" in "The Lincoln Enigma" edited by Gabor Boritt pg. 55
  7. ^ Lincoln era gay: parola di storico, articolo Corriere della Sera, 3 ottobre 1995
  8. ^ a b Jonathan Ned Katz, Love Stories: Sex Between Men Before Homosexuality (Chicago: University of Chicago Press, 2001). On Lincoln and Speed see chapter 1, "No Two Men Were Ever More Intimate", pages 3-25. For more on Lincoln and sexuality see the notes to this chapter.
  9. ^ Randall, Ruth Painter. Mary Lincoln: Biography of a Marriage. Boston: Little, Brown, 1953. pp 70-71
  10. ^ Sotos, JG (2008). The Physical Lincoln Sourcebook. Mount Vernon, VA: Mt. Vernon Book Systems
  11. ^ Excerpt from D. H. Donald's We are Lincoln Men Simon & Schuster 2003 ISBN 0-7432-5468-6
  12. ^ Sandburg 1:244 and "Abraham Lincoln: The Prairie Years" (1926) 1:244; Roundup: Talking About History, by Richard Brookhiser, NYT Book Review (Jan 9, 2005) of C.A. Tripp's Gay Lincoln Biography online at the History News Network; David H. Donald's We are Lincoln Men, op.cit.
  13. ^ "I Segreti di New York", Corrado Augias
  14. ^ Houdini Exposes Fraud
  15. ^ Roberto Marino, Fotografie spiritiche, sul sito del CICAP
  16. ^ Joseph Kane, Facts about the Presidents: A Compilation of Biographical and Historical Information, New York: H. W. Wilson, 1994, pp. 344–45. ISBN 0-8242-0845-5.
  17. ^ Waldo W. Braden, Abraham Lincoln, LSU Press, 1993. ISBN 0-8071-1852-4

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Agresti, Abramo Lincoln, Genova, A. F. Formiggini, 1913.
  • David Herbert Donald, Lincoln, Simon & Schuster, 1996, ISBN 0-684-82535-X.
  • David Herbert Donald, Lincoln Reconsidered: Essays on the Civil War Era, Vintage Books, 2001, ISBN 0-375-72532-6.
  • Giancarlo Onorati, L'ultimo dei cospiratori, Ego, 2012, ISBN 88-906140-7-2.

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Predecessore: Presidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
James Buchanan 1861-1865 Andrew Johnson

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