Gian Luigi Bonelli

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Giovanni Luigi Bonelli, detto Gian (Milano, 22 dicembre 1908Alessandria, 12 gennaio 2001), è stato un fumettista, scrittore ed editore italiano.

È stato, insieme ad Aurelio Galleppini, il creatore di Tex[1], nonché fondatore della più importante casa editoriale italiana del settore, ovvero la Sergio Bonelli Editore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gian Luigi Bonelli inizia la sua carriera alla fine degli anni venti pubblicando alcune poesie sul Corriere dei Piccoli.[1] Negli anni trenta scrive alcuni racconti per il Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure di terra e di mare dell'editore Sonzogno e, nel 1936, pubblica a puntate su L'Audace, il primo dei suoi tre romanzi d'avventura: Le Tigri dell'Atlantico, a cui faranno seguito Il Crociato Nero e I Fratelli del Silenzio (quest'ultimo con lo stesso protagonista del primo romanzo: l'investigatore John Mauri) entrambi editi nel 1940.[2]

Entra nel mondo dei fumetti negli anni trenta, dirigendo alcune testate della Società Anonima Editrice Vecchi (S.A.E.V.) di Lotario Vecchi e scrivendo le sue prime sceneggiature per L'Audace, Rin Tin Tin e successivamente per L'Avventuroso edito dalla Casa Editrice Nerbini[3]. Nel 1940 decide di mettersi in proprio acquisendo i diritti della testata l'Audace[4] creando così l'omonima casa editrice che, attraverso vari cambi di nome, e passando prima nelle mani della moglie Tea, poi in quelle del figlio Sergio ed infine in quelle del nipote Davide, si trasformerà nell'attuale Sergio Bonelli Editore[5]. Nel 1941 crea Furio Almirante[3], su disegni di Carlo Cossio, personaggio che otterrà un buon riscontro da parte dal pubblico tanto da essere pubblicato fino agli anni sessanta.

Nel dopoguerra inizia a proporre nuovi fumetti tra cui Ipnos del 1946 (alla cui relizzazione contribuirono numerosi disegnatori: Gino Cossio, Paolo Piffarerio, Guido Da Passano, Armando Bonato e Mario Uggeri)[6], Il Giustiziere del West (realizzato graficamente da Giorgio Scudellari)[6] e la Pattuglia dei Senza Paura (per i disegni di Guido Zamperoni e Franco Donatelli)[6] entrambi pubblicati nel 1948. In quello stesso anno in collaborazione col disegnatore Aurelio Galleppini (in arte Galep), crea altri due nuovi personaggi: Occhio Cupo[6] (pubblicato in un innovativo formato ad albo) e Tex Willer[3]. A fronte delle aspettative che entrambi gli autori riponevano sul primo[7], il successo arriverà grazie al secondo. Agli inizi la pubblicazione ottenne delle buone tirature, sebbene inferiori ad altre presenti nelle edicole. In seguito, soprattutto dopo l'adozione del formato cd. Gigante, sul finire degli anni cinquanta, il fumetto supera nelle vendite i diretti concorrenti, diventando un'icona del settore.

Nonostante la sua attività di sceneggiatore fosse assorbita in gran parte dalle storie di Tex, Gian Luigi Bonelli in seguito darà vita a molti altri personaggi, tra cui, per citarne alcuni, Plutos[6] del 1949 disegnato da Leone Cimpellin, Rio Kid realizzato graficamente da Roy D'Amy[8] Yuma Kid[8] del 1954 disegnato da Mario Uggeri, Big Davy[8] di due anni dopo illustrato da Renzo Calegari e Carlo Porciani, e Hondo[8] del 1957 disegnato da Franco Bignotti e Giubba Rossa[8], ancora per i disegni di Calegari, del 1959. Non cesserà neppure la sua attività di romanziere e, nel 1956, scriverà il romanzo Il massacro di Goldena con protagonista proprio Tex Willer[9], che alcuni anni verrà utilizzato come sceneggiatura per l'episodio della serie regolare Territorio apache, illustrato da Giovanni Ticci[10][11].

Ha scritto anche delle storie per alcuni personaggi non di sua creazione, ma ideati da Guido Nolitta, come è noto nom de plume del figlio Sergio, ovvero Un Ragazzo nel Far West, Zagor[12] e l'ultimo episodio della miniserie Il Giudice Bean.

Gian Luigi Bonelli si ritirerà ufficialmente dall'attività di sceneggiatore nel 1991, anno in cui viene pubblicata la sua ultima storia di Tex Il medaglione spagnolo (disegnata da Guglielmo Letteri)[13]. Già da alcuni anni però aveva passato il testimone della serie a Claudio Nizzi occupandosi prevalentemente della supervisione delle storie, attività alla quale si dedicherà fino alla sua morte, avvenuta nel 2001[14].

Bonelli parlerà sempre di sé stesso come di un "romanziere prestato al fumetto e mai più restituito"[15]. Il suo modo di narrare risente della lezione del grande romanzo avventuroso d'appendice e in particolare di autori quali Alexandre Dumas, Jack London, Donn Byrne, Victor Hugo ed Emilio Salgari, da lui stesso indicati come le sue principali fonti d'ispirazione[16].

Una delle peculiarità del Bonelli autore di fumetti sono le sue caratteristiche "sceneggiature disegnate": in pratica non descriveva a parole la scena che il disegnatore doveva interpretare e poi realizzare (com'è consuetudine), ma, come in uno storyboard cinematografico, abbozzava la tavola dando quindi indicazioni molto precise sulla sua struttura sequenziale e sulle singole inquadrature.

Gian Luigi Bonelli è stato sepolto al Cimitero Monumentale di Milano[17]. Il giorno dei suoi funerali il consiglio comunale di Milano gli ha tributato un minuto di silenzio, e in tale occasione il presidente Giovanni Marra ha così ricordato l'autore: "Come i grandi romanzieri dell' Ottocento e del Novecento, Bonelli non aveva bisogno di calpestare le praterie per descriverle. Per lui l' avventura era in ogni luogo, in ogni città. È stato un romanziere prestato al fumetto. Disse una volta: "Tex sono io. Nel mio Tex c' è il mio senso di reazione a ogni ingiustizia". A noi piace ricordarlo così"[17].

Tex[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Gian Luigi Bonelli è legato indissolubilmente a Tex Willer, alle cui sceneggiature[18] si è dedicato per un quarantennio prima di cederle nelle abili mani di altri autori tra cui, solo per citare i più importanti: Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli), Claudio Nizzi e Mauro Boselli. È da rilevare la vitalità del suo personaggio; infatti ancora negli anni dieci del XXI secolo, ad oltre sessant'anni dall'esordio, risulta il fumetto italiano col più alto numero di vendite, oltre ad essere riuscito a sopravvivere alla crisi del genere western da cui aveva tratto ispirazione.

Lo stile narrativo è allo stesso modo semplice ed efficace, la caratterizzazione psicologica dei personaggi è relativamente scarna, mentre viene privilegiata l'azione che imprime al fumetto degli effetti di tipo cinematografico.

Il Tex creato dal Bonelli è l'eroe classico che difende i deboli qualunque sia il loro colore della pelle, senza dubbi esistenziali di sorta e disposto, se necessario, a violare la legge pur di far trionfare la giustizia. Sono caratteristiche che verranno in parte modificate dagli altri autori[19][20].

Per la sua creatura Bonelli ha avuto come modello di riferimento (e non poteva essere diversamente) il cinema western statunitense del periodo classico e, in particolar modo i film di John Ford. Ad ogni modo è riuscito ad evitare un appiattimento deleterio sui canoni convenzionali del genere, creando invece un immaginario che è ormai da tutti considerato il marchio di fabbrica di Tex.

A Bonelli va inoltre riconosciuto il merito di essere stato tra i primissimi autori a non aver dato una rappresentazione pregiudiziale e stereotipata sui nativi, anticipando così di circa un ventennio il western revisionista del cinema americano.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995 gli è stato assegnato il premio ANAFI "per la lunga e sempre valida inventività, che lo ha portato a creare decine di personaggi e serie narrative, e in particolare quella di Tex Willer, il più longevo e amato dei fumetti western italiani"[21].

Il 21 maggio 2010 a Milano gli è stato intitolato un giardino, sito in via Fratelli Antona Traversi[22].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

  • Le Tigri dell'Atlantico, Milano, Società Anonima Editrice Vecchi, 1936. (il romanzo apparve inizialmente a puntate sul L'Audace per poi venire edito in volume nel 1940[2])
  • Il Crociato Nero, Milano, SADEL, 1940.
  • I Fratelli del Silenzio, Milano, AVE, 1940.
  • Il massacro di Goldena, Milano, Audace, 1956.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Scheda su Gian Luigi Bonelli sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 22 settembre 2013.
  2. ^ a b Moreno Burattini, Vocazione avventura, in Pier Luigi Gaspa et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano, Napoli, Comicon, 2010. pag. 39-40
  3. ^ a b c Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008. ISBN 88-04-58378-9.
  4. ^ Pier Luigi Gaspa, et al., L'Audace Avventura in L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, p. 25. ISBN 88-88869-23-9.
  5. ^ Gianni Brunoro, Bonelli story, in Pier Luigi Gaspa, et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, p. 28. ISBN 88-88869-23-9.
  6. ^ a b c d e Storia della casa editrice negli anni quaranta sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 2 marzo 2014.
  7. ^ Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008. ISBN 88-04-58378-9.
  8. ^ a b c d e Storia della casa editrice negli anni cinquanta sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 2 marzo 2014.
  9. ^ Nazzareno Giorgini Il Massacro di Goldena: Tex dal romanzo al fumetto. URL consultato il 22 settembre 2013.
  10. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Giovanni Ticci (disegni), Inferno a Robber City, in Tex n. 108, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1969.
  11. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Giovanni Ticci (disegni), Massacro!, in Tex n. 109, Sergio Bonelli Editore, Milano, novembre 1969.
  12. ^ Nella scheda riepilogativa degli albi realizzati dagli autori di Zagor sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 27 settembre 2013.
  13. ^ Gian Luigi Bonelli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Il medaglione spagnolo, in Tex n. 364, Sergio Bonelli Editore, Milano, febbraio 1991.
  14. ^ Addio a Gian Luigi Bonelli il papà di Tex Willer. in La Repubblica, 12 gennaio 2001. URL consultato il 13 gennaio 2011. [L'articolo apparso sul quotidiano che informava della scomparsa di Bonelli.]
  15. ^ Moreno Burattini, Vocazione avventura, in Pier Luigi Gaspa et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano, Napoli, Comicon, 2010. pag. 39
  16. ^ Mauro Paganelli, Conversazione con Gianluigi Bonelli, in Pier Luigi Gaspa et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano, Napoli, Comicon, 2010. pag. 194
  17. ^ a b Addio a Bonelli, oggi i funerali del papà di Tex in Il Corriere della Sera, 16 gennaio 2001. URL consultato il 2 marzo 2014.
  18. ^ Nella scheda riepilogativa degli albi realizzati dagli autori di Tex sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 27 settembre 2013.
  19. ^ Angelo Palumbo, Il Tex di Nolitta, Dime Press, n. 2, settembre 1992.
  20. ^ Nazzereno Giorgini, Giampiero Berardinelli, Il Tex di Mauro Boselli, in Dime Press, n. 18, febbraio 1998.
  21. ^ Albo d'oro dei premi sul sito dell'ANAFI. URL consultato il 26 settembre 2013.
  22. ^ Un giardino per Gianluigi Bonelli, nel Comics Day! in afNews.info, 14 maggio 2010. URL consultato il 4 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lillo Gullo, Gianluigi Bonelli / È il lettore che deve "scoprire" il personaggio Tex, La Città Futura, n. 23, 2 novembre 1977.
  • Enzo Linari (a cura di). Gian Luigi Bonelli dal romanzo a Tex. Firenze Glamour International Production, 1991.
  • Gianni Brunoro (a cura di), Dossier Gian Luigi Bonelli, Collana Dime Press, 3(25). Firenze, Glamour International Production, febbraio 2001.
  • Graziano Frediani. Gian Luigi Bonelli - sotto il segno dell'avventura. Milano, Sergio Bonelli Editore, 2002.
  • Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008. ISBN 88-04-58378-9.
  • Pier Luigi Gaspa, et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010. ISBN 88-88869-23-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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